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Radio Pazza

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Tuesday, 29 July 2008

Non esiste un passo per le mie salite

Quanto è passato? Neppure mezza settimana e tutto è gia finito, forse nulla è mai cominciato. Quanto è durato? Un giorno forse meno.
Ora eccomi qua ho voglia di bestemmiare non contro dio o chi per lui, ma contro me stesso contro il vuoto spinto che ho dentro. Sono giunto oltre il traguardo, ho fatto molto molto di più eppure VUOTO. Non felicità, non serentità. Solo rabbia perché la vocina che ho dentro mi tortura senza parole questa volta. Forse è proprio l'assenza di parole che mi tortura. Non so trovare risposte, mi mancano domande, mi sento svuotato dalla Vita, non mi sento libero ma soprattutto capito!
Questa che vivo non è la mia dimensione, dimensione la mia che forse non esiste, dimensione nella quale non mi sentirei perso come ora. Qui dove sono vedo l'Essenziale sfuggirmi dalle mani che, troppo lente e con dita ormai artritiche nulla riescono ad afferrare. Mi dicono divertititi, ma come si fa? Lo so, la mia domanda è sbagliata e può sembrare stupida ma l'unico modo con il quale riesco ad interrogarmi.
Mi guardo attorno e vedo gente che ha molto, lo leggo nel barlume dei loro occhi, lo vedo brillare sui loro sorrisi. Ora, come forse da sempre, i miei occhi sono lo specchio della mia maliconia, il mio sorriso della mia tristezza. Vorrei la Pace un attimo di oblio, mi basterebbe un istante solamente nel quale, vedendomi allo specchio, io possa scorgere un palpito di felicità nei miei occhi un cenno di Vita sul sorriso delle mie labbra. Mi basterebbe questa speranza per sapere che posso cambiare verso il traguardo che voglio raggiungere, verso quel passo tanto agoniato che io sembra non poter raggiungere mai.
Quello che cerco è un moderato casino normale, quello che so è che non sto bene, o forse meglio, sto normalmente male. Sono perso nella ricerca di chimere che io vedo reali, illusioni che credo sogni raggiungibili. Ora ho quello che facilmente verrebbe classificato come tutto ma io mi sento posessore del Niente.
Quanta tristezza, quanto tedio, quanta rabbia mi implode dentro. Vorrei urlare, vorrei bestemmiare, vorrei imprecare ma so che non servirebbe a molto.
Scusate il piccolo sfogo ma qui ho urlato parole mute che il mio spirito oggi non riusciva a trattenere.
Perché non riesco a fuggire da me stesso? ...Forse questa è una domanda retorica.

Mio

Monday, 28 July 2008

Ombrelli e impermeabili mica servono...

È un po' che ci penso e ogni volta che lo faccio è perché inevitabilmente sono costretto a farlo. Sto parlando delle circostanze che al Vita ci mette davanti a muso duro. Non ci si scappa mica, Lei premurosa signorina, non guarda in faccia a nessuno; spietata come un giudice durante una gara di marcia mostra il suo cartello di ammonizione fregandosene beatamente che tu sia il primo o l'ultimo della corsa, sia essa la più misera competizione esistente o la tua ultima olimpiade.
Ma esiste un modo per evitare tutto questo? Esiste un modo per volgere lo sguardo altrove e tirare avanti come se niente fosse? Ormai ne sono convinto, purtroppo o per fortuna mica esiste. Quindi si è condannati? In apparenza sembrerebbe proprio di sì, ma forse solo in apparenza, nel mio pessimismo ottimistico proverò a spiegarmi.
Sono arrivato alla conclusione che dalla Vita primo: non ci si può scappare e secondo: con Lei sicuramente ci si fa male e quindi tanto vale corregli incontro no? Lei è tutt'attorno a noi, è ovunque e ovunque volgiamo lo sguardo ce la ritroviamo di fronte come l'acqua che scende dal cielo in autunno, fina fina che persistente cala e non mica passa come un temporale estivo. Sì, proprio come l'acqua anzi, meglio dell'acqua essa permea tutto e tutti, ci entra fino alle ossa ci trapassa e qualche volta sconquassa i nostri pensieri, il nostro umore, la nostra serenità. Mica ci si può fare niente perché colpiti lo saremo sempre e quindi? Io personalmente ho deciso che mi farò trapassare e permeare senza opporre resistenza alcuna, perché credo che la sofferenza che essa può lasciare non è fine a se stessa ma è solo il prezzo per una nuova coscienza consaspevole, mi lascerò permeare e trapassare perchè voglio bagnarmi della Bellezza che solo la Vita può donare. Non credo che questa sia una debolezza sapete, anzi credo che ci voglia coraggio per vivere in questo modo. Coraggio che mi è mancato mentre tentavo di coprirmi con impermeabili e ripararmi con ombrelli che, non mi sono mai accorto, non funzionassero per niente. Coraggio che spero di trovare e preservare, coraggio che voi cari "noti" lettori per me possedete davvero. Il vostro coraggio si chiama Vivere come chi ha i giornali in una mano e nell'altra il tuo destino, cammina fianco a fianco al suo assassino.(scusate se ho scomodato Faber altrimenti sarei stato qui a scrivere del nulla fino a domani).
Sperando che questo non vi dispiacia a voi tutti auguro una gentile e delicata pioggia.

Mio

Sountrack in my brain: Se ti tagliassero a pezzetti -Fabrizio De André

Friday, 25 July 2008

Do i Numeri, le Parole ed i Pensieri

Cosa è stato? Semplicemente, solamente e sicuramente questo che verrà. Bello, brutto, buono o cattivo? Difficile da dirsi sicuramenete positivo anche se delle volte non è stato sicuramente piacevole. Il significato di quello che ho provato e provo pensandoci, credo che nessuno lo possa e lo potrà mai capire.

I numeri
200077319640632825
072008
102106410980



Le parole


Incipit di Vita Universitaria
Mi hai dato fuoco di ardente passione,
mi hai tolto sentimenti indimenticabili,
ti ho Amata ed Odiata mia Circe!
Ti ricorderò per sempre,
algida effimera puttana!


Roberto

PS: non parlo di persone che potrebbero sentirsi chiamata in causa ma di qualcosa di molto, molto differente. Di più o di meno non importa.

I pensieri
Ed ora? Cosa è cambiato? Tutto o Niente che importa? Cosa Sogni?
Sono clastico lo so, perché sono consapevole che tutto l'ho pagato il dovuto e che certe volte il dovuto era davvero tanto. Ora ho tre lettere davanti ad un nome, ma non è questo quello che è cambiato in me. Ora ho più consapevolezza su qualcosa che mi ostino a chiamare Vita, per questo so di essere ignorante e quindi ti ringrazio di cuore. Importa il Tutto che non è stato Niente, il mio ripostiglio ora è vuoto la mia Unica Stanza ha foto colorate e stellate, foto grigie e bigie, foto stropicciate e bruciate, crepe che mi fanno preoccupare ma i miei pensieri vacillano, ora nella mia Stanza tutto può entrare passare, trapassare e permeare.
Solo una cosa sogno per la mia Vita e voglio che questo mio Sogno diventi realtà compiuta, per esso combatterò perché, alla fine, credo che sia l'unica cosa che conti. Qual'è? Semplicemente sei lettere S I G N O R sì, vorre riuscire a diventare Signore, Vorrei che chi mi incontrasse vedesse in me una persona stimata e stimabile una persona di cui fidarsi. Soprattutto vorrei diventarlo veramente perché qui ho capito che non è qui che ci si guadagna tale titolo, qui tanti non-signori hanno acquisito solo tre lettere che a tutti spettano con magari un po' di fatica.
Il mio Sogno è che
, un giorno, guardandomi dentro io possa parlare con il Signor Roberto. Niente più.

Monday, 21 July 2008

Gocce di Vita

Buon giorno carissimi virtuali ma soprattutto virtuosi lettori, questa mattina chissà perché chisssà per come la Vita credo abbia voluto dirmi qualcosa. Me l'ha detto con una linea di nuvole diritta diritta tracciata nel cielo mentre albeggiava, me l'ha sussurrato con il celeste vivo che dipingeva il cielo che mica si vede tutti i giorni me l'ha urlato come un richiamo con i raggi del sole che si riflettevano, rifrangevano e diffondevano sulle pallide rocce delle "mie" montagne.
Rimasto stupido e stupito di fronte a tutta qell'immensa bellezza mi sono chiesto cosa avrà voluto dirmi? Forse lo so, o meglio l'ho sempre saputo. Sapete, oggi mica sarà un giorno qualunque per quello che accadrà e per quello che vedrò, in realtà e con tutta sincerità, in cuor mio so già tutto perché come diceva il S., persona che reputo molto saggia ma sopratutto un mio grande amico, "Capire come vanno le cose ancor prima che esse accadono è il più gran difetto che possa capitare ad una persona", ahimè S. credo che tu abbia proprio ragione ma oggi mi donerà serenità ne sono convinto per lo stesso motivo.
Sono consapevole che ora sarete curiosi di sapere ciò che accadrà oggi, ma purtroppo mica posso dirvelo perché il sentire una sensazione non sono ancora in grado di descriverla. Però sicuramente oggi vedrò, e spero, capirò un po' delle stranezze della Vita. Spero che oggi capirò le deviazioni che essa bruscamente essa compie senza preavviso alcuno, capirò se avevo capito, capirò se capirò. E su questo di solito mica mi sbaglio, perché di una cosa sono sicuro ed è che la Vita è come una goccia d'acqua che scende dal vetro in un giorno di pioggia, devia senza preavviso a destra poi a sinistra e quindi si ferma, quindi attende quasi pensosa sul da farsi ma poi diventa sempre più pesante e quindi via a correre ancora ed ancora lasciandosi dietro un peso non più stenibile fatto di una scia cristallina. Fatto di eventi passatti. Ma poi dove va? Sinistra? Destra? Io non lo so, voi credo pure. Ma sicuramente sia io che voi sappiamo che mica può tornare indietro e questo, almeno per me, non è poco.
A presto,

Mio


Soundtrack in my brain and On Air: Amico Fragile -Fabrizio De André

Monday, 14 July 2008

Inguccinatemi per bene!

