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Saturday, 19 September 2009

Predestinati

Pre come prima, Desti come svegli e sempre attivi in noi. Nati perché da noi generati, sono ANCHE nostri figli.
Questa etimologia, da me pessimamente inventata (lo so sono da legare), mi ha fatto nascere alcuni pensieri a proposito dei Sogni, sì quelli con la "S" maiuscola. Non ho assolutamente una vocazione animista ma mi ritrovo pienamente nell'accezione e nel concetto di Sogno che hanno le popolazioni aborigene ossia il Dreamtime o Dreaming:
Aboriginals believe in two forms of time; two parallel streams of activity. One is the daily objective activity, the other is an infinite spiritual cycle called the "dreamtime", more real than reality itself. Whatever happens in the dreamtime establishes the values, symbols, and laws of Aboriginal society. It was believed that some people of unusual spiritual powers had contact with the dreamtime.
Ecco una pseudo-traduzione:
Aborigeni credono in due forme del tempo; due flussi paralleli di attività. Uno è l'attività quotidiana, l'altro è un ciclo infinito spirituale chiamato il "Dreamtime", più reale della realtà stessa. Qualunque cosa accada nel Dreamtime stabilisce i valori, i simboli, e le leggi della società aborigena. Si credeva che alcune persone di potere spirituale insolito avuto contatti con il Dreamtime.
fonte: Wikipedia
Sarà perché ultimamente ho a che fare in me con un completo distacco dal futuro, sarà perché pur essendo li li per vedere qualcosa mica me la sento di sbirciare oltre per provare solo un briciolo di eccitazione, o perché di illudermi non voglio più, saranno queste cose ed altre che non riesco a recepire ma il senso di svuotamento che sento dentro mi conduce inevitabilmente a lasciare questa realtà di sopravvivenza per rifugiarmi ancor di più in un'altra dimensione, il Sogno. Un Sogno però diverso, senza ambizioni, senza rincorse, ma piuttosto come una realtà parallela fatta pure essa di azioni porteranno ad eventi su entrambi i fronti. Ho fatto tutto il possibile per alimentare il mio Sogno, per farlo cresce. Mi ha deluso molte volte, mi ha sbattuto la porta in faccia alcune volte (? :) ) perché sbagliavo, perché non capivo che un Sogno nasce adulto, sa già camminare da solo, ti può tradire da subito uscendo di casa per poi non tornare più. Sì, è reale perché le conseguenze lo sono. Le emozioni non mentono mai.
Vedo il Sogno come un'entità, quasi una guida che ci conduce nell'esistenza, insomma una specie di Virgilio dantesco tutto personale nella nostra esistenza. Purtroppo talvolta è traditore e ci lascia su due piedi nudi e distanti da casa ed allora si prende freddo sotto le intemperie, ci si ammala l'Anima vivendo una Realtà come tante, intercambiabile perché non ci appartiene pienamente. Con il tempo l'Anima guarirà e quindi si tenterà un nuovo viaggio e col passare degli anni le passate vicissitudini si faranno sentire, nei momenti di difficoltà ma questo non è necessariamente un male. Le ferite sono amiche se le si prende per quello che sono ossia il limite oltre il quale c'è la rottura. Aiutano a camminare in equilibrio tra il vuoto e il massimo. Senza di loro si rischia di rimanere in basso dove tutto è facile ed il risultato ne è una diretta conseguenza, le cose migliori non sono mai gratuite anzi!
Ma quando la nostra guida, il nostro Sogno non tradisce cosa resta? "Semplicemente" la libertà, quella dell'Anima il Volo. Voi direte sì ma come è fatta? Be' per me è la Realtà piena, pura, felice e serena, nulla più. Perché non credo esista nulla di più speciale.

Credo che ogni Sogno porta con se fasi distinte che comunque inevitabilmente si getteranno nella Realtà fondendosi con essa. Pensando a ciò che ero e a ciò che sono non posso che arrivare alla conclusione che pure io sono ANCHE loro figlio.

Oggi mentre andavo in bici l'autunno mi ha fatto l'occhiolino nascosto sotto la dura corteccia di molti alberi rifaceva il trucco a molte foglie ad altre stanche donava la libertà effimera di un ultimo. Una vecchia stagione ancora silente ci sta già accompagnando, penso che talvolta sarebbe bello leggere questi segni in anticipo anche in noi, ci eviterebbero molti problemi. E' che dentro non esistono cicli si passa di equinozio in equinozio e da un solstizio all'altro senza preavviso alcuno. Mi sa che devo cercare la mia fonte d'inquinamento :)

Buon weekend a tutti voi!

Mio




Canzone Quasi D'Amore

Non starò più a cercare parole che non trovo
per dirti cose vecchie con il vestito nuovo,
per raccontarti il vuoto che, al solito, ho di dentro
e partorire il topo vivendo sui ricordi, giocando coi miei giorni, col tempo...

O forse vuoi che dica che ho i capelli più corti
o che per le mie navi son quasi chiusi i porti;
io parlo sempre tanto, ma non ho ancora fedi,
non voglio menar vanto di me o della mia vita costretta come dita dei piedi...

Queste cose le sai perchè siam tutti uguali
e moriamo ogni giorno dei medesimi mali,
perchè siam tutti soli ed è nostro destino
tentare goffi voli d' azione o di parola,
volando come vola il tacchino...

Non posso farci niente e tu puoi fare meno,
sono vecchio d' orgoglio, mi commuove il tuo seno
e di questa parola io quasi mi vergogno,
ma c'è una vita sola, non ne sprechiamo niente in tributi alla gente o al sogno...

Le sere sono uguali, ma ogni sera è diversa
e quasi non ti accorgi dell' energia dispersa
a ricercare i visi che ti han dimenticato
vestendo abiti lisi, buoni ad ogni evenienza, inseguendo la scienza o il peccato...

Tutto questo lo sai e sai dove comincia
la grazia o il tedio a morte del vivere in provincia
perchè siam tutti uguali, siamo cattivi e buoni
e abbiam gli stessi mali, siamo vigliacchi e fieri,
saggi, falsi, sinceri... coglioni!

Ma dove te ne andrai? Ma dove sei già andata?
Ti dono, se vorrai, questa noia già usata:
tienila in mia memoria, ma non è un capitale,
ti accorgerai da sola, nemmeno dopo tanto, che la noia di un altro non vale...

D' altra parte, lo vedi, scrivo ancora canzoni
e pago la mia casa, pago le mie illusioni,
fingo d' aver capito che vivere è incontrarsi,
aver sonno, appetito, far dei figli, mangiare,
bere, leggere, amare... grattarsi!

Tuesday, 15 September 2009

Il Castello dei Destini Incrociati -Italo Calvino

Prima o poi doveva accadere, lo sentivo in ogni lettura precedente di questo grandioso scrittore. Il presentimento si è manifestato in questo libro: PURTROPPO NON LO HO CAPITO!
Le due precedenti letture: "Il visconte dimezzato" e "Il sentiero dei nidi di ragno" subito mi avevano lasciato un po' di amaro in bocca perché la loro comprensione è arrivata alla fine e non durante, la mia negligenza nel cogliere i messaggi celati (ma anche manifesti :) ) mi ha portato al punto interrogativo che ho assegnato a mia ideale copertina a questo libro.
Calvino, a mio avviso, ha un grandissimo pregio: riesce a scrivere in maniera molto semplice ed immediata senza fronzoli, diretta ed esplicita ma in quelle parole riesce, con mimesi straordinaria, a nascondere, e perché no confondere, messaggi su livelli di sensibilità differenti. Io mi sono sempre fermato ahimè al primo.
Voi direte: "Ma che te lo leggi a fare allora?", be' lo leggo perché bello lo è sempre e poi perché me lo ha consigliato Bak il che è una garanzia e poi, il consiglio, è stato pure rettificato da Dressel. Ditemi voi se potevo non leggerlo?

Due paroline vorrei però tentare di metterle, non sulla trama naturalmente, ma sul contenuto criptato che non sono riuscito a svelare.
Pronti? Ci provo oK? Mi raccomando smentitemi perché altrimenti mi sembrerà di aver capito troppo! :) Credo che questo libro voglia mettere in luce come nella vita le esperienze siano diverse sempre ma che questo non derivi necessariamente, almeno all'inizio, da qualcosa di particolare o speciale (le carte, i tarocchi e gli arcani non cambiano), ma da come si riesce a leggere la vita e le situazioni che ci accadono attorno. Credo che in questo libro venga mostrato che il destino non sia un qualcosa di rigido e predestinato, ma piuttosto un filo di una trama che noi si tesse. Si chiama destino o caso o fato che sia la mancanza di controllo completo della realtà. Il non riuscire a valutare le conseguenze partendo dal compimento delle azioni. La comprensione di tutto è chiara solo quando il gioco è finito, quando tutto si ferma e le carte in mano ad ogni giocatore si sono esaurite. a quel punto come in una magia compare ciò che è stato e perché è accaduto in quel susseguirsi di eventi.

Oddio, rileggendo e ripensando a ciò che ho scritto mi vien da pensare che non c'era solo latte e caffè nella tazza questa mattina...

Vorrei ancora ringraziare Bak per il consiglio letterario, grazie davvero! Magari dimmi tu qualcosa di più. L'altro, quello che mi ha consigliato, quello che si può leggere aprendo a casaccio le pagine, è davvero interessante!
Ora vi saluto consigliandovelo perché un libro lascia sempre qualcosa anche quando ci si ritrova di fronte un grosso punto interrogativo.

