Are you sure?

Radio Pazza

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Friday, 29 January 2010

A Te

Tu che sei donna perché la tua sensibilità ti preclude ogni altro esistere.
Tu che credi di non capire le Cose ma poi le senti, le provi, le centri e ci entri.
Tu che poi non centra il genere, perché anche se sei maschio, nulla cambia forse solo la tua sensazione di differenza, quella sì ma c'est la vie.
Tu della quale non conosco il vero volto, occhi e sorriso. A me mica importa.
Tu che ti ritrovo in altre terre desolate e solitarie sai, mi ha fatto piacere incontrarti un tempo. Lo è sempre di più ora.
A te con la minuscola parte femminile che mi appartiene dico ti Amo, perché mi illudo di conoscerti in ogni tuo intimo pensiero.


Porto sempre l'ombrello nello zaino ma qui non lo uso mai. Acqua fredda mi aspettava all'uscita dell'autobus, mi sono lasciato bagnare il volto lasciandomi baciare da ogni singola goccia. Lasciandomi accarezzare dall'aria che sa ancora d'inverno. Con Musica nell'Anima sono diventato vento con me Faber a raccontarmi un sogno. E' davvero bello essere vento, peccato che sia durato poco.

Care lettrici e lettori, silenti oppure no a voi buona serata.

Roberto



PS: questa sera ho rivisto il "mio" amorepseudoplatonicoadolescenziale, o come l'avevo chiamato non so, davvero carina. Devo dire che ho degli ottimi gusti. Il suo "buona sera" luminoso e cordiale, sì sapeva di luce... ho davvero degli ottimi gusti. Comunque non era per me, non mi sbagliavo. Ma questo non importa, ora sono lupo, sono solo e sono affamato d'altro. Nessuno mi può fermare, solo io posso tutto. Il corpo è quasi affilato, manca poco, la mente mi dice che ne ho ancora. Ora devo solo fermare il tempo anticipando il futuro. Nulla più.


Monday, 25 January 2010

Io, Per Me

Quando non ci si sente capiti la verità è che non si hanno risposte per noi. Non ci si capisce e generalmente si sta male, semplicemente ci si sente impotenti, solitamente non mi voglio bene. Ora non me ne voglio.
Tutto va a ramengo irrimediabilmente senza chiedere il permesso. Tutto torna nel buio di una stanza che non si è mai chiusa: "Piano incapacità e mediocrità. Porta debolezza in fondo a destra!", come il cesso non mi serve bussare, per me è sempre aperta.

Ancora notti umide nonostante il tetto, notti che mica sai che colore ha il sonno, semplicemente ti convinci che hai dormito. Alle una del pomeriggio crolli e per fortuna che ti sei regalato un pranzo leggero, sì leggero... forse troppo. Ma la storia del cibo è un'altra, ora non conta, le conseguenze non contano mai perché inevitabili. Le azioni le si sceglie sono la genesi, la sorgente di Tutto.

Non mollerò facilmente, probabilmente ritornerò a casa con la coda tra le gambe, ma non è questo il punto, talvolta deve cadere della pioggia no? Il dopo, il futuro ed il suo sapore, quello sarà il punto.
Un'ombra ti ricorda che i tuoi capelli sarebbero da tagliare perché troppo cresciuti come i tuoi pensieri, da tagliare perché arruffati e vorticosi come le "tue" correnti che non vuoi recidere perché ti legano a questa avventura.

Il giorno ha sempre ventiquattro ore, dormire meno non posso sarebbe stupido e dannoso, mi sveglierò prima annullando ancora di più il mio tempo libero a fine giornata. Questo lo so fare, da egocentrico ed insensibile quale sono mi riesce facile. Forse più stanco dormirò meglio.
So che sbaglio ma questo è l'unico prezzo che posso pagare per raggiungere Efficacia, visto che Efficienza non mi appartiene e forse mai mi apparterrà.

C'est la vie.

Mio


Stesse mattine, stesso viale. Come un mantra la stessa musica. Il mio grido di rivoluzionario contro la mia staticità.

Wednesday, 20 January 2010

Incontri Impossibili

C'è G. occhi grandi e chiari, viso fino e spigoloso come di marmotta, teso a pelle di tamburo. Zigomi sporgenti guance inesistenti. Barba rada che tarda a crescere come l'età che non mostra ma possiede. Mi piacerebbe avvicinarmi a lui, forse perché taciturno schivo come me, perché distaccato, gentile ma con quel piglio che sa di rivoluzionario incazzato. Mi piace G. perché la sua risata assomiglia alla mia, non per tono, questo non lo so, ma per come appare: raramente, per poche persone, esplosiva e senza controllo.

Poi c'è M. viso quadrato collo corto e tozzo si direbbe un giocatore di rugby ristretto in un metro e settanta o poco più. Menefreghista e cazzone all'apparenza, ma solo quello, perché è per scelta, per provocazione. Occhi attenti pure lui, scuri fermi. Concentrati quando le labbra stringono la penna e fissano il foglio,. Fermi quando ti osserva. L'aspetto trasandato e la barba sempre da radere nascondo un rigore di pensiero che mica è facile trovare e riscontrare. Ci va davvero in verticale nelle cose.

T. pure lui occhi scuri, mediterranei come il viso e il colore della pelle. Non è di queste parti. Lenti non troppo spesse mi fanno pesare cosa ci sia dietro, forse sono occhi buoni, forse anche no. Sempre rasato alla mattina ma per abitudine non per scelta, il vestire senza stile particolare che si possa notare o ricondurre ad un aspetto personale sono per me una prova del suo pensiero sulla secondarietà dell'aspetto fisico e del gusto del vestire per il particolare estroverso che non torna con quella rasatura. Forse è il suo modo di non curarsi, non so. Guarda strano lui, guarda tra dritto e schivo, accenna sorrisi con denti leggermente larghi e colorati di caffè, pure la bocca è larga così come la testa tutto è proporzionato. Credo che fondamentalmente sia un buono, solo non capisco cosa lo muova ora, forse è che lo conosco solo da tre giorni, non so. La riservatezza di entrambi mi preclude da ogni giudizio.

... beh poi c'è D. tutti dicono che è strano. Per me l'aggettivo giusto è fantastico.
Barba da fare da due giorni, sempre. Occhiali modello dieci anni fa, montatura in metallo rotondamente squadrati, colore nero. Lenti di plastica, di quelle che ingialliscono col tempo. Capelli che sembrano i miei di adesso se non fosse per il colore si direbbe che amiamo lo stesso barbiere, quello aperto due volte l'anno. chissà perché alla fine non ci curiamo poi tanto di quella cosa che portiamo in testa, mah.
Il vestire è casual e con gusto, credo che debba esser grato alla moglie per lo stile. Dico questo perché l'unica cosa che non mi torna sono le scarpe, troppo fuori luogo con il resto. Potrebbe essere che sia viceversa, che la moglie scelga le scarpe e lui i vestiti ma non credo.
Sorriso strano, quasi di maschera di quelli che ti fanno pensare: "Sta ridendo o è un'espressione facciale?". Gli occhi non sono quelli di un cinquantenne e neppure di bambino, no decisamente. Sono li, sotto le ciglia spesse che vanno ad ingrigire fermi tra un verde e un marrone sospesi, fissi ti tagliano come lame di rasoio, come di ventenne incazzato. Lui non credo lo sia mai stato, troppo gentile e riflessivo nel carattere, sicuramente CAZZUTO e tanto. Quelli sì, decisamente.

Poi c'è R., il quinto della compagnia che parla poco perché non ha cosa dire ascolta tanto perché di fronte a loro non si può fare altrimenti. E' che poi loro lo distraggono con quelle personalità non banali con i loro pensieri, i loro movimenti. I loro silenzi.
Non riesco a fare a meno di concentrarmi su cosa hanno dentro, sul fatto che forse solo D. sa qualcosa che nessuno di noi sa. Lo sa perché quando parla si introduce con "scusa la mia domanda stupida...", per qualcosa che non capisce ma che in realtà, forse, nessuno tra di loro capisce realmente.
D. lo sa perché precedente la pone da seduto e ascolta la risposta alzandosi aggiustandosi il maglione che era li tale e quale da più di mezzora, in realtà si sistema i pensieri. E' delizioso vederlo pensare.
D. dice sempre di essere in ritardo ma in realtà si dimentica sempre di specificare rispetto al treno precedente il suo, lo sa e ci gioca.
D. danza come ho visto fare pochi in ciò che porta dentro, tra le sue parole e quando si muove. D. tira alla platea un "merd!" quando sbaglia a coniugare un verbo in inglese, ma il suo inglese è eccellente. Probabilmente perché sa che non è allo stesso livello di molte altre cose.
D. mi piace quanto mi spaventa. Mi piace incredibilmente.

Buona serata a tutte/i,

Mio


Questa, anche se non gli arriverà mai, è per loro. Perché lo fanno solo per passione

Saturday, 16 January 2010

Deep Throat

Non so perché ma ieri sera tra me, E. e D. si è andati a parlare di questo film porno-sentimentale degli anni '70, o meglio: non mi ricordo perché ho aperto l'argomento tentando di spiegare pure la trama nel mio pessimo inglese! :) So solo che poi ho cercato la canzone che chiude il film e FINALMENTE l'ho trovata, sarà la nuova suoneria del mio cellulare!