Solo recentemente grazie alle preziose dritte musicali (ma sopratutto allo sdegno profondo che credo abbia provato nel sentire che io non avevo mai ascoltato Guccini) che una grandissima persona mi ha suggerito la sua super playlist di canzoni cantate da Guccini che a suo prezioso avvisoio non potevo perdermi, naturalmente io ne ho aggiunte altre che facevano parte della mia infanzia (si alle elementari le maestre ci hanno fatto ascoltare Il Vecchio e il Bambino ed Auschwitz) ed altre delle quali il mi piaceva semplicemnte il titolo e dopo un primissimo ascolto pure la canzone. Pur prediligendo un ascolto per album e rigorosamente verticale e cronologico di ogni artista, mi sono lasciato corrompere e quello che ne è una lista di splendenti gemme delle quali parlerò appena le sentirò mie.

  • Auschwitz
  • Primavera di Praga
  • Canzone di notte
  • La locomotiva
  • Il Vecchio e Il Bambino
  • Canzone della bambina portoghese
  • Canzone delle osterie di fuori porta
  • Canzone di notte n 2
  • La fiera di san lazzaro
  • La genesi
  • Canzone delle ragazze che se ne vanno
  • Piccola Storia Ignobile
  • Via Paolo Fabbri 43
  • Canzone quasi d'amore
  • L'avvelenata
  • Piccola Città
  • Pennsylvania ave
  • Amerigo
  • Libera nos domine
  • Eskimo
  • Canzone per un'amica
  • Dio è morto
  • Venezia
  • Bologna
  • Antenor
  • Autogrill
  • Inutile
  • Scirocco
  • Signora Bovary
  • Van Loon
  • Culodritto
  • Canzone di notte n 3
  • Quello che non ...
  • Canzone delle domande consuete
  • Samantha
  • Farewell
  • Lettera
  • Cirano
  • Vorrei
  • Quattro stracci
  • Stagioni
  • Canzone Per Il Che
  • Piazza Alimonda
  • Certo Non Sai
Sicuramente ce ne sono altre di bellissime e per voi particolari perchè legate a ricordi o a situazioni memorabili, se posso, vorrei gentilmente chiedervi ulteriori emozioni chiedendovi dei suggerimenti d'ascolto perché questo Guccini mica è male! :D
Grazie in anticipo dei vostri consigli, dei quali sonono sicuro, non rimarrò deluso anzi!
A presto,

Mio

Friday, 11 July 2008

Preziosi esseri ossia, Donne

Sicuramente tutte speciali ma tra Voi ne esistono di più speciali ma questo voi lo sapete; scusate se mi permetto, ma loro dedico queste mie parole che vogliono essere un semplice e sicuramente inadatto omaggio al loro esistere e nulla più. Spero che ora non mi ripeterò con quanto scritto qui e la, non amo farlo, ma ancor di meno amo rileggermi quindi scusatemi se così sarà.

Donne
Ma chi Siete?Perché cosa siete è domandare troppo.
Io una risposta mica la trovo, Vi guardo Vi osservo e la domanda diventa sempre più imbarazzante nel suo non trovare in me risposta certa. Forse Voi siete Vita, siete ciò che colora un mondo che i nostri occhi vedrebbero solo in toni di grigio. Siete leggere e capricciose come le foglie mosse dal vento in primavera; siete fugaci presenze come polvere di stelle che che si getta su questa Terra nelle sere d'Agosto facendoci dimenticare il calore estivo.
Siete di lapislazzuri ghiaccio limpide che sublimate ad etereo vapore quando noi meno ce lo aspettiamo, lasciandoci soli e basiti con un vuoto tra le dita. Siete aereo vapore che tutto avvolge come in un soffice caldo abbraccio, brinate all'improvviso in cristalline entità più pure di qualsiasi diamante che, al vostro cospetto, sembra solo una opaca pietra. Non conoscete stato di mezzo, quello liquido è fin troppo banale, quello spetta a Noi.
Noi fortunati che abbiamo avuto l'onore di conoscere questo Vostro apogeo di splendore prezioso, unico momento cristallino, Noi Uomini duri e distratti, Uomini grezzi ed insensibili Vi afferriamo e Vi tratteniamo nelle Nostre mani con troppa forza ed allora voi cristalli mirabili fondete tra le nostre ahimè troppo calde dita. Allora capiamo e non vogliamo trattenervi, vi lasciamo cadere e lo schianto che vi regaliamo è forse dolore peggiore. Scusateci se potete.
Donne cosa siete mica lo so, chi siete forse sì. Siete Bellezza di nome e Dolcezza di cognome, Donne mica vi capisco ma questo forse è già più normale.
Grazie della Vostra sola presenza in questa Nostra, altrimenti triste, Esistenza!

Mio

Tuesday, 8 July 2008

La Vita può essere meravigliosa

Tu Croce del Nord della costellazione del Cigno, sai che non sto mentendo, con te come testimone ieri sera ho visto brillare il sole in una notte stellata. Non sole di raggi e di luce, ma Sole di immensa felicità, di traboccante gioia, di diffusione di Vita.
Tu Vega dall'occhio curioso, con fare furtivo nascosta tra mille e mille tue simili dall'alto mi spiavi, sai che sono sincero, tu sai che ho avuto l'immenso privilegio di condividere la realizzazione di un sogno utopico in poche ore, ho avuto la fortuna di vedere mutare una crisalide in magnifica farfalla che con ali lucenti come di Sirio si librava nella sua nuova Realtà nel suo nuovo cielo, mentre rideva come un cucciolo di uomo che non conosce il dolore della Vita, come un saggio riesce ancora a stupirsi mentre assapora lentamente il gusto di una Vita meravigliosamente incredibile.
Questo ho avuto la fortuna di vedere e vivere, ma sopratutto ho avuto il privilegio di con condividere e, dopo tanto tempo, ho RISO e non solo sorriso! Di tutta quella felicitàmi sono bagnato e permeato perché era pioggia gentile che tutto permeava che tutto riempiva. Grazie di tutto questo, grazie davvero.
So che la tua Vita sarà sempre colma di Sole perché sulle meraviglie della Natura ama sempre specchiarsi!

Roberto


PS: naturalmente tutto questo è accaduto in un luogo remoto fuori dal tempo e dallo spazio...

Monday, 7 July 2008

Quando i Compagni sono compagnia la gioranta è perfetta

Sarà che ultimamente il mio cervello funziona solo nel dormiveglia mattutino, ma questa mattina pensado alla giornata di ieri trascorsa in montagna in compagnia di persone davvero non banali, mi sento davvero privilegiato e fortunato di poter parlare ed ascoltare simili persone.
Ieri mattina, nonostante previsioni metereologiche sfavorevoli (per me la si poteva portare a casa e così è stato ;) ) si è organizzato un escursione in montagna alle dieci di mattina, un po' tardi lo so, si era zaino in spalla lungo il sentiero. Tra chiacchere e pensieri e con la mai stanca G. che ci apriva il sentiero (a proposito complimenti ancora da tutti noi montanari "te gai propi 'na bona gamba"), si proseguiva verso la cima ora tra sprazzi di sole su prati in fiore, ora tra boschi di faggi tra fresche frasche, ora tra la nebbia che come un felino all'attacco correva leggera sui pendii.
Merntre si proseguiva tra silenzi mai forzati e pensieri che certe volte correvano solitari nelle nostre menti, C. parlando di una sua amica afferma: "... fin tanto che tu non avrai lavorato non potrai mai esprimere opinioni su come deve andare nel mondo del lavoro chi ha solo studiato non può capire le difficoltà che esistono nel lavorare...", alchè io sentendomi un po' chiamato in causa e per il contenuto dell'affermazione e per il tono assoluto dato ad essa mi sono leggermente rivoltato dicendo:" Mi spiace C. ma non concordo, per me lo studio universitario non è e non è stato un gioco anzi è sacrificio come e più del lavorare. Fare il muratore per me sarebbe un gioco in confronto!", la mia affermazione potrebbe suonare altisonante ma, seppur stagionalmente per poco meno di due mesi all'anno, pure io ho lavorato e qualcosa anche se non molto rispetto a C. posso dire di capirne. A questo punto sento G. che stranamente chiude la fila ;) dire: "Io concordo con C., il mio studio universitatario è stato un gioco in confronto alle esperienze lavorative che ho avuto, c'è poco da fare senza lavoro mica si mangia!", a questo punto esce N. con il suo pensiero relativo da tipico P.D. (piccola provocazione ma non ho resistito :D ): "Sono due cose diverse, non possono essere messe sullo stesso piano ma devono essere analizzate nel contesto".
Cari compagni io ci ho pensato e credo che abbiate o meglio relativamente ragione tutti e quattro. Per me lo studio e il lavoro hanno punti in comune se analizzati lungo la loro linea di confine, la dove lo studio diventa scadenza iprorogabile, il lavoro diventa piacere nello svogerlo e quando entrambi sono fatica ed ostacolo da affrontare. Ora è vero anzi verissimo e sacrosanto che solo senza lavoro mica si arriva alla fine del mese, che la precarietà ti fa sentire appeso ad un filo e che questo ti può togliere il sonno ma cari miei è altrettanto vero che per certi tipi di studio o se volete per certi approcci allo studio mica cambia tanto rispetto al mondo del lavoro, quello che io sto conducendo ora gratutitamente entro termini temporali prestabiliti per il mero raggiungimento di un voto potrebbe essere comodamente un lavoro retribuito da un istituto o da un ente di ricerca piuttosto che da un'azienda, quindi scusatemene lavoratori, mica si cazzeggia con lo studio così come mica son convinto (e lo ero già) che quando si lavora sia tutto rose e fiori.
Ieri sono stato davvero bene questo ma molto altro ancora è successo, si è parlato di Musica (si quella con la M maiuscola) di Vita di cibo e passioni di politica, di tutto e di più ma mai di cose banali e susate ma per me non è poco, stimolare i pensieri di una persona non credo che sia una cosa effimera e facile da fare ed io ieri ho davvero rischiato un overdose. Una cosa mi dispiace, che putroppo la serata non sia conclusa con una cena tutti assieme (sarà per alla prossima C.) e che dopo cena ho avuto un collasso verticale, dovuto alla stanchezza e alla dose ipermassiccia di cibo che ho ingurgitato (quando cucino mangio prima, durante e dopo) e che sono stato di poca-attiva compagnia quindi la prossima volta o cucinate voi o vi rimpinzate come il sottoscrtitto avete capito???? :)
Grazie di tutto G., N. e C. siete preziosi Compagni di Vita, auguro a chiunque di poter avere persone simili al loro fianco!
Alla prossima escursione in montagna o nella Vita perché tanto mica cambia molto no? Guardate che ci tengo!

