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Tuesday, 10 November 2009

Fermata del Sole

Fermata del Sole



Bandiera al vento

sfibrato e liso stendardo,

di un mondo bastardo

immagine della morte di un sentimento.




Violentata e stuprata

per una vita nel vento vissuta,

per un immortalità cercata

una libertà finalmente voluta.



Nessun regno rappresenti ora


solo l'immagine di una triste aurora,

nei gelidi cieli boreali

di mondi duramente reali.



Aspettando il solstizio


oltre questo tuo cristallino freddo

il mondo ti sarà propizio.



Mio




Dedicato a tre persone che mica se la passano tanto bene. Non mollate un abbraccio.

Questo perché talvolta si deve rinascere e quindi la morte è inevitabile. Non centra il perché, l'importante è sapere che si è vissuto per qualcosa.





Too Much Love Will Kill You

I'm just the pieces of the man I used to be
Too many bitter tears are raining down on me
I'm far away from home
And I've been facing this alone
For much too long
I feel like no-one ever told the truth to me
About growing up and what a struggle it would be
In my tangled state of mind
I've been looking back to find
Where I went wrong
Too much love will kill you
If you can't make up your mind
Torn between the lover
And the love you leave behind
You're headed for disaster
'cos you never read the signs
Too much love will kill you
Every time
I'm just the shadow of the man I used to be
And it seems like there's no way out of this for me
I used to bring you sunshine
Now all I ever do is bring you down
How would it be if you were standing in my shoes
Can't you see that it's impossible to choose
No there's no making sense of it
Every way I go I'm bound to lose
Too much love will kill you
Just as sure as none at all
It'll drain the power that's in you
Make you plead and scream and crawl
And the pain will make you crazy
You're the victim of your crime
Too much love will kill you
Every time
Too much love will kill you
It'll make your life a lie
Yes, too much love will kill you
And you won't understand why
You'd give your life, you'd sell your soul
But here it comes again
Too much love will kill you
In the end...
In the end.

Monday, 9 November 2009

Principio Di Indeterminazione Di Uno Spirito Solitario

Noi si è particelle cariche, singole entità. Tutte elementari, insomma più o meno come dice Houellebecq. Noi ci si scontra, ci si incontra. Ci si lascia.

Noi ci si muove, talvolta non ce ne accorgiamo ma più ci penso, più l'evidenza mi si presenta di fronte chiara e lucida. Inevitabile all'occhio.
Noi si ruota su noi stessi, si occupa una posizione unica spettante solo a noi, non condivisibile. Il principio di esclusione di Pauli funziona anche per noi. Anche di questo sono convinto.
Penso che bisogna arrendersi al fatto che noi non si è unici ma che piuttosto si appartiene a categorie definite a stati emotivi comuni condivisi poco, in parte o totalmente. Il grado di condivisione, di legame instaurato, dipende da ciò che si mette a disposizione. Da quanto si è disposti a farsi penetrare nel profondo.
Nella fisica quantistica esiste un principio molto importante enunciato da Heisenberg:
Non è possibile conoscere simultaneamente la quantità di moto e la posizione di una particella con certezza .
Credo che funzioni anche per le persone, per noi, nella nostra realtà.
Si può conoscere la nostra posizione, il nostro NOI ORA in un DETERMINATO momento quindi. Altrimenti si può conoscere la nostra quantità di moto ossia come e dove ci si muove perdendo però la dimensione del nostro spazio, di ciò che ci circonda istantaneamente.

Tutto questo per dire che nella Vita forse sono queste le due strade possibili. Sapere dove si è ora e dove si vorrebbe arrivare dopo non conoscendo il come arrivare. La quantità di moto. Oppure sapere e capire il nostro movimento ignorando dove esso ci porterà.
Tra le due non saprei cosa scegliere, entrambe non garantiscono nulla. I tempi di ritorno non sono noti, mai.
Tra le due credo di vivere la seconda mi sono mosso e la quantità di moto mi sta sospingendo lontano, fuori. Sicuramente non alla mia meta.

Di una cosa ormai sono certo in quanto particella unica, appartenente ad un mondo fatto di particelle uniche, ed è che senza la condivisione i legami sinceri non esisteranno mai. Il problema, per me, è quello di non conoscere il mio numero quantico, la mia configurazione quantica. Non so se sono e sarò in grado di dare ciò che ricevo, se potrò dare e ricevere. Forse sono banalmente snob come i gas nobili. Completo ma solo, un'esistenza stupidamente elementare. Inerte alla Vita.


Mio



Grazie Faber, eppure non mi consoli in questa mia condizione di elementare inerte solitudine.




Sunday, 8 November 2009

Smarrimento Profondo

Forse lo scoramento dell'inseguire durato quasi un anno sospeso tra delusioni e speranze vane, tra rinunce in nome della tua coerenza della tua correttezza è alla genesi di questo mio sentimento di profondo smarrimento. Forse è che sto ragionando semplicemente al presente invece, come è giusto fare, di sperare al futuro. Brutto modo di affrontare la Vita il primo.

Roberto, RAZIONALITA'! Divide et Impera.
Cosa hai cercato? Guarda: non hai vie di fuga, una strada tortuosa dura lunga ed oscura ti sei regalato se è il risultato personale che cerchi. Prendine atto, agisci di conseguenza. Non si torna indietro, non puoi tornare indietro se cerchi il meglio. Per nessuno, solo per te. Lo sai che è la tua last chance. Dietro il nulla.
Cosa hai trovato? Un mare di pedate nel culo ad aspettarti, sfide da superare. In primis con te stesso. Oltre te stesso. Probabilità di errore pari a zero anche se questo non implica che ci sarà vittoria. La vittoria, qui non esiste è la normalità.
Che ti è successo? Hai paura di una salita? Non ti riconosco più. Tu la porti in cima cazzo! E non dirmi che hai perso l'incoscienza sai? perché quella non ti fa pedalare ti fa solo imboccare la strada e tu lo hai fatto.
Ricorda però, prima di partire, di ascoltarti perché l'inizio non si deve mai fare a tutta, perché la salita non perdona. Perché è dopo che gli altri mollano e tu non dovrai essere tra loro ma tra quelli che ne avranno ancora. Ricorda: uno, due, tre, ritmo ritmo, respira . Tra poco è ora di pedalare fuori sella.

Mio





The Long And Winding Road


The long and winding road
That leads to your door

Will never disappear

I've seen that road before
It always leads me her

Lead me to you door



The wild and windy night
That the rain washed away

Has left a pool of tears

Crying for the day

Why leave me standing here

Let me know the way



Many times I've been alone

And many times Ive cried

Any way you'll never know

The many ways I've tried



But still they lead me back
To the long winding road

You left me standing here

A long long time ago

Dont leave me waiting here

Lead me to your door



But still they lead me back
To the long winding road

You left me standing here

A long long time ago

Dont leave me waiting here

Lead me to your door




Saturday, 7 November 2009

... E Non Incontrar Nessuno

E' come levare qualsiasi reazione vincolare da sotto i piedi. Precipitare. Eppure sei sdraiato su un letto, già, ma non conta quando il viaggio non è fisico ma corporeo, interno. Capillare. Fermati non esplorare!

Pareti affrescate a ricordi. Non importa . Non ti aiuteranno!
Stanze dipinte a speranze. Non conta. Non servono ora!
Corridoi le tue vene, come cunicoli oscuri nei quali non vedi più i muri. Solo urti a ricordarti i mancati furti alla tua personale Felicità.
Da dentro ti guardi fuori, chi sei ora che fai? Piangi? patetico! Non è più etico. Dove è finita la tua Morale? E' già vecchia normale?
No, non lasciarti andare, ricorda sempre la spalla destra la dietro c'è la tua promessa. Con te per te e in te.
Solo tu puoi continuare a sognare ma prima devi cominciare ad Amare quella piccola ragazza blue che ti ostini a trascurare, la tua Anima.
Per sempre dovrò fare i conti con questa fottutissima voce! Scusami se ti Amo senza dimostrartelo my little girl blue.

