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Radio Pazza

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Monday, 25 August 2008

Una difficile salita

Ieri era giorno di giro in bicicletta, già da una settimana avevo pianificato un qualcosa di abbastanza massacrante. Ma non avrei pensato così tanto.
Mentre stavo per arrivare ai piedi della seconda salita, su un tornate semplice semplice, la bici scivola e cado. Risultato botte ed escoriazioni varie ma niente di esagerato, tutto nella norma delle cadute. Arrivato ai piedi della salita mi sciacquo con un po' di acqua e monto in bici;davanti a me ho due possibilità: quella di scalare dinuovo la salita e quindi fare circa trenta chilometri di salita ed altri cinquanta per arrivare a casa, oppure prendere la pista ciclabile vicina vicina ed arrivare a casa con quarantacinque chilometri tutti pianeggianti. Sono montato in sella ed ho scelto la prima opzione, perchè? Perché era quella che mi ero messo in testa e non sono state sufficienti delle botte e delle escorizioni per farmi cambiare idea, sapevo che avrei patito, sapevo che mi avrebbe fatto male la botta ma però avevo deciso e non si cambiano le decisioni prese per cose che possono essere sopportate stringendo i denti.
Mentre pedalavo e mi ripetevo: "Tu sei da rinchiudere!" ad ogni crepitio dei miei muscoli ripercorrevo qui e la degli episodi della mia vita, delle scelte che avevo compiuto sulle stesse basi e sopratutto delle scelte che mi restano da compiere e, per le quali, mica posso dire che coi denti chiusi potrò arrivare ad un termine. Scelte che riguardano me stesso e il mio futuro che mi spaventano pur non conoscendole, mi spaventano più di una salita senza fine, più dei crampi alle gambe, più delle crisi di fame e di sete.
Questa sera son qui che penso a tutto questo e tanto altro ancora, ho le gambe distrutte e dure come due tronchi di legno, ieri sera credo che ero febbricitante per lo sforzo e oggi mia nonna di ottantatre anni mi ha "battuto" nel percorrere le scale, però sono contento per ieri, conmtento di avercela fatta, sono pure un po' triste perché non risco ancora a darmi delle possibilità laddove dovrei!
A presto,

Mio

Saturday, 16 August 2008

Conoscere e Riconoscere

Io c'ho pensato e non credo che la differenza sia poi così minimale. Magari mi sbaglierò, magari è solo il significato che personalmente do a queste parole,ma per me le divide un abisso.
Per riconoscere qualcosa primo bisogna conoscerla e fin qui siamo tutti daccordo credo, il problema è come la si riconosce. Generalmente noi ci si avvale dei nostri sensi per poter capire ed interfacciarci con la realtà, ma questo basta per riconoscere qualcosa? O qualcosa sfugge sempre e comunque? Le mie personali risposte sono un doppio sì.
Il primo sì è dato dal fatto che la sapere non è lo stato più alto del conoscenza, sopra ad esso c'è il capire. Quando si capisce una cosa essa diventa nostra nell'intimo e niente e nessuno ce la potrà mai levare, in tal senso si potrebbe non riconoscere qualcosa di già conosciuto perché ahimè dimenticato. Il secondo sì è dovuto al fatto che per accedere ad un certo tipo di conoscenza servono quelli che io chiamai (io nel senso che ne scrissi non che li battezzai, per carità non sia mai...) metasensi che ci possono far accedere ad uno stato di coscienza superiore, e fidatevi di persone così preziose ne esistono eccome.
Ora mi chiedo come fanno tali persone attraverso i loro sensi ma sopprattutto i loro metasensi a cogliere tutta la pienezza della Vita ed a donarsi continui e multipli orgasmi cerebrali? (Cosa della quale ognuno ne avrebbe estremo bisogno davvero). Io credo che il tutto stia nello sperimentare, nel provare, nel donare a se stessi ogni singola occasione per generare un meraviglioso amplesso nel nostro cervello. Purtroppo per me questo non è facile anzi questo mi riesce impossibile. Mi sembra di non avere metaterminazioni nervose per i miei metasensi ed i sensi sono totalmente inefficaci per cogliere a pieno l'estrema bellezza della Vita. Quindi sono fregato? Quindi vivrò nel mio handicap mentale? Questo non lo so proprio e mi distrugge davvero.
Io ci penso e ci ripenso a questo Tutto che mica mi sembra Niente, vorrei una soluzione ma forse nessuno me la può dare perché certe cose credo che non possano essere insegnate ma possano soltanto essere capite.
Sapete mio nipote ha da poco compiuto l'anno di vita, gattona e cammina per la casa con occhi da esploratore con fare sicuro le uniche incertezze che ha sono nei movimenti. Ieri gattonando è arrivato fino al balcone dove c'era una pianta di cactus, voleva toccarla, mia madre a gesti e parole gli ha mostrato che pungeva e che poteva farsi male, ma lui curioso, appena la vigile guardia della nonna si era abbassatta ha allungato la mano, si è punto ed ha pianto. Ora ha capito che quella pianta punge e fa male, sicuramente non la toccherà più. Pensando a questo mi domando dov'è il mio cactus o delicato fiore che sia? Dov'è la Vita? Semplicemente QUI ed ORA ma perché allora non riesco a coglierla? Sapete una cosa ho forse capito, l'essere morbido o il pungere non è quello che conta realmente ma ciò che conta è solo allungare la mano. Putroppo capire è una condizione necessaria ma non è sufficiente per cogliere il proprio fiore di Vita.
A presto,

Mio

Friday, 15 August 2008

Qui e la per le mie montagne

Ieri giornata d'escursione-trekking per le "mie" montagne, per gradire e per ricercare o cercare... ma cosa cambia??? Ci ho pensato mentre mezzo seduto e tre quarti sdraiato su un prato, sulla cima d'un crinale, il vento mi sussurrava nelle orecchie Verità che non riuscivo a cogliere, il sole mi mostrava bellezze che mi sfuggivano leste come il topo con il gatto, che non riuscivo ad afferrare tra i ciuffi d'erba che sbarazzini mi danzavano attorno. Tutto questo mi ha fatto pensare, ma ora non so se è il tempo di scrivere...
A presto,

Mio

Wednesday, 13 August 2008

Un Meme che non riesco a fare, scusate

Sceglere una canzone rispetto ad un'altra è per me cosa assai difficile, discriminare un autore rispetto ad un altro ancor di più. Quindi tramuterò questo Meme delle cinque canzoni preferite affidatomi da Dressel1, nel Meme dei miei autori preferiti. Mi si scusi ma su certe cose l'anarchia è d'obbligo. Pensando casualmente a loro, personaggi che mi tengono e mi hanno tenuto spesso compagnia, ora (magari tra un po' non sarà più così ma è normale) vorrei che mi sussurrassero cantando:
  • Queen, Spread Your Wings

  • King Crimson, Fallen Angel

  • Frank Zappa, Black Napkins

  • Yes, Hearth of The Sunrise

  • Jimi Hendrix, Bold As Love

  • The Doors, People Are Strange

  • John Lennon, Woman

  • Janis Joplin, Little Blue Girl

  • The Who, The Songs Is Over

  • Camaron de la Isla, Nuestros Sueños

  • Giacomo Puccini, Tosca- Vissi d'Arte Vissi d'Amore

  • Francesco Guccini, Il Vecchio ed il Bambino

  • Fabrizio de André, Amico Fragile

  • Giorgio Gaber, Non Insegnate ai Bambini


  • Pink Floyd, Shine On You Crazy Diamond


Spero di non avervi tediato, ma credo che così non sarà stato. Lo so, l'ascolto completo è lungo ma, se mi posso permettere, merita.
A presto,

Mio

Monday, 11 August 2008

La Pace per Pensare la Fatica come Riposo

Ieri mi sono dedicato ad una lunga ma piacevolissima passeggiata-escursione in montagna. I chilometri percorsi sono stati molti, le ore pure, il tempo non era dei migliori ma la compagnia di Nicola è sempre inestimabile anche quando fa la pittima e si abruttisce nello scoraggiamento ;). Grazie!Questa mattina riordinando le cose di montagno ho letto sulla tessera C.A.I.-S.A.T. :
"La montagna è fatta per tutti, non solo per gli alpinisti: per coloro che desiderano il riposo nella quiete per coloro che cercano nella fatica un riposo ancor più forte"

Guido Rey

Ieri ero tra chi cercava la fatica, ma la fatica non è stata all'altezza del riposo che avrei voluto trovare, oggi forse rispolvererò la mia bici cletta confidando nel fatto che lei di riposo ne capisce. Non sperando nel riposo che troverò.
A presto,

Mio

Friday, 8 August 2008

Utilizzare con parsimonia perché poi finisce...

