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Monday, 20 October 2008

Dovere e Dovere Morale Vs. Piacere e Piacere Personale

La settimana scorsa ho intrattenuto con N., un amico militante ;), una discussione politica che presto è svoltata verso il concetto filosofico (credo) di Dovere e Dovere Morale. Io parto sempre dal presupposto che per certe cose, come si dice dalle mie parti, "Neanca l'asem el scorla la coa per nient", ossia "Neppure l'asino scodinzola senza motivo". In particolare si parlava di come N. sentisse come dovere morale il fatto di informare delle opinioni della sua coalizione politica, di come questo sia l'unico modo di portare una coscienza e di risvegliare le assonnate coscienze altrui dal torpore nelle quali latitano. Da par mio io insistevo sul fatto che comunque quello che lui faceva o comunque, quello che fanno persone che la pensano come lui da questo punto di vista, son mosse da passione per quella determinata cosa e quindi il loro non risulta essere un dovere ma alla fine è un piacere qualora venga raggiunto il risultato.
Lui stringendo l'aria tra le mani come se fosse di materia solida, afferrava questo misterioso oggetto porgendomelo ed insisteva dicendomi che il risultato era indipendente perché questo è un dovere morale di ognuno. Io mica sono restato insesnsibile a tuto ciò, anzi c'ho pensato e ci penso. Penso a mia nonna ed al suo concetto di dovere che, seppur anche in quel caso non portava piacere, era pure giusto. Ma perché? Li posso dire, col senno di poi, che era giusto? Potrei rispondere per me, per la mia crescitca scolastica, qui potrei dire che lo è per Noi, per la nostra crescita culturale (ben inteso il discorso politico inevitabilmente esula da questo), però mica mi sento di farlo ora. Non riesco a caricarmi questo dovere sulle spalle con la convinzione necessaria per sostenere il suo peso. Però mi sentirei di riabbracciare il comportamento indicatomi da mia nonna, perché? Forse egoismo? Non lo so, potrebbe essere perché nel primo caso è una cosa che non ricade su di me ma su una comunità,e nel secondo caso è qualcosa di meramente autoreferenziale.
Sarà più facilmente per il mio carattere o per una sorta di "programmazione" cerebrale che mi impedisce di fare ciò che non vorrei fosse fatto a me ossia, in questo caso,... ASP! ASP! ASP! Proprio ora ho il cervello in tilt! N. hai ragione sul concetto di dovere ma, a differenza di te, ora la mia morale è troppo debole per seguirti. Perché non so se è moralmente corretto non portare il volantino anche alla tua controparte politica. Mi spiego? Dovrebbe essere indipendente dallo scopo prefissato ossia convincere per un ideale oppure un altro, perché altrimenti diventa la mia morale e non una morale sociale. Lo so, l'estensione del concetto è forte ma credo che sia alla base del fatto che non necessariamente si compie un dovere per piacere, ossia sarebbe incoerente (per me non per te intendiamoci!!!) dire che lo si fa senza soddisfare una minima parte personale. Ed io di convincere o di informare qualcuno delle mie convinzioni mica ci tengo, ad ognuno lascio le sue sperando davvero che ne possegga qualcuna.
Ora c'è un ulteriore gran bel problema. C'è qualcuno che ne capisce e non poco, che mi ha insegnato che: "E' UN DOVERE REGALARSI E REGALARE PIACERE". Questo è un nuovo dogma che sto cercando di esplorare, capire e che vorrò applicare; perché comportandosi così mica si fa del male a qualcuno, perché comportandosi così si esporta il piacere con il comportamento diventando i migliori maestri che si potranno mai incontrare , tutte le persone che ti conosceranno ti apprezzeranno per ciò che Sei. Per ora mica ci riesco tanto bene (non piccolo eufemismo), ma sinceramente spero di maturare in ciò. Ora però il problema diventa doppio, come cognugare entrambe le cose? Come può essere un dovere morale verso la società una cosa che mi può dar piacere? Se ho questo sentimento sicuramente l'affermazione è positiva ma, se non ce l'ho, di piacere non proverò e quindi ciò che comunicherò ne sarà una conseguenza. Insomma le due esigenze ora contrastano e non poco.
So che il non regalarsi piacere provoca effetti devastanti a lungo termine, so che fuggire dai propri doveri morali provoca quello che ora stiamo vivendo. Persone singole o società, chi viene prima? E' egoismo nel primo caso e filantropia nel secondo? Io proprio non so rispondere perché le due affermazioni per me o sono entrambe vere o entrambe false, Gödel avrebbe detto che esiste pure l'indicibile ma affermando ciò mi sembra di cavarmela a buon mercato. Ditemi voi qualcosa perché io sono fermo a questo punto...
A presto,

Mio

2 comments:

redazione said...

"E' UN DOVERE REGALARSI E REGALARE PIACERE". Questo è un nuovo dogma che sto cercando di esplorare"

Sei in esplorazione oltre lo stagno di rane? VLeggi qui http://www.sciretti.it/2008/04/una-storia-vera-un-viaggio-nella-natura.html

Mio said...

Benvenuto Alberto,
Passerò qualche volta. Grazie dell'invito.
Ora parto lungo il percorso lasciato dalle tue tracce...

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