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Thursday, 1 May 2008

Sistema Internazionale & Sistema Personale

"L'Ampere [A] è quella corrente che corre in due fili paralleli indefiniti rettilinei distanti tra loro un metro con le seguenti caratteristiche stessa intensità, stesa direzione e verso opposto in grado di generare una forza pari a 1*10^-7 N per ogni metro di filo". Questo era quanto c'è scritto sul mio quaderno di fisica di prima superiore, quello che ricordo bene anche ora con la foderina gialla con l'etichetta 1B a ricoprire la copertina amaranto, ricordo pure quella pagina sulla facciata sinistra nella quale oltre alla definizione di Ampere che ho citato a mamoria, spero fedelmente, c'erano tutte le altre definizioni che stabilivano le grandezze fisiche (il metro, il chilo, il grado Kelvin, il secondo, l'intensità luminosa...) utilizzate all'interno del Sistema Internazionale di Misura (SI). Devo doverosamente rendere omaggio al professor P. S. un ingegnere nucleare che laureatosi si è visto chiudere le centrali nucleari per via del famoso referendum, ingegnere che andrà in pensione quando le centrali nucleari (spero di no) riapriranno. Che strani destini riserva la vita. Comunque sia lo ringrazio per quello che ha tentato di imprimere nelle nostre giovani menti, con una passione ed un brio intellettuale che solo a distanza di anni riesco pienamente ad apprezzare.
Ora però mi chiedo e vi chiedo, esistono grandezze all'interno di un Sistema Personale di Misura (SP) in grado di quantificare il nostro Essere? Se si sono uniche e complete ossia descrittive di tutto quello che ognuno può provare e sulle quali si può descrivere il nostro universo interno?
Sinceramente ci ho pensato molto cercando di eliminare tutte quelle grandezze che ho reputato derivate, perché in loro è contenuto il contributo di altre grandezze fondamentali, quindi sono arrivato alla formazione del mio insieme personale di grandezze fondamentali all'interno del mio SP, ora ve le presento dopo di che tenterò di formularne una mia definizione. A mio avviso le grandezze all'interno del mio SP ossia sescittive del mio universo sono: Amore, Passione, Amicizia e Bellezza e niente più.
  • Passione: per me è quella strana deviazione piscologica che ognuno porta con se per una determinata azione, essa provoca un orgasmo mentale di qualità e quantità inimmaginabile. La cosa interessante (credo tutti almeno una passione la posseggono) è che essa muta da individuo ad individuo, ma sono fermamente convinto che il piacere che essa è grado di generare è una cosa comune tra esseri umani, essa pulsa e ci fa agire secondo dettami che ad altri e, magari talvolta anche a noi stessi, ci sembrano illogici ed assurdi. Come ogni grandezza bisogna definire un grandezza personale di misura; io credo che un grado di intesità su un scala graduata (come avviene nei terremoti) sia accettabile, non so il GP il Grado Passionale potrebbe andar bene (mah).
  • Bellezza: ahi qui si comincia ad entrare nella selva oscura, cercherò di districarmi. Innanzi tutto la Bellezza palesemente non appartiene esclusivamente ad un oggetto, una cosa nonché ad una persona. La Bellezza ha una strana e personalissima caratteristica ossia quella di essere effimera e mutevole, inoltre è totalmente scorrelata dal nostro essere persone è una personalissima accezione che ci pervade col suo senso di stupore senza che noi se ne possa fare a meno. Inoltre per me la bellezza ha anche una gran brutta caratteristica (per poterla quantificare formalmente intendo) che però apprezzo enormenente ed è quella che, come direbbe il Piccolo Principe, è essenziale ed invisibile agli occhi. Ma allora come la si può quantificare per descrivere il nostro universo interno? Bella domanda, eccovi la mia risposta che, non so se definire bella, ma ricorre ancora al concetto di grado su una scala; lo stesso grado che quando siamo impegnati in scelte riguardati la Bellezza ci porta a discernere il pessimo dall'assoluto, quindi un GB Grado di Bellezza (mahx2).
