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Tuesday, 14 April 2009

Psicomagia -Alejandro Jodorowsky

Prima di tutto ringrazio Bak per il consiglio letterario che mi ha fatto veramente piacere, mi ha davvero interessato!
Questo delizioso libro contiene il pensiero di Alejandro Jodorowsky in merito a quello che potrebbe essere definito come un approccio surrealista alla psicoanalisi, la psicomagia.
Dopo aver visto alcuni video in internet che mostravano la pratica di questa disciplina sono rimasto affascinato e incuriosito ma, come spesso mi accade con certe materie di studi, pure restio e diffidente nei risultati che venivano mostrati; quindi alla prima occasione utile eccomi proiettato in libreria a cercare il testo e, dopo aver finito Kim (purtroppo non riesco a leggere in multitasking :( ), ho cominciato a divorarlo lentamente.
Sono stato subito colto dal pensiero che, erronaemente, credevo appartenere a qualcosa di poco scientifico o comunque poco formalizzato, ma poi mi sono ricreduto sulla base delle mie esperienze personali. Dopo poche pagine, poche risposte alle domande dell'intervistatore c'era assonanza di pensiero e ho trovato parole che esprimevano ciò che in me era solo qualcosa di offuscato e nebuloso. Parole di paure, timori, sogni ed emozioni. Ben inteso non è che mi è stat aperta una via ma mi è stato mostrato qualcosa che prima non ponderavo: ponendomi quesiti e miettendomi di fronte a certi aspetti interiori che da tempo mi tediano non poco. In tal senso, e non solo, la lettura è stata incredibilemte stimolante.
Leggendo questo libro ho avuto la conferma su certezze che ormai credo ineluttabili, la prima di queste è che noi siamo il nostro più grande problema, noi siamo la nostra più grande, facile ed unica soluzione. Nulla più.
Non so se con queste poche e povere parole vi convincerò nella lettura, spero che i link qui inseriti possano fare di meglio e poi confido sempre nella vostra curiosità che riesce a bilanciare sempre qualsiasi mia defezione.
Tra non molto vorrei scriver un post liberamente ispirato da questa lettura sulle riflessioni che sono nate in me. Certe centrano altre esulano dal contenuto del libro ma personalmente ci ho visto molta correlazione.
A presto quindi,

Mio


PS: Grazie dell'invito Bak! Devo rivedere un paio di cose e poi lascerò qui, e se vorrai pure da voi ma richiederà un po' di tempo, un frammento della mia testimonianza.


Thursday, 9 April 2009

Kim -Rudyard Kipling

Lo ho letto perché volevo capire meglio il personaggio di Kim ne: "Il sentiero dei nidi di ragno" di Calvino. Quel Kim ora è rimasto appeso come allora, vorrà dire che rileggerò il libro di Calvino. Meglio così.

Questa è stata per me una lettura strana mi spiego: mi aspettavo una svolta improvvisa un colpo di scena che non è venuto. Forse perché il colpo di scena è il libro tutto, il messaggio è nascosto in ogni singola riga per me, purtroppo, realmente criptata.
Una cosa me la sento di dire ed è che leggendo di Kim, sia nel suo essere ragazzo giovane prima e maturo poi, mi ha appassionato il suo modo di affrontare la vita con audacia e sfrontatezza sino ad arrivare al confine con la superbia per poi prontamente chinarsi davanti a quello che capiva essere uno sbaglio. Già mi sarebbe piaciuto avere almeno un po' di tutto ciò, mi piace pensare che un giorno chissà, non mi si fraintenda, non possa trovare (non insegnare ok?!) questo modo di vivere in giovani occhi anche un po' miei... dopo Nikita, naturalmente per un bambino, anche Kim mi suona bene... oddio sentimento di paternità ahhhhh sto invecchiando? ;)
E poi c'è il monaco che lo è nelle vesti ma anche nello spirito saggio, nell'introspezione continua, nell'approccio alla vita che, in quanto ad ingenuità, non è secondo neppure al suo giovane chela. C'è il suo pensiero che trovo vero e condivisibile in tutto e per tutto quando parla del destino come: "... Giusta è la Ruota, e non sgarra di un capello...", sì caro monaco TUTTO torna nel bene e nel male. E poi c'è quell'acquistare merito che credo, se viene da un gesto spontaneo e naturale, è la cosa che può portare sole onde di positività che si estenderanno concentricamente a illuminare una società che tende sempre più ad avere un ritorno personale nel condurre le proprie azioni.
A presto,

Mio

Wednesday, 8 April 2009

Anche se non...

Non Ora Ti Prego

Le montagne saranno piccole piccole
come gentili selvagge pianure sempre accoglienti.
Gli oceani enormi distese di cobalto
che solcherò con piccoli passi leggeri.
I deserti come minuscole spiaggie nascoste
nelle quali riposare
tra fiori,
dipinti con milioni di colori
profumati d'inebranti fragranze ancora ignote.

Le nevi eterne non mi gelaranno il corpo
solo il loro puro candore a riscaldarmi Anima e cuore.

Le notti di stelle ricamate,
saranno fatate e misteriose.
I giorni di sole splendenti,
saranno luce dolce e pura.

Mi sveglierò sempre tra i canti d'Amore
di una Natura in eterna primavera.
Ogni mattina come un uomo bambino
contemplerò te sospesa tra sogno e sonno
regalarmi attimi infiniti di Vita.

