Questo mese mi sono sentito nudo è successo quando ho saputo che qui dalle qui "mie parti" girava una persona che conoscevo solo di vista. Non so che meccanismo si sia acceso in me, ma la prima cosa che ho provato è stata una sorta di violazione della mia privacy, poi è subentrato in me un turbinio di pensieri che conducevano il tutto verso un'unica via d'uscita sopra la quale c'era scritto con lettere chiare e luminose chiudi tutto, apri un altro blog ed entra, come certi blogger nell'anonimato sperando che non sia anonimo.
"Sì, questo farò, non ha senso mettere nome cognome e quant'altro qui!", mentre così malamente mi consigliavo sporcavo la mia foto nel profilo, levavo quelle linkate nei miei album inseguendo ciò che avrei voluto avere subito. Poi mi sono fermato e finalmente ho ragionato, pensato, soppesato e valutato il tutto. Mi sono chiesto cosa mi ha condotto a certe azioni, cosa mia ha fatto sentire così male, così violato. La mia risposta è stata semplice e disarmante, qui su queste mie pagine nere di celeste vivo scritte passano dei pensieri che non ho mai condiviso con nessuno, certi altri che condivido con una cerchia molto, molto ristretta di persone. Qui cari lettori a voi mostro ciò che nella società non ho mai mostrato a nessuno, quello che voi leggete sono cose che talvolta mai ho proferito. Si carissimi qui siete in un posto molto intimo vicino al mio Io. La vostra sensibilità lo ha sempre capito e rispettato, e di questo ve ne sono immensamente grato, con voi non mi sono mai sentito nudo non mi sono mai vergognato, anzi mi sono sentito e mi sento sempre a mio agio e per questo vi ringrazio di cuore.
Ma allora dove sta il problema? Non ero coscio fin dal momento che volevo scrivere che tutto sarebbe stato pubblico? È stato il fatto che una persona "conosciuta" lo abbia letto che ti ha dato fastidio, è stata la sua vicinanza giornaliera a metterti in soggezione? Il mio leggere nei suoi occhi un barlume con scritto io ti conosco io ti ho sbirciato?
No cari miei niente di tutto questo, sono sempre stato conscio di ciò, altre persone che sono poco più di conoscienze di qui passano e sanno eppure esse non hanno avuto su di me nessun effetto. Quindi cos'è successo in me in quell'occasione? Semplice, semplicissimo è stato un pensiero che come un tarlo ha perforato il muro di serenità che ho acquisito mentre scrivevo certi post, questo pensiero era il non poter più giudicare la persona che mi stava di fronte sulla base dei suoi pensieri veri e personali. Mi spiego.
Non ho mai pensato che una persona che passa da queste parti possa poi utilizzare le informazioni qui contenute per avvicinarsi a me come spirito affine quando in realtà di affine non ha proprio niente. Ingenuo? Forse, ma mi ha spavantato il fatto che mentendo qualcuno potesse entrare in contatto con me con l'inganno senza che io me ne potessi accorgere.
Quindi? Come si fa e cosa si fa? Non scriverò più? Mi darò una calmata sugli argomenti trattati diventando distaccato e formale, parlando del più e del meno? Assolutamente no! No perché dei miei pensieri non mi vergogno, perché ciò che scrivo lo penso, questo sono. Di maschere non ne ho bisogno, inoltre spetta a me saper riconoscere una persona falsa e doppia da una genuina e reale, la vicinanza fisica tra me e voi cari lettori è un fattore meramente relegabile ad una unità di misura. Non importa che i chilometri siano misurati in unità, decine, centinaia o migliaia. Il mio pensiero e i VOSTRO pensiero giunge a me con la stessa forza. VOI comunicate con me ed io spero di comunicare con voi oltre questi effimeri limiti. La forza del pensiero puro è quella cosa che mi aiuterà a capire chi ho di fronte, mi aiuterà a smascherare l'imbroglio proferito dalla bocca di una persona o dalle dita che pigiano una tastiera.
Grazie a voi carissimi lettori il mio smarrimento è passato come un temporale estivo, confrontandomi con ciò che scrivete mi ha dato una consapevolezza maggiore nel significato di queste mie pagine. Mi avete indicato la strada verso una ritrovata serenità, mi avete ridato la mia consapevole nudità, mi avete rivestito dolcemente con il mio "me stesso".
I vostro pensiero mi ha aiutato e sono veramente felice di averlo conosciuto, grazie davvero!
A presto,
Roberto

Ma allora dove sta il problema? Non ero coscio fin dal momento che volevo scrivere che tutto sarebbe stato pubblico? È stato il fatto che una persona "conosciuta" lo abbia letto che ti ha dato fastidio, è stata la sua vicinanza giornaliera a metterti in soggezione? Il mio leggere nei suoi occhi un barlume con scritto io ti conosco io ti ho sbirciato?
