... che chi non cerca e rifiuta la felicità mica se la merita, che il tempo passa e che mica dureranno in eterno questi miei "giovani" anni, che mi rifiuto di stare bene, che il mio cercare la felicità cambiando luoghi e persone non sarà la mia soluzione perché il mio è un problema mentale e non geografico. Forse mi è stato detto anche altro ora non ricordo però credo che tutto questo sia assolutamente vero purtroppo.
Sono convinto che nella vita bisogna prefissarsi degli obiettivi delle mete da raggiungere, prendere in mano una penna e segnare su un
post-it da appiccicare sullo specchio delle ambizioni il proprio divenire. Con una punta di orgoglio posso dire che ciò che mi sono proposto l'ho sempre raggiunto, spesso con fatica che, non pensavo potesse essere così pesante, però stringendo i denti talvolta tifando, talvolta imprecando per e contro me stesso l'ho sempre avuta vinta. Quindi qual'è il problema direte voi? Il problema è che la Vita è differente da una salita in bicilcetta,

differente da un lavoro, differente dal supportare una persona, differente dallo studio è differente da tutto. Essa È VIVA punto.
Se vuoi vivere la Vita devi vivere per Lei, purtroppo credo che questa sia una sorta di condizione biologico-genetica che congenitamente ognuno di noi ha avuto in dono e sviluppato. Un proprio corpo spirituale per avventurarsi nelle infinite vie che la Vita ci traccia di fronte; io purtroppo credo di non aver mai sviluppato il mio corpo spirituale ed ora che ne ho estremo bisogno sono qui paralizzato su una sedia che rotelle non ha su una sedia che da su un muro tapezzato di foto sfocate e grige, foto di ricordi persi inchiodate con parole non dette, con occasioni perse.
Ora ho rimpianti e mi rammarico? Certo che sì, è inevitabile. Ma di questo me ne pulisco agevolmente il culo, sinceramente non me ne frega niente perché tanto è andato tutto o forse poco, molto o niente non lo saprò mai. Ora mentre scrivo potrei perdermi qualcosa di stupendo e bello prorpio li fuori a tre metri da me, pure di questo forse me ne frego e me ne strafrego. E questo non va bene, questo non va davvero bene.
Soluzioni non ne ho ma almeno so che qui non è il mio posto,
post-it per cambiare me stesso non ne servono, quello che mi serve è un'urgentissima terapia fisiatrica di riabilitazione per tentare di salvare il salvabile. Per riuscire a camminare almeno zoppicando nella più rosea delle aspettative, per riuscire a comandare almeno una sedia elettrica a motore se proprio poco si può fare. Di giocare a pallone e di andare in bici nemmeno ci penso per quello bisogna aver provato da piccoli essersi allenati con la felicità sola del gioco ed io piccolo mica lo sono più e di giocare forse neanche più me la sento.
Come farò proprio non lo so, chi sarà il dottore che piegherà i miei arti fino al dolore, fino a renderli mobili? Questo potrò essere solo io, altra persona non esiste ma ne sarò in grado? Ho bisogno di riflettere senza farmi "pippe mentali" come giustamente mi è stato detto, cercherò risposte in una mia solitudine fisica in compagnia della fatica, in compagnia di un buon libro, in compagnia della Natura, in compagnia di un breve lavoro semplice, manuale, ripetitivo, abbastanza stanchevole e silenzioso, in compagnia di quello che sono e di quello che non vorrò essere.
Novità a breve termine mica ne vedo, ora ho una bussola me, l'hanno regalata (a proposito grazie), ma la rotta quella spetta a me.
A presto,
Mio