A presto,

Mio

Saturday, 12 September 2009

Il Cosa e il Come

Di miserie e bellezze ne è piena la Vita, noi si vive tra loro in sofferenze e gioie. Entrambe sono quasi sempre condizioni, non momenti, che superano la nostra volontà. Sempre mi son chiesto come facciano a stanarci.

La gente è abituata sempre più spesso, forse per indole o forse per una frustrazione crescente, a giudicare gli altri prima di giudicare se stessi. Personalmente evito accuratamente giudizi perché, con molta semplicità, non voglio essere giudicato se non da chi mi conosce realmente. Se proprio devo esprimere un parere lo professo nei termini: "ti dico cosa farei io, dopo vedi un po' tu...", sostanzialmente credo in un mondo libero fatto di libere scelte. Credo fermamente in quello che ho detto in precedenza perché si tende a ragionare sul COSA, che è oggettivo e non sul COME che è personale e quindi differente, sempre!
Frasi del tipo: "Che ne sai tu, non sai COSA ho passato io ecc. ecc." oppure "COSA vuoi che sia...", le trovo specchio di un pensiero limitato di una sensibilità un po' rinsecchita. Non sono buonista è che si ha un limite nella comprensione e quindi questi pensieri e giudizi possono essere riduttivi. Qualsiasi evento, piccolo o grande che sia, racchiude in se il suo COME, la sua sensibilità una preziosa essenza, una grandezza che certe persone sanno esaltare mentre certe altre sanno appiattire. Ognuno, suo malgrado, possiede un proprio COME, nessuno è migliore o peggiore di altri, è unico e quindi inestimabile. Lo si può non condividere ma questo non ne estingue il valore.
Personalmente non conosco l'entità del mio COME anche se credo ricada nell'appiattimento, almeno così è stato, però di una cosa ormai son certo ed è che mi piace sempre di più riuscire a capire e cogliere il COME delle altre persone anche se purtroppo non ci riesco mai. Credo che la misura della sensibilità interiore delle persone sia quanto di più vicino alla misura dell'Anima che un corpo racchiude.
No, niente giudizi. Nessuna Anima non malvagia deve essere giudicata perché il suo stesso esistere vivo e vitale è il motivo principale che giustifica la nostra esistenza.
Nessuno è il più miserabile, nessuno è la più bella persona. Ognuno stimi le sue miserie e bellezze cercando negli altri un esempio, u suggerimento muto per alleviare le prime ed esaltare le seconde.

Scusate, il mio piccolo sfogo da tempo immemore celato nei miei pensieri.

Mio

Wednesday, 9 September 2009

One More Time: Again and Again

Ci sono molti modi per fare le cose è che io ne conosco solo uno, il mio. Questo è un male, è sempre consigliato avere vie di fuga alternative.

Stare con entrambi i piedi in due scarpe differenti è più comodo che avere una scarpa sola. Stare con il sedere adagiato su due sedie evita sempre le cadute qualora una cedesse. Ora sono con un piede scalzo e la scarpa ha la suola forata, sto per per cadere dall'ultima sedia che mi rimane eppure avrei due scarpe e due a portata di mano.

Scelte, sempre e comunque scelte. Tutti le fanno. Il mio carattere mi porta a cercare anche quelle che si potrebbero evitare. Sì, cara I. avevi ragione tu quando ti parlai di quello che avvenne (qui), lo sto per rifare. E' vero: non cambierò mai.
Entro ventiquattro ore dovrò decidere: "Una scelta di Vita", ho detto a chi mi proponeva una via sicura, vicino a casa, con un lavoro davvero niente male, con prospettive abbastanza sicure. Praticamente tutto è fatto, ancora una volta manca solo la firma, la mia.
Una scelta di Vita se sceglierò ciò che sicuro non lo è, almeno non al cento per cento. Se sceglierò ciò che mi ha portato a quasi nove mesi tondi di periliare, di sangue amaro, di notti insonni e di bestemmie tirate contro me stesso, al mio sognante vagheggiare.
Questa volta si fa ancor più sul serio, o tutto o niente, sul banco ci metto pure le mutande e non solo figurativamente parlando. Se perderò starò meno che con le pezze al culo che ho ora (sei ancora in tempo sai!!!), non saprò dove andare a sbattere la testa. Il dopo, se perderò, sarà la cosa più pesante che io abbia mai sostenuto e già so che sto sottostimando il suo peso. Dopo, scherzando ma anche no :), potrebbe restarmi solo la strada della sodomia remunerata che, se non è cercata o voluta, non è che sia il massimo.
La partita di scambio qual'è? Quanto vale la candela? Vale una crescita personale e professionale che D. ha detto essere: "Sicuramente un'esperienza che ti cambia, dopo non sarai più lo stesso." lo pensavo già da un'altra prospettiva questo mi conforta. Se tutto andrà in porto, nel bene e nel male, nulla sarà più uguale. Sarà insicurezza, ostacoli da superare, distacco famigliare e da amici, distacco totale da posti e luoghi cari. Sarà mettere il culo nelle pedate, sarà riceverne di sonore.

Non conosco mezze misure, è il mio modo di fare certe cose. Avrei potuto fare altrimenti, e potrei ancora fare altrimenti, molti lo fanno e non li biasimo, ma non ci riesco. Se andrà bene dormirò un po' più tranquillamente, se andrà male vorrà dire che per un bel po' non cambierò il mio pessimo stile di vita.
Domani partirà una busta gialla per confermare la mia certezza di una scelta che non implica sicurezza.
Domani partirà un e-mail per comunicare la mia scelta certa che implica il rifiuto di sicurezza.

No, non cambierò mai. In certe cose conosco solo il bianco o il nero, non ne posso fare a meno. Ora però è giunta veramente l'ora che impari a sostenere meglio le mie scelte vada come vada. Ferirmi come ho fatto fino ad ora mi costerà in futuro. Sì, è giunta l'ora che impari a volermi bene, ad amarmi. Suggerimenti?

Mio


...è che io voglio pensarla o molto meglio: LA PENSO così:






Una nuova coscienza

di Gaber/Luporini


Io come uomo io vedo il mondo
come un deserto di antiche rovine.
Io vedo un uomo
che tocca il fondo ma forse al peggio non c’è mai una fine.
Nel frattempo la vita
non si arrende e la gente si dà un gran da fare
tanti impegni
tante storie
con l’inutile idea di colmare
la mancanza di una nuova coscienza
di una vera coscienza.
È come se dovessimo riempire un vuoto profondo... E allora ci mettiamo dentro: rimasugli di cattolicesimo, pezzetti di sociale, brandelli di vecchi ideali, un po’ di antirazzismo, e qualche alberello qua e là.
La decadenza
che viviamo
è un malessere
che ti prende pian piano.
È una specie di assenza
che prevede una sosta obbligata
è la vita che medita
ma si è come assopita.
Siamo vivi
malgrado la nostra apparenza
come uomini al minimo storico di coscienza.
È come se la vecchia morale non ci bastasse più. In compenso se ne sta diffondendo una nuova che consiste nel prendere più che altro in considerazione i doveri degli altri… verso di noi. Sembrerà strano ma diventa morale tutto ciò che ci conviene. Praticamente un affare.
La decadenza
che subiamo
è uno scivolo
che va giù piano piano.
È una nuova esperienza
che ti toglie qualsiasi entusiasmo
e alla lunga modifica il tuo metabolismo.
Siam lì fermi
malgrado la grave emergenza
come uomini al minimo storico di coscienza.
E pensare che basterebbe pochissimo.
Basterebbe spostare a stacco la nostra angolazione visiva. Guardare le cose come fosse la prima volta. Lasciare fuori campo tutto il conformismo di cui si è permeata la nostra esistenza. Dubitare delle risposte già pronte. Dubitare dei nostri pensieri fermi, sicuri, inamovibili. Dubitare delle nostre convinzioni presuntuose e saccenti. Basterebbe smettere di sentirsi sempre delle brave persone. Smettere di sentirsi vittime delle madri, dei padri, dei figli, mariti, mogli... quando forse siamo vittime solo della mancanza di potere su noi stessi. Basterebbe smascherare, smascherare tutto: smascherare l’amore, il riso, il pianto, il cuore, il cervello. Smascherare la nostra falsa coscienza individuale.
Subito. Qui e ora.
Sì, basterebbe pochissimo. Non è poi così difficile. Basterebbe smettere di piagnucolare, criticare, affermare, fare il tifo e leggere i giornali. Essere certi solo di ciò che viviamo direttamente. Rendersi conto che anche l’uomo più mediocre diventa geniale se guarda il mondo coi propri occhi. Smascherare con coraggio qualsiasi falsa partecipazione. Smettere di credere che l’unico obiettivo sia il miglioramento delle nostre condizioni economiche perché la vera posta in gioco è la nostra vita. Basterebbe smettere una volta per tutte di sentirsi vittime del lavoro, del denaro, del destino e persino della politica, perché anche i cattivi governi sono la conseguenza naturale della stupidità degli uomini. Basterebbe opporsi all’idea di calpestare gli altri, ma anche alla finta uguaglianza. Basterebbe smascherare le nostre presunte sicurezze. Smascherare la nostra falsa coscienza sociale.
Subito. Qui e ora.
Basterebbe pochissimo. Basterebbe capire che un uomo non può essere veramente vitale se non si sente parte di qualcosa. Basterebbe smettere di credere di poter salvare il mondo con l’illusione della solidarietà. Basterebbe ormai rendersi conto che la crescita del mercato è necessaria alla nostra sopravvivenza, ma che la sua espansione inarrestabile ci fa diventare sempre più amorali e più stupidi. Basterebbe abbandonare l’idea di qualsiasi facile soluzione, ma abbandonare anche il nostro appassionato pessimismo e trovare finalmente l’audacia di frequentare il futuro con gioia. Perché la spinta utopistica non è mai accorata o piangente. La spinta utopistica non ha memoria e non si cura di dolorose attese.
La spinta utopistica è subito. Qui e ora.
Io come uomo
Io vedo il mondo
Come un deserto di antiche rovine.
Io vedo un uomo
Che tocca il fondo ma forse al peggio non c’è mai una fine.
Perché non c’è nessuno
che dia un senso
alle cose più semplici e vere
alla vita di ogni giorno
all’urgenza di un uomo migliore.
Io vedo un uomo
solo e smarrito
come accecato da false paure.
Ma la vita non muore
nelle guerre
nelle acque inquinate del mare
e i timori
anche giusti
son pretesti per non affrontare
la mancanza
di una vera coscienza
che è la sola ragione
della fine
di qualsiasi civiltà.