No cari miei niente di tutto questo, sono sempre stato conscio di ciò, altre persone che sono poco più di conoscienze di qui passano e sanno eppure esse non hanno avuto su di me nessun effetto. Quindi cos'è successo in me in quell'occasione? Semplice, semplicissimo è stato un pensiero che come un tarlo ha perforato il muro di serenità che ho acquisito mentre scrivevo certi post, questo pensiero era il non poter più giudicare la persona che mi stava di fronte sulla base dei suoi pensieri veri e personali. Mi spiego.
Non ho mai pensato che una persona che passa da queste parti possa poi utilizzare le informazioni qui contenute per avvicinarsi a me come spirito affine quando in realtà di affine non ha proprio niente. Ingenuo? Forse, ma mi ha spavantato il fatto che mentendo qualcuno potesse entrare in contatto con me con l'inganno senza che io me ne potessi accorgere.
Quindi? Come si fa e cosa si fa? Non scriverò più? Mi darò una calmata sugli argomenti trattati diventando distaccato e formale, parlando del più e del meno? Assolutamente no! No perché dei miei pensieri non mi vergogno, perché ciò che scrivo lo penso, questo sono. Di maschere non ne ho bisogno, inoltre spetta a me saper riconoscere una persona falsa e doppia da una genuina e reale, la vicinanza fisica tra me e voi cari lettori è un fattore meramente relegabile ad una unità di misura. Non importa che i chilometri siano misurati in unità, decine, centinaia o migliaia. Il mio pensiero e i VOSTRO pensiero giunge a me con la stessa forza. VOI comunicate con me ed io spero di comunicare con voi oltre questi effimeri limiti. La forza del pensiero puro è quella cosa che mi aiuterà a capire chi ho di fronte, mi aiuterà a smascherare l'imbroglio proferito dalla bocca di una persona o dalle dita che pigiano una tastiera.
Grazie a voi carissimi lettori il mio smarrimento è passato come un temporale estivo, confrontandomi con ciò che scrivete mi ha dato una consapevolezza maggiore nel significato di queste mie pagine. Mi avete indicato la strada verso una ritrovata serenità, mi avete ridato la mia consapevole nudità, mi avete rivestito dolcemente con il mio "me stesso".
I vostro pensiero mi ha aiutato e sono veramente felice di averlo conosciuto, grazie davvero!
A presto,
Roberto
PS: Vi chiedo un opinione per riflettere sul reinserimento delle foto negli album. Io vorrei tornare alle origini...




10 comments:
per quanto mi riguarda non ho fatto proprio niente, caro roberto...mamma mia...non vedo l'ora di laurearmi e di andarmene in montagna...
Ciao Dressel, quanto tempo! Credo che non serva fare direttamente qualcosa per essere d'aiuto, d'esempio o qualsiasi altra cosa ad altri. Piuttosto spetta agli altri cogliere ciò che ognuno ha da condividere attraverso le proprie esperienze che formano i punti di vista, le opinioni personali e i pensieri. In tal senso credimi che anche tu mi hai dato una mano nel ragionare.
Ci credo che tu non veda l'ora di laurearti, questo periodo è il più duro, teso ma lo ricorderai come la più piacevole delle fatiche perché il premio sarà grande ed immediato, fidati già provato. Vedrai che tutto avrà un sapore esaltante il giorno ed i giorni dopo la laurea.(ma forse lo sai già se hai fatto l atriennale...). Poi con tutta l'acqua che sta fancendo in questi giorni troverai sicuramente una montagna verdissima e profumosa!
Bouna fine tesi!
A presterrimo ;)
Roberto
Hai fatto bene a cambiare idea. Uno spirito affine lo è a prescindere dalle cose che sa di te, e te ne accorgi dal modo di guardare prima ancora che dal modo di parlare.
Uno spirito "veramente" affine può fare un discorso diverso dai pensieri che scrivi nei tuoi post e fartici ritrovare per intero, chi si finge la persona che non è al massimo può solo abbozzare i tuoi discorsi.
(mi sono concentrata su questa cosa perché ci penso spesso anch' io)
Hai ragione Anna, l'affinità è un qualcosa di endodermico (esisterà mah?,) nel senso che un sentimento che si percepisce a pelle ma sotto la pelle più vicino al nostro Io. Hai ragion (x2 :)), la complessità dei pensieri non si può replicare ma solo percepire, la stessa differenza che c'è tra capire ed imparere, chi impara un a poesia la saprà sicuramente recitare ma chi la capisce la sa interpretare, gli sa dar vita.
A presto,
Roberto
Sai che questo problema non me lo pongo? Vivo nudo. Nel senso che, da sempre, dico quel che provo e, chi mi conosce e passa sul mio blog, può capire che sono io anche senza saperlo. Oppure può sapere che sono io senza capirlo. Forse, ora che hai "rotto il ghiaccio" con questa visione, tutto sarà semplicemente uguale a prima. Ma anche no.
Ti abbraccio
Digito
Caro Roberto, è un percorso interessante il tuo, perchè tocca un tema che sento molto...
Tu sei arrivato alla conclusione che vestirti della tua stessa pelle è meglio che nasconderla... Ed è una cosa che ti fa onore.