Roberto

PS: sono un buon merereologo o no?

Wednesday, 2 July 2008

So che risposta non c'è ai miei PERCHÉ

Lo so certe domande non hanno risposte semplicemente perché domande non sono. Non credo che possa bastare un punto interrogativo per far nascere in noi una qualsiasi replica.
Il mio perché ormai è immutato da troppo tempo, io solo vado cercando il cheto vivere magari non per sempre, consapevole che di turbolenze so che ne vivrò fin troppe nella Vita, le ultime vicende me lo hanno ricordato a muso duro. Ma ora basta, vorrei che mi si lasciasse repirare ancora fuori da questo mare oscuro. Ultimamanete credevo di esserci riuscito ma ad un tratto eccoti l'Onda Anomala, compare e ti sommerge, ti riempie i polmoni e la gola di acqua salmastra e voilà rieccoti che cerchi di non affogare muovendo a destra e a manca le tue braccia senza logica alcuna.
Sapete questo periodo, quello che sto vivendo, dovrebbe essere un luminoso e dolce momento come l'alba sulle mie montagne quando le cime sono innevate, dovrebbe avere il sapore dolce di un passaggio verso un futuro meno oscuro e più sicuro. Dovrebbe avere il sapore intenso e persistente di un liquore assaporato in inverno davanti al fuoco, tutto attorno a me dovrebbe acqusire un'aura magica eterea quasi surreale. Così non è, PERCHÉ? Mica lo so, nessuno può saperlo, solo questo so.
Sinceramente di alzare la testa, rimboccarmi le maniche ed andare "avanti con gli scavi" caricandomi anche quest'ultimo fardello sulla schiena di problemi non ne avrei, tanto sarebbe in ottima compagnia tra rimpianti ed occasioni perdute, tra dolori vissuti e dolori causati, ma PERCHÉ farlo? Mica lo so. Sapete ormai non voglio neanche più tentare di darmi risposte ho semplicemente deciso di assorbire e nulla più, quando sarò saturo non so cosa farò, ci penserò allora. Dico questo perché ciò che vorrei ho capito non potrà mai esistere, semplicemente perché il sognare forse non è altro il nome che noi si da alle bugie che inseguiamo e che ci creiamo per continuare a vivere in una mesta parvenza di felicità. Si lo so, questa mattina ho scritto qualocosa d'altro su altri, li sì davvero luminosi, territori ma adesso riflettendoci sopra un po' meglio, posso dire che se i sogni non diventano realtà è perché noi ci si riempie di bugie ed illusioni ben mascherate da obiettivi raggiungibili a fatica. Forse la risposta a questo mio perché è completamente sbagliata voi preziosi lettori che ne capite tanto più di me cosa ne pensate?
Mai avrei creduto, ormai molto tempo fa, che tutto si sarebbe risolto così, che tutto sarebbe stato così piatto, grigio ed informe, che la fine di un sogno un grande sogno tramutato con fatica in realtà sarebbe stato senza senso come un punto di domanda senza emozione, come quando si guarda il buio più profondo di notte in una stanza chiusa.
Non voglio niente e mi viene regalato dispiacere e dolore dalla Vita, voglio regalare quel poco che posso offrire a chi se lo merita dall'alto del suo Essere e la Vita gli gira spietata una vendetta che non si merita fredda fredda servita su un piatto dal quale mai avrebbe voluto attingere!
PERCHÉ? Purtroppo so che la risposta non c'è.

Mio

Tuesday, 1 July 2008

Vita questa volta hai oltrepassato il segno

Non te lo posso perdonare, no questa volta è troppo davvero. Non per me, perché io a te credo di essere ormai allenato, io per te ho sterminate praterie dai prati color pece dove rinchiuderti lasciandoti libera di scorazzare e di sistruggere quel poco che ancora non è devastato. Io li posso permettermi di non preoccuparmi più di te! Ma per altre persone, persone speciali che per fortuna sono prati in fiore dove il sole mattutino risplende ta le fini goccie di rugiada, per queste persone no non ti voglio lasciar fare, non puoi permetterti di rovinare ciò che è Immacolato è Splendore è Essenza. Non ti permetto di dstruggere tutto questo con i tuoi vezzi da bambina viziata! Non ti permetto di usarmi per generare dolore negli altri, violentami, picchiami a sangue, spezzami ogni singolo osso disloca ogni mia articolazione tanto io sono duro molto più duro il tempo è dalla mia per curare le tue ferite. Ma lascia stare chi ti Ama, lascia stare chi è delicato e fragile perchè È, chi vola in cieli stellati ed in praterie profumati tra le montagne dipente dal crepuscolo! Lascia stare queste persone speciali ti prego.
Sei una vigliacca nel tuo inseguire chi non ti vuole, nel rifuggire da chi ti cerca, spietata nel tuo ergerti a muro quando invisibile sul quale sfigurarsi, stronza nel tuo essere ponte cedevole. Vorrei domandarti perché l'hai fatto, perché hai distrutto un'amicizia per me preziosa come poche, come quelle che si possono avere solo da bambino, di quelle immortali! So che non mi risponderai puttana, troia e baldracca, contro di te bestemmio te maledico ora! Fatti avanti se hai il coraggio, io ora ne ho da vendere vieni cazzo su vieni troverai pane per i tuoi denti troia maledetta di nome Vita!

Mio

Monday, 30 June 2008

La Vita è un soffio

Purtroppo solo ora trovo il tempo di virtualizzare questi germogliati nel mio crevello non per caso, ma grazie alle parole mai banali di Digito che, come le persone che qui linko Buoni Maestri (e qui un post è da tempo che voglio farlo), riesce sempre a colpirmi nel suo non essere banale ed effimero. Non so perché non so per come ma quando ti leggo lasci nei miei neuroni impronte Digitali (sarà per il tuo nickname? :)), che io sento e immagino come le impronte che da bambino mi divertivo curioso ad imprimere nel pongo, esempio di m... ok passo oltre.
La Vita è un soffio dicevo e mica si può trattenere il respiro, la Vita è un attimo e mica si può fermare con uno scatto. La Vita corre veloce veloce nel bene, ma ha il vizio di trascorrere lenta quando ci tortura.
Ah la Vita è questa graziosa ragazza mulatta che ora mi siede vicino, è il suono di una canzone persa nel tempo suonata da fisarmonica e che ora sta riempiendo la stazione; è questo accento balcanico, a me in parte famigliare, della signora di mezza età che sta parlando al telefono.
Ah la Vita, è l'insicurezza che mi pervade nella certezza che sempre mi sarà compagna. C'è chi dice che sei Meravigliosa, c'è chi dice che sei Dolore. Io concordo con i primi guardandoti dal lato dei secondi.
Ora respiro, il mio soffio è finito, alla prossima apnea finché ci sarà ossigeno per questi polmoni!
A presto sempre giovane compagna e Amica, a presto sempre vigile vecchia Nemica!

A tutti voi miei cari Maestri che avete il dono di insegnare senza retorica senza falsi paternalismi, auguro buona Vita anche se questo mica so se è bene o male, sicuramente È e questo mi basta!