Sunday, 6 September 2009

Massa e Peso

La differenza non sempre la si capisce, per percepirla bisognerebbe "cambiare aria" o meglio cambiare pianeta. Se noi si vivesse su Marte (sarà un caso l'esser marziani? :) ) si peserebbe meno, la massa di Marte è inferiore di quella della Terra, l'attrazione che esercita sui corpi pure.

Ci sono giorni che bisogna essere terrestri per forza, qui si vive e con questa realtà si interagisce e talvolta ci si sente molto, troppo, pesanti.
Ci sono giorni che si vorrebbe avere una bilancia a braccia uguali per misurare la massa della nostra Anima, per capire se essa sta diventando sempre più pesante e greve da sostenere oppure per capire se tutto si sta muovendo nella giusta direzione, quella della leggerezza che poi porta al volo. Sì, credo che le Anime leggere volino libere attorno a noi, per loro il suolo non è una discontinuità tra cielo e terra, Anime speciali che conoscono lo schianto ma anche il volo pindarico.

Il corpo tutto è lo specchio dell'Anima, nessuna parte in particolare esprime ogni cosa, ogni singola parte esprime qualcosa. Credo che saperlo leggere sia un dono raro, credo che lui sia la nostra bilancia a braccia uguali. Per ora sono ancora un ignorante analfabeta. Credo che il corpo sia l'interfaccia muta per un linguaggio universale.

Sette chili in sette giorni, se non ricordo male, era lo slogan di una dieta dimagrante che probabilmente procurava più danni che benefici.
Sette chili in sette giorni è il verdetto sul mio peso, dovuto ad una dieta che non voglio di un Anima che beve mercurio quando sono debole e fragile, che respira elio solo perché sa che il mercurio porta metastasi e uccide lentamente.
Vorrei bere ciò che voglio, respirare solo aria.
Vorrei vivere su un pianeta dove la mia massa non mi pesasse così tanto. Mi chiedo se realmente lo sto cercando o se mi sto solo ingannando.


Wednesday, 2 September 2009

Gens Julia

A Roma c'è una via piccolina piccolina, da sembrare quasi minuta ma poi, quando ti fermi e ti siedi sugli scalini vicino al marciapiede, ti accorgi che piccola non è. In realtà è enorme perché contiene tutto e forse molto più di tutto. Però io mica l'ho capito il suo tutto, non fino in fondo, ma so solo che è molto.
Se ti fermi e vedi - non guardi - non puoi non rimanere colpito da quel glicine che ondeggia al vento lieve, che scapigliato fa da curioso cappello a un muro di cinta vestito a ricami di verde edera. Se ti fermi e senti, non ascolti, il silenzio ti sembra alieno nel dilungarsi al tuo interno, l'assenza di echi sa di spazio libero, nessun confine nessun muro in realtà esiste.

A Roma non ci sarà più, per un po' di tempo ma anche no, per decisione presa sicuramente, una ragazza piccolina da sembrare una minuta ragazzina ma che poi, se ci stai un po' assieme, ti accorgi che sarai sempre la "i" dell'articolo "il". Se riesci a vederla solo per un attimo, un istante, rimarrai accecato da suo sorriso che è come di folgore. Se riuscirai a sentirla in una sola nota rimarrai frastornato dai suoi pensieri come da un tuono.

Domani a Roma Lei non ci sarà, ma io voglio pensare che Roma sarà senza Lei, perché così è. Domani un aereo sarà trasportato dalla Sua leggerezza spirituale su una rotta che Lei ha già tracciato.
Nelle città si percorrono vie che trascendono la loro natura fisica sono metafisiche. Nella Vita si incontrano persone che trascendono la natura umana, sono meta-umane. E' curioso che oltre all'etimo entrambe possano avere discendenza che profuma di divino.
Ma poi ciò che conta non sono i nomi, ma questo non serve che lo dica a te, tu che già lo sai, tu che discendi da Giove.
Buon viaggio e non fermarti MAI!!!

Un caldo abbraccio,

Roberto



Sperando di non offenderti nella dedica, questa è per te!


Sunday, 30 August 2009

B-Side

Trovo curioso come la possibile lettura in un verso preferenziale piuttosto che in un altro possa generare una successione di suoni differente sviluppando una serie di canzoni, in via del tutto generale, senza ripetizioni. Eppure il supporto fisico, il nastro, è lo stesso cambia solo il modo con cui lo si legge. Il lato da cui lo si "prende".
Ma non è di questo di cui vorrei parlare, non di lati e di musicassette, ne di riproduzioni musicali anche se l'analogia è presente.

Un'amica, riferendosi al mio blog, mi ha detto qualcosa del tipo (scusa ma ora non ricordo bene di preciso): "Però di persona,- interattivamente aggiungo io - non sembri così malinconico come sul blog..." così come in questi miei monologhi sottintendeva. Beh, sai è che qui si decide se passare o no, se lasciare una traccia o fuggire a gambe levate, nella vita di ogni giorno evito accuratamente l'esposizione di certi miei pensieri. Nella vita di ogni giorno tento di mostrare solo un lato , il mio lato-A, celando per quanto possibile quel lato-B, B come Blue appunto. La gente ha già troppi pensieri e tribolazioni per stare a sopportare anche le mie pene, o meglio, penurie di felicità. Talvoltaa riesco in questo mio proposito.
Qui, in questo mio B-Side, scrivo ciò che sento e provo, ciò che è inutile ripetere o spiegare altrimenti, perché non sarebbe capito nella sua essenza. Ben inteso parlo di nulla di speciale e poco in particolare e sicuramente pure in malo modo. Vorrei cambiare il colore di questo mio lato-B ma ora non ci riesco, forse non voglio riuscirci. Sicuramente la mia meta non è il posto che frequento ora.

Come mi succede, ormai sempre più spesso nei momenti di non-lavoro, la casa non mi contiene, devo uscire e muovermi. Devo distendere i pensieri con passi, pedalate, bracciate, non centra, ciò che conta è non rimanere in questo perimetro limitato.
Oggi il tempo non prometteva bene, cielo plumbeo sopra la mia testa con chiare scie biancastre di pioggia a nord, sapevo che il temporale estivo mi avrebbe colto. Sono uscito lo stesso, il vento che soffiava in direzione opposta mi diceva "Rientra!", io lo schernivo e volgendogli le spalle lo sfidavo, già camminavo sulla strada.
Dopo poco più di un'ora eccomi arrivato poco sopra il mio paesello, un campo ancora coltivato un po' fuori dalla miriade di case in costruzione, la vista della vallata brillava stupenda sotto il sole che si apprestava a chieder congedo dopo una lunga giornata di lavoro. Tic, toc, tac... la pioggia si annuncia rapida con voce di rimbalzo su foglie, pietre ed erba cerco riparo tra quei filari di viti ormai famigliari per specie e frutti, le foglie sono presto colme d'acqua il mio fragile riparo mi dice con umida voce che il suo aiuto è cessato, un pensiero rapido mi attraversa la mente... musica è l'eco lontano due canzoni mi chiamano sotto quella pioggia a camminare sul loro ritmo tra le lacrime del cielo. L'acqua non mi bagna, mi purifica, il volume è al massimo il mio canto(?) lo supera: "Questa domenica in Settembre non sarebbe pesata così...", riparto sotto quella sacra pioggia chiedendone ancora ed ancora. Le lenti si bagnano di gocce creando aberrazioni visive di un mondo che già poco capisco, tolgo gli occhiali ed apro le braccia a raccogliere quanta più acqua posso, le gocce avvolgono il corpo e mi baciano il viso che non asciugo e non asciugherò. La maglietta è ormai aderente al corpo, mi dona brividi freddi e taglienti ma non mi importa se non per un breve istante, sono assuefatto da tutte quelle sensazioni, ne voglio sempre più. Mentre un "addio" mi entra nelle orecchie e mi tiene compagnia torno verso queste mura che mi hanno visto crescere ma che non sento più mie. Non so se esisterà mai una Casa-Mia.