Mio





Little Girl Blue


Sit there, hmm, count your fingers.
What else, what else is there to do ?
Oh and I know how you feel,
I know you feel that you’re through.
Oh wah wah ah sit there, hmm, count,
Ah, count your little fingers,
My unhappy oh little girl, little girl blue, yeah.

Oh sit there, oh count those raindrops
Oh, feel ’em falling down, oh honey all around you.
Honey don’t you know it’s time,
I feel it’s time,
Somebody told you ‘cause you got to know
That all you ever gonna have to count on
Or gonna wanna lean on
It’s gonna feel just like those raindrops do
When they’re falling down, honey, all around you.
Oh, I know you’re unhappy.

Oh sit there, ah go on, go on
And count your fingers.

I don’t know what else, what else

Honey have you got to do.
And I know how you feel,
And I know you ain’t got no reason to go on

And I know you feel that you must be through.

Oh honey, go on and sit right back down,

I want you to count, oh count your fingers,

Ah my unhappy, my unlucky
A
nd my little, oh, girl blue.
I know you’re unhappy,

Ooh ah, honey I know,

Baby I know just how you feel.

Friday, 6 November 2009

L'Imparare Passa Anche Dal Non Insegnare

Cordiale? Sì ci provo lo si deve sempre. Scherzare, sorridere. Indossare la maschera. Dietro fuoco e fiamme, lame di denso fumo a tagliare gli occhi, rasoi le parole che volano nell'aria. In un attimo come per mutazione istantanea lo sguardo truce e cupo, teso duro. Parole dislocate dalla loro sede di normale e giusta calma come macigni sospesi incombono, non inducono replica alcuna. Più diritto secco netto lo sguardo si fa asciutto e contratto. Annulla lo spazio prolunga il tempo.

Un casino mi turba dentro ora che è giunto il momento. Non di paura e neppure di confusione solo la razionale e ponderata CONSAPEVOLEZZA di non poter esser all'altezza. L'unica cosa che ti prefiggi è di raggiungere sempre l'obiettivo finale non ti concedi di sbagliarlo MAI.

Non sono lunatico anche se la gente potrebbe vedermi come tale, credo che è la normale reazione al giusto mutare il mio comportamento in funzione degli altri per cose che, alla fine, mica me ne frega. Eppure prima il dovere e dopo il piacere: immorale! Eppure è la famiglia... eppure mi soffoca nonostante non lo faccia, io mi soffoco in loro. Perché da giovane mi avete imbrigliato? Perché ci sono caduto a perdifiato? Cazzo Non Insegnate Ai Bambini!
Perché sorridere se la mandibola è naturalmente contratta in uno spasmo non voluto? Perché fingere? Sapete, nessuno lo legge, nessuno lo vede REALMENTE. Sono un grande imbroglione nel mio ruolo di pessimo attore, di comparsa che recita sempre la medesima farsa.

Non mi pesano gli amici, MAI. Intesi?!? Ascoltare è un piacere esclusivo che mi viene concesso gentilmente. Sono solo IO pesante a me stesso.


Mio






Non insegnate ai bambini (Gaber - Luporini)

Non insegnate ai bambini

non insegnate la vostra morale
è così stanca e malata
potrebbe far male
forse una grave imprudenza
è lasciarli in balia di una falsa coscienza.

Non elogiate il pensiero
che è sempre più raro
non indicate per loro
una via conosciuta
ma se proprio volete
insegnate soltanto la magia della vita.

Giro giro tondo cambia il mondo.

Non insegnate ai bambini
non divulgate illusioni sociali
non gli riempite il futuro
di vecchi ideali
l'unica cosa sicura è tenerli lontano
dalla nostra cultura.

Non esaltate il talento
che è sempre più spento
non li avviate al bel canto, al teatro
alla danza
ma se proprio volete
raccontategli il sogno di
un'antica speranza.

Non insegnate ai bambini
ma coltivate voi stessi il cuore e la mente
stategli sempre vicini
date fiducia all'amore il resto è niente.

Giro giro tondo cambia il mondo.
Giro giro tondo cambia il mondo.


Wednesday, 4 November 2009

(In)certezze. (In)sicurezze.

(In)certezze. (In)sicurezze.

Arranco col fiato corto
ma non sono perso.
Punto al mio porto,
il cielo la mi sembra davvero diverso.

Sento un crescente stridore,
come di acciaio su acciaio
mentre affilo il mio ardore.

Non adesso, non ora mio mostro parassita,
non ti lascio succhiare questa mia Vita!

Mio




Me lo ero promesso tanto tempo fa. Non sono mai riuscito a mantenerlo con i fatti. Non va bene, proprio non va bene.




Nuestros Sueños -Camaron de la Isla

Qué feliz soy contigo,
Tu me has quitao la espina
Y las Penas de mi Negro camino,
Y ahora quiero gritar y cantar
A la vida tu encanto, mi amor,
Lo que por ti suspiro.

Te quiero vida mia
Porque tu eres la estrella
Que ilumina mi sueño
Y que canta mi alma,
Tu eres lo que mas quiero.

Te quiero vida mia
Porque tu eres la estrella
Que ilumina mi sueño
Y que canta mi alma,
Tu eres lo que mas quiero.


Quiero navegar contigo
En un mundo nuevo
Y volar en el espacio
Enredao en tu pelo,
Y besarte entre las nubes
Acariciando tu cuerpo,
Y volando, volando, volando,
Y fundios tus pies con mis pies,
Con miles de estrellas
Que alumbren el camino
De nuestros sueños.

Te quiero vida mia
Porque tu eres la estrella
Que ilumina mi sueño
Y que canta mi alma,
Tu eres lo que mas quiero.

Friday, 30 October 2009

Di Condivisione, Di Appartenenza e Altre Cose Che Non Capisco (scusate la lunghezza ma era inevitabile)

Quanto scriverò è stato ispirato, o meglio suggerito, da due perle lasciate a splendere nel web 2.0. La loro lettura e ascolto sono in parte necessarie per la piena comprensione di quanto scriverò ma, soprattutto, perché non potete assolutamente perdervele! Personalmente le ho trovate terapeutiche. La mia consapevolezza e coscienza ne ha goduto a pieno.
Saper far riflettere, come lo fanno loro, è una gran dote. Un pregio molto particolare!
I link, qualora vogliate, li trovate qui: Yuki, Ishtar e Radio Pazza. "Sbirciateci" dentro, non ne resterete delusi.

Tutto il mio marasma di pensiero cominciò con "Un Qualcosa In Più", un sentimento di incomprensione mi ha pervaso alla fine di quella lettura. Poi, se non bastasse, alcune settimane dopo ci si è messa pure una puntata di Radio Pazza a smuovere pensieri che non riuscivano a sedimentarsi. Un vortice nel quali gli assiomi, i miei, contrastavano palesemente con il giusto che, per me, è la base di partenza.