Per me è più una necessità personale quella di non far coincidere la mia identità di tutti i giorni con quella che esprimo nel mio blogghettino disperso nel "gran" mare del web... Perchè mi conosco troppo bene e so che a causa della mia riservatezza finirei per non esprimere più la mia anima... E invece ne ho un gran bisogno...
Anche se in fondo in alcuni momenti mi sento in colpa verso chi invece ha il coraggio di metterci la faccia, dentro di me mi dico - e forse non è che un alibi - che chi mi conosce o mi ha conosciuto davvero perchè ha saputo leggermi dentro al di là della mia corazza, saprà riconoscermi in ogni caso...
Non nego che continuo a vivere questo eterno conflitto tra il volermi aprire al mondo esterno e la paura di diventare in tal modo vulnerabile...
Ma poi in fondo mi chiedo: una faccia, un nome e un cognome, una data di nascita, aggiungerebbero davvero qualcosa all'essenza della mia anima? Io credo di no. E allora la bilancia finisce di nuovo per pendere dalla parte di Museum... e di chi saprà (ri)conoscerla senza restarne turbato...
@museum
Roberto, chiedo scusa in modo molto umile (non mi vedi ma mi sto prostrando) di occupare il tuo spazio, sento il bisogno di dire a Museum che: no, una faccia, un nome e un cognome, una data di nascita, non aggiungerebbero nulla alla tua essenza. Eccezione fatta, s'intende, per un bel paio di tette. Evvado a cagare, evvado...
Un abbraccio forte a entrambi
AO'! A DIGITO!!!!
(Scusa Robbè, ma quanno ce vo', ce vo')
MA ALLORA È UN VIZIO!!!! Ahahaha!
Sta a vedere che da ora in poi nel mio profilo troverete due gemelle al posto della rassicurante immagine di un gabbiano in volo sul mare...
(Seeee, come no :D)
no, no...sono del vecchio ordinamento...
@Digito part one: sicuramente credo che rispetto a prima, essendomi scontrato con questa situazione ho una nuova consapevolezza. Come te da sempre sono abiutato a dire ciò che penso ma di solito lo facevo se interpellato non tirandomi mai indietro nelle risposte ma da nudo quale io sono e fui (ci voleva Gaber scusate ma è una droga non riesco a smettere di ascoltarlo :)) mi nascondevo alla vista degli altri. Ora credo di aver capito che questo non ha tanto senso perché è ciò che sta dietro, dentro la mia nudità che fa il me stesso.
@Museum part one: Cara Museum, ti capisco. Capisco che questo mostrarsi potrebbe diventare un muro insormontabile per il libero scorrere dei tuoi pensieri, lo è stato per me agli inizi di questo blog, mi sono autocensurato fin tanto che non ho letto un post da Anna e questo mi ha fatto pensare e riflettere, arrivando alla conclusione che ciò che io sono non sono i miei tratti somatici ed un nome ma ben altro e chi mi conosce, come dice Digito, certe cose le capisce anche senza saperle. Niente di più giusto c'è nelle tue parole quando dici che aprirsi al mondo vuol dire diventare vulnerabile. Ma mi chiedo e ti chiedo, sei più vulnerabile dopo che hai mostrato il tuo viso? Io mi rispondo, che sono più vulnerabile a me stesso e non agli altri, quindi la barriera è in me ed abbartterla non significa che tutti poi possono entrare ma solo che io posso uscire. Rispondendo al tuo ultimo quesito, la risposta è sicuramente no, tratti somatici o informazioni personali non aggiungono niente a quello che si è, anzi forse possono solo togliere. pPrché fisicamente parlando la "mia" Museum, sarà sicuramente diversa da quella di Digito, da quella di Dressel e così via. Tu ora mostri un tuo unico Io ma mille e più facce e per questo ti invidio ma non per questo mi vergogno. Tutto per dire che forse tornado indietro rifarei tutto in una versione più vicina alla tua, ma visto che qui mi trovo rimarrò dove sono perché comunque sia nemmeno io mi conosco così bene e talvolta come è successo stento anche a (ri)conoscermi nella mia essenza.
@Digito part two: Scusa e di che? Questo è uno spazio liberissimo! E poi per favore non prostrarti mai a me tuttalpiù prostrati a te stesso che è l'unica persona che deve avere un tale onore. Il tuo commento mi fa venir in mente una diatriba tipica di noi maschi, ossia il voto tra partito del sedere e quello del seno, io propendendo per il secondo scrissi un manifesto per convincere i miei amici ad aderire al PPT (sbroglia tu l'acronimo :)), che pubblicherò solo sotto coercizione fisica e morale, mi vergogno un pochino, ma allora ero poco più di un teenager stupido e deficiente, poco più di un anno fa ...
A presto, Digito.
Roberto
@Museum part two: Prego prego accomadati pure, io mi astengo da commenti in merito.
Alla prossima Museum.
Roberto
@Dressel: allora è un'esperienza personale tutta nuova, vedrai che sarà più che stupendo.
Ancora in bocca al lupo, faccio il tifo per te!
Ciao,
Roberto
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