Il lato-A ora suona la medesima musica, quella che non mi piace perché non è completa. Quella che devo cantare per me stesso verso gli altri in questa mia pessima pantomima.
Sì, cara amica, nel vivere di tutti i giorni è bravo chi si capisce. Nella Vita si diventa soli, è una condizione involontariamente acquisita e sicuramente non congenita. Nel vivere quotidiano c'è sempre un lato-B che ci accompagna in maniera più o meno latente, talvolta resta Blue per troppo tempo, è sempre monotono nel suo cantare. Altre volte è il migliore che si può augurare, è il nostro meglio il Best-Side, che purtroppo talune persone riescono a mostrare, a cantare, a danzare in pochissime e maldisposte sequenze che offuscano il ricordo di quanto sia speciale questa magnifica colonna sonora che dovrebbe essere la Vita.

A presto,


Mio




Eskimo
Questa domenica in Settembre non sarebbe pesata così,
l' estate finiva più "nature" vent' anni fa o giù di lì...
Con l' incoscienza dentro al basso ventre e alcuni audaci, in tasca "l'Unità",
la paghi tutta, e a prezzi d' inflazione, quella che chiaman la maturità...

Ma tu non sei cambiata di molto anche se adesso è al vento quello che
io per vederlo ci ho impiegato tanto filosofando pure sui perchè,
ma tu non sei cambiata di tanto e se cos' è un orgasmo ora lo sai
potrai capire i miei vent' anni allora, i quasi cento adesso capirai...

Portavo allora un eskimo innocente dettato solo dalla povertà,
non era la rivolta permanente: diciamo che non c' era e tanto fa.
Portavo una coscienza immacolata che tu tendevi a uccidere, però
inutilmente ti ci sei provata con foto di famiglia o paletò...

E quanto son cambiato da allora e l'eskimo che conoscevi tu
lo porta addosso mio fratello ancora e tu lo porteresti e non puoi più,
bisogna saper scegliere in tempo, non arrivarci per contrarietà:
tu giri adesso con le tette al vento, io ci giravo già vent' anni fa!

Ricordi fui con te a Santa Lucia, al portico dei Servi per Natale,
credevo che Bologna fosse mia: ballammo insieme all' anno o a Carnevale.
Lasciammo allora tutti e due un qualcuno che non ne fece un dramma o non lo so,
ma con i miei maglioni ero a disagio e mi pesava quel tuo paletò...

Ma avevo la rivolta fra le dita, dei soldi in tasca niente e tu lo sai
e mi pagavi il cinema stupita e non ti era toccato farlo mai!
Perchè mi amavi non l' ho mai capito così diverso da quei tuoi cliché,
perchè fra i tanti, bella, che hai colpito ti sei gettata addosso proprio a me...

Infatti i fiori della prima volta non c' erano già più nel sessantotto,
scoppiava finalmente la rivolta oppure in qualche modo mi ero rotto,
tu li aspettavi ancora, ma io già urlavo che Dio era morto, a monte, ma però
contro il sistema anch' io mi ribellavo cioè, sognando Dylan e i provos...

E Gianni, ritornato da Londra, a lungo ci parlò dell' LSD,
tenne una quasi conferenza colta sul suo viaggio di nozze stile freak
e noi non l' avevamo mai fatto e noi che non l' avremmo fatto mai,
quell' erba ci cresceva tutt' attorno, per noi crescevan solo i nostri guai...

Forse ci consolava far l' amore, ma precari in quel senso si era già
un buco da un amico, un letto a ore su cui passava tutta la città.
L'amore fatto alla "boia d' un Giuda" e al freddo in quella stanza di altri e spoglia:
vederti o non vederti tutta nuda era un fatto di clima e non di voglia!

E adesso che potremmo anche farlo e adesso che problemi non ne ho,
che nostalgia per quelli contro un muro o dentro a un cine o là dove si può...
E adesso che sappiam quasi tutto e adesso che problemi non ne hai,
per nostalgia, lo rifaremmo in piedi scordando la moquette stile e l'Hi-Fi...

Diciamolo per dire, ma davvero si ride per non piangere perchè
se penso a quella che eri, a quel che ero, che compassione che ho per me e per te.
Eppure a volte non mi spiacerebbe essere quelli di quei tempi là,
sarà per aver quindici anni in meno o avere tutto per possibilità...

Perchè a vent' anni è tutto ancora intero, perchè a vent' anni è tutto chi lo sa,
a vent'anni si è stupidi davvero, quante balle si ha in testa a quell' età,
oppure allora si era solo noi non c' entra o meno quella gioventù:
di discussioni, caroselli, eroi quel ch'è rimasto dimmelo un po' tu...

E questa domenica in Settembre se ne sta lentamente per finire
come le tante via, distrattamente, a cercare di fare o di capire.
Forse lo stan pensando anche gli amici, gli andati, i rassegnati, i soddisfatti,
giocando a dire che si era più felici, pensando a chi s' è perso o no a quei party...

Ed io che ho sempre un eskimo addosso uguale a quello che ricorderai,
io, come sempre, faccio quel che posso, domani poi ci penserò se mai
ed io ti canterò questa canzone uguale a tante che già ti cantai:
ignorala come hai ignorato le altre e poi saran le ultime oramai...




Farewell
E sorridevi e sapevi sorridere coi tuoi vent' anni portati così,
come si porta un maglione sformato su un paio di jeans;
come si sente la voglia di vivere
che scoppia un giorno e non spieghi il perchè:
un pensiero cullato o un amore che è nato e non sai che cos'è.

Giorni lunghi fra ieri e domani, giorni strani,
giorni a chiedersi tutto cos' era, vedersi ogni sera;
ogni sera passare su a prenderti con quel mio buffo montone orientale,
ogni sera là, a passo di danza, a salire le scale
e sentire i tuoi passi che arrivano, il ticchettare del tuo buonumore,
quando aprivi la porta il sorriso ogni volta mi entrava nel cuore.

Poi giù al bar dove ci si ritrova, nostra alcova,
era tanto potere parlarci, giocare a guardarci,
tra gli amici che ridono e suonano attorno ai tavoli pieni di vino,
religione del tirare tardi e aspettare mattino;
e una notte lasciasti portarti via, solo la nebbia e noi due in sentinella,
la città addormentata non era mai stata così tanto bella.

Era facile vivere allora ogni ora,
chitarre e lampi di storie fugaci, di amori rapaci,
e ogni notte inventarsi una fantasia da bravi figli dell' epoca nuova,
ogni notte sembravi chiamare la vita a una prova.
Ma stupiti e felici scoprimmo che era nato qualcosa più in fondo,
ci sembrava d' avere trovato la chiave segreta del mondo.

Non fu facile volersi bene, restare assieme
o pensare d' avere un domani e stare lontani;
tutti e due a immaginarsi: "Con chi sarà?" In ogni cosa un pensiero costante,
un ricordo lucente e durissimo come il diamante
e a ogni passo lasciare portarci via da un' emozione non piena, non colta:
rivedersi era come rinascere ancora una volta.

Ma ogni storia ha la stessa illusione, sua conclusione,
e il peccato fu creder speciale una storia normale.
Ora il tempo ci usura e ci stritola in ogni giorno che passa correndo,
sembra quasi che ironico scruti e ci guardi irridendo.
E davvero non siamo più quegli eroi pronti assieme a affrontare ogni impresa;
siamo come due foglie aggrappate su un ramo in attesa.

"The triangle tingles and the trumpet plays slow"...

Farewell, non pensarci e perdonami se ti ho portato via un poco d' estate
con qualcosa di fragile come le storie passate:
forse un tempo poteva commuoverti, ma ora è inutile credo, perchè
ogni volta che piangi e che ridi non piangi e non ridi con me...




PS: ciò che è evidenziato in grassetto non appartiene a me e, credo, a nessuno in particolare, per questo credo (mi si scusi la presunzione) possa appartenere a tutti...

Saturday, 22 August 2009

Colin-Maillard

Ossia mosca cieca. Ve la ricordate? Sì, credo proprio di sì. Circa una decina di giri su noi stessi aiutati dai compagni di gioco, l'orientamento che svanisce assieme all'equilibrio in un mondo nuovo fatto di oscurità artificiale e poi, dopo un breve barcollamento, comincia la ricerca. Braccia tese in avanti con i palmi aperti e le dita tese a tastare l'aria in cerca di ostacoli che al primo tocco sembrano appartenere a mondi alieni e poi, dopo una sommaria analisi, li si riconduce ad una realtà nota. Nella mosca cieca il compito, lo scopo, è quello di cercare i compagni di gioco che ti toccano e ti stanno attorno canzonandoti, intercettarli per poi riconoscerli. Nella mosca cieca si inciampa spesso, talvolta si cade con schianti che possono essere tremendi ma anche li sta il bello del gioco.

Nel volo della mosca, l'insetto, la cecità di certo non esiste eppure la trasparenza vitrea degli infissi la può mettere in crisi. Impazzita come una pallina da flipper continuerà a prendere paurose capocciate contro una realtà che non percepisce nella sua pienezza. Perché? Eppure non le manca niente.

Ora, o meglio, da un po' (eufemismo? :D ) mi sento come durante il gioco, in una ricerca continua a tastoni in questa realtà che però, e questo è innegabile, percepisco con tutti i cinque sensi. Anche a me manca qualcosa, come la mosca. Incedo nel mio quotidiano camminare a passo di bradipo eppure, nonostante la lentezza dei movimenti, gli schianti sono stati portentosi.
Ora sento il vuoto spinto nella mia testa, dentro. Un cervello senza ragione sospeso in una stasi che non riesco a tramutare in estasi. Mi sento come uscito da una centrifuga impazzita dove l'oblò preso a testate non era la via di fuga, il pulsante di stop era l'azione giusta. Ora non capisco niente. (eufemismo ancor più grosso del precedente :D)
Fermarsi quindi? No, non ora, sarei finito da subito, muoversi più in fretta? Forse sì, quando sei tutto un livido, quando hai male, per farti soffrire basta anche una carezza quindi ne vale la pena.
Una domanda però: e mettere gli adesivi sui vetri no?!?!?!?!?