Sì Ishtar, hai completamente ragione, innamorarsi di noi stessi è l'inizio di tutto e l'unica via per superare il Dolore è aprendo il cuore. No, non vale proprio la pena perdere quel poco di buono che la Vita ci offre. Paradossalmente, come hai ben detto, la paura del Dolore ci può tenere lontano dall'Amore e dalle sue gioie. Gioie che si trovano anche e soprattutto in quello che tu definisci lo specchiarsi in qualcuno. Cara Ishtar, se posso usare questo aggettivo, tu dici che la condivisione deve essere anche nel Dolore, quello degli altri, perché anche da esso si attinge a piene mani per creare una ricchezza interiore. Mi sono chiesto chi è disposto a condividere tale peso o, non secondariamente, a metterlo a disposizione. La mia risposta non è delle migliori. Mi spiego: "naturalmente" penso che si sia disposti a condividere un dolore sulla base si un sentimento d'Amore. Se l'Amore finisce e la lontananza tra le Anime cresce e si rimarrà soli perché il senso, il perché il significato vero di quel Dolore è proprietario di solo due persone. Di quelle che hanno generato quell'Amore. Ciò che resta, a mio avviso, è solo la dimensione che una consolazione può dare. Poca cosa.
Forse sbaglio, anzi è molto probabile, però la piena lettura dei sentimenti che nascono sulla base della condivisione totale ha come chiave di decodifica entità simmetriche e uniche. Le Anime che li hanno creati. Tempo fa, grazie ad un commento di Bak, realizzai che non è la diversità in se ciò che vado cercando ma la simmetria. Sì Ishtar la tua definizione di Anime complementari mi trova davvero d'accordo! Purtroppo, fino a che non si prova ad aprire una serratura non si potrà mai realizzare se quella porta sarà il nostro nuovo passaggio per un Amore nuovo. Purtroppo, talvolta, ci si dimentica la chiave. Talvolta le serrature cambiano.
Sì, le serrature, perché la gente cambia e come hai detto tu la notte scende su di noi e ci si ritrova soli. Credo che questo accada perché si diventa un sole che non riesce più a splendere su se stesso. Perché ci si dimentica che alla fine dei conti si è soli. Per decisione nostra o altrui non conta, è sempre l'istinto personale che ci porta a questo risultato.
Questo mutare continuo ed inesorabile nella gente nasce a mio avviso per un motivo fondamentale ossia da una mancanza di equilibrio nei rapporti tra persone. L'equilibrio non è dettato solo dalla nostra volontà ma da una volontà condivisa di trarre piacere biunivoco dallo scambio di emozioni. La fine di un obiettivo comune che, con altre parole, si potrebbe chiamare star bene personale, distrugge il percorso che si sta intraprendendo assieme. Il tempo e lo spazio divergono separatamente. Come un fuso orario viaggiando nel cielo, come binari ferroviari dopo lo scambio.
In quest'ottica, quello della ricerca del proprio piacere, una persona si può permettere, giustamente ben inteso, di distruggere tutto ciò che ha come comune denominatore il Noi. In tal sense mi risulta difficile ammettere: "Qualcosa di Più è prendersi cura, è comunione, è cameratismo, sono i legami e gli impegni. Qualcosa di Più è dare e ricevere amore incondizionato perché, alla fine della giornata o della vita, possiamo dire di possedere veramente noi stessi e l'amore." a fini personali. Lo sento come una bugia. La fine di quei sentimenti, il non poter più ricevere Amore, perché è questo che ci fa star peggio a mio avviso, non può e non deve modificare ciò che noi si mira a diventare. Ossia ciò che vedo espresso nelle righe precedenti del quel testo. (Qualcosa in più ndb.). L'Amore rientra dopo, l'Amore può essere la fine del Qualcosa in più. Magari, ANCHE e SOPRATTUTTO, non il nostro.

Ormai la mia lunga e tediosa riflessione sta sgocciolando verso un termine, resistete se siete arrivati fin qui già vi siete guadagnati una medaglia al valore:). Personalmente ho capito che ci possono essere due strade percorribili come uscita da questo pantano:
  • Accettare la possibilità futura di diventare strumento di Dolore per altri vivendo completamente il Qualcosa in più.
  • Vivere solo me stesso allontanandomi, per quanto mi sia possibile, da ciò che è Amore e che inevitabilmente può portare a Dolore.
Sapete, ho accettato la prima via trovandomi nelle conseguenze nere della seconda. Non mi consola e non mi piace. Sperimentare la seconda via non mi porterà a risultati migliori ma almeno avrò l'effimera consolazione che tutto era stato fatto, che era inevitabile. Non voglio lasciare Dolore nei cuori altrui per un Qualcosa in più.

Ci ho pensato molto, non credo che la soluzione a un giusto vivere sia la condivisione. Essa prevede almeno un'altra vita per essere espressa. Credo piuttosto nell'appartenenza come sentimento naturale, come modo di muoversi simile ma mai uguale, un pensiero analogo che non è mai un monologo fatto da attori differenti, ma un dialogo a più voci.
Credo, magari sbagliando, che nella Vita ci si incontra nel modo migliore solo quando si è alla ricerca di noi stessi. Deviare il percorso è mutare l'egoismo naturale che ci caratterizza. Prima o poi si perderà la nostra strada e si perderà il Qualcosa in più.
Qualcosa in più è riuscire a possedere noi stessi ma anche appartenere egoisticamente gli altri, in noi. Fuori, nella Vita, esiste solo la libertà assoluta di andare e fare tutto ovunque, sempre e comunque.
Sì decisamente questa Vita è un ossimoro ed è pure autoreferenziale. Ognuno sceglie la sua gioia, il suo Amore e il suo Dolore. Io, per me, so già che comunque vada sbaglierò.

A presto e buon fine settimana a tutti!

Mio




Canzone dell'appartenenza (Gaber - Luporini)

L'appartenenza
non è lo sforzo di un civile stare insieme
non è il conforto di un normale voler bene
l'appartenenza è avere gli altri dentro di sé.

L'appartenenza
non è un insieme casuale di persone
non è il consenso a un'apparente aggregazione
l'appartenenza è avere gli altri dentro di sé.

Uomini
uomini del mio passato
che avete la misura del dovere
e il senso collettivo dell'amore
io non pretendo di sembrarvi amico
mi piace immaginare
la forza di un culto così antico
e questa strada non sarebbe disperata
se in ogni uomo ci fosse un po' della mia vita
ma piano piano il mio destino
é andare sempre più verso me stesso
e non trovar nessuno.

L'appartenenza
non è lo sforzo di un civile stare insieme
non è il conforto di un normale voler bene
l'appartenenza
è avere gli altri dentro di sé.

L'appartenenza
è assai di più della salvezza personale
è la speranza di ogni uomo che sta male
e non gli basta esser civile.
E' quel vigore che si sente se fai parte di qualcosa
che in sé travolge ogni egoismo personale
con quell'aria più vitale che è davvero contagiosa.

Uomini
uomini del mio presente
non mi consola l'abitudine
a questa mia forzata solitudine
io non pretendo il mondo intero
vorrei soltanto un luogo un posto più sincero

dove magari un giorno molto presto
io finalmente possa dire questo è il mio posto
dove rinasca non so come e quando
il senso di uno sforzo collettivo per ritrovare il mondo.

L'appartenenza
non è un insieme casuale di persone
non è il consenso a un'apparente aggregazione
l'appartenenza
è avere gli altri dentro di sé.

L'appartenenza
è un'esigenza che si avverte a poco a poco
si fa più forte alla presenza di un nemico, di un obiettivo o di uno scopo
è quella forza che prepara al grande salto decisivo
che ferma i fiumi, sposta i monti con lo slancio di quei magici momenti
in cui ti senti ancora vivo.

Sarei certo di cambiare la mia vita se potessi cominciare a dire noi.