Mio

Soundtrack Bijou -Queen



Sunday, 5 April 2009

(Ri)Nascere: Io con Te, Tu con Me

Fermati, pensa, medita e agisci. VOGLIO riuscirci, VOGLIO fermare il corpo e la mente riacquistare il controllo di me stesso che capisco di aver perso.
Credo che sia giunta l'ora dei conti, di tirare righe e trarre le somme con me stesso; l'ora della svolta e di una nuova rivolta contro quel piccolo dittatore che da dentro mi governa, quel piccole cervello di gallina che non ha ancora capito che l'UNICO DOVERE E' REGALARSI PIACERE. VOGLIO riuscirci.
VOGLIO ritornare a RIDERE, VOGLIO ritornare a VIVERE, VOGLIO che le giornate siano monotonicamente DIVERSE, VOGLIO che le domande mi colgano solo dopo le AZIONI, VOGLIO ritrovarmi dove avevo dimenticato si postesse ARRIVARE senza cercare, senza sapere, senza capire. VOGLIO INCOSCIENZA, riVOGLIO i miei occhi di bambino aperti su un mondo che fremeva e inconsapevole mi aspettava, riVOGLIO i miei occhi ORA!
Sorridi con me e per me mia antica Amica, io farò lo stesso perché siamo inseparabili. Come accade da troppo tempo ormai ci incontriamo solo sulla soglia tra notte e giorno, a turno siamo crepuscolo e alba l'uno dell'altro. Schiavi di quel letto vuoto ma sempre caldo nel quale da troppo tempo non troviamo la pace e lasciarci andare all'Amore.
Ti Amo e ti Odio, perché so quanto sei preziosa e dolce, quanto sei traditrice e bastarda. Anche tu, come me, soffri la solitudine di chi ha conosciuto una gemella simmetrica, il suo completamento naturale.
Io e Te che, seppur da sempre condividiamo gli stessi spazi, pensieri ed istanti, ci sentiamo soli nella nostra incapacità di prenderci per mano e di tenerci compagnia come un tempo. VOGLIO che così non sia più. VOGLIO ritornare come in questa foto, lo VOGLIO ORA e dopo ANCORA!

Mio
Soundtrack: Amico Fragile -Fabrizio De Andrè



Monday, 30 March 2009

La Spesa...

Non è che mi piaccia farmi gli affari degli altrui, anzi! non mi piace per niente perché non voglio che gli altri si facciano i miei però... però mi succede ogni volta che vado a fare la spesa, quando staziono ciondolante in coda alle casse. Lo confesso, guardo la spesa di chi ho davanti, dietro e attorno. Mi piace tentare di capire persone che mi circondano sapendo benissimo di non riuscirci quindi farei meglio a dire fantasticare.
E vedi quello che dal vestire, dai capelli pettinati in un certo modo, dalle mani fine e curate ti sembrerebbe essere un ingegnere a metà sospeso tra Mc Gyver, un informatico smanettone e un bancario malriuscito che tenta di darsi un tono, pensi che ai tempi è stato sicuramente un dark e poi vedi che in mano tiene un sacchetto di pane industriale in mano, vedi che ha la fede e pensi che ha programmato la giornata e ha diviso i tempi. Pensi che lui non è capace di cucinare altrimenti non prenderebbe quel pane, pensi che sua moglie è la sua salvezza anche se... forse no, lo vestirebbe meglio e con meglio non è una questione di marca ma abbinamenti e gusti.
Distrattamente volgi lo sguardo dietro le spalle e ti trovi ad incrociare gli occhi di un uomo sulla cinquantina, fede al dito pure lui, capelli grigi che battono in ritirata su gran parte dell'ampia fronte. Ti ispira di una persona che ha trovato il quieto vivere. Poi con tentata non curanza affondi lo sguardo nel cesto della spesa e noti due pacchetti di gallette di riso ed allora pensi che, vista l'ora: uno è in pensione e due è in missione per la famiglia perché la sua pancia non è sicuramente cresciuta a gallette. Già ha trovato la pace con tutti e con se stesso.
Poi guardi avanti chiedendoti il perché dell'indugiare della fila noti sul nastro trasportatore tre bottigli di vino: un traminer aromatico, un pinot nero e un rosso che non riesci a capire, un barattolo di sale e un qualcosa che ora non ricordi. Buoni gusti pensi, sale a parte si intende. Niente fede (lo avrete notato parametro per me fondamentale, assieme all'espressione del viso, per tentare di dare un la alle mie fantisticherie), porta un vestito nero così come il cappotto e gli stivali senza tacco. L'altezza glielo permette, pensi. Il quadro della persona è sobrio e minimale, la persona curata e non appariscente. Pensi che questa settimana, probabilmente oggi o domani, avrà una cena romantica, che sicuramente non cucinerà lei (non ha comperato cibo), ma magari mi sbaglio ed è solo una festa in compagnia. Sicuramente non è alcolizzata, ti fa pensare che vorrebbe a di una compagnia (ben inteso non centra che sia donna OK?!) , di un luogo caldo dentro. Ti fa tenerezza, sicuramente non tristezza.
E poi c'è un tipo tutto arruffato che pensi che forse questa mattina non si è pettinato e che forse tutte le mattine non si pettina, avvolto in una pashmina viola-blue avvolta in larghe volute attorno al collo, indossa un giubbotto rosso, niente fede... sicuramente non sposato; ha un mp3 in tasca e la musica a tutto volume nelle orecchie, decisamente non sposato ri-pensi. Ad un tratto sembrerebbe essersi accorto di avere il volume un po' troppo alto, lo abbassa drasticamente, aspetta neppure un minuto e ritorna al volume vergognosamente alto e nell'ordine ti balena nella mente: è una tra le sue canzoni preferite, non è decisamente sposato, è anche un po' svampito, ce ne è di gente persa in giro. Ti accorgi che ha già i soldi contati in mano quindi o ha buona memoria o è abituato a comperare un kilo di yogurt. Ti chiedi se è il suo pranzo, ti convinci che non è tanto "dritto", è possibile. Sarà un maniaco di qualche dieta? Sarà un maniaco di latte e derivati? Sarà ma ce ne sta di gente strana al mondo... ... ... Sarà che a me MI piace lo yogurt a pranzo OK? e farvi gli affaracci vostri un'altra volta no?!?!?!?!? :)
Buona settimana a tutti,