Mio

Tuesday, 24 June 2008

Sogno di Cioccolato

Purtroppo la testa ultimamente è troppo vuota di pensieri adombrati da un periodo abbastanza tirato quindi scusate la mia latente assenza dallo scrivere, però per non astenermi completamente posterò la ricetta della mia ultima e definitiva creazione culinaria, sto parlando di Sogno di Cioccolato quella che con una punta di orgoglio definirei la mia torta creata partendo da una di quelle ricette che si trovano solo sui settimanali femminili degli anni '80 (ricordate i colori?) e da me modificata secondo un personalissimo gusto votato alla venerazione per il cioccolato fondente. Ma ora poche chiacchere e passiamo ai fatti o meglio alla ricetta!
INGREDIENTI:
(Teglia da 24cm di diametro)
Impasto:

  • 200gr cioccolato fondente
  • 200gr burro
  • 200gr zucchero a velo
  • 6 uova
  • 240gr farina "00"
  • 1+1/2 bustina di lievito per dolci
  • 1 bustina vanillina o 1/2 bacello vaniglia
  • 1/2 bicchierino di brandy
Copertura:
  • 400gr cioccolato fondente
  • cacao amaro q.b.
Farcitura:
  • 1/2 lt latte
  • 1 bustina di vanillina o 1/2 bacello di vaniglia
  • 1/2 buccia di limone
  • 1 uovo intero
  • 2 tuorli
  • 1 barattolo di panna da montare (125ml)
  • 125gr zucchero
  • 60gr farina
  • 2-3 cucchiai di cacao
  • 5-6 cucchiai di granella di cioccolato fondente
Se non vi siete spaventati per gli ingredienti ed il tenore calorico in essi contenuto continuate pure la lettura :)
PROCEDIMENTO:
Impasto
  1. Montare a spuma soffice i tuorli con lo zucchero aggiunto poco per volta
  2. Aggiungere il burro ammorbidito
  3. Aggiungere poco per volta il cioccolato sciolto a bagnomaria con due o tre cucchiai di latte
  4. Aggiungere quindi il brandy
  5. Lavare le fruste dello sbattitore e montare a neve solidia gli albumi con un pizzico di zucchero e sale
  6. Aggiungere al composto ottenuto in 4. la farina setacciata ed il lievito mecolati quindi la vanillina
  7. Aggiungere gli albumi montati poco per volta MESCOLANDO delicatamente dal basso verso l'alto
  8. Infornare a 160° con forno ventilato per 15 minuti controllare la superficie superiore se tendesse a bruciare coprire con della carta stagnola quindi proseguire la cottura indicativamente per 25-30 minuti. Vale la prova stuzzicadente
  9. A questo punto bevete un caffè, un thè o una tisana in compagnia, ma perché no anche un buon vino o qalsiasi altra cosa, mi avete capito insomma fate un break!
Adesso che avete tirato il fiato è ora della crema per la farcitura! Purtroppo qui mentirò, perché questa non è la ricetta segreta che sono riuscito a estorcere dopo settimane con tediosi pianistei e ritornelli da bambino dell'asilo a mio zio L. il pasticcere di professione della famiglia, vi chiedo solo di capirmi, su queste cose non è consentito sgarrare pena la radiazione dall'albero genalogico. Comunque sia qui di seguti vi propongo una Chantilly davvero ottima già sperimentata e della quale sinceramente sono rimasto soddifatto.
Crema:
  1. Portare ad ebollizione il latte con la buccia di limone e la vaniglia
  2. Sbattere in una padella i rossi e l'uovo intero con lo zucchero
  3. Aggiungere poco per volta la farina setacciata
  4. Mescolando bene e di continuo aggiungere poco per volta il latte facendo attenzione che non si formino grumi
  5. Una volta terminata l'aggiunta del latte portare ad ebollizione per due minuti mescolando sempre il tutto
  6. Togliere da fuoco ed aggiungere poco per volta il cacao setacciato sbattendo. Il cacao dovrà amalgamarsi alla perfezione
  7. Quando la crema sarà freddata aggiungere il cioccolato sminuzzato
  8. Montare la panna, fresca da frigorifero, per dolci in un recipiente ghiacciato così che mantenga il suo stato spumoso-solido
  9. Aggiungerla quindi alla crema pasticcera ottenuta al punto 7. mescolando delicatamente dal basso verso l'alto
  10. Ecco fatta la Chantilly
Ora lo sforzo finale, tutto è pronto manca poco alla genesi della mia creatura.
Dividere la torta in tre strati avendo cura di eliminare la pelle sullo strato superiore e, qualora non sia piatto, appianarla. Mi raccomando tenete da parte questa parte levata, ci servirà dopo.
Chiusura:
  1. Riomporre la torta farcendo i due strati inferiori con circa un centimetro di crema Chantilly
  2. Opzionalmente come vedreomo dopo, passare leggermente al forno il residuo indicato in precedenza in modo tale che si secchi quindi setacciarlo in un colino con un paio di cucchiai di cacao quindi conservatelo da parte.
  3. Ora aspettate almeno dodici ore nelle quali sarete torturati ogni volta che aprirete la porta del frigo e vi troverete di fronte le vostra ciccolatosa creatura
  4. Un'ora o poco più prima di servire la torta scaldate in bagnomaria il cioccolato per la copertura, mi raccomando SENZA latte. Una volta sciolto colatelo sopra la torta aiutandovi con un coltello dalla lama calda se questo non dovesse scorrere bene
  5. Setacciate su un piccolo vassoio o tagliere del cacao amaro quindi con un penellino da cucina gettatelo contro il bordo laterale della torta, ricoprite la parte superiore sempre con del cacao amaro setacciato
Precisazione: per ottenere una copertura di cioccolato solida tipo Sacher preservare circa 100 grammi del cioccolato fondente utilizzato per la copertura, quindi sminuzzaztelo finemente ed aggiungetelo a quello sciolto a bagnomaria tolto dal fuoco, mescolate finché non sarà completamente sciolto e quindi colatelo sulla torta. Compliemnti ora avete una copertura di cioccolato fondente croccantissima!
Precisazione 2: un secondo tipo di copertura potrebbe consistere nel coprire lievemente la cima delle torata con dello zucchero a velo setacciato e per poi coprire lievemente con la creama Chantilly il bordo laterale della torta in modo che non si vedano i segni degli strati quindi con la porzione di torta tolta dalla parte superiore mescolata con il cacao (ricordate?) si ricopra tutto il bordo.
Dopo tutta questa piacevole fatica la torta è pronta... per andare nel frigorifero ancora per un'oretta e quindi potrà essere mangiata!
Voi direte: "Ma se devo aspettare circa ventiquattro ore per mangiare una torta..." beh in effetti è un po' tedioso ma ne vale la pena!!!
A presto,

Mio

PS: la versione qui postata è quella con copertura a cioccolato croccante, le foto purtroppo non sono degne dell'orgasmo che ha suscitato nelle papille gustative di chi l'ha assaggiata (parola loro non mia), purtroppo la crema supersegreta è riuscita alla perfezione per una mera questione di tempistica e temperature si è lievente smontata quindi l'aspetto è quello che è.
PPS: con tale tipo di copertura ssarebbe meglio evitare di avere strati di crema molto spessi perchéla pressione esercitata per il taglio provoca un inevitabile fuoriuscita della crema. Nel dormiveglia di una mattina mi è venuto in mete come risolvere questo problema, baterebbe infatti carotare abbastanza fittamente la torta per poi inserire nei buchi la crema richiudendo la parte superiore del buco con parte della carota estratta, sono stato preso per matto e per il culo, fatelo pure anche voi ;)

Wednesday, 18 June 2008

Grazie Mario Rigoni Stern

Ieri sera è mancato Mario Rigoni Stern. Grazie per quello che hai scritto, per la memoria che ci hai consegnato, ma soprattutto per l'esempio che rappresenti nel tuo essere Signore.
Grazie per tutto questo e molto altro ancora.

Monday, 16 June 2008

Le Particelle Elementari -Michel Houellebecq

Ultimamente ho poco tempo per scrivere ed è per questo che da più di una settimana non riesco a trascrivere degli appunti incasinatissimi che tengo sull'agendina. Ora prima che non riesca più a capirci un h ho deciso di postarli. Di che appunti si tratta? Semplicemente delle suggestioni e delle riflessioni nate dalla lettura di un libro ossia "Le particelle elementari" di Michel Houellebecq, consigliatomi alcuni mesi orsono da Museum.