Sunday, 25 October 2009

5002 Km - 216h17m

Il freddo non sarà più così clemente, anche quest'anno ripongo la bicicletta. Le regalo il meritato riposo.
Sono tre stagioni che vado in bici come si deve. Con "deve" intendo non come sport ma molto di più, un qualcosa di indefinibile perché è sempre diverso.
Cominciai nel 2007 per cancellare un Dolore tropo forte per me così mi regalai un dolore fisico che per brevi periodi riusciva a cancellarlo. La volta successiva, il 2008, fu l'anno dei patti con me stesso, delle mete da raggiungere ad ogni costo. L'anno della mente e del fisico, l'anno più duro. Quest'anno mi sono voluto concentrare sulle emozioni e sulla mente, riuscire a ricavare piacere nonostante tutto. La ricerca di una mia serenità.
In parte ci sono riuscito, in parte l'ho trovata ed ho scoperto molto ed altro ancora. Il piacere di pedalare con il vento alle spalle giù curvo e basso al ritmo di musica sempre nuova, il piacere di fermarsi e guardare o di bagnarsi nella natura, nei suoi colori, sempre più a lungo.
E' che di emozioni non ne avevo abbastanza o meglio, c'era li vicino qualcosa di me che non conoscevo, qualcosa che mi sfuggiva. Il limite della mia volontà, il potere della mia mente. L'ho cercato in un modo che non andrebbe fatto, ma essendo quello più rapido offre un buon compromesso. Mi spiego: finché si pedala in pianura si può andare avanti, vicini al limite, per circa cinque o sei ore senza alimentarsi e bevendo solamente acqua e tutto va più o meno bene. Il problema è sempre sul più bello, sulla salita. Li non ci si mente e non si inganna, in tre ore, ma anche meno, io perdo il contatto con la realtà percepita normalmente. Probabilmente si accede ad un altro stato, non so. So, per me, che divento un automa apparente ossia le pedalate diventano lente e cadenzate e la mente affila le spade per la battaglia nell'andare avanti fino alla cima. Sempre e comunque, fino alla meta. Queste sono le crisi di fame, brutte bestie davvero! quando ti fermi mica sai che cosa stai facendo la ragione non è l'unica cosa che ti manca. Trovare il cibo nello zaino è un impresa titanica e il mio zaino e più piccolo di quelli di scuola.
Vi chiederete perché faccio questo, be' i motivi sono sostanzialmente due: perché talvolta (credo quest'anno solo quattro volte) mi piace scoprire questo lato, provare quella sensazione e in secondo luogo per tentare di riparare ad un problema nuovo che da tre anni mi da seccature, forse un giorno ne parlerò.
Ora, da quest'anno, posso dire di conoscere molto meglio i miei limiti ma soprattutto me stesso, la mia indole e natura. Il gioco a cui mi piace giocare. Ora so che spostare in avanti la meta poco prima di raggiungerla è qualcosa che mi tiene in moto, l'unica cosa che mi fa muovere davvero.

L'anno scorso ho creduto che fosse un addio, ahimè non c'è stato. Le speranze sono partite come quegli aerei che non ho preso mio malgrado.
Quest'anno si è molto molto più vicini. Però non darò un addio alla mia bici, ora so come e quando montarci. Come e quando stare con lei, senza pretese di cura. Solo per piacere e per mettermi alla prova. Nessuna medicina, nessun impegno.
Vi sembrerà stupido ma credo che in parte sia riuscita a guarirmi. Senza di lei non avrei capito che è nella mi indole la ricerca di una vita in salita sospesa tra crisi di fame improvvise e discese da affrontare seguendo lo spirito.

Ecco i miei luoghi. Oggi li ho idealmente salutati con un arrivederci. Ma anche no.






Buona settimana a tutti!

Mio


PS: ho riletto i due post che scrissi e qui linkati ed è curioso come emerga, di anno in anno, il creder di aver raggiunto una consapevolezza nuova personale nelle mie capacità che, inevitabilmente, viene ad esser cancellata l'anno successivo. Chissà cosa dirò di me tra un anno. Cambio molto lentamente, questo è indubbio, però forse non sempre in peggio. Almeno così credo e spero.
PPS: scusate gli errori/orrori nei miei post. Pur notandoli dopo la pubblicazione li voglio lasciare così per potermi dire: "Questo eri".

Saturday, 24 October 2009

(Decant)Azione

Forse è così che succede, senza accorgersi senza un perché apparente e immediato ci si trova con tutto il corpo e la mente e lo spirito nel bel mezzo di una corrente estranea, che forse, neppure si immaginava potesse esistere ed allora RUN RUN RUN! Ed allora è emulsione (no G.? :) ), è confusione e mescolanza e misticanza e fusione. Con un perché dissidente ci si trova con i piedi lontano dal suolo e il sole assieme alle stelle al nostro fianco. Così è la Vita quando non ci si muove contro. Almeno questo credo.

Poi nasce un sentimento di libertà, forse pure ci si sente liberi, e non ci si pone domande perché non sono le risposte che contano. Conta l'immediato, il presente, il Tutto e il Niente. Poi chissà perché chissà per come, ma un perché e un come esistono sempre, il botto. Lo scotto.
Tutto si ferma istantaneamente, l'involucro che ci racchiude in questa Vita non ci protegge, la nostra inerzia è il vero male. La nostra corsa non finisce assieme al nostro moto, si sbatte sulla realtà e si urtano le pareti. A destra a sinistra, sopra e sotto, avanti e indietro. Ogni urto dissipa energia, ogni urto è necessario per fermarsi di volta in volta meno dolore un altro livido, stesso sapore.
Poi gli urti cessano tornando ad una quiete apparente. Comincia la decantazione. Tutto cala verso il basso lentamente svogliatamente. Ma un qualcosa di strano accade una sorta di "gravità-inversa" agisce sulle Cose, le più pesanti sono le più lente a depositarsi, viziose vogliono mantenere il suo stato di importanza non capendo che il fondo arriverà ance per loro. -Perché indugiate? Fate come volete, siete predestinate sapete!- .
Nel silenzio del dopo, che è un nuovo presente, si perde la memoria o forse ci si inganna e si vuole rivivere ciò che si ricorda troppo bene, non conta, e si ricomincia a correre un passo e poi l'altro sempre più veloce e... azione. Si è ripartite! Talvolta è troppo presto e allora urti, ancora urti. Decantazione, ancora. Talvolta è il momento giusto e la corsa muta e ci si accorge esser volo che si autoalimenta. Reazione, ancora.

No, non è ottimismo il mio. Sicuramente non sono negativo e neppure pessimista, ora. Diciamo una positività nichilista che non so se esiste (mi suona di ossimoro mal costruito).
Sento che la decantazione in me forse sta terminando, probabilmente sarà colpa dell'autunno con le sue foglie cadenti. Mi sembra di vivere una primavera inversa dove il mondo cresce a testa in giù. Radici tra le nuvole, germogli e fiori verso il suolo.
Sì così mi sento. Sospeso tra un moto inevitabile di un'azione lenta e indomabile nella certezza che un processo si sta esaurendo. Nella consapevolezza che la corrente è vicina pronta a risucchiare chi è disattento, chi è avventato. Chi è pronto. Ho finito i perché, nessun motivo mi sbarra la strada. Certi perché non hanno risposte, loro sono la risposta.

AZIONE-EMULSIONE-DECANTAZIONE.

Forse è questo il cerchio che abbraccia ogni Vita. Non lo so neppure per me, prima devo completare tutti i passaggi. Chiudere gli estremi.

In ogni Vita cade un po' di pioggia. In certe Vite e per certe Anime grandi grandi, come Voi che leggete, è stato diluvio senza fine apparente.
A voi un sorriso del sole sul vostro volto. A voi un raggio di luce come di scintilla perché possiate accendervi e splendere ancora una volta, meglio di prima su voi stessi. Sì, perché credo che sia questo ciò conta in fondo. Perché alla fine di ogni buco nero ci deve essere un astro splendente. Alla fine di tutto c'è la cosa più magnifica. Noi.


Buon fine settimana e, se posso, occhio alla corrente! Non chiudete le porte perché tanto passerà dalle finestre, lasciatela entrare.

Roberto


Wash -Calexico

Light shines through darker days
eyes close and lose their way
slip away the night
while the whole town's asleep
caught between the space
where you wanted to be
death acts and life reacts
spent time turning looking back
clues along the track
leave the following kind
the ground that seems to be new
winding up the same every time.




Thursday, 22 October 2009

Sulla Mia Pelle

Vorrei solamente una lucida incoscienza. Lo so, non è poco ma è quello che sicuramente mi manca.
Credo che ogni carattere spinga necessariamente una persona verso le scelte che trova naturali. Questo di per se non è un problema, il problema sopraggiunge dopo, nelle conseguenze. Quando ci si trova nel mezzo, nel mare in burrasca.

