Forse è così che succede, senza accorgersi senza un perché apparente e immediato ci si trova con tutto il corpo e la mente e lo spirito nel bel mezzo di una corrente estranea, che forse, neppure si immaginava potesse esistere ed allora RUN RUN RUN! Ed allora è emulsione (no G.? :) ), è confusione e mescolanza e misticanza e fusione. Con un perché dissidente ci si trova con i piedi lontano dal suolo e il sole assieme alle stelle al nostro fianco. Così è la Vita quando non ci si muove contro. Almeno questo credo.
Poi nasce un sentimento di libertà, forse pure ci si sente liberi, e non ci si pone domande perché non sono le risposte che contano. Conta l'immediato, il presente, il Tutto e il Niente. Poi chissà perché chissà per come, ma un perché e un come esistono sempre, il botto. Lo scotto.
Tutto si ferma istantaneamente, l'involucro che ci racchiude in questa Vita non ci protegge, la nostra inerzia è il vero male. La nostra corsa non finisce assieme al nostro moto, si sbatte sulla realtà e si urtano le pareti. A destra a sinistra, sopra e sotto, avanti e indietro. Ogni urto dissipa energia, ogni urto è necessario per fermarsi di volta in volta meno dolore un altro livido, stesso sapore.
Poi gli urti cessano tornando ad una quiete apparente. Comincia la decantazione. Tutto cala verso il basso lentamente svogliatamente. Ma un qualcosa di strano accade una sorta di "gravità-inversa" agisce sulle Cose, le più pesanti sono le più lente a depositarsi, viziose vogliono mantenere il suo stato di importanza non capendo che il fondo arriverà ance per loro. -Perché indugiate? Fate come volete, siete predestinate sapete!- .
Nel silenzio del dopo, che è un nuovo presente, si perde la memoria o forse ci si inganna e si vuole rivivere ciò che si ricorda troppo bene, non conta, e si ricomincia a correre un passo e poi l'altro sempre più veloce e... azione. Si è ripartite! Talvolta è troppo presto e allora urti, ancora urti. Decantazione, ancora. Talvolta è il momento giusto e la corsa muta e ci si accorge esser volo che si autoalimenta. Reazione, ancora.
No, non è ottimismo il mio. Sicuramente non sono negativo e neppure pessimista, ora. Diciamo una positività nichilista che non so se esiste (mi suona di ossimoro mal costruito).
Sento che la decantazione in me forse sta terminando, probabilmente sarà colpa dell'autunno con le sue foglie cadenti. Mi sembra di vivere una primavera inversa dove il mondo cresce a testa in giù. Radici tra le nuvole, germogli e fiori verso il suolo.
Sì così mi sento. Sospeso tra un moto inevitabile di un'azione lenta e indomabile nella certezza che un processo si sta esaurendo. Nella consapevolezza che la corrente è vicina pronta a risucchiare chi è disattento, chi è avventato. Chi è pronto. Ho finito i perché, nessun motivo mi sbarra la strada. Certi perché non hanno risposte, loro sono la risposta.
AZIONE-EMULSIONE-DECANTAZIONE.
Forse è questo il cerchio che abbraccia ogni Vita. Non lo so neppure per me, prima devo completare tutti i passaggi. Chiudere gli estremi.
In ogni Vita cade un po' di pioggia. In certe Vite e per certe Anime grandi grandi, come Voi che leggete, è stato diluvio senza fine apparente.
A voi un sorriso del sole sul vostro volto. A voi un raggio di luce come di scintilla perché possiate accendervi e splendere ancora una volta, meglio di prima su voi stessi. Sì, perché credo che sia questo ciò conta in fondo. Perché alla fine di ogni buco nero ci deve essere un astro splendente. Alla fine di tutto c'è la cosa più magnifica. Noi.
Buon fine settimana e, se posso, occhio alla corrente! Non chiudete le porte perché tanto passerà dalle finestre, lasciatela entrare.
Roberto
Poi nasce un sentimento di libertà, forse pure ci si sente liberi, e non ci si pone domande perché non sono le risposte che contano. Conta l'immediato, il presente, il Tutto e il Niente. Poi chissà perché chissà per come, ma un perché e un come esistono sempre, il botto. Lo scotto.
Tutto si ferma istantaneamente, l'involucro che ci racchiude in questa Vita non ci protegge, la nostra inerzia è il vero male. La nostra corsa non finisce assieme al nostro moto, si sbatte sulla realtà e si urtano le pareti. A destra a sinistra, sopra e sotto, avanti e indietro. Ogni urto dissipa energia, ogni urto è necessario per fermarsi di volta in volta meno dolore un altro livido, stesso sapore.
Poi gli urti cessano tornando ad una quiete apparente. Comincia la decantazione. Tutto cala verso il basso lentamente svogliatamente. Ma un qualcosa di strano accade una sorta di "gravità-inversa" agisce sulle Cose, le più pesanti sono le più lente a depositarsi, viziose vogliono mantenere il suo stato di importanza non capendo che il fondo arriverà ance per loro. -Perché indugiate? Fate come volete, siete predestinate sapete!- .
