La settimana scorsa ho ricevuto un'email nella quale, tra le tante cose, mi veniva descritto un sogno buffo, leggendo la sua descrizione non ho potuto non interrogarmi su da quanto tempo io non sognassi. Pensa che ti ripensa il vuoto, il nulla il niente ed ancora. Non ho ricordato e non ricordo l'ultima volta che ho avuto un sogno piacevole o inquieto che sia. Ma perché ho perso questa preziosa dimensione? Perché Morfeo non mi fa più compagnia? Voi direte che comunque anchio sogno è solo che non ne ho ricordi la mattina, io vi rispondo che è vero, ma si dice che chi non ricorda i sogni è perché sogna cose non piacevoli il che, forse, è anche peggio.
Devo dirvi che sono proprio invidioso di voi che del sogno non avete perso la magia, di voi che vi alzate la mattina con quei strani ricordi che vi pervadono la mente facendovi pensare: "È realmente successo?". Voglio ritornare a sognare come da bambino, voglio vivere le notti nella leggerezza di un volo in cieli stellati nei quali io possa spostare le stelle creando strane costellazioni, non voglio più pensieri voglio la calma e la pace. Sogni dove sieti finiti? Ve lo chiedo ancora, perché più ci penso e più non trovo una risposta. Siete scappati non da settimane ma sicuramente da mesi e purtroppo credo che essi siano molti di più di dodici. Perché?
Sono triste perchè non sogno pu
nto e basta! Sono triste perché evidentemente dall'esterno nulla più mi può far sognare! Sono triste perché non è Morfeo da me rifugge, da me che vorrei tornare ad avere occhi da bambino da me che occhi da bambino forse non potrò più avere; sono triste perchésono io che l'o faccio scappare!
... qui ero arrivato e qui mi ero fermato insodisfatto perché non ero riuscito ad esplorarmi, ora dopo esser passsato dalle parti di DiGiToErGoSum ho trovato, grazie al suo post sul medesimo argomento e grazie ai suoi commenti, nuovi spunti di riflessione. Innanzitutto credo che il sogno comunque sia è fuga dal reale che non si accetta ma questo non implica che sia una fuga verso la Libertà o, come rileva Digito, una fuga da qualcosa che si vuole o si teme. Il Sogno che gli aborigeni credevano essere la dimensione primaria antecedente all'origine del mondo è dunque un luogo? Sicuramente sì, credo che sia l'abbraccio tra il nostro essere che fugge e il nostro essere che cerca, è sicuramente reale nella nua metafisicità così come è reale la vita che sperimentiamo.
Quindi perché non sogno più? Perché forse questa realtà mi sembra metafisica ed i sogni fisici mi fanno troppa paura, perché credevo di aver raggiunto una mia dimensione stabile in fondo al baratro ma in realtà il baratro mi sta ancora fagocitando ingordo e senza fondo, mi aveva fatto credere di toccare il suolo ma forse ero solo io che col suolo sotto i piedi mi muovevo giù ed ancora più giù. Ora voglio uno schianto fragoroso, voglio penetrare in quelle viscere essere digerito, esser espulso per poi piantare i miei due piedi a terra alzare gli occhi e scalare la mia montagna reale per entrare nel sogno irrreale, voglio ritrovare metapensieri per generare metarealtà per fuggire nel ritrovarmi per rinchiudermi nello scappare. Forse mi manca solo questo, mi manca il combustibile per la mia reazione a catena, il combustibile che posso trovare solo con, nel e per il vivere.
... qui ero arrivato fin o a quando Museum non ha scritto questo bellissimo post, nel quale alla seconda riga si pone una domanda che mi travolge ossia: "Il sogno è l'illusione o l'illusione è il sogno?". Sinceramente non so rispondere più con certezza ma so solo dare voce alle mie incertezze. Quindi al bando le parole che troppo spesso son fuorvianti agire e reagire per tornare o meglio ritornare ad essere la dove le distinzioni non servono perché quello che conta è quello che resta perché se il sogno è l'illusione perché l'illusione è sogno. Due facce della stessa medaglia.
Mio
PS: grazie degli spunti riflessivi Digito! Speriamo che le conclusioni non mi portino a sogni che mi riflettano ancora più lontano da loro.
PPS: grazie Museum, anche se mi ha incaasinato ancora di più i pensieri! :D
Soundtrack in my ear: Collapse the Light Into Hearth -Porcupine Tree
Sono triste perchè non sogno pu
nto e basta! Sono triste perché evidentemente dall'esterno nulla più mi può far sognare! Sono triste perché non è Morfeo da me rifugge, da me che vorrei tornare ad avere occhi da bambino da me che occhi da bambino forse non potrò più avere; sono triste perchésono io che l'o faccio scappare!... qui ero arrivato e qui mi ero fermato insodisfatto perché non ero riuscito ad esplorarmi, ora dopo esser passsato dalle parti di DiGiToErGoSum ho trovato, grazie al suo post sul medesimo argomento e grazie ai suoi commenti, nuovi spunti di riflessione. Innanzitutto credo che il sogno comunque sia è fuga dal reale che non si accetta ma questo non implica che sia una fuga verso la Libertà o, come rileva Digito, una fuga da qualcosa che si vuole o si teme. Il Sogno che gli aborigeni credevano essere la dimensione primaria antecedente all'origine del mondo è dunque un luogo? Sicuramente sì, credo che sia l'abbraccio tra il nostro essere che fugge e il nostro essere che cerca, è sicuramente reale nella nua metafisicità così come è reale la vita che sperimentiamo.
