Pre-Scriptum (ma si dice PS lo stesso?... non esiste vero): Qui mi riferirò solo a me stesso, la gente è LIBERA di fare quello che vuole e per questo NON la giudico. Ok? Non voglio essere ASSOLUTAMENTE frainteso!!!
Sarà perché è momento di scrivere montagne di bozze di curriculum e, nel leggere questo, l'altro e altro ancora ti trovi davanti cose che reputare pessime è poco del tipo: "Coltivo gli olivi di famiglia..." ma quanti ne hai ettari ed ettari? Perché coltivare olivi è un'attività che bene o male può portar via massimo due o tre settimane l'anno, ma gli olivi devono essere veramente tanti! Oppure: "Attivita di ciclismo agonistico per...", scusa non volevo dirtrlo ma quel gruppo sportivo che tu citi è AMATORIALE non agonistico. E così per tante ma davvero tante altre "cosucce " che definire m__ate è poco. Sarà che io non ce ne capisco ma vedo che l'importante è solo vantare.
Sinceramente non capisco perché la gente ama fare ciò, vantarsi di meriti che non gli spettano intendo, di quelli che spettano faccia un po' come gli pare. Capisco che ti servirà per lavoro ma dire imprecisioni o peggio, falsità, non lo trovo per niente corretto.
In questo calderone curriculare mi sono chiesto che cribbio (:D) scriverci nel mio, mica ci sono riuscito tanto facilmente perché credo che spetti agli altri giudicarmi non a me. Per capirsi io posso tentare di descrivermi ma a voi sicuramente darò una percezione differente di me stesso. Una persona bisogna conoscerla per capirla io non mi conosco tanto bene voi coglierete subito aspette di me che non riesco a veder. Una cosa però l'ho capita ed è che sono una persona fiera di me ma badate bene che non si vanta (anche se sembrerebbe che l'ho appena fatto ma non è così).
Azz, azzz, azzzz direte voi, ed in effetti detta così suona davero male. Mi spiego (ma non per questo poi spariranno gli Azz...). Sono fiero di quella parte di me che mi spinge a rifiutare il compromesso come via da imboccare quando il problema diventa ingombrante, proprio non ci riesco. Per me il problema più è ingombrante più diventa una questione di principio. Mi domando se questo mio comportarmi può essere vanità, superbia o peggio ancora egocentrismo e altezzosità nelle accezioni di reputare gli altri inferiori. C'ho pensato non poco e francamente credo di no. Se lo vi sembro, e c'è chi me lo ha detto (più di uno, vuoi vedere che avevano ragione... mah), è solo perché mi mantengo strenuamente sulle mie posizioni e non perché non reputo le vostre peggiori, anzi le ascolto e le prendo in considerazione non poco. Con le vostre opinioni muto e esse mi interessano sempre e a prescindere, però certe cose sono quasi intoccabili (uso il quasi perché una volta mica esisteva, ero categorico ed ho causato e mi sono causato tanto dolore). Per fortuna questo non mi appartiene più!
Fiero di cosa? Mi domanderete voi. "Fiero di poco" vi rispondo io, perché in questa mia vita vissuta non ho avuto difronte grandi e possibili eventi che potessero mettere in crisi questo mio ragionamento, ma in quei pochi eventi posso dire che non devo niente a nessuno e nessuno può chiedermi niente in cambio per un qualsiasi presunto "piacere". Questa è una mera soddisfazione? Credo assolutamente di no. Questo è forse il mio limite? In questo mi crogiolo? Entrambe le risposte fanno voce a un "forse sì". Il "forse" è quello che tento di mettere in crisi perché il "sì" o l'eventuale "no" ne è la sua definitiva conclusione.
Per farmi capire ci sarebbe da raccontare un pezzo della vita di S., un grande uomo davvero che, quando il suo superiore gli voleva rinfacciare qualcosa, lui gli diceva apertamente con estrema gentilezza, calma ed eleganza: "Le ricordo che lei in questa società è entrato dalla porta piccola.", ed il superiore non potendo rispondere niente perché nulla si poteva dire sul conto di S., ha risposto con l'unica voce che sa usare una persona potente e ignorante ossia l'autorità. S. dopo una vita spesa per la "sua" fabbrica è stato allontanato dalla società ma la sua autorevolezza e la sua fierezza mica li ha toccati nessuno. Caro S. complimenti davvero, sei un esempio di coerenza magari ci fosse molta molta altra gente al mondo come te!
Forse ho scritto uno sproloquio di parole che senso non ha, ma spero di essermi spiegato dubitando di esserci riuscito. Perché di scrivere mica sono capace, perché di essere frainteso con nelle parole è sempre possibile, anzi è la regola.
A presto,
Mio
Sarà perché è momento di scrivere montagne di bozze di curriculum e, nel leggere questo, l'altro e altro ancora ti trovi davanti cose che reputare pessime è poco del tipo: "Coltivo gli olivi di famiglia..." ma quanti ne hai ettari ed ettari? Perché coltivare olivi è un'attività che bene o male può portar via massimo due o tre settimane l'anno, ma gli olivi devono essere veramente tanti! Oppure: "Attivita di ciclismo agonistico per...", scusa non volevo dirtrlo ma quel gruppo sportivo che tu citi è AMATORIALE non agonistico. E così per tante ma davvero tante altre "cosucce " che definire m__ate è poco. Sarà che io non ce ne capisco ma vedo che l'importante è solo vantare.
