Are you sure?

Radio Pazza

My Music

AddThis Social Bookmark Button
Powered By Blogger

Wednesday, 30 April 2008

Oggi volentieri vorrei evitarmi

Mi succede poche volte l'anno ma quando sto di questo umore vorrei proprio evitarmi. Di cosa sto parlando? Semplicemente della mia accidia che da sempre mi fa compagnia. Il non esternalizzare l'emozioni negative (così come quelle positive) è sempre stata una mia pessima caratteristica. Una parola urlata al vento piuttosto che un rosario infinito di imprecazioni unito ad uno scontro verbale non mi sono mai appartenuti però quando la misura è colma trabocco. Come trabocco? Semplicemente innervosendomi ad ogni piccola cosa insignificante o no che sia, posso cominciare ad inveire contro la prima persona che andando in macchina ha una piccola esitazione, ed allora giù urla scellerate, sbuffi e quant altro si può trovare nel repertorio della gente in un normale spostamento in macchina in città. E poi ancora quasiasi cosa che per ME (ma vi rendete conto, divento anche fascista!) è fuori di posto, o è detta in modo che per ME è sbagliato o ancora che ne so le urla gioviali del mio nipotino che gioca, tutto questo mi fa sclerare! Poi mi vedo, e mi dico "Cazzo Roberto sei redicolo come quei deficienti che imiti. Guardati fai schifo, non vedi come ti comporti! Cazzo ritorna nel dominio della ragione!" ma proprio in quel dominio in queste giornate non riesco a starci. Ribollisco e bollisco in questo magma che non so contenere, in questo magma che mi spacca la testa come una scure calata dall'alto da chissà quale gigantesca maligna forza. Ed allora ancora sono clastico faccio terra bruciata, non riesco ad essere calmo e pacato perché sereno non sono. Voi vi domanderete da cosa deriva tutto questa rabbia questo malessere interno che ora trasuda dal mio spirito, ebbene ve lo dirò volentieri è il mio carattere con il quale è difficile convivere perché in me c'è sempre stata una voce stronzissima che mi rompe di giorno e presumo anche di notte, che non mi lascia mai la serenità che, ogni tanto, a tutti farebbe comodo. Cosa mi dice questa vocina? Semplicemente mi martella in continuazione ogni volta che mi trovo ad affrontare una situazione, ogni volta che mi trovo a dover soddisfare un impegno sia esso nei confronti di terzi o verso me stesso. È la vocina di un giudice che non smette mai di giudicarmi insomma una vera rompicoglioni.
Oggi chissà perché chissà per come mi sento di aver buttato via una giornata, ieri mezza, quindi una e mezza ossia quanto basta per non avere la serenità che trovo solo quando raggiungo un obiettivo. Voi giustamente potreste dirmi: "Calmati altrimenti non arriverai neanche a quarant'anni!", io vi rispondo che lo farei volentieri ed aggiungerei che negli ultimi tempi sono anche migliorato ma oggi sono oltre, sono in uno stato di eruzione permanente per il quale vorrei evitarmi, ma purtroppo non posso! Fatelo almeno voi
Ci sono giorni e giorni. Oggi è uno dei due.

Mio

PS: ho provato a scrivere per calmarmi quindi scusate il linguaggio che forse è scaduto nello scurrile ma oggi è il giorno!

Sunday, 27 April 2008

Il Maestro e Margherita -Michail Bulgakov

Eccomi per parlare di questa mia ultima lettura che ad onor del vero si è protratta più di quanto pensassi perché, a parer mio, è stata più difficile di quanto credessi all'inizio. Ormai ho imparato che in ogni libro, grande o piccolo che sia, di un autore noto o meno, sia esso per bambini o per lettori "impeganti", racchiude in se nel suo guscio incostrato o splendente una piccola perla che può essere grezza o immacolata e perfettamente sferica ma sempre di perle si parla qundi di espressioni delle diverse bellezze della nautura. Ora vi parlerò della perla che sono andato cercando faticosamente in questo libro, del messaggio sul quale fino all'ultimo mi sono interrogato. Insomma di ciò che ho creduto di aver capito.
Dell'autore a me sconosciuto fino a pochi mesi fa, non conosco che la biografia contenuta nell'introduzione quindi la mia analisi esula da tutto ciò che gira attorno a questo aspetto o meglio non ne dipenderà se non nel finale, sicuramente è un errore ma il messaggio che ne dovrebbe uscire dovrebbe esserne indipendente.
Tutto cominincia con editore e un poeta che assieme discutono amabilmente della passione del Cristo su una panchina in un parco di Mosca... . No questo non è il modo corretto di parlare di un libro e poi lo rovinerei quindi tenterò di estraniare il discorso dalla vicenda trattata.
Comincerò e proverò allora di dare delle risposte ai miei perché, a quelli che mi sono posto durante la lettura, a quelli che vi porrò ora. Perché nel libro si parla di pazzia, della schizofrenia alla quale certi personaggi sembrano giungere dopo l'incontro con il Maligno? Perché uno spettacolo di varietà e di magia? Perché vengono trattate e messi a nudo certi vizi che accomunano le persone quali l'apparire prima dell'essere il lusso, il tradimento, la venerazione del denaro? Perché la nudità fisica di certi personaggi e di molte donne? Perché il Male viene presentato come qualcosa di bislacco, quasi carnevalesco nel suo modo di apparire pur essendo immensamente micidiale? Perché il Bene e l'Amore sono presentati come sofferenze e torture inverosimili? Perché demoni strani camuffatti sotto spoglie ancor più stravaganti? Ma sopratutto perché il Demonio e quindi Satana non è "altro" che una persona a modo ed, a parer mio educata, nonostante quello che è? Ed ancora che cosa centra la Passione del Cristo? Devo ammettere che questi ed altri "Perché" sono stati per me di difficile risoluzione ed in realtà non so se la soluzione che mi sono dato sia poi così corretta.
Devo dire che la mia risposta ai perché latitava nella mia mente, o meglio li giaceva sospesa ed eterea, fino a quando verso il fondo della pagina duecentoquarantaquattro del mio Einaudi tascabile, quel gran pessimo personaggio di Korov'ev non nomina la quinta dimensione a questo insieme di parole tutti i miei pensieri sospesi sono precipitati sul fondo della mia mante come, quando in una reazione chimica, un reagente genera un prodotto nel quale compare magicamente il precipitato.
Ma cos'è questa quinta dimensione quindi? Le quattro classiche sono lo spazio ed il tempo, ma la quinta? La quinta è quella dimensione che nel libro si manifestava sempre alla presenza di Satana, è la mancanza è la distruzione delle altre quattro è il dominio nel quale tutto non ha senso come noi lo si è sempre percepito. La quinta dimensione è quella dimensione nella quale noi si perde il contatto dal mondo, dove le regole ed il conformismo sono violati con sistematica frequenza; è la dimensione dell'uomo e della donna nudi nel loro fisico ma sopratutto nudi nelle loro pulsioni e nel loro agire. La quinta dimensione è quella della schizofrenia, della pazzia in generale nella quale maschere nessuno porta, nella quale si è la mostra, lo specchio del proprio inconscio sul mondo. È la dimensione del Sogno, è quella dell'Amore è quella dell'Odio. È l'oblio della ragione e della coscienza.
In questo io ho trovato una spiegazione al tutto. Per me il messaggio del libro è che tutto è un sogno in questo mondo. Con un sogno si apre il libro nella visione visione nel malore di uno dei protagonisti e finisce con il sogno del, per me medesimo, protagonista che dopo aver conosciuto la pazzia trova nella sua nuova consapevolezza una vita diversa e completamente lucida sul mondo che ormai più non gli appartiene.
Però i ma in una simile semplificazione sono sicuramente doverosi, chi ha potuto imbattersi ne Il Maestro e Margherita mi si potrebbe domandare: "E l'Amore dove lo metti? E il Male come lo spieghi? E la Passione di Cristo? E Pilato?", giusto anzi giustissimo. Io li metto o meglio li dimensiono a ciò che, per me, il libro vuole ricondurli ossia ad altro se non atti di fede su un qualcosa che è indicibile, su un qualcosa che è indimostrabile perché effimero, e non solido. L'Amore finisce senza lasciar traccia così come si presenta vigliaccamente alle spalle in un attimo, il Male nella figura di Belzebù fa lo stesso compare dal nulla e nel nulla fugge lasciando solo un temporale estivo dietro le spalle. La Passione del Cristo non è altro che un atto di Fede il che, è l'apoteosi, il simbolo ultimo di questo esser etereo dell'inconsistenza dei sentimenti che ognuno di noi prova.
Credo che questa quinta dimensione non sia altro che la dimensione di noi stessi, quella che noi ci creiamo, quella di noi esseri che tentiamo di nascondere ciò che siamo per mostrare ciò che noi non siamo, insomma è la dimensione di un nostro autoinganno che ci crede di far vivere meglio ma in realtà ci portaverso una morte nella quale si spera, senza possibilità di riuscita, giorno dopo giorno di poter cambiare le scelte compiute sulla base di una "falsa coscienza interiore", così come lo dimostra la vicenda di Pilato. Quindi si è fregati? Secondo il messaggio, che a mio modestissimo parere, ha lasciato Bulgakov siamo condannati ad un esistenza infima e meschina da noi stessi creata? No, non credo che lui pensasse questo. Lui stesso credo che alla fine del libro abbia proposto la sua soluzione a tutto e, ritorno a sottolineare a mio modestissimo parere, è quella che tutto fluisce in un continuo mutare dal Male accettato al quale il Maestro e la compagna Margherita si inginocchiano nasce la liberazione per le nostre pene, per le pene di Pilato. Quindi bisogna far del Male per star bene? No assolutamente, ma bisogna passare assolutamente per esso per avere una qualcosa di stabile ossia le nostre quattro dimensioni. Ora sarà la mia farneticante fantasia o quant'alrto ma secondo me Bulgakov si riferiva al Male, perché questo è, dello stalinismo nella dimensione delle epurazioni sfociata nei gulag e alla morte della fantasia e del sogno che esso aveva portato all'anichilimento di qualsiasi altra quinta dimensione.
Per ultima cosa, ma non secondariamente, vorrei ringraziare sentitamente Dressel per avermi suggerito o meglio indotto con la sua passione per le cose belle e pure a leggere questo interessantissimo libro. Grazie mille!!!