Quindi perché non sogno più? Perché forse questa realtà mi sembra metafisica ed i sogni fisici mi fanno troppa paura, perché credevo di aver raggiunto una mia dimensione stabile in fondo al baratro ma in realtà il baratro mi sta ancora fagocitando ingordo e senza fondo, mi aveva fatto credere di toccare il suolo ma forse ero solo io che col suolo sotto i piedi mi muovevo giù ed ancora più giù. Ora voglio uno schianto fragoroso, voglio penetrare in quelle viscere essere digerito, esser espulso per poi piantare i miei due piedi a terra alzare gli occhi e scalare la mia montagna reale per entrare nel sogno irrreale, voglio ritrovare metapensieri per generare metarealtà per fuggire nel ritrovarmi per rinchiudermi nello scappare. Forse mi manca solo questo, mi manca il combustibile per la mia reazione a catena, il combustibile che posso trovare solo con, nel e per il vivere.
... qui ero arrivato fin o a quando Museum non ha scritto questo bellissimo post, nel quale alla seconda riga si pone una domanda che mi travolge ossia: "Il sogno è l'illusione o l'illusione è il sogno?". Sinceramente non so rispondere più con certezza ma so solo dare voce alle mie incertezze. Quindi al bando le parole che troppo spesso son fuorvianti agire e reagire per tornare o meglio ritornare ad essere la dove le distinzioni non servono perché quello che conta è quello che resta perché se il sogno è l'illusione perché l'illusione è sogno. Due facce della stessa medaglia.
Mio
PS: grazie degli spunti riflessivi Digito! Speriamo che le conclusioni non mi portino a sogni che mi riflettano ancora più lontano da loro.
PPS: grazie Museum, anche se mi ha incaasinato ancora di più i pensieri! :D
Soundtrack in my ear: Collapse the Light Into Hearth -Porcupine Tree




6 comments:
Che meraviglia di brano hai nelle orecchie ;D
Tra l'altro su You Tube c'è un video meraviglioso che lo accompagna ed è un video amatoriale girato da una ragazza americana che ha poi deciso di far di Collapse The Light Into Earth la sua colonna sonora.
Il connubio tra immagini e suono è perfetto... Mi hai fatto venire voglia di postarlo...
Fino a poco tempo fa provavo una notevole invidia quando leggevo i sogni degli altri... Io non ricordavo mai niente. Ultimamente cominciano ad affiorare piccoli segnali dal mio inconscio... Sarà che è cambiato il mio ritmo nell'alternanza tra il sonno e la veglia. Mi capita di svegliarmi presto e poi riaddormentarmi e di nuovo svegliarmi ed è in quegli interstizi che ricordo qualcosa... Non è molto, ma ne sono contenta.
Non capita tutti i giorni, ma quando capita ricordo vividamente e non so il perchè. Credo che siano messaggi che arrivano quando non li cerchiamo. E il consiglio che umilmente ti do è di non pensarci... Quando sarà il momento di ricordare, ricorderai...
P.S. ti ringrazio, sempre molto stupita, per l'attenzione con cui mi leggi anche se non darei troppa importanza ai miei deliri... :D
Spesso non so neanche io cosa e perchè scrivo :D
La domanda che citi è ispirata inconsciamente ma non troppo da un'altra domanda contenuta in un intrigante film... Prima o poi ne scriverò...
Spero davvero che presto, di tanto in tanto, io possa alzarmi con quella strana senzazione tra sogno, sonno, veglia e realtà nella quale non si capisce molto, non si capisce dove sta il comodino la finestra la testa ed i piedi ma, forse, in realtà si capisce di più il nostro essere in una sorta di coscienza più elevata.
A presto Museum,
Roberto
PS: beh, continua pure a delirare perché di pazzi come te ce ne vorrebbe pieno il mondo!!!
E' la mia canzone dei porcupine preferita. sul tema del sogno, ti consiglio "alexandros" di pascoli; fa parte dei poemi conviviali. "il sogno è l'infinita ombra del vero", dice. c'è un meme per te
Lo attacco subito alla mia preziosa ahimè (santa ignoranza) sterminata lista. Di Pascoli ricordo solo "X Agosto" (credo che quella ormai la sappiano anche i muri delle scuole), la parte che mi fa pensare è la fine quando dice" E tu, Cielo, dall'alto dei mondi sereni, infinito, immortale,
oh! d'un pianto di stelle lo inondi
quest'atomo opaco del Male!" non posso che pensare, non alla terra e al dolore degli uomini, ma al dolore che si cela forse sin dalla nascita nel cuore di tutti gli uomini, dolore che genera guerra, orrore e morte.
Il Meme lo esaudirò quanto prima, anche perché con il precedente ho lasciato in sospeso tante cose. Comunque sia ne rimarranno in sospeso anche qui perché credo che per ognuno sia impossibile scriverle tutte.
Grazie del Meme, a presto DottoressaDressel.
Roberto
Si dice che chi non ricorda ciò che sogna non abbia un contatto facile con il proprio inconscio.
Che abbia difficoltà a farsi strada tra i suoi desideri profondi.
Sognare è un percorso, man mano che ci si avvicina al proprio sè i sogni affiorano, talvolta disturbati e sotto forma di incubi, talvolta significativi e latori di verità, e sempre premonitori se li si sa interpretare bene.
Coltiva il tuo desiderio e vedrai che pian piano comincerai a ricordare... affioreranno verità... recupererai il contatto. :-)
Spero davvero di riuscire a farlo anche perché di desideri credo che in parte si viva anche se questi ci fanno soffrire, penare ma talvolta anche gioire.
Coltiverò per raccogliere i frutti, buoni o brutti che siano.
Alla prossima Daniela,
Roberto
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