Sicuramente sparerò un mare di stupidaggini ma non ho potuto farne a meno riflettendo sul significato di questo libro.
Innanzitutto perché il cane? Perché è un animale sociale che vive in branchi, il più ammaestrabile tra gli animali che noi si è addomesticato. E poi perché trapiantare l'ipofisi? Perché era reputata, così come scritto nel libro, come la parte del cervello sede della coscienza. E perché il trapiantare l'apparrato sessuale? Forse, e qui però trovo mi trovo in difficoltà, per innestare in un cane anche la parte istintiva dell'uomo, quellea derivante dalle pulsioni più ataviche, ancestrali. Insomma tutto quello che serve per creare, ma sarebbe meglio modificare, un qualcosa di nuovo portare il vecchio verso un nuovo migliore.
Nel passaggio attravrso gli stati di sviluppo che hanno portato dal cane all'uomo, secondo il mio parere, l'autore ha voluto evidenziare un percorso di ammaestramento che una società compoasta da pochi individui può condurre su u
na singola persona. Processo che mica sempre si compie, anzi. Processo che può essere disturbato dalle esperienze pregresse così come dalle influenze che la persona assorbe dall'esterno per necessità, per curiosità o per mera speculazione personale. Di qui la necessità quasi impellente di avere un nome, che però, non è identificativo di niente a tal punto da essere quasi ridicolo. Trovo che in questi passaggi l'autore voglia mettere in luce due aspetti fondamentali ossia l'omologazione delle persone calate in un contesto sociale attraverso cui è possibile ottenere vantaggi e dei privilegi altrimenti raggiungibili solo con fatica. Tutto questo porta ad una controrivoluzione nell'uomo "nuovo" che si è creato, controrivoluzione che si riperquote su rivoluzionario ma soprattutto su quello che viene considerato vecchio e antirvoluzionario, che poi a mio ignorane parere, è la parte rivoluzionaria, in senso sociale, nelle vicende narrate nel libro.
Il tutto finisce così come era nato, con un sonno che si tramuta in sogno. Con un ritorno a ciò che si era perché nulla più si può far diventare e che solamente volendo e potendo si può. La coscienza non è innestabile in qualsiasi individuo essa la si possiede e la si sviluppa partendo da un qualcosa che ci appartiene così come i nostri sensi. Spetta solamente ad un comportamento sociale eticamente corretto la capacità di insegnare qualcosa a qualcuno. Nessuno può trapiantarcela o innestarcela, così come nessuno può educarci a ciò che noi si trova senza senso. Purtroppo però l'uomo pur sapendo questo, pur avendolo sperimentato, mica ci rinuncia e prima o dopo con altre (oper)azioni tornerà alla carica.
Non so se sarete daccordo con me, con questa mia visione del libro e per questo vi chiedo di darmi degli spunti di riflessione perché ora mi sento davvero sterile nel trovarne altri. Credo che comunque una critica molto aperta al neonato regime comunista sia presente nell'accezzione di cui sopra, ma forse anzi sicuramente mi sbaglierò.
Dal punto di vista narrativo-letterario una cosa mi ha veramente e piacevolmente colpito ed è stata la descrizione dell'operazione. Semplicemente impressionante! Sapete per un paio di attimi mi sembrava di essere vicino al dottor Filipp Filippovič ed al suo assistente Bormental, le espressioni sui visi e l'atmosfera tesa, in quelle righe, erano qualcosa di tangibile come le pagine che stringevo tra le dita.
