E' in questo modo che dialettalmente si dice dalle mie parti (tradotto letteralmente sarebbe "fatto a gesti") per una persona che si comporta ed agisce con altre persone in modo molto personale e/o eccentrico. Non ho la presunzione, perché a me non spetta dirlo, se sono eccentrico, che per me non è un qualcosa di negativo anzi, e neppure di avere atteggiamenti propri però leggermente strano credo di esserlo.
Non so se è un pregio oppure no, credo dipenda dalle situazioni, ma tento di dire sempre ciò che penso. Con questo non voglio dire che lo dico sempre anzi lo dico sole se mi viene richiesto e, se la persona con cui ho a che fare in quel momento, mi sta molto a cuore allora mi esprimo senza permesso ben inteso: non per dare consigli ma per dire solo come la penso. Ognuno poi faccia come crede, ok?!
Mi è stato insegnato da una persona molto speciale che vergognarsi dei propri pensieri non è giusto, forse a molti potrà sembrare scontato ma per me non lo era, con la gentilezza e la sensibilità si può essere se stessi senza urtare gli altri e da questo punto di vista ho ancora molta strada da percorrere, la mia maestra in questo caso è anni-luce più avanti. A proposito grazie dell'insegnamento sarò un bravo studente, promesso!
Nella vita, con gli amici, credo che sono capito solamente da pochi anzi, molto pochi e magari non totalmente. Sarà perché il metro con il quale misuro i sentimenti è quasi totalmente scorrelato dal tempo con il quale trascorro con una persona. Possono passare giorni, mesi ed anche anni senza che io veda qualcuno ma un amico/a rimane tale a vita, rimane come un minuto prima di dirsi arrivederci. Migliaia di chilometri mi separano da persone speciali, tra poco forse per una mia scelta io mi separerò da loro, e loro si separeranno da me. (Anche se è presto, ma non manca poi tanto, buon Viaggio N.!)
Lo so, questo atteggiamento di non frequentazione non è normale e mette in crisi i sentimenti ma la mia indole mi muove verso ciò, quella che voglio cambiare. Il lato comico di tutto è che questo che magari qualcuno potrebbe giustamente pensare ma: "ma guarda questo che non si fa più sentire..." in realtà un pensiero ve lo regalo sempre, perché ormai sono consapevole che se faccio entrare in me qualcuno non lo lascio più scappare, anche se poi scapperà e talvolta non tornerà lasciando dolore. Sapete credo che ne valga sempre la pena.
Ultimamente e più volte (sarà vero?) sono stato tacciato di essere saputello personalmente non lo credo. Sono serio non ironico anche se so che questa affermazione suona un po' altisonante, mi spiego: non credo che se si mettono in discussione molte cose perché non accettate come partito preso e le si critica cercando di portare un punto di vista alternativo (magari sbagliato ben inteso!) che va contro il comune vedere utilizzando anche una vena leggermente polemica si possa essere tacciati di ciò. Insomma sono un tira mene che parla di plusvalore, migliorerò ma continuerò a parlare di plusvalore, starò un po' più zitto su certe cose... az az az allora mi sa che dirò solo tre parole l'anno :D.
Comunque ancora non mi tornano i conti, per esempio io credo che ogni domanda intelligente sia lecita e, una domanda è tanto più intelligente quanto meno stupida è la persona che la formula. Per cui, per me, esistono domande stupide! Penso pure che, essendo le domande lecite, lo possono essere anche le risposte e le non-risposte, mi spiego con un esempio:
Uknow person: "Roberto posso chiederti una cosa?"
Sottoscritto: "Certamente, puopi chiedermi tutto"
Uknow person: "Ma è vero che... ", oppure: "Ho sentito che..."
Sottoscritto: "Mi dispisce, non ti risposndo!"
Uknow person: "!@#]* .. @@@**^!!?§ ecc. ecc. ecc."
Ad onor del vero questo avviene sempre quando:
Non so se è un pregio oppure no, credo dipenda dalle situazioni, ma tento di dire sempre ciò che penso. Con questo non voglio dire che lo dico sempre anzi lo dico sole se mi viene richiesto e, se la persona con cui ho a che fare in quel momento, mi sta molto a cuore allora mi esprimo senza permesso ben inteso: non per dare consigli ma per dire solo come la penso. Ognuno poi faccia come crede, ok?!
Mi è stato insegnato da una persona molto speciale che vergognarsi dei propri pensieri non è giusto, forse a molti potrà sembrare scontato ma per me non lo era, con la gentilezza e la sensibilità si può essere se stessi senza urtare gli altri e da questo punto di vista ho ancora molta strada da percorrere, la mia maestra in questo caso è anni-luce più avanti. A proposito grazie dell'insegnamento sarò un bravo studente, promesso!