Bello non c'è che dire, fai la tua straporca figura ancor più ora che sei incorniciato, ma mica ti posso guardare senza provare repulsione. Ok sarò schietto e sincero, mi fai schifo. Mi dai il prurito e forse pure i conati di vomito. Adesso mi sento buono e ti rinchiuderei nell'angolo più oscuro del mio armadio, tra le cose vecchie ed in disuso tra orpelli e chincaglierie.
"Perché?" mi chiedi facendo brillare il tuo occhio falso-argento. adesso te lo spiego. Perché per te ho scelto una strada dura fatta di sassi taglienti, su du te ho camminato a piedi nudi, io ero come un drogato in crisi di astinenza e tu mi hai ridato la droga. Mi hai ferito facendomi ferire. Per te e per quel cazzo che sono stato e forse sono e perché altro ancora non so e capisco non ho vissuto una pinezza ormai persa. Ho perso la capacità di cercare e trovare.
Per te, e non è banale, non ho mangiato una pizza tra tante perse e potevo farlo ma mica l'ho fatto. Certe volte il non poter fare le cose non è poprio il peggio, se si è razionali ci si mette il cuore in pace e si dice ora non posso, tra un po' se ne parla. Se si è razionali ma ignoranti, quale io sono, si risponde ora non posso e non se ne parla fino a data da destinarsi. Ma che data da destinarsi? Ci si dice: "Ora potrei ma prima è meglio che...", ma: "Meglio che????", meglio un benemerito cazzo perchè tu sei solo un pezzo di carta in una bella cornice ed io solo uno stupido che ti guarda, tu sei solo una pergamena costretta tra un muro ed un vetro, circondata da quattro listoni di legno e niente più. Ma gli altri vedono in te qualcosa di stupendo un simbolo, una meta, il coronamento di un sogno un attestato di cultura-intelligenza o che ne so io cosa. Per me ,forse un sogno lo sei stato, forse sarai uno strumento per potermi far sognare, ma ora mi sento me stesso e ne dubito. Ora buono non sono e vedo in te uno stupendo foglio di carta igienica discretamente incorniciato e non posso pensare quanto potresti essere utile in certi momenti.


Mio

Wednesday, 6 August 2008

Mi è stato detto...

... che chi non cerca e rifiuta la felicità mica se la merita, che il tempo passa e che mica dureranno in eterno questi miei "giovani" anni, che mi rifiuto di stare bene, che il mio cercare la felicità cambiando luoghi e persone non sarà la mia soluzione perché il mio è un problema mentale e non geografico. Forse mi è stato detto anche altro ora non ricordo però credo che tutto questo sia assolutamente vero purtroppo.
Sono convinto che nella vita bisogna prefissarsi degli obiettivi delle mete da raggiungere, prendere in mano una penna e segnare su un post-it da appiccicare sullo specchio delle ambizioni il proprio divenire. Con una punta di orgoglio posso dire che ciò che mi sono proposto l'ho sempre raggiunto, spesso con fatica che, non pensavo potesse essere così pesante, però stringendo i denti talvolta tifando, talvolta imprecando per e contro me stesso l'ho sempre avuta vinta. Quindi qual'è il problema direte voi? Il problema è che la Vita è differente da una salita in bicilcetta, differente da un lavoro, differente dal supportare una persona, differente dallo studio è differente da tutto. Essa È VIVA punto.
Se vuoi vivere la Vita devi vivere per Lei, purtroppo credo che questa sia una sorta di condizione biologico-genetica che congenitamente ognuno di noi ha avuto in dono e sviluppato. Un proprio corpo spirituale per avventurarsi nelle infinite vie che la Vita ci traccia di fronte; io purtroppo credo di non aver mai sviluppato il mio corpo spirituale ed ora che ne ho estremo bisogno sono qui paralizzato su una sedia che rotelle non ha su una sedia che da su un muro tapezzato di foto sfocate e grige, foto di ricordi persi inchiodate con parole non dette, con occasioni perse.
Ora ho rimpianti e mi rammarico? Certo che sì, è inevitabile. Ma di questo me ne pulisco agevolmente il culo, sinceramente non me ne frega niente perché tanto è andato tutto o forse poco, molto o niente non lo saprò mai. Ora mentre scrivo potrei perdermi qualcosa di stupendo e bello prorpio li fuori a tre metri da me, pure di questo forse me ne frego e me ne strafrego. E questo non va bene, questo non va davvero bene.
Soluzioni non ne ho ma almeno so che qui non è il mio posto, post-it per cambiare me stesso non ne servono, quello che mi serve è un'urgentissima terapia fisiatrica di riabilitazione per tentare di salvare il salvabile. Per riuscire a camminare almeno zoppicando nella più rosea delle aspettative, per riuscire a comandare almeno una sedia elettrica a motore se proprio poco si può fare. Di giocare a pallone e di andare in bici nemmeno ci penso per quello bisogna aver provato da piccoli essersi allenati con la felicità sola del gioco ed io piccolo mica lo sono più e di giocare forse neanche più me la sento.
Come farò proprio non lo so, chi sarà il dottore che piegherà i miei arti fino al dolore, fino a renderli mobili? Questo potrò essere solo io, altra persona non esiste ma ne sarò in grado? Ho bisogno di riflettere senza farmi "pippe mentali" come giustamente mi è stato detto, cercherò risposte in una mia solitudine fisica in compagnia della fatica, in compagnia di un buon libro, in compagnia della Natura, in compagnia di un breve lavoro semplice, manuale, ripetitivo, abbastanza stanchevole e silenzioso, in compagnia di quello che sono e di quello che non vorrò essere.
Novità a breve termine mica ne vedo, ora ho una bussola me, l'hanno regalata (a proposito grazie), ma la rotta quella spetta a me.
A presto,