Mio


PS: se trovate che le cose scritte sopra sono un volo pindarico e funambolico nel cercare un significato al libro e se trovate il mio significato una forzatura scusatemi, ma ieri sera mi sono dilettato in cucina e si vede che ho calcato un po' la mano con le spezie ed ora ne pago le conseguenze ...

Friday, 25 April 2008

Perché ORA non esiste solo il fascismo



Qui non centra (anche se sul video c'è scritto viva il comunismo e la libertà) la politica, il governo ma la società TUTTA, nella quale liberi non si può essere!

Mio

Wednesday, 23 April 2008

Il Passaporto e non solo, purtroppo

Questa mattina tralasciando gli impegni universitari mi sono recato per uffici pubblici per alcune pratiche essenziali quali il rinnovo della mia carta d'identità e la richiesta presso la questura del passaporto (ebbene si, non ne ho mai posseduto uno).
Parto presto per essere in questura la mattina all'ora di apertura, so già che se dovrò fare tutto in una mattinata il tempo potrebbe anche scarseggiare. Entro puntuale con neanche la minima traccia di fila a darmi il benvenuto, vado all'ufficio addetto alla distribuzione dei passaporti dove trovo l'impiegato in divisa che cordialmente con anche l'accenno di un sorriso mi spiega tutto. Uscito mi dirigo verso la vicina stazione delle corriere per fare le fototessere ma, non avendo monete a sufficienza chiedo gentilmente nel tabacchino interno se me le possono cambiare chiesto fatto. Il mio occhio però scappa goloso sulla pila di caramelle messe li in bella mostra, riconosco le mitiche Goleador alla liquirizia, una delle mie perversioni di gioventù, non resisto ne compro un paio mentre vedo che in bella mostra scritto a mano sulla confezione c'é scritto quindici centesimi e penso a quanto costavano ai tempi consegno i soldi al tabaccaio e mi dirigo verso la cabina fotografica aprendone una con i denti come ai vecchi tempi. Nel mettere in tasca il pacchettino però noto che il prezzo consigliato dalla ditta e scritto sulla confezione è di soli 10 centesimi e penso: "Che Ladri, un rialzo ingiustificato del 50%. Dovrebbero vergognarsi!", con questo pensiero entro nella cabina faccio delle foto pessime che non potranno essere usate per il passaporto ed impreco contro me stesso dicendomi "Sei un MONA, per risparmiare hai fatto fototessere pessime ed inutilizzabili!". Esco dalla stazione e decido di recarmi all'ufficio anagrafe del comune e spacciare li le fototessere ad uso carta di identità; tutto fila liscio le accettano e con piacere mio ne vogliono adirittura tre su quattro. Quindi decido di passare dal fotografo per farmi fare quelle per il passaporto.
Arrivo nel suo studio, mi accoglie con cortesia, mi mette in "posa carcerato" come dice lui, io richiedo un minimo di effetto abbronzatura perché ormai il pallore, acquisito in questo inverno ed inizio di primavera piovoso, è da spavento quidi luci flash e dopo neanche cinque minuti nei quali ho scelto la foto migliore, mi sono state tagliate a misura le fototessere, mi è stata misurata con un calibro la distanza che c'era tra gli occhi sulla fototessera (mi ha detto per verificare le proporzioni ma di che?) e dopo aver pagato undici euro (che mi sono pesati meno dei tre della stazione), mi dirigo svelto e lesto verso un piccolo fornaio del centro che vende pane tipico sud tirolese e che da poco ha cambiato gestione. Entro, "Buon giorno!" saluto io, "vorrei gentilmente... ", piccola pausa mentre cercavo gli shuttlenbrot che non c'erano, "... due segalini grazie", lui li prende dal bancone e li pesa. Celermente li pesa, vedo che compare sulla bilancia la scritta un euro e ventisei centesimi ma sul registro di cassa mentre incespica nel digitare l'importo batte un euro e trenta penso "ma guarda un po' te, si crede anche furbo adesso glielo faccio notare..." alla fine non gli faccio notare nulla ed esco incazzato.
Nell'indignazione più totale passo alla posta prendo il biglietto all'entrata, cerco il bollettino che mi interessa, non lo trovo e quindi vado dall'addetto in uno sportello e chiedo "Gentilmente mi potrbbe dare un bollettino per il pagamento di un passaporto?", l'impiegato solertemente me lo consegna, lo compilo ed aspetto in fila. Dopo un paio di minuti di fila una signora mi si avvicina e mi chiede quale è il mio numero, rispondo e la conversazione finisce li. Arriva il mio turno, vado allo sportello consegno il bollettino ad un secondo impiegato con fare più affabile del primo, che celermente fa il suo dovere, già che ci sono chiedo un prospetto ed un modulo per la richiesta di una carta di credito prepagata (colpa delle vicessitudini avute con un pagamento online...), mentre mi consegna i moduli sento la voce di quella stessa signora che da dietro sbuffa e borbotta dicendo "... devo andare a lavorare io...", penso: "Signora si alzi prima la mattina." mentre i miei pensieri si colorano di queste parole in lontanza sento che si lamenta ancora con l'impiegato con "... non si capisce niente quale è il numero, è mezzora che sono qua...", penso: "signora mia allora ci sarà qualcuno che è qua da più di mezzora.", subito fermo i miei pensieri non ne vale la pena.
Mi dirigo verso il tabacchino per comperare la marca da bollo. Arrivo a quello in piazza, è piccolo piccolo e la gente ci si calca dentro, arriva il mio turno dopo essere stato immancabilmente da una signora di tre quarti d'età che teneva alto il suo Vanity Fair, ma questo è nella norma. Mi rivolgo al tabaccaio: "Buon giorno, vorrei una marca da bollo, è possibile pagare bancomat?", l'altro con tono sgarbato mi risponde "Da quant'è?" rispondo un po' seccato per il trattamneto "quaranta euro e ventinove", lui acconsente, io penso e non penso e mi sento indignato per la seconda volta.
Parto di nuovo per la questura, nella breve trasferta in macchina penso e rimugino ancora sul panettiere e facendo due rapidi calcoli mi accorgo che non mi ha rubato quattro centesimi ma bensì un euro ed otto centesimi. Imprecando contro di lui e contro le non nobili origini del padre, mi scuso con lui che non centra, parcheggio la macchia e mi dirigo verso la questura con i miei bollettini, le mie fototessere (questa volta decenti e a prova di calibro). Arrivo all'ufficio non annunciandomi allo sportello ed entrando direttamente nell'androne, immancabilmente vengo redarguito per questo chiedo scusa e tutto finisce li. Aspetto che la mia fila si esaurisca e consegno gli incartamenti all'ufficiale dietro il vetro che, con lo stesso sorrisino affabile, compila tutti gli incartamenti. Il passaporto è fatto.
Tornando verso casa la radio mi sussurra le utopiche parole di John Lennon all'orecchio, è Imagine, alzo il volume per farmi trapassare dalla melodia mi commuovo come ora e come ora basterebbe poco per far scendere una lacrima sul mio viso. Le emozioni ed i pensieri della mattinata mi hanno segnato.
Sulla strada di casa passo da un altro fornaio e compero il pane per il pranzo scelgo anche "pane dello sportivo" con noci sesamo, cumino, segale, semi di girasole e chissà ancora cosa d'altro (il pane strano è divenuto per me una fissa ormai). Mentre pago vedo che la cassiera batte cinque centesimi in meno dell'importo sulla bilancia e penso "che forte!".
Esco, giro la macchina e torno verso casa. Pensando e ripensando al fornaio del centro, alla posta ed al tabaccaio. Sono incazzato a morte, non con loro ma a cosa chi loro rappresentano. Quella categoria che ormai è imperante in Italia, la generazione dei COSÌ TI FOTTO IO, dei CHE FURBO CHE SONO, dei PERENNEMENTE INCAZZATI E MALEDUCATI e di quelli che ho sempre odiato su tutti e sopra tutti I FURBI! Io sono un tipo che non è mai venuto alle mani con nessuno, che si trattiene anche nelle parole perché crede che ogni comportamento da parte sua ne autorizzi il medesimo nell'altro, uno che non non ammette la violenza mai e comunque, purtroppo sono anche consapevole che qualora mi venissero i famosi "cinque minuti" è meglio per persone come queste di trovarsi molto ma molto lontane dal sottoscritto. Questo forse non avverrà mai perché per come sono fatto si può dire, con un certo eufemismo, che ho molto self control e senza eufemismo si può dire sicuramente, come si usa dalle mie parti, che sono un mona.
Comunque sia il passaporto era il titolo giusto? Era solo per dirvi che l'ho fatto perché forse mi servirà per viaggiare spero per diletto come avrebbe dovuto essere due capodanni fa e purtroppo non è stato, probabilmente dopo quello che ho visto oggi sarà anche per lavoro, per fuggire da realtà che sono destinate a sfracellarsi al suolo trascinando con loro tutto ciò di bello che i nostri genitori e i nostri nonni, che realmente hanno nobili origini hanno faticosamente creato combattendo.
Sono triste, sono incazzato ma sopratutto sono INDIGNATO! Italia mia non sei stata per me bella, ora non lo sei più ne una luce ne tantomeno una stella ma solo mi sembri una vecchia puttana che svende il suo decadente corpo al primo passante senza più dignità, senza più ritegno.