No, non voglio essere triste, non mi sta e mi fa bene. Sono stato sereno e felice sul tetto del mondo. No non lo voglio per me e per nessuno.

Mio


Cercando è uscito questo, chissà cosa dice il testo...


Thursday, 20 August 2009

Buon Viaggio!

Non è passata mezzora, forse neppure un quarto d'ora, da quando ho salutato N. . Domani sarà in viaggio verso la "sua casa", quella che in inglese chiamano Home, quella degli affetti che non si misura solo in metri quadri ma anche nella grandezza dei sentimenti. N. andrà dall'altra parte del mondo, forse vedersi diventerà un impresa titanica, ma può darsi che mi sbagli.
N. ti ho salutato in fretta forse, scusa la presunzione, ci siamo salutati in fretta. Esternare le emozioni tra noi non credo che sia il nostro forte. Di tante parole che avevo in mente solo quelle più banali sono uscite spontanee, ma credo che in quelle parole tu abbia letto i miei pensieri. Mi piacerebbe forse così, è stato così.
Ti auguro di vivere e prendere tutto ciò che puoi come vuoi, le altre cose già le sai. In gamba ok?

Oggi una persona cara riferendosi a me mi ha detto: "Vedo uno che vuole essere triste a tutti i costi", ebbene anche questa volta hai visto giusto. M. forse ha detto davvero quello che ti è stato riferito, io pure lo penso!

La Vita è fatta di tante cose che mutano con e nel tempo, fatti ed avvenimenti succedono nostro malgrado, la mutazione è una condizione di statica realtà. E' l'assioma primo della Vita.
Esistono due possibilità: andarci in contro e scontrasi oppure restare fermi e scontrasi. L'analogia sta nello scontro la differenza è nell'inerzia. Muovendosi potrebbe accadere che noi si riesca a trascinare la Vita al nostro fianco, restando fermi si viene trascinati via da Lei.
Sì, hai ragione, si deve parlare solo delle cose belle e magnifiche che ci stanno attorno, di quelle brutte tacere quando assomigliano ad un lamento, urlarle quando si è in battaglia contro di loro!

Uscendo dal parcheggio sotto casa di N. ha cominciato a cantare Guide Me Home, non credo che sia stata coincidenza commosso lentamente mi sono mosso verso casa. Spero che non sia stata solo la casa fisica. Forse l'ultima carta è un asso, forse pareggerò, lo spero.

Grazie N. di questi nostri anni assieme, sei e sarai sempre una presenza preziosa nella mia vita. BUONA VITA!!!

Roberto

Tuesday, 18 August 2009

Di Stazioni, Fermate, Coincidenze e Treni Persi

Che la Vita sia un viaggio questo è sicuro, noi o ciò che ci circonda o entrambi si cambia sempre per quanto il tutto possa essere statico. Situazioni ed emozioni, incontri e scontri tracciano cieli che nella nostra esistenza ci accompagnano sempre dall'alto. Nuvole e colori, albe e tramonti si intersecano si scambiano e talvolta permangono per troppo tempo come compagni non voluti o troppo brevemente per assaporarne l'estasi.
C'è chi riesce a vivere una vita fatta di strade libere, senza divieti o sensi unici, nessun percorso obbligato ma solo bivi e decisioni. C'è chi vive una vita, a suo malgrado ma anche no, fatta di binari viaggiando tra stazioni che si susseguono senza soluzione di discontinuità, il numero delle fermate non è governabile le coincidenze così come le ripartenze ne sono una conseguenza.

Sono fermo ad una stazione che non voglio, sono arrivato in ritardo, la coincidenza è saltata chissà quando. Il prossimo treno non so quando passerà, magari non passerà proprio e scadrà il biglietto. Ora la sera sta invecchiando e la notte monta all'orizzonte, dall'alto. Sicuramente non so più chi sono, ho perso quel poco che ero, la mia compagnia mi Justify Fullpesa e quel che è peggio non riesco a renderla leggera agli altri. No, non va proprio bene.

Scusami G. di averti appesantito il week-end con la mia presenza, proprio non avrei dovuto. Bisogna stare bene per accostarsi nel modo giusto e dovuto a persone speciali quale sei tu. Non credevo di stare con tutte queste pezze al culo, ma questa non può e non deve essere una scusante.
Grazie G. per tutto quello che hai fatto, sei incredibile! Salutami ancora chi tu sai...


Mio


PS: G. non montare sui treni, non sono fatti per persone come te... ma che te lo dico a fare, già lo sai!




Sunday, 9 August 2009

Il Petalo Cremisi e il Bianco -Michel Faber

Quando mi è stato consigliato mi è stato detto essere un libro che parla di donne ho voluto leggerlo per capire e sperando di trovare un piccolo ritaglio delle vostre emozioni, della vostra intimità, fragilità e forza. (scusate se uso il "vostra" per indicarvi tutte...)
Ho cominciato questo libro come una piccola ricerca personale in un universo che si potrebbe scambiare per galassia. Che l'uomo, il maschio, almeno una volta nella sua vita erronaeamente ha creduto essere tale.
Tre sono a mio avviso i personaggi femminili principali, si racchiudono l'una nell'altra come una matriosca. Sugar il ponte tra gli estremi, Sophie la genesi nel guscio più interno, Agnes esternamente mostra la sua natura più pura nei momenti di libertà che alcuni dicono essere una patologia di nome pazzia.
L'innocenza della fanciullezza di Sophie dipinta dalla curiosità e dalla sincerità, dalla sensibilità estrema che crescendo, talvolta, lascia i bambini. Il cinismo calcolatore di una giovane donna, Sugar, che ha vissuto la fanciullezza solo per la breve durata di un soffio troppo poco per ricordarla, lasciando il posto ad una sensibilità attivabile a comando qualora il mestiere lo richieda. La libertà folle di Agnes, libertà di chi non conosce altra dimensione se non la propria, fatta di rivendicazioni contro mode ed etichette. Contro i bagli imposti a chi "è troppo debole". Poi c'è lui, il maschio della storia, William. Un uomo adulto che non vuole crescere, che crederà di essere cresciuto crogiolandosi in questa illusione. L'unica cosa che è in grado di gestire sono le attività della sua azienda di profumi, solo cose inanimate.
Sarebbe stupido, o quantomeno riduttivo, generalizzare ciò che è contenuto in queste pagine scritte con grande precisione nella descrizione di ambienti e con notevole maestria per il modo con cui viene cucito un carattere su un volto o un corpo in questa Londra di fine '800, eppure non posso negare di aver pensato che anche oggigiorno è così che gira il mondo.
Voi ora mi chiederete: "Dai sentiamo come gira...", beh generalizzando, anche se non proprio, semplicemente "gira" che l'uomo, il maschio, è un essere intrinsecamente prepotente, cinico, spietato, insensibile. Il suo passato non inciderà mai sul suo presente e quindi non sul suo futuro. Una vita agiata non modificherà in meglio la sua natura di bruto. Non così semplicemente e non così in generale, "gira" che una vita di stenti e dolore può indurire soltanto temporaneamente la corazza di protezione di una qualsiasi donna. Credo che purtroppo la fragilità sia per voi assieme la condanna, l'assoluzione e la via di fuga da questo mondo fatto di miserie. Vorrei sbagliarmi per quanto riguarda la prima, ma purtroppo guardandomi attorno non riesco a dimostrare il contrario.
Mentre leggevo questo libro, fino dalle primissime pagine, mi saltellava nella mente una canzone di John Lennon (che ho messo a corredo in questo post): sì John, concordo. Tra una riga e l'altra mi tenevano compagnia due parole che, come nascoste in secondo piano su un rigo invisibile, si legavano a quelle del libro erano quel: "Sensibile Egoista" del post precedente. Sapete, credo che questa condizione nella sua interezza e stabilità vi sia completamente preclusa. Solo il maschio, l'uomo, può accedervi riuscendo a mantenerla riuscendoci indenne barcamenandosi tra un pizzico di falsa sensibilità e un'enormità d'insensibilità.

Vorrei ringraziare Museum (ma anche qui)per il consiglio letterario, mi è piaciuto ed è stato molto interessante e potrei anche osare dire istruttivo! GRAZIE!!!