Mio

Monday, 4 August 2008

Turisti della Vita

Nel primo pomeriggio di ieri ero seduto su una panchina nella giardino-corte del castello del mio comune. Da li si riesconono a scorgere tutte le montagne che cingono la mia valle, si vede il lago in lontanaza chiuso tra pendii rocciosi, declivi d'ulivo e pianure di viti. Lo spettacolo se il tempo lo concede è davvero suggestivo. Assonnato ed un po' stanco mi guardavo attorno e, ad un certo punto, ho notato una coppia di giovani turisti che zaino in spalle ed abbigliamento sportivo come divisa si sono fermati come incantati a guardare o forse meglio a vedere... vedere cosa? Che c'era di tanto bello? Che povero ignorante che sono, ieri l'avevo capito ed oggi mi sembra di averlo già dimenticato.
Il Bello, questo vedevano i loro occhi coglievano gli ulivi che facevano da cornice, vedevano gigantesche agavi che alzavano alte il loro scettro di autodistruzione, vedevano la bellezza della terra e del mondo in tutte le loro forme e di questo si colmavano. Di questo gioivano. Coglievano negli occhi la bellezza di chi faceva loro compagnia forse, anzi sicuramente ringraziavano la Vita.
Guardando tutto questo mi sono detto: "Loro pagano per avere ciò che io posso deliberatamente e gratuitamente trovare ogni giorno, ciò che io ho provato solo due o tre volte volte nella mia vita". Io forse sono fortunato, forse ho tutto ma cari lettori se non si riesce a cogliere il Tutto quello che resta è solo il Niente. Purtroppo non è un qualcosa che si impara ma un qualcosa che si assorbe da piccoli e che lo si deve allenare costantemente nel tempo. Io non ho nulla da allenare. Io che vorrei essere turista in questa mia Vita, io che vorrei goodere della Semplicità e della Bellezza di Persone delle Cose e della Natura sono cieco di fronte ai colori sono insesibile al tocco del vento che ieri mi sossurrava parole che non sono riuscito a cogliere, parole che anche ora non riuscirei a cogliere. Io povero indigeno, povero ignorante non riesco a vedere in questa mia valle altro che una visione desolante!

Mio

Friday, 1 August 2008

Ho fatto la spesa ;)

Spero di non aver dimenticato il consiglio nessuno. Ora avrò una lieta compagnia almeno per il prossimo anno, inoltre credo di aver scalato almeno 200-300 posizioni nel ranking ufficiale della libreiria :D. Insomma mi avete piacevolmente contagiato!

A presto carissimi e gentili suggeritori.

Mio

Tuesday, 29 July 2008

Non esiste un passo per le mie salite

Quanto è passato? Neppure mezza settimana e tutto è gia finito, forse nulla è mai cominciato. Quanto è durato? Un giorno forse meno.
Ora eccomi qua ho voglia di bestemmiare non contro dio o chi per lui, ma contro me stesso contro il vuoto spinto che ho dentro. Sono giunto oltre il traguardo, ho fatto molto molto di più eppure VUOTO. Non felicità, non serentità. Solo rabbia perché la vocina che ho dentro mi tortura senza parole questa volta. Forse è proprio l'assenza di parole che mi tortura. Non so trovare risposte, mi mancano domande, mi sento svuotato dalla Vita, non mi sento libero ma soprattutto capito!
Questa che vivo non è la mia dimensione, dimensione la mia che forse non esiste, dimensione nella quale non mi sentirei perso come ora. Qui dove sono vedo l'Essenziale sfuggirmi dalle mani che, troppo lente e con dita ormai artritiche nulla riescono ad afferrare. Mi dicono divertititi, ma come si fa? Lo so, la mia domanda è sbagliata e può sembrare stupida ma l'unico modo con il quale riesco ad interrogarmi.
Mi guardo attorno e vedo gente che ha molto, lo leggo nel barlume dei loro occhi, lo vedo brillare sui loro sorrisi. Ora, come forse da sempre, i miei occhi sono lo specchio della mia maliconia, il mio sorriso della mia tristezza. Vorrei la Pace un attimo di oblio, mi basterebbe un istante solamente nel quale, vedendomi allo specchio, io possa scorgere un palpito di felicità nei miei occhi un cenno di Vita sul sorriso delle mie labbra. Mi basterebbe questa speranza per sapere che posso cambiare verso il traguardo che voglio raggiungere, verso quel passo tanto agoniato che io sembra non poter raggiungere mai.
Quello che cerco è un moderato casino normale, quello che so è che non sto bene, o forse meglio, sto normalmente male. Sono perso nella ricerca di chimere che io vedo reali, illusioni che credo sogni raggiungibili. Ora ho quello che facilmente verrebbe classificato come tutto ma io mi sento posessore del Niente.
Quanta tristezza, quanto tedio, quanta rabbia mi implode dentro. Vorrei urlare, vorrei bestemmiare, vorrei imprecare ma so che non servirebbe a molto.
Scusate il piccolo sfogo ma qui ho urlato parole mute che il mio spirito oggi non riusciva a trattenere.
Perché non riesco a fuggire da me stesso? ...Forse questa è una domanda retorica.

Mio

Monday, 28 July 2008

Ombrelli e impermeabili mica servono...

È un po' che ci penso e ogni volta che lo faccio è perché inevitabilmente sono costretto a farlo. Sto parlando delle circostanze che al Vita ci mette davanti a muso duro. Non ci si scappa mica, Lei premurosa signorina, non guarda in faccia a nessuno; spietata come un giudice durante una gara di marcia mostra il suo cartello di ammonizione fregandosene beatamente che tu sia il primo o l'ultimo della corsa, sia essa la più misera competizione esistente o la tua ultima olimpiade.
Ma esiste un modo per evitare tutto questo? Esiste un modo per volgere lo sguardo altrove e tirare avanti come se niente fosse? Ormai ne sono convinto, purtroppo o per fortuna mica esiste. Quindi si è condannati? In apparenza sembrerebbe proprio di sì, ma forse solo in apparenza, nel mio pessimismo ottimistico proverò a spiegarmi.
Sono arrivato alla conclusione che dalla Vita primo: non ci si può scappare e secondo: con Lei sicuramente ci si fa male e quindi tanto vale corregli incontro no? Lei è tutt'attorno a noi, è ovunque e ovunque volgiamo lo sguardo ce la ritroviamo di fronte come l'acqua che scende dal cielo in autunno, fina fina che persistente cala e non mica passa come un temporale estivo. Sì, proprio come l'acqua anzi, meglio dell'acqua essa permea tutto e tutti, ci entra fino alle ossa ci trapassa e qualche volta sconquassa i nostri pensieri, il nostro umore, la nostra serenità. Mica ci si può fare niente perché colpiti lo saremo sempre e quindi? Io personalmente ho deciso che mi farò trapassare e permeare senza opporre resistenza alcuna, perché credo che la sofferenza che essa può lasciare non è fine a se stessa ma è solo il prezzo per una nuova coscienza consaspevole, mi lascerò permeare e trapassare perchè voglio bagnarmi della Bellezza che solo la Vita può donare. Non credo che questa sia una debolezza sapete, anzi credo che ci voglia coraggio per vivere in questo modo. Coraggio che mi è mancato mentre tentavo di coprirmi con impermeabili e ripararmi con ombrelli che, non mi sono mai accorto, non funzionassero per niente. Coraggio che spero di trovare e preservare, coraggio che voi cari "noti" lettori per me possedete davvero. Il vostro coraggio si chiama Vivere come chi ha i giornali in una mano e nell'altra il tuo destino, cammina fianco a fianco al suo assassino.(scusate se ho scomodato Faber altrimenti sarei stato qui a scrivere del nulla fino a domani).
Sperando che questo non vi dispiacia a voi tutti auguro una gentile e delicata pioggia.

Mio

Sountrack in my brain: Se ti tagliassero a pezzetti -Fabrizio De André

Friday, 25 July 2008

Do i Numeri, le Parole ed i Pensieri

Cosa è stato? Semplicemente, solamente e sicuramente questo che verrà. Bello, brutto, buono o cattivo? Difficile da dirsi sicuramenete positivo anche se delle volte non è stato sicuramente piacevole. Il significato di quello che ho provato e provo pensandoci, credo che nessuno lo possa e lo potrà mai capire.