Mio

Soundtrack in my brain: Imagine -John Lennon

Monday, 21 April 2008

(Ri)flessioni mentali, parte seconda

(Auto)mah
Automatico automa,
ti autocritichi con automaica autorevolezza.
Ma sei autolesionista?

No?

È che mi sembri un automobilista
racchiuso nel suo autospazio.
Autoimmune sei diventato,
per essere l'unico autore del tuo esistere.


Mio

PS: Questa specie di non so cosa è dovuta ad un commento lasciato da Museum in un post di alcune settimane fa. La sera sulla strada di casa, in preda ai deliri post-adolescenziali ma pre-senili, la mia piccola e bislacca mente si è persa in queste parole. Dopo che avrete letto quella strana cosa di cui sopra credo che ci penserete un pochino di più prima di provocala. Vi capisco!

Saturday, 19 April 2008

(Ri)flessioni mentali

Giornate e Giornate
Giornata piena, ma piena piena.
Come un uovo di Pasqua,
dierete: "Che bello, una sorpresa!",
dico: "Che brutto, era pessima!".

Allora?

Giornata vuota, ma vuota vuota.

Come un uovo di gallina,

direte: "Che brutto, niente sorpresa!",

dico: "Che bello, almeno è buono!"

Allora?

Niente.

Ci sono Giornate e Giornate.
Ecco tutto.

Mio

Thursday, 17 April 2008

Giorgio Gaberscik

Sarà perché ho nelle orecchie Non insegnate ai bambini ma ora sento l'irrefrenabile bisogno di scrivere del Signor G, ossia Giorgio Gaberscik in arte Gaber.

Cullami musica "giro giro tondo cambia il mondo ..."
Sento la vita leggera come il soffio del respiro di un bambino in me, quale distensione quale pace, quale ninna nanna per il mio spirito, spegni piano piano per un attimo i tuoi tumulti lasciati condurre dalle note, da questa voce malata verso la serenità. Quale pace..."giro giro tondo ..."
Pensa cervello pensa "Un bacillo che saltella..."
Sento che qualcosa di male è entrato in noi nelle nostre coscienze, si aggira e ci contagia ma cos'é? Di che epidemia stiamo parlando? Forse non lo sappiamo perché siamo tutti malati, chi più chi meno. Pochi sono ormai i monatti immuni alle tuo bacio perfido ed avvelenato, forse solo loro ci possono salvare nonostante le bestemmie. Quale dubbio "... un batterio negativo, un bacillo a manganello."
Ascoltate orecchie, ascoltate questa storia "Maria, ti Amo. Maria ho bisogno di te ..."
Qual'è la mia casa, dove mi sono rinchiuso ma era una casa o era una strada chiusa? Non lo so, chissà chi lo sapeva ha deciso per la strada e quindi via e via ancora verso strade diverse. Per cercare la vita oltre la noia, oltre il noi, verso l'Io. "C'è solo la strada su cui puoi contare..."
"... Laura ti Amo. Laura ho bisogno di te..." Eccoci nella nostra strada corriamo contro vento, voliamo sul vento, respiriamo il vento, il vento di un ideale libertà. "...Lidia ti Amo. Lidia ho bisogno di te, ma perfavore in un hotel mouble... C'é solo la strada su cui puoi contare la strada è l'unica salvezza... il giudizio universale non passa per le case...in casa ti allontani dalla vita dal dolore e dalle bombe".
Vibri cresci sotto la mia pelle non ti trattengo "E poi mi sono alzato quasi bene con allegria quasi cittadina..."
Sto aspettando la festa, è davvero nell'aria che mi attorna voglio ballare anche se non ne sono capace, voglio liberare queste mie vibrazioni facendo vibrare l'etere ancora ed ancora. Il mio piede batte il ritmo sul pavimento cresce, cresce, ancora ANCORA "... non riesci a strapparli alla loro allegria ci sono incollati..."
Mi fai riflettere poggiato sul cuscino della mia coscenza mentre guardo il cielo stellato del mio umore. "... gli si potrebbe dare in regalo un bel barattolo di merda per duemila lire...","Ahhhhhh ... Ahhhh"
Gaurda che forse sta parlando anche con te pensaci "Mi rocordo la mia meraviglia e forse l'allegria..."
Cosa sono io? Sono caduto in questo circolo sono uguale e conformato alla massa? Non esco e sfuggo da questa moda che poi è anche quella statistica? So discernere l'utile, dal diletto dalle imposizioni delle società nel mio camminare in essa. "... io per me se c'avessi la forza e l'arroganza...", "... io cambio poco, cambio molto lentamente..." ma allora chi sono Signor G? Non rispondi come al solito non dai mai il tuo punto di vista diretto, metti in contrasto l'Io con il me stesso. Grazie di questo, serve sempre per non rientrare nella moda. "... sono diverso perché quando è merda è merda non ha importanza la specificazione...". "...Quando moda è moda, quando moda è moda."
Ti ascolto. "Io se fossi Dio.". Qui mi fermo, qualcun altro che passa da queste parti provvederà sicuramente meglio di me nel darvi le magnifiche pulsioni di questa creatura.
Parlami d'Amore "Quando sarò capace d'Amare...".
Ti sto ascoltando in silenzio perché tu già sai che questa è una meta-canzone, sulla quale ho già proferito parole, sulla quale ho già legato immagini nella mia mente... ti ascolto in silenzio. Ti sento.
Me lo sono sempre domandato tu che ne pensi? "L'Appartenenza non è lo sforzo di un civile stare inseme, non è...", "... l'Appartenenza è avere gli altri dentro di se"
Già come posso contraddirti, chi si lega al nostro animo li resterà per sempre indelebilmente stampato come un tatuaggio formidabile. Li vivrà, crescerà e plasmerà i nostri pensieri le nostre azioni, ci darà un senso di vita che si credeva morto un impulso vitale, "...sarei certo di cambiare la mia Vita se potessi cominciare a dire Noiiiiiiii!!!"
Ora voglio fondermi con queste parole, seguire il loro flusso incessante, capirne il loro significato profondo levando le ombre che i miei alberi mentali gettano su questa strada di luce e di purezza di pensiero. Voglio capire e capire ancora, senza la paura di abbagliare la mia miope vista. "Io come uomo, io vedo il mondo come un deserto di antiche rovine..."
Cosa mi circonda e non riesco a vedere passandomi davanti agli occhi invisibile come una brezza estiva? Perché non riesco a vedere il Tutto, vedere Oltre? Hai ragione Signor G mi manca una piena cosapevolezza nella mia coscienza. Devo allenarmi tracciami il cammino sul quale io possa cresce "... basterebbe spostare a stacco la nostra angolazione visiva, basterebbe guardare le cose come se fosse la prima volta e lasciare fuori campo tutto il conformismo...", non è facile, per niente come posso spostare questa mia visione imposta su di me dalla società sin dalla nascita come posso? Dimmi Signor G, " ... basterebbe smettere una volta per tutte di sentirsi sempre delle brave persone, smettere di sentirsi vittime delle madri, dei padri, dei figli, dei mariti, mogli quando forse siamo vittime soltanto della mancanza di potere su noi stessi. Basterebbe smascherare, smascherare il tutto smascherare l'Amore, il riso, il pianto, il cuore, il cervello smascherare la nostra falsa coscienza individuale. Subito. Qui ed ora...". Dammi ancora qualcosa, dimmi ancora qualcosa, "... essere certi solo di ciò che noi viviamo direttamente rendersi conto che anche l'uomo più mediocre diventa geniale se guarda il mondo con i suoi occhi...". Capisco, ora capisco!
Quello che dici non è facile, anzi è la cosa più difficile che abbia mai affrontato. Dovrò raggiungere una chimera che muta, che sfugge dalle mani come la finissima sabbia della spiaggia, sapendo che ciò che ora cade ai miei piedi è li per esser colto ancora ed ancora in un ciclo infinito.
"... la mancanza di una Vera Coscienza è la sola ragione della fine di qualsiasi civiltà!".
Ho scritto questo post ascoltando questi pensieri Gaberiani da me selezionati a malincuore tra molti altri altrettanto preziosi nella raccolta Con tutta la Rabbia con tutto l'Amore.
Spero di avervi trasmesso anche solo una minima parte di ciò che il Signor G mi regala quando interpreta il suo pensiero nel quale ogni volta trovo diverse sfaccettature di pensiero che non avevo colto negli ascolti precedenti. Spero di avervi appassionato a tal punto da dedicare anche solo un breve ma profondo ascolto al profondo al mai banale mondo che si può trovare nelle sue creazioni, che mi risulta molto difficile chiamare canzoni.
Grazie Signor Giorgio Gaberscik!

