Stimolato da un recente e bellissimo post pubblicato da Dressel nel suo intellignete e pensante blog, grazie al quale è come se lei avesse schiacciato nel mio cervello il pulsante Pubblica Post, ho deciso di rendere qui pubblico un mio pensiero che mi da molto tempo ormai sto plasmando con le mie meningi.
Per motivi di studio e diletto ho ed ho avuto a che fare con tutto quel che riguarda le telecomunicazioni. Le telecomunicazioni nelle loro forma arcaiaca dell'inizio del secolo scorso erano basate su la trasmissione analogica del segnale, col mutare delle tecnologie ci si è poi spostati verso la trasmissione numerica di segnali introducendo inevitabilmente nuovi concetti. Il più importante di questi, è il concetto di contenuto informativo del segnale il quale dipende dalla forma che questo può assumere in un determinato dominio. Il grande teorico di tutta questa teoria nota come Teoria dell'informazione è il grande matematico americano Claude Shannon. Ora se reggerete ancora un pochino arriverò al dunque.
Sono passati circa tre anni da quando ho seguito il corso di Sistemi di Comunicazioni Mobili nel quale ho avuto il privilegio di poter seguire le lezioni tenute da Luc Vanderdorpe in veste di visiting professor dall'università belga di Louvain la Neuve. In tutte le lezioni lui non perdeva mai l'occasione di mettere in risalto che per aumentare il contenuto informativo di un segnale bisognasse trovare un modo per esplirare la Diversity ossia la diversità contenuta nelle varie repliche che noi si riceve al nostro terminale si esso PC o telefono cellulare. Le metodologie per eslorare questa diversità possono essere di vario tipo in funzione del dominio che si va a considerare, sia esso dello spazio, dei codici o delle frequenze. Ora smetto con questo breve excursus e passa a quanto ho rimuginato fino ad ora nella mia mente nella quale continuava a rimbalzare la parola diversity.
Il tutto può essere riassunto così: "Io vorrei, cerco e spero che troverò nella mia vita la diversità!". Mi spiego: diversità per me è un modo di crescere imparando dalle differenze che appartengono al prossimo, discutendo con lui per capire i punti di vista per mettersi in relazione per elevare il mio "contenuto " informativo-culturale e tentare di dare anche qualcosa . Diversità, ne sono consapevole, vuol dire anche scontro: di idee, pensieri, punti fermi e perchè no anche di modi di vedere la vita; ma sono convinto che solo nello scontro si tocca realmente e fisicamente "l'avversario", si assapora un contatto totalmente diverso rispetto allo stare trincerato dietro i propri punti fermi e da la gettare piccole, fastidiose ed inutili bomette di pensiero personale. Questo approccio alla vita credo che sia tra i pochi che ci permetta di crescere e di imparare realmente anche se, come diceva Dressel, ci fa sentire un po' extraterrestri. Credo inoltre che sia l'unica panacea possibile contro il tedio e la monotonia che riserva la vita a chi cerca di conformarsi o di conformare l'altro a se stesso.
Vedo la diversità come fonte inesauribile di continuo scambio di idee e passioni tra due persone, che credo, non proveranno mai noia e delusione perché niente è scontato. Trovo fortunati coloro i quali hanno trovato nella vita una compagna/o con la/il quale esplorare la diversità dell'altra/o, spero che loro siano sempre in grado di cedere nello "scontro" di pensieri quando la ragione di una parte è lampante, crescendo ed apprendendo nel rispetto e nelle libere opinioni della/del partner.
Ora io vado cercando tutto ciò, non è facile ma so che è quello che voglio e so che da qualche parte esiste... ancora.
Mio
Per motivi di studio e diletto ho ed ho avuto a che fare con tutto quel che riguarda le telecomunicazioni. Le telecomunicazioni nelle loro forma arcaiaca dell'inizio del secolo scorso erano basate su la trasmissione analogica del segnale, col mutare delle tecnologie ci si è poi spostati verso la trasmissione numerica di segnali introducendo inevitabilmente nuovi concetti. Il più importante di questi, è il concetto di contenuto informativo del segnale il quale dipende dalla forma che questo può assumere in un determinato dominio. Il grande teorico di tutta questa teoria nota come Teoria dell'informazione è il grande matematico americano Claude Shannon. Ora se reggerete ancora un pochino arriverò al dunque.
