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Tuesday, 17 March 2009

Pantomima

Vi racconto una storia che tempo non ha, dove gli attori sono sempre gli stessi immortali contro voglia. Le parti non cambiano ma i volti quelli sì, maschere per voci diverse per stessi sentimenti, stesse illusioni, stessi tradimenti.
Vi racconto una storia di stupidità operaia, ahimè necessaria ed ineluttabile per il quieto vivere di questa società industriale. Una storia di malcostume che vorrei credere solo nazionale ma che forse non lo è, perché l'ignoranza dirigenziale, di egoismo condito a cinismo ben servito su un letto di FALSA COSCIENZA.
Vi racconto la storia di un colloquio di lavoro perso nel tempo e nello spazio, perché non credevo possibile che "oggi" e "qui" fosse peggio che "ieri", "li". Eccomi, pure io sono caduto inciampando tra ideali mortali.
C'è Lui, il primo della lista, occhi chiari e buoni nascosti da lenti che mascherano in parte le occhiaie dovute probabilmente dalle sue giornate che sono sempre a due cifre. Parla diretto e schietto non insinua ma dice che le regole sono date e il gioco spetta a te, c'è da fare e, se sarai capace, farai pure dopo. Il colloquio è piacevole e forse c'è pure una lontana sintonia di pensiero. Pensi che lontano è meglio di niente. Pensi che lontano, tanto tempo fa, anche lui era "non-uguale" ma ora è cambiato e ti chiedi se sia pure mutato. Le anime, gli spiriti mutati sono i più tristi.

E c'è Lui, THE BIG BOSS, magro al punto giusto da sembrare uno-che-ci-tiene, da essere uno che ha perso il gusto pure per il mangiare, per la vita fatta di semplicità, di pioggia, di neve, di acqua, terra, nuvole e sole. Il suo pallore te lo conferma, il suo orologio importante segna le ore che manca da quella famiglia che porta al dito, non quelle che diminuiscono in vista di un ritorno a casa.
Parla diretto e schietto, con occhi chiari leggermente esoftalmici circondati da occhiaie scure parla di oneri e doveri, come il primo ma in modo diverso. Parla mettendoti ad un livello inferiore, ma non di cultura o di sapere perché chissà cosa ne capirà mai di quello che dici, ma di COSCIENZA PERSONALE, tu sai dove vuol andare a parare e non attacchi ma aspetti, ascolti e guardi con viso immoto come di chi non capisce, con occhi diretti. Lui ti guarda quasi perplesso e, dopo un breve chiarimento nel quale avrà pensato questo non capisce niente, ti chiede se si è spiegato e tu dopo una breve pausa gli chiedi, con quante meno parole possibili, se questa relazione sarà biunivoca con un linguaggio asciutto che vorrebbe minimizzare le repliche gli dici: " Sì IO le garantisco che all'atto della formalizzazione del nostro accordo manterrò fede all'impegno futuro e credo che VOI farete lo stesso no?". Breve silenzio, sicuramente ha recepito il messaggio, un piccolo sorriso quasi invisibile rabbuia i suoi occhi: "Sì, naturalmente!" risponde, lui.
Patetico, falso, infimo e meschino mi è sembrato. Pantomima di grassi grossi attori con la pancia sempre piena da un lato; realtà di magre, avizzite, madide e affamate comparse dall'altro. Questa non credo sia la mia opinione, da un lato ci sono i lavoratori che ormai sono tutti operai (specializzati dicono, loro) e dall'altro ci sono i quadri che ormai si accorgono che devono succhiare il sangue dei primi per non farne parte, li in basso sulla terra, sotto le nuvole e sole. Fieri , loro, di quel vampiristico pallore.
Sarà per tamponare una falla nella mia coscienza ma, pensando a quei licenziamenti fatti da quell'azienda ad operai che PER CONTRATTO avevano un'assicurazione di lavoro (non a patti taciti o conclamati!) ora mancante, io me la sento di mandarli a CAGARE non appena avrò un'occasione migliore, faccio bene? Faccio male? Non so, non mi importa. Mi ergo a paladino personale di una vendetta trasversale o faccio solo il MIO porco comodo? Non so, non mi importa.
Sicuramente non VOI avete la mia stima e la mia fiducia, non l'avrete mai. Sto forse diventando vampiro del vostro sangue, primo passo per esserlo di VOI altri? Questo no, io muoio di fame piuttosto che sfiorare il vostro collo. Non mi avrete mai, 'FANCULO.

Mio

Questa è per Noi che ci stiamo perdendo di vista: Pugni Chiusi -I Ribelli

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