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Sunday, 27 April 2008

Il Maestro e Margherita -Michail Bulgakov

Eccomi per parlare di questa mia ultima lettura che ad onor del vero si è protratta più di quanto pensassi perché, a parer mio, è stata più difficile di quanto credessi all'inizio. Ormai ho imparato che in ogni libro, grande o piccolo che sia, di un autore noto o meno, sia esso per bambini o per lettori "impeganti", racchiude in se nel suo guscio incostrato o splendente una piccola perla che può essere grezza o immacolata e perfettamente sferica ma sempre di perle si parla qundi di espressioni delle diverse bellezze della nautura. Ora vi parlerò della perla che sono andato cercando faticosamente in questo libro, del messaggio sul quale fino all'ultimo mi sono interrogato. Insomma di ciò che ho creduto di aver capito.
Dell'autore a me sconosciuto fino a pochi mesi fa, non conosco che la biografia contenuta nell'introduzione quindi la mia analisi esula da tutto ciò che gira attorno a questo aspetto o meglio non ne dipenderà se non nel finale, sicuramente è un errore ma il messaggio che ne dovrebbe uscire dovrebbe esserne indipendente.
Tutto cominincia con editore e un poeta che assieme discutono amabilmente della passione del Cristo su una panchina in un parco di Mosca... . No questo non è il modo corretto di parlare di un libro e poi lo rovinerei quindi tenterò di estraniare il discorso dalla vicenda trattata.
Comincerò e proverò allora di dare delle risposte ai miei perché, a quelli che mi sono posto durante la lettura, a quelli che vi porrò ora. Perché nel libro si parla di pazzia, della schizofrenia alla quale certi personaggi sembrano giungere dopo l'incontro con il Maligno? Perché uno spettacolo di varietà e di magia? Perché vengono trattate e messi a nudo certi vizi che accomunano le persone quali l'apparire prima dell'essere il lusso, il tradimento, la venerazione del denaro? Perché la nudità fisica di certi personaggi e di molte donne? Perché il Male viene presentato come qualcosa di bislacco, quasi carnevalesco nel suo modo di apparire pur essendo immensamente micidiale? Perché il Bene e l'Amore sono presentati come sofferenze e torture inverosimili? Perché demoni strani camuffatti sotto spoglie ancor più stravaganti? Ma sopratutto perché il Demonio e quindi Satana non è "altro" che una persona a modo ed, a parer mio educata, nonostante quello che è? Ed ancora che cosa centra la Passione del Cristo? Devo ammettere che questi ed altri "Perché" sono stati per me di difficile risoluzione ed in realtà non so se la soluzione che mi sono dato sia poi così corretta.
Devo dire che la mia risposta ai perché latitava nella mia mente, o meglio li giaceva sospesa ed eterea, fino a quando verso il fondo della pagina duecentoquarantaquattro del mio Einaudi tascabile, quel gran pessimo personaggio di Korov'ev non nomina la quinta dimensione a questo insieme di parole tutti i miei pensieri sospesi sono precipitati sul fondo della mia mante come, quando in una reazione chimica, un reagente genera un prodotto nel quale compare magicamente il precipitato.
Ma cos'è questa quinta dimensione quindi? Le quattro classiche sono lo spazio ed il tempo, ma la quinta? La quinta è quella dimensione che nel libro si manifestava sempre alla presenza di Satana, è la mancanza è la distruzione delle altre quattro è il dominio nel quale tutto non ha senso come noi lo si è sempre percepito. La quinta dimensione è quella dimensione nella quale noi si perde il contatto dal mondo, dove le regole ed il conformismo sono violati con sistematica frequenza; è la dimensione dell'uomo e della donna nudi nel loro fisico ma sopratutto nudi nelle loro pulsioni e nel loro agire. La quinta dimensione è quella della schizofrenia, della pazzia in generale nella quale maschere nessuno porta, nella quale si è la mostra, lo specchio del proprio inconscio sul mondo. È la dimensione del Sogno, è quella dell'Amore è quella dell'Odio. È l'oblio della ragione e della coscienza.
In questo io ho trovato una spiegazione al tutto. Per me il messaggio del libro è che tutto è un sogno in questo mondo. Con un sogno si apre il libro nella visione visione nel malore di uno dei protagonisti e finisce con il sogno del, per me medesimo, protagonista che dopo aver conosciuto la pazzia trova nella sua nuova consapevolezza una vita diversa e completamente lucida sul mondo che ormai più non gli appartiene.
Però i ma in una simile semplificazione sono sicuramente doverosi, chi ha potuto imbattersi ne Il Maestro e Margherita mi si potrebbe domandare: "E l'Amore dove lo metti? E il Male come lo spieghi? E la Passione di Cristo? E Pilato?", giusto anzi giustissimo. Io li metto o meglio li dimensiono a ciò che, per me, il libro vuole ricondurli ossia ad altro se non atti di fede su un qualcosa che è indicibile, su un qualcosa che è indimostrabile perché effimero, e non solido. L'Amore finisce senza lasciar traccia così come si presenta vigliaccamente alle spalle in un attimo, il Male nella figura di Belzebù fa lo stesso compare dal nulla e nel nulla fugge lasciando solo un temporale estivo dietro le spalle. La Passione del Cristo non è altro che un atto di Fede il che, è l'apoteosi, il simbolo ultimo di questo esser etereo dell'inconsistenza dei sentimenti che ognuno di noi prova.
Credo che questa quinta dimensione non sia altro che la dimensione di noi stessi, quella che noi ci creiamo, quella di noi esseri che tentiamo di nascondere ciò che siamo per mostrare ciò che noi non siamo, insomma è la dimensione di un nostro autoinganno che ci crede di far vivere meglio ma in realtà ci portaverso una morte nella quale si spera, senza possibilità di riuscita, giorno dopo giorno di poter cambiare le scelte compiute sulla base di una "falsa coscienza interiore", così come lo dimostra la vicenda di Pilato. Quindi si è fregati? Secondo il messaggio, che a mio modestissimo parere, ha lasciato Bulgakov siamo condannati ad un esistenza infima e meschina da noi stessi creata? No, non credo che lui pensasse questo. Lui stesso credo che alla fine del libro abbia proposto la sua soluzione a tutto e, ritorno a sottolineare a mio modestissimo parere, è quella che tutto fluisce in un continuo mutare dal Male accettato al quale il Maestro e la compagna Margherita si inginocchiano nasce la liberazione per le nostre pene, per le pene di Pilato. Quindi bisogna far del Male per star bene? No assolutamente, ma bisogna passare assolutamente per esso per avere una qualcosa di stabile ossia le nostre quattro dimensioni. Ora sarà la mia farneticante fantasia o quant'alrto ma secondo me Bulgakov si riferiva al Male, perché questo è, dello stalinismo nella dimensione delle epurazioni sfociata nei gulag e alla morte della fantasia e del sogno che esso aveva portato all'anichilimento di qualsiasi altra quinta dimensione.
Per ultima cosa, ma non secondariamente, vorrei ringraziare sentitamente Dressel per avermi suggerito o meglio indotto con la sua passione per le cose belle e pure a leggere questo interessantissimo libro. Grazie mille!!!