La lettura di questo libro è stata per me abbastanza difficile perché mi sono trovato ad affrontare un tipo di letteratura moderna che mai avevo esplorato e nella tecnica e nell'approccio con il quale vene districata la storia, ma non per questo non ho apprezzato il libro nella sua interezza.
Di cosa parla questo libro e qual'è il suo messaggio generale? Per me è semplicemente la felicità e passione, lo scontro tra raziocinio e impulsività, caratteri elementari (come particelle) che ci appartengono in diversi rapporti e che inesorabilmente tracciano con tratti decisi la sagoma del nostro esistere e del nostro rapportarsi con gli altri. L'autore descrive questo ricorrendo ad una stesura che, non so se correttamente, potrei definire pulp e che per certi aspetti ho trovato talvolta altisonante, questo non per un mio perbenismo (non mi scandalizzo) ma più che altro perché messaggi forti possono essere resi anche non ricorrendo a scene forti. La storia narrata prende in considerazione le vicende di due fratelli, aventi in comune la medesima madre, che vivono un'infazia travagliata e per violenze fisiche subite da una parte e per violenze psicologiche perpetuate sull'atra comunque sia violenze derivate dalla vita su entrambe le parti. A mio avviso quello che manca ad entrambi i protagonisti è però la stessa cosa ossia l'amore, o meglio l'esser amati. Da una parte c'è la volontà di colmare questo disperato vuoto attraverso il sesso smodato e libero mentre dall'altra c'è la volontà di colmare questo vuoto svuotandolo attraverso un rapporto nichilista verso l'amore tentando di anullare completamente il suo essere. Quale approccio è quello vincente? Nessuno dei due, entrambi sono perdenti perché una volta assaporata la bellezza immensa dell'amore entrambi si rendono conto che il tutto può ad esso esser ricondotto, purtroppo lo capiscono troppo tardi ossia quando l'amata e quindi l'amore è fuggito verso la strada del non ritorno.
La trama si svolge o meglio è calata in un contesto scientifico-avvenieristico nel quale l'autore tenta di dare le sue visioni future e le sue possibili soluzione per avere un'umanità priva di tristezze e sofferenze ma purtroppo, e questo a mio avviso non lo prende in considerazione, anche priva di felicità. La felicità a mio avviso nasce dallo sfogo e dalla ricerca delle nostre passioni, questa ricerca porta verso situazioni che generano ricordi indelebili ed immortali che, quando sono positivi, noi accumuliamo come palloncini colorati pieni d'elio attaccati ai nostri polsi, più sono i palloncini più noi ci si allegerisce in questa vita e si vola alti alti. Mentre quando i ricordi diventano negativi inesorabilmente ci zavorrano a terra come i pesi zavorrano un sub in immersione. Io credo che tutto questo sia inevitabile per una ed una sola cosa, ossia perché c'è poco da fare o dire ma per soddisfare le proprie passioni (De André insegna) si porta del dolore in altri.
È questo un male? Nel limite in cui quella passione risulta essere l'essenza dell'essere della persona non me la sento proprio di dire di sì, perché da quell'essere nasce il bello più supremo che, seppur per un breve e fugace attimo è l'espressione suprema dell'esistenza. Ma quindi si è costretti a vivere delle sofferenze per dare sfogo alle nostre passioni? Quindi si è destinati a soffrire? La mia risposta è sì. Ma allora per quale motivo soffrire? Io una risposta l'ho trovata, sarà stupida ma per me è semplicemente per poter ascoltare Tosca in "Vissi d'arte vissi d'Amore", il racconto di una sofferenza che ci dona una bellezza sconfinata, che ci fa capire che la vita è stupenda.
Pensando a questo e a tante cose che giarano attorno a felicità e soffernza, come le particelle attornao ad un nucleo, mi sono domandato qual'è il miglior vivere se un attacco all'arma bianca verso la conquista del monte Felicità o una strenua difesa lungo una lina Maginot rispetto alla Sofferenza. Una risposta mica l'ho trovata perché la distinzione mi sembra fioca fioca, voi una risposta me la potreste suggerire?

Mio

Wednesday, 11 June 2008

Il Barbiere di Siviglia -Gioacchino Rossini

È passato un po' di tempo dal mio ultimo ascolto dedicato all'opera, in questo periodo ho tentato di perpetrare l'educazione del mio udito a questo piacevole ascolto. La mia ultima vittima è stato il Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini.
A dir il vero l'ascolto di quest'opera non mi è stato molto agevole o meglio non mi ha provocato il medesimo piacere ed entusiasmo della Tosca. Sarà perché le mie orecchie sono dure come un muro e non sono in grado di apprezzare a fondo la bellezza racchiusa in quelle arie, ma purtroppo l'unico momento che mi ha dato un piacevole brio è stato l'ascolto di Largo al Factotum, sì la conoscete anche voi: "... Figaro qua, || Figaro la, Figaro qua, Figaro la, || Figaro su, Figaro giu, Figaro su, Figaro giu ...", ma per il resto, e lo dico con grande rammarico personale, mica sono riuscito ad andare oltre ad un monotono ascolto. Ora a voi che di orecchi sicuramente siete messi meglio del sottoscritto lascio dei piacevoli ascolti da me selezionati (spero al meglio) al fine di entusiasmarvi il più possibile.

Mio





PS: Purtroppo non ho trovato altre arie che mi son molto piaciute come: Quando mi sei vicina e Il Temporale, meritano davvero!

Monday, 9 June 2008

Monte Altissimo in Mountain Bike

Era ieri pomeriggio, come ormai da numerose domenche di quest'anno nuovo, dedico e mi diletto all'esplorazione dei miei paraggi e non solo con la mountain bike. Ieri per la prima volta ho avuto il piacere di scalare una tranqulla vetta a picco sul lago di Garda, il monte Altisssimo, che a dir il vero a discapito del nome non è poi così alto, sono ciraca 2100 metri. La fatica nell'arrivare sulla cima è stata parecchia anche perché (come al solito) prima dell'ultima salita mi dedico molti altri chilometri che alla fine pesano e non poco. Ora con un dolce mal di gambe dedico a chi di qui passa le foto del mio tour domenicale sperando di affascinarvi con le vedute tra nubi e sprazzi di sole estivo anche se ancora non troppo.
A presto,

Mio

PS: l'album di Picasa è linkato sulla foto, clickateci ed entrerete. Al più presto inserirò ulteriori foto, per ora sono poche(solo 2 :( ).

Soundtrack of my tour: Cirano -Francesco Guccini

Saturday, 7 June 2008

Meme Intervista

Visto che la DottoressaDressel mi ha dato dei compiti per casa svolgiamoli:

Che ora è? 9,18

Nome: Roberto

Compleanno: diciamo in giugno

Segno zodiacale: Gemelli

Tatuaggi: Non ancora

Piercing: Non ancora

Sei innamorato/a? Non è tempo... mmm poco credibile(ma chi mi prende?)

Ti piaci? Sì e no (bisognerebbe fare delle distinzioni tra caratteristiche somatiche e caratteriali)

Hai già amato al punto di piangere? Già, come ognuno che ama e non è più amato

Hai già fatto un incidente in macchina? Un muretto e un guardrail di striscio

Hai mai avuto una frattura? La falangetta dell'indice sinistro ora tutta storta, o meglio troppo diritta 'sti dottori

Vino o birra? Vino soprattutto

Ti fidi dei tuoi amici? Sì, sempre

Colore preferito per l'intimo: Nero

Numero preferito? 6

Musica preferita? Diciamo che QUASI tutto è finito prima dell'81

Cosa ti manca? Materialmente nulla, il resto lo inseguo costantemente nel suo sfuggirmi (o nel mio non afferrare)

Cosa odi? L'egoismo, la violenza, la maleducazione, la mancanza di rispetto e l'ignoranza di chi crede di avere la verità in tasca e tratta gli altri come pezze da piedi, i furbi, gli ipocriti ecc. ecc. mi avete capito insomma

Cosa pensi appena sveglio/a? A troppe cose, in genere al fatto che penso sempre

Da chi hai ricevuto questo meme? Dressel

Quale dei tuoi amici vive più lontano? Javier Paricio Cano, Espana

Cosa cambieresti della tua vita? Quella passata? Non si può cambiare. Quella presente tento di plasmarla tra mille e milioni di fatiche

Sei felice? È una domanda troppo difficile

Proverbio preferito: "El temp el cul e i siori i fa quel che i vol lori", è il primo che mi è venuto in mente...

Libro preferito: Sono tre a parimerito perché rapresentano diversi momenti della mia vita:

  1. Il signore degli anelli (primissima adolescenza)
  2. L'insostenibile leggerezza dell'Essere (giovinezza)
  3. Il Piccolo Principe (seconda maturità immatura)

Di cosa hai paura? Non saprei proprio, forse solo del mio me stesso

Una sola parola per chi ha scritto questo meme: Una persona come poche, veramente preziosa nel suo Essere (non credere di essere l'unica però ;))

Film preferito: Non ne ho, purtroppo non ne guardo molti (sottolineo purtroppo)

Se potessi essere qualcun altro chi saresti? Credo nessuno

Cosa c'è appeso al muro della tua camera? È nudo

Cosa non cambieresti? Quello che nuoce alla società, cambierei ciò che provoca l'infelicità, la tristezza e la sofferenza

Un posto dove ti piacerebbe andare: Tutto il mondo sarebbe bello. È scontato lo so, ma per le infinite diversità che vi si possono trovare è il Posto

Pensi che qualcuno farà questo meme? Credo di no, non lo girerò a nessuno. Chi lo vorrà lo potrà però rubare

Chi sei sicuro che lo farà? Non saprei.

Ottimista o pessimista? Pessimo pessimista ottimistico, lascio a voi l'accezione che più vi piace

Profumo preferito: Quelli della Natura

Sport preferito: Mountainbike, Trekking/Escursioni e corsa (quando le ginocchia reggono)

Timido/a o estroverso/a? Assolutamente timido (purtroppo) ed incredibilmente introverso (purtroppo x2)

Il frutto preferito:Tutti o quasi, meglio se non completamente maturi

Mare o montagna? Mare e Montagna, basta che ci sia tranquillità (solo rare presenze discrete, che non rovivnino la compagnia della Natura)

Hai paura della morte? Deve sopraggiungere quindi perché pensarci e preoccuparsi (naturalmente meglio moooolto tardi)

A che ora vai a letto di solito? 22:30 altrimenti dormirei troppo poco

Cane o gatto? Molto meglio il gatto anche se devo dire che ci sono cani che mi stannodavvero simpatici

Colore preferito: Blu Oltremare, ricordate i colori della Giotto...

Il segno zodiacale che più ti piace: Non ci credo, ma da piccolo avrei detto Gemelli

Il segno zodiacale che ti piace di meno: Non saprei

La canzone preferita: Dirne una è impossibile

Un oggetto a te caro: Nessuno

Con chi faresti un viaggio? Solo in una buona compagnia

Cosa vuoi dire a chi leggerà questo meme? Vista l'impressionante lunghezza e visto che sono stato clemente a non girarlo a nessuno: ringraziatemi!!!


Mio

Wednesday, 4 June 2008

Incrocio Dorato


Incrocio Dorato
Acavallato in un abbraccio infinito,
lui sopra lei, quasi a proteggerla.
Lei e lui su quella pelle,

pelle che ora sembra tanto fine quasi consumata,

da un'età che da tempo cammina sui raggi del tramonto.