Mio

Friday, 27 March 2009

Mutismo e Rassegnazione

Una penna tra le dita, sotto i polpastrelli un foglio bianco da un lato sull'altro parte di un "Application Form", l'ultima che ho mandato e l'ultima che manderò, credo.
Per questa mia ultima spedizione sarei stato disposto a percorrere tutto d'un fiato tremila chilometri tra andata e ritorno in poco più di un giorno, sarei stato disposto a fare da postino personale. Per fortuna sono riuscito a sistemare le faccende oggi, la busta gialla che contiene tutto quello che sono stato, quello che sono e quello che vorrei essere da un punto di vista puramente professionale sta viaggiando, lei. Io no, ho smesso di farlo mentre la consegnavo, ora bisogna scendere dalle nuvole e guardarsi attorno e guardarsi dentro.
Guardarsi attorno per capire che non hai ancora costruito NIENTE, non hai indipendenza e, sopratutto, non te la puoi prendere perché è un lusso. Il lavoro, quello per il quale hai studiato, manca e ti rendi conto che ti stai pure bruciando da un punto di vista professionale. Forse tutto il tuo studiare, tutti i tuoi scarifici, ma sopratutto quelli degli altri, non ne varranno MAI la pena.
Guardarsi dentro per sapere una volta ancora che non sei cambiato in niente, non ti ricordi più come si ride, non conosci la spensieratezza, sei sempre in compagnia di Malinconia e quando ti senti solo capisci che in realtà stai tenendo per mano Tristezza, tue amiche personali delle quali faresti anche a meno. Tutto il tuo pensare, il tuo essere così stupidamente chiuso, timido, introverso, incapace di azzardare quando ne avevi avuto la possibilità sta venendo a risquotere ciò che gli spetta. Il TUO personalissimo NULLA.
Guardando questa carta solcata da tratti ora scomposti, ora ordinati tratti blu intrecciati e ricamati da cancellature, mi vien da pensare che sarebbe bello poter cambiare il senso della Vita con una riga sopra un pensare ormai pesante e stantio, con un tratto vorticosamente ripetuto sopra una volontà precaria e malferma, con una croce messa li su una voce che ora più non mi chiama e più non mi incoraggia. Mia amata Circe, mia Anima perché sei ora muta?

Mio







Friday, 20 March 2009

Quando l'Oggi Non Cambia il Domani

Oggi ti dico addio abbracciandoti stretto stretto. La prossima settimana forse invierò gli ultimi incartamenti poi riporrò le speranze come si ripone un qualcosa di caro sul fondo di un cassetto. Mi adeguerò a ciò che verrà, ti cercherò soltanto come chi spera di trovare una moneta nel fondo di una tasca, distrattamente, senza illusioni così tanto per fare.
Oggi sono stato messo a muso duro di fronte alla realtà dei fatti, è vero questa spasmodica ricerca forse senso più non ha, non così almeno ma forse anche senza "almeno".
Oggi è una giornata di sole, calda e ventosa. Una giornata che annuncia che la primavera è alle porte pronta a partire di slancio in un balenare di colori e fiori, profumi e sapori, di dolcezza di languida tenerezza, da amore.
Oggi è ancora inverno, domani il giorno sarà uguale alla notte e poi crescerà ancora ed ancora come la vita fatta di speranze, io non ho più nuove speranze la mia vita si ferma qui ora.
Domani come oggi sarò messo male come un anno fa, altri motivi per fortuna, ma stessi sintomi e medesime debolezze, sempre e comunque sogni spezzati. Certe volte mi vien da pensare che per il male che fanno quando vengono a mancare non siano loro che ci tengono in piedi, il nostro vero apparato scheletrico.
Domani e domani ancora saranno giorni di riprogrammazione personale, dovrò cercare di epurare i miei pensieri da tutto ciò che ora mi nuoce, mi fa male e mi porta a non volermi più bene... quando mi son voluto bene l'ultima volta?
Domani sarà un'altra stagione ma non la mia primavera, di questo ne sono sicuro. Dovrò prendere coscienza di ciò che è realtà e distinguere il vero e tangibile dall'effimero sogno. Pensare che dovrò affermare contro voglia la ragione in me stesso mi fa capire che in fondo sto conducendo il mio Sogno lungo una strada di lenta eutanasia, strada che devo percorrere a senso unico non pensando neppure per un attimo che forse sto per condurre a morte pure una parte di me stesso anche se probabilmente è così.
Adesso, questa sera, questa notte che già so sarà pessima, domani che tornerà ad essere oggi e così via non so come starò. Ora so già di stare come non vorrei e mi basta. Certe volte penso di aver sbagliato un po' troppo nel decidere e nel NON decidere, ora so già che sbaglierò comunque.
Sapete vorrei sentire un ritmico cozzare metallico di ruote su rotaie, vorrei sentire battere quel tempo per capire se il treno è in fuga o solo sta per arrivare alla mia stazione. Purtroppo non posso permettermelo.

