Questa mattina tralasciando gli impegni universitari mi sono recato per uffici pubblici per alcune pratiche essenziali quali il rinnovo della mia carta d'identità e la richiesta presso la questura del passaporto (ebbene si, non ne ho mai posseduto uno).
Parto presto per essere in questura la mattina all'ora di apertura, so già che se dovrò fare tutto in una mattinata il tempo potrebbe anche scarseggiare. Entro puntuale con neanche la minima traccia di fila a darmi il benvenuto, vado all'ufficio addetto alla distribuzione dei passaporti dove trovo l'impiegato in divisa che cordialmente con anche l'accenno di un sorriso mi spiega tutto. Uscito mi dirigo verso la vicina stazione delle corriere per fare le fototessere ma, non avendo monete a sufficienza chiedo gentilmente nel tabacchino interno se me le possono cambiare chiesto fatto. Il mio occhio però scappa goloso sulla pila di caramelle messe li in bella mostra, riconosco le mitiche Goleador alla liquirizia, una delle mie perversioni di gioventù, non resisto ne compro un paio mentre vedo che in bella mostra scritto a mano sulla confezione c'é scritto quindici centesimi e penso a quanto costavano ai tempi consegno i soldi al tabaccaio e mi dirigo verso la cabina fotografica aprendone una con i denti come ai vecchi tempi. Nel mettere in tasca il pacchettino però noto che il prezzo consigliato dalla ditta e scritto sulla confezione è di soli 10 centesimi e penso: "Che Ladri, un rialzo ingiustificato del 50%. Dovrebbero vergognarsi!", con questo pensiero entro nella cabina faccio delle foto pessime che non potranno essere usate per il passaporto ed impreco contro me stesso dicendomi "Sei un MONA, per risparmiare hai fatto fototessere pessime ed inutilizzabili!". Esco dalla stazione e decido di recarmi all'ufficio anagrafe del comune e spacciare li le fototessere ad uso carta di identità; tutto fila liscio le accettano e con piacere mio ne vogliono adirittura tre su quattro. Quindi decido di passare dal fotografo per farmi fare quelle per il passaporto.
Arrivo nel suo studio, mi accoglie con cortesia, mi mette in "posa carcerato" come dice lui, io richiedo un minimo di effetto abbronzatura perché ormai il pallore, acquisito in questo inverno ed inizio di primavera piovoso, è da spavento quidi luci flash e dopo neanche cinque minuti nei quali ho scelto la foto migliore, mi sono state tagliate a misura le fototessere, mi è stata misurata con un calibro la distanza che c'era tra gli occhi sulla fototessera (mi ha detto per verificare le
proporzioni ma di che?) e dopo aver pagato undici euro (che mi sono pesati meno dei tre della stazione), mi dirigo svelto e lesto verso un piccolo fornaio del centro che vende pane tipico sud tirolese e che da poco ha cambiato gestione. Entro, "Buon giorno!" saluto io, "vorrei gentilmente... ", piccola pausa mentre cercavo gli shuttlenbrot che non c'erano, "... due segalini grazie", lui li prende dal bancone e li pesa. Celermente li pesa, vedo che compare sulla bilancia la scritta un euro e ventisei centesimi ma sul registro di cassa mentre incespica nel digitare l'importo batte un euro e trenta penso "ma guarda un po' te, si crede anche furbo adesso glielo faccio notare..." alla fine non gli faccio notare nulla ed esco incazzato.