Mi sa che qui mi vedono come un tipo assai strano, in effetti non stento a credergli anche perché sono capitato in casa con una sedia d'ufficio raccattata per strada (non so cosa mi stia succedendo) tra la "spazzatura" che qui lasciano davanti ai cancelli per la raccolta speciale. Ma per me la loro è solo invidia, perché è una di quelle molleggiate che mica si trovano più! :)
Forse mi trovano strano per il linguaggio che adotto che essendo limitato tento di rendere efficace adottando un approccio surrealista. Col senno di poi mi rendo conto che forse non è la strada migliore, ma forse anche no, per essere capiti. Come si potrebbe capire che definisce due libroni di biologia come due amiche di nome Blowjob e Handjob e il terzo, quello di fisica, come l'amico bisex? Volevo solo comunicare ad E. che se vorrà lo studio potrà essere più piacevole, ha riso come un pazzo. Non so se mi ha capito.
Poi c'è D. che chiede ad E. se si è scolato tutta la bottiglia di spumante - comperata con il criterio cheaper is good -, lui ammette che sì, che è stato un lavoro che ha richiesto le ultime tre ore. D., da fondamentalista musulmano, mi è sembrato molto perplesso perché E. era tutt'altro che violento io gli ho detto: "vino veritas", mi sa che molto tardi anche lui berrà. Poi mi guarda e mi chiede se ho bevuto pure io visto che sparo minchiate a raffica, io gli rispondo: "Sai si può scegliere per alcool o donne, io preferisco la seconda.", ennesima minchiata, lo so, ma ero passata per la mia baguette quotidiana...

In realtà non è questo, e forse l'ho pure confessato a loro, in realtà è che sono eccitato e che le mani mi tremano e che questa notte non ho preso sonno facilmente e che il sonno è stato intermittente e che è l'effetto dello studio pazzo e della settimana molto importante mi aspetta.
Sapete, a modo mio credo di danzare, mi sento sul filo del rasoio in bilico tra Amore e Passione, rinuncia e ritirato. In bilico tra ciò che vedo, sento, vivo e provo. Ciò che desidero ma che non riesco a raggiungere, che sembra allontanarsi.
Mi sento incosciente come un adolescente, dovrei aver raggiunto la maturità già da un pezzo, quella che fa rientrare nei ranghi, ed invece me ne frego altamente di mode e comportamenti prestabiliti, formali ed imposti senza motivo. Guardami se mi vuoi vedere, altrimenti fa lo stesso. Questo è quello ora per tutto, anche per il mio non-lavoro.

"Forse è più vecchia di ventidue", questo ho pensato ieri mentre il nostro sguardo si è incrociato dietro un vetro trasparente. NON CREDO ASSOLUTAMENTE e e neppure pretendo che fosse rivolto a me, ma voglio pensare che lei creda che il mio fosse per lei. Ma questo non è nulla in particolare, non crediate. Questo fa parte del TUTTO qui ed ORA. Della mia versione NATURE.

A presto,


Mio


PS. per chi non avesse mai visto il film (a me è pure piaciuto, per essere surreale ma anche no, è divertentissimo), ecco la mia nuova suoneria per sveglia e chiamate... è che se penso che verrà associata a chiamate di amici/e un po' rido pure :D




Deep Throat - by unknown artists

Now I'm going to tell you the way it has to be:

Just relax your musicles and once you hit that spot
keep right on pushing and give it all you've got.
Now we've found your tinkle the solution is quite clear.
For if we both can hit it now the bells you'll surely hear.

(refrain)

Deep throat
Deeper than deep your throat
Deep throat
Don't row your boat
Don't get your goat
That's all she wrote

Sunday, 10 January 2010

Correnti Vorticose Invernali

E' inverno, fa freddo è normale. E' inverno.
La neve cade, andrà e tornerà ciclicamente candida cambierà le forme, ne celerà il carattere.

Le certezze cadono una ad una, forse non erano tali.
Cos'è successo? E' l'ombra che torna con la luce? Ombra che non chiede permesso e non dice mai scusa, che arriva su un'alba che ti bagnava le labbra come di dolce nettare lasciandoti colori mai visti negli occhi ti ripuliva il grigio che credevi indelebile, dentro. E' l'ombra ha smesso di riposare nell' inutilità della SUA notte più profonda.
Piegare il tempo come si fa con un fazzoletto, riporlo in tasca e lasciarlo in sospeso per aprirlo solo quando serve, solo per me. Impossibile, no non ci riesco.

Ho paura, lo ammetto, ma non sono spaventato. Ho paura, lo sento, è l'incertezza che non riesco a riordinare manipolare convertire. Eretica miscredente fai la mia Anima dolente! Mi distrugge ma non per questo mollerò, il mio scalpo sarà sudato sai? Il lieto evento la mia linea di ritorno, dopo.
Un volo come d'angelo spezzato tra terra e cielo, la Realtà ripiega il Sogno rinasce e rivive. Non ti inseguirò più, dopo. Scusami già da ora anche si di te ho bisogno.
Una lapide che non voglio mi guarda e mi chiama, una data è da scrivere. No, non ora. Non così almeno!

E' inverno, fa freddo è normale. E' il mio Inverno.

Mio


E poi anche le canzoni cambiano colore, umore anche quando la Passione rimane.




Inverno -Fabrizio De André

Sale la nebbia sui prati bianchi

come un cipresso nei camposanti

un campanile che non sembra vero

segna il confine fra la terra e il cielo.


Ma tu che vai, ma tu rimani

vedrai la neve se ne andrà domani

rifioriranno le gioie passate

col vento caldo di un'altra estate.


Anche la luce sembra morire

nell'ombra incerta di un divenire

dove anche l'alba diventa sera

e i volti sembrano teschi di cera.


Ma tu che vai, ma tu rimani

anche la neve morirà domani

l'amore ancora ci passerà vicino

nella stagione del biancospino.


La terra stanca sotto la neve

dorme il silenzio di un sonno greve

l'inverno raccoglie la sua fatica

di mille secoli, da un'alba antica.


Ma tu che stai, perché rimani?

Un altro inverno tornerà domani

cadrà altra neve a consolare i campi

cadrà altra neve sui camposanti.



Thursday, 7 January 2010

Stat(IC)o: The Good Things In Live Aren't Free

Non è che non deve, semplicemente NON PUO' andare a finire allo stesso modo. Come fare? Non so.
Una cosa mi frustra e mi fa star male, sono le figure di merda. Non perché ci sia niente di male in questo, di per se intendo, ma perché a mio modo di vedere, per me, sta quando ce la metti tutta per non farle e poi le fai lo stesso. Probabilmente non sono ancora a tutta, sono convinto che l'ignoranza non sia congenita e neppure endemica. Semplicemente la si accetta come condizione. Ora sono - non mi sento ben inteso - TROPPO ignorante. TROPPE figure di merda.
Non mi piace questo mio "lavorare" perché non va come DEVE andare, perché lavoro non è e perché sto nel mezzo di occasioni che nella vita non capitano due volte. Il condizionale non esiste, non ora e non per questo, la mia non è un opinione.

Il problema è che mica so da che parte cominciare, come uscire da questo stato statico.

Come si fa a cercare un limite se questo non esiste?

Buona serata,

Mio




Tenement Funster -Queen (Taylor)


My new purple shoes, bin amazin the people next door
And my rock n roll 45s, bin enragin the folks on the lower floor


I got a way with girls on my block

Try my best be a real individual

And when we go down to smokies and rock

They line up like its some kinda ritual


Oh give me a good guitar, and you can say that my hairs a disgrace

Or, just give me an open car, Ill make the speed of light outta this place


I like the good things in life

But most of the best things aint free

And this same situation, just cuts like a knife

When youre young, and youre poor, and youre crazy


But oh, give me a good guitar, and you can say that my hairs a disgrace

Or, just give me an open car, Ill make the speed of light outta this place



Wednesday, 6 January 2010

Could Be Late: Call From My Steppe

Ritorna senza un perché apparente come quando se ne era andato. Te lo aspettavi, lo avevi previsto perché non poteva essere altrimenti. Pessimista potrebbero pensare, no grazie solo realista. Questione di consapevolezza condita con un pizzico di coscienza in me stesso.
Ritorna più forte di prima o forse solo tu sei diventato più debole. abbassare la guardia implica anche questo. Fottuta salita parti subito alla grande eh? Ripida tagli il fiato mandi in acido le gambe.
Ritmo, respiro, mente, cuore muscoli. Ricetta infallibile se si conoscono le giuste dosi. Purtroppo non ho il tempo di pensare, di provare.
La vacanza è finita si ritorna nella steppa vecchio caro lupo rientriamo, senza data alcuna l'uscita. Per ora è stato un piacere, incoscienza finita punto e a capo.

Scusate a tutti la lontananza inevitabilmente sarà pure assenza.

Mio



It's Late -Queen (May)

You say you love me

And I hardly know your name

And if I say I love you in the candlelight

There's no one but myself to blame

But there's something inside

That's turning my mind away

Oh how I could love you

If I could let you stay



It's late - but I'm bleeding deep inside
It's late - is it just my sickly pride?

Too late - even now the feeling seems to steal away

So late - though I'm crying I can't help but hear you say

It's late it's late it's late

But not too late


The way you love me

Is the sweetest love around

But after all this time

The more I'm trying

The more I seem to let you down

Now you tell me you're leaving

And I just can't believe it's true

Oh you know that I can love you

Though I know I can't be true

Oh you made me love you

Don't tell me that we're through


It's late - but it's driving me so mad

It's late - yes I know but don't try to tell me that it's

Too late - save our love you can't turn out the lights

So late - I've been wrong but I'll learn to be right

It's late it's late it's late

But not too late


- I've been so long

- You've been so long

- We've been so long tryin' to work it out

- I ain't got long

- You ain't got long

- We gotta know what this life is all about


Too late much too late

You're staring at me

With suspicion in your eye

You say what game are you playing?

What's this that you're saying?

I know that I can't reply

If I take you tonight

Is it making my life a lie?

Oh you make me wonder

Did I live my life right?