Mio


PS: se trovate che le cose scritte sopra sono un volo pindarico e funambolico nel cercare un significato al libro e se trovate il mio significato una forzatura scusatemi, ma ieri sera mi sono dilettato in cucina e si vede che ho calcato un po' la mano con le spezie ed ora ne pago le conseguenze ...

5 comments:

DRESSEL said...

beh...il mio blog ha il titolo di questo libro, quindi immaginerai quanto lo adoro. il messaggio che ne ho ricavato è il seguente: sommo bene e sommo male sono molto simili. o meglio, è simile l'impressione che danno. hai notato quanto si somigliano ha-nozri e satana? impressionante!!!hai letto "il visconte dimezzato" di calvino? io ci vedo molti punti in comune. sulla quinta dimensione sono perfettamente d'accordo. grazie per questo post.

Mio said...

Il messaggio che tu hai ricavato dal libro è sicuramente vero, solo che io non sono riuscito a recepirlo in maniera così lampante, così come le analogie Hanozri e Satana mi sono completamente sfuggite mentre leggevo avrei dovuto stare più attento. Ora lascierò che tutto si decanti e grazie a tuoi spunti proverò, a mente più aperta, a rileggerlo in tale chiave. Non avrei dovuto soffermarmi così sulla quinta dimensione. Ma forse è proprio in questa quinta dimensione la somiglianza del tutto. Purtroppo (tanto per cambiare) Calvino mi manca!!! Grazie per il commento illumintante!
A presto Dressel,

Roberto

digito ergo sum said...

uno dei fascini più potenti da attribuire ai libri è che ognuno da' loro l'interpretazione che cova dentro. sono capaci, i libri, di fare emergere ciò che ognuno è predisposto a fare emergere. questa è magia, ragazzi, magia che, una volta tanto, non fa rima con tecnologia.

L'ho letto diversi anni fa, mi è bastato per leggere tutti gli altri libri di bulgakov. cuore di cane è un capolavoro... ti abbraccio

Mio said...

Sono daccordissimo con te Digito. Magia che fa rima con energia di pensiero. Grazie mille per il consiglio biblio-letterario, lo accoderò alla mia ormai lunga lista (eh già ho letto molto poco fino ad ora, adesso tento di superare il poco ma che bellissima fatica!!!).
A presto Digitazzo (vorrebbe essere un qualcosa di molto positivo rende?) ;)

Roberto

digito ergo sum said...

rende, rende... buona notte. ti abbraccio caramente. leggere è uno sport fantastico...

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