Sono passati circa tre anni da quando ho seguito il corso di Sistemi di Comunicazioni Mobili nel quale ho avuto il privilegio di poter seguire le lezioni tenute da Luc Vanderdorpe in veste di visiting professor dall'università belga di Louvain la Neuve. In tutte le lezioni lui non perdeva mai l'occasione di mettere in risalto che per aumentare il contenuto informativo di un segnale bisognasse trovare un modo per esplirare la Diversity ossia la diversità contenuta nelle varie repliche che noi si riceve al nostro terminale si esso PC o telefono cellulare. Le metodologie per eslorare questa diversità possono essere di vario tipo in funzione del dominio che si va a considerare, sia esso dello spazio, dei codici o delle frequenze. Ora smetto con questo breve excursus e passa a quanto ho rimuginato fino ad ora nella mia mente nella quale continuava a rimbalzare la parola diversity.
Il tutto può essere riassunto così: "Io vorrei, cerco e spero che troverò nella mia vita la diversità!". Mi spiego: diversità per me è un modo di crescere imparando dalle differenze che appartengono al prossimo, discutendo con lui per capire i punti di vista per mettersi in relazione per elevare il mio "contenuto " informativo-culturale e tentare di dare anche qualcosa . Diversità, ne sono consapevole, vuol dire anche scontro: di idee, pensieri, punti fermi e perchè no anche di modi di vedere la vita; ma sono convinto che solo nello scontro si tocca realmente e fisicamente "l'avversario", si assapora un contatto totalmente diverso rispetto allo stare trincerato dietro i propri punti fermi e da la gettare piccole, fastidiose ed inutili bomette di pensiero personale. Questo approccio alla vita credo che sia tra i pochi che ci permetta di crescere e di imparare realmente anche se, come diceva Dressel, ci fa sentire un po' extraterrestri. Credo inoltre che sia l'unica panacea possibile contro il tedio e la monotonia che riserva la vita a chi cerca di conformarsi o di conformare l'altro a se stesso.
Vedo la diversità come fonte inesauribile di continuo scambio di idee e passioni tra due persone, che credo, non proveranno mai noia e delusione perché niente è scontato. Trovo fortunati coloro i quali hanno trovato nella vita una compagna/o con la/il quale esplorare la diversità dell'altra/o, spero che loro siano sempre in grado di cedere nello "scontro" di pensieri quando la ragione di una parte è lampante, crescendo ed apprendendo nel rispetto e nelle libere opinioni della/del partner.
Ora io vado cercando tutto ciò, non è facile ma so che è quello che voglio e so che da qualche parte esiste... ancora.
Mio




2 comments:
Come in ogni cosa devi considerare la controparte: la similitudine.
Come tu saprai Mandelbrot elaboro' la splendida teoria dei frattali.
Un frattale e' esattamente il punto di incontro fra queste due frontiere, fra diversita' e similitudine. Un'immagine si ripropone su se stessa e a se stessa, la sua forma e' il suo stesso DNA.
Allo stesso tempo i suoi sviluppi e inviluppi sono liberi di evolversi a seconda delle variazioni in alcuni parametri. Diversa da e simile a se stessa.
O<-<
@haikel:
Benvenuto, sul blog.
Complimenti per l'acuta ed intelligente osservazione. Sono daccordo con te nel modo nel quale vedi la similitudine. Similitudine che appunto non è uguaglianza e può essere diversità, mi spiego. Nel contesto frattale da te citato vedo la diversità nelle infinite figure frattali che possono essere generate partendo dalla medesima geometria prefrattale, infatti basta ad esempio considerare una piccola rotazione della stessa per una geometria frattale "finale" completamente. differente. È questa rotazione che vado cercando è nella similitudine da te citata che so, o meglio spero, di trovare l'affinità derivante da una medesima genesi. Si hai ragione, proprio frattali, così uguali all'origine così dversi alla fine.
Davvero, complimenti ancora per il commento mi ha fatto davvero piacere "ospitarti" e comunicare con te.
Alla prossima,
Roberto
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