It's late - but it's time to set me free

It's late - yes I know but there's no way it has to be

Too late - so let the fire take our bodies this night

So late - so let the waters take our guilt in the tide

It's late it's late it's late it's late

It's late it's late it's late it's late

It's all too late



Sunday, 3 January 2010

Sperando Di Regalare Un Po' Di Colore

Volevo scrivere di tante cose, molte polemiche. Non contro l'Italia, ma CERTI campionari italiani, quello sì. Non lo farò perché ora mi sembra tempo sprecato e mi fa venire il sangue amaro, ma solo un pochino. Nulla più.

Mi sono sempre chiesto cosa sia un museo, forse è un regno fatato un posto dove tutti mutano in meglio anche se non per questo diventano accettabili. Credo che tutto cominci con la fila fuori, si instaura un magico autogoverno che, una volta tanto, funziona. Non si può saltarla altrimenti si viene tacciati all'istante ed invasi da ondate di disprezzo, un fine comune fa nascere questo meccanismo formidabile, sarebbe da chiedersi se potrebbe sempre essere così facile. Per me la risposta è sì! Quando il disprezzo proviene dalla quasi totalità delle persone colpisce sempre.
Il museo è un luogo mitico e tangibile perché, credo, ognuno si sente piccolo piccolo di fronte a ciò che si trova davanti. Si sente piccolo piccolo perché capisce che di fronte ha l'immagine stessa della fragilità, l'opera d'arte. Peccato che si dimentichi, fuori, che la Vita sia la prima opera d'arte dalla quale nasce tutto.
Ma ora entriamo nel museo, basta attendere con questa fila di pensieri, la fila l'ho fatta io e me la sono goduta in tutti i suoi lati positivi e negativi, ascoltando la musica e guardandomi attorno, battendo i piedi al ritmo che sentivo (?!?!?!?) talvolta sussurrando pure...

E poi sei dentro e senti un brivido che ti percorre, non hai freddo, nei musei non fa mai freddo. E un altro ancora, e poi un secondo dietro a rincorrerlo come una freccia nella freccia a cogliere lo stesso centro. Il mio punto G? Ti siedi sul divanetto nella sala Ensor, devi fermarti, sei decisamente stanco ma non fisicamente, in testa scrivi per trovare un po' di equilibrio e non perdere le emozioni. Ti chiedi se non sia magari un malanno di stagione tutto quel rabbrividire, no, non può esserlo sei "fresco come una rosa".
Poi altre stanze ti chiamano, altri brividi ti prendono alla sprovvista entrando dagli occhi senza chiedere permesso percorrono le braccia salgono la schiena. Per me, come ho avuto modo di dire, si chiama orgasmo ed è pure multiplo. Da oggi mi sento un po' più donna.

Alla fine di tutto, di foto sfuocate prese con una macchinetta da mandare a fuoco, di visi di persone e di quadri che non ti consentivano di staccare la visone, raccogli i pezzi chiudi il puzzle con l'ultima tessera. E' un viso di donna, nessuno in particolare uno per tutti. Ogni opera d'arte li era femmina, decisamente, talvolta androgina talvolta delicatamente femminile altre volte superbamente donna. Ogni quadro racchiudeva luce, colore, vita.
No, sono convito che avevo ragione quando dissi al mio compagno di appartamento: "Vedi questo è il senso delle donne nella Vita degli uomini, mettere dei palloncini colorati in tutto l'appartamento durante la notte per rendere la nostra casa più felice e luminosa", perché questo ha fatta S. la nostra compagna d'appartamento.
Nessun pittore di quelli che ho visto oggi avrebbe potuto fare certe cose non pensando alemeno un attimo a Voi. Senza di voi, care, mica esisterebbe tutto questo. Mica esisterebbero i palloncini colorati.(*)

A presto,

Mio


(*) magari erano tutti omosessuali però a me piace pensarla così :)




PS: Caro N. so che una ti "inquieta", nel senso che ti preoccupa... beh allora te la metto in primo piano, no meglio di no, però sai, bisogna affrontare le proprie paure, se vuoi ti mendo il titolo dell'opera e Courbet e il titolo... lo faccio per te, non ringraziarmi! :D:D:D:D:D:D

Thursday, 31 December 2009

Brividi di Freddo

E poi guardi quelle foto, nessuno in particolare solo stantie foto di te stesso prese qua e la, randomico e disordinato puzzle che si propone di salvare uno schermo elettronico. Dicono che funzioni. Guardi e solo tu sai cosa sono e perché sono li. Gli altri possono pensare essere immagini di ricordi ma si sbagliano. No, non sono questo.
Te le ricordi tutte una per una ti ricordi cosa eri ti ricordi quella MORTE PROFONDA, cazzo. CAZZO. Piango.
Tutto ha un senso ma talvolta gli si attribuisce troppo valore. Questo è il problema.

E poi ti chiedi come mai di quei Perché che non sai, lanci Come che sono pietre che scivolano su un lago ghiacciato e scivolano via senza lasciare traccia. Dei Quando non ti curi più perché loro han deciso di nascondersi e se lo fanno sono introvabili, passeranno anche loro.
Tutto ha un senso, il presente e il passato. Talvolta si sbaglia con il secondo e si devasta il primo. Talvolta si sbaglia il secondo e si tenta di raddrizzare il primo. Credo di aver sbagliato, mi è andata bene.
Gela il sangue nelle vene capire tutto questo, capire che il giusto è un illusione.
Scusami Roberto, se mi chiamo fuori dal gioco ma non sono pronto per illudermi io e le cose non si va più d'accordo a meno che non si sia disposti a vivere di menzogne.

Gela il sangue quella domanda posta a te stesso e quella tua risposta senza appello e giustificazione.

Buon fine a tutti voi!

Mio


PS: sì cara, avevi ragione: brividi di freddo che mi hanno gelato il sangue. Troppo.





Io e le cose -di Gaber e Luporini

Ad essere sincero io non so
se esistono le cose
non so se vanno male o bene
se tutto è un'illusione
ad essere sincero io non so nemmeno
se anche le persone
coi loro sentimenti e la ragione
esistono davvero.

Io non so niente
ma mi sembra che ogni cosa
nell’aria e nella luce
debba essere felice
io non so niente
ma mi sembra che due corpi
nel buio di una stanza
debba essere esistenza.

E gli alberi le spiagge i cani e i gatti
e strani oggetti che cito alla rinfusa
il tavolo la stanza una camicia appesa
le carte coi tarocchi e poi gli eterni scacchi
un piccolo divano
e una foto di mio padre quand'era bambino
e poi lo specchio rosso
su cui splende un'illusoria aurora
chissà se è mai esistito
chissà se esiste
ora.

Io non so niente
ma mi sembra che ogni cosa
nell’aria e nella luce
debba essere felice
io non so niente
ma mi sembra che due corpi
nel buio di una stanza
debba essere esistenza.



Tuesday, 29 December 2009

Quello che non...

Gambe allungate sul letto, schiena al muro. Tratti blue a vergare carta cingolata per stampe d'altri tempi. Una musica che batte prepotente ai tuoi pensieri facendosi messaggera, tramite. Ponte di emozioni. Una penna che risponde sull'attenti.

Fa paura non conoscersi, sentire che l'aria si fa fluida come di liquido denso, una massa meravigliosamente tangibile che riesci a penetrare, varcare e spostare. Corrente che ti avvolge come le pieghe di quello spirito ancora troppo ignoto. Il tuo.
Attrae quella città che ti può cambiare una giornata senza chiederti il permesso, basta lasciarsi andare sul suo corpo. Basta camminare a passo di musica, forse pure ancheggiando perché non te ne frega. Ti piace. Camminare su questa mia diversità anonima che non importa e non importerà a nessuno, a me pure. Spero per sempre. Finalmente qui tutti sembrano capirti senza tentare di farlo non per naturalezza, assolutamente, probabilmente perché a nessuno importa niente di nessuno. Ti chiedi se questa è la dimensione della verità, un miscuglio eterogeneo e ben dosato di anarchia e libertà.
Cantare in metro, lungo nastri trasportatori e scale mobili a voce non proprio sussurrata, mentre scendi in quei cunicoli alla ricerca di uscite che sono sempre anche entrate. Ti piace, lo fai. Mentre lesto e svelto a dribblare i viaggianti tra flussi che si incontrano senza mai scontrarsi lasci un pardon lasciato sospeso nell'aria tu già tropo distante: "pungente come un' ape, leggero come una farfalla", sono qui, sono la. Schivato, andato. .. in ritardo, vabbé fa lo stesso e non chiedi nulla perché hai il cappuccio fuori dalla giacca perché saltelli su scalini come un bambino ai passi di una danza che non conosci. Oltre la barriera di quelle sottili strade metalliche uno sguardo curioso ti coglie, lo incroci ma non smetti. Che deficiente penserà, vabbè ad ognuno il suo no? :)

Sei sul filo del tutto, lo sai. Fa paura. Il nulla ad un soffio. Un passo sbagliato e la danza finirà con le caviglie slogate e le ginocchia rotte.
Mentre tutto passa velocemente come figure di persone ad una stazione senza fermata ti trovi fissata sugli occhi senza un perché o un come l'immagine indelebile di capelli accarezzati dolcemente dall'aria portata da un treno che sicuro ti riporta verso quella tua non-casa la tua stazione che dovrai riuscire a cambiare in una non-fermata. Non sempre tutto ha un come ed un perché. Forse è tutto merito dello spazio e del tempo o della velocità che poi sono la stessa cosa.

Non si è mai soli anche quando non si ha nessuno vicino se si è alla ricerca di quello che non...

Vedere. Sentire. Conoscere. Volere. Sapere. Non Essere.

A presto lettori, sopiti, silenti e sempre presenti.

Mio






Quello che non... - Francesco Guccini

La vedi nel cielo quell' alta pressione, la senti una strana stagione?

