Ieri sera scoltando i vari telegiornali, sono restato un po' disgustato da quanto ho appreso a proposito dei nouvi limiti che l'intelligentissima razza umana si è recentemente posta. Mi sono vergognato di appartenerci e questa mattina lo sdegno ed il sentimento di protesta sono troppo forti in me che, come direbbe il prete di Paolini, posso riassumere con: "No digo nient am neanca no taso!".
Dialogo surreale in un mondo reale tra John (J) anonimo bambino appartenente al primo mondo evoluto e Raggio di Primavera (RdP) libero bambino appartenente al terzo o quarto mondo. (tanto la differenza noi non la si nota).
J: "Mio papà oggi mi ha comprato un apio di scarpe nuove sono talmente belle che tutti i miei amici me le invidiano quando gioco a calcio."
RdP: "Non capisco. Oggi mio papà mi ha regalato un pallone fatto da lui con stracci tenuti assieme con lo spago, era talmente bello che con i miei amici ci siamo divertiti a giocare tutti assieme."
J: "Mio papà lavora in una banca, ha un lavoro molto prestigioso, lavora con tanti soldi. Nella nostra famiglia non manca mai niente abbiamo due belle macchine nuove e veloci ed una casa grande a tal punto che abbiamo due stanze libere, sai non ho fratelli e sorelle e quindi tutto è per me!"
RdP: "Non capisco. Mio papà lavora in una discarica raccoglie plastica, vetro e metallo dai rifiuti per rivenderli, io di tanto in tanto gli do una mano. La nostra casa è piccola piccola, non ho la mia stanza siamo tutti assieme fratelli, sorelle e genitori, dividiamo tutto e questo non mi pesa!"

J: "Anche se non è vero, ho detto a mio papà non sto bene per restare a casa da scuola, lui mi ha detto che va bene. Sai mi annoio tanto tra i banchi."
RdP: "Non capisco. Io oggi stavo tanto male, ma la scuola mi diverte, mi diverte imaprare sempre cose nuove; non ho detto niente a mio papà non volevo che si preocupasse, volevo andare a scuola."
J: "Sai mio papà quando vede le guerre che ci sono nel mondo in televisione, mi dice sempre che da noi non succederà mai perchè noi siamo civili."
RdP: "Non capisco. Io la guerra la ho sotto gli occhi tutti i giorni fuori dalla porta di casa e mio papà mi dice sempre che un giorno lontano forse finirà."
J: "Sai mio papà è forte, robusto ed è un uomo di potere nella sua grande banca tutti lo rispettano per questo ed io ne sono tanto orgoglioso!"
RdP: "Non capisco. Mio padre ha una salute cagionevole ed il suo braccio destro gli è stato amputato nell'ultima guerra civile prima che io nascessi, è un uomo pacato e saggio tutti tra le nostre baracche lo rispettano per questo ed anche io sono molto orgoglioso di lui!"
J: "Ieri sono andato con il mio papà in un fast food, nonostante avessimo magiato tanto tanto non siamo riusciti a finire tutto il cibo."
RdP: "Non capisco. Ieri mio papà ed io a casa non abbiamo mangiato perchè non c'era abbastanza cibo per tutti"
J: "Mio papà mi dice che se da grande farò l'astronauta potrò andare su Marte a fare l'esploratore, volare nello spazio!"
RdP: "Cos'è Marte, dov'è?", l'interruppe Raggio di Primavera.
J: "È un pianeta lontano milioni di chilometri dalla Terra, è lassù nel cielo perso tra le stelle..."
RdP: "Che bello, sarà pieno di alberi animali, tutto verde con acqua fresca e celeste che scorre in abbondanza, avrà aria fresca e ...", questa volta fu John ad interrompere bruscamente il suo interlocutore
J: "Ma no cosa dici, non cisono alberi nè animali, l'aria non è respirabile e la poca acqua che c'è è ghiacciata su Marte!"
RdP: "Ma allora perchè andarci?", incalzò Raggio di Primavera
J: "Per esplorare oltre i nostri confini oltre l'ignoto non essere limitati! Capisci?"
Rdp: "Oh sì, caro John, ora capisco tutto...", rispose con una lacrima lungo il viso il giovane bambino.
Noi si corre egoisticamente verso i nostri "Marte" sia come Europa, Cina, America e chissà chi altri paesi ancora; quando sotto i nostri occhi si consumano tragedie immani! Non pensando neanche per un momento che il nostro egoismo ed egocentrismo sta violentando per l'ennesima volta chi soffre nel mondo i morsi della miseria e della fame così come la scia di un razzo violenta lo splendido blu del cielo nel suo decollo. Fin quando NOI non capiremmo le gocce potranno cadere indisturbate una dopo l'altra, ma goccia dopo goccia la misura diverrà inevitabilmente colma.
Vi lascio con le parole di Brian May in una rara canzone "impegnata" dei Queen:
What is left of your dream?
Just the words on your stone
A man who learned how to teach
Then forgot how to learn
A presto,Just the words on your stone
A man who learned how to teach
Then forgot how to learn
... Cosa ne è stato dei tuoi sogni? Solo queste parole sulla tua tomba: Un uomo che imaprò ad insegnare ma dimenticò come imparare
Mio
PS: Spero di non essere stato banale, non eraassolutamente mia intenzione sia ben inteso!
Soundtrack in my brain: White Man - Queen




3 comments:
Molto, molto bello...
Non banale, a volte è bello ricordare le cose che dovrebbero essere evidenti per tutti. Anche se poi è vero che il confronto non è sempre possibile, e che spesso il bambino occidentale magari depresso oppure obeso non ha nulla da invidiare al suo coetaneo africano che soffre la fame... problemi diversi in culture diverse, ma anche emanciparsi dall'egoismo è un'impresa. :-)
@museum: Grazie mille, fa molto piacere che ti sia piaciuto. Quello che mi sono dimenticato di scrivere, me ne sono accorto solo mentre lo stavo scrivendo, è che assomiglia molto come stile a quanto si trova nei libri di Giobbe Covatta; pur non avendone mai letto uno credo che subliminalmente ne sono stato influenzato.
See you,
Roberto
@Daniela: È vero tutti hanno dei problemi ed avversità che non possono essere scelti, ce li si trova di fronte e basta. Ma credo che i problemi-avversità abbiano anche una fon che in un caso non è indipendente da chi soffre, mentre nell'altro è dovuta all'ignoranza ed ad una visione miope-egoistica del prossimo. Comunque sia, come dici giustamente tu, le spese le paga sempre e comunque il più debole!
A presto,
Roberto
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