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Radio Pazza

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Monday, 14 June 2010

Radici

Scusa.
Se il mio terreno è duro. Da troppo tempo non lo dissodo, quei solchi mi hanno sempre fatto paura. Da troppo tempo è amico di freddo Inverno.

Scusa.
Se le mie radici sono contorte e stringono fameliche fredde pietre. Inutili pietre. Se si muovono rincorrendo la loro fine. In verticale, alla ricerca di qualcosa che forse pure non esiste. Acqua e Nutrimento non sono sempre nascoste. Stolte. Stolto.

Scusa.
Se il mio tempo è diverso.
Se il mio spazio è ristretto.
Se il mio fiato corto.

Cambio lentamente e continuamente, prima. Poco per volta.
Sto tentando di farlo più in fretta che posso per non sbagliare nulla, prima. Sto tentando di farlo anche e soprattutto assieme a te anche se così può non sembrare. Per capire la mia vera Forza, l'esistenza della mia completa interezza.

Mio


Sunday, 6 June 2010

Appartenenza in Libertà

Come sapete non credo agli stereotipi, è troppo facile giudicare le persone sulla base di questo. Inoltre la statistica ci può sicuramente dire che questo modo di operare è falso. Troppi pochi campioni esaminati possono condurci a questa conclusione. Personalmente le persone le stereotipo una per una, separatamente. Ad ognuno il suo "stampo solido". Inoltre, non secondariamente, non credo agli stereotipi perché significherebbe accettare intrinsecamente il rientrare in essi. No grazie per entrambi quindi.

In una delle nostre chiacchierate nella Philosophical Kitchen, DJ. si lamenta sul fatto che qui ci è molto razzismo soprattutto contro i musulmani. E. trovava una giustificazione per l'invidia da parte della gente comune per certi ideali che si erano andati a perdere dopo il '68. (O__o) Insomma parlava più o meno la donna vecchio stile: calzetta, lavare, stirare e pulire ecc. ecc., DJ. concordava. Io, come al solito anche per partito preso, ma non in questo caso, ero contro. Quando vado contro mi sento in dovere di dire, la voce si sente in dovere di aumentare di volume e nasce in me una vena polemica e provocatoria. Insomma a chi mi conosce in normali vesti mi direbbe incazzato ma è inevitabile e se poi mi si dice che il velo è per proteggere l'uomo (OMO) dalle debolezze carnali... allora mi incazzo veramente e la risposta: "Se sei debole tagliati il pene!" mi esce come risposta più gentile.

Sapete mi da fastidio, o meglio non capisco, la gente che ha bisogno di riconoscersi in gruppi in appartenenze, case, religioni. Non capisco perché per essere, bisogna appartenere e non viceversa. Io mi sento e sono me stesso, poi mi si può chiamare italiano ma ciò conta solo per un punto di vista amministrativo. credo che essere critici con noi stessi prima e con gli altri poi ma non necessariamente se non la pensano come me. Sono sempre contro ricordate...

Sapete credo che gli stereotipi nascano quando ognuno non segue se stesso ma subisce scelte altrui. Gli stereotipi esistono quando si smette di pensare con e per noi stessi, ma soprattutto per gli altri. Cominciano quando si inizia a pensare con un pensiero altrui univoco e praticamente insindacabile, prendendolo come assioma. Quando si cerca il piacere personale attraverso e non con altre persone. Se è personale non può passare per altri no? Se è personale lo si può scoprire con altri in noi stessi e talvolta, risulta pure più profondo.
Tutto questo per dire che non mi curo di chi mi classifica in una determinata categoria, insieme o cerchia perché, se così fosse,  automaticamente vorrebbe dire che in qualche modo mi dichiaro appartenente ad altri.
L'appartenenza non è essere parte di qualcosa, ma è come dice il Signor G. avere gli altri dentro di se 
Questo può essere il massimo dell'egoismo e forse pure della presunzione, lo so, ma anche l'accettazione naturale delle persone se lo si fa senza base di giudizio alcuna. Non so perché ma in questo vedo parte della piena Libertà personale ed altrui.


Mio



Thursday, 3 June 2010

I miei 500 metri di libertà

                              Note su una busta paga. Quando la mano chiede di scrivere ciò che la mente non riesce a trattenere dal dire.


E poi si chiude il portone di legno e le immondizie vanno nel cestino. Qui non si differenzia ancora. Tutto assieme, dentro.

Grande musica nelle orecchie ma mal musicata da vecchi auricolari. Un'ingiustizia.
Scendi in quella piccola stretta e cieca via. Testa reclinata da un lato solo leggermente, in avanti pesantemente. Forse sono solo gli occhiali da sole troppo pesanti. Forse.
Passi cadenzati quasi come quando li si conta e poi qualcosa si stacca da te, esce. esce come quelle parole prepotenti e che non provano ritegno ad abbracciare l'aria, a lasciare la tua bocca. Il ciclo è iniziato, sempre lo stesso come quello della musica.
Svolta a sinistra, c'è gente ma fa lo stesso. Non ti censuri perché è quello che vuoi. Sai che gli altri ti guardano tu li guardi ma non per questo ti zittisci forse, inconsapevolmente, fai più forte. Il ritmo dei tuoi tacchi ti accompagna in quel sottopassaggio e ti ascolti perché ti piacciono quei rintocchi, quel lieve eco accompagnato a parole che altri sentono straniere.

C'è un perché a tutto, è solo che talvolta non lo si considera. Difficilmente lo si affronta fino in fondo. Almeno questo pensi per te.
Ti chiedi il perché di quella musica continua, sempre uguale che scava dentro come l'acqua, ogni mattina, ogni sera. Ultimamente.
Ti domandi il perché e poi ecco la risposta: semplice, secca e netta. TU il TUO lato che hai alimentato invece di limitarlo in confini ben stretti è la tua risposta.
Sempre qui si torna.
Sempre dentro.
"In una polemica di dignità".
Resta il dolce di non concedere nulla al TE che non apprezzi, l'amaro di toglierti qualcosa che sarebbe bello ma non giusto, almeno non così. Per te.
Ho bisogno di evadere.

           E gli occhi si fanno insolitamente vicini, il viso diventa allungato quasi appuntito. Un muso. Con questo riflesso si spegne la giornata.