Ma a notte la nebbia ti dice d' un fiato che il dio dell' inverno è arrivato. 
Lo senti un aereo che porta lontano? Lo senti quel suono di un piano,
di un Mozart stonato che prova e riprova, ma il senso del vero non trova?

Lo senti il perché di cortili bagnati, di auto a morire nei prati,
la pallida linea di vecchie ferite, di lettere ormai non spedite?
Lo vedi il rumore di favole spente? Lo sai che non siamo più niente?
Non siamo un aereo né un piano stonato, stagione, cortile od un prato...

Conosci l' odore di strade deserte che portano a vecchie scoperte,
e a nafta, telai, ciminiere corrose, a periferie misteriose,
e a rotaie implacabili per nessun dove, a letti, a brandine, ad alcove?
Lo sai che colore han le nuvole basse e i sedili di un' ex terza classe?

L' angoscia che dà una pianura infinita? Hai voglia di me e della vita,
di un giorno qualunque, di una sponda brulla? Lo sai che non siamo più nulla?
Non siamo una strada né malinconia, un treno o una periferia,
non siamo scoperta né sponda sfiorita, non siamo né un giorno né vita...

Non siamo la polvere di un angolo tetro, né un sasso tirato in un vetro,
lo schiocco del sole in un campo di grano, non siamo, non siamo, non siamo...
Si fa a strisce il cielo e quell' alta pressione è un film di seconda visione,
è l' urlo di sempre che dice pian piano:
"Non siamo, non siamo, non siamo..."



Saturday, 26 December 2009

Essere Vento

Essere Vento

Un solo tocco invisibile.
Mi lasci.

Mani vuote stringono Passato,
breve ed insensato.

Nel cuore scende Gelo.
Non ho bisogno di ali
per fermare Tempo.

Devo trovare me stesso,
ricominciare ad essere Vento.

Mio






Khorakhané (a forza di essere vento) - Fabrizio De André

Il cuore rallenta la testa cammina
in quel pozzo di piscio e cemento
a quel campo strappato dal vento
a forza di essere vento

porto il nome di tutti i battesimi
ogni nome il sigillo di un lasciapassare
per un guado una terra una nuvola un canto
un diamante nascosto nel pane

per un solo dolcissimo umore del sangue
per la stessa ragione del viaggio viaggiare
Il cuore rallenta e la testa cammina
in un buio di giostre in disuso

qualche rom si è fermato italiano
come un rame a imbrunire su un muro
saper leggere il libro del mondo
con parole cangianti e nessuna scrittura

nei sentieri costretti in un palmo di mano
i segreti che fanno paura
finché un uomo ti incontra e non si riconosce
e ogni terra si accende e si arrende la pace

i figli cadevano dal calendario
Yugoslavia Polonia Ungheria
i soldati prendevano tutti
e tutti buttavano via

e poi Mirka a San Giorgio di maggio
tra le fiamme dei fiori a ridere a bere
e un sollievo di lacrime a invadere gli occhi
e dagli occhi cadere

ora alzatevi spose bambine
che è venuto il tempo di andare
con le vene celesti dei polsi
anche oggi si va a caritare

e se questo vuol dire rubare
questo filo di pane tra miseria e sfortuna
allo specchio di questa kampina
ai miei occhi limpidi come un addio

lo può dire soltanto chi sa di raccogliere in bocca
il punto di vista di Dio


Cvava sero po tute
i kerava
jek sano ot mori
i taha jek jak kon kasta


(Poserò la testa sulla tua spalla
e farò
un sogno di mare
e domani un fuoco di legna )

vasu ti baro nebo
avi ker
kon ovla so mutavia
kon ovla


(perché l'aria azzurra
diventi casa
chi sarà a raccontare
chi sarà )


ovla kon ascovi
me gava palan ladi
me gava
palan bura ot croiuti


(sarà chi rimane
io seguirò questo migrare
seguirò
questa corrente di ali )

Thursday, 24 December 2009

Just A Bitter Guy

...continua da ieri

Era più o meno il week-end scorso che mi sono definito in questo modo parlando con D. . D. è un giovane ragazzo algerino immigrato da queste parti che lavora e studia, è gentile e cortese. E' in cerca della sua chance qui. D. è un fondamentalista islamico che tenta di seguire la sua strada nella vita tracciata con le parole di un dio in cui crede. Gli auguro di riuscirci ma di non imporre mai il suo punto di vista a nessuno, spero che non lo dimentichi mai. Spero che rimanga sempre come è ora intelligentemente rispettoso. Sì, D. è proprio un bravo ragazzo ora, poi, chissà.
Il week-end scorso - dicevo - mi sono espresso in questi termini mentre gli insegnavo come fare una cioccolata calda home made e lui mi diceva cordialmente che ci sarebbe voluto un po' di zucchero ed io rispondevo: "Sorry, I'm a bitter guy". Lo ripetevo convinto pochi giorni dopo parlando con lui di ragazze, religione e Amore, Vita e fiducia ed altre cose del genere mentre saltavo dei fusilli al pomodoro e lui mi diceva scherzando se era il metodo a "l'Italienne".

Oggi (ieri n.d.M.) sono andato in mensa con i miei compagni di lavoro, altri ragazzi imbarcati nella mia stessa avventura, io sono rimasto taciturno per tutto il pranzo, l'impossibilità di esprimermi mi inchiodava a quello stato ma forse anche no. Forse realmente, per scelta o perché con la testa altrove o per istinto... non so. A fine pranzo, casualmente, mi è stata presentata una ragazza italiana e l'unica cosa che sono stato capace di dire è stato un"ciao" neppure tanto convinto, chissà perché... se la vedrò ancora mi scuserò per essere stato sgarbato. Purtroppo mi succede molto spesso.
Uscendo dalla mensa mentre mi incamminavo verso l'ufficio B., un gran Gran GRAN bravo ragazzo, nel suo splendido inglese francesizzato mi ha chiesto se non mi faccesse piacere incontrare italiani, non è questo ho risposto. Ancora una volta poco convinto. Mi sa che mi vede molto strano, anche perché mi ha chiesto se preferisco osservare, ho risposto di sì ma che certe volte non è bello. Perché certe volte lo si fa troppo bene ed allora si trova sempre qualcosa che non va, qualcosa per non essere tanto felici. Non ha capito.
Sapete, mi sarebbe piaciuto spiegargli delle mani bianche e scheletriche della ragazza che avevo di fronte a pranzo, di come la pelle si tendesse alla base tra un dito e l'altro, delle vene blue sui dorsi, di come i tendini affiorassero prepotenti mentre tagliava a stento l'ananas. Di come tremavano quelle mani quando non erano intente a combattere con il cibo, di come la magrezza non traspirasse prepotente dallo spesso maglione di lana occultando il suo busto sottile. Di come tutto era lampante e visibile in quella cintura di cappotto che cingeva una vita inesistente come quelle gambe perse in un paio di blue jeans.
Sì ad osservare troppo si trova sempre qualcosa che colpisce, anche in male.
Tutto questo non ho potuto dire, una lingua non ancora comune me lo ha impedito.

E poi viene sera, gli uffici si svuotano e solo la tua luce illumina il piano. A destra, oltre le finestre, un ombra furtiva ti dice che un'altra luce si sta per spegnere dopo, sarai completamente solo.
E poi ancora quelle parole di mare, di partenza, di nuovi porti e vecchi cieli.
E poi ancora quella frase come un faro: La Mente Non Ha Limiti, la mente non serve solo per lavorare. Che poi l'ho sempre pensato e saputo e NON dovrò mai dimenticarlo: Not Only A Work.

E questa sera è la vigilia di Natale, sei in cucina con D. che ascolta trasmissioni arabe, per te è un giorno come un altro e non senti per nulla la mancanza della famiglia. Forse è ancora presto, evidentemente è così. O forse no.

Questo è il gusto amaro che non riesco a togliermi dalla bocca quando mi assaggio.
Sì cara Yuki, è come hai scritto tu: DolceAmaro. Devo trovarlo, ne ho davvero bisogno, per me. Oltre ai miei limiti, in me. E' pesante essere un Bitter Boy... se poi alla mia età ci si mette pure un pseudoamoreplatonicofrancese...

Salut!