Negli ultimi anni sto cercando di capirmi e credo che in minima parte ci sono pure riuscito. Ho capito che ora, in questa mia Vita, sono pronto ad attuare scelte drastiche e prive di zone d'ombra. Sono disposto a fare terra bruciata attorno a me, non cercando legami, mantenendo meglio che posso quelli che riescono a sopportare questo mio stato estremo. Lo faccio per alimentare un Sogno che FORSE è a divenire, per qualcosa che c'è oltre e non centra niente. Per me.
Ho capito che forse da sempre, nella mia Vita, inseguo un andare oltre che molto spesso, non riesco ad attuare a mettere in pratica. Non so se è una reale mancanza di coraggio o più una razionale paura delle conseguenze. Forse sono entrambe le cose. Non ho la necessaria incoscienza per lanciarmi nel vuoto con gli occhi chiusi, non l'ho mai avuta. Probabilmente.
Ultimamente ho capito ho capito le mie più profonde paure, ho capito che la più grande di tutte sono io. Io che non mi accorgo dei miei sentimenti, che non ho la necessaria sensibilità per capirli prima che svaniscano. Io che non so volermi bene.
Nonostante questo non credo che ritornerò più la persona di prima, ora con la mia fragilità e instabilità che si riflette in stati dell'Anima contrastanti mi sento molto più a mio agio. Sarà che alla fine, un po', mi piace pure soffrire. Non lo so.
Il mio credo ora, per me si intende, non è altro che mostrarmi naturale senza pretese di rincorrere cose che non siano sentimenti ed emozioni. Positive o negative che siano.
Il mio desiderio, il mio Sogno oltre è di riuscire a scoprire ciò che ho dentro. E' di ritrovare il gusto di vivere la Vita con gioia e serenità. Il mio desiderio è di tornare a RIDERE ogni giorno. Nonostante la Felicità nonostante la Malinconia.

Sulla mia pelle l'acqua penetrerà. Il sole la trapasserà.
Così voglio vivere.
Spero di riuscirci.

Le foglie non sono proprio come le avrei volute ma non è questo che conta. Forse ogni Sogno nasce imperfetta.


A presto,

Mio


Se la mia Anima sapesse cantare credo che lo farebbe così. Peccato che non ne sia capace.

Monday, 19 October 2009

Che Senso Ha Il Dolore?

Bella domanda cara Balua, bella davvero.
Non lo so, non posso risponderti. Mi spiego: cos'è il Dolore? un'emozione, un sentimento emotivo, uno stato dell'Anima diverso in tutti noi. Personale.
Cara Linda, chiedimi: "Che senso ha avuto il tuo Dolore?". Ora, forse, posso tentare di darti una risposta soddisfacente.

Non ho la pretesa di aver sofferto tanto quando ho conosciuto il mio Dolore, ma so che per me, non era poco. Probabilmente rispetto ad altri Dolori è pure banale e, per questo, si prendano le mie parole con molto senso critico. Ve ne sarei grato.

Il mio Dolore non è nato con un senso, io ho dato un senso a quel sentimento. Avrei potuto coprirlo seppellirlo in una mescolanza di emozioni duali a contrastare la sua crescita, dipingerlo a tinte vivaci per nasconderlo, oppure lasciarlo li ad appassire e poi seccare. Non ho voluto farlo. L'ho usato per conoscere me stesso come forse mai avrei potuto fare. Il Dolore ha la stessa forza dell'Amore per me, ma purtroppo genera tossine, inquina l'Anima e il fisico. L'assuefazione che può generare è ciò che può far mutare una profonda malinconia in depressione. Questo almeno è quello che è stato per me. Non so se sono stato depresso, sicuramente ci sono andato molto vicino.
Il mio Dolore mi ha segnato e forse per questo sono riuscito ad avviare un cambiamento in me. Grazie a lui sono riuscito a seguire ciò che ora credo essere la traccia del mio me stesso. Faccio fatica, arranco, sputo sangue e veleno, mi faccio male e sono molto più fragile di prima, ma questo non mi importa perché è l'unico modo per raggiungere la sensibilità che vado cercando. Un giorno spero che troverò la fine.
Cara Linda, ciò che leggi e hai letto in queste pagine e commentato con molta gentilezza, poco più di due anni fa non esisteva in me. Ho usato il mio Dolore per arrivare a una nuova consapevolezza in me stesso, per una mia nuova coscienza che ancora non possiedo pienamente. L'ho usato per distruggere ciò che del vecchio Roberto mi ha portato a soffrire.
Ho raccolto il Dolore nel mio corpo per avere la forza di inchiodare sulla mia Anima ricordi magnifici e preziosi che non potevano più restare liberi e generare emozioni uniche. Generare Amore. Perché si Ama in due. Un uccello storpio, senza un'ala, non si alzerà mai in volo.
Non ho usato il Dolore per darmi speranza in un nuovo Amore, perché per sperare in certe cose, in un futuro che si crea assieme, bisogna avere le spalle molto larghe. Le mie non bastano per sostenere me stesso.
Non ho usato il Dolore per cancellare un'Amicizia, sarebbe stato facile, ci sono andato vicino ma non l'ho fatto. Probabilmente sono stato fortunato.

Trovare un senso alle emozioni è difficile, non esistono, credo, risposte univoche. Forse l'unica cosa oggettiva è che il Dolore piano piano ci lascia totalmente o passa ad uno stato latente, si sopisce.
Credo ogni Anima riesca con le sue cure a rimuoverlo dal nostro cuore accogliendolo, come un vecchio amico che si è perso nella Vita, nelle sue infinite stanze.

Scusami se sono stato magari banale ma questo è quello che credo di aver capito per me.

Buona serata,

Mio


PS: ora però mi chiedo: Qual'è il senso dell'Amore? forse non ce l'ha perché FORSE se ne conosce sempre una metà, la nostra.

Sunday, 18 October 2009

Il Solco Della Rinascita

La mattina l'aria taglia le mani, è normale, è l'ottobre che comincia a farsi sentire che cala con soffio continuo da nord. L'autunno suona la carica.

Il rombo cacofonico e asimmetrico di un trattore troppo vecchio ti sembra dare il benvenuto. Le calde esalazioni del suo fiato fossile appena bruciato ti entrano nelle narici e nei polmoni un aroma strano ne cattivo odore, ne fragranza.
Due chiacchiere e piccoli convenevoli e poi si parte, si ara.
Il vomere che penetra la terra, inesorabile, giù sempre di più fino alla quota prestabilita, quella di crociera. Una ferita che si apre un ventre squarciato e rivoltato dal versoio su un fianco, una scia biancastra si dilunga sul terreno violato vedi il calore della madre terra, il suo colore.
Ti chini svelto a recuperare i resti di una vita che ormai andata e destinata a ritrovar l'ultimo vigore nel calore di un effimera combustione. Le mani sono ancora fredde e toccano quell'umida ferita, senti un tepore tra le dita il vapore che esce dalle tue labbra si mescola presto con quello che sale verso il tuo volto un umido scambio di vapori e di umori sul tuo volto.
Giro e contro-giro per mantenere il livello, il solco si allarga si apre, si dipana sempre più. Continui e ciclici i tuo movimenti, sicuramente monotoni, i pensieri quelli no. Come radici che nel suolo si diramano afferrando avide la terra, così cercano in te il tuo significato, qui ed ora.
Il sole monta da est illuminando al tuo fianco un vecchio angolo di mondo, una vallata che credevi di lasciare circa un anno fa. La tua. Un'ombra si proietta lunga al suolo, un uomo direbbero ma tu ci vedi un ragazzo. Chissà.
I pensieri mutanosi spostano su altri interrogativi, su risposte indipendenti da te, dalle tue volontà e, forse per questo, più leggeri.
Il lavoro di alcune ore è giunto al termine, il sole ha conquistato da tempo anche questo ritaglio di terra. Nella luce piena mostri fiera il tuo nero colore, la tua brillantezza, non mi sembri più una ferita, anzi, trovo in te l'immagine di nuova vita.

Talvolta nella Vita credo che bisogna liberarsi delle radici perché in fondo ciò che resta, ciò che noi si è, è Terra.
In noi dentro, sotto la nostra pelle nascosta tra muscoli organi ed ossa conserviamo il seme che contiene in se la nostra genesi, il nostro futuro.
Prendersi cura della nostra Anima è ciò che più ci dobbiamo al mondo. Tutto il resto ne è una normale spontanea inevitabile conseguenza. Purtroppo per certe persone ahimè non è affatto banale.

