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Monday, 18 February 2008

Cacciatore di Silenzio

Sono le 10:45, chiudo rumorosamente il portellone della vecchia ma sempre fedele Panda bianca. Il lago alle mie spalle è grigio ed increspato, l'aria che tira fredda ma non malevola mi ricorda che il maglione di lana vecchio di più di dieci anni fatto da mia nonna è intramontabile nel suo tepore, così come quel berretto dai colori troppo vintage e sgargianti che ha passato la trentina che ora mi calo basso basso fino alle sopracciglia. Prendo lo zaino in mano ed in un attimo è in spalla, sento subito che è pensante ma di quello che non c'è bisogna fare a meno quindi per non sbagliarmi quando l'ho fatto un'ora prima ho messo forse qualcosa in più ma non importa. Con gli scarponi e le bacchette attaccate a ciondoloni parto in compagnia di me stesso a caccia di Silenzio.
Da cacciatore esperto so dove trovarlo ormai, ma oggi ho deciso di non scovarlo subito, ho deciso di raggiungerlo a poco a poco di passare atttraverso una sorta di purgatorio per liberare i pensieri, allegerirmi e depurarmi passo dopo passo.
Sono trascorse tre ore ininterrotte di cammino ora sono tra i miei boschi illuminati da timidi raggi di sole, tra i pini rossi a tutte le stagione scapigliati, tra i faggi calvi che aspettano trepidanti la primavera per mostrare a tutti la loro maestosa chioma. Mi fermo ed eccoti sbuchi con sguardo curioso da dietro un albero davanti ai miei occhi, ora mi sei dietro, a destra in un attimo a sinistra sopra tutto attorno, ti ho preso! Silenzio tu che non sei l'assenza di rumori o suoni, tu che hai consistenza fisica ma non porti nessun colore, tu che riempi lo spazio con il tuo non-suono che si può sentire, il non-suono che si sposa con il rumore delle foglie che si inseguono ruzzolando sul terreno, con il cinguettìo infreddolito degli uccelli la tra le fronde che armoniosamente si muovono al gentile soffio del vento. Tu subito mi conquisti e da predatore divento preda, ora mi cullo dolcemente in questa senzazione ora, da preda, ti chiedo gentilmente di diventare mio compagno di viaggio ti chiedo di addomesticarmi, tu accetti spingendo avanti la mia gamba perché sai che il sentiero è ancora lungo.
Tra i boschi dove il sole di questo tardo inverno ancora incede, la bianca dama neve giace a terra ghiacciata in un immobile riposo; io mi fermo per parlare con te compagno Silenzio, non uso parola lascio che il mio fiato corto il cuore che mi pulsa nel collo e nel petto tengano il loro comizio fin tanto che ne hanno la possibilità, finito il loro monologo ti ringrazio per il tuo gentile ascoltare, bevo un goccio di the caldo con il miele per scaldarmi lo spirito e parto con te sotto braccio verso il luogo della nostra separazione. Eccoci, Punta Larici, solamente per tre ore siamo stati compagni e amici, ora è il momento di lasciarci ti consegno a quest'aria che soffia fredda fredda sulle mie guance, che rattrapisce le mie dita salutandoti dolcemente. Il sole sta per tremontare le mie mani sono in tasca, io ti sto volgendo le spalle mentre con il cuore ti lancio ancora un ultimo saluto.
È passata poco più di un ora dal nostro arrivederci il lago ora è calmo e si fa cullare dai pallidi raggi di una luna presto pronta a scoprire tutto il suo altero volto, sono trascorse otto ore di quasi incessante cammino e forse trenta chilometri percorsi, ma questo ora non importa. Questa sera io sono sereno perchè mi sei stato di compagnia, la prossima volta che verrò a cercarti busserò solamente alla tua porta. Scusami se oggi sono stato scortese ma certe volte mi succede.
Questo è il regalo che ieri mi sono concesso, Silenzio è l'amico che prezioso ed inaspettato mi è stato consegnato a Mali Losin nel Quarnero un capodanno di cinque anni fa e che ora mi tiene sempre compagnia quando il cuore è freddo, ed i pensieri sono pesanti.

Mio

2 comments:

Prisma said...

Bellissima e intensa questa passeggiata con il Silenzio... Leggendo mi sembrava di sentire il freddo, il rumore dei tuoi passi, la maestosità del paesaggio, la serena placidità del lago...

Vai migliorando, lo scritto è fluido e scorrevole. Complimenti!

Mio said...

Grazie mille! Pensavo al Silenzio questa mattina, credo che lo potrei definire come l'armonia dei suoni della Natura, la leggera voce della Natura in tutte le sue manifestazioni.
A presto,
Roberto

PS:Rileggendo... ;)

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