Roberto



Sunday, 20 December 2009

Perestrojka -Mikahil Gorbaciov

[...]
Conclusione

Ora è tempo di terminare... Solo poche parole di conclusione. Sono profondamente convinto che il libro non sia ancora finito e che non possa essere finito. Deve essere completato da azioni pratiche ideate per realizzare gli scopi che ho cercato francamente di descrivere in queste pagine.
La nostra ristrutturazione [perestroijka n.d.M] on è ne facile ne agevole. Noi valutiamo criticamente ogni passo compiuto, giudichiamo noi stessi in base ai risultati pratici e ci rendiamo conto che quanto appare accettabile e sufficiente oggi, domani potrà essere superato.
Gli ultimi due anni e mezzo ci hanno dato molto. I prossimi anni, forse già i prossimi mesi, vedranno nuove mosse non tradizionali. Nel corso della ristrutturazione noi ampliamo e chiariamo le nostre nozioni sul passato, sul presente e futuro del socialismo. Stiamo riscoprendo noi stessi. Tutto ciò è stato fatto, come già osservato, non per colpire l'immaginazione, <> e ottenere applausi. Noi siamo motivati dalle idee della Rivoluzione d'Ottobre del 1917, dalle idee di Lenin, dagli stessi interessi del popolo sovietico.
Noi riteniamo che i risultati della ristrutturazione apporteranno benefici anche alle relazioni internazionali, includendo quelle sovietico-americane. Il nuovo pensiero politico è un imperativo dei tempi.
L'umanità si trova di fronte a grandi pericoli. Vi sono anche troppi elementi di contrapposizione, ma le forze che vogliono e possono arrestare e superare lo scontro stanno acquistano energia e ampiezza sotto i nostri occhi.
Passare dal sospetto e dall'ostilità alla fiducia, da un <> a un equilibrio della ragione e della buona volontà, dai ristretti egoismi nazionalistici alla cooperazione... ecco ciò che proponiamo. E' lo scopo delle nostre iniziative di pace, e per questo scopo continueremo a prodigarci instancabilmente.
Nel mondo c'è un grande desiderio di comprensione e di comunicazione reciproche. E' sentito tra i politici, va acquistando slancio tra gli intellettuali, tra i rappresentanti della cultura e tra l'opinione pubblica mondiale. E se la parola russa <> è entrata con tanta facilità nel lessico internazionale, ciò è dovuto all'interesse più che giustificato per quanto sta accadendo nell'Unione Sovietica. Oggi tutto il mondo ha bisogno di ristrutturazione, cioè di un'evoluzione progressista, di una trasformazione fondamentale.
I popoli lo sentono e lo comprendono. Devono trovare un orientamento, capire i problemi che assillano l'umanità, scoprire come dovranno vivere nel futuro. La ristrutturazione è una necessità per un mondo che trabocca di armi nucleari, per un mondo assillato da gravi problemi economici ed ecologici, oppresso dalla povertà, dall'arretratezza e dalle malattie, per una razza umana che si trova di fronte alla necessità di sopravvivere.
Noi siamo tutti studenti e i nostri insegnanti sono la vita e il tempo. Io credo che un numero sempre maggiore di persone finirà per comprendere che tramite la ristrutturazione nel senso più ampio della parola l'integrazione del mondo avrà tutto da guadagnare. Quando avremo ottenuto buoni voti dalla nostra maestra più importante, la vita, entreremo nel XXI secolo ben preparati e sicuri di compiere altri progressi.
Noi vogliamo che la libertà regni suprema nel mondo durante il prossimo secolo. Vogliamo che la competizione pacifica fra i diversi sistemi sociali si sviluppi senza impedimenti, vogliamo incoraggiare la cooperazione anziché lo scontro e la corsa agli armamenti. Vogliamo che i popoli di ogni paese godano di prosperità, benessere e felicità. La via per realizzare tutto questo passa attraverso un mondo non violento e senza armi nucleari. Noi ci siamo avviati su questa strada e invitiamo gli altri paesi e le altre nazioni a seguirci.
Mikhail Gorbaciov


Visionario? Pazzo? Profeta? No, nulla di questo semplicemente una persona che aveva capito tutto o quasi con vent'anni di anticipo o poco più.
Sapete mi chiedo se in Italia ora ci sia bisogno di una ristrutturazione o di una ricostruzione. Sapete, credo che molte delle cose che ho evidenziato in grassetto appartengano solo a rare tracce della nostra società.
Se vi capita tra le mani su una bancarella di libri usati comperatelo perché non è più in stampa e perché ne vale ASSOLUTAMENTE la pena e il discorso non è politico - magari lo fosse - ma di educazione sociale, nel primo caso ci sarebbero meno problemi nel mondo!

Questa, per me, non è utopia!

Mio






Thursday, 17 December 2009

Quaranta-Venti-Dieci-Otto - Novantotto

Qui si lavora trentacinque ore la settimana, se vuoi fare di più rischi di essere preso per pazzo, ti donano ferie e non so cos'altro ancora. L'importante, qui, è che ti devi levare dalla testa di lavorare troppo. La gente non ne approfitta di questo, hanno capito molto della vita. Complimenti davvero!

Dall'altra parte si lavora e come, se non lo si fa almeno trentotto ore alla settimana sei uno scansa fatiche, uno che rovina la società. Un cattivo esempio insomma.
Mi chiedo perché qui, per quel poco che ho potuto vedere, vada meglio. Probabilmente la c'è troppa gente che non fa ASSOLUTAMENTE nulla. Forse è giunto il tempo per chi lavora davvero di non fare più nulla scioperando, almeno ci sarebbe equità.

Qui i miei vicini d'avventura partono dall'ufficio minimo due ore prima di me, eppure sembrano riuscire a fare MOLTO e MEGLIO il loro lavoro di quanto lo faccia io. A me sembra di non riuscirci per nulla. Fidatevi è la realtà non un'impressione. Ai numeri non si mente alle leggi fisiche pure.

DEVO espandere questa nocciolina che mi trovo come mente, VOGLIO far mia questa lingua il più presto possibile per capire con chi ho a che fare, perché sappiano con chi hanno a che fare. DEVO trovare LA soluzione. Intanto mi aggrappo con i denti a questa meta-esperienza.

Oggi ho visto un giovane ragazzo replicare più e più volte con educazione ed intelligenza, tra paura timore a chi a buon diritto potrebbe essere considerato qualcosa in più di un datore di lavoro. Lo visto replicare con passione a malapena imbrigliata in una bocca che DOVEVA dire. Ho visto una prima fila di uomini di mezza età semi-genuflessi di fronte al quel capo. E poi mi vine in mente l'Onda... e loro che ci hanno gli esami...

A presto,

Mio


Perché le avrei pubblicate tutte, perché tutto seno diverse in foto e parole. Eppure uguali.












Sunday, 13 December 2009

Aida -Rino Gaetano

Ne parlavo con D., vicino di vita in questo questo appartamento allargato, spaziando dalla religione fino ai nostri rispettivi paesi di nascita, perché per me solo questo è, parlavo con lui, giovane algerino, che vorrà tornare di tornare a casa per cambiare il paese in meglio. Strano, abbiamo pensato entrambi, che l'Italia con tutta la sua cultura si stia avvicinando a stati dove il colonialismo ha lasciato devastanti tracce.
Chi ci ha colonizzato?... o forse sarebbe meglio dire: che cosa. In tal caso la risposta è facile. La domanda è retorica.

Nella prima settimana qui, fatta di strani e contrastanti pensieri, fatta delle prime certezze e di costanti domande che mi ponevo nei viaggi in metropolitana alla ricerca di uffici, case prima del rientro in ostello, portavo sempre con me il lettore che suonava a loop di Aida di Rino Gaetano. Avevo quella musica nelle orecchie e camminando a tutta velocità su e già per scale, tra uscite entrate e attraversamenti sotterranei. Non me ne accorgevo ma andavo avanti sempre avanti. Forse non c'è modo di tornare in dietro. Probabilmente la Vita è una magnifica creatura che non conosce altre vie che un flusso continuo unidirezionale. Adattarsi o perdersi.
I primi giorni di lavoro tornando a casa sull'autobus, con un sorriso ebete di chi sta vivendo un qualcosa che ritiene prezioso e spaventevole allo stesso tempo, di chi sa di non capire un niente ma che però gli va bene così perché ciò che conta è provare a capire, ascoltavo ed ascolto: Aida, Fontana Chiara, Spendi Spandi Effendi, Sei Ottavi, Escluso il Cane e Rare Tracce. Stessa musica del mio ultimo mese e mezzo in Italia, speso tra il non sapere nulla sul mio futuro, il lavoro che non centrava nulla e gli ultimi giri in bicicletta sperando di dire arrivederci ai luoghi che mi hanno visto nascere. Ora tutto ha un differente sapore.

Ringrazio davvero tanto Balua, che poi si chiama Linda :), per avermi suggerito l'ascolto di questo album. Ringrazio Linda perché ci sono diversi modi per dire le cose e se qualcuno di che stimo per molte cose mi dice pure che una canzone è superlativa e l'album superbo mica si può fare a meno di privarsi di tali piaceri no? Che poi ci si mette pure LA Yuki a sottoscrivere... GRAZIE ragazze!!!

Sognavo questo prima di partire, questo era il mio cielo mentre pedalavo sulla mia bici. Il colore che ho trovato non conta, il rumore degli aerei del vicino aeroporto e nel loro perpetuo andirivieni neppure.

Buona domenica a tutti, lettori silenti oppure no. Che poi non conta!

Mio


Questa, se posso, vuol essere una piccola dedica per voi tutti:






















Friday, 11 December 2009

Cercando Le Parole

Devo ragionare in inglese, l'italiano sarà costretto a questi miei pensieri poi, forse, scomparirà a tratti o definitivamente. Diventerà un lusso una concessione.
Una lingua straniera da imparare dal nulla il prima possibile, assonanze e similitudini sono presenti ma non bastano. Un conto è leggere un altro è ascoltare. Il peggio, per me, è parlare.
Nessuna di queste due cose mi spaventa, la prima è necessaria per mostrare ciò che faccio. La seconda lo è per dire ciò che penso e capire chi mi circonda.

Mi spaventa sapere ciò che ho di fronte ma non posso sottrarmi a questo perché già so. Mi spaventa vedermi piccolo piccolo in questo mondo fatto di leggi formali, assiomi, postulati e teoremi. Fatto di linguaggi codificati e ottimizzati portati al limite della comprensibilità.
Questa volta ballo sul filo del mondo, cadere può costare niente ma questo non mi importa, io VOGLIO restare in piedi e trovare il mio passo di danza in questa musica che mi attira poi, quando avrò imparato, si potrà sempre cambiare. La Vita è fatta anche di passaggi.

LA MENTE NON HA LIMITI, è la prima cosa che ho scritto e messo come cartello sulla scrivania dell'ufficio, una piccolo faro da seguire nell'approcciare la mia costa. Per raggiungere l'altra mia sponda. Non leverò mai quella scritta fino alla fine, qualunque essa sia.

Questa volta ho scelto una gran bella salita. Per ora conservo il mio sorriso di sfida.

Buon week end a tutti!!!