Parto presto per essere in questura la mattina all'ora di apertura, so già che se dovrò fare tutto in una mattinata il tempo potrebbe anche scarseggiare. Entro puntuale con neanche la minima traccia di fila a darmi il benvenuto, vado all'ufficio addetto alla distribuzione dei passaporti dove trovo l'impiegato in divisa che cordialmente con anche l'accenno di un sorriso mi spiega tutto. Uscito mi dirigo verso la vicina stazione delle corriere per fare le fototessere ma, non avendo monete a sufficienza chiedo gentilmente nel tabacchino interno se me le possono cambiare chiesto fatto. Il mio occhio però scappa goloso sulla pila di caramelle messe li in bella mostra, riconosco le mitiche Goleador alla liquirizia, una delle mie perversioni di gioventù, non resisto ne compro un paio mentre vedo che in bella mostra scritto a mano sulla confezione c'é scritto quindici centesimi e penso a quanto costavano ai tempi consegno i soldi al tabaccaio e mi dirigo verso la cabina fotografica aprendone una con i denti come ai vecchi tempi. Nel mettere in tasca il pacchettino però noto che il prezzo consigliato dalla ditta e scritto sulla confezione è di soli 10 centesimi e penso: "Che Ladri, un rialzo ingiustificato del 50%. Dovrebbero vergognarsi!", con questo pensiero entro nella cabina faccio delle foto pessime che non potranno essere usate per il passaporto ed impreco contro me stesso dicendomi "Sei un MONA, per risparmiare hai fatto fototessere pessime ed inutilizzabili!". Esco dalla stazione e decido di recarmi all'ufficio anagrafe del comune e spacciare li le fototessere ad uso carta di identità; tutto fila liscio le accettano e con piacere mio ne vogliono adirittura tre su quattro. Quindi decido di passare dal fotografo per farmi fare quelle per il passaporto.
Arrivo nel suo studio, mi accoglie con cortesia, mi mette in "posa carcerato" come dice lui, io richiedo un minimo di effetto abbronzatura perché ormai il pallore, acquisito in questo inverno ed inizio di primavera piovoso, è da spavento quidi luci flash e dopo neanche cinque minuti nei quali ho scelto la foto migliore, mi sono state tagliate a misura le fototessere, mi è stata misurata con un calibro la distanza che c'era tra gli occhi sulla fototessera (mi ha detto per verificare le
proporzioni ma di che?) e dopo aver pagato undici euro (che mi sono pesati meno dei tre della stazione), mi dirigo svelto e lesto verso un piccolo fornaio del centro che vende pane tipico sud tirolese e che da poco ha cambiato gestione. Entro, "Buon giorno!" saluto io, "vorrei gentilmente... ", piccola pausa mentre cercavo gli shuttlenbrot che non c'erano, "... due segalini grazie", lui li prende dal bancone e li pesa. Celermente li pesa, vedo che compare sulla bilancia la scritta un euro e ventisei centesimi ma sul registro di cassa mentre incespica nel digitare l'importo batte un euro e trenta penso "ma guarda un po' te, si crede anche furbo adesso glielo faccio notare..." alla fine non gli faccio notare nulla ed esco incazzato.Nell'indignazione più totale passo alla posta prendo il biglietto all'entrata, cerco il bollettino che mi interessa, non lo trovo e quindi vado dall'addetto in uno sportello e chiedo "Gentilmente mi potrbbe dare un bollettino per il pagamento di un passaporto?", l'impiegato solertemente me lo consegna, lo compilo ed aspetto in fila. Dopo un paio di minuti di fila una signora mi si avvicina e mi chiede quale è il mio numero, rispondo e la conversazione finisce li. Arriva il mio turno, vado allo sportello consegno il bollettino ad un secondo impiegato con fare più affabile del primo, che celermente fa il suo dovere, già che ci sono chiedo un prospetto ed un modulo per la richiesta di una carta di credito prepagata (colpa delle vicessitudini avute con un pagamento online...), mentre mi consegna i moduli sento la voce di quella stessa signora che da dietro sbuffa e borbotta dicendo "... devo andare a lavorare io...", penso: "Signora si alzi prima la mattina." mentre i miei pensieri si colorano di queste parole in lontanza sento che si lamenta ancora con l'impiegato con "... non si capisce niente quale è il numero, è mezzora che sono qua...", penso: "signora mia allora ci sarà qualcuno che è qua da più di mezzora.", subito fermo i miei pensieri non ne vale la pena.
Mi dirigo verso il tabacchino per comperare la marca da bollo. Arrivo a quello in piazza, è piccolo piccolo e la gente ci si calca dentro, arriva il mio turno dopo essere stato immancabilmente da una signora di tre quarti d'età che teneva alto il suo Vanity Fair, ma questo è nella norma. Mi rivolgo al tabaccaio: "Buon giorno, vorrei una marca da bollo, è possibile pagare bancomat?", l'altro con tono sgarbato mi risponde "Da quant'è?" rispondo un po' seccato per il trattamneto "quaranta euro e ventinove", lui acconsente, io penso e non penso e mi sento indignato per la seconda volta.