Buona domenica a tutti,

Mio

Friday, 16 October 2009

When The Night Comes Down

Caro Amico,

nessun rimpianto. Lo so, me lo hai già detto, è il rimorso che ti corrode dentro. No, non preoccuparti di lui passerà lenito da lacrime, alimentato dai pensieri dalla rabbia e dal dolore. Il tuo, il suo. Passerà come l'acqua sulla battigia di quell'oceano che vai a vedere magari sempre più spesso. Ritornerà nuova acqua, una nuova onda a coprirti a coprirla. Il vostro destino non sarà certamente l'arsura almeno che non lo vogliate. Il tempo, se lo si vuole, talvolta aiuta.

Ora è inevitabile la notte scenderà su di voi per poi andarsene 0 per poi permanere. Vi perderete nel buio chiamandovi con parole asciutte che forse sapranno di allontanamento, di cacciata. Di Dolore. Se puoi cerca di andare oltre, guarda in quelle parole e cerca di vedere cosa c'è dentro, leggi nel sul viso nel suo corpo. Li ha lasciato un messaggio per te e tu, sul tuo, hai lasciato qualcosa per lei.
Il rispetto sarà difficile da mantenere ma è doveroso. Ma questo è inutile che te lo dica, già lo sai meglio di me.

A. (come amore): "Che fai non mi abbracci?"

Roberto: "No, non posso."
Volevo dirle che l'amavo ancora, ancora troppo. Lo esprimevo con quelle parole e con il mio corpo con quelle braccia ferme lungo i miei fianchi mentre le sue erano attorno alla mia vita. Volevo urlarti: "Perché???" ma non ci sono perché quando due Anime smettono di parlarsi. E' inutile chiederlo.

Non credo alla distruzione dei ricordi comuni e preziosi per tentare di lenire il dolore. Credo nella capacità di lasciarli liberi e vivi ridando loro una nuova, giusta ed inevitabile dimensione quella che non ci può far soffrire ma solo gioire. L'unica che non provocherà mai rimorsi, l'unica che non lascerà mai Dolore in noi dopo. Certe volte il dopo sembra non aver fine, ma tutto finisce.

Un abbraccio caro Amico!

Roberto






The Night Come Down

When I was young it came to me
And I could see the sun breakin'
Lucy was high and so was I dazzling
Holding the world inside
Once I believed in ev'ryone
Ev'ryone and anyone can see

Oh oh the night comes down
And I get afraid of losing my way
Oh oh the night comes down
Oooh and it's dark again

Once I could laugh with ev'ryone
Once I could see the good in me
The black and the white distinctively colouring
Holding the world inside
Now all the world is grey to me
Nobody can see you gotta believe it

Oh oh the night comes down
And I get afraid of losing my way
Oh oh the night comes down
Oooh and it's dark again
And it's dark again
And it's dark again

Thursday, 15 October 2009

Ieri Oggi Domani

Esistono giorni che non conosci, però non è questo che conta.
Esistono nomi che non sai, ma non è il nome che ti mette in contatto con una persona. Le persone non le si chiama, le si vive. Questo è quanto basta alla fine,e forse è pure molto di più.
Esistono volti che non hai mai visto, corpi dei quali non conosci le fattezze. Ma poi cosa significa questo? L'essenziale sta oltre, talvolta perso dimenticato o in mostra nella sua nuda semplice essenza. No, non servono gli occhi.

Da qualche parte in questo piccolo mondo c'è una persona speciale, un'Anima grande grande. Preziosa come poesia, per come riesce a tracciare una via nella sua Vita, tra schianti che mai lasciano lo spazio a pentimenti. Sempre avanti verso l'oltre, la meta, tra alti e bassi come rondine di maggio nel cielo più blu. Come mitologica creatura nello sconfinato abisso interiore.
Ti senti sospesa su un filo tremi nel tuo precario equilibrio di chi come un rabdomante continui a cercare la sua splendente primavera d'iride colorata negli inevitabili inverni dell'Anima. Sì, la troverai ne son certo. Forse ci sei già molto vicina, te lo auguro.

Forse era ieri, forse oggi o domani. Scusa non l'ho mai saputo. Che poi forse non conta perché, per te, vorrei che ogni giorno sia il più speciale!

Un abbraccio,

Roberto



Sperando di farti piacere, un piccolo banale pensiero:


Tuesday, 13 October 2009

Ho Bisogno di un calmante...

... ecco il mio personalissimo calmante. Funziona sempre, con il mal di testa è davvero incredibile. Già il mal di testa, singolare che le uniche volte che mi sia mai venuto fosse dovuto solo a me, al mio incazzarmi con me stesso.

Ora a tutto volume una dopo l'altra, al buio con le cuffie. Possibilmente cantando e talvolta pure urlando, l'importante è non sentire la propria voce!!!


















sperando che domani sia un giorno SEMPRE migliore.

Buona notte,

Mio

Wednesday, 7 October 2009

Coniugare i Sentimenti

Pensieri nati su un ceppo di larice coperto di muschio nella penombra del bosco di una mattinata dedicata al cercar funghi.


Ci pensavo questa mattina, forse nel bosco ci sarebbero cose più costruttive a cui pensare. Ma forse anche no.
Che cosa intendo con coniugare i sentimenti? Be' diciamo che pensavo ai sentimenti come parole, verbi per la precisione, e mi è venuto quasi spontaneo tentare una coniugazione in senso lato. Capire come si sviluppano e mutano, con regolarità o meno, nella linea temporale tra passato, presente e futuro. Sono arrivato alla seguente conclusione: non tutti i sentimenti posso essere coniugati in tutti i tempi. Certi mancano.

Tanto per cambiare, ma credo che sempre li si vada a parare quando si tirano le somme in noi, ho pensato a: Dolore, Amore e Felicità. Quindi? - direte voi - Sentiamo come la spara grossa 'sto giro - penserete. - Ora tenterò di spiegarmi.

Prendendo in considerazione il Dolore, credo che non sia futuro e neppure presente ma SOLO passato. Affermazione pesante, lo so, ma l'accezione che ho utilizzato è questa: si può star male ora adesso, oppure anche domani e così via, ma la genesi è dietro di noi segnata con una vistosa tacca nel passato. Il Dolore lo si porta dietro, non lo si genera o lo si richiede con azioni consce o razionali, con comportamenti "normali".
L'Amore, be' quello è sicuramente coniugabile al presente ma anche al futuro (futuro mooooooolto prossimo però :D ), esso muta con il tempo dalla sua nascita ha come questa necessità impellente. Muore quando quando entra in campo il tipaccio di cui sopra, l'Amore al passato è ricordo piacevole, ed è un'altra cosa perché l'Amore è azione pura un'emozione che si autorigenera nella persona amata.
E poi, a mio avviso c' é forse il migliore dei sentimenti colui che, nella sua presenza o mancanza, può generare tutti gli altri oppure no. La Felicità. Credo di non di non smentirmi con quanto detto fin'ora se affermo che la Felicità passata esiste in noi oggi e probabilmente domani sotto forma di ricordi-felici. La Felicità presente è una realtà indelebile per chi riesce a vederla o trovarla in un riso, in uno sguardo perso e catatonico in un'Anima lucente. E nel futuro? Li penso che ci sia qualcosa che vada oltre l'immediato, la prossimità. Penso che sia pure un futuro totalmente indefinibile nella sua estensione. L'agire quotidiano per un qualcosa che si sente che ci potrà rendere felici dopo non ha tempi di ritorno. Taluni credono, a torto o ragione non importa ciò che conta ora è il senso di futuro che vorrei far passare, che la Felicità sarà lo stato superiore dell'anima ottenuto attraverso reincarnazioni successive.