  • Amicizia: forse qui si può uscire dalla selva oscura, ci provo. Chi è un amico/a? Difficile da dire perché a mio avviso l'Amicizia può non essere corrisposta allo stesso modo con cui viene donata e non per questo un rapporto di amiciza si sfascia, mi spiego: quello che io reputo il miglior amico/a non necessariamente mi può reputare il suo migliore amico/a quindi un rapporto di amicizia, che per esistere deve essere comunque corrisposto, non prevede lo stesso peso, a mio avviso il rapporto di amicizie ricambiate non è necessariamente pari ad uno. Questa mia osservazione porta l'Amicizia in un territorio declassato rispetto alle altre grandezze? Non credo perché nell'Amicizia e per l'Amicizia si compiono azioni che sono del tutto indipendenti da questo rapporto, le si compiono per il proprio sentimento personale che si ha nei confronti dell'altra persona e basta. Anche qui è arrivato il momento della definizione di una grandezza personale ora a differenza di prima però non credo che si possa parlare di posizioni su scale graduate ma solo di esistenza o meno dell'Amicizia, una sorta di variabile Booleana, un ON-OFF.
  • Amore: qui sono ritornato nella selva, già scivolo e già sento le spine pungermi. È difficile da trattare ma ora ci provo. Innanzi tutto, contraddicendomi nei termini lo so, credo che l'Amore sia unico anche se non il solo che una persona può vivere. Ossia si possono Amare più persone ma, se l'Amore è vero, esso sarà sempre uguale a se stesso, sarà sempre il massimo che ognuno di noi ha sperimentato o potrà sperimentare. Ma ora mi e vi chiedo che cos'è questo Amore in soldoni? La mia risposta è diciamo così matematica (ma solo nella terminologia), è una base algebrica, ossia un insieme di valori in grado di generare uno spazio vettoriale... non si è capito niente vero? Non ho capito neanch'io quello che ho scritto :). Mettiamola così allora usiamo termini religiosi (fanno tanto mistico :)) è l'alfa e l'omega delle nostre emozioni l'inizio e la fine del nostro essere, ora mi spiego. L'Amore a mio avviso deve contenere in se tutte le grandezze personali fondamentali che io ho indicato sopra, quindi voi ora mi direte: "Allora l'Amore non è una grandezza fondamentale ma derivata...", aspettate che finisca il Mio :) pensiero, oltre alle grandezze fondamentali di cui sopra per godere dell'Amore quello vero e pieno c'è bisogno di un requisito fondamentale ossia che esso SIA corrisposto GRATUITAMENTE e NATURALMENTE in EGUAL misura, altrimenti non è Amore ma solo una sua pallida immagine riflessa in chissà in quale pozzanghera che noi si crede esser un lago infinito. So che questa mia accezione di Amore potrà non trovarvi daccordo perché l'Amore prima di tutto è libero e che quindi non si decide se e chi Amare, ma è altresì vero che per Amare bisogna essere in due altrimenti si è amanti e non innamorati. Ora voi però potreste recriminare sul fatto che le tre grandezze personali di cui sopra, qualora noi si sia in un regime di Amore come specificato, diventino grandezze derivate dallo stesso, io non lo credo perché credo che il termine Amore sia talvolta abusato appunto perché per Amare bisogna essere Amati. Per esempio credo che si è amanti della vita perché è evidente che da essa non si riceve lo stesso trattamento, anzi talvolta si va avanti a bastonate nelle gengive, così pure come per milioni di altre cose che sul più bello ci tradiscono. Proprio come quando l'Amore finisce noi siamo o ci sentiamo traditi. Tutto questo preambolo per arrivare ad una benedetta unità di misura, ma quale sarà? Semplicemente non l'ho trovata, non nell'insieme di quelle espresse sopra, non in nessun altro insieme che mi è venuto in mente. Essa non ha grado in particolare perché a mio avviso ne possiede solo ed uno è l'eccellenza che è assoluta, io riesco ad esprimere l'Amore come quel qualcosa che vibra nell'aria, uno schiocco di dita tra medio e pollice, il dorso di una mano che batte sul palmo dell'altra è quello che io chiamai e che ora sottoscrivo pienamente un'onda d'urto di magnifica potenza una cosa che tutto travolge e tutto lascia in piedi, un qualcosa che lascia il segno senza che noi si possa far niente come il torrente che scava la sua via nella montagna plasmado e lisciando le rocce nel suo calmo, talvolta impetuoso incedere.
Non so se voi concordiate o meno con quanto ho scritto in un linguaggio che volutamente ho cercato di mantenere sterile e formale (a proposito ci sono riuscito?); il non interagire delle idee rende facili le definizioni e gli assiomi quindi provate (sicuramente ci riuscirete non ne dubito) a mettermi in difficoltà su questi miei punti fermi, distruggete, integrate o modificate se potete, il mio personalissimo Sistema Personale perché io possa costruirne uno migliore, ve ne sono grato in anticipo!

