Forse è sempre li che vanno a morire, forse tutti li si trovano senza eccezioni. Uno dopo l'altro come lapidi in un cimitero si susseguono in campi dove la nebbia bassa lascia intravvedere strada alcuna, nessuna via di fuga. Sono le tombe di Sogni, è il cimitero delle speranze, la smisurata landa degli Incubi.
Ormai ne ho quasi la certezza, che per queste cose sono solito pensare come consapevolezza, noi ci si regala Sogni per sfuggire da quello che annichilisce. Credo che ci si regala Sogni per avere dolci illusioni da assaporare, attraenti chimere da corteggiare, utopie da rimirare. Altrimenti perché Sognare se il So
gno realmente lo si sta vivendo? La risposta potrebbe essere per migliorarsi per rigenerarsi e ricreasi, no troppo semplice. Personalmente credo che sia per sfuggire a noi stessi, però è troppo duro da accettare. Meglio la bugia.
Ciò che si vuole lo si può ottenere solo se si è. Io che so cosa voglio e sicuramente non sono, io che non Sogno perchè non so dove trovare il Sonno, in tutto questo credo sperando di venir un giorno smentito. Io che ora non vedo a un centimetro dal mio naso, io che non ho forza per alzare le braccia nel mio zoppicante incedere verso mete ignote urto ostacoli che, come timbri dolorosi, mi lasciano lividi indelebili che tracciano il mio percorso di stazione in stazione. Io che non volendomi fermare cammino in circolo, io che nel personale incesto con il mio Incubo mi sento perso, io dico ma non agisco da schiavo mai mutato, da becchino devoto e fedele, di un cimitero che ormai incotrastato si popola di sempre nuovi giovani ospiti.
gno realmente lo si sta vivendo? La risposta potrebbe essere per migliorarsi per rigenerarsi e ricreasi, no troppo semplice. Personalmente credo che sia per sfuggire a noi stessi, però è troppo duro da accettare. Meglio la bugia.Ciò che si vuole lo si può ottenere solo se si è. Io che so cosa voglio e sicuramente non sono, io che non Sogno perchè non so dove trovare il Sonno, in tutto questo credo sperando di venir un giorno smentito. Io che ora non vedo a un centimetro dal mio naso, io che non ho forza per alzare le braccia nel mio zoppicante incedere verso mete ignote urto ostacoli che, come timbri dolorosi, mi lasciano lividi indelebili che tracciano il mio percorso di stazione in stazione. Io che non volendomi fermare cammino in circolo, io che nel personale incesto con il mio Incubo mi sento perso, io dico ma non agisco da schiavo mai mutato, da becchino devoto e fedele, di un cimitero che ormai incotrastato si popola di sempre nuovi giovani ospiti.
Mio




2 comments:
Smile.
Sai trovo curioso che esista ridere e sorridere. La seconda, per me, è un po' mentire a noi stessi essendo incapaci di arrivare alla prima.
I'll just try to smile.
See you soon, thanks.
Roberto
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