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Saturday, 13 March 2010

Sbagliare

VOGLIO UNA STRAFOTTUTA MACCHINA DEL TEMPO. LA VOGLIO CON IL PRIMO SETTEMBRE 1985. VOGLIO POTER SBAGLIARE TUTTO COME NON HO MAI POTUTO E QUINDI MAI SAPUTO FARE. FORSE VENTICINQUE ANNI DOPO, ORA, POTREI DIRE CHE SO VIVERE.
Cari genitori, vi voglio bene, mi avete cresciuto e mi avete dato un istruzione con sacrifici ma ciò non toglie che mi avete educato male. Si poteva fare di peggio, è normale vero ed ammissibile ma non centra! AVEVO BISOGNO CHE MI SI LASCIASSE SBAGLIARE A MODO MIO. Difetto di sensibilità il vostro, stupida ignorante accettazione la mia.

Scusate il piccolo sfogo di un sabato qualunque di una giornata qualunque come tanti, tante.

Mio


Questo non deve mai succedere. MAI!


11 comments:

DRESSEL said...

no, senti, questo non è ASSOLUTAMENTE alla tua altezza.
far risalire le colpe ai genitori è veramente troppo facile.
un cervello uno ce l'ha anche a cinque anni. se tu avessi VERAMENTE voluto sbagliare, lo avresti fatto anche a quell'età.
è solo te stesso che devi criticare, quando non ti stai bene, ed è solo con te stesso che devi complimentarti, quando invece sei soddisfatto.
pensare che la colpa possa essere, anche solo in parte, di qualcun altro è pericolosissimo.
attenzione!

Mio said...

Se tu sapevi dire di no a cinque anni ma pure a dieci come lo sai fare adesso tanto di cappello, saresti la prima che conosco. Ma io conosco poche persone. Pensa che magari non tutte le famiglie sono sensibili come la tua perché così come io potevo da BAMBINO prendere le mie decisioni con una visone futura, così i miei genitori da ADULTI poteva prendere altre scelte. Che poi io ho sempre messo davanti loro a me, forse è questa la mia grande colpa. Se colpa si può definire.
E scusa sai ma non capisco questo tuo tono che mi suona accusatori e non dovuto, visto che tu sai solo in parte le vicende della mia vita da bambino e da giovane... quindi non trovo molto gentile mettere le maiuscole.

on questo non voglio dire che tu sia peggiore o cose di questo tipo, BEN INTESO! non me lo posso assolutamente permettere ma solo una cosa: da me il Metodo Montessori (tu sai di quale grande persona parlo parlo pur non avendola conosciuta), non è stato applicato. Non è poco. Pensa, se posso, partendo da una base che non sia una famiglia diversa dalla tua. Pensa ad un ambiente differente. Poi dimmi. Poi se vorrai ti spiegherò cosa intendo con esperienze differenti nella mia famiglia. Solo questo.

Spero di non essere stato scortese nel risponderti ma devo ammeterlo, un poi mi hai irritato, spero di non avere fatto lo stesso ma a caldo questo mi è venuto. Scusami ma preferisco essere diretto e sincero, come te. Negli altri credo che sia una preziosa dote.

Buona serata Dressel!

Robertp

Mio said...

...scusa ma è che la chiarezza non è il mio forte. Le colpe maggiori sono le mie perché poi i cinque diventano sei, sette ecc ecc ecc in questo è fuor di dubbio: potevo riparare in parte e ma mica l'ho fatto e li NON ci sono scusanti. Avrebbe voluto dire creare un gran casino ma ora il casino è solo mio. Ah e non concordo sull'essere soddisfatto, se si arriva ad un punto nella vita bisogna anche a mio avviso capire perché ci si è arrivati. Io, per me, non sarei qui senza la famiglia e quindi il merito non è solo mio. Per le colpe, quando davvero si prendono le proprie decisioni, quello sì assolutamente e sempre. Come ho fatto quando ho cominciato a decidere come sto facendo ora. Ma questo già lo sai.
Scusa la re-replica e di essere stato sgarbato prima.

A presto,

Roberto

DRESSEL said...

non metterti sulla difensiva, perchè non ho offeso nessuno!
e se pensi che io sia nata e cresciuta sotto a un cavolo ti sbagli di grosso.
io non ho fatto riferimento alle tue esperienze nè alle mie. quel che ho detto è una cosa che vale sempre.
l'ho detto e lo ripeto: è sbagliato dare la colpa agli altri per i tuoi problemi esistenziali. non ho mai fatto riferimento alle tue vicende personali, perchè non le conosco. non conosco i tuoi e non so a cosa tu ti riferisca, ma non è questo il punto.
è solo che conosco diverse persone che hanno dato la colpa ai loro genitori e quello è stato il loro primo passo verso la vera e propria decadenza.
scavare troppo è pericoloso. in casi come questo potresti solo arrivare ad avercela seriamente con le persone che (secondo te) hanno causato i tuoi problemi, il tutto SENZA risolvere i problemi stessi.
è utile?
no, non lo è.

DRESSEL said...