Mio


Tuesday, 17 March 2009

Pantomima

Vi racconto una storia che tempo non ha, dove gli attori sono sempre gli stessi immortali contro voglia. Le parti non cambiano ma i volti quelli sì, maschere per voci diverse per stessi sentimenti, stesse illusioni, stessi tradimenti.
Vi racconto una storia di stupidità operaia, ahimè necessaria ed ineluttabile per il quieto vivere di questa società industriale. Una storia di malcostume che vorrei credere solo nazionale ma che forse non lo è, perché l'ignoranza dirigenziale, di egoismo condito a cinismo ben servito su un letto di FALSA COSCIENZA.
Vi racconto la storia di un colloquio di lavoro perso nel tempo e nello spazio, perché non credevo possibile che "oggi" e "qui" fosse peggio che "ieri", "li". Eccomi, pure io sono caduto inciampando tra ideali mortali.
C'è Lui, il primo della lista, occhi chiari e buoni nascosti da lenti che mascherano in parte le occhiaie dovute probabilmente dalle sue giornate che sono sempre a due cifre. Parla diretto e schietto non insinua ma dice che le regole sono date e il gioco spetta a te, c'è da fare e, se sarai capace, farai pure dopo. Il colloquio è piacevole e forse c'è pure una lontana sintonia di pensiero. Pensi che lontano è meglio di niente. Pensi che lontano, tanto tempo fa, anche lui era "non-uguale" ma ora è cambiato e ti chiedi se sia pure mutato. Le anime, gli spiriti mutati sono i più tristi.

E c'è Lui, THE BIG BOSS, magro al punto giusto da sembrare uno-che-ci-tiene, da essere uno che ha perso il gusto pure per il mangiare, per la vita fatta di semplicità, di pioggia, di neve, di acqua, terra, nuvole e sole. Il suo pallore te lo conferma, il suo orologio importante segna le ore che manca da quella famiglia che porta al dito, non quelle che diminuiscono in vista di un ritorno a casa.
Parla diretto e schietto, con occhi chiari leggermente esoftalmici circondati da occhiaie scure parla di oneri e doveri, come il primo ma in modo diverso. Parla mettendoti ad un livello inferiore, ma non di cultura o di sapere perché chissà cosa ne capirà mai di quello che dici, ma di COSCIENZA PERSONALE, tu sai dove vuol andare a parare e non attacchi ma aspetti, ascolti e guardi con viso immoto come di chi non capisce, con occhi diretti. Lui ti guarda quasi perplesso e, dopo un breve chiarimento nel quale avrà pensato questo non capisce niente, ti chiede se si è spiegato e tu dopo una breve pausa gli chiedi, con quante meno parole possibili, se questa relazione sarà biunivoca con un linguaggio asciutto che vorrebbe minimizzare le repliche gli dici: " Sì IO le garantisco che all'atto della formalizzazione del nostro accordo manterrò fede all'impegno futuro e credo che VOI farete lo stesso no?". Breve silenzio, sicuramente ha recepito il messaggio, un piccolo sorriso quasi invisibile rabbuia i suoi occhi: "Sì, naturalmente!" risponde, lui.
Patetico, falso, infimo e meschino mi è sembrato. Pantomima di grassi grossi attori con la pancia sempre piena da un lato; realtà di magre, avizzite, madide e affamate comparse dall'altro. Questa non credo sia la mia opinione, da un lato ci sono i lavoratori che ormai sono tutti operai (specializzati dicono, loro) e dall'altro ci sono i quadri che ormai si accorgono che devono succhiare il sangue dei primi per non farne parte, li in basso sulla terra, sotto le nuvole e sole. Fieri , loro, di quel vampiristico pallore.
Sarà per tamponare una falla nella mia coscienza ma, pensando a quei licenziamenti fatti da quell'azienda ad operai che PER CONTRATTO avevano un'assicurazione di lavoro (non a patti taciti o conclamati!) ora mancante, io me la sento di mandarli a CAGARE non appena avrò un'occasione migliore, faccio bene? Faccio male? Non so, non mi importa. Mi ergo a paladino personale di una vendetta trasversale o faccio solo il MIO porco comodo? Non so, non mi importa.
Sicuramente non VOI avete la mia stima e la mia fiducia, non l'avrete mai. Sto forse diventando vampiro del vostro sangue, primo passo per esserlo di VOI altri? Questo no, io muoio di fame piuttosto che sfiorare il vostro collo. Non mi avrete mai, 'FANCULO.

Mio

Questa è per Noi che ci stiamo perdendo di vista: Pugni Chiusi -I Ribelli

Sunday, 15 March 2009

Talking About Love... How Many Times?