Mio









Monday, 14 April 2008

Vestito di me stesso mi sono sentito nudo

Questo mese mi sono sentito nudo è successo quando ho saputo che qui dalle qui "mie parti" girava una persona che conoscevo solo di vista. Non so che meccanismo si sia acceso in me, ma la prima cosa che ho provato è stata una sorta di violazione della mia privacy, poi è subentrato in me un turbinio di pensieri che conducevano il tutto verso un'unica via d'uscita sopra la quale c'era scritto con lettere chiare e luminose chiudi tutto, apri un altro blog ed entra, come certi blogger nell'anonimato sperando che non sia anonimo.
"Sì, questo farò, non ha senso mettere nome cognome e quant'altro qui!", mentre così malamente mi consigliavo sporcavo la mia foto nel profilo, levavo quelle linkate nei miei album inseguendo ciò che avrei voluto avere subito. Poi mi sono fermato e finalmente ho ragionato, pensato, soppesato e valutato il tutto. Mi sono chiesto cosa mi ha condotto a certe azioni, cosa mia ha fatto sentire così male, così violato. La mia risposta è stata semplice e disarmante, qui su queste mie pagine nere di celeste vivo scritte passano dei pensieri che non ho mai condiviso con nessuno, certi altri che condivido con una cerchia molto, molto ristretta di persone. Qui cari lettori a voi mostro ciò che nella società non ho mai mostrato a nessuno, quello che voi leggete sono cose che talvolta mai ho proferito. Si carissimi qui siete in un posto molto intimo vicino al mio Io. La vostra sensibilità lo ha sempre capito e rispettato, e di questo ve ne sono immensamente grato, con voi non mi sono mai sentito nudo non mi sono mai vergognato, anzi mi sono sentito e mi sento sempre a mio agio e per questo vi ringrazio di cuore.
Ma allora dove sta il problema? Non ero coscio fin dal momento che volevo scrivere che tutto sarebbe stato pubblico? È stato il fatto che una persona "conosciuta" lo abbia letto che ti ha dato fastidio, è stata la sua vicinanza giornaliera a metterti in soggezione? Il mio leggere nei suoi occhi un barlume con scritto io ti conosco io ti ho sbirciato?
No cari miei niente di tutto questo, sono sempre stato conscio di ciò, altre persone che sono poco più di conoscienze di qui passano e sanno eppure esse non hanno avuto su di me nessun effetto. Quindi cos'è successo in me in quell'occasione? Semplice, semplicissimo è stato un pensiero che come un tarlo ha perforato il muro di serenità che ho acquisito mentre scrivevo certi post, questo pensiero era il non poter più giudicare la persona che mi stava di fronte sulla base dei suoi pensieri veri e personali. Mi spiego.
Non ho mai pensato che una persona che passa da queste parti possa poi utilizzare le informazioni qui contenute per avvicinarsi a me come spirito affine quando in realtà di affine non ha proprio niente. Ingenuo? Forse, ma mi ha spavantato il fatto che mentendo qualcuno potesse entrare in contatto con me con l'inganno senza che io me ne potessi accorgere.
Quindi? Come si fa e cosa si fa? Non scriverò più? Mi darò una calmata sugli argomenti trattati diventando distaccato e formale, parlando del più e del meno? Assolutamente no! No perché dei miei pensieri non mi vergogno, perché ciò che scrivo lo penso, questo sono. Di maschere non ne ho bisogno, inoltre spetta a me saper riconoscere una persona falsa e doppia da una genuina e reale, la vicinanza fisica tra me e voi cari lettori è un fattore meramente relegabile ad una unità di misura. Non importa che i chilometri siano misurati in unità, decine, centinaia o migliaia. Il mio pensiero e i VOSTRO pensiero giunge a me con la stessa forza. VOI comunicate con me ed io spero di comunicare con voi oltre questi effimeri limiti. La forza del pensiero puro è quella cosa che mi aiuterà a capire chi ho di fronte, mi aiuterà a smascherare l'imbroglio proferito dalla bocca di una persona o dalle dita che pigiano una tastiera.
Grazie a voi carissimi lettori il mio smarrimento è passato come un temporale estivo, confrontandomi con ciò che scrivete mi ha dato una consapevolezza maggiore nel significato di queste mie pagine. Mi avete indicato la strada verso una ritrovata serenità, mi avete ridato la mia consapevole nudità, mi avete rivestito dolcemente con il mio "me stesso".
I vostro pensiero mi ha aiutato e sono veramente felice di averlo conosciuto, grazie davvero!
A presto,

Roberto

PS: Vi chiedo un opinione per riflettere sul reinserimento delle foto negli album. Io vorrei tornare alle origini...

Saturday, 12 April 2008

Votate, Votate, Votate ma...

... nella cabina elettorale: ricordatevi da dove venite, ricordatevi chi siete. Ma non dimenticate cosa vorreste diventare.
... nella cabina elettorale: votate meramente per voi stessi, per i vostri interessi per la classe alla quale appartenete realmente e con la quale condividete il lavoro. Ma non dimenticate che vivete in una società.
... nella cabina elettorale: non votate per quella classe alla quale che vorreste appartenere. Ma non dimenticate potrebbe essere la vostra.
... nella cabina elettorale: ricordatevi che le cose migliori si pagano a caro prezzo, diffidate da ciò che è gratuito! Ma non dimenticate che se si paga assieme si paga meno.
... fuori dalla cabina elettorale prima di votare: sopratutto pensate se avete una coscienza per farlo, se la solidarietà vi appartiene, se il vostro futuro può prescindere da quello della società a cui appartenete.
Se non pensate a questo Non Votate, Non Votate, Non Votate!
Ora vi lascio con un trittico del mai scontato e banale Signor G. Ascoltate e meditate. Meditate perché anche questa volta non "vi si possa dare in premio un bel barattolo di merda per duemila lire".

Mio







... io quasi quasi me la porto via.
Democrazia!


Un Meme per Me?

Innaspettatamente eccomi qua. Sto manipolando un oggetto a me personalmente sconosciuto, il famigerato Meme. Speriamo di essere all'altezza e non dimenticare niente.

Ringrazio sentitamente Anna Maria per aver ficcato con questo meme il naso nei miei diletti più o meno curiosi.

Prima di tutto se non sbaglio primo le regole:

a) Indicare il blog che vi ha nominato e linkarlo;
b) Inserire le regole di svolgimento;
c) Scrivere sei cose che vi piace fare;
d) Nominare altre sei persone affinché proseguano il meme;
e) Lasciare un commento sul blog dei sei prescelti amici memati;

Secondo di tutto, tutto il resto:

  1. Mi piacciono i kiwi mangiati con il pelo si senza sbucciarli, lavandoli solamente. Provateli, cambiano sapore! Ah si lo schuttlenbrot quasi dimenticavo!(l'ho aggiunto ora... pessimo).
  2. Mi piace correre a piedi perché quano ho finito mi sento più leggero (le mie ginocchia talvolta la pensano in modo diverso purtroppo), mi piace andare in bicicletta per pensare e non pensare perché mi piace la salita la salita e la discesa, la discesa e la salita sono due facce della stessa medaglia con l'una si apprezza l'altra e viceversa (le mie gambe non la pensano prorpio a questo modo e il giorno dopo me lo ricordano sistematicamente), mi piace camminare in montagna perché si può trovare una pace che altrove è fuggita.
  3. Mi piace tentare di cucinare cibi tipici ma anche fare pseudoesperimentipastroccosi (sì, tutto attaccato).
  4. Mi piace leggere a tempo perso, ma adoro farlo soprattutto a tempo guadagnato, è molto molto più illuminante
  5. Mi piace ascoltare la musica ovunque, mi piace un ascolto verticale degli artisti che incontro i.e. tutta la discografia in ordine cronologico, ma poi incontri sulla strada Frank Zappa e ti ci vogliono sei anni per finire, poi ti dicono ascolta questo ch'è incredibile oppure trovi chi ti trasmette la passione per un'altro genere, gruppo o tipo ed inevitabilmente il tuo ascolto diventa orizzontale, vabbè! :)
  6. Mi piace la mattina presto presto quando tutti dormono e solo gli uccelli parlano nel sonno, mi piace ascoltare tutto questo dal balcone da maggio quando il freddo ha meno "d" e non fa battere i denti. Mi piace la notte tarda tarda quando fa l'Amore con la mattina nel cielo stellato perché trovo una sempre una piacevole armonia nelle stelle.
Ora dovrei nominare altri sei fortunati espositori della loro coscienza sociale-personale, purtroppo sono troppi per la confidenza (o meglio per il mio senso di discrezione) che ho nei blog che leggo e commento (ben inteso Anna, non mi ha fatto dispiacere o disturbato anzi in tutto e per tutto è stato un piacerissimo), quindi nominerò solo quattro vittime:
  1. Nicola Il perché? Semplicemente così per un attimo smette di pensare alle elezioni e poi perché sono un po' curioso di vedere dove andrà a parare!
  2. Museum Perché ogni cosa che scrive mi piace, e "sgarbatamente" mi piacerebbe sapere anche cosa le piace quando non scrive
  3. Odelance Perché è sempre un piacere leggere a ritroso nei suoi post ed ora l'anticipo chiedendo di scriverne uno e, poi vuoi mettere commisionare uno scritto ad una scrittice, mica roba da tutti i giorni! :)
  4. Dressel mi permetto di 'autolinkarla esulandola dalle regole, passate dalle sue parti e troverete già tutto e di più perché lei ci ha già pensato. È sempre più avanti!!!
I
A presto, sperando di non aver sbagliato o disturbato più di tanto nei personali luoghi altrui.

Mio

Thursday, 10 April 2008

The Yes Album -Yes

Rieccomi a parlare delle mie felice e piacevoli fatiche musicali. Questa volta vorrei proporvi l'ascolto di un buon album progressive: The Yes Album. Naturalmente stiamo parlando dello storico gruppo degli Yes, band progressive che ha tracciato nuovi ed originali tratti nel firmamento preogressive fin dell'inizio degli anni '70.
A dir il vero ho trovato questo album di livello leggermente inferiore rispetto alle due opere sucessivamente pubblicate, forse per una piena maturità non ancora raggiunta, comunque sia gli Yes meritano sempre.
Chi non è avezzo al mondo prog-rock, storcerà sicuramente il naso o (meglio gli si torceranno le orecchie) al primo ascolto ma vorrei, se posso, consigliarvi di non mollare subito l'ascolto perseverando almeno una decina di volte, vedrete che qualcosa di originale ed interessante lo troverete.
A tal proposito mi permetto di suggerire qui di seguito un breve e personalissimo assaggio di alcuni brani di questo album.

Mio






Monday, 7 April 2008

La maschera di me stesso

Quella che vedete in foto nel lavandino non sono i resti di una barba incolta ma mai trasandata, non sono i resti una barba qualunque masono quelli della mia Barba. Ieri dopo più di due mesi di crescita selvaggia l'ho tagliata e noi ci siamo definitivamente separati dopo quasi di sei di compagnia.