Mio




Nella Mia Ora di Libertà -Fabrizio de André

Di respirare la stessa aria
di un secondino non mi va
perciò ho deciso di rinunciare
alla mia ora di libertà

se c'è qualcosa da spartire
tra un prigioniero e il suo piantone
che non sia l'aria di quel cortile
voglio soltanto che sia prigione
che non sia l'aria di quel cortile
voglio soltanto che sia prigione.

È cominciata un'ora prima
e un'ora dopo era già finita
ho visto gente venire sola
e poi insieme verso l'uscita

non mi aspettavo un vostro errore
uomini e donne di tribunale
se fossi stato al vostro posto...
ma al vostro posto non ci so stare
se fossi stato al vostro posto...
ma al vostro posto non ci so stare.

Fuori dell'aula sulla strada
ma in mezzo al fuori anche fuori di là
ho chiesto al meglio della mia faccia
una polemica di dignità

tante le grinte, le ghigne, i musi,
vagli a spiegare che è primavera
e poi lo sanno ma preferiscono
vederla togliere a chi va in galera
e poi lo sanno ma preferiscono
vederla togliere a chi va in galera.

Tante le grinte, le ghigne, i musi,
poche le facce, tra loro lei,
si sta chiedendo tutto in un giorno
si suggerisce, ci giurerei
quel che dirà di me alla gente
quel che dirà ve lo dico io
da un pò di tempo era un pò cambiato
ma non nel dirmi amore mio
da un po' di tempo era un pò cambiato
ma non nel dirmi amore mio.

Certo bisogna farne di strada
da una ginnastica d'obbedienza
fino ad un gesto molto più umano
che ti dia il senso della violenza
però bisogna farne altrettanta
per diventare così coglioni
da non riuscire più a capire
che non ci sono poteri buoni
da non riuscire più a capire
che non ci sono poteri buoni.

E adesso imparo un sacco di cose
in mezzo agli altri vestiti uguali
tranne qual'è il crimine giusto
per non passare da criminali.

C'hanno insegnato la meraviglia
verso la gente che ruba il pane
ora sappiamo che è un delitto
il non rubare quando si ha fame
ora sappiamo che è un delitto
il non rubare quando si ha fame.

Di respirare la stessa aria
dei secondini non ci va
e abbiamo deciso di imprigionarli
durante l'ora di libertà
venite adesso alla prigione
state a sentire sulla porta
la nostra ultima canzone
che vi ripete un'altra volta
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti.

Per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti.

Wednesday, 2 June 2010

Atto di Fede

È come firmare la propria condanna a morte. Nulla più nulla meno. Piccola postilla, non sei tu il boia, non sei tu a tirare la leva. Un'altra persona ti brucerà il cervello, ti fermerà il cuore. Ancora. Poi freddo e inverno. Poi.

Mi sono formato a spigoli taglienti, cazzo se taglio, sono lama di rasoio lungo i bordi. Un foulard di seta si dividerebbe in due come per incanto al solo sua lieve poggiare laddove il bordo si fa netto.
Conosco poche persone come me, davvero poche. Probabilmente è solo la statistica che mi vieta di conoscerne di più, il numero di campioni. Ma posso dire che siete buonisti, voi, gli altri che di cui molti ne ho conosciuti e qui, in questo caso, la statistica pure non aiuta ma cambierebbe nulla. Ne sono certo. 
Mi additate come bastardo, voi, può darsi ma lo faccio bene, così bene che me ne vanto. Poi rincaro la dose. Non ho pena ne paura per voi. Sono abituato a me stesso, io. Voi siete acqua sulla pelle, gocce destinate a finire sotto i miei piedi. Io vi calpesto e, sinceramente, non me ne fotte più un cazzo. Non più ora.

Come si può decidere una possibile Eternità in pochi minuti. Non si deve farlo. Non lo voglio fare, non ha senso. L'Eternità non ha fine una traslazione temporale vale nulla. L'ho fatto.

TU, tu che hai tradito la mia fiducia, per la stupida ed infantile presunzione di scegliere per me hai fatto un grosso danno. Un danno che parla al plurale. Non conta che non lo rifarai più il danno esiste, bisogna cambiare tutto, non si possono aggiustare certe cose. Saprai farlo?
Il futuro è adesso, ora siamo ancora pari. Ti ricordo però che IO sono un bastardo, un figlio di puttana. Per queste cose ho finito i secondi, non arrivo neppure ad uno. Non conterò perché sparire costa meno fatica.

Continuare contro il baratro sapendo che il paracadute non esiste ma non preoccupandosi di ciò.


Mio


Wednesday, 26 May 2010

Meta-Lontananza

Strano come tutto sia acuito, come il facile diventi difficile. Come il contrario ne sia una semplice conseguenza. Strana ma forse normale, inevitabile.
Sensi moncati da fisici ostacoli sono accresciuti dal loro essere SENTITI, non PERCEPITI.
Nulla è più profondo del senso del tatto quando si afferra aria che diventa solida.
Nulla penetra di più i polmoni di un profumo dolce ma inodore.
Nulla lascia un così lungo ritorno al gusto, sulle labbra, che un desiderio di bacio.

Lontananza, limite in chi crede che questa possa essere un problema. Meta-Lontananza per chi crede e vuol vivere una nuova ed accresciuta dimensione. Per chi vuol provare, prima, ciò che è tangibile solo dopo averlo vissuto.
Meta-Lontananza è costruire un piccolo angolo di mortale paradiso tra terra e cielo, quando non si può far altro che vivere sospesi, a tratti, in virtuosi mondi virtuali.



Oltre lo Specchio Blue

Artificiali barriere 
aprono metafisici mondi.

Uno stanco Morfeo 
sorridente cede il passo
ad un prepotente Eros.

Infinito davanti.
Profondo. Sospeso. Atteso.
Oltre lo Specchio Blue.

Chrono si espande
con contrazioni senza controllo.
Scuotimenti d'Anima.
Luce si estende.
Mentre le parole diventano mute
in mal celati ansimanti sospiri.

Mio


A TE perché ti ho accanto sempre.Ma questo non serve che te lo dica. Già lo sai.

Sunday, 16 May 2010

Grazie Amici

Sono ritornato dal mio piccolo viaggio. Otto anni dopo ho rivisto J. di persona, ho conosciuto A..