Parto di nuovo per la questura, nella breve trasferta in macchina penso e rimugino ancora sul panettiere e facendo due rapidi calcoli mi accorgo che non mi ha rubato quattro centesimi ma bensì un euro ed otto centesimi. Imprecando contro di lui e contro le non nobili origini del padre, mi scuso con lui che non centra, parcheggio la macchia e mi dirigo verso la questura con i miei bollettini, le mie fototessere (questa volta decenti e a prova di calibro). Arrivo all'ufficio non annunciandomi allo sportello ed entrando direttamente nell'androne, immancabilmente vengo redarguito per questo chiedo scusa e tutto finisce li. Aspetto che la mia fila si esaurisca e consegno gli incartamenti all'ufficiale dietro il vetro che, con lo stesso sorrisino affabile, compila tutti gli incartamenti. Il passaporto è fatto.
Tornando verso casa la radio mi sussurra le utopiche parole di John Lennon all'orecchio, è Imagine, alzo il volume per farmi trapassare dalla melodia mi commuovo come ora e come ora basterebbe poco per far scendere una lacrima sul mio viso. Le emozioni ed i pensieri della mattinata mi hanno segnato.
Sulla strada di casa passo da un altro fornaio e compero il pane per il pranzo scelgo anche "pane dello sportivo" con noci sesamo, cumino, segale, semi di girasole e chissà ancora cosa d'altro (il pane strano è divenuto per me una fissa ormai). Mentre pago vedo che la cassiera batte cinque centesimi in meno dell'importo sulla bilancia e penso "che forte!".
Esco, giro la macchina e torno verso casa. Pensando e ripensando al fornaio del centro, alla posta ed al tabaccaio. Sono incazzato a morte, non con loro ma a cosa chi loro rappresentano. Quella categoria che ormai è imperante in Italia, la generazione dei COSÌ TI FOTTO IO, dei CHE FURBO CHE SONO, dei PERENNEMENTE INCAZZATI E MALEDUCATI e di quelli che ho sempre odiato su tutti e sopra tutti I FURBI! Io sono un tipo che non è mai venuto alle mani con nessuno, che si trattiene anche nelle parole perché crede che ogni comportamento da parte sua ne autorizzi il medesimo nell'altro, uno che non non ammette la violenza mai e comunque, purtroppo sono anche consapevole che qualora mi venissero i famosi "cinque minuti" è meglio per persone come queste di trovarsi molto ma molto lontane dal sottoscritto. Questo forse non avverrà mai perché per come sono fatto si può dire, con un certo eufemismo, che ho molto self control e senza eufemismo si può dire sicuramente, come si usa dalle mie parti, che sono un mona.
Comunque sia il passaporto era il titolo giusto? Era solo per dirvi che l'ho fatto perché forse mi servirà per viaggiare spero per diletto come avrebbe dovuto essere due capodanni fa e purtroppo non è stato, probabilmente dopo quello che ho visto oggi sarà anche per lavoro, per fuggire da realtà che sono destinate a sfracellarsi al suolo trascinando con loro tutto ciò di bello che i nostri genitori e i nostri nonni, che realmente hanno nobili origini hanno faticosamente creato combattendo.
Sono triste, sono incazzato ma sopratutto sono INDIGNATO! Italia mia non sei stata per me bella, ora non lo sei più ne una luce ne tantomeno una stella ma solo mi sembri una vecchia puttana che svende il suo decadente corpo al primo passante senza più dignità, senza più ritegno.
Mio
Soundtrack in my brain: Imagine -John Lennon
Mi dirigo verso il tabacchino per comperare la marca da bollo. Arrivo a quello in piazza, è piccolo piccolo e la gente ci si calca dentro, arriva il mio turno dopo essere stato immancabilmente da una signora di tre quarti d'età che teneva alto il suo Vanity Fair, ma questo è nella norma. Mi rivolgo al tabaccaio: "Buon giorno, vorrei una marca da bollo, è possibile pagare bancomat?", l'altro con tono sgarbato mi risponde "Da quant'è?" rispondo un po' seccato per il trattamneto "quaranta euro e ventinove", lui acconsente, io penso e non penso e mi sento indignato per la seconda volta.