I numeri
200077319640632825
072008
102106410980



Le parole


Incipit di Vita Universitaria
Mi hai dato fuoco di ardente passione,
mi hai tolto sentimenti indimenticabili,
ti ho Amata ed Odiata mia Circe!
Ti ricorderò per sempre,
algida effimera puttana!


Roberto

PS: non parlo di persone che potrebbero sentirsi chiamata in causa ma di qualcosa di molto, molto differente. Di più o di meno non importa.

I pensieri
Ed ora? Cosa è cambiato? Tutto o Niente che importa? Cosa Sogni?
Sono clastico lo so, perché sono consapevole che tutto l'ho pagato il dovuto e che certe volte il dovuto era davvero tanto. Ora ho tre lettere davanti ad un nome, ma non è questo quello che è cambiato in me. Ora ho più consapevolezza su qualcosa che mi ostino a chiamare Vita, per questo so di essere ignorante e quindi ti ringrazio di cuore. Importa il Tutto che non è stato Niente, il mio ripostiglio ora è vuoto la mia Unica Stanza ha foto colorate e stellate, foto grigie e bigie, foto stropicciate e bruciate, crepe che mi fanno preoccupare ma i miei pensieri vacillano, ora nella mia Stanza tutto può entrare passare, trapassare e permeare.
Solo una cosa sogno per la mia Vita e voglio che questo mio Sogno diventi realtà compiuta, per esso combatterò perché, alla fine, credo che sia l'unica cosa che conti. Qual'è? Semplicemente sei lettere S I G N O R sì, vorre riuscire a diventare Signore, Vorrei che chi mi incontrasse vedesse in me una persona stimata e stimabile una persona di cui fidarsi. Soprattutto vorrei diventarlo veramente perché qui ho capito che non è qui che ci si guadagna tale titolo, qui tanti non-signori hanno acquisito solo tre lettere che a tutti spettano con magari un po' di fatica.
Il mio Sogno è che
, un giorno, guardandomi dentro io possa parlare con il Signor Roberto. Niente più.

Monday, 21 July 2008

Gocce di Vita

Buon giorno carissimi virtuali ma soprattutto virtuosi lettori, questa mattina chissà perché chisssà per come la Vita credo abbia voluto dirmi qualcosa. Me l'ha detto con una linea di nuvole diritta diritta tracciata nel cielo mentre albeggiava, me l'ha sussurrato con il celeste vivo che dipingeva il cielo che mica si vede tutti i giorni me l'ha urlato come un richiamo con i raggi del sole che si riflettevano, rifrangevano e diffondevano sulle pallide rocce delle "mie" montagne.
Rimasto stupido e stupito di fronte a tutta qell'immensa bellezza mi sono chiesto cosa avrà voluto dirmi? Forse lo so, o meglio l'ho sempre saputo. Sapete, oggi mica sarà un giorno qualunque per quello che accadrà e per quello che vedrò, in realtà e con tutta sincerità, in cuor mio so già tutto perché come diceva il S., persona che reputo molto saggia ma sopratutto un mio grande amico, "Capire come vanno le cose ancor prima che esse accadono è il più gran difetto che possa capitare ad una persona", ahimè S. credo che tu abbia proprio ragione ma oggi mi donerà serenità ne sono convinto per lo stesso motivo.
Sono consapevole che ora sarete curiosi di sapere ciò che accadrà oggi, ma purtroppo mica posso dirvelo perché il sentire una sensazione non sono ancora in grado di descriverla. Però sicuramente oggi vedrò, e spero, capirò un po' delle stranezze della Vita. Spero che oggi capirò le deviazioni che essa bruscamente essa compie senza preavviso alcuno, capirò se avevo capito, capirò se capirò. E su questo di solito mica mi sbaglio, perché di una cosa sono sicuro ed è che la Vita è come una goccia d'acqua che scende dal vetro in un giorno di pioggia, devia senza preavviso a destra poi a sinistra e quindi si ferma, quindi attende quasi pensosa sul da farsi ma poi diventa sempre più pesante e quindi via a correre ancora ed ancora lasciandosi dietro un peso non più stenibile fatto di una scia cristallina. Fatto di eventi passatti. Ma poi dove va? Sinistra? Destra? Io non lo so, voi credo pure. Ma sicuramente sia io che voi sappiamo che mica può tornare indietro e questo, almeno per me, non è poco.
A presto,

Mio


Soundtrack in my brain and On Air: Amico Fragile -Fabrizio De André

Monday, 14 July 2008

Inguccinatemi per bene!

Solo recentemente grazie alle preziose dritte musicali (ma sopratutto allo sdegno profondo che credo abbia provato nel sentire che io non avevo mai ascoltato Guccini) che una grandissima persona mi ha suggerito la sua super playlist di canzoni cantate da Guccini che a suo prezioso avvisoio non potevo perdermi, naturalmente io ne ho aggiunte altre che facevano parte della mia infanzia (si alle elementari le maestre ci hanno fatto ascoltare Il Vecchio e il Bambino ed Auschwitz) ed altre delle quali il mi piaceva semplicemnte il titolo e dopo un primissimo ascolto pure la canzone. Pur prediligendo un ascolto per album e rigorosamente verticale e cronologico di ogni artista, mi sono lasciato corrompere e quello che ne è una lista di splendenti gemme delle quali parlerò appena le sentirò mie.

  • Auschwitz
  • Primavera di Praga
  • Canzone di notte
  • La locomotiva
  • Il Vecchio e Il Bambino
  • Canzone della bambina portoghese
  • Canzone delle osterie di fuori porta
  • Canzone di notte n 2
  • La fiera di san lazzaro
  • La genesi
  • Canzone delle ragazze che se ne vanno
  • Piccola Storia Ignobile
  • Via Paolo Fabbri 43
  • Canzone quasi d'amore
  • L'avvelenata
  • Piccola Città
  • Pennsylvania ave
  • Amerigo
  • Libera nos domine
  • Eskimo
  • Canzone per un'amica
  • Dio è morto
  • Venezia
  • Bologna
  • Antenor
  • Autogrill
  • Inutile
  • Scirocco
  • Signora Bovary
  • Van Loon
  • Culodritto
  • Canzone di notte n 3
  • Quello che non ...
  • Canzone delle domande consuete
  • Samantha
  • Farewell
  • Lettera
  • Cirano
  • Vorrei
  • Quattro stracci
  • Stagioni
  • Canzone Per Il Che
  • Piazza Alimonda
  • Certo Non Sai
Sicuramente ce ne sono altre di bellissime e per voi particolari perchè legate a ricordi o a situazioni memorabili, se posso, vorrei gentilmente chiedervi ulteriori emozioni chiedendovi dei suggerimenti d'ascolto perché questo Guccini mica è male! :D
Grazie in anticipo dei vostri consigli, dei quali sonono sicuro, non rimarrò deluso anzi!
A presto,

Mio

Friday, 11 July 2008

Preziosi esseri ossia, Donne

Sicuramente tutte speciali ma tra Voi ne esistono di più speciali ma questo voi lo sapete; scusate se mi permetto, ma loro dedico queste mie parole che vogliono essere un semplice e sicuramente inadatto omaggio al loro esistere e nulla più. Spero che ora non mi ripeterò con quanto scritto qui e la, non amo farlo, ma ancor di meno amo rileggermi quindi scusatemi se così sarà.

