Quella che vedete in foto nel lavandino non sono i resti di una barba incolta ma mai trasandata, non sono i resti una barba qualunque masono quelli della mia Barba. Ieri dopo più di due mesi di crescita selvaggia l'ho tagliata e noi ci siamo definitivamente separati dopo quasi di sei di compagnia.
Ho usato la lettera maiuscola perché per me non è stata una barba qualunque è stato qualcosa di più. Era la mia volontà di esternalizzare un cambiamento che andavo cercando e che tuttora perseguo, era un urlo silenzioso di protesta nei mie confronti, era la volontà di celare a me stesso ed agli altri quanti più tratti somatici possibili eliminare dai ricordi i particolari le cose effimere, vecchie che mi davano noia perché mi facevano sentire noioso, alle quali io stesso mi sono abituato le quali ora, voglio superare perché non voglio mi appartengano più nella stessa dimensione che furono. Era una manifestazione dell'espressione della mia volontà di mutare.
Far crescere questa barba è stato per me il gettare sul mio volto una maschera reale, specchio di me stesso per nascondere la non maschera finta specchio del mio vecchio essere fatto di assiomi, dogmi e conformismo racchiusi in una personale autoreferenzialità.
... ora mi passo il tagliacapelli dal basso all'alto lungo il collo, vedo il solco tracciato dal rasoio, la pelle tra due barriere di pelo e non posso non pensare al solco tracciato dall'aratro nei campi il tardo autunno. Vedo questo mucchietto di peli crescere nel lavandino, cadere con leggerezza dal volto. Ora li tocco mi sembrano stranamente coesi e compatti penso "che strani che sono al tatto."
Squoto il barattolo della schiuma, sento che al suo interno monta velocemente. Shhhh, un soffio, esce nella mia mano sinistra, con la destra la splamo sul mio volto, lavo la mano afferro il rasoio che freddo sul mio volto liscia inesorabilmente qualsiasi cosa che incontra sul suo percorso. Passa tagliente su ogni spigolo del mio volto. Non mi fermo, cambiando lama passo per il contropelo.
Ora mi osservo allo specchio con attenzione, curiosamente. Realmente mi trovo
strano. Non ricordo questo mento, queste labbra, poi le guance così scavate nel volto e gli occhi, gli occhi che grandi che sembrano. Il viso (ieri ho tagliato pure i capelli a tal proposito ringrazio la mia sorellina per il suo ottimo taglio da parucchiera autodidatta), così strano quasi piccolo, così ringiovanito rispetto a prima: "Che strano, davvero strano." penso. I miei tratti mi sembrano quasi gentili, cosa che prima non avevo mai notato.
Guardo quel personaggio nello specchio che muto sembra dirmi: "Sai non ti riconosco", io gli rispondo: "Forse è solo che non mi hai mai conosciuto!". Gli ammicco con un sorriso, lui con occhi furbeschi mi contraccambia con la stessa moneta.
È mattina ed ho deciso di vestirmi a protesta, cosa vuol dire? Semplice, ho preso dall'armadio il completo di velluto chiaro a coste fini abbastanza formale (eufmismo) per un mio giorno ordinario in facoltà. Il perché l'ho fatto? Perché mi divertirò guardare le facce di quelle persone che noiosamente e perpetuamente si incrociano tutti i giorni nei corridoi, sempre uguali a loro stessi. Lo faccio perché nessuno di questi e forse nessuno in generale capirà che oggi è come se stessi facendo una personale Love Parade oggi ssarò esibizionista nel conformismo degli altri, adeguandomi falsamente ai loro canoni mentre in realtà sono stravagante, irriverente, bizzarro e perché no pure bislacco. In pratica li sto prendendo, ma sopratutto mi sto prendendo, per il culo; non mostrando se non a me stesso che sono contro il mio conformismo ed il conformismo in generale sempre e comunque. Sicuramente non capiranno, ma a me non importa. Probabilmente vista l'alta percentuale di negazioni e paradossi non avrete capito neanche voi. Scusatemi ma non sono riuscito a partorire qualcosa di meglio. (È difficile da spiegare... ora credete davvero che non sono tanto a piombo eh?).
Ora è sera, di faccie e persone più o meno note con le quali ho scambiato due chiacchere ne ho viste, ed apparte i soliti commenti niente più. Quello che mi ha colpito e divertito sono stati invece gli sguardi vuoti e persi delle persone anonime (nel senso che non ci si conosce) sui cui volti si leggeva qualcosa di di simile a: "Io questo lo conosco, l'ho già visto...". Per il resto credo che la protesta non sia stata colta, questo era inevitabile. Domani sarò ancora uno tra tanti solo perché non sarò più strano, il signor Morrison una volta disse: "People are strange when you're a stranger Faces look ugly when you're alone Women seem wicked when you're unwanted Streets are uneven when you're down. When youre strange Faces come out of the rain When you're strange No one remembers your name When you're strange" . Credo che sia una grande verità. Che tristezza non essere capiti, che destino amaro si ha ognuno di noi.
Ora vi lascio dopo essermi guardato nello stesso specchio di ieri, anche questa sera ho trovato quello strano personaggio ad attendermi mentre mi guardava mi ha detto: "Ti sei tagliato la barba?", io l'ho guardo fisso negli occhi e gli ho risposto: "No, io ho sempre la mia Barba! Non lo vedi?"
Mio
Sice two weeks in me: Una nuova coscienza -Giogio Gaber
Che incredibile messaggio per me di quasi-utopica realizzazione. Non riesco a non pensarci. Non riesco a non perseguirlo.