Nella vita, con gli amici, credo che sono capito solamente da pochi anzi, molto pochi e magari non totalmente. Sarà perché il metro con il quale misuro i sentimenti è quasi totalmente scorrelato dal tempo con il quale trascorro con una persona. Possono passare giorni, mesi ed anche anni senza che io veda qualcuno ma un amico/a rimane tale a vita, rimane come un minuto prima di dirsi arrivederci. Migliaia di chilometri mi separano da persone speciali, tra poco forse per una mia scelta io mi separerò da loro, e loro si separeranno da me. (Anche se è presto, ma non manca poi tanto, buon Viaggio N.!)
Lo so, questo atteggiamento di non frequentazione non è normale e mette in crisi i sentimenti ma la mia indole mi muove verso ciò, quella che voglio cambiare. Il lato comico di tutto è che questo che magari qualcuno potrebbe giustamente pensare ma: "ma guarda questo che non si fa più sentire..." in realtà un pensiero ve lo regalo sempre, perché ormai sono consapevole che se faccio entrare in me qualcuno non lo lascio più scappare, anche se poi scapperà e talvolta non tornerà lasciando dolore. Sapete credo che ne valga sempre la pena.
Ultimamente e più volte (sarà vero?) sono stato tacciato di essere saputello personalmente non lo credo. Sono serio non ironico anche se so che questa affermazione suona un po' altisonante, mi spiego: non credo che se si mettono in discussione molte cose perché non accettate come partito preso e le si critica cercando di portare un punto di vista alternativo (magari sbagliato ben inteso!) che va contro il comune vedere utilizzando anche una vena leggermente polemica si possa essere tacciati di ciò. Insomma sono un tira mene che parla di plusvalore, migliorerò ma continuerò a parlare di plusvalore, starò un po' più zitto su certe cose... az az az allora mi sa che dirò solo tre parole l'anno :D.
Comunque ancora non mi tornano i conti, per esempio io credo che ogni domanda intelligente sia lecita e, una domanda è tanto più intelligente quanto meno stupida è la persona che la formula. Per cui, per me, esistono domande stupide! Penso pure che, essendo le domande lecite, lo possono essere anche le risposte e le non-risposte, mi spiego con un esempio:
Uknow person: "Roberto posso chiederti una cosa?"
Sottoscritto: "Certamente, puopi chiedermi tutto"
Uknow person: "Ma è vero che... ", oppure: "Ho sentito che..."
Sottoscritto: "Mi dispisce, non ti risposndo!"
Uknow person: "!@#]* .. @@@**^!!?§ ecc. ecc. ecc."
Ad onor del vero questo avviene sempre quando:
- la gente fa domande per sapere sul conto di terzi
- la gente fa domande per avere conferme sul mio conto da notizie che ha avuto da terzi
nella prima non spetta a me dire di certe cose, se interessa a loro contattino pure la persona in questione. Per il secondo fatto, prima li guardo di traverso, poi passo al contrattacco dicendogli cosa vogliono sapere precisamente facendo presente che a domande delle quali si ha già la risposta, piuttosto che a domande fatte per verificarne la sincerità di una persona, non rispondo. Di solito chiedono comunque e sempre non rispondo. Naturalmente tutto guardando di sbieco la persona e utilizzando un tono tagliente al limite (e talvolta oltre) del provocatorio, non andrebbe fatto ma cerco il contrasto quando mi sento preso in giro.
Lo so "son fat a versi", ma migliorerò me lo promentto. Sempre come si dice dalle mie parti: "Col temp e co la paia maùra anca i nespoi", speriamo in bene.
A presto,
Mio
Lo so "son fat a versi", ma migliorerò me lo promentto. Sempre come si dice dalle mie parti: "Col temp e co la paia maùra anca i nespoi", speriamo in bene.
A presto,
Mio
PS: scusate ala deriva dialettale




2 comments:
Ah come ti capisco! Anche io - salvo rare eccezioni - non sopporto le persone che cercano di sapere le cose da terzi.
Se si ha il terrore di conoscere la risposta, non si farà mai la domanda giusta. E allora tanto vale tenersi il dubbio.
Questa, almeno, è la mia opinione.
P.S. = cosa sono i nepoi? (sono curiosa :D)
Già anch'io penso che una domanda vada fatta solo se si vuole conoscere la risposta indipendentemente da come si starà dopo. Insomma domande dirette e risposte schiette. Per i dubbi non saprei, si accumulano e generano altre incertezze; non che il contrario genera sicurezza ben inteso, anzi! ma almeno si ha una base certa su cui generare altri dubbi :D ...insomma i dubbi restano sempre meglio così altrimenti non si sbaglierebbe no?
Ah "i nespoi", non "i nepoi" scusa l'errore di battitura (ma guarda questa mi corregge pure qui, 'sta sindrome da maestrina è patologica :D ), sono le nespole: dalle mie parti venivano fatte maturare nel fieno/paglia.
Buona serata Museum!
Roberto
PS: un giorno dovrai dirmi come si fa ad inserire i vari stili(corsivo, grassetto, ecc. ecc.) per i caratteri ed i link nei commenti, mica ci riesco sai?!
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