E' stato normale e per questo incredibilmente forte, tutto non è cambiato di una virgola dentro o meglio, forse sì, i sentimenti sono maturati in una consapevolezza ora manifesta. J. con qualche ruga in più qua e la, stesso spirito di bambino una luce incredibile negli occhi un sorriso che mai dimenticherò. Uno di quei pochi Maestri inconsapevoli, come li chiamo io, che si ha la fortuna di incontrare nella Vita. Sai, mi hai insegnato tanto anche in questi pochi giorni, non te l'ho detto direttamente, spero di avertelo dimenticato anche se la comunicazione di sentimenti ed emozioni non è il mio forte. Non lo è mai stato. Sai, Tio grande, sei incredibile nel tuo esprimere le emozioni nel tuo trasmettere i sentimenti oltre le barriere del nostro linguaggio comune.
Ho avuto il piacere di incontrare A., una persona che mi è piaciuta molto perché in grado di bruciare per le cose che l'appassionano. Perché in grado di combattere per ciò in cui crede, per un ideale. Caspita se ci credi! Mi sei piciuta perché nella voglia di farti capire e di spiegare in un linguaggio che non ci appartiene nella tua sigaretta appena accesa nella mano sinistra tenuta leggermente alzata mi è sembrato di vedere un tremore adrenalinico. Magari mi sbaglio ma a me sembrava così, i tuoi occhi esprimevano tutto questo. Mi è piaciuta la tua naturalezza.
Caro J., cara A. Amici incompararabili come chi amico ho la preunzione di considerare, mi avete regalato un riso che sempre più spesso ultimamente mi coglie. Cari Amici, con voi ho condiviso una Presenza speciale che ora mi riempie pensieri svegliandomi dolcemente la mattina sussurrandomi una dolce buona notte quando il sonno mi chiama. Sai, mi dai emozioni dimenticate e mai vissute. Spero di condividere con Voi tutto il prima possibile. Sapete, mi avete mostrato ciò che penso possibile non è utopia. Sapete Voi sembrate averlo proprio raggiunto.
Caro J. e cara A. voglio augurarvi tutta la Fortuna, Felicità e la Serenità che vi meritate. Vi voglio bene. Grazie di tutto!!!

Mio


Sperando che possiate gradire:

Sunday, 9 May 2010

Alex il Leone

Sì come quello di Madagascar, il cartone animato.
Alex naufragò assieme ai suoi amici su di un'isola tropicale semi deserta abitata strane creature che, per proteggersi da iene selvagge che li attaccavano, elessero i nuovi naufraghi arrivati a sovrani dell'isola. Purtroppo Alex, unico carnivoro e predatore, presto sentì la mancanza di cibo, di carne. Il suo carattere mutò, divenne estatico la sua indole lo portava a quello stato prima represso. Presto tornò alle sue origini di predatore, di carnivoro affilato e finalizzato per un unico obiettivo. La caccia. Presto aggredì il suo compagno, la zebra Marty, azzannandolo. Capì che era mutato, capì che non era più ciò che era giusto essere. Si isolò dal mondo circostante rinchiudendosi in un recinto di pali appuntiti sotto una rocca grigia e tetra. Alzo un muro verso l'esterno per richiudere il suo dolore dentro, per non seminare dolore fuori. Chiuse il mondo fuori decidendo di lasciarsi morire di inedia.
Tutto sembrava destinato a finire affetti e vita, tutto sembrava destinato a rompersi. Il sentimento che non poteva più essere provato per nessuno era lasciato li in agonia in quell'angolo grigio di mondo. L'amico Marty non voleva permetterglielo perché era comparsa una nuova speranza, un ritorno alla vita. La nave era riapprodata sull'isola, la nave dalla quale erano caduti in mare. Marty tornò a chiamare l'amico, entrò in quel recinto a costo della propria vita, ma Alex non era più lui era feroce, senza controllo alcuno solo istinto. Ruggiti, unghie e denti lo fecero indietreggiare, lo spaventarono. Marty ritornò sui suoi passi tutto sembrava morto, tutto sembrava ormai perso. Mentre Marty lasciava il compagno ed amico venne attaccato da iene che stavano per divorarlo, ed allora qualcosa rinacque in Alex un sentimento nuovo più grande più forte dell'istinto di predatore, più grande di tutto. Alex oltrepassò il recinto e salvò l'amico da una morte certa. Alex cambiò ciò che era stato scritto dalla Natura. Alex cominciò a mangiare solamente pesce ed a godersi una nuova e consapevole e più grande e migliore dimensione della Vita.
Si può cambiare, si può abbandonare l'istinto ma bisogna essere in grado di risvegliare altro più in profondità. Qualcosa di più puro, unico.  Qualcosa che nasce dove le radici finiscono per perdersi nel Tutto.





Onda d'Urto


Fine brezza ti sento ancora
Senza volto, altro nome. 
Sei solo TU
Lo sento, 
Lo vedo.
Te lo dico.


Diventa Onda d'Urto,
Se vuoi spezzare le mie barriere,
Se vuoi questo e molto di più.
Raccontami CHI SEI 
Rubando le chiavi al Mio* carceriere.

Mio


* instead of "mio" si perché ci ha un volto e un nome proprio. Grazie Yuki.




Monday, 3 May 2010

Divide Et Impera

DIVIDE ET IMPERA, perché il problema è complesso, almeno per me. Il nemico è furbo, lesto e svelto. Sono IO.

DIVIDE ET IMPERA, quando non si capisce più nulla è necessario. Quando non si capisce noi stessi è un dovere. E' l'unica via.

DIVIDE ET IMPERA, se non ci si vuole accontentare di ciò che si è imparato dalla Vita. Perché imparare non è mai abbastanza.

DIVIDE ET IMPERA, perché sembrerebbe impossibile ma forse il cielo si è pure rabbuiato ulteriormente. Cazzo cambia! Fidati! Questo mi da speranza, l'equilibrio del Tutto mi da speranza.

DIVIDE ET IMPERA, perché c'è troppo fuori ad aspettare sempre. Perché troppo è Tutto e Tutti, Niente e Nessuno.

DIVIDE ET IMPERA, per un RIDERE, il mio, perso chissà dove e quando. Ma questo NON deve più importare.

DIVIDE ET IMPERA, per affrontare il futuro con GIOIA, qui e subito se possibile ora.

