Dov'è finito il tuo sorriso sempre impresso su quel volto amichevole e dolce che sempre mi ha accolto quando entravo nella tua casa. Cancellato dal dolore, no, non è solo questo c'è dell'altro. L'ho visto nel fondo dei tuoi occhi di bambina quegli occhi tra il verde ed il marrone chiaro, tondi e gentili. Si quegli occhi che adesso a distanza di neanche un'ora non dimentico, che a distanza di giorni, settimane o mesi non dimenticherò. Perchè erano vuoti come mai prima, tristi ed infinitamente persi in uno sconforto che sapeva di desolazione. Questa sera ti ho visto per la prima volta vecchia, stizzita ed acida con il tuo dolce viso contratto in smorfie e spasmi che non ti sono mai appartenuti. Mi
hai fatto arrabbiare, mi ha dato un'enorme tristezza.
Io ti guardavo, ti osservavo volevo capire il tuo cambiamento cosa mi spaventava. Non ho provato compassione sai, non mi hai fatto pena, no assolutamente. Mi potrai dire che sono un bastardo che non ti voglio bene, credilo se ti fa comodo a me non importa! Quello che so è che mi hai dato rabbia di quella che nasce dentro, di quella che arde cresce ed accieca. Di quella che non si mostra con un ringhio, con una bestemmia con una parola violenta, non con gesto plateale alcuno. Di quella che si tenta di reprimere perchémse si scoppia si sa che ne possono uscire parole taglienti come rasoi nella loro verità, che generano risposte mute come solo gli spazi svuotati di qualsiasi mezzo lo sono. Sono stato zitto perché non avresti capito, zitto perché la non voglia di reagire ti ha rapito col suo canto di sirena.
Perché hai deciso questo? Perché non vuoi soffrire per qualcosa di migliore? Perché no ti guardi allo specchio e ti domandi dove hai perso la tua anima colorata? Perché?
Mi ha salutato con gli occhi lucidi come a cercare, implorare una parola di conforto che ti avrebbe fatto piacere un qualcosa che altri di avranno già detto, che altri ti diranno. Non ho voluto dartela perché non di questo hai bisogno. Semplicemenete ti ho salutato col nodo in gola, gurdandoti negli occhi cercando di parlarti con gli occhi che trattenevano lacrime che mai avrei lasciato scappare. Ti ho detto "Fai la brava, mi raccomando!", ti ho dato una piccola pacca sulla spalla come l'afffetto che si riserva a un grande amico, non un bacio sulla guancia. Non so se hai capito, purtoppo non credo.
Una che non posso pretendere ti chiedo nonna, non mollare e combatti per le tante cose belle per le quali val la pena vivere!
Roberto
hai fatto arrabbiare, mi ha dato un'enorme tristezza.Io ti guardavo, ti osservavo volevo capire il tuo cambiamento cosa mi spaventava. Non ho provato compassione sai, non mi hai fatto pena, no assolutamente. Mi potrai dire che sono un bastardo che non ti voglio bene, credilo se ti fa comodo a me non importa! Quello che so è che mi hai dato rabbia di quella che nasce dentro, di quella che arde cresce ed accieca. Di quella che non si mostra con un ringhio, con una bestemmia con una parola violenta, non con gesto plateale alcuno. Di quella che si tenta di reprimere perchémse si scoppia si sa che ne possono uscire parole taglienti come rasoi nella loro verità, che generano risposte mute come solo gli spazi svuotati di qualsiasi mezzo lo sono. Sono stato zitto perché non avresti capito, zitto perché la non voglia di reagire ti ha rapito col suo canto di sirena.
Perché hai deciso questo? Perché non vuoi soffrire per qualcosa di migliore? Perché no ti guardi allo specchio e ti domandi dove hai perso la tua anima colorata? Perché?
Mi ha salutato con gli occhi lucidi come a cercare, implorare una parola di conforto che ti avrebbe fatto piacere un qualcosa che altri di avranno già detto, che altri ti diranno. Non ho voluto dartela perché non di questo hai bisogno. Semplicemenete ti ho salutato col nodo in gola, gurdandoti negli occhi cercando di parlarti con gli occhi che trattenevano lacrime che mai avrei lasciato scappare. Ti ho detto "Fai la brava, mi raccomando!", ti ho dato una piccola pacca sulla spalla come l'afffetto che si riserva a un grande amico, non un bacio sulla guancia. Non so se hai capito, purtoppo non credo.
Una che non posso pretendere ti chiedo nonna, non mollare e combatti per le tante cose belle per le quali val la pena vivere!
Roberto




4 comments:
E' bellissimo...
Grazie mille Dressel. Spero con tutto me stesso che non molli ma purtroppo a più di ottantanni la depressione, o comunque un sentimento ad essa simile, è davvero una brutta bestia da combattere. A presto.
Roberto
Ti abbraccio forte, forte...
Grazie di cuore Museum. Smbrerebbe che ora abbia passato la crisi anche se non so quel viso mi ha scioccato.
A presto, grazie ancora!
Roberto
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