Lui e lei in un incrocio dorato,
a formare l'infinito.

Che magnifico l'Amore infinito

che ho visto portato al dito.


Mio


Sunday, 1 June 2008

Io che voglio

Ormai ne sono convinto, quello che si va cercando nella vita è solo una cosa, ed è quello di essere capiti niente più. Questo mi rende triste perché ormai sono consapevole che non potrà mai essere.
Io che voglio trovare il diverso ma simmetrico, il mio complementare.
Io che voglio che non ci fosse bisogno di parole per comunicare ma solo la fusione di pensieri per assaporare la pienezza nell'altro e dell'altro la nostra pienezza. Tutto in natura qualche simmetria ha, ma la nostra anima che dalla natura trascende che fisica non è che mutazioni derivanti dall'ambiente non accusa simmetrica non È e simmetria non conoscerà mai. Noi si È e non si può essere ciò che si vuole se non conformandoci. Quando si ci si sente capiti in realtà si ha a che fare con qualcuno che tenta di capicirci, un qualcuno che poi inevitabilmente e giustamente si stuferà di farlo! Quando si capisce in realtà si supplica di essere capiti a nostra volta.
Io che voglio regalarmi l'illusione che da me stesso posso scappare sapendo che il pianeta sul quale vivo è solo mio.
Io che poco sorrido ma non rido più da tempo perché per ridere lo si fa con il cuore non solo mostrando i denti non con fragorosi rumori.
Io che triste e malinconico mi sento e sono perché la felicità non bisogna cercarla ma trovarla.
Io che mediocre mio avvinghio con unghie e denti a questo mondo che mi sfugge veloce e lesto.
Io che taciturno attraverso le giornate avvolto nei miei pensieri vorrei porre fine alle speranze che sempre più profumano di illusioni, profumano come rose coperte da mortali spine.
Io che ho bruciato tutto attorno ora voglio bruciare con me stesso, più nessuno voglio ustionare. Più nessuno.
Ora da me e per me voglio l'oblio infinito o finito voglio perdere tutto per capire cosa ho perso un'altra volta.
Se per qualcuno sono intelligente vorrei per TUTTI non esserlo.
Se per qualcuno sono estroverso vorrei per TUTTI non esserlo.
Se per qualcuno sono simpatico vorrei per TUTTI non esserlo.
Se per qualcuno sono affabile vorrei per TUTTI non esserlo.
Se per qualcuno sono carino vorrei per TUTTI non esserlo.
Se per qualcuno sono tutte quelle cose che possono essere catalogabile nella nostra società moderna e facilmente reperibili in ogni dove, voglio essere merce avariata nel supermercato del conformismo. Io non voglio appartenere a nessuna categoria. Io sono prendere o lasciare spetta a me cercare il MIO mutare e da voi imparare non per adattarmi ma per raggiungere una nuova consapevolezza in me stesso. Non spetta alla socità impormi i suoi clique.
Sì, sperare di essere capiti è la più triste delle utopie. È l'unica sola, vera e tangibile distopia.
Io voglio che mi si avvicini perché SONO nel bene e nel male, nella mia ignoranza che continuamente tento di curare senza sucesso apparente, nei mie rabbuiamenti che certe volte mi vengono a trovare.
Io voglio essere ESSENZA interessante nella mia ASSENZA per interessi da tutto ciò che è moda.
Ed ora il tempo passa, passa ora mentre scrivo. Mi domando se questo importi realmente, se questo abbia poi un senso, francamente ora me ne infischio perché chi ha detto che si deve passare al meglio, chi ha stabilito il peggio?

Mio

Soundtrack in my brain: Farewell -Francesco Guccini

Friday, 30 May 2008

Una mattina come altre, una stazione come tante

Sarà che è sempre stata una cosa che mi è piaciuta, sarà che mi incuriosicono le persone nei comportamenti, nei tratti somatici e negli atteggiamenti ma mica riesco a non osservare qualcuno distaccatamente. Alcuni giorni fa ero in stazione (sì ho cambiato fermata, camminare un po' di più la mattina mi rilassa ora che il clima è più gentile), per la quotidiana corriera della mattutina e questo accadeva attorno a me...
Alla mia destra la giovane ragazza del conservatorio con il suo trolley e il suo strumento tenuto al sicuro nella nera custodia rigida sta aspirando avidamente il fumo della sua sigaretta dondolando nervosamente la gamba acavallata cercando di darsi un tono vissuto. Chissà se quel tono esisterebbe ancora se la madre che qui l'ha scaricata cinque minuti fa comparisse, madre che credo di quelle sigarette direbbe: "No mia figlia mai!". Ancora più a destra sulla prima panchina ecco un grigio impiegato della provincia sulla sessantina con tanto di divisa d'ordinanza sta pensando. Pensa forse al tempo perso quello che è fuggito che non è più. Al suo tempo. È proprio vero che la condizione sufficiente per la felicità non è sicuramente il lavoro anche se questo è sicuro magari facile e sicuramente ben retribuito.
Alla mia sinistra si siede una dark lady in versione post-moderna mostra orgogliosamente il piercing che le decora l'angolo del labbro inferiore, nelle orecchie ha una cacofonia a tutto volume che purtroppo non distinguo, non sembrerebbe male. In fondo sulla prima panchina vicino all'ingresso compare un giovane fascista moro e ricciuto con tanto di fascio littorio disegnato sullo schienale interno della cartella, attorno a lui si riunisce un capanello di giovani ragazzi, saranno cinque o sei, seduto impartisce lezioni di vita con una sigaretta stretta tra le dita che non sa fumare. I discepoli hanno formato un cerchio e, come chi è sanza 'nfamia e sanza lodo, ascoltano e non controbattono ma solo annuiscono. Mai discepoli peggiori per chi maestro vuol essere. Ad un tratto, come sempre, in preciso e perfetto orario compare il punk solitario probabilmente è coetaneo del maestro destrorso di vita. Sfoggia orgoglioso la sua cresta scapigliata bionda ossigenata, le sue chincaglierie fatte di spille, spille da balia, borchie, catene messe qui e la; sui vestiti e sulla cartella simboli di anarchia, simboli di lotta tracciati con l'indelebile nero e rosso. Si avvia verso l'autobus che sta sopraggiungendo facendo risuonare i tacchi dei suoi anfibi sdruciti e consumati sull'austro-ungarico pavimento della stazione. Noto sulla cartella una toppa con un simbolo contornato dalla scritta: "Orgoglio Antifascista", in quel momento il punk ed il fascista salgono sull'autobus in perfetta sincronia. Io da dietro sorrido sotto i baffi (che non ho) a quella scena e penso: "Ah vergine gioventù!".
Ora è tempo di viaggiare, di leggere fino a che gli occhi reggono. "Abbonamenti, abbonamenti", ripete il controllore il viaggio è cominciato quello che mi aspetta già lo sapete...

