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Radio Pazza

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Friday, 16 April 2010

Easy...

Sono tornato dall'Italia l'unica cosa che mi sono portato appresso è stata la mia stilografica blue. Che piacere scrivere con lei! Quante ne abbiamo scritte, noi.

Sono tornato un attimo, un lampo in terreni di pensieri che da tempo mi ero privato. Ho capito che ormai il grado di consapevolezza in me stesso, nei miei sentimenti, emozioni e pulsioni è troppo elevato. Accipicchia per essere non volgari.
Se qualcuno passasse di qua con un carico di "Easy Life" me lo dica. Potrei fare pazzie per acquistarne una scorta. Per favore, davvero, ne ho bisogno.

Intanto butto qui Jim che magari, come per osmosi diretta, le note e le parole passeranno da lui a me e diventerò un po' uomo lucertola. E' che sto pelo è attaccato al vizio di essere me stesso.

Take it easy baby, take it as it comes...


Mio

Monday, 12 April 2010

Il Bacio Della Morte

Sono eccitato, ancora. Come un piccolo bambino alla vigilia di natale, pensieri che fremono per essere scartati. Non so se sono stato buono, eppure voglio vedere quel contenuto. Non ho paura e neppure timore. Solo curiosità.

Sto mutando a tal punto che certe volte mi ritrovo impulsivo, io che sono sempre stato il paradigma della riflessività. Chissà verso cosa sto andando. Muto perché, come altri, il cambiamento è forse una costante. Chi più chi meno ne è toccato. Forse lo si fa per sopravvivere, vivere. Amare. Non morire. Questi miei giorni in Italia sono stati pesanti, troppi per la mia indole e per ciò che devo fare. Piacevoli sì, ma potevano essere migliori, questo sempre per mio demerito.
E poi mi ritrovo a dire che per fortuna, per me almeno, che c'è la distanza anche fisica come barriera di separazione. Strana primavera questa. Per fortuna, per me almeno, che da oggi si riparte ancora per la mia steppa, forse per molto molto tempo ancora. Non so. Almeno questa volta non farò casini, almeno così sembra. Che poi, però, ci riesco sempre, io.

I miei vecchietti si preparano all'ultimo ballo, si vede. L'ho visto. Loro lo sentono, lo vedo da come guardano la mia giovinezza, non con invidia ma con gli occhi consumati e lucidi di chi ha visto troppe cose e, che ora, si lascia conquistare dall'ultimo tramonto, vivendolo così come viene.

Cara nonna sul tuo Telesalvalavita, stupido ritrovato di tecnologia consumistica, non ci sarà come primo numero quello del becchino come ti avevo proposto, non ci saranno neppure le tue misure per lui. Ma questo  lo sai pure tu.
Cara nonna, se la tua foglia ormai stanca si lascerà cadere dall'albero della vita io non ci sarò. Te l'ho detto scherzandoci, dicendoti che è meglio comperare un biglietto e prendere delle ferie per andare a svagarmi in viaggio piuttosto che vedere una morta. Questo lo sai pure tu, ma forse non lo vuoi per te.
Cara nonna, questa volta il bacio te lo sei meritato tutto, stai reagendo mi piaci! Sai, devo dirtelo perché non lo ho mai fatto prima, mi piace il senso del tatto delle tue guance sulle mie labbra. Sai, sono sempre le stesse, le più morbide che esistano.
Cara nonna, te l'ho dato come se fosse l'ultimo bacio, quello della morte. Se ti riesce, se la mente un po' ballerina ti lascerà, custodiscilo. Io, per me, nel mio cuore mi terrò i tuoi occhi che guardano come di bambino  un tramonto che ti ha rapito. 
Ti voglio bene! Ma questo già lo sai.

Roberto

Monday, 5 April 2010

Perso Lungo La Mia Via

"Il coraggio di affrontare il futuro con gioia"

Non ho deciso per la mia gioia, avrei potuto farlo, potrei farlo. Forse tutto sarebbe più facile, forse. Problemi di coscienza, la mia. Paranoica.

Non so cosa sto diventando, davvero. Mi descrivo come un bastardo e un tipaccio e credo di esserlo veramente, non scherzo. Non faccio sconti a nessuno. Il primo sono io. Io annichilisco con le mie risposte e con le non risposte. Non cedo e non concedo. Non sono una brava persona perché il piacere personale mi governa senza farsi scovare. La base di molte, se non tutte, le scelte NON DEVE, almeno per me poi, ognuno faccia ciò che vuole. Nessuna decisione dovrebbe essere mai basata su questo sentimento.
Mi sto chiamando fuori dalla società, da molte delle sue relazioni. Se mi ci trovo è per un attimo di debolezza, perché non penso prima di scegliere, eppure penso quasi sempre troppo. Maledette pieghe!

Forse sono frustrato, stressato o peggio ancora paranoico, forse. Sì paranoico, nel cercare ciò che potrebbe  non esistere. Ma un perché, ne sono convinto, esiste sempre. Una nuova coscienza personale e individuale non è chimera, è migliore e giusta è criptata tra le ombre di una vecchia sorella degenere e stantia.

Ho deciso di lasciarmi cadere in un nero profondo e forse senza fine, l'ho deciso e scelto consapevolmente ed ora non voglio fermarmi. Ora, non posso fermarmi. Ho deciso di trovare la fine di questo abisso anche se essa forse non esiste, non è mai esistita o non esiste ancora. Mi sto consumando nella mia lenta caduta, perdo pezzi di me, della mia Anima. Scaglie informi lasciano il mio corpo per diventare una linfa blue che traccia la mia mesta caduta verso un perigeo ignoto. 
Ora sono ridotto a un corpo informe nero, opaco, assorbente. Deforme. Cattivo. La mia Anima non è buona, ne sono certo!

Striscio oltre il mio piccolo effimero infinito misurato a lunghezze di nulla. Tento di educare una ragione debole e degenere giocando al giudice inflessibile. Nessun giudice può essere credibile se ha un codice di ignoranza nella mano sinistra e un martello di stupidità nella destra. Colpevole! Colpevole! Colpevole! pure Lui!

Della mia Anima forse non resterà nulla, di quel poco che è restato. Sono solo perché l'ho cercato prima e lo cerco ora, cercare compagnia sarebbe solo alleviare un peso che ho dentro. Stupida decisione questa, la mia. So che è sbagliato ma altrimenti sarebbe peggio, molto peggio e non solo per me. Sarebbe Dolore.

Mi chiamo fuori.
Addio fino alla prossima perdita di Razionalità. All'insostenibile richiamo di Piacere.
Sono solo un vigliacco che non ha il coraggio di trovare REALMENTE se stesso. Sono sempre io.



Senza forma


DEPRESSO,
REPRESSO.
CESSO!