Io ci penso spesso perché... perché è impossibile staccarsi certe cose di dosso mica si può, sono li a colori splendenti, cupi, incandescenti. Sempre e comunque indelebili.
Provare analizzare i sentimenti è quanto di più improbabile si possa pensare perché loro germogliano in campi di pura irrazionalità, perché sono pulsioni dell'anima generate da qualcosa che va oltre la consapevolezza che passa attraverso l'uso dei sensi.
Provare a razionalizzare l'Amore non si può, ci ho provato e non ci sono riuscito (questo non implica che qualcuno lo possa fare e/o lo abbia già fatto. La ragione, per dirla in termini matematici, non appartiene al campo di esistenza dell'Amore, quindi come si fa? Come si può tirare avanti quando l'Amore si tronca lasciando in noi un'anima monca?
Pochi giorni fa ascoltavo Farewell di Guccini (canzone pericolosissima tutti avvertiti ok?), dopo poche parole ecco che la ferita, a cui più non badavo, si riapre senza ragione o spiegazione, incredibilmente e irrazionalmente. Non so come ho fatto a fermare le lacrime mute che tentavano di sfondare le mie palpebre che si ergevano ad improvvisata diga. In quello stato d'animo mi sono chiesto perché? Perché ancora Lei dopo ANNI? Li ho capito o meglio ho avuto la dimostrazione al mio teorema che credevo vero senza prova un assioma che credevo solo mio.
Per me non si ama questa o quella persona, non si amano SICURAMENTE i dettagli fisici destinati ad un inevitabile decadimento, non si ama neppure la persona nella sua interezza. Si ama l'Amore che si dona spontaneamente a quella persona.... ok ora provo a spiegarmi anche se , per me, sarà difficile. A mio parere non si ama quello che si vede nell'altro/a ma si ama quello che si sente in noi, il NOSTRO sentimento d'Amore il NOSTRO star bene. Non credo che sia egoistico, anzi, si ama ciò "che si fa" e il "come si sta" con una persona cercando di contraccambiarlo allo stesso modo. Se così non fosse l'Amore non smetterebbe quando non ci si sente più amati, il primo passo dopo il dubbio e prima del non-Amore.
Sapete, non erano i suoi occhi, le sue labbra, il suo viso, i capelli o qualsiasi altra cosa fisica, no non era questo. Era quello che nasceva in ME, quella primavera sempre nuova di emozioni che generava in ME quell'anima. Di anime preziose credo che sia "abbastanza" pieno il mondo, il risuonare in noi è già meno facile, tutto dipende da un istante che non è stato e non sarà mai unico se non si pensa che lo sia stato e che lo sarà.
Lo so, voi potreste dire: "Allora tu sei ancora innamorato di lei, di quel sorriso...", no non più e perché? Perché, come direbbe Guccini: "Non piangi e non ridi CON me!", capite?
Pochi giorni fa, quando ho sentito queste parole, ho avvertito un qualcosa che era quanto di più simile ad un pugno allo stomaco: l'aria che usciva come in uno sfogo spontaneo il mio diaframma compresso era reale... forse era la mia anima che piangeva per un Amore che manca, Amore che non ha nome proprio di persona perché è NOSTRO e nulla più!
Lavoisier diceva: "Nulla si crea, nulla si distrugge ma tutto si trasforma" in Amore credo anche che più tutto torna e tutto ritorna.

Mio


Pensieri liberamente ispirati da: "Farewell -Francesco Guccini"



Thursday, 12 March 2009

Of Mice And Men (Uomini e Topi) -Johon Ernst Steinbeck

Lo so, avevo detto che sopsendevo le letture ma il libro era piccino piccino ed era scritto a caratteri non proprio picciò... ... OK, OK ho ceduto!
Non avevo mai letto nulla di Steinbeck e devo dire che non è proprio malaccio, anzi! La lettura passa rapida e lineare insomma niente che possa mettermi in crisi e questo non è poco vista la mia scarsissima preparazione.
Senza remore, e forse con un po' di presunzione, posso dire in questo libro ho letto un fortissimo messaggio di soliderietà e questo mi ha un po' stupito visto che l'epoca nella quale scrisse il libro, era il 1936 e il "nuovo" capitalismo era ancora un bambino in fasce. (Ci sarebbe da dire, col senno di poi, "I vecchi bisogna ammazzarli da bambini"...).
Principalmente il messaggio di solidarietà sociale lo ho letto nelle figure di George e Lennie, due braccianti che condividono lavori precari fatti di fatiche ma anche sogni ed illusioni. Solidarietà come il non sognare solo per se stessi che, personalmente credo, sia quanto di più altruista si possa fare, perseguire ed inseguire un Noi in un futuro che Ci appartiene è un qualcosa in bilico tra utopie, chimere e realtà che si dovrebbe sempre volere. In questo libro ho trovato, secondo la mia chiave di lettura, espliciti riferimenti ad una visione sociale della vita, simile a ciò che nacque, in termini di movimento cooperativistico, nell'Italia dei primi del secolo. Allora non era utopia.
La morale che mi è venuta in mente è che i sogni sociali e utopici un giorno o l'altro vanno uccisi, perchè per trovare sfogo nella realtà hanno bisogno di un vivere e un sentire comune che talvolta non tutti riescono a recepire anche se si ha a che fare con "persone buone". Ora forse è utopia.
A presto,

Mio


PS: Mi chiesdo se stia qui la chiave dell'autosostentamento...
PPS: Mi ero dimenticato... GRAZIE E. per il consiglio letterario davvero buono! mica ne sbagli uno eh?! :)