Ho usato la lettera maiuscola perché per me non è stata una barba qualunque è stato qualcosa di più. Era la mia volontà di esternalizzare un cambiamento che andavo cercando e che tuttora perseguo, era un urlo silenzioso di protesta nei mie confronti, era la volontà di celare a me stesso ed agli altri quanti più tratti somatici possibili eliminare dai ricordi i particolari le cose effimere, vecchie che mi davano noia perché mi facevano sentire noioso, alle quali io stesso mi sono abituato le quali ora, voglio superare perché non voglio mi appartengano più nella stessa dimensione che furono. Era una manifestazione dell'espressione della mia volontà di mutare.
Far crescere questa barba è stato per me il gettare sul mio volto una maschera reale, specchio di me stesso per nascondere la non maschera finta specchio del mio vecchio essere fatto di assiomi, dogmi e conformismo racchiusi in una
personale autoreferenzialità.
... ora mi passo il tagliacapelli dal basso all'alto lungo il collo, vedo il solco tracciato dal rasoio, la pelle tra due barriere di pelo e non posso non pensare al solco tracciato dall'aratro nei campi il tardo autunno. Vedo questo mucchietto di peli crescere nel lavandino, cadere con leggerezza dal volto. Ora li tocco mi sembrano stranamente coesi e compatti
penso "che strani che sono al tatto."
Squoto il barattolo della schiuma, sento che al suo interno monta velocemente. Shhhh, un soffio, esce nella mia mano sinistra, con la destra la splamo sul mio volto, lavo la mano afferro il rasoio che freddo sul mio volto liscia inesorabilmente qualsiasi cosa che incontra sul suo percorso. Passa tagliente su ogni spigolo del mio volto. Non mi fermo, cambiando lama passo per il contropelo.
Ora mi osservo allo specchio con attenzione, curiosamente. Realmente mi trovo
strano. Non ricordo questo mento, queste labbra, poi le guance così scavate nel volto e gli occhi, gli occhi che grandi che sembrano. Il viso (ieri ho tagliato pure i capelli a tal proposito ringrazio la mia sorellina per il suo ottimo taglio da parucchiera autodidatta), così strano quasi piccolo, così ringiovanito rispetto a prima: "Che strano, davvero strano." penso. I miei tratti mi sembrano quasi gentili, cosa che prima non avevo mai notato.
Guardo quel personaggio nello specchio che muto sembra dirmi: "Sai non ti riconosco", io gli rispondo: "Forse è solo che non mi hai mai conosciuto!". Gli ammicco con un sorriso, lui con occhi furbeschi mi contraccambia con la stessa moneta.
È mattina ed ho deciso di vestirmi a protesta, cosa vuol dire? Semplice, ho preso dall'armadio il completo di velluto chiaro a coste fini abbastanza formale (eufmismo) per un mio giorno ordinario in facoltà. Il perché l'ho fatto? Perché mi divertirò guardare le facce di quelle persone che noiosamente e perpetuamente si incrociano tutti i giorni nei corridoi, sempre uguali a loro stessi. Lo faccio perché nessuno di questi e forse nessuno in generale capirà che oggi è come se stessi facendo una personale Love Parade oggi ssarò esibizionista nel conformismo degli altri, adeguandomi falsamente ai loro canoni mentre in realtà sono stravagante, irriverente, bizzarro e perché no pure bislacco. In pratica li sto prendendo, ma sopratutto mi sto prendendo,
per il culo; non mostrando se non a me stesso che sono contro il mio conformismo ed il conformismo in generale sempre e comunque. Sicuramente non capiranno, ma a me non importa. Probabilmente vista l'alta percentuale di negazioni e paradossi non avrete capito neanche voi. Scusatemi ma non sono riuscito a partorire qualcosa di meglio. (È difficile da spiegare... ora credete davvero che non sono tanto a piombo eh?).
Ora è sera, di faccie e persone più o meno note con le quali ho scambiato due chiacchere ne ho viste, ed apparte i soliti commenti niente più. Quello che mi ha colpito e divertito sono stati invece gli sguardi vuoti e persi delle persone anonime (nel senso che non ci si conosce) sui cui volti si leggeva qualcosa di di simile a: "Io questo lo conosco, l'ho già visto...". Per il resto credo che la protesta non sia stata colta, questo era inevitabile. Domani sarò ancora uno tra tanti solo perché non sarò più strano, il signor Morrison una volta disse:
"People are strange when you're a stranger Faces look ugly when you're alone Women seem wicked when you're unwanted Streets are uneven when you're down. When youre strange Faces come out of the rain When you're strange No one remembers your name When you're strange" . Credo che sia una grande verità. Che tristezza non essere capiti, che destino amaro si ha ognuno di noi.
Ora vi lascio dopo essermi guardato nello stesso specchio di ieri, anche questa sera ho trovato quello strano personaggio ad attendermi mentre mi guardava mi ha detto: "Ti sei tagliato la barba?", io l'ho guardo fisso negli occhi e gli ho risposto: "No, io ho sempre la mia Barba! Non lo vedi?"

Mio


Sice two weeks in me: Una nuova coscienza -Giogio Gaber
Che incredibile messaggio per me di quasi-utopica realizzazione. Non riesco a non pensarci. Non riesco a non perseguirlo.

Sunday, 6 April 2008

Un giretto contro... il meteo

Questa mattina mi sono regalato un giretto nelle mie montagne, nulla di che ma di stare al chiuso anche il settimo giorno proprio no!
Svegliatomi la mattina e dando un occhio allle previsioni metereologiche sono rimasto demoralizzato. Non fidandomi (come al solito) ho dato uno sguardo fuori dalla finestra, ed il cielo non era promettente, ma sentivo che prometteva quindi ho scelto la mia vetta e VIA!
Per fortuna le mie intuizioni non sono state deluse (pur non essendo una giornata da escursioni) mi ha fatto piacere aver tentato! Eccovi delle foto, purtroppo sono quelle che sono, il sole non ha fatto il suo dovere :(

Mio

Friday, 4 April 2008

Un post dolce

Vi presento la mia ultima sperimentazione culinaria la torta ... si dai la torta mmm ma sì qulla la ehhh ebbene sì è senza nome, vi prego aiutatemi a trovergliene uno perché altrimenti non mi sento in pace con me stesso. In realtà avevo pensato ad alcuni nomi ma purtroppo mi sembrano tutti scontati o tanto pessimi da rendere improponibile la torta ad essere alcuno. I più gettonati sono stati:
  1. Giorno e Notte, scartata di netto perché ne esiste già una qui postata ed è completamente diversa
  2. Night&Day, sono PESSIMO è l'equivalente inglese della 1. Troppa poca fantasia.
  3. Gemelli diversi, assolutamente NO è un gruppo pessimo e poi chi mangerebbe una torta con un nome simile?
  4. Gemini, vista la spiccata dicotomia mi sembrava che si potesse addire ma poi fa troppo cavalieri dello zodiaco.
  5. Castore e Polluce in onore delle stelle gemelle della costellazione dei Gemelli (ah la fissa per i gemelli deriva sicuramente dal fatto che è il mio segno zodiacale, il che non me ne importa niente ma un overdose di cavalieri dello zodiaco da piccolo e non solo mi ha inccastonato nel cervello questa cosa. a me paceva un casino Phoenix :))
  6. Dioscuri, ma neanche questo va. Primo per il nome e secondo perché i figli di Zeus non sono solo Castore e Polluce.
Dopo tutti i pessimi nomi partoriti dalla mia mente ho rinunciato, anche perché ho notato che ormai mi sono fissato su 'sti gemellli mah! Spero (anzi sono sicuro) che a voi verrà in mente qualcosa di meglio. Aiutatemi :).
Ora però passerò alla ricetta così che voi abbiate la possibilità di provarla e di trarne ispirazione.
Parte "chiara":
  • 300 gr. farina "00"
  • 100 gr. burro ammorbidito
  • 120 gr. zucchero
  • vanillina
  • lievito in polvere
  • 1 uovo intero
Parte "scura":
  • 300 gr. farina "00"
  • 80 gr. burro ammorbidito
  • 120 gr. zucchero
  • 50 gr. cacao amaro
  • lievito in polvere
  • 2 uova intere
Ripieno:
  • 500 gr. ricotta fresca romana, pugliese, siciliana, ... per piacere NON quella preconfezionata!!!
  • 100 gr. zucchero
  • 1 uovo intero
  • 1 scatola di amaretti
  • 50 gr. -100 gr. cioccolata fondente
Procedimento:
Impasto:
  1. Setacciare la farina assieme al lievito e alla vanillina in modo tale da mescolare i tre ingredienti disponendola a fontana sul piano di lavoro.
  1. Aprire un cratere sul vulcano che si è andati a creare, riporre all'interno lo zucchero e quindi l'uovo intero ed il burro precedentemente ammorbidito.
  2. Lavorare per alcuni minuti fin tanto che gli ingredienti non saranno ben amalgameti. Se tutto procede per il meglio dovreste aver ottenuto un impasto omogeneo che si sbriciola e nonrimane compatto.
Il procedimento per la parte "scura" è il medesimo di cui sopra, l'unica differenza prevede il mescolare la farina ed il cacao e l'aggiunta di un uovo. L'impasto in questo caso, per colpa del cacao, risulterà essere più compatto e meno friabile.
Ripieno:
  1. In una terrina sbriciolare finemente gli amaretti quindi aggiungere lo zucchero
  2. Aggiungere nella terrina la ricotta setacciata (ossia la si passsa in un colino fine di acciaio schiacciandola con un cucchiaio contro le maglie), quindi l'uovo e la cioccolata grossolanamente tritata.
  3. Amalgamare il tutto in modo da ottenere un composto omogeneo con una buona consistenza (un po' maggiore di quella di un gelato)
Inpadellamento (sicuramente non si può dire ma non so come dirlo quindi lo dico ;) ):
  1. Inburrare ben ben lo stampo (io uso quello circolare diametro 26cm), quindi infarinarlo
  2. Disporre secondo il prorpio gusto personale gli impasti sul fondo dello stampo, lo spessore dovrà essere di circa un centimetro, badando bene che il tutto sia sbriciolata a tocchetti più o meno grossi.
  3. Spalmare tutto il ripeno sopra il fondo aiutandosi con un cucchiaio
  4. Ricoprire il tutto con la restante parte dell'imapasto. Un ordine di grandezza potrebbe essere 2/3 per il fondo ed i lati 1/3 per la parte superiore.
  5. Infornare 180° 30-40 minuti, ma per questo non posso garantire, il tutto dipende dal forno.
  6. Risulta cotta quando sul fondo e ai lati la parte chiara assume un colore dorato ;) se così non fosse coprire la parte superiore (se troppo cotta) con una carta stagnola e continuare la procedura di cottura
  7. Servire tiepida o fredda la mattina la sera o pomeriggio che sia a chiunque meriti un dolce momento!
    (Con lo stesso impasto si possono ottenere dei discreti biscotti... per degli ottimi biscotti vi rimando alla prossima ricetta)
A presto,