DIVIDE ET IMPERA, perché poi tutto verrà da se.

DIVIDE ET IMPERA, perché spero di farcela.


Mio


PS: buon compleanno a due grandi persone!







Saturday, 1 May 2010

Non è Solo Il Digiuno

E' il primo maggio, che fai? Lavori pur potendolo evitare?
Non è un lavoro questo, ma nonostante lo dica altro nome non può essere dato, da altri. Non farei le cose che faccio se lavoro fosse. Non sarei qui oggi se così fosse.

Presuntuoso? Può essere, all'esterno sembrerà così sicuramente, con me funziona che si deve evitare di chiedere o se lo fate chiedete risposte complete, grazie. L'unica mia presunzione è sapere cosa voglio, l'unico mio problema è come averlo. Il come è ciò che scrivo in queste pagine che a molti sembreranno lamenti ma che per me sono solo constatazioni e pura analisi di ciò che penso. Non voglio e non ho pretese di essere ascoltato e che voi possiate darmi soluzioni o certezze. Non ne ho io per me, l'estensione mi sembra naturale. PRESUNZIONE dicevo, vero?

"Fa lo stesso", non fidatevi di questa mia risposta. Non fidatevi di me. Si può cambiare solo se si è disposti a fare una Rivoluzione ad uccidere e morire, una volta uccisi per morire. Ora non ho nulla da uccidere chissà se potrò morire ancora. Sinceramente non trovo lo slancio e forse pure il senso per la Rivoluzione nei miei sentimenti.

Credo che in ogni persona sia presente un DNA sociale, una componente genetica mutevole e mutagena. Credo che vari in base agli stimoli e alla sensibilità delle persone chi riesce e, secondariamente almeno per me, vuole percepire muta verso ciò che desidera. A taluni può sembrare snaturarsi ad altri come di esplorarsi ad altri ancora entrambi. Personalmente mi sto esplorando e ciò che vedo e percepisco lo sento come mio e non mi piace e non è questione di fragilità quella, si sa, esiste. Non è pure questione di paura, è questione che se sono naturale non sono sopportabile da nessuno, neppure da me stesso. Siccome non voglio mutare il mio genoma prima di capire cosa esso sia nella sua versione naturale mi chiamo fuori. Rimango in compagnia di me stesso, del mio lupo e della mia steppa. Se non potrò sostenermi nulla ha realmente un senso.
Se non posso sostenere me stesso i rapporti sociali PROFONDI diventano come linfa vitale per una sanguisuga.

Dove inizia la mia NATURALITA'? Dove inizia il "perché è giusto"? Sono entrambe la stessa cosa? Dovrebbero essere la stessa cosa?
Una volta al mondo si può mutare rispetto a quanto già scritto nei nostri geni solo attraverso l'influenza di fattori esterni, l'ambiente naturale che ci circonda ci muta.
Sinceramente non trovo nulla di naturale nel mio voler mutare. Mi consolerebbe sapere che almeno le mie azioni e i mie pensieri fossero puri. Almeno qualcosa si salverebbe non potendo avere entrambi. Già, almeno qualcosa.

Voi, voi che ogni tanto mi leggete. Voi che forse volete capire chi sta dietro queste parole. Voi non sprecate il vostro tempo qui, un solo secondo è di troppo.
"... tu hai sempre il sorriso..."
così mi ha detto il cameriere in sogno di questa mattina. Talvolta è più facile vedere le cose che non esistono.

La fregatura di non avere punti di riferimento dentro è che ogni sistema che si esplorerà sarà equivalente. Ogni traslazione o rotazione non cambierà mai nulla. Non credo che sistemi esterni siano migliori di non avere punti interni, perché bisognerebbe capire il criterio di scelta e si è noi che si sceglie quindi... di cui sopra. 'fanculo l'autoreferenzialità.

Sono serio, non scrivo a caldo ora. Il foglio scritto giace qui sulla mia sinistra, e proprio ora Rimmel canta ancora quel ritornello... ancora.
Scusate ma per un po' mi chiamo fuori, non so per quanto. Un giorno, una settimana, un mese o forse molto di più. Non so.
Scusate ma non posso essere una pessimo due volte consecutive con speciali, gentili e care persone in separate occasioni e per differenti motivi. Non posso ammettere questo genere di comportamenti a me stesso. Se sono questo lo sarò SOLO.
Scusate ma ora non sono una buona persona, che per me è l'unica cosa che conta.

A presto, 

Roberto

Friday, 30 April 2010

Rimmel -Francesco De Gregori

Lo so, ormai Musica ed io si è fatti così. Ci si ignora fino a quando non ci si trova un'altra volta. Più di prima, come prima, poi canto.
Succede che chiedo se mi si può suggerire un'artista, un album o delle canzoni e, in un attimo, eccomi nell'ascolto  a loop senza provare il minimo di noia. Fino a quando la fine di una traccia non annuncia nella mia mente l'inizio della successiva.

Sarà che all'estero tutto ciò che ricorda "casa" ha sempre un sapore differente e talvolta migliore, sarà che un motivo speciale ci è sempre se persone non banali (grazie a tutte voi che lo avete fatto anche in passato!!!) ti sanno trasmettere qualcosa con la Musica, sarà la passione e mille altre cose ancora è che ascoltare certe cose sa sempre di primavera a maggio e questo non è poco.

A te dico grazie perché mi hai regalato un ritaglio di eternità da tenere in tasca e spiegare sopra me stesso così giusto per fare, per cambiare il colore del cielo di tanto in tanto. Per fare delle stelle amiche brillanti che donano notti più leggere. Grazie.

Come figurine, come tessere di domino,
si compongono e spuntano tratti di Vita,
che  curiosi abbino 
sulla punta delle mie dita.
Sai, forse non sei proprio così malaccio come credevo, ma non ne sono ancora convito ahahahah :P

Buona giornata,

Mio


ASCOLTATELO se non lo avete già fatto! Ordine perentorio, il mio! :)
Questa perché non posso non cantare il ritornello: "Ora le tue labbra puoi spedirle a un indirizzo nuovoe la mia faccia sovrapporla a quella di chissà chi altroancora i tuoi quattro assi, bada bene di un colore solo li puoi nascondere o giocare con chi vuoi,o farli rimanere buoni amici...come noi..." e fregarmene di tutti quelli che ho attorno. :)



Questa perché mi ricorda, non so se interpreto bene, ciò che vado a dire di me, ciò di cosa sono convinto: "L'uomo che cammina sui pezzi di vetro dicono ha due anime e un sesso di ramo duro in cuore e una luna e dei fuochi alle spalle mentre balla e balla,sotto l'angolo retto di una stella."