Sunday, 8 March 2009

Fragilità

Un corpo troppo grande che nessuno direbbe essere così fragile, un corpo che racchiude cristalli sconquassati dai tremori di sogni che battono in ritirata a velocità doppia rispetto a quelle volontà che, incapaci, tentano di raggiungerli. Ladri lesti di emozioni andati e fuggiti dalla sua presa. Anche questa volta ci siete riusciti.
Un corpo robusto e allenato che sembrerebbe sopportare chili e chili di carico, chilometri e chilometri di fatica, che poi cede implodendo in se stesso alle torture che si autoinfligge come chi vuole incidere sulla carne viva segni indelebili del suo malessere.
Un corpo ancora troppo giovane per sembrare in lenta decomposizione, possiede tutto ciò che occorre per farlo muovere lesto e farlo sembrare desto ma è mancante in tutto il resto. Questo si sembra quando si impatta sulla superficie della gente, delle persone. Quando ci si ferma, fuori.
Questo non è necessariamente quello che si ha dentro sotto quel falso strato che mostra ora giovinezza e fisicità ma che in realtà racchiude ciò che è andato perso svanito tanto tempo fa, forse per sempre, su una via che ritorno più non ha.
Ci sono sere che troppo vicine si incontrano, come riunioni segrete di streghe organizzano tragedie sempre uguali e ripetute, tragedie di tentata autodistruzione per chi ora ha volontà debole, tragedie di sentimenti contrastanti per l'amore che non prova più per nessuno, forse neppure per se stesso. Ci sono sere in cui ti auguri che il sonno ti colga come una mano violenta che strappa ingrata un fiore da un prato lasciando uno stelo adunco e sfibrato. Ci sono sere che conti i secondi perché esse possano gettarsi in notte, in incubo o in sonno non importa, quello che conta è un ragionevole momento di incoscienza. Ci sono sere che ti auguri non saranno mattine che poi ti accorgi che fuori c'è già il sole e non importa se poi ci sarà un cielo plumbeo e non ti importa di andare verso un peggio che non credevi ancora possibile perché, forse, fa lo stesso.
E c'è questa musica che scrive parole per te, c'è lo stesso colore dentro, c'è lo stesso colore nell'aria... il colore delle mie sere, dei miei giorni. Di me che sono io e vorrei essere solo Roberto.
Scusate lo sfogo, ma se ci si ferma e ci si guarda succede... a me almeno. Eppure la giornata mi era sembrata positiva, mi sbagliavo.

Mio






Specialmente Per Voi...

Lo so che è scontato dedicarvi queste parole in questo giorno, ma credo che dispiacere non possa fare quindi a tutte voi, siate nonne, mamme, ragazze innamorate ma anche no, sole o compiutamente accompagnate, giovani o non più, amiche o anche no ex o ex-nove a voi dedico queste mie traballanti parole di chi tenta di destreggiarsi incespicando nella bellezza del linguaggio del quale non sarà mai padrone.



Donna

Cielo sconfinato di stelle tremanti
Infinito, pulsante, profondo,
Imperscrutabile ad occhi di uomo.
Estasi mai statica nell'essere ciclicamente uguale,
Stagione sempre diversa tra le mille iridescenze della tua luce.
Sei splendore, generi stupore!

Cielo sconfinato di nuvole vaganti
Curioso, mutevole, tangibile,
Sempre diverso ti consumi di noia e bruci di gioia,
Cambi d'umore ma sempre sei traditrice di vita pura,
In ogni tuo passo in ogni tua premura.
Sei sole che riscalda i cuori di uomo.

Come cielo che ancora non dipinto da artista alcuno
Siete donne voi tutte,

Piccoli granelli di sabbia che a miliardi popolano questa terra
Siamo noi uomini tutti.

Noi tutti che possiamo solo ammirarvi
Con la testa tra le mani,
Che sogniamo solo di potervi solo sfiorare.


Mio




Woman
Woman I can hardly express,
My mixed emotion at my thoughtlessness,
After all I’m forever in your debt,
And woman I will try express,
My inner feelings and thankfullness,
For showing me the meaning of succsess,
oooh well, well,
oooh well, well,

Woman I know you understand
The little child inside the man,
Please remember my life is in your hands,
And woman hold me close to your heart,
However, distant don’t keep us apart,
After all it is written in the stars,
oooh well, well,
oooh well, well,

Woman please let me explain,
I never mean(t) to cause you sorrow or pain,
So let me tell you again and again and again,
I love you (yeah, yeah) now and forever,
I love you (yeah, yeah) now and forever,
I love you (yeah, yeah) now and forever,
I love you (yeah, yeah)…..

Friday, 6 March 2009

Visto, Sentito, Provato In Questa Settimana

Una madre con il cuore in mano che parla come chi non si ricorda più cosa vuol dire essere adolescente, che è disperata, che porta la figlia dallo psicologo, che pure lei va dallo psicologo, madre che si commuove. C'è un'atmosfera strana in un aula di udienze, sa di famiglia e di tragedia, odora di speranza e risuona di sincera volontà di aiutare, di voler essere utili. Sa di responsabilità per un futuro che si vorrebbe creare assieme e nella maniera migliore possibile. Li dentro ho visto sentimenti disegnati con movimenti di mani, spiegazioni cortesi quasi come "un scusa" indicate con penna su fogli graffiati di rosso, ho sentito calore in sguardi e parole. Semplice, genuino e puro scambio di emozioni.
Davvero penso che questa gente, dico parte dei professori, seguono, o forse meglio, perseguono un fine che è quanto più altruista possibile, fine perso in una nuvola di solidarietà che probabilmente svanirà senza lasciare nulla in cambio.
Sapete, quella madre mi ha messo tristezza, perché ha dimenticato che l'unica soluzione possibile è quella di parlare alla figlia da pari a pari, portando il suo dolore e la sua preoccupazione chiedendo di avere in cambio la stessa pesante moneta. Provo sconforto nel pensare che l'unica soluzione possibile alla quale è arrivata sia stata quella di privarle ciò che non è emozione, ciò che è oggetto e ciò che è vita. Vorrei dire a quella madre che l'unica cosa che manca a sua figlia è ancora ciò che non ha ancora avuto, che non gli è stato dato. Lei non capirebbe ed ora, forse, sua figlia pure. Ma forse mi sbaglio.