Limite troppo stretto.
Il mio.
Io.


Cosa ho scelto?
Cosa non voglio?
Negazione di Piacere!
Morte di Anima malata!


Non ci sarà parto di Redenzione
per questa mia gestazione!


DEPRESSO,
REPRESSO.
CESSO.

Mio


Thursday, 1 April 2010

As It Come Ever And Ever Again

E tutto va come deve andare. Tra Autogrill e tempo per vivere.
Prenditelo, prendilo ora poi sarà un attimo.
Prenditelo, prendilo così come viene.
Lui non lasciarlo scappare. La Vita conta anche senza il nostro permesso.
Non saranno diecimila chilometri o più che ti spaventano vero? Non il tempo, mai quello!

A me regalo Autogrill. A te canto meglio che posso Take It Easy brucia cara fenice brucia!

Roberto







Wednesday, 31 March 2010

Temporali Primaverili

È che la Vita è un po' puttana, è che la Vita è un gran casino. Non so. È che se non la si vive sarà amara a lunghi tratti. Meravigliosa a picchi, altrimenti.

Si è diversi, credo pure molto per certi tratti, per cose che altri, molti, definirebbero di  vitale importanza. Non ho mai creduto che la diversità possa uccidere. Anzi! Si è incasinati entrambi per scelte, le mie triviali se paragonate alle tue. Le mie sono cose piccole, tipiche di chi si è perso a rincorrere dietro se stesso.

Sono un gran tipaccio io. Vivo le omozioni distaccatamente verso l'esterno. Forse anche troppo profondamente dentro. Questo non mi aiuta ad avvicinare  ed a lasciarmi avvicinare.
Tra me e Piacere non si va daccordo perché sono convinto che nell'inseguirlo si diventa egoisti ed egocentrici. Ora la mia coscienza mi dice che stiamo camminando fianco a fianco, Lui mi sta raccontando una dolce storia ed io sono perso nelle sue parole. Mi incanto, decanto. Non riesco farne a meno di ascoltarlo per quanto inesistente ed al limite dell'effimero esso sia. Vorrei capire il perché ma non riesco a dimostrarmi nulla. Sono fregato.

Distanza è mia amica ora, una barriera facile da superare se lo si vuole, il plurale e lo scambio un biglietto per il volo che non ho. La coscienza in me stesso per i rapporti interpersonali, che non so sostenere come è normale che sia, è un check-in che forse mi fermerà. L'allarme dei controlli con me suona sempre. Per fortuna, altrimenti avrei già fatto un gran casino.

A te che non avrai colto come è normale per parole scritte, nella barriera di linguaggio che normalmente divide, sulla volta di questa mia cripta, chiedo ugualmente scusa. Perché senza senso, perché potrebbero essere pericolose e dannose. Scusa ma dovevo dire, no mento, lo vedi? VOLEVO dire!

Vorrei che Tutto fosse così facile a cessare come a premere su una croce virtuale.
Vorrei, perché dentro ora faccio fatica a spegnere allo stesso modo quel Tutto.
Vorrei perché qualcosa rimane. Ostinatamente. Facilmente.



SOLO PAROLE

Parole che con timida cura ritaglio
sperando nella folle cattura
di un pericoloso bersaglio.

Non ho paura del tuo colore
ma so già che ti rabbuierei la Vita
con il grigio fiore che ho nel cuore.
Con la mia malinconia infinita.

Roberto




Saturday, 27 March 2010

Vomito

FERMATI NON UN'ALTRA VOLTA. NON ASCOLTARLA ANCORA.

FERMATI!!!



PERCHE' sei entrata nelle mie VENE?
Regina in blue MIO LAMENTO.



Oltre il confine stabilito, il mio Asylum. Nessuno alfabeto per la mia


vigliacceheria.

Sotto questo cielo grigio muoio ancora una volta imbrattando un foglio di parole vomitate dall'Anima.




Sotto questo cielo grigio non riesco a fare a meno di questa musica. Di ciò che sono.
Sotto questo cielo grigio non posso gurdare informi nubi per ore.



FERMATI!!! FERMA IL TUO LAMENTO!!!



NON STRISCIARE.
VOMITO.





SILENZIO
VENTO
SUSSURRO







VOGLIO RITORNARE DAL MIO STUPIDO INFINITO.
STUPIDO COME


UN PUNTINO 





NERO 





PERSO 
IN UNA


NOTTE SENZA




FINE.



Chi sono IO?
Chi è Roberto?


DOv'é il Sole?




Non ci ho più voglia di spiegarlo. Eppure sono SEMPLICE al limite del banale. EPPURE...





VIGLIACCO!!! 





CHI? LA LUCE dove se ne è andata?



RIDATIMI IL SILENZIO NELLA TESTA! RIDATEMI  LE mie non parole.
Corpo IDIOTA!!! cervello  ignorante!!!






NON BISOGNA MORDERE LA VITA SE NON SI E' DISPOSTI A DIVORARLA GIORNO DOPO GIORNO!!!



In questo anticipo tremendo non trovo il come per fermare il tempo.




Sotto questo

cielo 




Grigio




MUOIO.










MIO






Friday, 26 March 2010

Ecco Cosa Tentavo Di Spiegare...

senza riuscirci naturalmente. Quando parlo dell'Italia, voglio dire.
E' che ora si hanno entrambe le realtà, almeno credo.



Ogni volta che guardo questo volto rimango incantato, non so perché. Forse perché in quella magrezza vedo un urlo vedo una battagli, una rassegnazione che è mai a finire. Non so.
Per favore se qualcuno può consigliarmi letture o visioni di Pasolini ne sarei grato. Vorrei avvicinarmi al suo pensiero, provare a capirlo. Grazie.


Mio


PS: credo di avere una pessima attitudine ad un melodramma spicciolo. Mi faccio quasi pena.

PPS: entrando in cucina sentivo D. che parlava con E. in francese a proposito di conversioni religiose nell'islam, io ho detto: "Parlidi Cat Stevens?", lui "Ehmm, no...",  quindi replico: "Muhammad Alì?", lui: "NO! Della moglie del profeta!". Intanto E. rideva sotto il berretto mangiando una pasta al tonno che lui reputava "WHAT GREAT ITALIAN PASTA!", 'sti americani hanno un attitudine ad esagerare che è quasi peggio del mio PS di cui sopra. Non so se domani sarò ancora vivo... scherzo! :) D. è una gran brava persona!

Thursday, 25 March 2010

Terminal Life

Se leggerete questo post nel giorno qui indicato, sarò in viaggio tra un terminal e l'altro. "Chissenefrega!" potreste dirmi. E' vero solo a me importa.

