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Monday, 11 February 2008

Metasensi per Metapercezioni

L'altra sera durante una corsetta nelle campagne che odorano di vita morta pronta a rinascere in un tripudio di forme, odori, sapori e colori; viaggiavo nei miei pensieri stimolato dal post scritto da Museum mi sono interrogato ancora una volta sul senso del percepire ciò che sta fuori e ciò che sta in noi.
Noi si percepisce in fondamentalmente in base ai sensi che noi possediamo ma le percezioni sono anche molto di più, vanno oltre i sensi, basati su una scala ordinale che arriva fino a cinque, per le percezioni non esistono scale.
Jimi Hendrix "forse" sotto l'effetto di droghe sintetiche, ma questo non importa, in Purple Haze scrisse: "Purple haze all in my brain | Lately things just dont seem the same | Actin funny, but | I dont know why | Scuse me while I kiss the sky | ...", bene questo è quello che io intendo per percezione o meglio per metapercezione.
Nelle percezioni credo che sia sempre nascosto un qualcosa che va oltre e certe volte ci sfugge, che va oltre la vista quando ci si guarda attorno, oltre l'udito quando si ascolta per esempio della musica, oltre il tatto quando si tocca una persona, oltre il gusto quando si assapora e oltre l'odorato quando si respira. Ora purtroppo, almeno per me, è difficile riuscire a percepire ciò che sta oltre questa superficie che noi tutti accomuna. Quello che sto perseguendo è il non fermarmi alle effimere e comuni percezioni, sto cercando di andare oltre i miei sensi e questo lo posso fare solo non affidandomi a loro. Non credo che esistano cinque sensi piuttosto credo che esista un solo senso fondamentale, un metasenso che tutti i metasensi può generare, che una volta raggiunto ci consente di percepire ciò che è invisibile, ciò che non può essere udito, assaggiato, toccato od annusato.
Come voi saprete, quello che noi si percepisce esempio con la vista, non è altro che una ristretta banda di frequenze all'interno dello spettro delle frequenze che proprio ora attraversano lo spazio davanti ai nostri occhi. Questo ci impedice di cogliere paarticolari che comunque appartengono alla realtà che ci circonda che è fatta di molteplici colori e di infiniti particolari che a noi sfuggono. Io credo che se si vogliono superare le barriere personali che legano le perspone ad un esistere statico bisogna affidarsi alle percezioni di una realtà che sta oltre il comune, una realtà limitata e quindi frustrante. Io credo che si è ciò che si vuole e si può diventare, che il volere è potere; so che questo non è facile perchè per inseguire ciò che si vuole e ciò che ci può far star bene bisogna superare ciò che ci logora. Per intenderci, quando ci si trova a sbattere o ad inciampare negli ostacoli che la vita abilmente ci prepara, non serve cercare l'interruttore su qualche muro per accendere una luce che ci possa far vedere il tutto, piuttosto serve una metavista che già ci appartiene, un metaudito per ascoltare il nostro Io. Tutto è in noi.
Quello che è stato non è altro che un passato che non morirà mai, un passato che lo si deve giudicare per quello che è ossia un limite che non ha portato ad un qualcosa di infinito perchè così come è stato affrontato era inevitabilmente tendente a qualcosa di asintoticamente costante. Per non cadere nelle stesse limitazioni bisogna capire ciò che non è stato percepito bisogna acquisire una più elevata metapercezione di noi stessi.
Questo per me difficile cammino, come detto in principio, ora sto tentando di intraprendere da molto tempo e solamente da troppo poco mi sembra di riuscire in qualche modo a perseguire, spesso mi domando se non stia percorrendo un cicuito che prima o poi mi porterà all'asintoto che avrei voluto superare; per ora non lo so ancora, sono consapevole che lo saprò alla prima prova che mi si presenterà innanzi servitami fredda fredda dalla vita, per quel tempo spero di essere padrone di nuovi metasensi per evitare vecchi ostacoli che troppo potranno ferire me chi mi starà vicino.

Mio


Picture: Mercato di schiavi con busto invisibile di Voltaire - Salvador Dalì
Soundtrack in my brain: Purple Haze -Jimi Hendrix

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