PS: quando dico che noi siamo la causa di tutto quel che ci capita, non intendo dire che siamo tutti eremiti.
mi spiego: io sono estremamente grata a dante per aver scritto la divina commedia e so che senza di lui la mia vita non sarebbe la stessa, ma è anche vero che sono IO che ho deciso di leggerla.
lo stesso vale per le cose negative.
libero arbitrio, semplicemente questo.
ce l'abbiamo tutti e dobbiamo maneggiarlo con estrema cura, perchè è un'arma a doppio taglio.
per i rapporti umani il discorso è assolutamente identico: siamo NOI, in prima persona, che abbiamo avuto il coraggio, la pazienza e l'umiltà di entrare in contatto con le persone che riteniamo importanti e che ci hanno insegnato tanto.

Mio said...

Ma io non parlavo DI genitori ma dei MIEI genitori. Quindi la tua risposta era calata, per me, in quel contesto. Limiti, miei, di comprensione, specificamelo un altra volta... :)

Ora se i genitori non hanno alcuna influenza tutti i bambini dovrebbero essere stati come te o meglio a prescindere da qualsiasi famiglia i bambini possono essere lasciati a loro stessi e vada come vada si auto-educano senza bisogno di "intromissione" alcuna visto che la discriminante NON è la famiglia. LA non UNA. Detto questo ne deduco, ma magari sbaglio, che se la mia accezione di famiglia, secondo quanto tu specifichi, è corretta, tu saresti quelle che sei ora indipendentemente dalla tua famiglia. Tu non avresti assorbito nulla dai comportamenti (non giudico ora ben inteso) dei tuoi genitori. Non nella pubertà, non nell'infanzia e non quando neppure sapevi parlare. Semplicemente credo che sia impossibile. La dimostrazione sta nel fatto che differenti famiglie per storia, tradizione, cultura, ignoranza portano a differenti figli. Il vero della tua affermazione è nella MISURA nella quale la stessa famiglia porta a figli differenti in comportamento ed abitudini. Però c'è da chiedersi se la stessa famiglia per le cose che succedono nella vita (belle o brutte) non sia cambiata durante. Se le priorità e le attenzioni sui figli siano sempre state le stesse.
Io, sbagliando, spesso/sempre non mettevo me in cima alla classifica, prima pensavo come potevano stare. Loro, per me sbagliando, non mi davano l'opportunità di lasciar decidere con la giusta incoscienza. Sai, credo che è un più cheto vivere per i genitori avere un figlio che non da problemi. Qui è per me la loro unica colpa. Questo è quanto.

Sì sulla difensiva è vero è che una comunicazione efficiente mi riuscirebbe anche a quattr'occhi .

Che non è di colpe che parlo, o meglio sono colpe passate che in quanto tali hanno il valore di essere nulle e pure stupide, ma questo è stato. Io sono qui ed ora ed in tal senso non conta, anzi sono più le cose positive che mi trovo nelle mani e di questo ne sarò sempre grato però un pezzo della mia vita manca. Io sono qui ora e le uniche colpe che addosso le addosso a me al presente. Per questo non credo nella pericolosità dei miei pensieri, non provo rancore o altri sentimenti negativi nei loro confronti ma questo è stato. Nulla più.

Buona serata Dress'!

Roberto

Mio said...

Al tuo PS in ritardo da prima...

sì ma qualcuno può prestarci i soldi per comperare la Divina Commedia o portarci in biblioteca oppure regalarcela... qualcuno può non volerlo fare o può semplicemente non capirlo anche se lo si tenta di dire...
Il libero arbitrio nasce quando si è liberi e ci sono età in cui non si è liberi, perché non si riesce a chiedere, pretendere o a ricevere libertà. Questo parlo per il mio passato e le differenti colpe, delle differenti parti stanno in quei verbi in differenti misure.
Ora sono libero e le colpe saranno solo mie. Per i meriti non sono ancora così convinto per esempio si potrebbe parlare degli incontri che si fanno nella vita... ok?!?!

See you,

Roberto

DRESSEL said...

io continuo a dire che i bambini hanno un cervello, una coscienza di sè e una volontà propria.
comunque, anche se fossero pupazzi, una volta cresciuti hanno il potere di scrollarsi di dosso ciò che non gradiscono.
per il resto non sono d'accordo: tutto quello che siamo e tutto quello che ci succede è colpa o merito nostro.
non credo nella fortuna o nella sfortuna.

Mio said...

Io mica ho parlato di fortuna e sfortuna, mai. Quello che dico è che allora si è insensibili alle esperienze della vita sempre. Visto che sempre si è "programmabili" su ciò che si vuol fare, sulle nostre decisioni, che un genitore, qualora si voglia opporre ad una scelta del bambino, non sia in grado di farlo. La coercizione esiste anche nelle famiglie. Quello che voglio dire è che le persone che passano nella vita non lasciano nulla, un segno o un pensiero nuovo. Genitori inclusi. Credi questo? Credi che fosse questo pure da bambini che, ma questo è, lasciti a noi stessi senza cure ed attenzioni non "saremmo" (parlo in generale di chi è diventato adulto) dove "siamo". Mi spiace ma questo è negare che la vita possa lasciare traumi o piacevoli esperienze che poi ci si porta appresso. Questo non credo che sia vero.