Non so perché ma nel terminal di un aeroporto percepisco una diligente accettazione dell'ineluttabile. Si aspetta il compimento di un destino scritto su un biglietto poi, il volo. Verso dove lo si sa, verso cosa talvolta è molto più difficile.
Qui in questo angolo di terra, antico lembo di una grande civiltà ci ho lasciato qualcosa. Ho trovato qualcosa. Altre conferme a domande che da molto tempo non mi pongo. Non la risposta alla mia domanda, per quella forse è giunto il tempo che mi metta ben in testa che la risposta sono io. La domanda è quindi inutile... Dance Dance Dance.

Terminal Life, mi sono trovato nel Dove sospeso tra mille Cosa. Ognuno con una sua uscita parallela, ognuno verso una  quarta dimensione che non mi apparteneva. Odio la quarta dimensione nelle cose, qualcuno la chiama consapevolezza. Poi.

Terminal Life, come in una pallida corsia di ospedale tra crani nudi che mica serve il rasoio per essere senza capelli. Tra corpi giallastri e gonfi che mica serve il cattivo vivere a ridurli così, basta ingoiare centinaia di pastiglie al giorno.
Terminal Life, tra quell'odore pungente di disinfettante che ti sterilizza le mani e ti brucia l'Anima.
Terminal Life quella mascherina che ti copre il volto perché pure una giovane Vita sa essere infetta quando, chiusi in una camera quasi-sterile, si è isolati da tutto ciò che Vita è.

Terminal Life.

La morte mi ha insegnato il valore della Vita questo, nel senso, mi è stato detto recentemente. Egoisticamente vorrei dire incasiniamoci la Vita, così tanto per fare, per il solo piacere di divertirsi. Per vivere. Poi, vedremo.
Vorrei.

Terminal Life:
Prochain arrêt La Vie. Attention à la marche en descendant du train

Mio




PS: ...per altre cose ormai notorie: NON si deve premiare lo sforzo ma solo i risultati. E' possibile che lo capiamo solo io e A.?!?

Tuesday, 23 March 2010

Come Potrò?

Le parole laciano arrivederci nell'aria ed i visi l'addio nel cuore. Una luce fioca avvolge due sagome in un ormai indistinte chiara oscurità.
Una musica ti chiama dall'Anima, la pioggia vuole. Il tuo corpo si abbandona e si bagna mentre dipinge il tuo vuoto nel silenzio altrui con quella danza che ti ha rapito.
Una lacrima greve come mercurio ti riga, il tuo volto specchiato ti chiede come potrai Amare ancora.





 Il Cantico Dei Drogati -Fabrizio De André


Ho licenziato Dio
gettato via un amore
per costruirmi il vuoto
nell'anima e nel cuore. 

Le parole che dico
non han più forma né accento
si trasformano i suoni
in un sordo lamento. 

Mentre fra gli altri nudi
io striscio verso un fuoco
che illumina i fantasmi
di questo osceno giuoco.

Come potrò dire a mia madre che ho paura?
Chi mi riparlerà
di domani luminosi
dove i muti canteranno
e taceranno i noiosi.
Quando riascolterò
il vento tra le foglie
sussurrare i silenzi
che la sera raccoglie.
Io che non vedo più
che folletti di vetro
che mi spiano davanti
che mi ridono dietro. 

Come potrò dire a mia madre che ho paura?
Perché non hanno fatto
delle grandi pattumiere
per i giorni già usati
per queste ed altre sere. 

E chi, chi sarà mai
il buttafuori del sole
chi lo spinge ogni giorno
sulla scena alle prime ore.
E soprattutto chi
e perché mi ha messo al mondo
dove vivo la mia morte
con un anticipo tremendo?

Come potrò dire a mia madre che ho paura?
Quando scadrà l'affitto
di questo corpo idiota
allora avrò il mio premio
come una buona nota.
Mi citeran di monito
a chi crede sia bello
giocherellare a palla
con il proprio cervello.
Cercando di lanciarlo
oltre il confine stabilito
che qualcuno ha tracciato
ai bordi dell'infinito.
Come potrò dire a mia madre che ho paura? 

Tu che m'ascolti insegnami
un alfabeto che sia
differente da quello
della mia vigliaccheria

Monday, 22 March 2010

Tra Denim e Jegermeister

Denim: L'uomo che non deve chiedere mai  e l'altra si stracciava i vestiti e si attorcigliava attorno al modello di turno.
Jegermaister perché non so perché. Sono solo fatti miei! e l'altra, se non ricordo male gli sbavava dietro. 
Ma non è di questo che vorrei scrivere, non così almeno.


Penso che un po' pure le donne sbagliano. Penso che molte siano troppo buone, con gli uomini intendo. O meglio, con certi uomini*.



Penso che siete troppo buone perché non vi incazzate come sarebbe dovuto. mi incazzo io, ma visto che non sono affaracci miei me la faccio passare. Di che parlo? Parlo del machismo che sembra essere tollerato, della misoginia e dell'uomo che può chiedere senza rispettare, o senza chiedersi se è cortese o no. Domandare direttamente ad una ragazza o donna che sia se vuole avere una notte di sesso ardente è inconcepibile a mio avviso! Non esiste diritto alcuno. Ben inteso è vero pure il ragionamento duale ma chissà perché non avviene mai.
Non avviene per un retaggio culturale che vede la donna come essere inferiore che prima deve ascoltare e poi parlare, può essere non so. Non avviene perché le donne stesse, in parte naturalmente, hanno assorbito ciò, può essere non so pure questo. Non avviene perché non vi incazzate poi molto, e perché, mi si scusi la volgarità, dovreste farcela annusare e non darcela. Perché questo credo che sia.


Se una donna, una ragazza, si tira a lucido per uscire la sera per vanità, provocazione o perché si sente semplicemente di farlo, per un uomo è al 95% è una "troia". E così l'uomo appoggia i suoi bei bicipiti sul tavolo o se ne sta li a pavoneggiarsi tra battute ed atteggiamenti a gettare sguardi indiscreti che neanche il tipo del Jegermeister saprebbe fare , allora lui è un figo. Se poi se la porta a letto e il giorno dopo non la caga neppure di strisci, beh allora, diciamocelo davvero, è un mito!


Io se fossi in voi la farei solo annusare. Tanto i cani con la bava alla bocca ci sono comunque. Forse dopo si accorgeranno che a forza di sbavare si rimane senza saliva.

Care ragazze, care donne, sfruttate il potere che avete su di noi ma tutte assieme. Il futuro è vostro,  altrimenti si ritorna ai tempi di qui sotto... se non lo si è già!

Mio


*non mi riferisco a te che sai chi sei. Sei troppo gentile, intelligente e sensibile per certi comportamenti! Non mi permetterei mai!!! OK?

PS: Questo video è riferito solo alla mentalità, o meglio ad un certo tratto di essa, che vorrei esprimere. NON all'appartenenza regionale. Vorrei essere chiaro su questo per non offendere nessuno. Mai.