Mio

Soundtrack in my thoughts: C'è solo la strada -Giorgio Gaber

Wednesday, 28 May 2008

Ho paura di te. Ossia Denaro

È dal post sulla solideriatà che ci penso e ci ripenso. Macino e rimacino i miei pensieri sotto le levigate e preziose pietre dei vostri commenti e sono arrivato alla conclusione che vedete nel titolo. Sì, il denaro mi fa paura molta paura ed ogni volta cado nella medesima risposta: Dio-soldo rovini il mondo!
Ormai nella nostra società credo che il denaro sia a pieno titolo tra gli idoli cui l'uomo si prostra sempre più frequentemente, venerandolo perché possa ricevere da lui un pezzo della sua carne che gli consenta l'accesso ad altri idoli a lui pari come il Dio-lusso, il Dio-materialismo e il Dio-hoequindiposso che è il peggiore.
Ora io parlerò a titolo personalissimo, perché voglio essere nessuno, perché non voglio essere profeta di nessun credo, perché forse dirò cose poco condivisibili e sarò (come spesso mi si dice di essere) massimalista. Mica però me la sento di stare zitto quindi eccovi il mio minimale pensiero sulla faccenda.
A mio avviso il male del mondo è fondamentalemte riconducibile al denaro, ma a quale? All'euro, al dollaro, allo yen ai petroldollari di Paperone? No, solamente al troppo denaro. È che così dicendo ho detto tutto e ho detto niente perché il troppo, direte voi a ragione, è soggettivo. Per esempio, se si deve comperare una prima casa od un appartamento o comunque sia si deve affrontare una spesa necessaria e molto ingente il troppo non sono i cinquemila euro al mese perché anche con quelli prima di dieci anni di sacrifici mica te la cavi e, dieci anni di tirare la cinghia, non sono tanti ma non sono neppure pochi. Ma quei cinquemila euro sono una esagerazione quando li si posseggono ed oltre a mantenere le cose fondamentali per il normale vivere di una famiglia quali ad esempio l'istruzione, l'assistenza medica e tutto quello che riguarda il preservare un ambiente familiare tranquillo il che si traduce quasi sempre nel coprire le spese necessarie, essi avanzano e crescono magari mica tanto lentamente sul contocorrente fino ad assumere proporzioni considerevoli e qui sorgono a mio avviso i problemi.
Ho visto gente cambiare per il troppo denaro, passare dal giorno alla notte nel suo modo di vedere la vita, smarrire i suoi ideali o meglio dichiarare di esserne ancora fedele ma comportarsi da traditore nei loro confronti, perché? Credo che il motivo sia riconducibile ad una cosa fondamentale, ossia il potere corruttivo del denaro. Esso è effimero e sta ben nascosto non è palesemente visibile al nostro occhio perché si nasconde dietro un abito trasparente tessuto con una trama fatta di bellezza e piacere. Bellezza nella sua accezione più ampia che intrecciata con ciò che essa spesso porta con se ossia il piacere personale, qui credo che stia il nodo del tutto, il legame che sfugge e ci frega.
Noi proprio non si può essere insensibili alla bellezza, c'è poco da che dire i nostri sensi tutti godono nella bellezza delle cose e noi beatamente lo facciamo con loro. Questo è noto a chi produce beni e quindi per guadagnare si è specializzato nel farci godere; allora ecco che l'occhio gode in quel design, il tatto freme a quella stoffa, il gusto cede a quel sapore paradisiaco e l'orecchio cede agli incanti che vengono dall'esterno creando nel cervello proprie situazioni magiche.
Io da studente squattrinato, raccoglitore di soldi saltuari e poco (seppur credo giustamente) retribuiti ho paura! Paura perché se avrò la possibilità di accedere ad uno stipendio dignitoso e magari decoroso sarò in parte inevitabilmente corrotto, non credo per una questione di carattere ma più che altro per una questione di moda di un comportamento sociale acquisito una sorta di imprinting che tutti noi, società occidentale, si ha nei cromosomi del nostro DNA. Sapete, fino all'anno scorso un mio sogno era quello di avere una moto, ero pure li li per fare la patente, ma essendo che la patente non si guida ho rinunciato. Meglio così. Ora mi chiedo un domani, se avrò i soldi per la moto farò la patente? Non lo so, ed il perché è semplice ed è legato ad altre due domande che mi sono posto (mi sa che tra me e me il dialogo sia solo composto da domande, come mi darebbe fastidio parlare con un tipo così :)), "Ma la moto è necessaria per il tuo vivere?" ed inoltre: "Chi paga il tuo comportamento?". Naturalmente la moto non è necessaria qualora io possegga una macchina, ma mi da piacere nel guidarla, però chi paga questo non sono io è la povera gente che di petrolio muore perché chessenedica il petrolio fa morire di fame. Ora direte voi: "Ad essa si può rinunciare!" ma io rispondo "Ma noi si rinuncia a tutto?", per esempio nella mia casa i legni pregiati dei pavimenti piuttosto che quelli del mobilio sono puliti o sporchi di sangue? Lo sapete bene che sono sporchi del sangue birmano piuttosto che africano. Ed è così per tutto purtroppo! Non ci si scappa ognuno dei nostri comportamenti ha ricadute sociali negative se non nefaste su parti considerevoli della popoplazione mondiale, per uscire da tutto questo gran marasma credo che l'unica soluzione sia ancora il soldo o meglio la linfa vitale che anima questo parassita cioè il mercato. Senza mercato esso non prolifera non crea danni, il mercato deve dunque essere vaccinato dalle tossine che il soldo gli e ci inocula. Il mercato devrebbe essere in grado di eliminare con una giusta ed equa ridistribuzione dei sui utili quel surplus di denaro che ora gonfia poche (sono anche le nostre) tasche, perché credo che noi si veda i palazzinari piuttosto che i liberi professionisti o gli speculatori in genere, come la gente del terzo mondo vede me piuttosto che un altro. Credo che il vaccino per questo mercato sia l'equo ed il solidale, il no-profit e il sostenibile; credo che sia uso delle risorse consapevole credo che sia una rinuncia continua al piacere, anche perché certe cose che ci danno questa senzazione sono poi effimere e ci portano in una spirale di continua ricerca verso un qulacosa di più che in realtà non è. Perché il vero piacere noi tutti lo si conosce ed è quello che è "Essenziale ed invisibile agli occhi" però in quanto tale ha bisogno di altri sensi per esere goduto a pieno nella sua infinita grandiosità. Esnsi difficili da conqustare.
Amo ripetermi che le cose migliori nella vita non sono mai gratuite, sono anche convinto che però esse non hanno la misura del denaro. Sono convinto ormai che al mondo non si è mai soli e che bisogna agire di conseguenza, amo ripetermi che questo è il mio personale giusto vivere. Cosa vorrei quindi? Purtroppo e semplicemente solo un sogno utopico fatto della mia capacità di distinguere ciò che realmente serve da ciò che realmente è inutile, fatto della mia capacità di resistere e diventare immune alle lusinghe del Dio-soldo piccole o grandi che siano. So che questo è possibile persone che così vivono ne esistono, poche ma ne esistono. Spero che imparerò da loro eppure, nonostante queste speranze, sono incazzato e un po' triste perché nella trappola ci sono già ma forse riesco ad eviatare il suo innesco ma forse anche no.

Mio







Saturday, 24 May 2008

C&C perché mi tediate? Eppur non posso farne a meno

Di che cosa sto parlano? Chi sono queste due C? Semplicemente le due cose che in molti momenti della mia vita avrei voluto evitare e farne a meno, sono le cose per le quali certi avvenimenti sono andati alle ortiche, ma anche le cose che mi hanno dato una forse effimira soddisfazione. Sto parlando della signora Correttezza e della sua inseparabile amica Coerenza.
Sinceramente non chiedetemi perché tali gentili meretrici mi appartengano, il perché non lo so neanch'io. sarà stata la suggestione impressa da piccolo da certi cartoni animati tipo I Cavalieri dello Zodiaco nella mia mente, saranno le letture , tipo Il Signore degli Anelli, della mia vergine mente in giovane età, sarà che non lo so ma la loro compagnia non mi è mai mancata. Voi potreste pensare che questo sia un qualcosa di bello o quantomeno non brutto, invece per me molte volte non lo è, anzi è adirittura una tortura, una palla al piede.
Credo che nel essere corretti non ci sia niente di male, anzi! Così come nell'esser coerenti qualora la coerenza non sia simile a fondamentalismo o integralismo personale. Il problema a mi avviso nasce quando entrambe le cose compaiono sistematicamente assieme, li credo che tutto sia molto diverso e che tutto sia molto molto pesante non tanto per me ma molto di più per chi ha la sfortuna di entrare in me anche seppur di striscio.
Il mio grosso cruccio è che mi sento di dover soddifare queste sorelle prima di tutto e di tutti, perché altrimenti si tradirei una promessa che ho fatto o che mi sono fatto ed allora stiamo freschi o meglio state freschi! Perché? Perché non so per quale motivo ma il sottoscritto si trasforma in una specie di carro armato e passa sopra tutto e tutti per una cosa che forse non ha neppure senso ma, siccome è stata da me scelta, mi vedo e mi sento inevitabilmente spronato nel portarla a termine. Se non credete che questo sia un male vi sbagliate di grosso ma di un grosso "molto grosso", perché il vivere inevitabilmente si trasforma in una scala fissa di priorità dalla quale ci si scappa mica e, qualora qualcuno faccia parte, di questo vivere occuperà inevitabilmente una posizione su questa scala. (Ben inteso me compreso che ad onor del mio demerito non sono mai stato in cima!)
Quindi? Una tristezza totale? No, solamente una tristezza desolante per me e per chi con me condivide i posti delle retrovie. C'è chi, giustamente, si è stufato di frequentare questi posti ed allora ha deciso di lasciare la mia classifica per seguirne un'altra e chi come me, che non poteva fare altrimenti, ha deciso di attendere che arrivasse il suo momento. Voi potreste dirmi "Cambia la classifica, tanto sei tu che decidi sei tu il giudice della tua personalissima gara!", già sono io il giudice ma non ho poteri perché devo applicare un regolamento che non condivido e che ora modificherei volentieri aggiungendo almeno un comma all'interno di ogni regola, ora aggiungerei volentieri "sempre sbattendotene delle priorità!", in realtà non lo farò mai perché non lo trovo giusto, quindi sono fregato a vita? No cari miei credo di aver scoperto la via per riamanere nelle regole che reputo giuste senza cambiarle, per non tradirle. Il tutto sta non nell'evitare la coerenza o la correttezza ma solamente concedendo queste cose come un bene estremamente prezioso, tra i più preziosi che posseggo, darò la mia parola e la mia promessa solo dopo aver riflettuto profondamente sul significato di ciò che questo vuol dire, su quanto questo potrà costare in termini affettivi a chi mi sta vicino, vorrò aver a che fare con le due sorelle il meno possibile ma nel miglior modo possibile.
Ormai in fatto di correttezza e coerenza devo molto ancora a poche persone care e tra poco più neanche a quelle o meglio per quello che ho promesso neanche a quelle. Ora solo alle persone a me care sarò sempre e comunque perché persone speciali meritano questa promessa d'impegno e molto altro ancora. Sono in parte consapevole che tra poco potrò scegliere perché spero di raggiungere una nuova autonomia, credo che la mia libertà sarà la via di una nuova stagione d'amore tra me e le signorine Correttezza e Coerenza.