Mio


Woman is the nigger of the world (Yoko Ono & John Lennon)

Woman is the nigger of the world
Yes she is... think about it
Woman is the nigger of the world
Think about it... do something about it

We make her paint her face and dance
If she won't be a slave,
we say that she don't love us
If she's real,
we say she's trying to be a man
While putting her down we pretend that she's above us

Woman is the nigger of the world.. yes she is
If you don't believe me, take a look
at the one you're with
Woman is the slave of the slaves
Ah, yeh... better scream about it

We make her bear and raise our children
And then we leave her flat for
being a fat old mother hen
We tell her home
is the only place she should be
Then we complain that she's too unworldly
to be our friend

Woman is the nigger of the world... yes she is
If you don't believe me,
take a look at the one you're with
Woman is the slave to the slaves
Yeh (think about it)

We insult her every day on TV
And wonder why she has
no guts or confidence
When she's young,
we kill her will to be free
While telling her not to be so smart
We put her down for being so dumb

Woman is the nigger of the world
Yes she is...
If you don't believe me,
take a look at the one you're with
Woman is the slave to the slaves
Yes, she is...
If you believe me, you better scream about it

We make her paint her face and dance
We make her paint her face and dance
We make her paint her face and dance



Friday, 7 August 2009

Sensibile Egoista

Solo ora credo ci aver capito quel "Sensibile Egoista" che ti proponevi di diventare ed essere allora, quello che non so se tu sia ora. Ma questo non importa.
Quelle due parole uscite dalla tua bocca e partorite dalla tua coscienza in tumulto mi avevano fatto pensare toccando nel profondo le rigettavo con sdegno come di chi, perplesso e nauseato, non vuole sopportare oltre. In questi ultimi tempi, in questo mio barcamenarmi su una scialuppa che è più sotto che sopra la soglia del galleggiamento, l'oltre lo ho superato, forse ora capisco.
Chi non è un "Sensibile Egoista"? e soprattutto è giusto o sbagliato esserlo? Ci ho riflettuto molto, l'egoismo è nell'intima natura dell'uomo, quasi tutti lo sono. La sensibilità è una qualità che ormai va scemando sempre più. Noi si è animali sociali, non mi stancherò mai di ripeterlo, eppure si è egoisti naturali. Prima me stesso, IO, poi gli altri, forse. L'egoismo è l'atto che ci porta alla vita: "Voglio un figlio...", se così non fosse non si spiegherebbero le crisi quando il figlio non nasce; egoistica è la morte sia che essa venga scelta per mezzo di eutanasia o come atto violento.
Un "Sensibile Egoista" credo che sia quella persona che sa di non essere sola al mondo ma che ricerca il proprio piacere personale ponendosi sempre in primo piano, in testa alla classifica delle priorità personali, le scelte che vengono fatte per il proprio bene. Ben inteso non biasimo assolutamente tali persone, anzi!
Ora sarebbe da chiedersi dove sta l'Amore, nell'accezione più ampia del termine, con tutte le sue belle storielle fatte di Compagni di Vita, genitori, Amici o chicchessia che però tendono quasi sempre al loro star bene, non al far star bene disponibili a provar dolore.
Ora mi chiedo se questa è l'unica via per vivere in pace con noi stessi. Se l'unione tra rispetto e sensibilità e egoismo possano essere il giusto modo di vivere, non lo so.
Ciò che conosco e so è che essere messo al primo posto in classifica è qualcosa di davvero speciale, essere in vetta ai pensieri di una persona è unico. Chissà se tutto questo è gratuito o se è solo "Insensibile Altruismo" che noi ci si ostina a chiamare Amore.
Non si è soli al mondo, ma troppo spesso ci si trova senza compagnia, perché?

Mio


PS: La prossima è per me, per quello che non capisco ed ancora non ho.



Tuesday, 4 August 2009

Nascosto Nel Cielo

Tremila e trecento metri sopra la terra il cielo non cambia colore. Sotto l'eternità si scioglie lentamente, nulla resterà.

Tremila e trecento metri sopra la terra, un dirupo che senti amico traccia centinaia di metri di caduta libera sulla destra, le mani salde in presa su granitiche pietre come salvezza. Perché non può essere per ogni cosa così?

Tremila e trecento metri sopra la terra la pazzia della razza umana lascia il segno della sua infinita stupidità. La morte per mano violenta è sempre appollaiata nella sua coscienza.

Tremila e trecento metri sopra la terra mi sono accorto che non pensavo più alle mie inutili e futili miserie. Mi sono accorto di quanto ci pensi, per un attimo ho sentito come è bello essere liberi ancora una volta.

Qualcosa ri-muore sempre, è aborto continuo. La rinascita quella spirituale, dell'Anima, talvolta non esisiste. Nessuna "ri-Animazione" è possibile una sola possibilità, niente più.
Il ghiaccio eterno si fonde in acqua senza ritorno alcuno dal quel suo nuovo stato di fluido effimero. La cristallina solidità è non tornerà. A valle si crede essere acqua di Vita, a monte si vedono lacrime di agonia e di Morte lenta ed atroce.
A tremila e trecento metri sopra la terra, tra le mie montagne e nel mio spirito, ho capito che la Vita, per certe persone, è solo una breve e dolce nevicata che rallenta un disgelo inesorabile.

Mio


Tuesday, 28 July 2009

E Se...

... se facessi il pasticcere, no meglio il gelataio visti gli scarsi risultati di cui sotto. Ah auguri per il tuo compleanno anche se sei troppo piccolo per capire te li faccio lo stesso! (se vi domandate cosa sono quei personaggi sopra è normale... avrebbero dovuto essere Teletubbies :( ).
Tornando a prima, alla mia agognata professione futura e futuribile, mica sta scritto da qualche parte che per forza devo fare ciò per cui ho studiato una vita intera, ciò da cui ho ricevuto combustibile per andare avanti nei momenti di crisi per le sfide che mi ero andato a cercare per la mia crescita culturale.(Sì io ci credevo e ci credo in questo, sarò patetico ma è così!)
Mi sono laureato un anno e tre giorni fa spaccandomi in quattro, mandando tutto in vacca per un voto che non mi ha mai pagato le cifre che lo compongono. Da allora ho sbagliato una sola scelta, per correttezza, ma il mondo ci si pulisce il culo con le persone corrette. Ora mi trovo incipriato a merda con mezze seghe che occupano posti che, sulla base del merito, mica gli spetterebbero. Gli sciacalli doppi e falsi ottengono sempre un po' di cibo in un modo o nell'altro. (D. NON sto parlando di te ok?!)
Ed ora che si fa? Partiiiiiiiiiiiiiiii sì ok, ma per dove? Partiiiiiiiiiiiiiiiiii si ok, ma a far che/cosa? L'unico posto per il quale potrei essere accettato ora è come operaio agricolo in Nuova Zelanda. Allettante no? Ci sarebbe anche la possibilità gigolò ma come amante ultimamente (???) credo che sarei un tantino arrugginito. 'Fanculo Roberto tu e i tuoi fottuti ideali! fanno male nel di dietro vero?
Non ho più speranze, "un rame ad imbrunire su un muro" il mio destino.

Ah quasi dimenticavo, segato un'altra volta. Italia, paese dei paraculi, TI ODIO!
Non so come starò prossimamente... "Out of Control", probabilmente, nessuno lo vedrà perché veramente pochi, certe volte credo nessuno, riesce a vedermi.
A presto,

Mio



Monday, 27 July 2009

Ditemi Voi

"Sei un po' troppo chiuso",be' non posso negarlo, anzi, sottolinearlo è un dovere. E' il mio "errore" fondamentale e non so perché: I can't handle it!
"Sei, forse, un po' indeciso e poco curioso". Uh, uhm... mah... perplesso ci ho pensato, questo giudizio mi ha colto alla sprovvista. Non mi reputo come tale e perché so che il "forse" è stato un cauto eufemismo dettato dalla tua gentilezza. Grazie della schiettezza, te l'avevo chiesta e me la hai concessa l'ho apprezzata!

Sai, rimuginandoci sopra, credo che tu abbia colto i sintomi che si palesano nel mio agire quotidiano. Però il male, perché di questo figurativamente si può parlare, è un altro. Il male è che decido di non scegliere perché credo, in larga misura, di sapere cosa è bene e cosa no a priori. Ho l'albagia di poter giudicare le conclusioni prima senza calarmi nelle situazioni derivanti d'azioni, senza mondarmi oppure sporcarmi con la realtà.
Ciò che hai notato sono due facce della stessa medaglia, il metallo coniato a PRESUNZIONE è quello che le lega sui due lati. Decido ciò che mi interessa esploro solo ciò che mi incuriosisce. L'autoreferenzialità in me limita gli interessi e fa decidere per poche cose, talvolta futili.
E dire che sono migliorato, e dire che si mi avessi conosciuto un po' prima, neppure tanto, credo che mi avresti scuoiato vivo dall'irritazione che ti avrei causato. Per fortuna ora da quello riesco a salvarmi in parte. :)
Come fare? Cosa fare? Domande alle quali trovo una risposta difficile ed insicura, questione di volontà ma pure d'istinto. Sicuramente non razionale perché, per quanto possa valere da parte mia, tu hai ragione! Questo è ciò che esce, l'acqua inquinata alla fonte. E' da li che "si beve".

Sicuramente non sono niente di speciale, e non ho la pretesa di esserlo fondamentalmente per quanto detto sopra e altro ancora. Sicuramente voi care lettrici e lettori, silenti o commentanti, che di qui passate di tanto in tanto, a voi chiederei un giudizio sui miei difetti che da qui traspaiono. Mi farebbe piacere davvero! Ah, ben inteso, nessun fronzolo o formalismo diretti, schietti e taglienti.
Grazie e buona settimana a tutti!

