E' un libro strano, almeno per me, questo. E' un libro che non credo di aver capito fino in fondo, nell'intimo. E' sicuramente un libro speciale, racconta cose che non si credevano possibili, storie che probabilmente sono vere e miti che probabilmente non sono mai esistiti.
Spole tra est e ovest per poi riconquistare ancora mete su quell'asse mitico di un'America fatta di sogni che in realtà erano (sono?) dure realtà fatte di miseria fatte di totale assenza di speranze.
Questo libro parla di Viaggio, si con la "V" maiuscola, perché è di condivisione, di amicizia, di passioni comuni di ricerca disperata e talvolta esasperata oltre ogni limite, sul filo del rasoio a velocità folle su macchine improvvisate o con passaggi improbabili. Senza meta reale senza tetto certo sotto cui restare quando il sonno chiama violento.
Però qualcosa mi sfugge lo sento, mi sfugge il perché quella gioventù bruciava, la stessa gioventù che ora è solo un fuoco soffocato che stenta ad ardere nonostante ci si a un vento terribile, ora fuori. Perché tutto è così fermo perché nessuno viaggia? Ed io, ho gia non-dato?
E' un libro strano, perché parla di pazzia, parla di Dean che forse è l'unico che pazzo lo è realmente, perché nella pazzia c'è la libertà, perché la pazzia scevra da patologie contro se stessi e gli altri è l'essenza stessa dell'uomo. E' creatività assoluta è ciò che non si riesce ad essere contro il nostro essere ciò che si è, realmente. Già Dean, sguardo basso contro il mondo a mordere la strada a cercarne la fine da un oceano all'altro a tutta velocità, avanti e ancora avanti se tutto era normalità, a fermarsi con chi non ti saresti mai aspettato prrima, quando il viaggio cambia rotta giù a sud, verso il Messico, nel ventre dell'America.
Sulla strada forse è l'unico posto dove stare, perché sulla strada non si è mai fermi ma inevitabilmente si è anche un po' più soli.
Mio
Questo libro parla di Viaggio, si con la "V" maiuscola, perché è di condivisione, di amicizia, di passioni comuni di ricerca disperata e talvolta esasperata oltre ogni limite, sul filo del rasoio a velocità folle su macchine improvvisate o con passaggi improbabili. Senza meta reale senza tetto certo sotto cui restare quando il sonno chiama violento.Però qualcosa mi sfugge lo sento, mi sfugge il perché quella gioventù bruciava, la stessa gioventù che ora è solo un fuoco soffocato che stenta ad ardere nonostante ci si a un vento terribile, ora fuori. Perché tutto è così fermo perché nessuno viaggia? Ed io, ho gia non-dato?
E' un libro strano, perché parla di pazzia, parla di Dean che forse è l'unico che pazzo lo è realmente, perché nella pazzia c'è la libertà, perché la pazzia scevra da patologie contro se stessi e gli altri è l'essenza stessa dell'uomo. E' creatività assoluta è ciò che non si riesce ad essere contro il nostro essere ciò che si è, realmente. Già Dean, sguardo basso contro il mondo a mordere la strada a cercarne la fine da un oceano all'altro a tutta velocità, avanti e ancora avanti se tutto era normalità, a fermarsi con chi non ti saresti mai aspettato prrima, quando il viaggio cambia rotta giù a sud, verso il Messico, nel ventre dell'America.
Sulla strada forse è l'unico posto dove stare, perché sulla strada non si è mai fermi ma inevitabilmente si è anche un po' più soli.
Mio




2 comments:
Splendida recensione. Che poi, sulla strada lo siamo sempre, anche quando ci sembra di essere sempre fermi nello stesso posto...
Buona giornata!
La camaleontessa.
Sì è vero, ogni tanto bisogna far benzina no?
Grazie dell'aggettivo, troppo buona.
Buona giornata anche a te camaleontica Yuki!
Roberto
PS: ma cambi pure colore? perché sarebbe interessante come fenomeno... per gli occhi dal movimento indipendente e la lingua vischiosa sono un po' meno curioso...:) ok ok umorismo di bassa lega mi ci mando da solo... :D__
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