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Radio Pazza

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Friday, 27 March 2009

Mutismo e Rassegnazione

Una penna tra le dita, sotto i polpastrelli un foglio bianco da un lato sull'altro parte di un "Application Form", l'ultima che ho mandato e l'ultima che manderò, credo.
Per questa mia ultima spedizione sarei stato disposto a percorrere tutto d'un fiato tremila chilometri tra andata e ritorno in poco più di un giorno, sarei stato disposto a fare da postino personale. Per fortuna sono riuscito a sistemare le faccende oggi, la busta gialla che contiene tutto quello che sono stato, quello che sono e quello che vorrei essere da un punto di vista puramente professionale sta viaggiando, lei. Io no, ho smesso di farlo mentre la consegnavo, ora bisogna scendere dalle nuvole e guardarsi attorno e guardarsi dentro.
Guardarsi attorno per capire che non hai ancora costruito NIENTE, non hai indipendenza e, sopratutto, non te la puoi prendere perché è un lusso. Il lavoro, quello per il quale hai studiato, manca e ti rendi conto che ti stai pure bruciando da un punto di vista professionale. Forse tutto il tuo studiare, tutti i tuoi scarifici, ma sopratutto quelli degli altri, non ne varranno MAI la pena.
Guardarsi dentro per sapere una volta ancora che non sei cambiato in niente, non ti ricordi più come si ride, non conosci la spensieratezza, sei sempre in compagnia di Malinconia e quando ti senti solo capisci che in realtà stai tenendo per mano Tristezza, tue amiche personali delle quali faresti anche a meno. Tutto il tuo pensare, il tuo essere così stupidamente chiuso, timido, introverso, incapace di azzardare quando ne avevi avuto la possibilità sta venendo a risquotere ciò che gli spetta. Il TUO personalissimo NULLA.
Guardando questa carta solcata da tratti ora scomposti, ora ordinati tratti blu intrecciati e ricamati da cancellature, mi vien da pensare che sarebbe bello poter cambiare il senso della Vita con una riga sopra un pensare ormai pesante e stantio, con un tratto vorticosamente ripetuto sopra una volontà precaria e malferma, con una croce messa li su una voce che ora più non mi chiama e più non mi incoraggia. Mia amata Circe, mia Anima perché sei ora muta?

Mio







6 comments:

Anna Maria said...

Basta sentirsi tristi, la primavera bussa anche a casa tua, non la senti? :)

Mio said...

Grazie delle parole Anna!
Ora però fuori piove, ieri tirava un vento da farti volare. Già la primavera sembrerebbe lontana. Forse domani... chi lo sa. Speriamo! :)
Buon fine settimana!

Roberto

Radio Pazza said...

Se ti fa sentire meglio, sappi che sto partendo domani per recuperare le mie cose a Barcellona, andò in nave da civitavecchia.
Giusto il tempo di salutare gli amici che lascio e infagottare tutto in macchina, chiudere i conti con la banca e con la spietata capitale catalana.
Appena decido di tornare a Roma mi iniziano a chiamare per offerte di lavoro ... ma non ci casco, non ci sto a bruciarmi a fare il cameriere.
Sto cercando la forza e il coraggio di accettare l'aiuto di amici e famiglia per ricominciare: voglio rimettermi a studiare per fare qualcosa di nuovo e che mi posso portare ovunque, un mestiere utile magari.
Ci provo, non ho forza ma ci provo.
Non sei solo MIO
ciao

Bak

Mio said...

Caro Bak,
mi dispiace che Barcellona sia stata spietata con te.
Avere amici e famigliari che ti vogliono aiutare è davvero una gran cosa, non si trova tutti i giorni.
Sai, all'università c'era uno studente-lavoratore lo chiamavamo "Il padre di famiglia", l'età non era la nostra però con noi ha legato, l'età non conta si è tutti uguali se c'è passione. Lui ce l'ha fatta, lo ha fatto per soddisffazione personale, per una sfida con se stesso, per dimostrare (a lui) che ce la poteva fare che ce l'avrebbe potuta fare al tempo. Nulla più.
Una cosa posso dirti, come ho detto ai miei ragazzi di 5°, non crediate di uscire dall'università ed essere qualcuno, sarete come ora se non meno perché intanto il tempo è passato.
A loro ho detto che l'unica cosa che ho capito, o meglio credo di aver capito, è che lo si deve fare per se stessi, non per noia, non per necessità non per la famiglia. Solo per passione! A loro ho detto che, dalla mia classe alle ITI, sono usciti compagni che ora sono filosofi, avvocati e ingegneri. Che c'è qualcuno che non fa quello per il quale ha studiato all'università e che io questi li ammiro.
L'unica cosa che credo ci possa salvare e da noi stessi, dalle nostre derive, sia la passione.
A presto Bak!

Roberto

PS: lo so ho abusato con un termine... ma credo che sia l'unica verità che ho capito. Il resto viene da se, e quando non viene ha un altro sapore. Magari mi sbaglio, non so.

Prisma said...

E io vi dico che siete due grandi! E che: NO, NON SIETE SOLI!
Sapete, è davvero bello sapere che da qualche parte nel mondo ci sono anime così, che vivono e lottano per essere felici, e con cui condividere gioie, speranze e paure. Questo mi dà forza.

Mio said...

Grazie Museum fa davvero piacere che tu possa provare questo.
Però ora ancor più forza e avanti tutta ok?
A presto,

Roberto


PS: ritornando allo scrittore: ma che caspita ho scritto commentando il caro Bak... MOSTRUOSO!!!!
Bak sorry!

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