Sunday, 21 March 2010

Pensieri Blue

Fermare il tempo, questo lo vorremmo un po' tutti. A tratti almeno.
Idealizzare movimenti, sguardi, paesaggi movimenti nello spazio di una terza dimensione mancante, in una quarta, quella delle emozioni, fin troppo tangibile. No, non sono solo fotografie.
Sono ritratti di violenta malinconia che senza chiederti il permesso ti dicono ciò  che eri, sussurrandoti le tue speranze di allora mostrandoti gli errori che ti portano ad essere... come sei. Ti dicono che nulla sarà mai ripetibile ugualmente un'altra volta. Il mai è la discriminante che toglie l'importanza al meglio o al peggio. Nel bene e nel male.

Le occasioni lasciate cadere sono la misura dei vuoti che si provano dentro quando si è soli, gli attimi che non sono riuscito a fermare sono la costante della mia vita. La mia vita fatta di foto blue.
Ci sono errori destinati a rimanere tali. Ci sono errori che bisogna accettare. La realtà è la normale unica conseguenza delle scelte prese. Nella realtà c'è il senso del passato e la speranza per il futuro. Il come, talvolta, non conta.

J. caro Amico, dopo troppo tempo ci si incontrerà, sarà di maggio. Sarà grande, ma con te, questo è facile. Grazie.

Mio


Perché darsi possibilità è l'unica cosa che conta, il non concedersele l'errore più grande.

Friday, 19 March 2010

Io Amo ARE:

ARE: per il suo anonimato che, per molti che passeranno di qui, non sarà anonimo comunque. Dicevo che "amo" are perché è un gran mona, come si dice dalle mie parti. Non ho descrizioni per lui è che poi basta lanciare un sassolino e provocarlo un po'e lui parte e nessuno lo ferma... e poi è colpa mia. Naturalmente!!! :D

Mio: sto giro le è tree
ARE: ?
Mio: no cambierà nient però ghe tegnivo a dirtelo... visto i tuoi pensieri sempre pudici
ARE: tre giri in giosta?
ARE: e niente a me?
Mio: giri di giostra...? ma dove te le trovi
ARE: non ti piace?
ARE: (chuckle)
ARE: fighe?
Mio: valà
ARE: si o no?
Mio: E. G. e A.
ARE: io voglio E.
Mio: in ordine decrescente di bellezza
Mio: no no
Mio: mia :P
Mio: te ne laso 2 sa vot de pu...
ARE: l'ho detto prima di sapere il grado di bellezza
ARE: te la lascio solo se mi porti in italia le sue mutandine
Mio: diocristo ARE.
ARE: non ti chiedo mica di portarmi il palco di un cervo
ARE: uffa che noioso
ARE: ma là le mutande le usano?
Mio: no so... fa fret chi ades
Mio:: podarsi
ARE: dipende dalla temperatura interna
ARE: intervaginale :D
Mio: podo pubblicarla sta chat?
ARE: se anonima si
Mio: con la tua iniziale xxx. o yyy.
ARE: ormai si sa chi è xxx
Mio: solo le persone strette...
ARE: anche se per leggere i tuo blog non bisogna essere molto normali (dice per dire è deficiente ed invidioso, lui. ndb.)
ARE: ma xxx = xyx non è molto difficile
ARE: usa ARE
Mio: at let l'ultim?
ARE: amico realmente esistente
Mio: :D:D:D:D
ARE: non ho avuto tempo
ARE: leggerò
Mio: vago a farme men brut... alora no sta pasa de li
Mio: no no
Mio: racconto pseudosentimentalereotico
ARE: ricordati i guldoni
ARE:: e ricodati che quando avrai 60 anni non ti tirerà +
Mio: sorry vago e torno en 20 min nessun guldone... i saria nai dal ma con quel che i uso e l'è plastica... te laso dir
Mio: grazie dell'augurio
ARE: allora è ora di cambiare tendenza
ARE: non tendenze
Mio: va va saludo
ARE: spolpale
Mio: che mona
ARE: sarei mona se ti dicessi "sbusa"
ARE: ricordati che voglio almeno un paio di mutandine
ARE: non andare a comperare i negozio domani
ARE: non vale


E' che poi, quando lo si vede dal vivo non si direbbe mica. Lui cordiale, gentile e TALVOLTA pure sensibile, lui. Che poi, diciamolo davvero caro ARE sei solo chiacchiere no?... :D:D:D:D

Mio


PS: scusate il dialetto, oltretutto ortograficamente sbagliato, ma ho pensato che fosse più naturale. (in realtà non so parlare in italiano :D)

Thursday, 18 March 2010

Timidezza e Vergogna Non Contano

Una mano  con dita feline, un indice che da sotto il mento lo chiama ed invita con una violenta dolcezza all'incrocio del suo sguardo, lui non si ritrae. Per l'effimero piacere di un piccolo graffio è ancora troppo presto.
Si sfiorano i visi, si toccano solide le nascoste passioni che or, non possono più essere celate. Come di battuta di caccia dove ognuno vorrebbe essere preda e predatore gli di lui occhi si chiudono per vedere meglio il colore che ha l'odore nascosto sul suo collo. Un piccolo morso, è l'istinto.

Tutto si fa sinuoso i corpi diventano mani e gli sguardi non cercano ma trovano ciò che credono di vedere. Un abbraccio di mani, l'uno aggrappato all'altra, sapore di mare in lui di nettare sulle labbra di lei. Il tempo si fa effimero in quella dimensione infinita dove i sensi sono despoti assoluti, i secondi non contano la passione non ha misura alcuna. Le mani di lui come al tocco di velluto avide di sensazioni  percorrono quella schiena che si fa sempre più tesa, le spalle che il respiro aritmico allarga  le altezze mutano al scendere di lui la dove il piacere si fa materno e il perdersi è morbido richiamo come di sirena, tutto diventa gioco come di bambino tra stupore e passione alla ricerca di nuove e vecchie scoperte. Lei un incanto troppo irresistibile nella carne per essere angelo, troppo leggera in quel suo volo per essere demone. Semplicemente essenza. Semplicemente Donna.

Un lieve comando fermo e perentorio gli indica la strada che porta al monte di quella dea che ora ti ha rapito, non sai sottrarti. Non vuoi sottrarti. Il suo piacere comanda la sua sete e tutto si fa trasparente e impalpabile, l'atavico scambio è cominciato, lui sa già che sarà il prossimo.
Scatto quasi felino, ancora lei, ancora una volta a tramutare armonia in passione viva, in altro fuoco. Ancora e ancora.
I ventri sono uniti, lei è in lui e lo avvolge con la sua calda presa. Di cupidigia pura è viziato il tatto di lui, di quella pelle liscia come seta orientale insaziabile afferra i fianchi percorre la schiena che risponde inarcandosi. Lui è ormai partito per mondi nei quali potrebbe perdersi. Lei lo aspetta e lo prende per mano insegnandogli la sua danza, il suo ritmo. Non preoccuparti se tutto ti sembra insostenibile. Non preoccuparti, lei sa sempre come evitare il passo finale. Sa quanto vuol ballare.