Roberto

PS: Ringrazio Nicola per la ricetta di "famiglia" gentilmente fornitami

Thursday, 3 April 2008

Quando la Vita Piange


Viti di Vita
Nodose stanche piegate e contorte,
come in croce tendete su fili di ferro arrugginiti,
le vostre esili braccia ferite e moncate
con consumata maestria dal contadino.

Lacrime di cristallino sangue,
linfa di Vita versate sull'odorosa terra.
Gemme di smeraldo pronte a sbocciare,

risplendono sul vostro corpo.
Da esse nasceranno mani di verde foglia,
pronte a cogliere avidamente
ogni dorato caldo raggio di sole dell'estate,
ogni raggio di Vita.
Piangi mia Vite,
piangi pure perché le lacrime sulle tue ferite,
non sono lacrime di dolore
ma lacrime di Vita!

Mio

Questo è stato quello che ho visto nelle campagne questa mattina, forse accostando l'orecchio ai tralci avrei potuto immaginare anche un vagito mentre migliaia di uccelli tra gli alberi annunciavano innamorati festanti l'arrivo del sole.

In me, attorno a me, attraverso me: mi trapassa, spassa e sconquassa: La Festa -Giorgio Gaber (non riesco a farne a meno, è di un'intensità inestimabile)




Tuesday, 1 April 2008

Passaggio obbligato, oltre l'inizio della fine

Il Tuffo, l'Apnea e il Ritorno
Trattengo il fiato, salto nel tempo.
Una sedia vecchia, semplice
quella meravigliosa sedia.
Immerso in immagini mai perse,
tu sulle mie ginocchia.

Nessuna parola tra noi.
Lacrime sui nostri volti, differenti purtroppo.
Il Vuoto in me, l'eco dei perché
accompagnati
per mano nella mia Anima dalla Musica.
Nuova aria ora riempie i miei polmoni,

lacrime sul mio volto,
le asciugo e le guardo forse sono differenti.

Roberto




Destino beffardo, vigliacco e meschino. Sei un gran figlio di puttana.
Oggi ad un anno di distanza il mio sguardo miope di chi volutamente non porta gli occhiali, ha incrociato il tuo viso per me così sfocato, non ti ho riconosciuto. Forse anche con gli occhiali avrei avuto la stessa visone. Questa volta ti ho salutato, il passaggio ora è davvero obbligato.
A presto, anche se potrebbe essere tra molto tempo.

Roberto

Sunday, 30 March 2008

Un tipo poco raccomandabile, girategli alla larga ve lo consiglio

Si aggira in Trentino itinera tra Trento e l'Alto Garda, evitatelo se potete non ci caverete un ragno dal buco!

  • Taciturno: Mi dai fastidio per quanto non parli. Ma che è, ti hanno tagliato la lingua? Ma come fai a restare in silenzio per ore ed ore ed ore?
  • Introverso: Uhuuuuuuuu ci sei? Ehi reagisci agli stimoli o sei un'ameba? Ma che è, ti hanno staccato il cervello fin da piccolo? Ma come fai a non esternare il Bello che ti circonda?
  • Triste: Sembri vestito a lutto! Ma che, è sei senza denti o porti un orribile dentiera? Quand'è l'ultima volta che hai pianto per il riso? Quand'è l'ultima volta che si è sparsa nell'aria una tua sonora risata? Non lo ricordi vero? Forse è passato troppo tempo!
  • Malinconico: Ti piace così tanto il blu che colora indistintivamente la tua Anima? Ma che è, sei uno di quei autolesionisti che si infliggono ferite per riappacificarsi con stessi? Guarda che non sei Baudelaire, datti una regolata!
  • Pensieroso: Dove voli? La realtà è qui e tu non hai ali! Ma che è, non sei capace di agire? Guarda che solo con le azioni si fanno i fatti, con i tuoi sciacqui mentali tutt'alpiù ci pulisci il cesso!
  • Timido: Un po' di autocontrollo per favore guada che non ti mangia nessuno! Ma che è, l'uomo nero ti ha spavantato da piccolo ed ora hai paura anche della tua ombra? Guarda che non ho è mai morto nessuno per uno scambio di battute, smettila talvolta di arrossire e guarda che mani sudate che hai, contegno per piacere ma non hai ritegno?
  • Nichilista mancato: Ti piace così tanto vivere nel un'esistenza piatta? Sei pure riuscito aad aggiungere un difetto al difetto, ma che bravo! Ma che è, non ti ha detto nessuno che le gioie della vita sono dei magnifici edulcoranti per l'esistenza? Perché non ti ravvivi nelle gioie? Non ti domando perché non sei impermeabile ai dolori perché la risposta già la so.
  • Pesante: Davvero lo sei nel tuo essere ed esistere, neanche Kundera avrebbe potuto immaginare qualcuno con la tua pesantezza! Ma che è, ti hanno svezzato a latte e mercurio ed ora ne sei asuefatto? Guarda che con il miele è più leggere ed anche più buono!
Sinceramente devo proprio dirtelo, sei un tipo davvero sconsigliabile a qualsiasi persona. Peccato che con te mi tocca condividere l'Anima, il corpo e tutto il resto altrimenti ti darei volentieri il benservito!
Chissà quante altre cose pessime di questo strano tipo, forse patetico personaggio non ho scritto. Ora non ci voglio pensare, altrimenti mi potrei pure arrabbiare e poi fuori c'è un sole splendente e curioso che attende di sbirciare il testo del libro da un po' mi accompagna e delizia.

Mio

Friday, 28 March 2008

Il Dovere, l'Oblio e il Ricordo

È tutto il giorno che un pensiero persistente mi permea la mente togliendomi quel poco di serenità che ognuno dovrebbe avere per definire una giornata positiva.
Il Tempo non mi ha ancora maturato abbastanza ed io non posso e non voglio più aspettare; è giunta l'ora di varcare quella riga che ho tracciato in un cielo un tempo stellato, da troppo tempo mi sento limitato dai miei ricordi, che come catene mi tengono ancorato come un titano ferito, in un Tartaro dove il sole è solo una lontana chimera.
Sento che devo liberarmi da queste formidabili catene e per fare ciò ci vorrà una violenza brutale, quella che tutti noi possediamo nascosta nella nostra anima d'animale, nell'angolo ancestrale della nostra mente. Dovrò diventare clastico come non lo sono mai stato provando a sradicare le catene da questa rupe che mi impedisce di passare verso il mio Oltre.
Perché non l'ho fatto prima? Perché solo ora? Semplicemente perché niente sarà più come era. Quei ricordi, queste catene, diventeranno solo un metallo contorto ai miei piedi e niente più. Questo mio legame perderà il suo valore, perderà la sua forza, perderà il suo incantesimo lì al suolo giacerà per sempre ossidandosi all'aria perdendo la sua fulvida lucentenzza.
Già ora sono consapevole che senza quei bracciali che dolcemente mi abbracciavano i polsi, la mia libertà sarà quella di un uccello che ha sempre vissuto in gabbia e che mai prima ha solcato un cielo blu ricamato da curiose nuvole, avrò le ali ratrappite dalla staticità che mi sono creato, allora tornerò in quella gabbia a cercare l'oblio nel sonno pronto ad una fuga repentina quando la stanchezza mi avrà lasciato, sperando di diventare al più presto un mitologico albatros che il sonno ed il sogno lo vive tra le stelle nel cielo scuro delle notti.
Una cosa sola ora mi fa pensare, riflettere e sicuramente mi intimorisce, ed è l'ineluttabile decisione che dovrò prendere per voltare questa pesante pagina nel libro della mia vita. Questa decisione sarà il togliere tutta la bellezza che appartiene a questi ricordi indimenticabili, dovrò sporcarli, imbrattarli, stropicciarli, strapparli e quindi gettarli al vento più gelido che potrò trovare in me. Levarli per sempre dalla dimensione di luce estrema nella quale ora giaciono, per relegarli ad una grigia esistenza nella più segreta delle cripte del mio Cuore, tanto celata da non poterla più trovare se non dopo un'attenta e lunga ricerca.
Ora la domanda che mi pongo è: "È giusto togliere la Bellezza alle cose? È giusto distruggere la lucente anima dell'aver vissuto?", la mia risposta è no ma questo non è quello che voglio ma è ciò che devo fare.