E poi ci sono i "ragazzi" del serale che lo sono nello spirito, ma nella voglia d'apprendere sono ancor più giovani. Certi potrebbero essere mio fratello maggiore, altri quasi mio padre, altri ancora un coetaneo. Li trovo un po' buffi, in senso affettuoso intendo, nel vederli con sgargianti astucci colorati e quaderni improbabili.
Li ammiro perché oggi hanno lavorato sicuramente più di me in qualche azienda oppure in fabbrica e questa sera, come quasi tutte le sere, hanno lasciato la famiglia con magari dei figli oppure una serata con amici per essere qui fin quasi alle undici e mezza a studiare. Tutto per un pezzo di carta, magari richiesto dal padrone, sicuramente non per diletto e piacere, per soldi che in famiglia non sono mai banali come ora lo potrebbero essere per chi come me ha solo se stesso a cui pensare.
Passando tra i loro banconi, leggo la stanchezza fisica e mentale nella luce del monitor attaccata fissa sui loro occhi che sono aperti a fatica, che combattono contro loro stessi per non diventare occhi stanchi come di bambino. Credo che anche loro ora vorrebbero addormentarsi come un tempo con una favola o una dolce ninna nanna.
Sapete, guardo le loro mani indaffarate ad armeggiare mouse e tastiera segnate dall'ingrato incedere del tempo, e non posso non pensare che per ogni cosa c'è un tempo per risuonare, dopo rimane solo il senso che si può dare ad una futile fatica ossia il raggiungimento di un mero traguardo.
Sinceramente spero di non aver trascorso il mio tempo e che le mie fatiche non siano state inutili, e che tutto un giorno sempre più vicino tornerà... ahimè solamente lo spero.

Mio


Dedico questo piccolo post banale e questa sognante canzone a tutti quegli insegnanti che sono anche EDUCATORI e fidatevi non sono pochi!

Wednesday, 4 March 2009

Da Consumarsi Preferibilmente Entro

Credo che sia sempre l'immediato o il futuro prossimo venturo a farci star male non è mai quello, che ne so, che succederà tra anni o mesi che all'anno si avvicinano.

Per me, pensare di vivere senza questa pressione addosso sarebbe meglio non mi aiuta, perché vorrebbe dire che non ho più nulla da aspettare, nulla per fremere, per gioire o per rattristarmi.
Pensare che questa pressione che mi tende dentro come una corda in continua fragile in precaria estensione, alla mia bocca che mi si serra senza comando volontario, alle notti che alla mattina scopro bagnate in un corpo stanco neanche avessi corso neanche che sotto coperte potesse piovere sono sopportazioni che non serviranno a niente o meglio: che non varrà niente, mi fa sentire merce deteriorabile.
Sapete, spero che tutto finirà presto o che tutto venga gettato preferibilmente entro il 07-04-09... almeno così c'era scritto sullo yogurt del mio pranzo ieri. Sapendo già che poi rimpiangerò questa tensione, perché non esiste una tesa tranquillità?
Non avevo mai pensato che in fondo: noi, i nostri sogni, le gioie, gli amori sono tutta merce deteriorabile. Sto pensando ad un modo per conservarli, forse l'unico modo è quello di assorbirli loro in noi per diventare un po' di loro. Peccato che talvolta non basta un semplice cucchiaio.

Mio


PS: ...giuro che sullo yogurt c'era scritto "magro" ok??? :)

Sunday, 1 March 2009

LA, non IN, Libertà

Avevo voglia di riascoltare un po' del buon vecchio Frank Zappa, ed essendo che un ascolto completo in tempi ragionevoli è improponibilebile, mi sono creato una playlist. Proprio cinque minuti fa da quando scrivo è attaccato Willie The Pimp e quel suo giro di accordi iniziali mi impachettato e buttato direttamente nella macchina del tempo destinazione inizio 2005. Io (e sottolineo IO) che con una naturalezza che non mi appartiene faccio piroette mentre cammino sul marciapiede verso casa in una sorta di pseudo danza nativo americana. Che centra direte? Centra che forse la musica è la macchina del tempo, ma i bei ricordi sono ciò che resta quando si vive LA libertà (c'è da dire che la musica si fa trovare spesso a questi appuntamenti).
Ora mi chiedo:
  • Perché non si vive sempre LA libertà?
  • Perché si rimane chiusi in chissà quale oscura stanza?
  • Perché talvolta quello che è nelle nostre mani lo riponiamo nelle tasche scordandoci di averlo e diventa come quelle monete che si trovano prima di fare il bucato?
  • Perché ora non esco e me la prendo LA MIA libertà in questo mondo?
Eppure non è meno facile di fare una piroetta con naturalezza, senza... già, forse è perché ci si pensa. Maledetta ragione!
Voi sapete come si conduce una ragionevole, naturale vita incosciente? Se sì datemi un suggerimento.

Mio


PS: forse dovrei spegnere perché mica sempre i ricordi sono belli... ma (oggi) mi sento forte e quindi CHISSENEFREGA! che poi la musica è sempre bella e merita comunque quando piace.