Mio

Tuesday, 8 December 2009

Sortie

Perché tutto ha un altro sapore, quello del ricordo. Quello della dimenticanza.
Perché ciò che resta è solo ciò che vuoi tenere. Il Resto lo puoi gettare, il Resto, qui, non è in grado di cerarti e non può più fare il prepotente.

Un biglietto di sola andata per entrare in te stesso, nelle viscere di quel tuo lato oscuro. Come per un metro del quale conosci solo le fermate agli estremi, nel mezzo mille incroci ed intersezioni. Non pensando mai all'uscita.

Mio




Saturday, 5 December 2009

Le Mie ultime Due Settimane... Scusate l'Assenza

Punti ed appunti del mio viaggio sospesi
tra le pagine bianche di una Moloskine.



22 Novembre

Come guardiani allineati pronti a fulminarmi con lo sguardo non oso avvicinarmi. Sulle guglie mostri pietrificati non oso guardarvi. Il vento turbina le foglie di questo caldo novembre. Scompiglia i miei fragili pensieri.



Divide Et Impera

Sono a P.

Sono scazzato (paura e altre puttanate simili)
  1. Mandare tutto in mona ---> Starai ancora peggio
  2. Vendere cara la pellaccia ---> Tutt'alpiù sarà ancora così
SPACCAAA!!! CAZZO!!!


23 Novembre

Tornando Da A.

E poi le insicurezze sono troppe e non ha senso curarsene. E poi il teno puzza, ma che te ne frega?
E poi si va ancora in ostello.


24 Novembre

E poi hai firmato, da oggi sei un PhD. dell'Università di XI. Oggi tutti parlavano una lingua ancora straniera della quale capisci solo brevi tratti. Oggi è il primo passo, hai firmato carte che mica sai quello che c'era scritto. "Letto ed approvato", più o meno così c'era scritto. Sostanzialmente non capivi niente. Pazzesco.
Non capisci i messaggi del tuo provider del tuo cellulare. Non capisci come sei riuscito a spendere 20€ in 12 ore, boh.
Oggi tutto non conta perché hai ritrovato la panetteria lasciata dieci mesi orsono. Incredibile! Talvolta basta cercare no?
Oggi come ieri, come chissà per quanto tempo ancora P. sarà grigia, eppure non ti sembra così grigia. P. sarà malinconica e romantica come gli occhi delle sue ragazze. P. è tua ma lei ancora non lo sa.


25 Novembre

Sei sceso a patti con una vietnamita fuori come un balcone per un soggiorno. Una tenda da teatro e la magia era fatta. Incredibile!
Poi ho trovato una camera ammobiliata a L. G. . Chissà da dove viene la padrona. Chissà. Va bene così.
La gente è strana in centro, 11,6 milioni di persone e così pochi sorrisi. Magari mi sbaglio.


26 Novembre

Sono andato nel mio ufficio condiviso.
Ho il mio telefono.
Il mio computer.
Ora si comincia, si fa sul serio.
... ci ho pure la chiave.


28 Novembre

Mica ti senti i sensi di colpa, i rimorsi dalla coscienza per aver promesso ciò che forse non manterrai. Ma come potrei sentirli per chi mi propone una camera ricavata in un soggiorno con una sola tenda a separare gli ambienti? No, non esiste. Se poi te la fanno vedere come una suite presidenziale...


5 Dicembre

Sono nella "nuova" stanza, nell'altra ho lasciato A. un gran bravo ragazzo, un indiano. Ci vedremo ancora, lo spero.
Per ora va bene così. Per ora blocco l'irrequietudine. P. ed io per ora saremmo solo amanti. Ci cerchiamo a vicenda solo quando vogliamo.








P.


Sei bastarda e bislacca
amante che non perdona,
tutti ti cercano effimera baldracca.


Grigio è il tuo rossetto

un bacio lascivo che coglie

che centra sempre con effetto

che fa nasce carnali voglie.

Sei odiata e stuprata,

gente che ti piscia addosso cazzo all'aria,

gettata a terra a chiudere un marciapiede. Gente persa andata.
Evitata a passi di malcelata malinconia. Inesistente allegria.


Ognuno a modo suo ti vuole. Ognuno ti possiede.

Mio

Friday, 20 November 2009

Don't Stop Me Now

La cantavo nel nero di una stanza, walkman di quelli a music cassette in mano, quando la Vita doveva essere presa a morsi ma invece mi sfuggiva tra le dita. Stupida adolescenza. Non si capisce niente e quando si capisce lo si fa troppo bene.

Nessuno può fermarmi.
Nessuno può farlo.
Solo io posso. E' evidente.

Ne vedrò delle belle, sarà piacevolmente inevitabile. Duramente sicuro.

Non dovrà essere per una notte, altrimenti non ne è valsa la pena.
Per ogni notte che non è stata.
Per ogni soffio perso.
Per ogni sorriso mancato.
Per me.

Grazie a voi tutti, e non serve che vi elenchi sapete chi siete.
Vi sento attorno e non mi serve guardare per capire che esistete.
I vostri pensieri mi giungono da lontano.
A voi vorrei far arrivare questa mia speranza che è oltre questa partenza, dietro l'innocenza di un Sogno fatto realtà.
A voi vorrei regalare tutto ciò che proverò perché non mi appartiene. Perché ci appartiene.

Forse è giunta l'ora di cantare il mio Secondo Emiciclo di Vita.

Grazie di cuore, per Tutto.

Roberto





Don't Stop Me Now

Tonight I'm gonna have myself a real good time
I feel alive and the world I'll turn it inside out - yeah

And floating around in ecstasy

So don't stop me now don't stop me

'Cause I'm having a good time having a good time


I'm a shooting star leaping through the sky
Like a tiger defying the laws of gravity

I'm a racing car passing by like Lady Godiva

I'm gonna go go go

There's no stopping me


I'm burnin' through the sky yeah

Two hundred degrees

That's why they call me Mister Fahrenheit

I'm trav'ling at the speed of light

I wanna make a supersonic man out of you


Don't stop me now I'm having such a good time

I'm having a ball

Don't stop me now

If you wanna have a good time just give me a call

Don't stop me now ('Cause I'm having a good time)

Don't stop me now (Yes I'm havin' a good time)

I don't want to stop at all


Yeah, I'm a rocket ship on my way to Mars

On a collision course

I am a satellite I'm out of control

I am a sex machine ready to reload

Like an atom bomb about to

Oh oh oh oh oh explode


I'm burnin' through the sky yeah

Two hundred degrees

That's why they call me Mister Fahrenheit

I'm trav'ling at the speed of light

I wanna make a supersonic woman of you


Don't stop me don't stop me

Don't stop me hey hey hey

Don't stop me don't stop me

Ooh ooh ooh, I like it

Don't stop me don't stop me

Have a good time good time

Don't stop me don't stop me ah

Oh yeah

Alright


Oh, I'm burnin' through the sky yeah
Two hundred degrees

That's why they call me Mister Fahrenheit

I'm trav'ling at the speed of light

I wanna make a supersonic man out of you


Don't stop me now I'm having such a good time

I'm having a ball

Don't stop me now

If you wanna have a good time (wooh)

Just give me a call (alright)

Don't stop me now ('Cause I'm having a good time - yeah yeah)

Don't stop me now (Yes I'm havin' a good time)

I don't want to stop at all

La da da da daah

Da da da haa

Ha da da ha ha haaa

Ha da daa ha da da aaa

Ooh ooh ooh


Thursday, 19 November 2009

Borrowed Time

TEMPO DI PARTIRE.
TEMPO DI REAGIRE.
PAURA.
NO.
TIMORE.
TEMPO PRESO IN PRESTITO, BORROWED TIME.

Tutto si accumula e decanta. Canto, il mio, strozzato. Non importa. Avrei voluto fare a modo mio, non ci sono riuscito. Questo mi secca molto, sempre. Ora di più.

Pronti, attenti... il via non serve. Da troppo tempo sono in moto, la mia falsa partenza è durata un anno. Da allora ho corso solo contro me stesso, ora eccomi.

Non l'ho mai fatto, non completamente almeno, non ho mai voluto aver debiti attorno. Li ho accumulati con me stesso, ho creato una vita di crediti aperti, di mutui. Nessun finanziamento a fondo perduto ad estinguerli. No, non mi sono voluto bene. Sono stato il mio personalissimo strozzino.

DIVERTITI, sì cara Amica hai ragione. Cazzo se hai ragione!
IMPARA, questa volta non solo professionalmente. C'è un mondo meravigliosamente spaventoso che mi aspetta.
VIVI, RIDI, PIANGI. Ancora e ancora.

Alla fine tirerò le somme. L'obiettivo questa volta è in alto, molto in alto, piccolo piccolo.
Lo sconforto il dubbio e l'incertezza mi taglieranno la strada ma tu amica Paura, tu suggerisci sempre come hai fatto fino ad ora. Come sempre farò il contrario. Poi il tempo traccerà il solco, poi lo spazio mi darà un cielo da creare.
Vita ti chiedo in prestito ciò che non potrò mai restituire poi non arrabbiarti. Lo voglio, l'hai voluto. Libero mondo di libere scelte. Borrowed Time.

A presto,

Mio


PS: con domani sera, per un po', starò sconnesso. Almeno così presumo, scusatemi.