Mio

Thursday, 27 March 2008

Una Nuova Coscienza

Una nuova coscienza

di Gaber - Luporini

Io come uomo
io vedo il mondo
come un deserto di antiche rovine.
Io vedo un uomo
che tocca il fondo
ma forse al peggio non c'è mai una fine.
Nel frattempo la vita non si arrende
e la gente si dà un gran da fare
tanti impegni tante storie
con l'inutile idea di colmare
la mancanza
di una nuova coscienza
di una vera coscienza.

È come se dovessimo riempire un vuoto profondo. E allora ci mettiamo dentro: rimasugli di cattolicesimo, pezzetti di sociale, brandelli di antichi ideali, un po' di antirazzismo, e qualche alberello qua e là.

La decadenza
che viviamo
è un malessere
che ci prende pian piano.
È una specie di assenza
che prevede una sosta obbligata
è la vita che medita
ma si è come assopita.
Siamo vivi
malgrado la nostra apparenza
come uomini al minimo storico di coscienza.

È come se la vecchia morale non ci bastasse più. In compenso se ne sta diffondendo una nuova che consiste nel prendere in considerazione più che altro i doveri degli altri... verso di noi. Sembrerà strano ma sta diventando fortemente morale tutto ciò che ci conviene.
Praticamente un affare.

La decadenza
che subiamo
è uno scivolo
che va giù piano piano.
È una nuova esperienza
che ti toglie qualsiasi entusiasmo
e alla lunga modifica il tuo metabolismo.

Siam lì fermi malgrado la grave emergenza
come uomini al minimo storico di coscienza.

E pensare che basterebbe pochissimo. Basterebbe spostare a stacco la nostra angolazione visiva. Guardare le cose come fosse la prima volta. Lasciare fuori campo tutto il conformismo di cui è permeata la nostra esistenza. Dubitare delle risposte già pronte. Dubitare dei nostri pensieri fermi, sicuri, inamovibili. Dubitare delle nostre convinzioni presuntuose e saccenti. Basterebbe smettere di sentirsi sempre delle brave persone. Smettere di sentirsi vittime delle madri, dei padri, dei figli. Smascherare, smascherare tutto: smascherare l’amore, il riso, il pianto, il cuore, il cervello. Smascherare la nostra falsa coscienza individuale.
Subito. Qui e ora.
Sì, basterebbe pochissimo. Non è poi così difficile. Basterebbe smettere di piagnucolare, criticare, affermare, fare il tifo e leggere i giornali. Essere certi solo di ciò che noi viviamo direttamente. Rendersi conto che anche l’uomo più mediocre può diventare geniale se guarda il mondo con i suoi occhi. Basterebbe smascherare qualsiasi falsa partecipazione. Smettere di credere che l’unico obiettivo sia il miglioramento delle nostre condizioni economiche perché la vera posta in gioco... è la nostra vita. Basterebbe smettere di sentirsi vittime del denaro, del lavoro, del destino e persino del potere, perché anche i cattivi governi sono la conseguenza naturale della stupidità degli uomini. Basterebbe rifiutare, rifiutare la libertà di calpestare gli altri, ma anche la finta uguaglianza. Smascherare la nostra bontà isterica. Smascherare la nostra falsa coscienza sociale.
Subito. Qui e ora.
Basterebbe pochissimo. Basterebbe capire che un uomo non può essere veramente vitale se non si sente parte di qualcosa. Basterebbe abbandonare il nostro smisurato bisogno di affermazione, abbandonare anche il nostro appassionato pessimismo e trovare finalmente l’audacia di frequentare il futuro con gioia.
Perché la spinta utopistica non è mai accorata o piangente. La spinta utopistica non ha memoria e non si cura di dolorose attese.
La spinta utopistica è subito. Qui e ora.

Io come uomo
io vedo il mondo
come un deserto di antiche rovine.
Io vedo un uomo
che tocca il fondo
ma forse al peggio non c'è mai una fine.
Perché non c'è nessuno che dia un senso
alle cose più semplici e vere
alla vita di ogni giorno
all'urgenza di un uomo migliore.

Io vedo un uomo
solo e smarrito
come acciecato da false paure.
Ma la vita non muore
per le bombe
per la plastica o le acque del mare
e le ansie un po' inventate
son pretesti per non affrontare
la mancanza di una vera coscienza
che è la sola ragione
della fine di qualsiasi civiltà.


"... la mancanza di una vera coscienza che è la sola ragione della fine di qualsiasi civiltà."
Mi guardo attorno e non posso che darti ragione. Che tristezza, che rabbia!
Non ho nient'altro d'aggiungere. Grazie Signor G.

Mio


PS: Purtroppo non sono riuscito a trovare la traccia free online ma voi credo saprete fare di meglio ;). Cercatela non ve ne pentirete!

Tuesday, 25 March 2008

Panacea meccanica

Quasi un anno fa quando i pensieri diventavennero pesanti e le mie domande ricevevano solo risposte vuote e sorde, ti ho inforcato cercando in te il dolce non pensare, l'unica cura del allora mio esistere, l'unica medicina per le mie ferite che ogni mattina nascevano sul mio animo e mai guarivano.
Con te ho scoperto i miei limiti fisici e psicologici, il sapore della fatica pura quella che incontri solo quando il fiato è talmente corto che solo il cuore ha un ritmo più incessante; la fatica che mette in crisi la tua volontà con conturbanti tenatazioni, ti tortura nelle gambe che in acido bestemmiano ed imprecano verso quel piccolo angolo di cervello che le comanda come uno schiavista ad un movimento ritmico e costante non capendo che anche per lui è dura rimanere coerente concentrato in quel ritmare, non deprimersi non darla vinta alla strada che bollente, nera e superba gli si inerpica davanti per chilometri senza dare scampo. Quell'angolo di cervello che chissà perché prima di affrontare la salita si è dato come assioma fondamentale: "Non usare un rapporto più agile della corona centrale e del secondo rodino altrimenti è troppo facile!". E allora giù acqua, che ormai è più calda del tuo corpo, sulla testa lasciare che ti scorra sul volto nella schiena perché ti possa porta un sollievo insperato e passeggero quindi ti alzi sui pedali e li schiacci a terra per gettarti alle spalle quella strada che ora sei obbligato ad affrontare.
Con te ho scoperto una sublimazione del sapore della conquista personale delle cose, amaro nello sconforto quando sei solo a metà strada e la via del ritorno è ancora lunga e difficile, perché ogni volta che stai per alzarti sui pedali sai già in anticipo che i muscoli si contrarranno potentemente e ti faranno male molto male per le prime cinque pedalate, allora stringi i denti li digrigni guardi la strada e le dici: "Non mi avrai!" e chiedi al tuo corpo alla tua mente di più, più che puoi per dimostrare a te a lei che tu sul limite ci vivi passando e ritornando al di là del suo confine. Infine arrivi sulla cima di quella salita che ti eri prefissato come "vittima" con le gambe dure che quando smonti sembri un trampoliere ma hai in bocca il dolce sapore di una piccola grande conquista. Li ti fermi per una manciata di minuti lasciando che il sole ti carichi con i suoi dolci raggi assorbendo quell'energia che ti servirà per il ritorno. Mentre il tuo corpo assapora tutto questo il tuo gustoincontra il dolce dei savoiardi l'amaro della cioccolata iperfondente ed l'acido di una mela rigorosamente verde. Finito quel fugace pranzo ti carichi lo zainetto in spalla e via a talvolta a rotta di collo, talvolta con calma giù per quella discesa, che se è sterrata è meglio, torni verso casa sapendo che portare la pellaccia a casa non sarà facile anzi, ma seppur coscente di quello che ti aspetta non hai paura perché si farà, perché si deve fare, perché alternative non ce ne sono, perché ci sei tu la tua bicicletta ed una strada sulla quale tracciare il tuo percorso. Alla fine arrivi al cancello di casa stanco, certe volte sfinito se hai raggiunto come volevi il tuo limite per quel giorno, smonti dalla bici apri il cancello e camminando lungo il vialetto accompagni la tua bici con la mano al tuo fianco come quando da bambino si tenevi il braccio sulla spalla del compagno di scuola.
Dopo aver letto quanto ho scritto sopra mi vedrete come un maniaco della bicicletta, no sinceramente non lo sono. Non guardo più ciclismo perché non è più uno sport, ne ha perso la natura fondamentale; non bevo intrugli vari ma solo acqua e qualche sale minerale se il giro è particolarmente lungo e difficile, la mia bicicletta ha ormai otto anni non è scorrevole ed i rapporti non funzionano bene ma questo non mi importa.
Io amo questo sport perché credo che sia la sintesi della vita, da quando parti a quando arrivi. Nella vita di ognuno ci sono delle dure salite che si devono affrontare contando sulla propria mente e il prorio corpo, perché l'uno senza l'altro sono niente. Salite nelle quali devi stringere i denti fino alla fine pedalando e segundo tua ombra che ciondolante ti si staglia davanti che mai raggiungerai, fermandoti e piegandoti in due sul manubrio con il fuoco nei polmoni in preda agli spasmi. Salite nelle quali non devi essere MAI disposto a voltare la bicicletta per una dolce discesa perché È la morte della tua volontà, nelle quali non devi MAI spingere quella compagna di avventura perché quello NON è andare in bicicletta non è affrontare la vita. Perché tutto questo è tradire se stessi è tradire la propria coerenza la parola che ti eri dato.
Ieri dopo quasi sei mesi di astinenza forzata, dovuta al clima non proprio clemente, ho inforcato la mia mountain bike ed oggi seppur la salita era inesistente la fatica morde ancora le mie gambe questo vuol dire che la prossima volta sulla stessa strada, ne sentirò meno forse per niente. Spero che anche quest anno riuscirò ad educarmi come feci l'anno scorso, diventare ancora una volta di più mente&cervello, passione, cuore, polmoni, pelle, ossa e muscoli e niente più perché il superfluo non serve per riuscire a curare i miei ora più leggeri mali, per migliorare riuscendo a spostare il mio limite ogni volta più avanti ed avanti perché la discesa non conquistata non è Discesa non avrò raggiunto la mia Meta dalla quale ripartire.