Per il dopo, per quando si può portare le proprie opinioni con un ragionamento logico e fondato, sì sono d'accordo. Ora non dirmi che ha cinque anni potevi parlare con la stessa proprietà di linguaggio e sulla base di esperienze che hai ora, con la tua coscienza di ora. Saresti stata l'unica bambina sulla terra.

Buona giornata Dressel!

Roberto

DRESSEL said...

sì che parli di fortuna! tu hai nominato gli incontri casuali con le persone. d'accordo, non sei tu che decidi chi incontrare, ma sei tu che decidi chi accogliere (o eliminare).
io ho detto che nessuno di noi ha vissuto come un eremita, quindi è chiaro che chiunque ha avuto a che fare con persone/situazioni che gli hanno lasciato qualcosa.
quello che dico è che siamo noi che abbiamo deciso cosa essere. se qualcuno o qualcosa ti fa star male, la colpa non è di queto qualcuno/qualcosa, ma tua. sei tu che hai deciso di averci a che fare.
per il resto, se vuoi a tutti i costi che lo ammetta, dirò che un bambino è un essere senza cervello con nessun potere decisionale.
no, scherzo, non ti tratterei mai come un idiota, quindi argomenterò di nuovo.
hai mai sentito parlare della (benedetta) ribellione infantile? non sai quanto ho dovuto gridare per far sentire la mia voce, anche da piccolissima.
premettendo che NON sono stata l'unica bambina sulla faccia della terra con una coscienza di sè, ti ricordo quel discorso che facevo con i miei zii quella sera in terrazza. se io fossi stata a sentire le mie suore dell'asilo e delle elementari, ora sarei convinta di non saper disegnare.
ma visto che anche allora mi osservavo con occhio critico, non le sono mai stata a sentire.
se invece lo avessi fatto, avrei mollato pastelli e colori per sempre, perdendo tantissimo. nonostante questo, ora NON avrei il diritto di prendermela con loro per non essere stata capita a suo tempo. la colpa sarebbe solo mia.
credimi, i bambini sono svegli, sanno chi sono.
in puero homo (nel bambino c'è l'adulto), dicevano i latini.
io non so quale sia il tuo problema attuale o quale sia stato il tuo cruccio infantile. posso solo consigliarti di lasciar perdere certi pensieri, semplicemente perchè è troppo tardi.
vai avanti! so che ne sarai capace!

Mio said...

Appunto il caso non è fortuna! Se tu prendi diciamo una variabile aleatoria, incontri con persone, per dire se sono stato fortunato o no dovrei fare una statistica. Non conoscendo o non avendo avuto un campione sufficientemente ampio di persone non posso giudicare come sono stato, fortunato o meno, io parlo della mia esperienza non di fortuna. Ri-d'accordo sul fatto che sono io che accetto o rigetto ma da BAMBINI è difficile non accettare una famiglia e le decisioni che i genitori possono prendere ed imporre. Si può gridare quanto si vuole, ma si può sempre essere non ascoltati. Si può evitare di gridare perché si pensa che sia giusto, o meglio, si accetta il parere altrui perché ci si fida.

Appunto è vero, non le hai ascoltate perché erano le suore. Più ti fidi delle persone più sei tenuto a prendere in considerazione le loro opinioni, forse perché io penso di essere sempre nel torto, così come lo sono gli altri. Credo che nessuno possieda verità assolute, io in primis. Ma questo vale per me e non giudico ASSOLUTAMENTE gli altri in ciò. In parte, ma con meno coscienza credo che lo pensassi pure da piccolo.
No, la colpa non sarebbe solo tua, sarebbe anche di chi ti ha fatto smettere con cattivi consigli o demoralizzandoti. I meriti e le colpe in certe fasi critiche della vita non sono mai da una sola parte, questo penso. Da bambini, allora, i genitori non avrebbero alcuna responsabilità. Fare il genitore sarebbe la cosa più facile del mondo no? I genitori sarebbero intercambiabili. Su questi punti non concordo.

Anche quello che ha detto "nel bambino c'è l'adulto" è per me vero ma bisogna vedere se è manifesto e quanto è manifesto. Il carattere nei suoi tratti fondamentali tende a rimanere immutato ma ciò non toglie che gli incontri lo possano modificare.

Ri-concordo, il mio problema attuale relativo a queste cose è che c'è un momento in cui si imaprano cose che poi saranno naturali. Ora voglio impararle da adulto, la cosa non è così naturale ma questo, quello che sarà MERITI o COLPE, sarà solo mia. Per quello che è stato è stato e non ci rimugino sopra ma così è andata. Era una semplice constatazione la mia.

Quindi accetto volentieri e come sempre un tuo consiglio per il presente ma anche per il passato perché su entrambi si concorda.


Buona gioranata Dressel!

Roberto


PS: mai pensato che mi tratti come un idiota... non lo fai vero??? ok ok ci vado ci vado :D

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