Mio

Wednesday, 21 May 2008

In Absentia -Porcupine Tree

Rieccomi per parlarvi della mia ultima esperienza musicale. Sì esperienza, perchè questo è stato il mio primo ascolto dei Pourcupine Tree. Sicuramente in un futuro non tanto lontano lascerò che il mio udito assapori con calma le pregiate note create da questo lodevole gruppo. In loro ho ritrovato riecheggiamenti vaghi e richiami forti a gruppi che ormai ho nel sangue e che ogni tanto fanno ballare i miei pensieri al ritmo della loro musica, sto parlando di Pink Floyd, King Crimson e Yes insomma, una gran bella compagnia.
Vorrei qui ringraziare Museum per avermi, con la sua passione, gentilmente iniziato, al loro ascolto. Hai davvero dei gusti pregevoli, grazie mille! In secondo luogo, ma non secondariamente, vorrei ringraziare una persona che con gentilezza, intelligenza e delicatezza ormai rari è riuscita a sfondare le mie diffidenze. Grazie a lei e grazie alla sua passione per la musica (ed anche per questa canzone) ho visto gente di altri mondi di verde acceso stravagantemente vestita passeggiare svagata, coppie che si lasciavano nella nebbia che su di loro calava, unioni che nascevano in un abbraccio di passione mentre una leggera e vellutata pioggia tutto faceva risplendere di vividi colori. Ti ringrazio di cuore per questo ricordo indimenticabile, grazie per avermi ricordato l'essenziale e vera dimensione della felicità!
Se posso, a voi dedico questa canzone.

Mio





PS: In questo album potrete trovare altre deliziose canzoni ma qui non ho voluto parlarne ed inserirne alcuna traccia perché mi sembrava di rovinare la magia di questa creatura che qui per pochi minuti ha preso vita come l'araba fenice.

Monday, 19 May 2008

La Solidarietà passa in corriera

Ieri sera mentre rincasavo in corriera, sarà stata la stanchezza, sarà stato il brusio di fondo che mi dava fastidio e rendeva per me imposiibile la lettura ma, inusualmente per le mie abitudini, mi sono messo ad origliare incuriosito la conversazione che a voce non proprio sommessa si teneva nel sedile dietro al mio. Ora ve la riassumo brevemente.

Tra loro parlavano due studenti universitari credo di ingegneria o di qualche facoltà scientifica come matematico o fisica; parlavano di lezioni private che noi studenti chi più chi meno ha avuto occasione di dare, in particolare parlavano di lezioni di matematica. Il primo ragazzo riferendosi al secondo sosteneva il suo concetto più o meno con queste parole : "Io personalmente non credo che sia corretto far pagare venti euro o più per un ora di lezione, mi sembra un esagerazione...", il secondo controbatteva immediatamente "non ne sono così convinto, noi si è una sorta di professinisti in quel ambito ed abbiamo acquisito esperienza con fatica e studio e quindi è giusto dare valore a tali cose", poi interrompendosi per qualche secondo aggiunge, "pensa ad un meccanico, un idrauluco, un fornaio o comunque a qualsiasi altro artigiano, le loro competenze noi le paghiamo eccome!"; a questo punto nella conversazione ci fu una pausa interrotta dal primo studente "Mi dispiace ma non mi trovi daccordo. Assolutamente. Io credo nella misura del giusto, ed il giusto non mi autorizza a comportarmi come, a mio avviso, fanno gli artigiani che tu hai invocato..." le sue parole sembravano fluire direttamente da un pensiero continuo che profumava vagamente di ideale io tendevo le orechie per non farmi scappare neanche una parola "... io non mi sento legittimato da un comportamento sbagliato a replicare il medesimo comportamento. E poi pensa una cosa, venti euro l'ora sono circa un terzo se non di più della paga di un operaio, della paga del padre di quella figlia a cui io do lezioni. Per me i quindici euro che domando sono onesti anche se mi sento un po' imbarazzato nel chiederli." il secondo riflettendo un attimo dice al primo "Mah sarà ma nel "mercato" delle lezioni posso assicurati che sei una mosca bianca.". Aquesto punto la corriera alla chiamata acustica si ferma, lascia andare i due giovani e riprende lentamente la sua calma corsa.
Questa conversazione mi ha lasciato con mille pensieri e mille domande alle quali ho dato la mia risposta personale. Ritornando alle parole tra i due giovani non ho potuto pensare ad altro che al pensiero del primo ragazzo a quella specie di ideale che andava invocando, io lo ho ricondotto al mio concetto di Solidarietà. Per me la Solidarietà è riuscire a tendere una mano verso chi ne ha bisogno "sfruttando" una propria posizione dominante, ossia rendere disponibile a chi ne ha bisogno gratuitamente o a pagamento nella misura del REALMENTE GIUSTO il proprio sapere, la propria professionalità acquisita con sacrifici. Perché sono convinto di questo? Semplicemente perché credo che dove sono arrvato io ed il perché ci sono arrivato non è dipendente solo da me stesso ma bensì è frutto di un impegno, più o meno volontario, della collettività. L'accesso a qualsiasi grado di istruzione, piuttosto che l'assistenza della quale mi avvalgo o della previdenza della quale si avvalgono i miei nonnni o i miei genitori è frutto della medesima collettività, sono come direbbe Faber "raggi di un unica stella che brilla e di nome fa" SOLIDARIETÀ.
Ora voi mi crederete un sognatore utopico ma aspettate a dirlo, perché devo terminare il mio concetto, dopo ne sarete autorizzati. Credo ancora ogni comportamento sia sterile se fine a se stesso, mi spiego. Ogni comportamento porta in se un'azione che inevitabilmente va a riperquotersi su chi quell'azione la subisce; nel caso della solidarietà è il ricondurre il tutto alla misura del giusto, quando si è in macchina è nel lasciar entrare una macchina nell'incolonnamento piuttosto che lasiargli attravesare uno stop, quando si è a piedi è un saluto e, se seite più bravi di me, di metterci anche un sorriso. Io credo fermamente che questi comportamenti possono davvero portare ad un mutamento generale della società, credo che i buoni comportamenti la possano far crescere e per farci vivere meglio tutti. Per me anche questo è solidarietà.
Ora ripensando a quel ragazzo, sarà per l'affinità di pensiero che ho respirato, non posso non pensare che, in quella casa di una modesta ma onesta famiglia operaia, mai farà pagare a quel padre il quarto d'ora o la mezzora in più, pensando a quel modo di approcciare la vita penso che neppure guardi l'orologio per vedere lo scadere del tempo, penso che quel comportamento quel modo di porsi non sia invisibile ma tutt'altro e che quel padre lo recepisca oltr ogni misura. Penso che i soldi che lo studente riceverà dal padre siano sempre il GIUSTO per entrambi perché legati dallo stesso ideale. Penso infine, e qui chiudo, che quel ragazzo ha capito giustamente di avere delle responsabilità nella socità e quindi con il suo comportamento insegnato qualcosa a quella famiglia e che qualcosa abbia pure imparato! Perché questo è vivere, insegnare con il corretto comportamento ed imaprare con la più elevata umiltà.

Mio

Saturday, 17 May 2008

Un idoMeme spero sincretico

Ringrazio Daniela dalla qulae ho ricevuto questo piacevole ma faticoso (spiegherò perché di seguito) incarico.
Prima di cominciare eccovi le regole che dovrò seguire:
  • Mettere il link della persona che ti ha nominato
  • Mettere il regolamento del gioco sul proprio blog
  • Indicare 6 abitudini o particolarità, non importanti
  • Nominare 6 persone aggiungendo il link al loro blog e AVVISARLE.
Prima di tutto per coloro i quali si possono avvantaggiare di una cultura lingustica a me purtroppo sconosciuta chiedo scusa per l'improbabile titolo del post ma un motivo c'è, ed ora ve lo spiegherò. Fino ad ora conoscevo con il termine di idosicrasia quell'insieme di caratteristiche che ci portano ad una repulsione od a una suscetibilità particolare nel confronto di determinati agenti o persone, leggendo quanto scritto da Daniela nel suo meme tutto questo non mi tornava, quindi mi sono lanciato in una ricerca etimologica che mi ha illuminato sulla seconda accezione del termine e da qui l'improbabile titolo. Una volta ancora ho avuto la dimostrazione di quanto una conoscenza umanistica e scientifica siano forti solo se l'una è a completamento dell'altra così come la conoscienza del significato profondo ed antico delle parole per la loro reale comprensione essendo che, volenti o nolenti le lingue ora parlate in Europa non sono altro che l' n-esima reincarnazione di greco e latino, per questo ora un po' mi rammarico dei miei studi superiori in quel dell'I.T.I. e mi domando perché non scelsi il liceo. (la risposta forse l'ho pure trovata, ed è che al tempo mi avrebbero segato inesorabilmente... :))
Tornando al Meme devo dire che mica ci riesco a trovare sei abitudini o particolarità non importanti, io ci ho pensato e ho provato a vederle ma proprio nulla (scusa Daniela), il fatto è che non ho più abitudini pur conducendo una vita scandita da tempi fissi e quindi abitudinaria questo non mi ha condotto verso un comportamento abitudinario.
Per esempio, il caffè che Daniela cita nel suo Meme, una volta lo avevo anchio. Prendevo il caffè zuccheratissimo e mi piaceva racattare lo zucchero sul fondo con il cucciaino per poi mangiarmelo di gusto, ora il caffè lo prendo amaro o zuccherato, con il miele o con il latte caldo o freddo indistintivamente a seconda di come gira il vento. Credo che la mia idiosicrasia si ormai una sola, quella di mettere in crisi le mie idiosicrasie, ossia ho verso l'accezione idiosicratica che non conoscevo l'accezzione idiosicratica di cui ne sapevo il significato. Voglio assaggiare e provare tutto quello che non ho assaggiato e provato per un mio modo passato di essere o vedere le cose. Certe volte ci riesco altre volte un po' meno ma l'importante credo sia provarci.
Ringraziando moltissimo Daniela per il Meme (spero che tu mi nominerai ancora una volta o l'altra) e vorrei chiederle scusa se l'ho delusa ma proprio non trovo niente che più mi appartenga ed inoltre chiedo scusa perché sono riuscito a rendere pesante un Meme bello e leggero imprese queste nelle quali sono un eroe di mitologica fama!

Mio


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