Questa perché non la capisco ancora del tutto, qualcuno me la spiegherà un giorno, mi hanno detto che è incredibile...


questa perché c'erano delle notti una vicine all'altra, dove era una buona notte sussurrata da me, una buonanotte che fatta di un'altro vezzeggiativo/diminutivo al posto di fiorellino allora sapevo che solo quattro parole in croce, allora non avevo capito che aveva ali più grandi di me. Chissà ora come sono, anche se ora non mi interessa più.


... che poi ce ne sarebbero altre, troppe... ma troppe non sono mai no? :D

Saturday, 24 April 2010

Piacere & Passione

Piacere e Passione. Ancora.
"L'unico dovere è donarsi piacere",
e dopo dici che ti sopravvaluto. Quando dici cose come queste io la mia risposta ce la ho tu tieniti le tue perplessità. Sei buffa sai?
Perché non ci si scappa, per me almeno, perché sempre li mi trovo. A quel bivio a capire che di puro e di buono nelle mie scelte mica c'è nulla. Cerco il piacere, la condivisione è poi solo un contorno che se ne va con e senza permesso
"Le amicizie non si scelgono a caso ma secondo le passioni che ci dominano",
dice Moravia. L'ho letto a destra, nel mezzo, sul blog di Guernica se posso, passateci, merita. E' un criterio giusto questo? Mi chiedo questo perché si sceglie e, quindi, si può evitare le conseguenze non scegliendo. Mi chiedo questo perché Passione è anche Piacere. Il Piacere è la genesi, lui la spinta per non mollare durante, per cominciare prima. Gioire e godere poi.

Vorrei che tutto potesse essere libero e gratuito come una musica chiesta in un attimo di assenza di domande. Musica che ti conquista poco a poco in punta di piedi con tremenda discrezione. Musica che sa già essere diventata per sempre una giornata di aprile un po' più strana.
Vorrei che alla fine potesse restare solo il colore di un messaggio d'Amore, non chi lo ha saputo donare. Solo una presenza come di solo il colore di un'armonia sa essere. Un ricordo senza volto, spazio e tempo.
Vorrei che tu Piacere mi cogliessi senza che io ti venga a cercare, poi Passione sarebbe un'Amica non un'Amante.

Stupidi pensieri questi di chi ormai ha solo l'intima paura di Amare, di chi ha troppi assi dello stesso colore.

Mio 





Rimmel -Francesco De Gregori
E qualcosa rimane
tra le pagine chiare
e le pagine scure
e cancello il tuo nome
dalla mia facciata
e confondo i miei alibi e
le tue ragioni
i miei alibi e le tue ragioni
chi mi ha fatto le carte
mi ha chiamato vincente
ma uno zingaro e' un trucco
e' un futuro invadente
fossi stato un po' piu' giovane
l'avrei distrutto con la fantasia
l'avrei stracciato
con la fantasia
ora le tue labbra puoi spedirle
a un indirizzo nuovo
e la mia faccia sovrapporla
a quella di chissa' chi altro

ho ancora i tuoi 4 assi
bada bene di un colore solo
li puoi nascondere o giocare come vuoi
o farli rimanere buoni

amici come noi
santa voglia di vivere
e dolce venere di rimmel
come quando pioveva e
tu mi domandavi
se per caso avevo ancora
quella foto
in cui tu sorridevi
e non guardavi
ed il vento passava
sul tuo collo di pelliccia
e sulla tua persona
e quando io
senza capire ho detto si'
hai detto e' tutto quel che hai di me
e' tutto quel
che ho di te
ora le tue labbra puoi spedirle
a un indirizzo nuovo
e la mia faccia sovrapporla
a quella di chissa' chi altro

ho ancora i tuoi 4 assi
bada bene di un colore solo
li puoi nascondere o giocare come vuoi
o farli rimanere
buoni amici come noi. 

Saturday, 17 April 2010

Digiuno e Astinenza

Perché il riposo esiste sempre tra due sforzi consecutivi, soprattutto se il primo è minore del secondo. Il primo è riposo.
Riposo poco.


Manca un solo foro poi la cintura sarà utile solo come oggetto di vestiario, inutile quindi. Neppure dieci anni o fa o forse più sono stato così magro. E' normale, al tempo capivo ancora meno di ora. Probabilmente la prossima settimana non mancherà neppure l'ultimo foro, sono curioso di vedere quanto posso comandare le mie necessità corporee, quanto posso ridimensionarle. Sembrerebbe che un piccolo tronchetto di liquirizia purissima riesca a placare quasi del tutto la sensazione di formicolio allo stomaco. 
Digiuno.


Ci è mancato poco, per me intendo, e poi chissà cosa sarebbe successo, sicuramente qualcosa di forte. Forse troppo, per me, ora. Forse ormai. 
Pochi anni fa sarei stato pronto, incosciente. Poi, dopo, mi sono regalato questa consapevolezza. Ora so come voglio e come so amare, questo non mi piace. Mi spaventa. I miei limiti in generale mi spaventano perché ormai li distruggo ogni giorno. Non esistono. La prossima volta ci starò più attento ma non servirà a nulla, già lo so. So cosa mi attira e so come evitarlo ma i cedimenti di coscienza sono sempre in agguato, con me almeno. Non esistono radici dolci purissime a placare l'istinto d'Amore, l'abbandono di Solitudine.
Astinenza.


Più affilato, più incazzato, più cazzuto.
Ritmo.  Mente, Cuore, Fiato, Muscoli. Ritmo.
Oltre il limite che ho tracciato ai bordi del mio minuscolo infinito.
Leggero come una farfalla, pungente come un'ape.
Ancora.


Mio





Cantico dei Drogati -Fabrizio de André

Ho licenziato Dio
gettato via un amore
per costruirmi il vuoto
nell'anima e nel cuore.

Le parole che dico
non han più forma né accento
si trasformano i suoni
in un sordo lamento.