Nel silenzio del dopo, che è un nuovo presente, si perde la memoria o forse ci si inganna e si vuole rivivere ciò che si ricorda troppo bene, non conta, e si ricomincia a correre un passo e poi l'altro sempre più veloce e... azione. Si è ripartite! Talvolta è troppo presto e allora urti, ancora urti. Decantazione, ancora. Talvolta è il momento giusto e la corsa muta e ci si accorge esser volo che si autoalimenta. Reazione, ancora.
No, non è ottimismo il mio. Sicuramente non sono negativo e neppure pessimista, ora. Diciamo una positività nichilista che non so se esiste (mi suona di ossimoro mal costruito).
Sento che la decantazione in me forse sta terminando, probabilmente sarà colpa dell'autunno con le sue foglie cadenti. Mi sembra di vivere una primavera inversa dove il mondo cresce a testa in giù. Radici tra le nuvole, germogli e fiori verso il suolo.
Sì così mi sento. Sospeso tra un moto inevitabile di un'azione lenta e indomabile nella certezza che un processo si sta esaurendo. Nella consapevolezza che la corrente è vicina pronta a risucchiare chi è disattento, chi è avventato. Chi è pronto. Ho finito i perché, nessun motivo mi sbarra la strada. Certi perché non hanno risposte, loro sono la risposta.
AZIONE-EMULSIONE-DECANTAZIONE.
Forse è questo il cerchio che abbraccia ogni Vita. Non lo so neppure per me, prima devo completare tutti i passaggi. Chiudere gli estremi.
In ogni Vita cade un po' di pioggia. In certe Vite e per certe Anime grandi grandi, come Voi che leggete, è stato diluvio senza fine apparente.
A voi un sorriso del sole sul vostro volto. A voi un raggio di luce come di scintilla perché possiate accendervi e splendere ancora una volta, meglio di prima su voi stessi. Sì, perché credo che sia questo ciò conta in fondo. Perché alla fine di ogni buco nero ci deve essere un astro splendente. Alla fine di tutto c'è la cosa più magnifica. Noi.
Buon fine settimana e, se posso, occhio alla corrente! Non chiudete le porte perché tanto passerà dalle finestre, lasciatela entrare.
Roberto
Wash -Calexico
Light shines through darker days
eyes close and lose their way
slip away the night
while the whole town's asleep
caught between the space
where you wanted to be
death acts and life reacts
spent time turning looking back
clues along the track
leave the following kind
the ground that seems to be new
winding up the same every time.
Light shines through darker days
eyes close and lose their way
slip away the night
while the whole town's asleep
caught between the space
where you wanted to be
death acts and life reacts
spent time turning looking back
clues along the track
leave the following kind
the ground that seems to be new
winding up the same every time.




4 comments:
.. non sei ottimista.. forse nemmeno positivo..
.. ma da questo post io evinco speranza..
.. sbaglio?
.. e comunque, credo molto nella predestinazione.. Se qualcosa ci spetta, ci spetta.. Ed è anche abbastanza inutile, quando accade, chiedersi tanti perchè..
Ciao Linda,
speranza sì, un po'. Forse, più correttamente, è consapevolezza che tanto più giù non è che si può andare e che poi questo giù è solo un corollario, così come il "su". Sì evinci bene.
Sai io non credo, a differenza di te, nel destino e nella predestinazione ma credo nel tuo stesso risultato. Credo nell'azione(ma non faccio/applico abbastanza). Ma soprattutto credo in una cosa che è una verità che per me è assoluta: TUTTO TORNA. Il tempo non deve essere un criterio per valutare il valore del tutto. A "noi" spetta solo la saggezza per poter riconoscere il tutto. Qui è la parte difficile. Hai ragione, quello che ci spetta ci aspetta al varco. Sì non c'è dubbio. Nessun perché. L'importante, ahimè, è sapersi muovere. Magari pure danzare.
Se posso, vorrei suggerirti un alettura che mi è stata consigliata da Museum. L'ho trovata fantastica: Dance Dance Dance di Murakami Huraki.
Buona settimana e serata Linda!
Roberto
Finalmente - a scoppio ritardato - mi sono gustata questo brano... Grazie!
Ma figurati, il tempo sulle pagine virtuali aspetta i lettori, non si è mai in ritardo.
Bello vero? a me lo ha consigliato non ricordo chi però so solo che consiglia sempre bene... chissà chi era... Mus... ma non si chiama così...:)
A me sa di pioggia estiva, di quella che lava, di gocce che tracciano linee come solchi portando con loro l'impurità. Lasciando libera una piccola traccia di profonda nudità.
Grazie a te Yuki! ;)
Buona serata,
Roberto
PS: chissà se la neve per te quest'anno avrà lo stesso significato, candore o leggerezza, sai me lo chiedevo mentre commentavo... sì ci ho il cervello fuso! :(
Post a Comment