Sarà perché è impossibile o che mi ora mi solleva lo spirito regalarmi cinque minuti di libero sognare, sarà l'imprinting che ci viene dato da bambini, non lo so. Fatto sta che ci penso e ci provo, pur sapendo che tanto nulla cambierà. Una breve illusione sarà il mio personale regalo di natale a me stesso. Tanto dura poco e vale ancor meno, non ha bisogno di essere confezionata e quindi scartata. Vale niente quindi perché: why not?
Sapete vorrei andare la, ma proprio la, perché? Perché fuori da tutto si è dentro il tutto. È un po' come non appartenere a niente, non essere di nessuno e quindi, inevitabilmente anche essere di tutti. Credo che appartenere ad un luogo solo perché li si ha vissuto è sentirsi parte di quel luogo, sentirsi posseduti, possederlo sia una realtà. Il possesso forse suona male ma questo è: "Casa mia", "La mia stanza", "La mia Vita"...; ho imparato a diffidare del "mio" troppo tardi. Troppo tardi ho capito che nella Vita può esistere solo il nostro, solo la condivisione.
Ho capito che quel tanto di mio fisico che mi circonda è, per me, una trappola che mi lusinga con le sue comodità e la sua bellezza, quel poco di mio affettivo che ho il privilegio di condividere è tanto, inestimabile e prezioso ne sono consapevole; così come so che non muterà mai solo per un fatto di mera distanza spaziale, quindi sono disposto a consegnarlo intonso alla memoria ad un luogo nel quale potrò ritornare sempre come ospite gradito. Se così non sarà poco male, vorrà dire che mi sono sbagliato nella valutazione. Purtroppo talvolta succede.
Non servono catene per legare lo spirito, basta poco meno, bastiamo noi stessi. Penso che noi non si è mai incatenati quando parliamo al condizionale, li siamo ciò che vorremmo essere, splendidi, stupendi, immortali, mitici o eroici, felici e ridenti, liberi e volatili fino all'essere effimeri. Per me, se non si è capito, è ciò che non sono qui ed ora.
Per il domani vorrei essere un altro vorrei essere libero; lo sono stato pensando questo ed ora non lo sono più. Purtroppo domani dovrei illudermi ancora per pensarlo, cinque minuti al giorno non sono poi tanti ma neppure pochi. Mentire a se stessi, così come agli altri, manda sempre ed inevitabilmente tutto in vacca. Ragionare logicamente decapita ogni speranza lasciando di fronte solo certezze solo l'indicibile, accetto le prime e metterò in crisi il secondo perché serve solo ad escludere la controparte. Per domani regalerò un po' di ragionevole ottimismo. Che poi si ricomincia inevitabilmente da capo.
Care lettrici e cari lettori, vi auguro buone feste.
Mio
On Air Water Melon in Easter Hay -Frank Zappa
PS: non è una canzone natalizia, non è una canzone sdolcinata, non è malinconica, anzi. A me ha sempre portato verso un sogno di speranza lungo neppure dieci minuti.
Sapete vorrei andare la, ma proprio la, perché? Perché fuori da tutto si è dentro il tutto. È un po' come non appartenere a niente, non essere di nessuno e quindi, inevitabilmente anche essere di tutti. Credo che appartenere ad un luogo solo perché li si ha vissuto è sentirsi parte di quel luogo, sentirsi posseduti, possederlo sia una realtà. Il possesso forse suona male ma questo è: "Casa mia", "La mia stanza", "La mia Vita"...; ho imparato a diffidare del "mio" troppo tardi. Troppo tardi ho capito che nella Vita può esistere solo il nostro, solo la condivisione.
Ho capito che quel tanto di mio fisico che mi circonda è, per me, una trappola che mi lusinga con le sue comodità e la sua bellezza, quel poco di mio affettivo che ho il privilegio di condividere è tanto, inestimabile e prezioso ne sono consapevole; così come so che non muterà mai solo per un fatto di mera distanza spaziale, quindi sono disposto a consegnarlo intonso alla memoria ad un luogo nel quale potrò ritornare sempre come ospite gradito. Se così non sarà poco male, vorrà dire che mi sono sbagliato nella valutazione. Purtroppo talvolta succede.
Non servono catene per legare lo spirito, basta poco meno, bastiamo noi stessi. Penso che noi non si è mai incatenati quando parliamo al condizionale, li siamo ciò che vorremmo essere, splendidi, stupendi, immortali, mitici o eroici, felici e ridenti, liberi e volatili fino all'essere effimeri. Per me, se non si è capito, è ciò che non sono qui ed ora.
Per il domani vorrei essere un altro vorrei essere libero; lo sono stato pensando questo ed ora non lo sono più. Purtroppo domani dovrei illudermi ancora per pensarlo, cinque minuti al giorno non sono poi tanti ma neppure pochi. Mentire a se stessi, così come agli altri, manda sempre ed inevitabilmente tutto in vacca. Ragionare logicamente decapita ogni speranza lasciando di fronte solo certezze solo l'indicibile, accetto le prime e metterò in crisi il secondo perché serve solo ad escludere la controparte. Per domani regalerò un po' di ragionevole ottimismo. Che poi si ricomincia inevitabilmente da capo.
Care lettrici e cari lettori, vi auguro buone feste.
Mio
On Air Water Melon in Easter Hay -Frank Zappa
PS: non è una canzone natalizia, non è una canzone sdolcinata, non è malinconica, anzi. A me ha sempre portato verso un sogno di speranza lungo neppure dieci minuti.




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