Io ci penso spesso perché... perché è impossibile staccarsi certe cose di dosso mica si può, sono li a colori splendenti, cupi, incandescenti. Sempre e comunque indelebili.
Provare analizzare i sentimenti è quanto di più improbabile si possa pensare perché loro germogliano in campi di pura irrazionalità, perché sono pulsioni dell'anima generate da qualcosa che va oltre la consapevolezza che passa attraverso l'uso dei sensi.
Provare a razionalizzare l'Amore non si può, ci ho provato e non ci sono riuscito (questo non implica che qualcuno lo possa fare e/o lo abbia già fatto. La ragione, per dirla in termini matematici, non appartiene al campo di esistenza dell'Amore, quindi come si fa? Come si può tirare avanti quando l'Amore si tronca lasciando in noi un'anima monca?
Pochi giorni fa ascoltavo Farewell di Guccini (canzone pericolosissima tutti avvertiti ok?), dopo poche parole ecco che la ferita, a cui più non badavo, si riapre senza ragione o spiegazione, incredibilmente e irrazionalmente. Non so come ho fatto a fermare le lacrime mute che tentavano di sfondare le mie palpebre che si ergevano ad improvvisata diga. In quello stato d'animo mi sono chiesto perché? Perché ancora Lei dopo ANNI? Li ho capito o meglio ho avuto la dimostrazione al mio teorema che credevo vero senza prova un assioma che credevo solo mio.
Per me non si ama questa o quella persona, non si amano SICURAMENTE i dettagli fisici destinati ad un inevitabile decadimento, non si ama neppure la persona nella sua interezza. Si ama l'Amore che si dona spontaneamente a quella persona.... ok ora provo a spiegarmi anche se , per me, sarà difficile. A mio parere non si ama quello che si vede nell'altro/a ma si ama quello che si sente in noi, il NOSTRO sentimento d'Amore il NOSTRO star bene. Non credo che sia egoistico, anzi, si ama ciò "che si fa" e il "come si sta" con una persona cercando di contraccambiarlo allo stesso modo. Se così non fosse l'Amore non smetterebbe quando non ci si sente più amati, il primo passo dopo il dubbio e prima del non-Amore.
Sapete, non erano i suoi occhi, le sue labbra, il suo viso, i capelli o qualsiasi altra cosa fisica, no non era questo. Era quello che nasceva in ME, quella primavera sempre nuova di emozioni che generava in ME quell'anima. Di anime preziose credo che sia "abbastanza" pieno il mondo, il risuonare in noi è già meno facile, tutto dipende da un istante che non è stato e non sarà mai unico se non si pensa che lo sia stato e che lo sarà.
Lo so, voi potreste dire: "Allora tu sei ancora innamorato di lei, di quel sorriso...", no non più e perché? Perché, come direbbe Guccini: "Non piangi e non ridi CON me!", capite?
Pochi giorni fa, quando ho sentito queste parole, ho avvertito un qualcosa che era quanto di più simile ad un pugno allo stomaco: l'aria che usciva come in uno sfogo spontaneo il mio diaframma compresso era reale... forse era la mia anima che piangeva per un Amore che manca, Amore che non ha nome proprio di persona perché è NOSTRO e nulla più!
Lavoisier diceva: "Nulla si crea, nulla si distrugge ma tutto si trasforma" in Amore credo anche che più tutto torna e tutto ritorna.
Mio
Provare analizzare i sentimenti è quanto di più improbabile si possa pensare perché loro germogliano in campi di pura irrazionalità, perché sono pulsioni dell'anima generate da qualcosa che va oltre la consapevolezza che passa attraverso l'uso dei sensi.
Provare a razionalizzare l'Amore non si può, ci ho provato e non ci sono riuscito (questo non implica che qualcuno lo possa fare e/o lo abbia già fatto. La ragione, per dirla in termini matematici, non appartiene al campo di esistenza dell'Amore, quindi come si fa? Come si può tirare avanti quando l'Amore si tronca lasciando in noi un'anima monca?
Pochi giorni fa ascoltavo Farewell di Guccini (canzone pericolosissima tutti avvertiti ok?), dopo poche parole ecco che la ferita, a cui più non badavo, si riapre senza ragione o spiegazione, incredibilmente e irrazionalmente. Non so come ho fatto a fermare le lacrime mute che tentavano di sfondare le mie palpebre che si ergevano ad improvvisata diga. In quello stato d'animo mi sono chiesto perché? Perché ancora Lei dopo ANNI? Li ho capito o meglio ho avuto la dimostrazione al mio teorema che credevo vero senza prova un assioma che credevo solo mio.
Per me non si ama questa o quella persona, non si amano SICURAMENTE i dettagli fisici destinati ad un inevitabile decadimento, non si ama neppure la persona nella sua interezza. Si ama l'Amore che si dona spontaneamente a quella persona.... ok ora provo a spiegarmi anche se , per me, sarà difficile. A mio parere non si ama quello che si vede nell'altro/a ma si ama quello che si sente in noi, il NOSTRO sentimento d'Amore il NOSTRO star bene. Non credo che sia egoistico, anzi, si ama ciò "che si fa" e il "come si sta" con una persona cercando di contraccambiarlo allo stesso modo. Se così non fosse l'Amore non smetterebbe quando non ci si sente più amati, il primo passo dopo il dubbio e prima del non-Amore.
Sapete, non erano i suoi occhi, le sue labbra, il suo viso, i capelli o qualsiasi altra cosa fisica, no non era questo. Era quello che nasceva in ME, quella primavera sempre nuova di emozioni che generava in ME quell'anima. Di anime preziose credo che sia "abbastanza" pieno il mondo, il risuonare in noi è già meno facile, tutto dipende da un istante che non è stato e non sarà mai unico se non si pensa che lo sia stato e che lo sarà.
Lo so, voi potreste dire: "Allora tu sei ancora innamorato di lei, di quel sorriso...", no non più e perché? Perché, come direbbe Guccini: "Non piangi e non ridi CON me!", capite?
Pochi giorni fa, quando ho sentito queste parole, ho avvertito un qualcosa che era quanto di più simile ad un pugno allo stomaco: l'aria che usciva come in uno sfogo spontaneo il mio diaframma compresso era reale... forse era la mia anima che piangeva per un Amore che manca, Amore che non ha nome proprio di persona perché è NOSTRO e nulla più!
Lavoisier diceva: "Nulla si crea, nulla si distrugge ma tutto si trasforma" in Amore credo anche che più tutto torna e tutto ritorna.
Mio
Pensieri liberamente ispirati da: "Farewell -Francesco Guccini"




2 comments:
Eh si, l'amore ci appartiene, ma non vibra da solo.
E' un figlio duro da crescere senza l'altro genitore.
Bak
Già da crescere o da lasciar uscire di casa la sera, il giorno e per sempre.
C'è una canzone di Patty Pravo (SE PERDO TE) che ascoltavo spesso l'anno scorso e faceva:
...
M'hai insegnato a volerti bene,
hai voluto la mia vita: ecco, ti appartiene
ma ora insegnami, se lo vuoi tu
a lasciarti, a non amarti più
...
purtroppo nessuno ci può insegnare, rimanere senza maestri è dura, tutte le volte!
A presto Bak,
Roberto
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