Far crescere questa barba è stato per me il gettare sul mio volto una maschera reale, specchio di me stesso per nascondere la non maschera finta specchio del mio vecchio essere fatto di assiomi, dogmi e conformismo racchiusi in una personale autoreferenzialità.
... ora mi passo il tagliacapelli dal basso all'alto lungo il collo, vedo il solco tracciato dal rasoio, la pelle tra due barriere di pelo e non posso non pensare al solco tracciato dall'aratro nei campi il tardo autunno. Vedo questo mucchietto di peli crescere nel lavandino, cadere con leggerezza dal volto. Ora li tocco mi sembrano stranamente coesi e compatti penso "che strani che sono al tatto."
Squoto il barattolo della schiuma, sento che al suo interno monta velocemente. Shhhh, un soffio, esce nella mia mano sinistra, con la destra la splamo sul mio volto, lavo la mano afferro il rasoio che freddo sul mio volto liscia inesorabilmente qualsiasi cosa che incontra sul suo percorso. Passa tagliente su ogni spigolo del mio volto. Non mi fermo, cambiando lama passo per il contropelo.
Ora mi osservo allo specchio con attenzione, curiosamente. Realmente mi trovo
Guardo quel personaggio nello specchio che muto sembra dirmi: "Sai non ti riconosco", io gli rispondo: "Forse è solo che non mi hai mai conosciuto!". Gli ammicco con un sorriso, lui con occhi furbeschi mi contraccambia con la stessa moneta.
È mattina ed ho deciso di vestirmi a protesta, cosa vuol dire? Semplice, ho preso dall'armadio il completo di velluto chiaro a coste fini abbastanza formale (eufmismo) per un mio giorno ordinario in facoltà. Il perché l'ho fatto? Perché mi divertirò guardare le facce di quelle persone che noiosamente e perpetuamente si incrociano tutti i giorni nei corridoi, sempre uguali a loro stessi. Lo faccio perché nessuno di questi e forse nessuno in generale capirà che oggi è come se stessi facendo una personale Love Parade oggi ssarò esibizionista nel conformismo degli altri, adeguandomi falsamente ai loro canoni mentre in realtà sono stravagante, irriverente, bizzarro e perché no pure bislacco. In pratica li sto prendendo, ma sopratutto mi sto prendendo, per il culo; non mostrando se non a me stesso che sono contro il mio conformismo ed il conformismo in generale sempre e comunque. Sicuramente non capiranno, ma a me non importa. Probabilmente vista l'alta percentuale di negazioni e paradossi non avrete capito neanche voi. Scusatemi ma non sono riuscito a partorire qualcosa di meglio. (È difficile da spiegare... ora credete davvero che non sono tanto a piombo eh?).
Ora è sera, di faccie e persone più o meno note con le quali ho scambiato due chiacchere ne ho viste, ed apparte i soliti commenti niente più. Quello che mi ha colpito e divertito sono stati invece gli sguardi vuoti e persi delle persone anonime (nel senso che non ci si conosce) sui cui volti si leggeva qualcosa di di simile a: "Io questo lo conosco, l'ho già visto...". Per il resto credo che la protesta non sia stata colta, questo era inevitabile. Domani sarò ancora uno tra tanti solo perché non sarò più strano, il signor Morrison una volta disse: "People are strange when you're a stranger Faces look ugly when you're alone Women seem wicked when you're unwanted Streets are uneven when you're down. When youre strange Faces come out of the rain When you're strange No one remembers your name When you're strange" . Credo che sia una grande verità. Che tristezza non essere capiti, che destino amaro si ha ognuno di noi.
Ora vi lascio dopo essermi guardato nello stesso specchio di ieri, anche questa sera ho trovato quello strano personaggio ad attendermi mentre mi guardava mi ha detto: "Ti sei tagliato la barba?", io l'ho guardo fisso negli occhi e gli ho risposto: "No, io ho sempre la mia Barba! Non lo vedi?"
Mio
Sice two weeks in me: Una nuova coscienza -Giogio Gaber
Che incredibile messaggio per me di quasi-utopica realizzazione. Non riesco a non pensarci. Non riesco a non perseguirlo.




4 comments:
Grande... Il passaggio con il duetto tra te e lo specchio è fantastico!
(per non parlare della citazione di Morrison...)
Buona rinascita, Mio!
Grazie, grazie mille!!! È stata davvero una strana senzazione, stentavo a riconoscermi. Spero che non ti indurrò futuri incubi notturni con l'inquitante foto del post.
Bè era inevitabile citare Morrison, mi è sempre piaciuta un sacco quella canzone, purtroppo è una verità.
A presto,
Roberto
Devi essere anticonformista dentro per stare bene con te stesso e fuori...
Tutti gli altri sono uguali a te: stessa giacca? Stessi pantaloni? Stesse scarpe? Pensa che comunque, non stanno bene agli altri come stanno bene a te... all' improvviso ti sembrerà di essere il solito anticonformista di sempre :DDDD
P.S.= si fa per ridacchiare ;)
Mi sono vestito "a festa" perc essire altisonante con me stesso. Del comportamento degli altri non è che mi curi in particolare così come dell'esteriorità, sia essa freak o standard. L'importante, come giustamente dici, è stare bene in quell'occasione ed io lo stavo perché mi sono in uncerto senso divertito (non è che mi aggiravo per i corridoi sghignazzando intendiamoci).
Alla prossima,
Roberto
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