Donne
Ma chi Siete?Perché cosa siete è domandare troppo.
Io una risposta mica la trovo, Vi guardo Vi osservo e la domanda diventa sempre più imbarazzante nel suo non trovare in me risposta certa. Forse Voi siete Vita, siete ciò che colora un mondo che i nostri occhi vedrebbero solo in toni di grigio. Siete leggere e capricciose come le foglie mosse dal vento in primavera; siete fugaci presenze come polvere di stelle che che si getta su questa Terra nelle sere d'Agosto facendoci dimenticare il calore estivo.
Siete di lapislazzuri ghiaccio limpide che sublimate ad etereo vapore quando noi meno ce lo aspettiamo, lasciandoci soli e basiti con un vuoto tra le dita. Siete aereo vapore che tutto avvolge come in un soffice caldo abbraccio, brinate all'improvviso in cristalline entità più pure di qualsiasi diamante che, al vostro cospetto, sembra solo una opaca pietra. Non conoscete stato di mezzo, quello liquido è fin troppo banale, quello spetta a Noi.
Noi fortunati che abbiamo avuto l'onore di conoscere questo Vostro apogeo di splendore prezioso, unico momento cristallino, Noi Uomini duri e distratti, Uomini grezzi ed insensibili Vi afferriamo e Vi tratteniamo nelle Nostre mani con troppa forza ed allora voi cristalli mirabili fondete tra le nostre ahimè troppo calde dita. Allora capiamo e non vogliamo trattenervi, vi lasciamo cadere e lo schianto che vi regaliamo è forse dolore peggiore. Scusateci se potete.
Donne cosa siete mica lo so, chi siete forse sì. Siete Bellezza di nome e Dolcezza di cognome, Donne mica vi capisco ma questo forse è già più normale.
Grazie della Vostra sola presenza in questa Nostra, altrimenti triste, Esistenza!

Mio

Tuesday, 8 July 2008

La Vita può essere meravigliosa

Tu Croce del Nord della costellazione del Cigno, sai che non sto mentendo, con te come testimone ieri sera ho visto brillare il sole in una notte stellata. Non sole di raggi e di luce, ma Sole di immensa felicità, di traboccante gioia, di diffusione di Vita.
Tu Vega dall'occhio curioso, con fare furtivo nascosta tra mille e mille tue simili dall'alto mi spiavi, sai che sono sincero, tu sai che ho avuto l'immenso privilegio di condividere la realizzazione di un sogno utopico in poche ore, ho avuto la fortuna di vedere mutare una crisalide in magnifica farfalla che con ali lucenti come di Sirio si librava nella sua nuova Realtà nel suo nuovo cielo, mentre rideva come un cucciolo di uomo che non conosce il dolore della Vita, come un saggio riesce ancora a stupirsi mentre assapora lentamente il gusto di una Vita meravigliosamente incredibile.
Questo ho avuto la fortuna di vedere e vivere, ma sopratutto ho avuto il privilegio di con condividere e, dopo tanto tempo, ho RISO e non solo sorriso! Di tutta quella felicitàmi sono bagnato e permeato perché era pioggia gentile che tutto permeava che tutto riempiva. Grazie di tutto questo, grazie davvero.
So che la tua Vita sarà sempre colma di Sole perché sulle meraviglie della Natura ama sempre specchiarsi!

Roberto


PS: naturalmente tutto questo è accaduto in un luogo remoto fuori dal tempo e dallo spazio...

Monday, 7 July 2008

Quando i Compagni sono compagnia la gioranta è perfetta

Sarà che ultimamente il mio cervello funziona solo nel dormiveglia mattutino, ma questa mattina pensado alla giornata di ieri trascorsa in montagna in compagnia di persone davvero non banali, mi sento davvero privilegiato e fortunato di poter parlare ed ascoltare simili persone.
Ieri mattina, nonostante previsioni metereologiche sfavorevoli (per me la si poteva portare a casa e così è stato ;) ) si è organizzato un escursione in montagna alle dieci di mattina, un po' tardi lo so, si era zaino in spalla lungo il sentiero. Tra chiacchere e pensieri e con la mai stanca G. che ci apriva il sentiero (a proposito complimenti ancora da tutti noi montanari "te gai propi 'na bona gamba"), si proseguiva verso la cima ora tra sprazzi di sole su prati in fiore, ora tra boschi di faggi tra fresche frasche, ora tra la nebbia che come un felino all'attacco correva leggera sui pendii.
Merntre si proseguiva tra silenzi mai forzati e pensieri che certe volte correvano solitari nelle nostre menti, C. parlando di una sua amica afferma: "... fin tanto che tu non avrai lavorato non potrai mai esprimere opinioni su come deve andare nel mondo del lavoro chi ha solo studiato non può capire le difficoltà che esistono nel lavorare...", alchè io sentendomi un po' chiamato in causa e per il contenuto dell'affermazione e per il tono assoluto dato ad essa mi sono leggermente rivoltato dicendo:" Mi spiace C. ma non concordo, per me lo studio universitario non è e non è stato un gioco anzi è sacrificio come e più del lavorare. Fare il muratore per me sarebbe un gioco in confronto!", la mia affermazione potrebbe suonare altisonante ma, seppur stagionalmente per poco meno di due mesi all'anno, pure io ho lavorato e qualcosa anche se non molto rispetto a C. posso dire di capirne. A questo punto sento G. che stranamente chiude la fila ;) dire: "Io concordo con C., il mio studio universitatario è stato un gioco in confronto alle esperienze lavorative che ho avuto, c'è poco da fare senza lavoro mica si mangia!", a questo punto esce N. con il suo pensiero relativo da tipico P.D. (piccola provocazione ma non ho resistito :D ): "Sono due cose diverse, non possono essere messe sullo stesso piano ma devono essere analizzate nel contesto".
Cari compagni io ci ho pensato e credo che abbiate o meglio relativamente ragione tutti e quattro. Per me lo studio e il lavoro hanno punti in comune se analizzati lungo la loro linea di confine, la dove lo studio diventa scadenza iprorogabile, il lavoro diventa piacere nello svogerlo e quando entrambi sono fatica ed ostacolo da affrontare. Ora è vero anzi verissimo e sacrosanto che solo senza lavoro mica si arriva alla fine del mese, che la precarietà ti fa sentire appeso ad un filo e che questo ti può togliere il sonno ma cari miei è altrettanto vero che per certi tipi di studio o se volete per certi approcci allo studio mica cambia tanto rispetto al mondo del lavoro, quello che io sto conducendo ora gratutitamente entro termini temporali prestabiliti per il mero raggiungimento di un voto potrebbe essere comodamente un lavoro retribuito da un istituto o da un ente di ricerca piuttosto che da un'azienda, quindi scusatemene lavoratori, mica si cazzeggia con lo studio così come mica son convinto (e lo ero già) che quando si lavora sia tutto rose e fiori.
Ieri sono stato davvero bene questo ma molto altro ancora è successo, si è parlato di Musica (si quella con la M maiuscola) di Vita di cibo e passioni di politica, di tutto e di più ma mai di cose banali e susate ma per me non è poco, stimolare i pensieri di una persona non credo che sia una cosa effimera e facile da fare ed io ieri ho davvero rischiato un overdose. Una cosa mi dispiace, che putroppo la serata non sia conclusa con una cena tutti assieme (sarà per alla prossima C.) e che dopo cena ho avuto un collasso verticale, dovuto alla stanchezza e alla dose ipermassiccia di cibo che ho ingurgitato (quando cucino mangio prima, durante e dopo) e che sono stato di poca-attiva compagnia quindi la prossima volta o cucinate voi o vi rimpinzate come il sottoscrtitto avete capito???? :)
Grazie di tutto G., N. e C. siete preziosi Compagni di Vita, auguro a chiunque di poter avere persone simili al loro fianco!
Alla prossima escursione in montagna o nella Vita perché tanto mica cambia molto no? Guardate che ci tengo!

Roberto

PS: sono un buon merereologo o no?