Parto di nuovo per la questura, nella breve trasferta in macchina penso e rimugino ancora sul panettiere e facendo due rapidi calcoli mi accorgo che non mi ha rubato quattro centesimi ma bensì un euro ed otto centesimi. Imprecando contro di lui e contro le non nobili origini del padre, mi scuso con lui che non centra, parcheggio la macchia e mi dirigo verso la questura con i miei bollettini, le mie fototessere (questa volta decenti e a prova di calibro). Arrivo all'ufficio non annunciandomi allo sportello ed entrando direttamente nell'androne, immancabilmente vengo redarguito per questo chiedo scusa e tutto finisce li. Aspetto che la mia fila si esaurisca e consegno gli incartamenti all'ufficiale dietro il vetro che, con lo stesso sorrisino affabile, compila tutti gli incartamenti. Il passaporto è fatto.
Tornando verso casa la radio mi sussurra le utopiche parole di John Lennon all'orecchio, è Imagine, alzo il volume per farmi trapassare dalla melodia mi commuovo come ora e come ora basterebbe poco per far scendere una lacrima sul mio viso. Le emozioni ed i pensieri della mattinata mi hanno segnato.
Sulla strada di casa passo da un altro fornaio e compero il pane per il pranzo scelgo anche "pane dello sportivo" con noci sesamo, cumino, segale, semi di girasole e chissà ancora cosa d'altro (il pane strano è divenuto per me una fissa ormai). Mentre pago vedo che la cassiera batte cinque centesimi in meno dell'importo sulla bilancia e penso "che forte!".
Esco, giro la macchina e torno verso casa. Pensando e ripensando al fornaio del centro, alla posta ed al tabaccaio. Sono incazzato a morte, non con loro ma a cosa chi loro rappresentano. Quella categoria che ormai è imperante in Italia, la generazione dei COSÌ TI FOTTO IO, dei CHE FURBO CHE SONO, dei PERENNEMENTE INCAZZATI E MALEDUCATI e di quelli che ho sempre odiato su tutti e sopra tutti I FURBI! Io sono un tipo che non è mai venuto alle mani con nessuno, che si trattiene anche nelle parole perché crede che ogni comportamento da parte sua ne autorizzi il medesimo nell'altro, uno che non non ammette la violenza mai e comunque, purtroppo sono anche consapevole che qualora mi venissero i famosi "cinque minuti" è meglio per persone come queste di trovarsi molto ma molto lontane dal sottoscritto. Questo forse non avverrà mai perché per come sono fatto si può dire, con un certo eufemismo, che ho molto self control e senza eufemismo si può dire sicuramente, come si usa dalle mie parti, che sono un mona.
Comunque sia il passaporto era il titolo giusto? Era solo per dirvi che l'ho fatto perché forse mi servirà per viaggiare spero per diletto come avrebbe dovuto essere due capodanni fa e purtroppo non è stato, probabilmente dopo quello che ho visto oggi sarà anche per lavoro, per fuggire da realtà che sono destinate a sfracellarsi al suolo trascinando con loro tutto ciò di bello che i nostri genitori e i nostri nonni, che realmente hanno nobili origini hanno faticosamente creato combattendo.
Sono triste, sono incazzato ma sopratutto sono INDIGNATO! Italia mia non sei stata per me bella, ora non lo sei più ne una luce ne tantomeno una stella ma solo mi sembri una vecchia puttana che svende il suo decadente corpo al primo passante senza più dignità, senza più ritegno.
Mio
Soundtrack in my brain: Imagine -John Lennon




4 comments:
Te gai resom, te sei propri en mona! (sempre con affetto) ;-)
Detto da chi se ne intende è un vero complimento ;)
Eh, caro mio... come ti capisco... Sono quelle piccole cose quotidiane, apparentemente insignificanti, che invece sono come la lenta tortura della goccia d'acqua che ti martella la testa e goccia dopo goccia ti fa perdere il senno.
