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Radio Pazza

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Wednesday, 6 May 2009

Lavori Nomadi e Sogni Precari

Come caravan gitani, pieni di tutta la vita che è stata, partono curriculum uno dietro l'altro per posta fisica o virtuale che sia. Contengono tutto ciò che sei all'esterno, l'altro sarebbe deleterio perché non capito, quello che hai fatto e poco di quello che REALMENTE vorresti fare, lo spirito di abnegazione sembrerebbe molto in voga ultimamente. Vagano in strade informatiche in incroci d'asfalto, giungono a destinazione per insediarsi silenziosi accatastati in pile in caselle di posta, comunque sia. Giacciono dormienti aspettando un verdetto sul loro futuro, il macero potrebbe essere la loro fine ma anche no.
Come quadri appesi con chiodi deboli a pareti cedevoli vivete precari, cadete e vi incrinate e, talvolta, vi infrangete in minuscoli pezzi dai mille lati, impossibili da ricomporre. Sogni che svaniscono nel loro esistere, sogni che si ridimensionano con la stessa facilità con la quale si può scegliere un formato di una fotografia. " Per me una fototessera grazie!". Diventate piccini piccini, sperando che le pareti non cedano, sapendo che non è la dimensione che misura la sostanza e l'essenza delle cose, però il limite c'è, rimane e si vede.
La Vita è precaria se le speranze e i sogni lo sono. Il sogno co.co.pro, stage, borsa di studio, e quando va bene a tempo molto molto determinato dove ci porterà? Dove mi porterà?
Come un equilibrista sull'orlo di un baratro è l'esistenza di chi decide che continuare a sognare è la sua meta, è la vera meta. La paura di cadere ti ferma, la voglia di andare a vanti ti spinge pericolosamente alle spalle facendoti vacillare.
Chi non sogna non cadrà mai, lasciatemi i miei sogni i li conserverò indeterminati nel tempo e forse pure nella loro realizzazione futura. Chi non sogna non cadrà mai, il sogno precario è un cadere planando lievemente da una quota che non è mai quella di un decollo definitivo.
Come vorrei che questa società lasciasse che la gente libera di camminare e viaggiare sul bordo inseguendo ciò che c'è di incognito dietro l'angolo con incedere incespicante, nomade, precario ma sempre e comunque VIVA!

A presto,

Mio



2 comments:

Prisma said...

Equilibrista? Ma è il mio ritratto! :D

Splendide parole, che sento molto "mie".

Speriamo di riuscire a sognare ancora, nonostante le sferzate di vento e le burrasche.

'Notte e buoni sogni!

Mio said...

Credo che la cosa "comica" di tutto sia che gli "altri" gli squali gettano come cibo illusioni ben vestite da possibilità, speranze e realtà; quando tutto invece è insicurezza e incertezza cronica, rasenta il nulla.
Speriamo, davvero altrimenti cosa saremo?
Grazie delle parole qui e a Radio Pazza... la mattina è cominciata nel miglior modo!
A presto DJ Prisma!

Roberto

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