Wednesday, 2 July 2008

So che risposta non c'è ai miei PERCHÉ

Lo so certe domande non hanno risposte semplicemente perché domande non sono. Non credo che possa bastare un punto interrogativo per far nascere in noi una qualsiasi replica.
Il mio perché ormai è immutato da troppo tempo, io solo vado cercando il cheto vivere magari non per sempre, consapevole che di turbolenze so che ne vivrò fin troppe nella Vita, le ultime vicende me lo hanno ricordato a muso duro. Ma ora basta, vorrei che mi si lasciasse repirare ancora fuori da questo mare oscuro. Ultimamanete credevo di esserci riuscito ma ad un tratto eccoti l'Onda Anomala, compare e ti sommerge, ti riempie i polmoni e la gola di acqua salmastra e voilà rieccoti che cerchi di non affogare muovendo a destra e a manca le tue braccia senza logica alcuna.
Sapete questo periodo, quello che sto vivendo, dovrebbe essere un luminoso e dolce momento come l'alba sulle mie montagne quando le cime sono innevate, dovrebbe avere il sapore dolce di un passaggio verso un futuro meno oscuro e più sicuro. Dovrebbe avere il sapore intenso e persistente di un liquore assaporato in inverno davanti al fuoco, tutto attorno a me dovrebbe acqusire un'aura magica eterea quasi surreale. Così non è, PERCHÉ? Mica lo so, nessuno può saperlo, solo questo so.
Sinceramente di alzare la testa, rimboccarmi le maniche ed andare "avanti con gli scavi" caricandomi anche quest'ultimo fardello sulla schiena di problemi non ne avrei, tanto sarebbe in ottima compagnia tra rimpianti ed occasioni perdute, tra dolori vissuti e dolori causati, ma PERCHÉ farlo? Mica lo so. Sapete ormai non voglio neanche più tentare di darmi risposte ho semplicemente deciso di assorbire e nulla più, quando sarò saturo non so cosa farò, ci penserò allora. Dico questo perché ciò che vorrei ho capito non potrà mai esistere, semplicemente perché il sognare forse non è altro il nome che noi si da alle bugie che inseguiamo e che ci creiamo per continuare a vivere in una mesta parvenza di felicità. Si lo so, questa mattina ho scritto qualocosa d'altro su altri, li sì davvero luminosi, territori ma adesso riflettendoci sopra un po' meglio, posso dire che se i sogni non diventano realtà è perché noi ci si riempie di bugie ed illusioni ben mascherate da obiettivi raggiungibili a fatica. Forse la risposta a questo mio perché è completamente sbagliata voi preziosi lettori che ne capite tanto più di me cosa ne pensate?
Mai avrei creduto, ormai molto tempo fa, che tutto si sarebbe risolto così, che tutto sarebbe stato così piatto, grigio ed informe, che la fine di un sogno un grande sogno tramutato con fatica in realtà sarebbe stato senza senso come un punto di domanda senza emozione, come quando si guarda il buio più profondo di notte in una stanza chiusa.
Non voglio niente e mi viene regalato dispiacere e dolore dalla Vita, voglio regalare quel poco che posso offrire a chi se lo merita dall'alto del suo Essere e la Vita gli gira spietata una vendetta che non si merita fredda fredda servita su un piatto dal quale mai avrebbe voluto attingere!
PERCHÉ? Purtroppo so che la risposta non c'è.

Mio

Tuesday, 1 July 2008

Vita questa volta hai oltrepassato il segno

Non te lo posso perdonare, no questa volta è troppo davvero. Non per me, perché io a te credo di essere ormai allenato, io per te ho sterminate praterie dai prati color pece dove rinchiuderti lasciandoti libera di scorazzare e di sistruggere quel poco che ancora non è devastato. Io li posso permettermi di non preoccuparmi più di te! Ma per altre persone, persone speciali che per fortuna sono prati in fiore dove il sole mattutino risplende ta le fini goccie di rugiada, per queste persone no non ti voglio lasciar fare, non puoi permetterti di rovinare ciò che è Immacolato è Splendore è Essenza. Non ti permetto di dstruggere tutto questo con i tuoi vezzi da bambina viziata! Non ti permetto di usarmi per generare dolore negli altri, violentami, picchiami a sangue, spezzami ogni singolo osso disloca ogni mia articolazione tanto io sono duro molto più duro il tempo è dalla mia per curare le tue ferite. Ma lascia stare chi ti Ama, lascia stare chi è delicato e fragile perchè È, chi vola in cieli stellati ed in praterie profumati tra le montagne dipente dal crepuscolo! Lascia stare queste persone speciali ti prego.
Sei una vigliacca nel tuo inseguire chi non ti vuole, nel rifuggire da chi ti cerca, spietata nel tuo ergerti a muro quando invisibile sul quale sfigurarsi, stronza nel tuo essere ponte cedevole. Vorrei domandarti perché l'hai fatto, perché hai distrutto un'amicizia per me preziosa come poche, come quelle che si possono avere solo da bambino, di quelle immortali! So che non mi risponderai puttana, troia e baldracca, contro di te bestemmio te maledico ora! Fatti avanti se hai il coraggio, io ora ne ho da vendere vieni cazzo su vieni troverai pane per i tuoi denti troia maledetta di nome Vita!

Mio

Monday, 30 June 2008

La Vita è un soffio

Purtroppo solo ora trovo il tempo di virtualizzare questi germogliati nel mio crevello non per caso, ma grazie alle parole mai banali di Digito che, come le persone che qui linko Buoni Maestri (e qui un post è da tempo che voglio farlo), riesce sempre a colpirmi nel suo non essere banale ed effimero. Non so perché non so per come ma quando ti leggo lasci nei miei neuroni impronte Digitali (sarà per il tuo nickname? :)), che io sento e immagino come le impronte che da bambino mi divertivo curioso ad imprimere nel pongo, esempio di m... ok passo oltre.
La Vita è un soffio dicevo e mica si può trattenere il respiro, la Vita è un attimo e mica si può fermare con uno scatto. La Vita corre veloce veloce nel bene, ma ha il vizio di trascorrere lenta quando ci tortura.
Ah la Vita è questa graziosa ragazza mulatta che ora mi siede vicino, è il suono di una canzone persa nel tempo suonata da fisarmonica e che ora sta riempiendo la stazione; è questo accento balcanico, a me in parte famigliare, della signora di mezza età che sta parlando al telefono.
Ah la Vita, è l'insicurezza che mi pervade nella certezza che sempre mi sarà compagna. C'è chi dice che sei Meravigliosa, c'è chi dice che sei Dolore. Io concordo con i primi guardandoti dal lato dei secondi.
Ora respiro, il mio soffio è finito, alla prossima apnea finché ci sarà ossigeno per questi polmoni!
A presto sempre giovane compagna e Amica, a presto sempre vigile vecchia Nemica!

A tutti voi miei cari Maestri che avete il dono di insegnare senza retorica senza falsi paternalismi, auguro buona Vita anche se questo mica so se è bene o male, sicuramente È e questo mi basta!