Penso anche io che spesso poi questi furbetti (che a Roma chiamiamo paraculi o fiji de na mignotta) siano forti con coloro che credono deboli solo perchè educati... e "zerbini coi potenti", come cantava Frankie Hi Nrg...
E non mancano le volte che devo fare uno sforzo inumano per trattenermi dal mandarli al diavolo. E finisco come te per rimuginare su quanto poco basterebbe per rendere le nostre piccole incombenze quotidiane più gradevoli...
Dico sempre che in Italia ci si stressa dal momento in cui ci si sveglia al momento in cui si va a dormire. Un autobus che tarda ad arrivare e quando arriva è talmente stracolmo che ti tocca fare a cazzotti. Un prepotente che ti supera mentre fai diligentemente la fila. I tanti automobilisti che non rispettano le strisce pedonali e rischi di farci le radici prima di poter finalmente attraversare. Le buche sull'asfalto e sui marciapiedi, che quando piove la città si allaga e chi più ne ha più ne metta.
Se poi a tutto questo aggiungiamo la maleducazione e la prepotenza di chi schiaccia volentieri il prossimo per i beati cavoli suoi, allora presto la misura si colma e persone come noi ne soffrono...
Ed io che pensavo che su al nord si stesse un pò meglio che a Roma... Vedo che in Italia tutto il "mondo", ahinoi, è paese...
[Ammàppa che poema che ho scritto! :D Che me pòssino!]
Cara Museum,
tenterò di risponderti ma prima, inevitabilmente, devo chiarirmi perché non voglio ASSOLUTAMENTE essere frainteso. Io non credo nelle distinzione nord-centro-sud ma credo nelle persone. Tradotto in parole schiette e crude per essere chiarissimo, e ti chiedo scusa se mi trovi offensivo, non credo che l'Italia sia andata a puttane per i terroni, Roma ladrona e tutte queste minchiate!!! Ora posso risponderti più liberamente.
Qui in Trentino le strade sono pulite, senza buche e non si allagano. La gente si ferma alle strisce pedonali per lasciarti passare. E con questo? Sarà perché vedo sempre le cose che vanno male e tralascio le cose che palesemente sono positive ma a parer mio il punto è un altro. È il senso civico nella sua più ampia accezione che si sta perdendo, indipendentemente dalla posizione geografica che si considera. Per giudicare la gente e le persone non ci si può estraniare dalla condizione sociale cui esse occupano, l'operaio si può sorridere come un imprenditore e forse anche più ma quando la Vita colpisce con il suo randello alle gengive, l'operaio difficilmente potrà mostrare un nuovo sorriso denti-munito. Quello che voglio dire è che per anni troppi anni l'Italia è stata governata, ed è govenata, da non-governi che hanno reso la gente povera e triste e questo inevitabilmente si è fatto sentire sulla società ed ora si sta espandendo a macchia d'olio ovunque, è la peste di Gaber che ci sta colpendo, è la morte di persone come te che capiscono e devono mordersi le labbra per non bestemmiare ogni due secondi contro chi tiene gli occhi chiusi e si conforma.
Ritornando al nord ed al sud, non si può non assumerci le nostre responsabilità noi si è sfruttato delle situazioni quando ci hanno fatto comodo ed ora queste situazioni le pagano altri, ai voglia a dire "Ecco sempre i soliti...". Ad un ultima cosa (in realtà ce ne sono tantissime che mi frulano in testa ma mi cheterò) non credo nei cattivi esempi. I cattivi esempi sono accettati dalla gente ignorante che ha il cervello come suppellettile. IO CREDO nei comportamenti corretti, io credo nell'insegnare con il comportamento e non con le parole, io credo che se mi fermo alle strisce pedonali il pedone-autista alla decima volta si accorgerà di questo e forse non farà lo stesso quando salirà in macchina ma un qualcosa, che sa di ricordo lontano sussurrerà al suo cervello "forse, forse avresti dovuto fermarti...".
Avrei milioni di cose su cui chiarirmi e rispetto al discorso Nord-Sud e soprattutto riguardanti la mia sconsolata visione dell'Italia.
Mi ha fatto molto piacere il tuo commento!
A presto, Museum
Roberto
PS: Ammàppa quanto ho scritto, forse ti ho battutto :D
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