Mio

Tuesday, 21 July 2009

Il Cammino e Il Volo

Una dimensione vi separa, una sola, la terza. Chi cammina giace su di un piano, se è inclinato è possibile esplorare l'altezza o la depressione ma solo a piccoli tratti. Movimenti infinitesimi e ortogonali ne descrivono il moto nel camminare su questa terra, in questa Vita.
Puro, senza compromessi, tutto o niente, padrone assoluto dello spazio tridimensionale è chi sperimenta il volo, l'unico sostegno è il fluido in cui è immerso. Nulla più. Pesante come morte fredda è la caduta di chi decide di chiudere le proprie ali, verticale è lo schianto. Ascesa inesorabile verso una fine infinita è la rincorsa per trovare una meta oltre, sopra un capo mai chino, mai domo, nel puntare il Sogno.

Gente che volate, Gente senza paura. Gente incosciente e razionalmente perduta nella ricerca dei vostri limiti, cosa costudite dentro il vostro volo? Qual è il senso? Di Magia bianca e fulgida è la scia che tracciate nel firmamento delle vite che attraversate, Nera è in quella che lasciate.
Per volare dicono servano le ali, dicono che bastano pensieri e Sogni. Vero, verissimo ma tutti e tre i fattori devono coesistere, condividere lo stesso spazio, altrimenti la meta diventa chimera, la speranza pura e algida illusione.
Sono sul suolo di questo mio misero pianeta e guardo altrove dal limite estremo del mio Essere, ultima propaggine sospesa su quel vuoto che mi attira, che mi chiama ancora e ancora. Ti abbraccerei se non sapessi che ali non ho, che l'unica cosa che ORA posso sbatacchiare nell'aria sono solo adunchi arti atrofizzati da una Realtà ipertrofica.

Mio



Friday, 17 July 2009

L'unico SE che conosco

Se parto la porto in cima!
Funziono così, ad obiettivi, mettetemi davanti una meta ed io ci arriverò. Il tempo, l'impegno, la dedizione, il sacrificio non mi spaventano perché contano poco. Se è la che HO DECISO di arrivare la arriverò efficacia sarà la mia compagna, efficienza la mia amante da conquistare passo dopo passo.
Se parto la porto in cima! Senza compromessi, mezze misure. Io punto, e quando punto, poche cose mi scappano. Sono un cagnaccio, non mollo, inseguo da lontano, mordo da vicino, sfianco sempre.
Oggi due eventi si sovrapporranno, entrambi potrebbero essere lieti o amari come il sangue che ormai inquina queste mie vene. Oggi si diventerà adulti una volta di più, giorno di eutanasia se non verrò capito nel mio profondo, nei miei sentimenti, nelle mie più intime intenzioni e passioni. Le possibilità di errore e di incomprensione saranno molte, infinite. Il linguaggio naturale come limite invalicabile, come mezzo di locomozione di pensieri di per se malfunzionante. Se poi è straniero varrà quasi nulla. L'ultima battaglia di questa mia guerra, sono un soldato in prima linea ho finito le munizioni, sono mutilato. Fuori dalla trincea mi aspetta l'ultimo assalto all'arma bianca. Cazzo perché? Doveva essere già finita da un pezzo! Cazzo perché tutto si deve sovrapporre, cazzo!

Se parto la porto in cima! Vorrei guardarvi ad uno ad uno dritto negli occhi, ucciderei come niente ogni vostro dubbio, ogni perplessità. Ne sono assolutamente sicuro. Purtroppo non ci si guarderà, purtroppo, forse, non avrete mai a che fare con un cagnaccio come me, un cagnaccio che brama solo delle vostre calcagna! Capite? No, non mi capite, lo so e NON fa ASSOLUTAMENTE lo stesso.

Mio



Soundtrack su gentile suggerimento e concessione di Bak:

Friday, 10 July 2009

Di Tristezza e di Felicità: Domande

Cosa farai? Dove andrai? Cosa, chi vorrai diventare? Sono domande che contano? Il futuro quanto conta e soprattutto come conta?
Il futuro vale la felicità che può dare, quello che è in grado di riservare. Un futuro triste vale come una realtà piatta e monotona.
Cosa fai? Dove vai? Cosa o chi sei? Una realtà di sorrisi e calore, di felicità ed amore può annullare un futuro di incertezze. Il futuro lo si costruisce un secondo prima che nasca, somma incoscienza che talvolta mi sembra la chiave dell'eterna saggezza.
Adattarsi alla realtà non è mai facile, eppure c'è chi nella realtà che vive ci sta bene, ha il sorriso splendente. Una vita felice tutt'attorno.
Inseguire un Sogno non è facile, per farlo alla sera ci si lecca le ferite del giorno, certi riescono a riservare per chi li circondano un sorriso continuo a tratti, altri una tristezza continua. Comunque sia il breve splendore che mostrano è nullo in confronto a quello che hanno nelle loro corde, lo ho visto sapete? La vita da quella parte del cielo è meno felice.

Non ho e non posso avere la presunzione di capire i Sogni della gente che incontro ed appena conosco, però mi piace capire, o almeno raccogliere elementi per tentare di capire, la tristezza e la felicità della gente. Il segreto che si cela dietro questi misteri.
La felicità così come la tristezza ora, al presente, sta nei ricordi collezionati prima, nella loro intima natura. Il presente deriva inevitabilmente dal passato, quindi il futuro è nel presente. Banale lo so, è un segreto svelato e vecchio come il cucco, però mica riesco a capirne il messaggio, ora mi sembra criptato.
Ho visto gente inseguire un Sogno, riuscire a perseguirlo fino all'ultimo, vivere il presente assaporando un domani ancora ignoto. Ora sono felici e sereni, hanno conquistato ciò che volevano.
Ho visto gente spremere la realtà fino all'ultima goccia, vivendo ogni singolo momento con un fine presente, per un futuro che poi si penserà. Ora sono felici e sereni anche loro, hanno conquistato ciò che non si erano posti come obiettivo primario.

Io che mi barcameno in questa realtà che non capisco, in un Sogno che vedo allontanarsi, io che per me sento felicità e serenità come presenze svanite da troppo tempo mi chiedo dove sta l'errore. Il presente ne è una dimostrazione, il futuro ne sarà una conseguenza.
Per me coniugare Sogno e realtà è la cosa più difficile che si possa fare, riuscire a tappare le falle di una vita muovendosi verso il futuro mi sembra un'impresa improbabile.
Talvolta sono tentato di pensare: "Già ma voi potete farlo, voi avete le basi che io non ho, voi potete perché avete sicurezze che io mai raggiungerò, voi potete perché non conoscete me, la mia storia...", STUPIDO, EGOCENTRICO e IGNORANTE PERDENTE! così mi sento dopo analizzando queste mie pare mentali. Darsi giustificazioni è non assumersi le colpe. Le giustificazioni devono venire da terze parti e, comunque sia, il più delle volte non devono essere di conforto.
Sono consapevole di vivere un presente di Errore che può portarmi ad un futuro di Orrore. Capirmi ora nella realtà è l'unico modo per costruire il mio Sogno dopo sapendo che comunque i fondi potranno finire prima di compiere l'opera. Sì, lo so, banale pure questo, evidentemente è il mio valore ora.
Buon week-end lettrici e lettori commentanti o silenti che siano!

Mio





I Can't Explain

Got a feeling inside (Can't explain)
It's a certain kind (Can't explain)
I feel hot and cold (Can't explain)
Yeah, down in my soul, yeah (Can't explain)

I said ... (Can't explain)
I'm feeling good now, yeah, but (Can't explain)

Dizzy in the head and I'm feeling blue
The things you've said, well, maybe they're true
I'm gettin' funny dreams again and again
I know what it means, but …

Can't explain
I think it's love
Try to say it to you
When I feel blue

But I can't explain (Can't explain)
Yeah, hear what I'm saying, girl (Can't explain)

Dizzy in the head and I'm feeling bad
The things you've said have got me real mad
I'm gettin' funny dreams again and again
I know what it means but

Can't explain
I think it's love
Try to say it to you
When I feel blue

But I can't explain (Can't explain)
Forgive me one more time, now (Can't explain)


I said I can't explain, yeah
You drive me out of my mind
Yeah, I'm the worrying kind, babe
I said I can't explain


Wednesday, 8 July 2009

Io ci ho ...

Io ci ho un'amica che se ne trovano poche nella Vita. Il suo nome ora non conta, il mio pensiero giungerà comunque.
Ci si è conosciuti per il caso ma non a caso. Lei, la mia amica, è un concentrato di serenità estatica, inquietudine estetica. Ogni cosa la turba perché ha gli occhi che riescono a cogliere la bellezza che sta oltre il dettaglio fisico delle cose, un dono che ho visto manifestarsi solo in poche persone che io abbia mai conosciuto.
Le parole con lei, a differenza di me, sono sempre in ritardo sulle azioni. Certe volte mi chiedo se non sarebbe più corretto che lei parlasse al passato quando rivolge i propri pensieri al futuro... sì, sarebbe più corretto sai?! Te lo ho già detto ma te lo ridico: SEI UN'AZIONE VIVENTE!!!
La mia amica affronta i giorni con passione perché è il suo esclusivo modo di vivere, altri non ne conosce, riesce così a rendere unico ogni secondo, il tempo con lei si ferma ed aspetta che lei delicatamente pennelli il ricordo sulla sua anima. Purtroppo, per questo, talvolta ha preso batoste che pochi avrebbero sopportato, per fortuna mia e di altri che hanno avuto il privilegio di conoscerla, ha sempre avuta la forza di andare avanti, pochi pentimenti, nessun cedimento sempre a testa alta a passo di danza.
Io ci ho un'amica che tutti vorrebbero che sono stato fortunato ad incontrare. A tutti voi auguro di trovare amicizie come lei.
SEI e nulla più. Perché è la massima espressione a cui una persona può puntare!