Mio

6 comments:

digito ergo sum said...

ciao roberto,

bellissimo post. complimenti davvero. ho sempre creduto anche io che il funzionamento dell'Universo e di ciò che ne deriva dipenda da regole riconducibili alla matematica. ci vuole però una cultura non umana, che forgi un'intelligenza non umana, per comprendere le regole della matematica che va applicata.

Il linguaggio sterile e formale sì, lo hai mantenuto.

ti abbraccio

Mio said...

Grazie del complimento Digito. Il Miomatematico-pensiero=Digitomatematicopensiero un equazione ipossibile il membro di destra è minore di quello di sinistra... scusa degenero :)
In effetti alla matematica ci si scappa mica, o se ci si scappa si viene subito da essa messi alla berlina. Per quanto riguarda il "non essere umano" da misero uomop posso con una certa certezza dire che tra noi si aggirano magnifici esemplari di non uomini, peccato che essi molto spesso vengano completamente ignorati!
A presto Digito,

Roberto

digito ergo sum said...

guarda che, con non "umano", intendo una capacità intellettiva davvero superiore. forse lucida ed imminente solo a quello che chiamiamo Dio (che è ancora un limite culturale...)

Un abbraccio

Mio said...

AHHHHH scusa Digito ho scambiato i membri cioè intendevo che io ero il minore.SCUSA SCUSA e RISCUSA, sicuramente ti ho offeso che distratto-mon-coglione!!! Scusa ancora!!! Sul concetto di umano concordo.
Scusa ancora,

Roberto

Prisma said...

Bella l'idea di applicare la scienza alle emozioni e ai sentimenti...

Ai valori che citi, per i miei limiti conoscitivi in campo scientifico, non riesco ad aggiungere altro...

Per quanti tentativi io faccia, c'è sempre quella vocina interiore che mi ripete che tutto è relativo e niente è incasellabile, afferrabile, quantificabile...
E a causa dei miei limiti mentali, mi riesce proprio difficile anche solo pensare di ragionare in questi termini...

Sarà che gli incasellamenti e le categorizzazioni mi fanno paura... Anche se poi, inevitabilmente, vi faccio ricorso anch'io quando si tratta di analizzare il mondo esterno ai fini della quotidiana sopravvivenza, com'è nell'umana natura...

Creare un Sistema Personale? Chissà... Ne dovrebbe forse esistere uno diverso per ogni essere umano o per categorie di esseri umani uniti da uno stesso modo di vedere/sentire/percepire il mondo e lo stare al mondo...

Mio said...

Io credo sinceramente che molto di quanto mi sta attorno mi scappi con sistematica cadenza, ossia circa otto nove volte su dieci per i miei limiti mentali. Purtroppo le caratterizzazioni e gli incasellamenti come dici tu sono necessari, ma non credo che ciò significhi azzerare le differenze ma piuttosto credo che sia solo un creare degli insiemi nei quali si hanno caratteristiche simili e distingubili. Insomma una sorta di archivio bibliotecario nel quale ci potranno essere degli autori omonimi ma non perquesto avranno scritto libri contenenti i medesimi pensieri. Sicuramente di sistemi personali ne esiste uno per ogni persona e, tornando al paragone con la biblioteca, credo che essi si differenziono tra loro non per la tipologia di sezione arte, letteratura, scienza, ecc. ma piuttosto per il numero dei volumi che contengono nelle varie sezioni ossia, per tornare a noi, alla profonda consapevolezza che si ha nel valutare il nostro Sistema Personale. Nella mia personale biblioteca credo che certe sezioni sono completamente vuote, altre realmente scarne quindi credo che sicuramente mi sono dimenticato qualche grandezza personale, ci ripenserò e forse troverò un libro in una sezione che non gli compete grazie al quale potrò riempire uno scaffale vuoto.
Grazie del commento Museum ma ora che hai citato i tuoi "limiti mentali" (scusa ma quali sono? A me mi sono davvero scappati!) mi vedo costretto a pubblicare quel post che avevo quasi finito ma che per vicessitudini Google-informatiche ho potuto completare solo questa sera.
A presto prisma!

Roberto

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