Un attimo un alito sul collo come di annusare ti dice che ora sei tu la preda. La danza si fa quasi tribale il tempo è dispari, lui tenta di sottrarsi al ritmo ma le sue mani sulla gli ricordano che un felino non lascia mai la presa gli dicono che è troppo tardi. Che per l'effimero  non è più tempo. Lei si fa arco di frassino teso per il lancio, lui scappa a quel tumulto correndogli incontro. Le Anime si accordano su sospiri di voce nei tremiti del corpo in quell'unione perfetta dove tutto diventa sogno e i nomi cadono nell'oblio.

Mio

Perché non è questione di timidezza vergogna non centra, su certe cose. Almeno non per me che sono patologicamente timido. Certo è che è stata "una cagna", come dicono dalle mie parti, scrivere 'sto pezzo questo sì. Tentare di non chiamare per nome le cose per generare emozioni collegate alle sensazioni personali mica è facile. Chissà se ci sono riuscito in questo mio piccolo e strampalato pseudo-esperimento.

A presto, 

Mio




Get down make love
Get down make love
Get down make love
Get down make love
You take my body
I give you heat
You say you're hungry
I give you meat
I suck your mind
You blow my head
Make love
Inside your bed - everybody
Get down make love

Get down make love
Get down make love
Get down make love
Ev'rytime I get hot
You wanna cool down
Ev'rytime I get high
You say you wanna come down
You say it's enough
In fact it's too much
Ev'rytime I get a
Get down get down get down
Make love

(Get down) I can squeeze - (make love) you can shake me
(Get down) I can feel - (make love) you can break me
(Get down) Come on so heavy (make love)
(Get down) When you take me (make love)
You make love you make love you make love you make
love

You can make ev'rybody get down make love
Get down make love
Ev'rytime I get high
You wanna come down
Ev'rytime I get hot
You say you wanna cool down
You say it's enough
In fact it's too much
Ev'rytime I wanna get down get down get down
Get down make love
Get down make love
Get down make love
Get down make love
Ev'rytime I get hot
You wanna cool down
Ev'rytime I get high
You say you wanna come down
You say it's enough
In fact it's too much

Ev'rytime I wanna
Get down get down
Get down make love

Tuesday, 16 March 2010

Il Mestiere Del Genitore

Ci pensavo ma non ne avrei parlato più ma poi K. entra in ufficio e mi regala i disegni che sua figlia, K.. K. è bambina molto intelligente e sveglia lo si vedeva da come giocava domenica. Poco più di sette anni, occhi scuri e profondi capelli lisci da bambina, sguardo serio ma allo stesso tempo facile al sorriso, sguardo capace di mille espressioni, il suo. K. mi ha regalato due disegni, raffigurano me. Scusa se ritorno in parte su quanto detto ma la riflessione non la posso scacciare quindi, non per polemica, rieccomi.
Credo che fare il genitore, o meglio essere genitore, non sia per nulla facile. Ci sono troppe responsabilità e variabili che sono fuori dal nostro controllo. Per fortuna un po' vengono eliminate dai figli.
L'errore più grande che si possa fare con i bambini, a mio avviso, è trattarli da bambini. Poi il resto viene da se. Il resto significa avere fiducia, avvallare, spronare e raccontare di sogni e speranze. Il resto è supportare ma anche criticare alla pari, accettare lo scontro e l'incontro. Sopportare. Il bambino, poi, farà lo stesso, i bambini non conoscono rancore e malizia. I bambini sanno perdonare ma anche non dimenticano. I bambini imparano sempre.
Imporre le scelte senza sensibilità alcuna, senza pensare cosa il bambino possa provare o anche solo il pensare al posto suo, credo che porti ad aumentare il numero delle variabili senza controllo. L'entropia del sistema bambino.

K. mi ha disegnato, lo ha fatto la sera che sono ritornato a casa, con le mani sempre in tasca, con il mio giubbotto rosso, con la mia sciarpa indaco e con la mia reale montatura degli occhiali (non semplici occhiali con due stanghette), con le mie scarpe e i miei pantaloni. Se i capelli sono quelli che ha disegnato e quindi visto, che credo essere realmente così, penso che sia ora di fare un salto dal barbiere.

K. ha visto un sorriso sul mio volto. Ai bambini si può solo credere. 
Grazie K., davvero!

Mio


Cara K. questa è per te!

Saturday, 13 March 2010

Sbagliare

VOGLIO UNA STRAFOTTUTA MACCHINA DEL TEMPO. LA VOGLIO CON IL PRIMO SETTEMBRE 1985. VOGLIO POTER SBAGLIARE TUTTO COME NON HO MAI POTUTO E QUINDI MAI SAPUTO FARE. FORSE VENTICINQUE ANNI DOPO, ORA, POTREI DIRE CHE SO VIVERE.
Cari genitori, vi voglio bene, mi avete cresciuto e mi avete dato un istruzione con sacrifici ma ciò non toglie che mi avete educato male. Si poteva fare di peggio, è normale vero ed ammissibile ma non centra! AVEVO BISOGNO CHE MI SI LASCIASSE SBAGLIARE A MODO MIO. Difetto di sensibilità il vostro, stupida ignorante accettazione la mia.

Scusate il piccolo sfogo di un sabato qualunque di una giornata qualunque come tanti, tante.

Mio


Questo non deve mai succedere. MAI!


Friday, 12 March 2010

Bouzouki

Non so ballare, questo è certo. Sono un palo rigido ed inamovibile, però... però non vuol dire che non balli, che poi ballare è solo una parola che potrebbe essere sostituita con muoversiadunritmopersonaleseguendolamusica, ma è troppo lunga: meglio ballare.