Mio

Tuesday, 24 June 2008

Sogno di Cioccolato

Purtroppo la testa ultimamente è troppo vuota di pensieri adombrati da un periodo abbastanza tirato quindi scusate la mia latente assenza dallo scrivere, però per non astenermi completamente posterò la ricetta della mia ultima e definitiva creazione culinaria, sto parlando di Sogno di Cioccolato quella che con una punta di orgoglio definirei la mia torta creata partendo da una di quelle ricette che si trovano solo sui settimanali femminili degli anni '80 (ricordate i colori?) e da me modificata secondo un personalissimo gusto votato alla venerazione per il cioccolato fondente. Ma ora poche chiacchere e passiamo ai fatti o meglio alla ricetta!
INGREDIENTI:
(Teglia da 24cm di diametro)
Impasto:

  • 200gr cioccolato fondente
  • 200gr burro
  • 200gr zucchero a velo
  • 6 uova
  • 240gr farina "00"
  • 1+1/2 bustina di lievito per dolci
  • 1 bustina vanillina o 1/2 bacello vaniglia
  • 1/2 bicchierino di brandy
Copertura:
  • 400gr cioccolato fondente
  • cacao amaro q.b.
Farcitura:
  • 1/2 lt latte
  • 1 bustina di vanillina o 1/2 bacello di vaniglia
  • 1/2 buccia di limone
  • 1 uovo intero
  • 2 tuorli
  • 1 barattolo di panna da montare (125ml)
  • 125gr zucchero
  • 60gr farina
  • 2-3 cucchiai di cacao
  • 5-6 cucchiai di granella di cioccolato fondente
Se non vi siete spaventati per gli ingredienti ed il tenore calorico in essi contenuto continuate pure la lettura :)
PROCEDIMENTO:
Impasto
  1. Montare a spuma soffice i tuorli con lo zucchero aggiunto poco per volta
  2. Aggiungere il burro ammorbidito
  3. Aggiungere poco per volta il cioccolato sciolto a bagnomaria con due o tre cucchiai di latte
  4. Aggiungere quindi il brandy
  5. Lavare le fruste dello sbattitore e montare a neve solidia gli albumi con un pizzico di zucchero e sale
  6. Aggiungere al composto ottenuto in 4. la farina setacciata ed il lievito mecolati quindi la vanillina
  7. Aggiungere gli albumi montati poco per volta MESCOLANDO delicatamente dal basso verso l'alto
  8. Infornare a 160° con forno ventilato per 15 minuti controllare la superficie superiore se tendesse a bruciare coprire con della carta stagnola quindi proseguire la cottura indicativamente per 25-30 minuti. Vale la prova stuzzicadente
  9. A questo punto bevete un caffè, un thè o una tisana in compagnia, ma perché no anche un buon vino o qalsiasi altra cosa, mi avete capito insomma fate un break!
Adesso che avete tirato il fiato è ora della crema per la farcitura! Purtroppo qui mentirò, perché questa non è la ricetta segreta che sono riuscito a estorcere dopo settimane con tediosi pianistei e ritornelli da bambino dell'asilo a mio zio L. il pasticcere di professione della famiglia, vi chiedo solo di capirmi, su queste cose non è consentito sgarrare pena la radiazione dall'albero genalogico. Comunque sia qui di seguti vi propongo una Chantilly davvero ottima già sperimentata e della quale sinceramente sono rimasto soddifatto.
Crema:
  1. Portare ad ebollizione il latte con la buccia di limone e la vaniglia
  2. Sbattere in una padella i rossi e l'uovo intero con lo zucchero
  3. Aggiungere poco per volta la farina setacciata
  4. Mescolando bene e di continuo aggiungere poco per volta il latte facendo attenzione che non si formino grumi
  5. Una volta terminata l'aggiunta del latte portare ad ebollizione per due minuti mescolando sempre il tutto
  6. Togliere da fuoco ed aggiungere poco per volta il cacao setacciato sbattendo. Il cacao dovrà amalgamarsi alla perfezione
  7. Quando la crema sarà freddata aggiungere il cioccolato sminuzzato
  8. Montare la panna, fresca da frigorifero, per dolci in un recipiente ghiacciato così che mantenga il suo stato spumoso-solido
  9. Aggiungerla quindi alla crema pasticcera ottenuta al punto 7. mescolando delicatamente dal basso verso l'alto
  10. Ecco fatta la Chantilly
Ora lo sforzo finale, tutto è pronto manca poco alla genesi della mia creatura.
Dividere la torta in tre strati avendo cura di eliminare la pelle sullo strato superiore e, qualora non sia piatto, appianarla. Mi raccomando tenete da parte questa parte levata, ci servirà dopo.
Chiusura:
  1. Riomporre la torta farcendo i due strati inferiori con circa un centimetro di crema Chantilly
  2. Opzionalmente come vedreomo dopo, passare leggermente al forno il residuo indicato in precedenza in modo tale che si secchi quindi setacciarlo in un colino con un paio di cucchiai di cacao quindi conservatelo da parte.
  3. Ora aspettate almeno dodici ore nelle quali sarete torturati ogni volta che aprirete la porta del frigo e vi troverete di fronte le vostra ciccolatosa creatura
  4. Un'ora o poco più prima di servire la torta scaldate in bagnomaria il cioccolato per la copertura, mi raccomando SENZA latte. Una volta sciolto colatelo sopra la torta aiutandovi con un coltello dalla lama calda se questo non dovesse scorrere bene
  5. Setacciate su un piccolo vassoio o tagliere del cacao amaro quindi con un penellino da cucina gettatelo contro il bordo laterale della torta, ricoprite la parte superiore sempre con del cacao amaro setacciato
Precisazione: per ottenere una copertura di cioccolato solida tipo Sacher preservare circa 100 grammi del cioccolato fondente utilizzato per la copertura, quindi sminuzzaztelo finemente ed aggiungetelo a quello sciolto a bagnomaria tolto dal fuoco, mescolate finché non sarà completamente sciolto e quindi colatelo sulla torta. Compliemnti ora avete una copertura di cioccolato fondente croccantissima!
Precisazione 2: un secondo tipo di copertura potrebbe consistere nel coprire lievemente la cima delle torata con dello zucchero a velo setacciato e per poi coprire lievemente con la creama Chantilly il bordo laterale della torta in modo che non si vedano i segni degli strati quindi con la porzione di torta tolta dalla parte superiore mescolata con il cacao (ricordate?) si ricopra tutto il bordo.
Dopo tutta questa piacevole fatica la torta è pronta... per andare nel frigorifero ancora per un'oretta e quindi potrà essere mangiata!
Voi direte: "Ma se devo aspettare circa ventiquattro ore per mangiare una torta..." beh in effetti è un po' tedioso ma ne vale la pena!!!
A presto,

Mio

PS: la versione qui postata è quella con copertura a cioccolato croccante, le foto purtroppo non sono degne dell'orgasmo che ha suscitato nelle papille gustative di chi l'ha assaggiata (parola loro non mia), purtroppo la crema supersegreta è riuscita alla perfezione per una mera questione di tempistica e temperature si è lievente smontata quindi l'aspetto è quello che è.
PPS: con tale tipo di copertura ssarebbe meglio evitare di avere strati di crema molto spessi perchéla pressione esercitata per il taglio provoca un inevitabile fuoriuscita della crema. Nel dormiveglia di una mattina mi è venuto in mete come risolvere questo problema, baterebbe infatti carotare abbastanza fittamente la torta per poi inserire nei buchi la crema richiudendo la parte superiore del buco con parte della carota estratta, sono stato preso per matto e per il culo, fatelo pure anche voi ;)

Wednesday, 18 June 2008

Grazie Mario Rigoni Stern

Ieri sera è mancato Mario Rigoni Stern. Grazie per quello che hai scritto, per la memoria che ci hai consegnato, ma soprattutto per l'esempio che rappresenti nel tuo essere Signore.
Grazie per tutto questo e molto altro ancora.

Monday, 16 June 2008

Le Particelle Elementari -Michel Houellebecq

Ultimamente ho poco tempo per scrivere ed è per questo che da più di una settimana non riesco a trascrivere degli appunti incasinatissimi che tengo sull'agendina. Ora prima che non riesca più a capirci un h ho deciso di postarli. Di che appunti si tratta? Semplicemente delle suggestioni e delle riflessioni nate dalla lettura di un libro ossia "Le particelle elementari" di Michel Houellebecq, consigliatomi alcuni mesi orsono da Museum.