Tutte queste parole per introdurre tre interrogativi che mi sono posto tentando di mantenere la razionalità e la logica nel mio ragionamento (?????):
  • Perché fare a pugni con il passato? - o meglio - con il trapassato del mio Dolore che poi non recepivo come tale? - ma le ferite, e questo sono, cos'altro provocano? - purtroppo non ho risposta.
  • Perché non Amare ora? Per un discorso di mancanza dopo. Qui la risposta è facile: si può decidere di amare ma occhio però, non si può decidere il contrario: il non-amare. Io ho fatto la mia scelta per ora.
Per ultimo, sempre con quel piccolo lembo di cervello attivo che ancor mi resta:
  • E con la Felicità come la mettiamo? Risposta semplice e devastante: NON CAPISCO UN CAZZO! Cioè voglio dire: Why Not?!? Perché non olerla e cercarla? Perché mi sfugge? NON LO SO.
Scusate l'ennesimo sproloquio, ma mica ho detto di essere un bravo cercatore di funghi... oddio che strano il mio PC ha naso, occhi, orecchie e parla pure usando il lettore DVD... ma che strana lingua non la capisco ... ... oddio le equazioni di Maxwell mi inseguono armate di gradienti rotori e divergenze aaaaaaaaaaaahh .... ... sto fluttuando che strana sensazione ... che calma ... doh! ho sbattuto la testa sul soffitto ... ahi che botta! ... ... ... Cazzo i funghi Roberto! Chi ha parlato? Chi è stato?!?!?!?

Buona serata (da un allucinato più del solito :D),

Mio




Sorrow
The sweet smell of a great sorrow lies over the land
Plumes of smoke rise and merge into the leaden sky:
A man lies and dreams of green fields and rivers,
But awakes to a morning with no reason for waking

He's haunted by the memory of a lost paradise
In his youth or a dream, he can't be precise
He's chained forever to a world that 's departed
It's not enough, it's not enough

His blood has frozen & curdled with fright
His knees have trembled & given way in the night
His hand has weakened at the moment of truth
His step has faltered

One world, one soul
Time pass, the river roll

And he talks to the river of lost love and dedication
And silent replies that swirl invitation
Flow dark and troubled to an oily sea
A grim intimation of what is to be

There's an unceasing wind that blows through this night
And there's dust in my eyes, that blinds my sight
And silence that speaks so much louder than words,
Of promises broken

Monday, 5 October 2009

Vuoto Spinto

Ancora quella sensazione, profonda ferma granitica che permane e resta. Vuoto spinto, nella testa.

Il caffè non riesce senza l'acqua, non si spediscono buste senza il nome della via. Vuoto spinto, nella testa.

Non so perché ma mi sembra che tutto silenziosamente si stia depositando sul fondo, in me dentro da qualche parte, prima di essere espulso da chissà quale boccaporto e chissà perché. Sembra un'azione lenta e silenziosa quasi di autunno nell'agire, come di foglie a morire sui prati.
Forse è perché questo puzzle che è la Vita si incasina sempre più, si scoprono sempre nuove tessere che mai sono quelle di bordo. Talvolta penso che ci siano troppi soggetti, troppi colori. Sì, sono decisamente tante le sfumature, mi ingannano!

Il tempo passa ed io lo ignoro come un diciottenne che però, a differenza, purtroppo ha perso l'incoscienza. Gran brutto mix non credete?
Sì, sono decisamente stanco e questa volta non è questione di sonno ma di riposo, perché ci sono vari modi di dormire. Il problema è lo Spirito, lui non molla. Sembrerebbe deciso a tirare avanti con dosi massicce di stimolanti, avanti ed ancora avanti sotto la spinta dell'assuefazione.

Dovrei fermarmi ora, un attimo, un respiro. Non preoccuparti Spirito, tu puoi anche nel vuoto spinto.
Vorrei urlare ma non servirebbe a molto. Il suono non si propaga nel vuoto. Nessuna bocca potrebbe gridare ciò che ho dentro, probabilmente è perché non ho niente.

Sì, anche questo significa essere soli. C'è sempre l'altra faccia della medaglia e bisogna saperla accettare altrimenti altri se la caricano sulle spalle e non è giusto anche se basterebbe poco. Caro Mio, TUTTO TORNA, NEL BENE E NEL MALE!

Mio


Il Grido

E voi così innocenti colpevoli d'esser nati
in giro per le strade, gli sguardi vuoti i gesti un po' sguaiati
si vede da lontano che siete privi di ideali
con quello spreco di energia dei giovani normali.

E voi che pretendete che tutto vi sia dovuto
con la scusa infantile che "nessuno mi ha mai capito"
siete così velleitari come artisti improvvisati
con quella finta libertà dei giovani viziati.

È un gran vuoto che vi avvilisce e che vi blocca
come se fosse un grido in cerca di una bocca
come se fosse un grido in cerca di una bocca.


E voi che rincorrete, decisi e intraprendenti
l'idea di una carriera tipo imprenditori sempre più rampanti
disponibili a tutto, all'occorrenza anche disonesti
con tutta la meschinità dei giovani arrivisti.

E voi così randagi sempre sull'orlo del suicidio
covate ben racchiusa dentro al vostro petto un'implosione d'odio
l'eroico vittimismo da barboni finti e un po' frustrati
e col cervello in avaria dei giovani scoppiati.

È una rabbia che vi stravolge e che vi blocca
come se fosse un grido in cerca di una bocca
come se fosse un grido in cerca di una bocca.


E voi che brancolate in un delirio tra il male e il bene
col rischio di affondare nella totale degradazione
aggrappatevi al sogno di una razza che potrebbe opporsi
per costruire una realtà di giovani diversi.

C'è nell'aria un'energia che non si sblocca
come se fosse un grido in cerca di una bocca
come se fosse un grido in cerca di una bocca
come se fosse un grido in cerca di una bocca.



Sunday, 4 October 2009

Soli(tudine)

-Cosa hai dentro?
-Un casino totale, nulla più.
-Vuoi parlarne?
-No, ora no. Grazie.

Talvolta non si possono dire certe cose perché non si possiede il linguaggio adatto per esprimerle. Perché non si capisce noi stessi.

Mi sto abituando all'idea di un futuro da solo e forse di solitudine. Non sarò il primo e neppure l'ultimo.
Non si può comandare l'istinto, non si può deviare il corso dell'acqua all'infinito. Non tornerà mai verso i monti.
Sì cara G., hai ragione, mai rinunciare ad essere noi stessi, nel bene o nel male, ce lo dobbiamo per noi e per chi ci avvicinerà. Perché è così che funziona, ci si attrae come tra pianeti come tra soli in galassie, altrimenti si è solo satelliti o meteore impazzite. Mesti schiavi o incontrollabili distruttori.

Buona settimana cari lettori tutti!

Mio


Da un po' ho finito di ascoltare: Mio fratello è figlio unico di Rino Gaetano. Davvero un album interessante, la traccia omonima ma anche Sfiorivano le viole e Berta filava le trovo incredibili, ASCOLTATELO se vi capitasse l'occasione. Mu' ahahah adesso ti chiamo così ok?(tanto nome in più o in meno... ok ok vado a c___re) grazie di avermi Gaetanizzato!!!


Monday, 28 September 2009

The Best Shot

Click, ti ho preso, ti ho impresso!
Click, ti ho catturato, ti ho fermato!

Istanti colti da un diaframma che veloce si chiude, deve chiudersi velocemente altrimenti tutto potrà essere sfocato e mosso. La Vita è fatta di istanti, ne sono sempre più convinto, brevi attimi talvolta troppo veloci fulgenti e luminosi.
Ognuno ha il suo obiettivo da poter usare, ma solo uno, nulla più. Talvolta non basta. Il grandangolo crea aberrazioni ottiche, il teleobiettivo coglie solo i dettagli. Talvolta bisogna essere disposti ad allontanarsi o avvicinarsi alla Vita ma comunque si dovrà essere disposti a perdere qualcosa, proporzioni o dettagli. Eppure bisogna decidere, non c'è nulla da fare, un buon fotografo sa aspettare, sa trovarsi nel posto giusto al momento giusto e soprattutto ha imparato a non venir mai colto di sorpresa dalla realtà. Sempre è in grado di fermarla congelandola e donandole un illusoria e finità immortalità.