Borrowed time

When I was younger
Living confusion and deep dispair
When I was younger ah hah
Living illusion of freedom and power

When I was younger
Full of ideas and broken dreams (my friend)
When I was younger ah hah
Everything simple but not so clear

Living on borrowed time
Without a thought for tomorrow
Living on borrowed time
Without a thought for tomorrow

Now I am older
The more that I see the less that I know for sure
Now I am older ah hah
The future is brighter and now is the hour

Living on borrowed time
Without a thought for tomorrow
Living on borrowed time
Without a thought for tomorrow

Good to be older
Would not exchange a single day or a year
Good to be older ah hah
Less complications everything clear

Living on borrowed time
Without a thought for tomorrow
Living on borrowed time
Without a thought for tomorrow



Tempo preso in prestito

Quando ero più giovane
Vivevo nella confusione e in profonda disperazione
Quand'ero più giovane ah hah
Vivevo l'illusione della libertà e del potere

Quando ero più giovane
(Ero) pieno d’idee e sogni infranti (amico mio)
Quand'ero più giovane ah hah
Tutto era semplice, ma non troppo chiaro

Vivevo il tempo preso in prestito
Senza pensare al domani
Vivevo il tempo preso in prestito
Senza pensare al domani

Ora che sono più vecchio
Più vedo, meno sono sicuro
Ora che sono più vecchio ah hah
Il futuro è più roseo e l'adesso è ciò che conta

Vivevo il tempo preso in prestito
Senza pensare al domani
Vivevo il tempo preso in prestito
Senza pensare al domani

È bello essere più vecchi
Non cambierei un solo giorno né un anno
È bello essere più vecchi ah hah
Meno complicazioni, tutto è chiaro

Vivevo il tempo preso in prestito
Senza pensare al domani
Vivevo il tempo preso in prestito
Senza pensare al domani

Wednesday, 18 November 2009

Parentesi Chiusa: G. Non leggere :)

Oggi sono andato alla polizia postale, ho fatto denuncia. Sono uscito senza speranze, ma non conta. Non le avevo prima di entrare quindi non cambia molto.
Interessante è stato per me l'ultimo scambi di e-mail. Devo dire che per un attimo ci ho pure creduto. Povero me.

Dear Doris,

I have red your las e-mail, the photo attached one, I think that there has been a big mistake between us. I come in France for work, nothing else. I would like to stay in Paris because I like it. Nothing more.
In this way, please, I would like to tell you that I radically change my idea about a co-location with you. I understand that I cause you trouble, so, if you think to give me back all the security deposit I will be glad. If you retain correct to keep apart an amount for you I think that could be reasonably well. The third way, to keep all the amount, for me is not correct.
I think that in such thinks a person show how much open minded is.

So sorry for the trouble (because I know that probably you have it).


Waiting for a kind reply. Have a nice week.

Regards,

Roberto Xxxxxxxxx


PS: if you want give me back some many I will give you my bank account coordinates, for a bank transfer.

Dear Roberto,
Thanks for the mail, kindly let me know if you dont want my room anymore,and i would be glad to refund the money paid back, send me your banking details and i can wire back the funds
Thanks for your time
Regards


Dear Doris,

first of all I would like to thanks with you for your correctness. For how much could count I have very appreciate it.
All the necessary bank details are:
  • IBAN: xxxx xxxx xxxx xxxx xxxx xxxx
  • BIC: XXXXXXXXXXX
  • For what? Refund Security Deposit
I would like to ask the communication of transaction.
Thanks to you for your time and your honesty.

Regards,

Roberto Xxxxxxxxxx



Probabilmente è stata colpa del mio pessimo inglese, ma non ci avevo voglia... e forse non sarebbe cambiato nulla. Sempre pessimo resta... vero G.? :D :D :D

Vabbè, buona giornata a tutti!

Mio

Monday, 16 November 2009

Manuale del guerriero della luce -Paulo Coelho

Mi risulta difficile parlare di questo libro perché libro non è, almeno non solo. E' appunto un manuale e quindi prevede anche una mera consultazione. Di solito le consultazioni si basano su criteri deterministici, ossia cerco ciò che mi serve. Qui non funziona così. Bak, che gentilmente mi ha consigliato questa lettura, mi scrisse che lui lo consultava con un criterio randomico. Ossia apriva a caso e leggeva rifletteva. Ascoltava. Aveva ragione, funziona davvero e qualcosa si trova sempre.
In questo post ho voluto inserire alcuni pensieri, molto pochi per la verità, certi li condivido avendoli vissuti, altri vorrei raggiungerli, altri mica li avevo pensati prima.
Spero che questi accenni vi facciano venir voglia di leggere questo libricino prezioso prezioso.
Grazie del consiglio Bak, certo che ne sai tu!!!

Mio

PS: scusate se infesto i miei post di ORRORI ortografici. Fatemeli notare senza pietà, grazie!!!

Tutte le strade del mondo conducono al cuore del guerriero: egli s'immerge senza esitazioni nel fiume di passioni che scorre sempre attraverso la vita.
Il guerriero sa che È libero di scegliere ciò che desidera: le sue decisioni sono prese con coraggio, distacco e, talvolta, con una certa dose di follia. Accetta le proprie passioni, e le vive intensamente. Sa che non È necessario rinunciare all'entusiasmo delle conquiste: esse fanno parte della vita, e ne gioisce con tutti coloro che ne partecipano. Ma non perde mai di vista le cose durature, e i solidi legami creati attraverso il tempo. Un guerriero sa distinguere ciò che È transitorio da quello che È definitivo.


Un guerriero della luce crede nel principale insegnamento dell'I Ching; "La perseveranza È favorevole."

Egli sa che la perseveranza non ha niente a che vedere con l'insistenza. Ci sono periodi in cui i combattimenti si prolungano oltre il necessario, esaurendo le forze e indebolendo l'entusiasmo.
In quei momenti, il guerriero riflette: "Una guerra che si prolunga finisce per distruggere anche il vincitore.
Allora ritira le proprie forze dal campo di battaglia, e si concede una tregua. Persevera nella volontà…, ma sa aspettare il momento migliore per un nuovo attacco.
Un guerriero torna sempre a lottare. Non lo fa mai per caparbietà, ma perché‚ nota il cambiamento nel tempo.


Un guerriero della luce sa che alcuni momenti Si ripetono.

Spesso si ritrova davanti a problemi e situazioni che ha già affrontato. Allora si sente depresso, e pensa di essere incapace di progredire nella vita, giacché‚ i momenti difficili si sono ripresentati.
"Questo l'ho già passato," si lamenta con il suo cuore.
"E' vero, l'hai vissuto," risponde il cuore. "Ma non l'hai mai superato."
Il guerriero allora comprende che il ripetersi delle esperienze ha un'unica finalità: insegnargli quello che non vuole apprendere.


Un guerriero della luce fa sempre qualcosa fuori del comune.

Può ballare per la strada mentre si reca al lavoro, guardare negli occhi uno sconosciuto e parlare di amore al primo incontro, difendere un'idea che può sembrare ridicola. I guerrieri della luce si permettono simili cose.
Egli non ha paura di piangere per antiche pene, o di gioire per nuove scoperte. Quando sente che È giunto il momento, lascia tutto e parte per l'avventura tanto sognata. Quando capisce di essere al limite della resistenza, abbandona il combattimento, senza colpevolizzarsi per aver fatto un paio di follie inaspettate.
Un guerriero della luce non passa i giorni tentando di rappresentare il ruolo che altri hanno scelto per lui.


I guerrieri della luce hanno sempre un bagliore nello sguardo.

Essi vivono nel mondo, fanno parte della vita di altri uomini, e hanno iniziato il loro viaggio senza bisaccia e senza sandali. In molte occasioni sono codardi. Non sempre agiscono correttamente.
Soffrono per cose inutili, assumono atteggiamenti meschini, e a volte si ritengono incapaci di crescere. Sovente si credono indegni di qualsiasi benedizione o miracolo.
Non sempre sono sicuri di ciò che stanno facendo. Molte volte trascorrono la notte in bianco, pensando che la loro vita non ha alcun significato.
Per questo sono guerrieri della luce. Perché‚ sbagliano. Perché‚ si interrogano. Perché‚ cercano una ragione: e certamente la troveranno.


Un guerriero della luce studia con molta attenzione la posizione che intende conquistare.

Per quanto il suo obiettivo sia difficile, esiste sempre una maniera di superare gli ostacoli. Egli verifica i cammini alternativi, affila la sua spada, e cerca di colmare il proprio cuore con la perseveranza necessaria per affrontare la sfida.
Tuttavia, a mano a mano che avanza, il guerriero si rende conto che esistono difficoltà… di cui non aveva tenuto conto.
Se rimane ad aspettare il momento ideale, non uscirà mai da quel luogo; È necessario un pizzico di follia per compiere il passo successivo.
E Così il guerriero utilizza un briciolo di pazzia. Perché, in guerra e in amore, non È possibile prevedere tutto.


Ogni guerriero della luce ha avuto paura di affrontare un combattimento.
Ogni guerriero della luce ha tradito e mentito in passato.
Ogni guerriero della luce ha imboccato un cammino che non era il suo.
Ogni guerriero della luce ha sofferto per cose prive di importanza.
Ogni guerriero della luce ha pensato di non essere un guerriero della luce.
Ogni guerriero della luce ha mancato ai suoi doveri spirituali.
Ogni guerriero della luce ha detto "sì" quando avrebbe voluto dire "no".
Ogni guerriero della luce ha ferito qualcuno che amava.
Perciò• È un guerriero della luce: perché‚ ha passato queste esperienze, e non ha perduto la speranza di essere migliore.


Un guerriero della luce non rimanda le sue decisioni.
Egli riflette a lungo prima di agire. Considera il proprio addestramento, la propria responsabilità e il proprio dovere di maestro. Cerca di mantenere la serenità, e analizza ogni mossa come se fosse la più importante.
Tuttavia, nel momento in cui prende una decisione, il guerriero agisce: non ha più alcun dubbio su ciò che ha scelto n‚ cambia rotta se le circostanze sono diverse da come le immaginava.
Se la decisione è giusta, vincerà il combattimento, anche se dovesse durare più del previsto. Se È sbagliata, sarà sconfitto e dovrà ricominciare tutto da capo, con più saggezza.
Ma un guerriero della luce, quando comincia, va fino alla fine.