Succede che la serata passa liscia tra conversazioni strappate ad una lingua che non capisci se non per la mera etimologia che trovi in parole e in linguaggi del corpo. La serata passa tra bicchieri di vino e poi cozza contro una domanda: "Sai ballare?"...ehm "No, if I'm not druk, after I just move my body.", è che se aggiungete a qusto il fatto che te lo chiedono due greche che si sono prese a cuore la missione di farti vivere la vita notturna del posto e della grecia in generale... tu mica dici di no. E non perché sono sono donne, ma perché tutto è nuovo e sarebbe stupido lasciarlo scappare, se poi sono greche e donne, tanto meglio! :)
Quindi:  Bouzouki sia! così si chiama la danza tradizionale del luogo, donne che ballano da sole, non a stretto contatto con uomini e viceversa. Musica tradizionale tipica con strumenti tipici (il bouzouki è il nome di una specie di chitarra), sapori persi di mediterraneo orientale. E poi i fiori lanciati a manate, continuamente, a vassoi verso i cantanti che si alternano in segno di ringraziamento, verso le ragazze, gli uomini. Ieri, o meglio un sei ore fa, è stata notte di garofani.
Poi ti trovi in quel posto, in quella realtà ne vista ne sognata o immaginata prima e ti chiedono come va e tu rispondi che è il paradiso e specifichi che non potrebbe essere altrimenti per un uomo che si trova di fronte ragazze danzanti. E non centra che siano state belle, brutte centra una benemerita fava! centra che è come si fa le cose. Centra che le donne si muovevano come solo le donne sanno fare ballando da sole muovendosi sinuosamente con mani braccia e fianchi e non a stretto contatto con il compagno, centra che gli uomini avevano la loro danza fatta di inchini e genuflessioni fatta di movimenti di mani che sembravano trasporto ed estasi in un cerchio di mani che battevano il tempo.
E poi fiori, ancora e poi vino che corre a bicchieri pari perché il tuo è sempre pieno e poi ti chiedono come va e tu rispondi un altro bicchiere e parlerò greco e poi tenti di ballare ma non ce la fai e poi senza perché come e quando proclami "Now I can dance!" e danzi a modo tuo, scoordinato buffo ma non te ne importa niente, quando è così sei solo linguaggio del corpo, chi vuol leggere legga altrimenti fa lo stesso! Ed anche tu ti ritrovi tra inchini e trasporto tra fiori e musica. E loro ti guardano, ridono. Tu ti vedi, ridi. Sei felice, sei te stesso. Poi la mattina comincia a contare su due mani ed è ora di tornare andare.

Ora il mal di testa è leggero, la voce rauca per voce usata troppo e per fumo inalato (qui fumano nei locali pubblici :( ), poi il mal di gambe ti dice: "Ma quante volte ti sei chinato ed inginocchiato?" tu rispondi che non sai. Ciò che sai è che questa mattina ha dei garofani nel cuore.

Mio


PS: scusate se ci sono errori ma non ce la fo... oggi giornata blandamente pesante :D



Wednesday, 10 March 2010

Faccio Outing: Voglio uno Shar Pei

Sono solito dire "you need a woman", quando i miei co-loc sono di cattivo umore o si lamentano, sono polemici o giù di corda*, loro mi rispondono che sarebbe solo un problema in più. Può essere, dipende. Questo, per esempio, è uno scambio di battute (scusate ma memoria ed inglese sono quel che sono...) che ho avuto con E., mio colocatario:
[...]
R: You need a woman
E: No, I need a dog, maybe a S.Bernardo... you know, woman kick all night long, they want this, that...
R: Yes, could be but you will feel batter, there are a lot of trade off in life...
dopo due o tre minuti, esco dalla mia camera e vado in quella di E. e torno sul discorso:
R: I've got a business for us: we could sell a S.Bernardo that, instead of a bottle of whisky, it carry an eflatable woman (non so come si chiamano le bambole gonfiabili in inglese...)
E: lol
Per me è un buon business, o meglio: E' il business del futuro!
Ma non è di questo che volevo parlare, porca mucca! VOGLIO FARE OUTING!

Sento il bisogno di calore, calore umano intendo. Sento il bisogno di tenerezza, e dolcezza umana. Affetti. Ecco l'ho detto, tra poco il mondo andrà in vacca.
Anch'io sento freddo, da troppo tempo ormai. E' che sono strano io, o meglio mi reputo strano ma "mi vado bene" così e penso che avere bisogno di qualcosa NON deve implicare necessariamente il cercare qualcosa. Si è solo più tentati a farlo, tutto qui. Se si cade in tentazione (fa tanto ...liberaci dal male amen :) ) poi, molto facilmente, si va a finire male. La genesi delle cose è la cosa più importante, in tutto, il resto poi ne è una conseguenza più o meno diretta nel bene e nel male. Almeno per me è così.

I need a dog o meglio uno Shar Pei con una piccola botticella di grappa, deformazione regionalista questa :). 
C'est Tout.

Buona serata a tutti!

Mio



*Non è mia intenzione mancarvi di rispetto, ma certi (???) di "noi " vi vedono anche così. Scusate

PS: N. se passi di qui astieniti sulla tua versione di affetti tenerezza e dolcezza... :D

PPS: (aggiunto dopo) No, N. non sono diventato gay... comunque l'accezione della parola è differente in Italia.



Tuesday, 9 March 2010

The Questions Are

  • Ciò che chiamiamo Amore non è altro che Piacere personale che, per essere soddisfatto, ha bisogno di un'altra persona?
Detto ciò:
  • L'Amore per un partner semplicemente che un Piacere personale che ha bisogno ANCHE della componente fisica?
Scrivendo qui queste domande spero di essermele schiodate dalla mente, non mi piace addormentarmi con questi pensieri e svegliarmi con loro ancora meno. Quello che penso è che forse l'uomo e la donna hanno solo cambiato le parole per non avere "sensi di colpa", ciò non toglie il fatto che è un qualcosa di necessario e quindi, tale cambiamento di parola, è solo un corollario. E' solo che mi piace chiamare le cose con il loro nome, si evitano fraintendimenti, poi.



Di una cosa sono certo, indipendentemente da nomi e parole, sono certo di ciò che resta. Ma per questo ci pensano loro...


One Year Of Love lyrics -Queen
Just one year of love
Is better than a lifetime alone,
One sentimental moment in your arms
Is like a shooting star right through my heart,
It's always a rainy day without you,
I'm a prisoner of love inside you -
I'm falling apart all around you - yeah.
My heart cries out to your heart,
I'm lonely but you can save me,
My hand reaches out for your hand,
I'm cold but you light the fire in me,
My lips search for your lips,
I'm hungry for your touch,
There's so much left unspoken
And all I can do is surrender
To the moment just surrender
And no one ever told me that love would hurt so much,
Oooh yes it hurtsm
And pain is so close to pleasure,
And all I can do is surrender to your love,
Just surrender to your love,
Just one year of love,
Is better that a lifetime alone,
One sentimental moment in your arms,
Is like a shooting star right through my heart,
It's always a rainy day without you,
I'm a prisoner of love inside you -
I'm falling apart all around you - yeah.
And all I can do is surrender

Sunday, 7 March 2010

Asylon


Qui la gente gira anche senza casco, di polizia se ne vede poca in giro, attraversare la strada può essere un impresa che implica un coraggio smisurato. Sì diciamo che non sono gentili ed educati al volante, questo sì.
Per le strade girano ancora cani randagi, era davvero tanto troppo tempo che non ne incontravo. Credo di non saper dire da quando. Però fa strano di escrementi ne ho incontrati pochi sui marciapiedi. Vuoi vedere che loro, i randagi, sono più educati dei padroni?