Mio



Monday, 6 July 2009

Ingresso Libero -Rino Gaetano

Certe musiche vengono a cercarti, ti prendono in ostaggio e poi, con silente ed inesorabile facilità, ti si attaccano alla realtà che stai vivendo e li resteranno per sempre come colonna sonora di ricordi che torneranno sempre alla ribalta quando saranno chiamati dalla voce di quelle note. Musiche che si ameranno per sempre, musiche come di carceriere di ricordi. Musiche da sindrome di Stoccolma.
A me è venuto a cercarmi Rino Gaetano attraverso i pensieri di Museum (dateci un occhio, li da Lei, non ve ne pentirete!!!), ha bussato da me con il suo primo album: "Ingresso Libero", la realtà allora era la frenesia estatica di un Sogno ora praticamente svanito, vacuo, andato come lo la nebbia quando il sole carica all'orizzonte. Solo il ricordo di quelle sensazioni è quello che resta ora.

Un ragazzo (sì perché purtroppo o per fortuna è quello che mi sento) che pedala a tutta forza con alle calcagna impertinenti ciclisti che gli "succhiano la ruota" senza ritegno, senza chiedere il permesso, lo scatto del comando meccanico secco e metallico annuncia il rapporto che cala. La velocità aumenta il respiro ed il cuore la seguono, la tua voce si propaga tra urlo e preghiera in uno sfogo implorante: "A Kathmandu non c'eri più ma ho visto i tuoi occhi sull'asfalto blu...", un pazzo avranno pensato quelli dietro di te, può essere.
E poi c'è il ritorno la parte seria di tutte le cose. Quella difficile, per fortuna alla fine mi tengo quasi sempre la discesa, dopo un ultimo strappetto che l'allenamento a reso ormai meno ripido, quasi dolce. Ci sei tu che lasci il manubrio per raddrizzare la schiena prenderti tutta l'aria che vuoi, superando auto di turisti e lavoratori ferme in coda da un lato e auto che passano sull'altro, la musica che corre ancora nel corpo che è cassa di risonanza, l'orecchio teso che aspetta il ritornello "Tremila città tremila villaggi la sagoma bianca striata dei faggi..." conti le battute e poi esplodi con ancor meno discrezione librando nell'aria, pur non sentendolo, un quanto mai stonatissimo "Rimane una vecchia che salta con l'asta!" e con le mani libere mimi il per te improbabile assolo di chitarra che chiude la strofa. Un pazzo avranno sicuramente pensato, beh non posso contraddirvi.

Ci sarebbe da dir che questo album è stato una clessidra nelle sere dopo lavoro, nelle quali tenti di costruire una corazza che da tempo sai essere troppo debole per sostenere le tue leggerezze. Sai che senza forse sarebbe pure peggio.


Se posso consigliarvi, ascoltatelo davvero! Io proseguirò con il successore che già ho cominciato ad assaporare, è delizioso!
Ringrazio Yuki (che poi è anche Museum, ma anche AKA e Prisma e DJ :D ) per avermi Gaetanizzato non attraverso un consiglio esplicito ma con i suoi pensieri e le sue emozioni dipinti in quadri di luminose parole. Per avermi dato una colonna sonora che supportasse i miei pensieri allora, e sicuramente anche dopo, un qualcosa che da troppo tempo mi mancava. GRAZIE!!!
Buon ascolto, a presto.

Mio







Friday, 3 July 2009

Ieri, Oggi, Domani

Domani E&D si sposeranno, non sono molto più vecchi di me, saiamo quasi coetanei. Mi chiedo perché lo fanno, sì ok praticamente hanno trascorso assieme un terzo della loro esistenza, ma questo non centra, almeno così credo. Si sono conosciuti all'università nell'età del Sogno e della speranza, hanno costruito assieme il loro piccolo reame e domanici porranno sopra il LORO sigillo araldico.
Sapete, mi chiedo se sognano ancora quei loro Sogni separati o se adesso ciò che conta è solo l'altro, l'altra. Mi chiedo se questa scelta di condivisione, ben inteso non la loro in generale!, non sia altro che un rifugio sicuro, il rifiuto delle insicurezze di una vita sola. La scelta razionale per un futuro con meno problemi possibile. L'adattarsi al bene e non cercare oltre, il meglio.
Forse pure io ci starei pensando ora, forse parlo in questo modo perché non ho avuto la loro medesima fortuna (anche se fortuna non è la parola adatta...), e mi interrogo chiedendomi: "E se fosse questo il vero Sogno? La vera completezza?", non lo so, quando capii che una laurea sul cuscino accanto al mio era più fredda di un corpo d'abbracciare tutto era finito da un pezzo senza possibilità di ritorno alcuno! Non so se E&D, così come molte altre coppie sono sostenute nell'alimentare l'uno il sogno dell'altra e viceversa. Ve lo auguro!
Una cosa ormai so per certo ed ho capito in ritardo rispetto a molti, tanto per cambiare, ed è l'esistenza di Anime simmetriche le uniche che possono realmente incastrasi a vicenda, l'una nell'altra. Anime che riescono a fondersi in infiniti punti di contatto. Il solo pensare a questo mi mette una paura atroce, perché il credere di trovare un simile tesoro non potrà mai essere dimostrato come falso fino al primo punto di non contatto, al più grande dei Dolori.
"... And you and I climb, crossing the shapes of the morning. And you and I reach over the sun for the river. And you and I climb, clearer, towards the movement. And you and I called over valleys of endless seas."

E' certo, ormai sono fuori controllo, i miei comportamenti ne sono la dimostrazione, i fogli sparsi sulla mia destra la conferma. Un passo oltre e non so proprio cosa mi potrebbe capitare, tento malamente di resistere alla corrente perché il baratro è li, lo vedo, fagocita tutto. Il lavoro saltuario è finito, gli "altri" non si fanno sentire, una gran brutta settimana è alle porte, cercherò di inventarmela.
Questo periodo mi sta aiutando nel capire una cosa di me stesso, un mio lato oscuro, il perché di certi miei atteggiamenti, l'eccessiva durezza, se non la rabbia, verso quelle persone care che, purtroppo, non riescono a capirmi. Il solo dover spiegare il mio stato d'animo mi irrita, scusate c'è bisogno che ve lo spieghi? fate uno più uno non è difficile sapete? Le mie reazioni sono maleducate ed esasperate, se poi mi si prospettano teoremi quali: ""Buttati in politica...", oppure "Entra a fare l'insegnate..." e l'immancabile italica chiosa: "Se vuoi posso chiedere a...", be' allora conto fino a tre (perché a dieci mica ci arrivo) ed esplodo con: "IO di certe cose non ne voglio sapere ASSOLUTAMENTE, se devo fare l'insegnate lo faccio per passione, così come il politico non per soldi ok? perché in entrambi i casi non si lavora su di me! Eppoi come politico durerei dieci minuti perché ho le mie idee, non mi allineo supinamente alle decisione di altri. NON sono comprabile ok?!?!?!", a questo punto esce la replica: "Allora sta li così...", conto fino a uno, e secco acido scontroso chiudo con "Sicuramente senza problemi! IO la notte voglio dormire!". Intanto la notte non dormo ma almeno c'è un buon motivo. Ci sono poi quelli che ti salutano e la prima cosa che ti dicono è: " Ti trovo bene, che abbronzato, sei stato in ferie..." la replica: "no, l'abbronzatura è mio malgrado" non viene capita, lo si legge sistematicamente nei loro sguardi stralunati. Ti verrebbe di spiegare ma non saresti capito, un disegno avrebbe lo stesso effetto. Lasci perdere.
Non so come andrà a finire, vedremo. So che ormai sono sfiancato per gioire ma non per soffrire di più. Tutto quello che so ora è che non sono più in grado di sostenere me stesso, ciò che ho dentro. "...Close to the edge, down by the river. Down at the end, round by the corner. Seasons will pass you by, Now that its all over and done, Called to the seed, right to the sun. Now that you find, now that youre whole. Seasons will pass you by, I get up, I get down. I get up, I get down. I get up, I get down. I get up.", chissà cosa mi aspetta dietro l'angolo, Sogno o pura visione del suo completo disfacimento con la realtà che ne conseguirà?

Ogni anima è incompleta, questo è quello che penso, l'egoismo e l'egocentrismo ci possono far credere il contrario risucendo talvolta a portarci sereni verso la morte, immensa fortuna questa per chi anima incompleta non si sente.
Ogni Anima è simmetrica, l'Amore è la dimostrazione di questo assioma, l'unicità è indicibile. Un esistenza colorata a rapide e decise pennellate di vividi colori di serenità è quella di chi ci crede assieme ad una persona che poi se ne andrà. Un'esistenza di infiniti cieli stellati è quella di chi avrà la fortuna di perdersi per sempre in quell'Anima.
Sulla simmetria sembrerebbe esserci la spiegazione di come funziona l'universo, non lo so, potrebbe essere così. Sicuramente non sul caos, un ordine, un senso lo hanno tutte le cose e le azioni, è che talvolta non lo si vede, talvolta lo si dimentica da qualche parte come le chiavi di casa. Ci si ricorda solo quando si vuole entrare o uscire, non potendo fare ne l'uno ne l'altro.
Dove ho lasciato le mie chiavi?

Mio


Questo è per ricordarti, Grazie Jim!






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  • Ingresso Libero -Rino Gaetano
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