Quando un guerriero subisce un'ingiustizia, generalmente cerca di restare da solo: per non mostrare il proprio dolore agli altri.
E' un comportamento positivo e negativo nello stesso tempo.
Una cosa È lasciare che il cuore curi lentamente le proprie ferite. Un'altra È sprofondare nella meditazione tutto il giorno, per paura di sembrare debole.
In ciascuno di noi
esistono un angelo e un demonio, e le loro voci sono molto simili. Dinanzi alla difficoltà, il demonio alimenta questa conversazione solitaria, cercando di mostrarci come siamo vulnerabili. L'angelo ci fa riflettere sui nostri atteggiamenti, e a volte ha bisogno di una bocca per manifestarsi.
Un guerriero sa equilibrare solitudine e dipendenza.


Un guerriero della luce ha bisogno di amore. L'affetto e la tenerezza fanno parte della sua natura, quanto il mangiare, il bere e il piacere del Buon Combattimento. Quando il guerriero non si sente felice davanti al tramonto, c'è qualcosa di sbagliato.
In quel momento, interrompe il combattimento e va in cerca di compagnia, per assistere insieme ali imbrunire.
Se ha difficoltà nel trovarla, si domanda: "Ho avuto paura di accostarmi a qualcuno? Ho ricevuto affetto, e non l'ho capito?"
Un guerriero della luce usa la solitudine, ma non ne viene usato.


A volte il guerriero della luce si comporta come l'acqua, e fluisce fra gli ostacoli che incontra.
In certi momenti, resistere significa venire distrutto. Allora egli si adatta alle circostanze. Accetta, senza lagnarsi, che le pietre del cammino traccino la sua rotta attraverso le montagne.
In questo consiste la forza dell'acqua: non potrà mai essere spezzata da un martello, o ferita da un coltello. La più potente spada del mondo non potrà mai lasciare alcuna cicatrice sulla sua superficie.
L'acqua di un fiume si adatta al cammino possibile, senza dimenticare il proprio obiettivo: il mare. Fragile alla sorgente, a poco a poco acquista la forza dagli altri fiumi che incontra.
E, a partire da un certo momento, il suo potere È totale.


Il guerriero della luce presta attenzione alle piccole cose, perché esse possono risultare ostacoli difficili.
Uno spino, per piccolo che sia, fa interrompere la marcia al viaggiatore. Una piccola cellula invisibile può distruggere un organismo sano. Il ricordo di un istante di paura nel passato ridesta ogni mattina la vigliaccheria. Una frazione di secondo apre la guardia al colpo fatale del nemico.
Il guerriero sta attento alle piccole cose. A volte È duro con se stesso, ma preferisce comportarsi in questa maniera.
"Il diavolo si nasconde nei dettagli," dice un vecchio proverbio della Tradizione.


Per il guerriero della luce non esiste amore impossibile.
Egli non si lascia intimidire dal silenzio, dall'indifferenza, o dal rifiuto. Sa che, dietro la maschera di ghiaccio che usano gli uomini, c'è un cuore di fuoco.
Perciò il guerriero rischia più degli altri. Ricerca incessantemente l'amore di qualcuno, ancorché‚ ciò significhi udire spesso la parola no, tornare a casa sconfitto, sentirsi rifiutato nel corpo e nell'anima.
Un guerriero non si lascia spaventare quando insegue ciò di cui ha bisogno. Senza amore, egli non È nulla.


Il guerriero della luce crede. Poiché‚ crede nei miracoli, i miracoli cominciano ad accadere. Poiché‚ ha la certezza che il suo pensiero può modificare la vita, la sua vita comincia a mutare. Poiché‚ È sicuro che incontrerà l'amore, l'amore compare. Di tanto in tanto, si sente deluso. A volte, si addolora. E allora sente i commenti: "Com'è ingenuo!"
Ma il guerriero sa che ne vale il prezzo. Per ogni sconfitta, ha due conquiste a suo favore.
Tutti coloro che credono lo sanno.


Gli amici del guerriero della luce gli domandano da dove provenga la sua energia.
Egli risponde: "Dal nemico occulto."
Gli amici gli chiedono chi sia.
Il guerriero dice: "Qualcuno che non possiamo ferire.
Pu• essere un bambino che lo ha sconfitto durante un litigio nell'infanzia, l'innamorata che lo ha lasciato a undici anni, l'insegnante che lo chiamava "asino". Quando È stanco, il guerriero Si ricorda di non avere ancora visto il suo coraggio.
Egli non pensa alla vendetta, perché‚ il nemico occulto non appartiene più alla sua storia. Pensa soltanto a migliorare la propria abilità, affinché‚ la fama delle sue imprese faccia il giro del mondo e giunga alle orecchie di chi lo ha addolorato in passato.
Il dolore di ieri È la forza del guerriero della luce.


Allora io ripeto: i guerrieri della luce si riconoscono dallo sguardo. Si trovano nel mondo, fanno parte del mondo, e al mondo sono stati inviati senza bisaccia e senza sandali. Molte volte sono dei codardi. Non sempre agiscono nella maniera Giusta. I guerrieri della luce soffrono per stupidaggini, si preoccupano di cose meschine, si reputano incapaci di crescere. Talvolta si credono indegni di qualsiasi benedizione o miracolo. I guerrieri della luce sovente si domandano che cosa stiano facendo qui. Molte volte pensano che la loro vita non abbia alcun significato. Perciò sono guerrieri della luce. Perché‚ sbagliano. Perché‚ si interrogano. Perché‚ continuano a ricercare un significato. E finiranno col trovarlo.


Il guerriero della luce deve sempre avere scolpite nella mente le cinque regole del combattimento, scritte da Chuan Tzu tremila anni fa La fede. Prima di affrontare una battaglia È necessario credere nel motivo della lotta.Il compagno. Scegli i tuoi alleati e impara a lottare in compagnia, perché nessuno vince una guerra da solo. Il tempo. Una lotta in inverno È diversa da una in estate; un buon guerriero presta attenzione al momento giusto per entrare in battaglia. Lo spazio. Non si lotta nella stessa maniera in una gola o in una pianura. Pensa a ci• che esiste intorno a te, e al modo migliore di muoverti. La strategia. Il miglior guerriero È colui che pianifica il proprio combattimento.



Il guerriero della luce si preoccupa di coloro
che pensano di conoscere il cammino.
Questi sono così fiduciosi nella propria capacità di decidere da non avvertire l'ironia con cui il destino scrive la vita di ogni essere umano: e protestano ogniqualvolta l'inevitabile bussa alla porta.
Il guerriero della luce ha i suoi sogni. Sono i sogni a farlo procedere. Ma egli non commette mai l'errore di pensare che il cammino sia facile e la porta sia larga. Sa che l'Universo funziona in modo identico a quello dell'Alchimia. "Solve et coagula," dicevano i maestri. "Concentra e disperdi le tue energie, secondo la situazione."
Ci sono momenti in cui È necessario agire, e altri in cui si deve accettare. Il guerriero sa fare questa distinzione.


Il guerriero della luce sente commenti del tipo: "Non voglio parlare di certe cose, perché gli uomini sono invidiosi.
Nell'udire ciò il guerriero ride. Se non accettata, l'invidia non può causare alcun danno. L'invidia fa parte della vita, ed È necessario che tutti imparino a fronteggiarla.
Eppure, raramente egli parla dei suoi piani. E talvolta gli altri pensano che abbia paura dell'invidia.
Ma il guerriero sa che, ogni volta che parla di un sogno, usa un po' dell'energia di questo sogno per esprimersi. E se ne parla tanto, corre il rischio di sprecare tutta l'energia necessaria per agire.
Un guerriero della luce conosce il potere delle parole.


Il guerriero della luce sa perdere. Egli non tratta la sconfitta con indifferenza, pronunciando frasi come: "Be', non era poi tanto importante", o: "Per la verit…, non lo desideravo neppure". Accetta la sconfitta come tale, e non tenta di trasformarla in vittoria.
Patisce il dolore delle ferite, l'indifferenza degli amici, la solitudine della perdita. In quei momenti, dice a se stesso: "Ho lottato per qualcosa, e non ce l'ho fatta. Ho perduto la prima battaglia.
Questa frase gli infonde nuove forze. Egli sa che nessuno vince sempre, ed È in grado di distinguere le proprie azioni corrette dagli errori.


Il guerriero della luce si concentra sui piccoli miracoli della vita quotidiana.
Se sa vedere ciò che È bello, È perché ha la bellezza dentro di se, giacché il mondo È uno specchio che rimanda a ogni uomo il riflesso del suo viso. Pur conoscendo i propri difetti e limiti, il guerriero fa il possibile per mantenere il buon umore nel momenti di crisi.
In fin dei conti, il mondo sta facendo ogni sforzo per aiutarlo, quantunque tutto ci• che lo circonda sembra affermare il contrario.


Il guerriero sa che, in tutte le lingue, le parole più importanti sono quelle piccole: "Si", "Amore", "Dio".
Sono parole che si pronunciano con facilità e colmano giganteschi spazi vuoti.
Esiste tuttavia una parola, anch'essa molto piccola, che molti hanno difficoltà a pronunciare: "No."
Chi non dice mai di no, si crede generoso, comprensivo, educato: perché il "no" porta con se la nomea di maledetto, egoista, poco spirituale.
Il guerriero non cade in questa trappola. Ci sono momenti in cui, nel dire "si" agli altri, potrebbe darsi che, contemporaneamente, stia dicendo "no" a se stesso.
Perciò non pronuncia mai un "si" con le labbra, se il suo cuore sta dicendo "no".



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