Mentre fra gli altri nudi
io striscio verso un fuoco
che illumina i fantasmi
di questo osceno giuoco.

Come potrò dire a mia madre che ho paura?

Chi mi riparlerà
di domani luminosi
dove i muti canteranno
e taceranno i noiosi

quando riascolterò
il vento tra le foglie
sussurrare i silenzi
che la sera raccoglie.

Io che non vedo più
che folletti di vetro
che mi spiano davanti
che mi ridono dietro.

Come potrò dire la mia madre che ho paura?

Perché non hanno fatto
delle grandi pattumiere
per i giorni già usati
per queste ed altre sere.

E chi, chi sarà mai
il buttafuori del sole
chi lo spinge ogni giorno
sulla scena alle prime ore.

E soprattutto chi
e perché mi ha messo al mondo
dove vivo la mia morte
con un anticipo tremendo?

Come potrò dire a mia madre che ho paura?

Quando scadrà l'affitto
di questo corpo idiota
allora avrò il mio premio
come una buona nota.

Mi citeran di monito
a chi crede sia bello
giocherellare a palla
con il proprio cervello.

Cercando di lanciarlo
oltre il confine stabilito
che qualcuno ha tracciato
ai bordi dell'infinito.


Come potrò dire a mia madre che ho paura?

Tu che m'ascolti insegnami
un alfabeto che sia
differente da quello
della mia vigliaccheria.

Friday, 16 April 2010

Easy...

Sono tornato dall'Italia l'unica cosa che mi sono portato appresso è stata la mia stilografica blue. Che piacere scrivere con lei! Quante ne abbiamo scritte, noi.

Sono tornato un attimo, un lampo in terreni di pensieri che da tempo mi ero privato. Ho capito che ormai il grado di consapevolezza in me stesso, nei miei sentimenti, emozioni e pulsioni è troppo elevato. Accipicchia per essere non volgari.
Se qualcuno passasse di qua con un carico di "Easy Life" me lo dica. Potrei fare pazzie per acquistarne una scorta. Per favore, davvero, ne ho bisogno.

Intanto butto qui Jim che magari, come per osmosi diretta, le note e le parole passeranno da lui a me e diventerò un po' uomo lucertola. E' che sto pelo è attaccato al vizio di essere me stesso.

Take it easy baby, take it as it comes...


Mio

Monday, 12 April 2010

Il Bacio Della Morte

Sono eccitato, ancora. Come un piccolo bambino alla vigilia di natale, pensieri che fremono per essere scartati. Non so se sono stato buono, eppure voglio vedere quel contenuto. Non ho paura e neppure timore. Solo curiosità.

Sto mutando a tal punto che certe volte mi ritrovo impulsivo, io che sono sempre stato il paradigma della riflessività. Chissà verso cosa sto andando. Muto perché, come altri, il cambiamento è forse una costante. Chi più chi meno ne è toccato. Forse lo si fa per sopravvivere, vivere. Amare. Non morire. Questi miei giorni in Italia sono stati pesanti, troppi per la mia indole e per ciò che devo fare. Piacevoli sì, ma potevano essere migliori, questo sempre per mio demerito.
E poi mi ritrovo a dire che per fortuna, per me almeno, che c'è la distanza anche fisica come barriera di separazione. Strana primavera questa. Per fortuna, per me almeno, che da oggi si riparte ancora per la mia steppa, forse per molto molto tempo ancora. Non so. Almeno questa volta non farò casini, almeno così sembra. Che poi, però, ci riesco sempre, io.

I miei vecchietti si preparano all'ultimo ballo, si vede. L'ho visto. Loro lo sentono, lo vedo da come guardano la mia giovinezza, non con invidia ma con gli occhi consumati e lucidi di chi ha visto troppe cose e, che ora, si lascia conquistare dall'ultimo tramonto, vivendolo così come viene.

Cara nonna sul tuo Telesalvalavita, stupido ritrovato di tecnologia consumistica, non ci sarà come primo numero quello del becchino come ti avevo proposto, non ci saranno neppure le tue misure per lui. Ma questo  lo sai pure tu.
Cara nonna, se la tua foglia ormai stanca si lascerà cadere dall'albero della vita io non ci sarò. Te l'ho detto scherzandoci, dicendoti che è meglio comperare un biglietto e prendere delle ferie per andare a svagarmi in viaggio piuttosto che vedere una morta. Questo lo sai pure tu, ma forse non lo vuoi per te.
Cara nonna, questa volta il bacio te lo sei meritato tutto, stai reagendo mi piaci! Sai, devo dirtelo perché non lo ho mai fatto prima, mi piace il senso del tatto delle tue guance sulle mie labbra. Sai, sono sempre le stesse, le più morbide che esistano.
Cara nonna, te l'ho dato come se fosse l'ultimo bacio, quello della morte. Se ti riesce, se la mente un po' ballerina ti lascerà, custodiscilo. Io, per me, nel mio cuore mi terrò i tuoi occhi che guardano come di bambino  un tramonto che ti ha rapito. 
Ti voglio bene! Ma questo già lo sai.

Roberto

Monday, 5 April 2010

Perso Lungo La Mia Via

"Il coraggio di affrontare il futuro con gioia"

Non ho deciso per la mia gioia, avrei potuto farlo, potrei farlo. Forse tutto sarebbe più facile, forse. Problemi di coscienza, la mia. Paranoica.

Non so cosa sto diventando, davvero. Mi descrivo come un bastardo e un tipaccio e credo di esserlo veramente, non scherzo. Non faccio sconti a nessuno. Il primo sono io. Io annichilisco con le mie risposte e con le non risposte. Non cedo e non concedo. Non sono una brava persona perché il piacere personale mi governa senza farsi scovare. La base di molte, se non tutte, le scelte NON DEVE, almeno per me poi, ognuno faccia ciò che vuole. Nessuna decisione dovrebbe essere mai basata su questo sentimento.
Mi sto chiamando fuori dalla società, da molte delle sue relazioni. Se mi ci trovo è per un attimo di debolezza, perché non penso prima di scegliere, eppure penso quasi sempre troppo. Maledette pieghe!

Forse sono frustrato, stressato o peggio ancora paranoico, forse. Sì paranoico, nel cercare ciò che potrebbe  non esistere. Ma un perché, ne sono convinto, esiste sempre. Una nuova coscienza personale e individuale non è chimera, è migliore e giusta è criptata tra le ombre di una vecchia sorella degenere e stantia.