Vivere la Vita è scrivere gioia con parole mute fatte di sorrisi.
Vivere la Vita è colorare le Anime speciali che si ha il privilegio di incontrare con i tratti delicati di un pennello impressionista. Vividi sono i colori nelle pennellate tracciate dall'Anima.
Vivere la Vita non è chiedere, non è neppure dare. Semplicemente è aprirsi al mondo lasciando che ci entri dentro, entrando dentro di lui.
Vivere la Vita è morire nell'Amore donato inconsapevolmente non sapendo che si sta accendo al vero Paradiso.

Si muore per Vivere la Vita, si vive per poter sperare di morire per poi Vivere ancora.

Mio



Non so perché ma la sento adatta al testo, sarà per l'immagine che mi evoca: una successione continua di fotogrammi come ingialliti e leggermente rovinati dal tempo.


Sunday, 27 September 2009

Non-standard

-Parli con me?

-Sì cazzo e con chi altri? Nella stanza mica c'è nessun altro no?

-Beh non posso darti torto, ma la gente tante volte parla pure con se stessa. Io talvolta lo faccio...

-Sì, tu fai tante cagate, roba da rinchiuderti sai?

-Oddio non saprei, ho scelto il mio modo di vivere e tento di non mutare perché penso che non ci sia niente di male in ciò che faccio, o meglio: penso di non fare niente di male a nessuno.

-Chiacchere solo chiacchere...

-Cosa vorresti insinuare?

-Dai saputello del cazzo, me mica mi freghi sai? hai notato che i numeri non coincidono o no? E non venirmi a raccontare che è un errore di segreteria! Allora che farai, andrai fino in fondo oppure no? Ora che FORSE avrai il vento alle spalle a sostenerti smetti anche tu a navigare di bolina?
Dai Great Pretender cosa farai? Su dimmi un po', sai sono curioso di natura, io.

-Cazzo, merda 'fanculo! Lo sai che ci sto pensando cosa serve tutto questo sarcasmo, perché mi provochi? Cazzo, merda 'fanculo!

-Ehi non servono tante parolone esclamate sai? Se vuoi diventare un Signore be' comincia a farne a meno in certe occasioni, ma soprattutto comincia a sciegliere e decidere ANCHE contro i tuoi interessi. Ai Signori, quelli veri, nessuno può recriminare niente sono lucidi e scevri da ogni colpa, non coinvolgono mai nessuno per allegerire la loro posizione. Anzi!

-Bella merda che mi è toccata, ma proprio tutte a me? Una cosa so, ed è quella che voglio essere capito. Credo che lo farò, almeno questo credo ora.
Una cosa so, ed è che allo spettacolo io entro dalla porta principale, quella di tutti. Le porte piccole e nascoste, quelle sul retro, non fanno per me. Almeno ora.
S. come vorrei parlare con te ora! Avrei bisogno davvero di far due chiacchere con te, tu che Signore lo sei davvero! La Vita ci ha fatto incontrare e separare, nessuno dei due si è mai lasciato purtroppo il ponte che ci collegava è venuto a mancare. S. stammi bene OK?

- Hey you, Great Pretender! Che fai non ci pensi? Facile no? Basta un attimo si chiude un occhio, si chiude la coscienza. Com'era quella tua canzonetta, ma sì dai quella in cui credi... ah sì ora ricordo:
[...] È come se la vecchia morale non ci bastasse più. In compenso se ne sta diffondendo una nuova che consiste nel prendere più che altro in considerazione i doveri degli altri… verso di noi. Sembrerà strano ma diventa morale tutto ciò che ci conviene. Praticamente un affare. [...]
Subito. Qui e ora. Cosa fai?

-Cazzo, merda! 'fanculo! La notte VOGLIO dormire come... non dormiro comunque come pochi anni fa. Lasciami stare, non ora!

-Hey you, NEEEEE risposta sbagliata.Ahahhah!


La Vita la si può giudicare solo a posteriori, anche un solo secondo dopo l'ultima azione ma sempre a posteriori perché nella la realtà è istantanea e passata, mai futura. Ciò che resta sono i ricordi come tatuaggi impressi sull'Anima. Un ordine sparso un collage mirabile dove taluni si sovrappongono altri rimangono isolati perché segreti o troppo speciali. L'Anima li accoglie tutti come su un magnifico poster dove molti brillano solo su loro stessi. Forse si incontreranno intimamente altre Anime e tutto ritroverà un senso e quella randomica composizione riacquisterà un significato compiuto. Non so.

Fino a che punto si può scendere a compromessi con noi stessi per un Sogno quando NOI si è gli unici ad esser toccati dal compromesso?
Scegliendo il compromesso si vivrà in una realtà deviata?
... che poi ci si mette pure il linguaggio naturale differente e la non conoscenza personale.
Cazzo, merda 'fanculo!

Mio





Hey You
Hey you, out there in the cold
Getting lonely, getting old
Can you feel me?
Hey you, standing in the aisles
With itchy feet and fading smiles
Can you feel me?
Hey you, dont help them to bury the light
Don't give in without a fight.

Hey you, out there on your own
Sitting naked by the phone
Would you touch me?
Hey you, with you ear against the wall
Waiting for someone to call out
Would you touch me?
Hey you, would you help me to carry the stone?
Open your heart, I'm coming home.

But it was only fantasy.
The wall was too high,
As you can see.
No matter how he tried,
He could not break free.
And the worms ate into his brain.

Hey you, out there on the road
always doing what you're told,
Can you help me?
Hey you, out there beyond the wall,
Breaking bottles in the hall,
Can you help me?
Hey you, don't tell me there's no hope at all
Together we stand, divided we fall.

Thursday, 24 September 2009

Ok però almeno un po'...

... sì, mi girano. Ma ca... caspiterina, all'inizio di dicembre? Ma scusate, uno dei due è matto e forse il savio non è migliore.
Ma por... portatemi almeno delle sicurezze, cioè: è chiedere tanto il sapere perché si protrae il tutto oltre modo?
Ma str... straordinaria non mi sembra la richiesta di sapere se c'è un contratto sicuro che mi aspetta oppure sì?
Ma fo... forse è chiedervi troppo? A me non sembra, dopo tutto sono passati otto mesi sapete?

Questa sera, prima di leggere la posta elettronica, e sapere quanto scritto sopra, ho avuto un colloquio di lavoro. Perché sono mona, e nulla più, ho detto la verità per correttezza e coerenza, perché come sapete sono fatto così e andando contro questo starei ancora peggio o alpiù uguale. Ho detto che verso la metà di ottobre avrei avuto una risposta definitiva. Ora che si fa? Ora che hai allungato ancora il passo l'ennesima volta? Mandare tutto in vacca con molta scioltezza o passare altri due mesi oltre la linea della mia personale sopportazione? Senza lavoro, senza più alcuna sicurezza dopo, senza niente di niente.

Però mi fate incazzare sapete? E' che non avete capito che io punto cazzo, io sono felino Cheetha, non mollo perché non voglio PIU' avere rimpianti o rimorsi con me stesso.
Ora prima di correre deciderò se voi siete la mia preda, se sarete abbastanza veloci forse mi scapperete è che non ho mai avuto così tanta fame e non sono stato mai così in forma... io se fossi in voi comincerei a correre subito, forse ce la fate.

Mio

PS: però non ho mai detto di essere il migliore dei cacciatori... questo è il dilemma
PPS: le cose possono ripetersi? Perché il precedente dovrebbe lasciarmi molto perplesso...


Gimme The Prize
Here I am, I'm the master of your destiny,
I am the one the only one, I am the god of kingdom come,
Gimme the prize, just gimme the prize,
Give me your kings, let me squeenze them in my hands,
Your puny princes,
Your so-called leaders of your land,
I'll eat them whole before I'm done,
The battle's fought and the game is won,
I am the only one,
I am the god of kingdom come,
Gimme the prize, just gimme the prize,
Move over, I said move over,
Hey, hey, hey clear the way,
There's no escape from my authority - I tell you -
I am the one the only one, I am the god of kingdom come,
Gimme the prize, just gimme the prize,
I am the only one,
I am the god of kingdom come,
Gimme the prize.

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