Vorrei ringraziare Digito per il prezioso consiglio letterario, davvero un gran bel libro. Ma tu ce ne capisci proprio di tutto eh? :)
A presto,
Mio
Nel passaggio attravrso gli stati di sviluppo che hanno portato dal cane all'uomo, secondo il mio parere, l'autore ha voluto evidenziare un percorso di ammaestramento che una società compoasta da pochi individui può condurre su u
na singola persona. Processo che mica sempre si compie, anzi. Processo che può essere disturbato dalle esperienze pregresse così come dalle influenze che la persona assorbe dall'esterno per necessità, per curiosità o per mera speculazione personale. Di qui la necessità quasi impellente di avere un nome, che però, non è identificativo di niente a tal punto da essere quasi ridicolo. Trovo che in questi passaggi l'autore voglia mettere in luce due aspetti fondamentali ossia l'omologazione delle persone calate in un contesto sociale attraverso cui è possibile ottenere vantaggi e dei privilegi altrimenti raggiungibili solo con fatica. Tutto questo porta ad una controrivoluzione nell'uomo "nuovo" che si è creato, controrivoluzione che si riperquote su rivoluzionario ma soprattutto su quello che viene considerato vecchio e antirvoluzionario, che poi a mio ignorane parere, è la parte rivoluzionaria, in senso sociale, nelle vicende narrate nel libro.Il tutto finisce così come era nato, con un sonno che si tramuta in sogno. Con un ritorno a ciò che si era perché nulla più si può far diventare e che solamente volendo e potendo si può. La coscienza non è innestabile in qualsiasi individuo essa la si possiede e la si sviluppa partendo da un qualcosa che ci appartiene così come i nostri sensi. Spetta solamente ad un comportamento sociale eticamente corretto la capacità di insegnare qualcosa a qualcuno. Nessuno può trapiantarcela o innestarcela, così come nessuno può educarci a ciò che noi si trova senza senso. Purtroppo però l'uomo pur sapendo questo, pur avendolo sperimentato, mica ci rinuncia e prima o dopo con altre (oper)azioni tornerà alla carica.
Non so se sarete daccordo con me, con questa mia visione del libro e per questo vi chiedo di darmi degli spunti di riflessione perché ora mi sento davvero sterile nel trovarne altri. Credo che comunque una critica molto aperta al neonato regime comunista sia presente nell'accezzione di cui sopra, ma forse anzi sicuramente mi sbaglierò.
Dal punto di vista narrativo-letterario una cosa mi ha veramente e piacevolmente colpito ed è stata la descrizione dell'operazione. Semplicemente impressionante! Sapete per un paio di attimi mi sembrava di essere vicino al dottor Filipp Filippovič ed al suo assistente Bormental, le espressioni sui visi e l'atmosfera tesa, in quelle righe, erano qualcosa di tangibile come le pagine che stringevo tra le dita.
Vorrei ringraziare Digito per il prezioso consiglio letterario, davvero un gran bel libro. Ma tu ce ne capisci proprio di tutto eh? :)
A presto,
Mio




2 comments:
"Spetta solamente ad un comportamento sociale eticamente corretto la capacità di insegnare qualcosa a qualcuno. Nessuno può trapiantarcela o innestarcela, così come nessuno può educarci a ciò che noi si trova senza senso. Purtroppo però l'uomo pur sapendo questo, pur avendolo sperimentato, mica ci rinuncia e prima o dopo con altre (oper)azioni tornerà alla carica." In questi ultimi tempi il pensiero unico, bussa alle porte delle nostre case, così come il fascismo aveva conquistato gli italiani qualche anno fa'; e pochi dimenticano che il fascismo cadde soprattutto grazie ad un intervento esterno..perchè da sola la società ormai era compromessa..salvo qualche schioppo datosi alla macchia tra le montagne, che aveva conservato la ragione. Quindi, meglio andare sempre controcorrente, anche a costo di restare da soli, piuttosto che idolatrare un nuovo dio che ti porta poi ad annientare un fratello.
Arrivato :)
Sai non credo che sia questione di fascismo o comunismo. La politica non c'entra. E' la coercizione delle libertà quello che distrugge lentamente la società. L'omologazione avviene solo quando ci si fa accalapiare con un pessimo pezzo di salame, quando cala l'inverno e si è stanchi ammalati e feriti. Quando si è disposti per non perdere la vita ad accettarre un compromesso improponibile. Insomma oraè inverno c'è molta gente malata e il compromesso, per ciò che fa comodo a "noi" è la regola. Aspetto l'operazione che forse è già avvenuta, aspetto la protesta che avverrà, e tra un po' saremo dinuovo qua e su questo non ho alcun dubbio. L'uomo muta come le lancette di un orologio, ogni dodici ore passa ripercorre i suoi passi, ogni ora li ricalca quasi completamente. Per fortuna che c'è sempre una lancetta piccola piccola che fa la differenza.
Adesso I'll go to de next.
Roberto
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