Ho deciso di lasciarmi cadere in un nero profondo e forse senza fine, l'ho deciso e scelto consapevolmente ed ora non voglio fermarmi. Ora, non posso fermarmi. Ho deciso di trovare la fine di questo abisso anche se essa forse non esiste, non è mai esistita o non esiste ancora. Mi sto consumando nella mia lenta caduta, perdo pezzi di me, della mia Anima. Scaglie informi lasciano il mio corpo per diventare una linfa blue che traccia la mia mesta caduta verso un perigeo ignoto. 
Ora sono ridotto a un corpo informe nero, opaco, assorbente. Deforme. Cattivo. La mia Anima non è buona, ne sono certo!

Striscio oltre il mio piccolo effimero infinito misurato a lunghezze di nulla. Tento di educare una ragione debole e degenere giocando al giudice inflessibile. Nessun giudice può essere credibile se ha un codice di ignoranza nella mano sinistra e un martello di stupidità nella destra. Colpevole! Colpevole! Colpevole! pure Lui!

Della mia Anima forse non resterà nulla, di quel poco che è restato. Sono solo perché l'ho cercato prima e lo cerco ora, cercare compagnia sarebbe solo alleviare un peso che ho dentro. Stupida decisione questa, la mia. So che è sbagliato ma altrimenti sarebbe peggio, molto peggio e non solo per me. Sarebbe Dolore.

Mi chiamo fuori.
Addio fino alla prossima perdita di Razionalità. All'insostenibile richiamo di Piacere.
Sono solo un vigliacco che non ha il coraggio di trovare REALMENTE se stesso. Sono sempre io.



Senza forma


DEPRESSO,
REPRESSO.
CESSO!


Limite troppo stretto.
Il mio.
Io.


Cosa ho scelto?
Cosa non voglio?
Negazione di Piacere!
Morte di Anima malata!


Non ci sarà parto di Redenzione
per questa mia gestazione!


DEPRESSO,
REPRESSO.
CESSO.

Mio


Thursday, 1 April 2010

As It Come Ever And Ever Again

E tutto va come deve andare. Tra Autogrill e tempo per vivere.
Prenditelo, prendilo ora poi sarà un attimo.
Prenditelo, prendilo così come viene.
Lui non lasciarlo scappare. La Vita conta anche senza il nostro permesso.
Non saranno diecimila chilometri o più che ti spaventano vero? Non il tempo, mai quello!

A me regalo Autogrill. A te canto meglio che posso Take It Easy brucia cara fenice brucia!

Roberto







Wednesday, 31 March 2010

Temporali Primaverili

È che la Vita è un po' puttana, è che la Vita è un gran casino. Non so. È che se non la si vive sarà amara a lunghi tratti. Meravigliosa a picchi, altrimenti.

Si è diversi, credo pure molto per certi tratti, per cose che altri, molti, definirebbero di  vitale importanza. Non ho mai creduto che la diversità possa uccidere. Anzi! Si è incasinati entrambi per scelte, le mie triviali se paragonate alle tue. Le mie sono cose piccole, tipiche di chi si è perso a rincorrere dietro se stesso.

Sono un gran tipaccio io. Vivo le omozioni distaccatamente verso l'esterno. Forse anche troppo profondamente dentro. Questo non mi aiuta ad avvicinare  ed a lasciarmi avvicinare.
Tra me e Piacere non si va daccordo perché sono convinto che nell'inseguirlo si diventa egoisti ed egocentrici. Ora la mia coscienza mi dice che stiamo camminando fianco a fianco, Lui mi sta raccontando una dolce storia ed io sono perso nelle sue parole. Mi incanto, decanto. Non riesco farne a meno di ascoltarlo per quanto inesistente ed al limite dell'effimero esso sia. Vorrei capire il perché ma non riesco a dimostrarmi nulla. Sono fregato.

Distanza è mia amica ora, una barriera facile da superare se lo si vuole, il plurale e lo scambio un biglietto per il volo che non ho. La coscienza in me stesso per i rapporti interpersonali, che non so sostenere come è normale che sia, è un check-in che forse mi fermerà. L'allarme dei controlli con me suona sempre. Per fortuna, altrimenti avrei già fatto un gran casino.

A te che non avrai colto come è normale per parole scritte, nella barriera di linguaggio che normalmente divide, sulla volta di questa mia cripta, chiedo ugualmente scusa. Perché senza senso, perché potrebbero essere pericolose e dannose. Scusa ma dovevo dire, no mento, lo vedi? VOLEVO dire!

Vorrei che Tutto fosse così facile a cessare come a premere su una croce virtuale.
Vorrei, perché dentro ora faccio fatica a spegnere allo stesso modo quel Tutto.
Vorrei perché qualcosa rimane. Ostinatamente. Facilmente.



SOLO PAROLE

Parole che con timida cura ritaglio
sperando nella folle cattura
di un pericoloso bersaglio.

Non ho paura del tuo colore
ma so già che ti rabbuierei la Vita
con il grigio fiore che ho nel cuore.
Con la mia malinconia infinita.

Roberto




Saturday, 27 March 2010

Vomito

FERMATI NON UN'ALTRA VOLTA. NON ASCOLTARLA ANCORA.

FERMATI!!!



PERCHE' sei entrata nelle mie VENE?
Regina in blue MIO LAMENTO.



Oltre il confine stabilito, il mio Asylum. Nessuno alfabeto per la mia


vigliacceheria.

Sotto questo cielo grigio muoio ancora una volta imbrattando un foglio di parole vomitate dall'Anima.




Sotto questo cielo grigio non riesco a fare a meno di questa musica. Di ciò che sono.
Sotto questo cielo grigio non posso gurdare informi nubi per ore.



FERMATI!!! FERMA IL TUO LAMENTO!!!



NON STRISCIARE.
VOMITO.





SILENZIO
VENTO
SUSSURRO







VOGLIO RITORNARE DAL MIO STUPIDO INFINITO.
STUPIDO COME


UN PUNTINO 





NERO 





PERSO 
IN UNA


NOTTE SENZA




FINE.



Chi sono IO?
Chi è Roberto?


DOv'é il Sole?




Non ci ho più voglia di spiegarlo. Eppure sono SEMPLICE al limite del banale. EPPURE...





