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Sunday, 11 May 2008

L'uomo col fiore in testa -Daniela Guida

Vorrei parlarvi della mia ultima lettura, trattasi de "L'uomo col fiore in testa" di Daniela Guida, una scrittrice che qui ho avuto il privilegio di avere sempre come graditissima ospite.
Come al solito cercherò il più possibile di sorvolare sulla trama perché non voglio assolutamente rovinarvi questa piacevole lettura ma, come al solito, cercherò di esprimere il sapore che questa lettura ha lasciato nei miei pensieri tentando di capire cosa ho assaggiato, cosa mi ha svelato.

Per cominciare non intaccando la storia dirò solamente che questo libro a mio avviso parla d'Amore, non di quell'Amore fatto di baci, abbracci e quant'altro ma di quello che ognuno dovrebbe speriemetare per capire se davvero ama o ha amato. Cosa voglio dire con questo? Semplicemente che troppo spesso, credo tutti e senza distinzioni, si passa da un affetto all'altro senza porsi domande ma solo vivendo quell'ebrezza, quell'attimo senza fine che si conquista negli occhi del proprio compagno/a di vita. Noi tutti ci si perde o almeno ci si è persi una volta in questo piacevole oblio, rimanendo senza domande e non cercando risposte. Noi tutti si è creduto di amare ma alla fine ci si è ritrovati vuoti ed insodifatti della vita e solo un evento strano ed inspiegabile ci ha messo davanti alla realtà dura e cruda. Quella realtà fatta di mostri, paure ed insicurezze ed allora via di corsa alla ricerca di una nuova roccia sulla quale aggrapparsi alla ricerca di un nuovo essere da contagiare non d'Amore ma solo delle proprie malattie.
Credo che uno dei messaggi di questo libro è che chi tradisce, principalmente tradisce le prorpie speranze, ed essendo una persona bugiarda contagia col seme del proprio dolore chi accetta un dono d'Amore ormai insperato, chi per sentirsi amato deve essere contagiato. La storia in principio sembra bella e irreale fino a quando i segni della peste compaiono anche sul nuovo ospite che malato vorrebbe esser aiutato ma non può esserlo, perché è solo, perché chi credeva rappresentare Amore ma era in realtà un ospite pasciuto per un parassita, un subdolo insetto che gli succhiava vita ed iniettava veleno che i tessuti distruggeva e corrodeva. Ma la distruzione trova sempre la sua fine quando tutto è andato quando niente resta in piedi, quando l'ospite è morente il parassita deve trovarsi un'altra vittima o può tentare di vivere di rendita aspettando la prossima vittima; solo che i parassiti d'Amore non sanno che ciò che succhiano può far male perché crea una dipendenza inversa, ossia fa credere di essere liberi da qualsiasi vincolo con l'ospite non accorgendosi che l'ospite in realtà è l'unica cosa che li può mantenere vitali.
Mentre tutto questo accade mentre la morte tenta disperatamente di baciare quell'ospite agonizzante esso apre gli occhi sul mondo e si accorge che, quello che lui credeva Amore in realtà era la pallida ombra di un terrore condiviso tra persone smarrite. La vita nella nuova consapevolezza di quel vuoto immenso lasciato dal parassita comincia in esso a fluire lentamente colmandolo pian piano; il parassita invece della vita che da lui fluisce non se ne cura acciecato dall'egoismo che lo ha portato ad usare il suo bacio infetto. Purtroppo per lui quando le forze vengono meno vorrebbe dinuovo spalancare le fauci per attacarsi all'animo limpido dell'ospite ma si accorge troppo tardi che forza più non ha, si accorge presto che la sua fine è vicina.
Non so sinceramente quanti ospiti e quanti parassiti d'Amore popolino ora questa nostra società, so solo che la loro simbiosi è sempre la stessa, così distruttiva così reale. Purtroppo credo anche che il confine tra esser ospite oparassita sia molto labile perché in ognuno di noi entrambi vivono in una continua combatutta lotta che sempre ci deve far rimanere sull'attenti.
Se posso consigliarvi leggete questo dolce e simpatico libro che tra una riga e l'altra, tra un punto ed un altro vi può dare sicuramente uno spunto per riflettere su cosa si è o su cosa si è stati.
Complimenti Daniela, davvero!

Mio

PS: a tutti gli interessati al libro ma anche al pensiero di Daniela vi consiglio di fare un giretto da queste parti www.danielaguida.it

3 comments:

daniela said...

Di nuovo grazie di cuore Roberto. Non solo per aver letto e segnalato il libro, ma soprattutto per avergli dato spazio nel tuo cuore.

Mio said...

Figurati, quando le cose danno piacere è doveroso esternare affinché si crei curiosità che è sempre il primo passa verso nuove scoperte.
Grazie a te pe averlo scritto!
A presto Daniela,

Roberto

daniela said...

Dimenticavo: da me c'è un meme per te! :-)

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