Sinceramente non capisco perché la gente ama fare ciò, vantarsi di meriti che non gli spettano intendo, di quelli che spettano faccia un po' come gli pare. Capisco che ti servirà per lavoro ma dire imprecisioni o peggio, falsità, non lo trovo per niente corretto.
In questo calderone curriculare mi sono chiesto che cribbio (:D) scriverci nel mio, mica ci sono riuscito tanto facilmente perché credo che spetti agli altri giudicarmi non a me. Per capirsi io posso tentare di descrivermi ma a voi sicuramente darò una percezione differente di me stesso. Una persona bisogna conoscerla per capirla io non mi conosco tanto bene voi coglierete subito aspette di me che non riesco a veder. Una cosa però l'ho capita ed è che sono una persona fiera di me ma badate bene che non si vanta (anche se sembrerebbe che l'ho appena fatto ma non è così).
Azz, azzz, azzzz direte voi, ed in effetti detta così suona davero male. Mi spiego (ma non per questo poi spariranno gli Azz...). Sono fiero di quella parte di me che mi spinge a rifiutare il compromesso come via da imboccare quando il problema diventa ingombrante, proprio non ci riesco. Per me il problema più è ingombrante più diventa una questione di principio. Mi domando se questo mio comportarmi può essere vanità, superbia o peggio ancora egocentrismo e altezzosità nelle accezioni di reputare gli altri inferiori. C'ho pensato non poco e francamente credo di no. Se lo vi sembro, e c'è chi me lo ha detto (più di uno, vuoi vedere che avevano ragione... mah), è solo perché mi mantengo strenuamente sulle mie posizioni e non perché non reputo le vostre peggiori, anzi le ascolto e le prendo in considerazione non poco. Con le vostre opinioni muto e esse mi interessano sempre e a prescindere, però certe cose sono quasi intoccabili (uso il quasi perché una volta mica esisteva, ero categorico ed ho causato e mi sono causato tanto dolore). Per fortuna questo non mi appartiene più!
Fiero di cosa? Mi domanderete voi. "Fiero di poco" vi rispondo io, perché in questa mia vita vissuta non ho avuto difronte grandi e possibili eventi che potessero mettere in crisi questo mio ragionamento, ma in quei pochi eventi posso dire che non devo niente a nessuno e nessuno può chiedermi niente in cambio per un qualsiasi presunto "piacere". Questa è una mera soddisfazione? Credo assolutamente di no. Questo è forse il mio limite? In questo mi crogiolo? Entrambe le risposte fanno voce a un "forse sì". Il "forse" è quello che tento di mettere in crisi perché il "sì" o l'eventuale "no" ne è la sua definitiva conclusione.
Per farmi capire ci sarebbe da raccontare un pezzo della vita di S., un grande uomo davvero che, quando il suo superiore gli voleva rinfacciare qualcosa, lui gli diceva apertamente con estrema gentilezza, calma ed eleganza: "Le ricordo che lei in questa società è entrato dalla porta piccola.", ed il superiore non potendo rispondere niente perché nulla si poteva dire sul conto di S., ha risposto con l'unica voce che sa usare una persona potente e ignorante ossia l'autorità. S. dopo una vita spesa per la "sua" fabbrica è stato allontanato dalla società ma la sua autorevolezza e la sua fierezza mica li ha toccati nessuno. Caro S. complimenti davvero, sei un esempio di coerenza magari ci fosse molta molta altra gente al mondo come te!
Forse ho scritto uno sproloquio di parole che senso non ha, ma spero di essermi spiegato dubitando di esserci riuscito. Perché di scrivere mica sono capace, perché di essere frainteso con nelle parole è sempre possibile, anzi è la regola.
A presto,
Mio




3 comments:
"Sono fiero di quella parte di me che mi spinge a rifiutare il compromesso come via da imboccare quando il problema diventa ingombrante, proprio non ci riesco.Per me il problema più è ingombrante più diventa una questione di principio."
Che emozione trovare una fara, che avrei potuto scrivere anch'io. Che forte che sei. Alberto
"frase"..volevo dire..mh, sto scrivendo troppo veloce.
Alberto, io penso, come avrai a questo punto sicuramente letto, che noi si è tutti simili ma non uguali. Molte volte ho pensato lo stesso per certi blog/bloggers. Molte altre volte no. Il perché forse è dovuto solo ad un fatto di esperienze. Aver la pretesa di essere superiori è un errore stupido, l'albagia (parola che mica sapevo fino a poco tempo fa ma mi piace anche perché per me è nuova) è sempre in agguato. Credo che tutto attorno a noi ci sia un "mondo" di pensieri pensanti e parlanti che non ci si può e deve far scappare. Se posso, ti consiglio i blog da me linkati, li i pensieri non sono mai banali sono splendenti come le stelle nel cielo in inverno, e le persone che li hanno scritti le puoi "vedere" tracciando le costellazioni... magnifiche costellazioni.
Roberto
PS:Io di orrori/errori di battitura, ma anche no, ne faccio a bizzeffe quindi... :)
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