VIGLIACCO!!! 





CHI? LA LUCE dove se ne è andata?



RIDATIMI IL SILENZIO NELLA TESTA! RIDATEMI  LE mie non parole.
Corpo IDIOTA!!! cervello  ignorante!!!






NON BISOGNA MORDERE LA VITA SE NON SI E' DISPOSTI A DIVORARLA GIORNO DOPO GIORNO!!!



In questo anticipo tremendo non trovo il come per fermare il tempo.




Sotto questo

cielo 




Grigio




MUOIO.










MIO






Friday, 26 March 2010

Ecco Cosa Tentavo Di Spiegare...

senza riuscirci naturalmente. Quando parlo dell'Italia, voglio dire.
E' che ora si hanno entrambe le realtà, almeno credo.



Ogni volta che guardo questo volto rimango incantato, non so perché. Forse perché in quella magrezza vedo un urlo vedo una battagli, una rassegnazione che è mai a finire. Non so.
Per favore se qualcuno può consigliarmi letture o visioni di Pasolini ne sarei grato. Vorrei avvicinarmi al suo pensiero, provare a capirlo. Grazie.


Mio


PS: credo di avere una pessima attitudine ad un melodramma spicciolo. Mi faccio quasi pena.

PPS: entrando in cucina sentivo D. che parlava con E. in francese a proposito di conversioni religiose nell'islam, io ho detto: "Parlidi Cat Stevens?", lui "Ehmm, no...",  quindi replico: "Muhammad Alì?", lui: "NO! Della moglie del profeta!". Intanto E. rideva sotto il berretto mangiando una pasta al tonno che lui reputava "WHAT GREAT ITALIAN PASTA!", 'sti americani hanno un attitudine ad esagerare che è quasi peggio del mio PS di cui sopra. Non so se domani sarò ancora vivo... scherzo! :) D. è una gran brava persona!

Thursday, 25 March 2010

Terminal Life

Se leggerete questo post nel giorno qui indicato, sarò in viaggio tra un terminal e l'altro. "Chissenefrega!" potreste dirmi. E' vero solo a me importa.

Non so perché ma nel terminal di un aeroporto percepisco una diligente accettazione dell'ineluttabile. Si aspetta il compimento di un destino scritto su un biglietto poi, il volo. Verso dove lo si sa, verso cosa talvolta è molto più difficile.
Qui in questo angolo di terra, antico lembo di una grande civiltà ci ho lasciato qualcosa. Ho trovato qualcosa. Altre conferme a domande che da molto tempo non mi pongo. Non la risposta alla mia domanda, per quella forse è giunto il tempo che mi metta ben in testa che la risposta sono io. La domanda è quindi inutile... Dance Dance Dance.

Terminal Life, mi sono trovato nel Dove sospeso tra mille Cosa. Ognuno con una sua uscita parallela, ognuno verso una  quarta dimensione che non mi apparteneva. Odio la quarta dimensione nelle cose, qualcuno la chiama consapevolezza. Poi.

Terminal Life, come in una pallida corsia di ospedale tra crani nudi che mica serve il rasoio per essere senza capelli. Tra corpi giallastri e gonfi che mica serve il cattivo vivere a ridurli così, basta ingoiare centinaia di pastiglie al giorno.
Terminal Life, tra quell'odore pungente di disinfettante che ti sterilizza le mani e ti brucia l'Anima.
Terminal Life quella mascherina che ti copre il volto perché pure una giovane Vita sa essere infetta quando, chiusi in una camera quasi-sterile, si è isolati da tutto ciò che Vita è.

Terminal Life.

La morte mi ha insegnato il valore della Vita questo, nel senso, mi è stato detto recentemente. Egoisticamente vorrei dire incasiniamoci la Vita, così tanto per fare, per il solo piacere di divertirsi. Per vivere. Poi, vedremo.
Vorrei.

Terminal Life:
Prochain arrêt La Vie. Attention à la marche en descendant du train

Mio




PS: ...per altre cose ormai notorie: NON si deve premiare lo sforzo ma solo i risultati. E' possibile che lo capiamo solo io e A.?!?

Tuesday, 23 March 2010

Come Potrò?

Le parole laciano arrivederci nell'aria ed i visi l'addio nel cuore. Una luce fioca avvolge due sagome in un ormai indistinte chiara oscurità.
Una musica ti chiama dall'Anima, la pioggia vuole. Il tuo corpo si abbandona e si bagna mentre dipinge il tuo vuoto nel silenzio altrui con quella danza che ti ha rapito.
Una lacrima greve come mercurio ti riga, il tuo volto specchiato ti chiede come potrai Amare ancora.





 Il Cantico Dei Drogati -Fabrizio De André


Ho licenziato Dio
gettato via un amore
per costruirmi il vuoto
nell'anima e nel cuore. 

Le parole che dico
non han più forma né accento
si trasformano i suoni
in un sordo lamento. 

Mentre fra gli altri nudi
io striscio verso un fuoco
che illumina i fantasmi
di questo osceno giuoco.

Come potrò dire a mia madre che ho paura?
Chi mi riparlerà
di domani luminosi
dove i muti canteranno
e taceranno i noiosi.
Quando riascolterò
il vento tra le foglie
sussurrare i silenzi
che la sera raccoglie.
Io che non vedo più
che folletti di vetro
che mi spiano davanti
che mi ridono dietro. 

Come potrò dire a mia madre che ho paura?
Perché non hanno fatto
delle grandi pattumiere
per i giorni già usati
per queste ed altre sere. 

E chi, chi sarà mai
il buttafuori del sole
chi lo spinge ogni giorno
sulla scena alle prime ore.
E soprattutto chi
e perché mi ha messo al mondo
dove vivo la mia morte
con un anticipo tremendo?

Come potrò dire a mia madre che ho paura?
Quando scadrà l'affitto
di questo corpo idiota
allora avrò il mio premio
come una buona nota.
Mi citeran di monito
a chi crede sia bello
giocherellare a palla
con il proprio cervello.
Cercando di lanciarlo
oltre il confine stabilito
che qualcuno ha tracciato
ai bordi dell'infinito.
Come potrò dire a mia madre che ho paura? 

Tu che m'ascolti insegnami
un alfabeto che sia
differente da quello
della mia vigliaccheria

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