La pulizia di strade e luoghi, in generale, non è il loro forte. Semplicemente non sembra una priorità e quindi non si curano di ciò, così è pure per i marciapiedi che già sono delle trappole di per se, se poi ci si lasciano motorini è macchine perdono pure la pseudo-funzione che gli era stata donata.


Qui la gente credo che sia normalmente gentile ma è taciturna e quasi ombrosa, diciamo "orsa", il che poi si potrebbe tradurre con riservata e scorbutica. Di sorrisi ne ho visti pochi, falsi o veri che siano, pochi sono. E poi non tiene aperte le porte all'ingresso o all'uscita nei negozi e non cede il passaggio... cose banali, è vero, ma che fanno la differenza, almeno per me, se sommate ogni giorno. Una cosa è sicura è gente semplice e questo non è poco. I molti negozi son chiusi con porte a vetri che basterebbe una spallata per entrarci, chiuse con due anelli di metallo e un lucchetto, qui di serrande ne ho viste poche, di inferiate alle finestre ancora meno. Probabilmente entrambe non servono, probabilmente la gente si fida ancora della società.
Il pane assaggiato ieri (porca paletta non volevo tutto il formato famiglia che poi mi sono dovuto mangiare!, spiegaglielo tu...), è semplice, molto semplice. Sia per forma che per gusto, neutro e "mollicoso" quasi come di quelli fatti in casa. Non è speciale, noi lo si fa meglio. Forse da di la dell'adriatico si è gente più complicata o, forse, semplicemente più viziata.
Qui stanno fiorendo i mandorli, qui tutto è salvabile perché è ad un attimo prima della possibile distruzione. Se riusciranno a fare le cose per bene ci tireranno fuori proprio un bel posto. Richiederà tempo, vent'anni almeno. Richiederà educazione civica... ahi! in genere quella richiede anche secoli.

Ah e poi c'è una cosa speciale, una cosa incredibile che per come la vedo io è speranza nuda cruda e prepotente. C'é l'Asylun.

Cos'é? L'ho saputo l'altro ieri e mi ha fatto pensare un'intera giornata. Qui tutte le università sono luoghi pubblici chiunque persona può entrare ed uscire liberamente. Fin qui nessuna novità. La novità, per me, è sapere che la zona è interdetta dalla polizia o da forze di vigilanza alcuna. L'autogestione degli spazi e il libero scambio di idee è l'unica cosa che regola che vige questi luoghi che non per questo credo che possano essere definiti anarchici. Qui uno studente qualsiasi potrebbe sedersi sulla sedia del preside nel suo ufficio e sarebbero affari dello studente e del preside più o meno. Gestire al meglio un potere come questo da studenti credo che sia una gran fonte di crescita per tutti. Pensare che tu sei professore e rappresenti  solo ciò che  insegni da un punto di vista della conoscenza e della cultura, e che sei  ripulito da tuo ruolo di potere quasi dispotico che si potrebbe trovare nelle nostre università, non è poi così male. Libero mondo di libero scambio di idee un qualcosa che dovrebbe essere Asylun, inviolabile appunto. Naturalmente ci sono anche i risvolti negativi, i piccoli crimini e le grandi distruzioni di ambienti pagati con i soldi della collettività ma credetemi, qui, non è tanto peggio di altre università italiane. La forte componente politica all'interno delle università garantita per i maggiori schieramenti che deve essere gestita con cura altrimenti lo scontro può rimanere tale senza crescita. Ma si è giovani, ed anche questo, in parte ci sta.


Mio











PS: scusate la qualità delle foto e la pessima impaginazione, ma macchina fotografica e template sono quello che sono... :(

Saturday, 6 March 2010

Il Mio E' Corto

lo spago intendo, non può essere altrimenti. Sì, voglio dire è colpa di tutto ciò che si srotola e poi inesorabilemnte finisce. Colpo netto sul finire. Ritorno. Il gioco è fatto, poi, tutto torna in mano e ciò che resta sono due banali, simmetrici cilindri accoppiati.

E' questione di filo, inesorabilmente è questo. Quanto uno più lo ha lungo (spero di non generare pensieri maliziosi), tanto uno più si allontana  la venuta e si allunga il piacere del gioco (OK me la cerco... non dovrei passare in certi blog ;)). Sì perché ciò che resta è l'origine di tutto, ma pure la fine. Non c'è scampo, l'unico modo di non vivere di brevi e scomposti tratti è quello di avere un gran bel filo, poi la Vita come un magico Yo-yo busserà alle nostre porte solo poche volte. Che poi ci sarebbero pure gli Yo-yo tamarri, quelli con la frizione, ma sono roba da professionisti della vita, quelli. Per grandi giocatrici e giocatori, è che hanno il vizio di ingarbugliarsi talvolta e li sono dolori. Ma questo non li fermano, lo lanceranno ancora e ancora fino alla fine. Hanno troppa voglia di giocare, loro.

Io mi sono rotto le scatole di avercelo troppo corto!... lo spago intendo...:)*

Kalinihta giocatrici e giocatori!

Mio


*(sarò stato credibile o_O)



Welcome Again

Sono tornato, coma va?


Oddio, sono stato peggio ma anche molto meglio ultimamente.

Ti sono mancato?


No, per niente. Purtroppo la porta per te è sempre aperta.

Grazie!


'Fanculo! Cosa vuoi?

- nessuna risposta-

Cosa pensi che farai? Quando pensi di poter andare avanti in queste condizioni, con questi ritmo?


Non lo so, ma non preoccuparti. Sono un cagnaccio io! non mi preoccupa annullare me stesso. Il problema è perché farlo, Il senso che esiste. Sei venuto per stare, per ritornare a farmi compagnia vero?

- nessuna risposta, ancora -

Ti senti pesante vero? Voreesti mandare tutto in vacca, vorresti una normale leggerezza...


No, non esiste una normale leggerezza, le leggerezze sono insostenibili quando si parla di Essere, talvolta pure le nostre. Una leggerezza possibile, normale e NON naturale è raggiungibile sempre. Basta diventare attore in uno spettacolo, come tanti. Molti. "Basterebbe che tu fossi più puttana..." così mi è stato detto. Credo che non lo dicesse per lusingarmi, non ne aveva motivo... già puttana...

Allora venditi no?

Caro Mostro io sono Bocca di Rosa.

Mio






I mostri che abbiamo dentro

di Gaber - Luporini

Fa un certo effetto non capire bene
da dove nasce ogni tua reazione.
E tu stai vivendo senza sapere mai
nel tuo profondo quello che sei
quello che sei.