La lettura di questo libro è stata per me abbastanza difficile perché mi sono trovato ad affrontare un tipo di letteratura moderna che mai avevo esplorato e nella tecnica e nell'approccio con il quale vene districata la storia, ma non per questo non ho apprezzato il libro nella sua interezza.
Di cosa parla questo libro e qual'è il suo messaggio generale? Per me è semplicemente la felicità e passione, lo scontro tra raziocinio e impulsività, caratteri elementari (come particelle) che ci appartengono in diversi rapporti e che inesorabilmente tracciano con tratti decisi la sagoma del nostro esistere e del nostro rapportarsi con gli altri. L'autore descrive questo ricorrendo ad una stesura che, non so se correttamente, potrei definire pulp e che per certi aspetti ho trovato talvolta altisonante, questo non per un mio perbenismo (non mi scandalizzo) ma più che altro perché messaggi forti possono essere resi anche non ricorrendo a scene forti. La storia narrata prende in considerazione le vicende di due fratelli, aventi in comune la medesima madre, che vivono un'infazia travagliata e per violenze fisiche subite da una parte e per violenze psicologiche perpetuate sull'atra comunque sia violenze derivate dalla vita su entrambe le parti. A mio avviso quello che manca ad entrambi i protagonisti è però la stessa cosa ossia l'amore, o meglio l'esser amati. Da una parte c'è la volontà di colmare questo disperato vuoto attraverso il sesso smodato e libero mentre dall'altra c'è la volontà di colmare questo vuoto svuotandolo attraverso un rapporto nichilista verso l'amore tentando di anullare completamente il suo essere. Quale approccio è quello vincente? Nessuno dei due, entrambi sono perdenti perché una volta assaporata la bellezza immensa dell'amore entrambi si rendono conto che il tutto può ad esso esser ricondotto, purtroppo lo capiscono troppo tardi ossia quando l'amata e quindi l'amore è fuggito verso la strada del non ritorno.
La trama si svolge o meglio è calata in un contesto scientifico-avvenieristico nel quale l'autore tenta di dare le sue visioni future e le sue possibili soluzione per avere un'umanità priva di tristezze e sofferenze ma purtroppo, e questo a mio avviso non lo prende in considerazione, anche priva di felicità. La felicità a mio avviso nasce dallo sfogo e dalla ricerca delle nostre passioni, questa ricerca porta verso situazioni che generano ricordi indelebili ed immortali che, quando sono positivi, noi accumuliamo come palloncini colorati pieni d'elio attaccati ai nostri polsi, più sono i palloncini più noi ci si allegerisce in questa vita e si vola alti alti. Mentre quando i ricordi diventano negativi inesorabilmente ci zavorrano a terra come i pesi zavorrano un sub in immersione. Io credo che tutto questo sia inevitabile per una ed una sola cosa, ossia perché c'è poco da fare o dire ma per soddisfare le proprie passioni (De André insegna) si porta del dolore in altri.
È questo un male? Nel limite in cui quella passione risulta essere l'essenza dell'essere della persona non me la sento proprio di dire di sì, perché da quell'essere nasce il bello più supremo che, seppur per un breve e fugace attimo è l'espressione suprema dell'esistenza. Ma quindi si è costretti a vivere delle sofferenze per dare sfogo alle nostre passioni? Quindi si è destinati a soffrire? La mia risposta è sì. Ma allora per quale motivo soffrire? Io una risposta l'ho trovata, sarà stupida ma per me è semplicemente per poter ascoltare Tosca in "Vissi d'arte vissi d'Amore", il racconto di una sofferenza che ci dona una bellezza sconfinata, che ci fa capire che la vita è stupenda.
Pensando a questo e a tante cose che giarano attorno a felicità e soffernza, come le particelle attornao ad un nucleo, mi sono domandato qual'è il miglior vivere se un attacco all'arma bianca verso la conquista del monte Felicità o una strenua difesa lungo una lina Maginot rispetto alla Sofferenza. Una risposta mica l'ho trovata perché la distinzione mi sembra fioca fioca, voi una risposta me la potreste suggerire?

Mio

Wednesday, 11 June 2008

Il Barbiere di Siviglia -Gioacchino Rossini

È passato un po' di tempo dal mio ultimo ascolto dedicato all'opera, in questo periodo ho tentato di perpetrare l'educazione del mio udito a questo piacevole ascolto. La mia ultima vittima è stato il Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini.
A dir il vero l'ascolto di quest'opera non mi è stato molto agevole o meglio non mi ha provocato il medesimo piacere ed entusiasmo della Tosca. Sarà perché le mie orecchie sono dure come un muro e non sono in grado di apprezzare a fondo la bellezza racchiusa in quelle arie, ma purtroppo l'unico momento che mi ha dato un piacevole brio è stato l'ascolto di Largo al Factotum, sì la conoscete anche voi: "... Figaro qua, || Figaro la, Figaro qua, Figaro la, || Figaro su, Figaro giu, Figaro su, Figaro giu ...", ma per il resto, e lo dico con grande rammarico personale, mica sono riuscito ad andare oltre ad un monotono ascolto. Ora a voi che di orecchi sicuramente siete messi meglio del sottoscritto lascio dei piacevoli ascolti da me selezionati (spero al meglio) al fine di entusiasmarvi il più possibile.

Mio





PS: Purtroppo non ho trovato altre arie che mi son molto piaciute come: Quando mi sei vicina e Il Temporale, meritano davvero!

Monday, 9 June 2008

Monte Altissimo in Mountain Bike

Era ieri pomeriggio, come ormai da numerose domenche di quest'anno nuovo, dedico e mi diletto all'esplorazione dei miei paraggi e non solo con la mountain bike. Ieri per la prima volta ho avuto il piacere di scalare una tranqulla vetta a picco sul lago di Garda, il monte Altisssimo, che a dir il vero a discapito del nome non è poi così alto, sono ciraca 2100 metri. La fatica nell'arrivare sulla cima è stata parecchia anche perché (come al solito) prima dell'ultima salita mi dedico molti altri chilometri che alla fine pesano e non poco. Ora con un dolce mal di gambe dedico a chi di qui passa le foto del mio tour domenicale sperando di affascinarvi con le vedute tra nubi e sprazzi di sole estivo anche se ancora non troppo.
A presto,

Mio

PS: l'album di Picasa è linkato sulla foto, clickateci ed entrerete. Al più presto inserirò ulteriori foto, per ora sono poche(solo 2 :( ).

Soundtrack of my tour: Cirano -Francesco Guccini

Something About Me

Last Listen Music

  • Rimmel -Francesco De Gregori
  • Mio Fratello E' Figlio Unico -Rino Gaetano
  • Ingresso Libero -Rino Gaetano
  • Going For The One -Yes
  • Serenade in Bb K361-370a [Gran Partita] -W. A. T. Mozart
  • Relayer -Yes
  • 9° Sinfonia -Ludwig Van Beethoven
  • Blue -Joni Mitchell
  • Quadrophenia -The Who
  • Tales From Topographic Ocean -Yes

Last Read Books

  • Manuale del Guerriero Della Luce -Paulo Coelho
  • Il Castello dei Destini Incrociati -Italo Calvino
  • Il Petalo Cremisi e il Bianco -Michel Faber
  • Dance Dance Dance -Murakami Haruki
  • On The Road (Sulla Strada) -Jack Keruoac

Last Seen Movie

Translation - by Google