Mio


PS: sono totalmente convinto che mi troverete spostato-esaltato un maniaco autolesionista dello sport, dire che non lo sono e che non lo faccio per rimanere in linea (o qualt altro di effimero), ma per temprare me stesso non servirebbe a niente quindi non lo dico anche se in realtà intrinsecamente l'ho appena fatto. In realtà se lo penserete vi comprendrerò perché certe volte quando pedalo e non solo dico a me stesso che sono da rinchiudere badando bene di gettare le chiavi, ogni volta mi riprometto non mettere più il culo nelle pedate ma sistematicamente sento sempre calci nel culo... evvabé!
PPS: odio benevolmente 3/4 dei ciclisti in bici da corsa perché: 1) Sono maleducati. Non salutano mai. 2) Sono superbi. Si credono degli dei in terra. 3) Sono i peggio aristocratici-borghesi delle due ruote. Vanno in giro tutti in ghingheri neanche che fosse una passerella di moda. 4) Sono vanitosi. Si mettono il profumo-dopobarba-chissàcosaltro prima di partire.

Sunday, 23 March 2008

Non mollare e combatti!

Dov'è finito il tuo sorriso sempre impresso su quel volto amichevole e dolce che sempre mi ha accolto quando entravo nella tua casa. Cancellato dal dolore, no, non è solo questo c'è dell'altro. L'ho visto nel fondo dei tuoi occhi di bambina quegli occhi tra il verde ed il marrone chiaro, tondi e gentili. Si quegli occhi che adesso a distanza di neanche un'ora non dimentico, che a distanza di giorni, settimane o mesi non dimenticherò. Perchè erano vuoti come mai prima, tristi ed infinitamente persi in uno sconforto che sapeva di desolazione. Questa sera ti ho visto per la prima volta vecchia, stizzita ed acida con il tuo dolce viso contratto in smorfie e spasmi che non ti sono mai appartenuti. Mi hai fatto arrabbiare, mi ha dato un'enorme tristezza.
Io ti guardavo, ti osservavo volevo capire il tuo cambiamento cosa mi spaventava. Non ho provato compassione sai, non mi hai fatto pena, no assolutamente. Mi potrai dire che sono un bastardo che non ti voglio bene, credilo se ti fa comodo a me non importa! Quello che so è che mi hai dato rabbia di quella che nasce dentro, di quella che arde cresce ed accieca. Di quella che non si mostra con un ringhio, con una bestemmia con una parola violenta, non con gesto plateale alcuno. Di quella che si tenta di reprimere perchémse si scoppia si sa che ne possono uscire parole taglienti come rasoi nella loro verità, che generano risposte mute come solo gli spazi svuotati di qualsiasi mezzo lo sono. Sono stato zitto perché non avresti capito, zitto perché la non voglia di reagire ti ha rapito col suo canto di sirena.
Perché hai deciso questo? Perché non vuoi soffrire per qualcosa di migliore? Perché no ti guardi allo specchio e ti domandi dove hai perso la tua anima colorata? Perché?
Mi ha salutato con gli occhi lucidi come a cercare, implorare una parola di conforto che ti avrebbe fatto piacere un qualcosa che altri di avranno già detto, che altri ti diranno. Non ho voluto dartela perché non di questo hai bisogno. Semplicemenete ti ho salutato col nodo in gola, gurdandoti negli occhi cercando di parlarti con gli occhi che trattenevano lacrime che mai avrei lasciato scappare. Ti ho detto "Fai la brava, mi raccomando!", ti ho dato una piccola pacca sulla spalla come l'afffetto che si riserva a un grande amico, non un bacio sulla guancia. Non so se hai capito, purtoppo non credo.
Una che non posso pretendere ti chiedo nonna, non mollare e combatti per le tante cose belle per le quali val la pena vivere!

Roberto

Friday, 21 March 2008

A tutti quelli cha hanno un cannone nel cortile

La Domenica delle Salme

Tentò la fuga in tram
verso le sei del mattino
dalla bottiglia di orzata
dove galleggiava Milano
non fu difficile seguirlo
il poeta della Baggina
la sua anima accesa
mandava luce di lampadina
gli incendiarono il letto
sulla strada di Trento
riuscì a salvarsi dalla sua barba
un pettirosso da combattimento.
I polacchi non morirono subito
e inginocchiati agli ultimi semafori
rifacevano il trucco alle troie di regime
lanciate verso il mare
i trafficanti di saponette
mettevano pancia verso est
chi si convertiva nel novanta
era dispensato nel novantuno
la scimmia del quarto Reich
ballava la polka sopra il muro
e mentre si arrampicava
le abbiamo visto tutto il culo
la piramide di Cheope
volle essere ricostruita in quel giorno di festa
masso per masso
schiavo per schiavo
comunista per comunista.
La domenica delle salme
non si udirono fucilate
il gas esilarante
presidiava le strade.
La domenica delle salme
si portò via tutti i pensieri
e le regine del tua culpa
affollarono i parrucchieri.
Nell'assolata galera patria
il secondo secondino
disse a "Baffi di Sego" che era il primo
si può fare domani sul far del mattino
e furono inviati messi
fanti cavalli cani ed un somaro
d annunciare l'amputazione della gamba
di Renato Curcio
il carbonaro
il ministro dei temporali
in un tripudio di tromboni
auspicava democrazia
con la tovaglia sulle mani e le mani sui coglioni
- voglio vivere in una città
dove all'ora dell'aperitivo
non ci siano spargimenti di sangue
o di detersivo -
a tarda sera io e il mio illustre cugino De Andrade
eravamo gli ultimi cittadini liberi
di questa famosa città civile
perché avevamo un cannone nel cortile.
La domenica delle salme
nessuno si fece male
tutti a seguire il feretro
del defunto ideale
la domenica delle salme
si sentiva cantare
- quant'è bella giovinezza
non vogliamo più invecchiare -.
Gli ultimi viandanti
si ritirarono nelle catacombe
accesero la televisione e ci guardarono cantare
per una mezz'oretta poi ci mandarono a cagare
-voi che avete cantato sui trampoli e in ginocchio
con i pianoforti a tracolla vestiti da Pinocchio
voi che avete cantato per i longobardi e per i centralisti
per l'Amazzonia e per la pecunia
nei palastilisti
e dai padri Maristi
voi avevate voci potenti
lingue allenate a battere il tamburo
voi avevate voci potenti
adatte per il vaffanculo -
La domenica delle salme
gli addetti alla nostalgia
accompagnarono tra i flauti
il cadavere di Utopia
la domenica delle salme
fu una domenica come tante
il giorno dopo c'erano segni
di una pace terrificante
mentre il cuore d'Italia
da Palermo ad Aosta
si gonfiava in un coro
di vibrante protesta.

Il significato politico di questa magnifica Creatura, che non è canzone, non è musica e neppure poesia ma è molto molto di più, non intendo spigarlo. Lo ha già fatto qualcun altro prima e meglio di me. Auguro ai cittadini non liberi di riuscire a trovare presto la voce per unirsi al coro. A me chiedo: "Chissà se anch'io sono un illustre cugino, chissà se ho un cannone cortile".


Mio


Wednesday, 19 March 2008

Who's Next -The Who

Baba O'Riley
C'è il tuo sorriso su questa canzone,

chiuso nella gialla cornice di quell'impermeabile,
che l'acqua lasciava passare.

C'eri tu che sulle scale zampettavi,
urlando con gioia,
i tuoi "uhhh" mi mancano.
La tua vitalità era aria fresca nei miei polmoni,

nelle mie vene,
nel mio cuore. Svegliava la mia Anima.
Ora qualcuno, qualcosa,
forse nessuno,
forse me stesso
mi preme la gola,

ma non fa male anzi!
Sono sereno credo,
magari non felice
ma ora non conta.
Musica sei incredibile,
TU sei stata la mia
più incredibile Musica!

Roberto

In questo modo diverso ho voluto descrivere questo album davvero stupendo (ascoltatelo non ve ne pentirete!). L'ho descritto con questo ricordo raccolto grazie ad un beffardo scherzo del destino 11 giugno del 2007 in una magica notte, sotto una magica pioggia che mai dimenticherò.
Ora sono consapevole che nessun impermeabile può fermare una pioggia d'Amore, a chi crede nell'Amore auguro una felice ed infinita danza sotto una scrosciante e gentile pioggia.
Che l'Amore con le sue cristalline gocce vi possa permeare ogni angolo di pelle!

Mio

PS: Avevo il dubbio se Baba O'Riley dovesse restare come silenziosa compagna su carta da me imbrattata assieme ad altri pensieri, trasferiti dalla mia stilografica blu che ormai è diventata la mia voce silenziosa quando i pensieri si fanno pesanti e devono essere gridati. Per colpa di Museum e dei suo post eccola qua. Grazie Museum di avermi aiutato nella scelta, davvero!

Something About Me

Last Listen Music

  • Rimmel -Francesco De Gregori
  • Mio Fratello E' Figlio Unico -Rino Gaetano
  • Ingresso Libero -Rino Gaetano
  • Going For The One -Yes
  • Serenade in Bb K361-370a [Gran Partita] -W. A. T. Mozart
  • Relayer -Yes
  • 9° Sinfonia -Ludwig Van Beethoven
  • Blue -Joni Mitchell
  • Quadrophenia -The Who
  • Tales From Topographic Ocean -Yes

Last Read Books

  • Manuale del Guerriero Della Luce -Paulo Coelho
  • Il Castello dei Destini Incrociati -Italo Calvino
  • Il Petalo Cremisi e il Bianco -Michel Faber
  • Dance Dance Dance -Murakami Haruki
  • On The Road (Sulla Strada) -Jack Keruoac

Last Seen Movie

Translation - by Google