I mostri che abbiamo dentro
che vivono in ogni uomo
nascosti nell'inconscio
sono un atavico richiamo.

I mostri che abbiamo dentro
che vagano in ogni mente
sono i nostri oscuri istinti
e inevitabilmente
dobbiamo farci i conti.


I mostri che abbiamo dentro
silenziosi e insinuanti
sono il gene egoista
che senza complimenti
domina e conquista.


I mostri che abbiamo dentro
ci spingono alla violenza
che quasi per simbiosi
si è incollata
alla nostra esistenza.

La nostra vita civile
la nostra idea di giustizia e uguaglianza
la convivenza sociale
è minacciata
dai mostri che sono la nostra sostanza.

I mostri che abbiamo dentro
i mostri che abbiamo dentro.

I mostri che abbiamo dentro
ci fanno illanguidire
di fronte a quella cosa
che spudoratamente
noi chiamiamo amore.

I mostri che abbiamo dentro
sono insaziabili e funesti
sono il potere a tutti i costi
ma anche chi lo odia
soltanto per invidia.

I mostri che abbiamo dentro
ci ispirano il grande sogno
di un Dio severo e giusto
col mitico bisogno
di Allah e di Gesù Cristo.

I mostri che abbiamo dentro
ci inculcano idee contorte
e il gusto sadico e morboso
di fronte a immagini di morte.

La nostra vita cosciente
la nostra fede nel giusto e nel bello
è un equilibrio apparente
che è minacciato
dai mostri che abbiamo nel nostro
cervello.

I mostri che abbiamo dentro
crescono in tutto il mondo
i mostri che abbiamo dentro
ci stanno devastando.

I mostri che abbiamo dentro
che vivono in ogni mente
che nascono in ogni terra
inevitabilmente
ci portano alla guerra.

Friday, 5 March 2010

Le Fossoyeur

In una cosa sono veramente bravo, cazzo mi sa che mi battono in pochi, è nel farmi scivolare le cose addosso, prima. Menefreghismo? Può essere, ma non so cosa farci mi viene inaspettato e naturale ed è per nulla pesante. Mi ci trovo dentro. Mi trovo distaccato dal mondo esterno che scivola via. Cazzo se scivola.
E' una strana sensazione quella di sedere al tavolo  con o senza commensali e decidere di trasformare le parole in fluido che non ti penetra ma solo ti scivola addosso come una corrente di liquido rumore di parole senza significato e quindi inutili. Non capire a pieno un linguaggio aiuta solamente, ma non è una condizione necessaria.
Succede che in questa situazione mi ci trovo, che la cerchi succede che poi tutto nel breve si tramuta in ciò che ripudi con l'ascolto ossia l'assenza del replicare, del parlare. Sapete, credo che il mio record sia dell'ordine della settimana o poco più, sette giorni a spesi in una volontà di non trasferire in maniera naturale nulla all'esterno: "Arrivedeci", "Grazie", "Buongiorno", nulla più. Tanto ci pensa l'esterno a parlarti addosso. Credetemi, non centra essere rinchiusi in un luogo, quello, aiuta solamente a non parlare sotto costrizione sociale. Centra lasciarsi scivolare  tutto addosso. Cazzo se scivola.

A chi non mi conosce, a chi mi conosce o a chi crede, come me, che questo è in fondo l'unico modo per limitare il fuggire dal piacere personale, dico scappate. Cercatelo! Scappate da diventare il povero becchino della vostra Anima. Scappate come io non so fare!
"Sì, sì ci sta, cazzo ti ho detto che ci sta! Basta prendergli le misure, lasciala in pace!"


Mio




LE FOSSOYEUR -George Brassens

Dieu sait qu' je n'ai pas le fond méchant
Je ne souhait' jamais la mort des gens;
Mais si l'on ne mourait plus
J' crèv'rai d' faim sur mon talus,
J'suis un pauvre fossoyeur.

Les vivants croient qu' je n'ai pas d' remords
A gagner mon pain sur l' dos des morts;
Mais ça m' tracasse, et d'ailleurs
J' les enterre à contrecœur,
J' suis un pauvre fossoyeur.

Et plus j' lâch' la bride à mon émoi,
Et plus les copains s'amus'nt de moi,
Y m' dis'nt: "Mon vieux, par moments,
T'as un' figur' d'enterrement",
J'suis un pauvre fossoyeur. 


J'ai beau m' dir' que rien n'est éternel,
J' peux pas trouver tout ça tout naturel;
Et jamais je ne parviens
A prendre la mort comme ell' vient...
J' suis un pauvre fossoyeur.

Ni vu, ni connu, brav' mort, adieu!
Si du fonds d' la terre on voit l' bon Dieu,
Dis-lui l' mal que m'a coûté
La dernière pelletée...
J'suis un pauvre fossoyeur.


Thursday, 4 March 2010

Good Story Book


... But don't worry about your research. This is only for sometimes. When you will feel bad then you can read good story book this will help you to go ahead.
See you,
A.

Sarà caro A.  ma, quando le cose non vanno bene, preferisco pensare a quando andavano peggio. Forse è anche qui che sbaglio.

Mio

Wednesday, 3 March 2010

Floats Like a Butterfly, Stings Like a Bee

"Floats Like a Butterfly, Stings Like a Bee" -Muhammad Alì








...e non incontrar nessuno.


Mio


Monday, 1 March 2010

Frappés Incluso


E poi succede che pensi in inglese, leggi in francese ed imprechi in italiano. Tutte e tre ti riescono male, tutte e tre sono perfettibili. Sinceramente non so cosa posso voler di più ora. Sicuramente questo mi basta per non mollare.

Se poi ci si mette pure il frappés o, se volete e sapete leggerlo (a me mi mancano alcune lettere...), φραπές.

Diobòno se è forte tutto questo, frappés incluso.

A presto,

Mio

Something About Me

Last Listen Music

  • Rimmel -Francesco De Gregori
  • Mio Fratello E' Figlio Unico -Rino Gaetano
  • Ingresso Libero -Rino Gaetano
  • Going For The One -Yes
  • Serenade in Bb K361-370a [Gran Partita] -W. A. T. Mozart
  • Relayer -Yes
  • 9° Sinfonia -Ludwig Van Beethoven
  • Blue -Joni Mitchell
  • Quadrophenia -The Who
  • Tales From Topographic Ocean -Yes

Last Read Books

  • Manuale del Guerriero Della Luce -Paulo Coelho
  • Il Castello dei Destini Incrociati -Italo Calvino
  • Il Petalo Cremisi e il Bianco -Michel Faber
  • Dance Dance Dance -Murakami Haruki
  • On The Road (Sulla Strada) -Jack Keruoac

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Translation - by Google