PPS: Music Is The Best! FZ

Suondtrack: Willie The Pimp -Frank Zappa


Saturday, 28 February 2009

High Fidelity (Alta Fedeltà) -Nick Hornby

Lo ho divorato come un famelico bibliofilo, non c'è che dire prende eccome. Non so se è merito della scrittura che ho sentito diretta e senza fronzoli, minimale ed essenziale nel far passare sentimenti, emozioni, situazioni e ricordi. Già ricordi che in larga parte, ma anche no, credo ognuno abbia sperimentato, si è tutti uomini si è tutti donne certamente NON uguali sicuramente simili in pulsioni, emozioni e sentimenti. I neuroni di per se non cambiano no? Mi spiegherò...
Mentre leggevo ciò che trovavo allineato in parole tra righe leggere non ho potuto non pensare a Francesco Guccini, perché? Perché, sebbene la poesia per me sia migliore, anche Hornby è un gran cantastorie di cose vere, reali e vissute. Insomma un equivalente Gucciniano su carta.
Tornando a prima ora mi spiego: ci sono dei tratti in Rob che sono tratti di molti uomini, orgogliosi, stupidi, invidiosi, scontrosi, traditori, egoisti, insensibili e meschini quando accompagnati nella vita; malinconici, tristi, depressi, annoiati, stizziti e ignoranti quando sono soli (ma anche no...), però sempre e comunque con il difetto dell'insicurezza, del non tentare, del rimorso per quel che hanno fatto del rimpianto per quello che non hanno potuto fare. Certe cose ci appartengono un po' a tutti, io le ho avute e credo di averle scacciate (a caro prezzo) in larga o almeno così spero.
E poi ci sono Marie, R(?) ora non ricordo... quella dall'orgasmo-multiplo-simultaneo, "la" Charlie di turno e così via. Donne che sono l'equivalente di Rob o poco più; poi c'è Laura nella prima versione quella che è molto simile a tutte le altre, quella che è diventata così perché è stata contagiata da Rob. E poi, poi... già c'è LAURA seconda versione quella dei lunghi dialoghi in macchina e nell'appartamento, quella che ogni uomo dovrebbe aver la fortuna di incontrare, quella persona che ti giudica, ti piazza uno specchio di fronte al quale non puoi celare il tuo riflesso, ti dice che ti ama senza parole ma con fatti alzandoti sopra le nuvole, sopra il cielo, tra le stelle la dove lei abita. Sapete donne così, come LAURA, esistono anche in versione per così dire nativa, purtroppo uomini che non riescono a comprenderle e ad amarle come si deve ed in tempo prima che fuggano ne è pieno il mondo. Ne ho fatto parte. Nel libro c'era il Grucho, voi cosa avete avuto come regalo?
Molti comportamenti tenuti da Rob nel libro li trovo stupidi e insensati ma sono che è così che vanno le cose; non tutto però è da "buttare" in lui certi pensieri li ho sentiti miei, il bambino alla fine del capitolo ventidue ero io su una foto che guardavo spesso, verso le ultime righe idel capitolo ventitre il capire che "...non era per i dischi..." sarei potuto arrivarci pure io, per me.
Che dire di più? Ah diementicavo è divertentissimo da leggere per la comicità di una realtà che spesso noi si crea o si è vissuto, leggerlo è un esercizio di autoironia. Ho sorriso di me. :)

Ora dovrò darmi una leggera pausa nella lettura, devo studiare, perché sono ritornato a sQuola ma dall'altra parte della barricata tra i miei insegnati che ora sono colleghi verso la pensione, per tempo limitato riempirò giornate che altrimenti sarebbero state vuote. Una piccola fortuna da sfruttare aspettando risposte che non si conoscono ancora, inseguendo
Sogni prolifici partoriranno realtà volute, Sogni degeneri abortiranno a realtà da sopportare.
Grazie Museum per il consiglio letterario tra un po' passerò all'altro. So già che mi piacerà!
Leggetelo ve lo consiglio vi sarà ottimo compagno!
A presto lettrici, lettori e... non alunni (perché se mi sgameranno qui ci sarà da ridere :D)


Mio


PS: mi chiedo se il titolo non sia una critica per chi si crea immutabile nel tempo

Thursday, 26 February 2009

Shivers Underneath The Skin

Potrei vomitare, qui ora, senza motivo apparente senza crisi virale ad indurre uno sforzo corporeo altrimenti estraneo. Potrei rigettare tutto lo stantio magma che ho dentro su questo piano che fu di studio prima, che è di riflessione, ora.
Cosa uscirebbe dal mio stomaco mi chiedo, amara fiele nella quale leggere attraverso le liquide forme segnali premonitori di un futuro nefasto, mi rispondo. Animistico stregone di me stesso, oracolo distruttivo del mio futuro sto implodendo, il fare nulla mentre avrei potuto fare qualcosa mi sta erodendo, peccato che stia evitando ogni centro vitale, il bastardo! Il non poter far meno di guardarsi dietro, il non vedere nulla avanti, l'essere fermi nel presente non riesco a sostenerlo. Mi indigno verso me stesso.
Ora vago in cerca di slancio tra discografie impossibili, cerco commiserazione in quelle banali. Vorrei semplicemente qualcosa in grado di dare la sveglia a questo torpore ma non riesco a trovarla. Cerco qualcosa che mi possa assopire completamente, cerco un coma tra il vigile e l'irreversibile, non esiste!
Ed eccomi qui di getto a scrivere, la penna vomita ciò che il mio corpo trattiene; ecco parole banali che non riescono a descrivere ciò che ho dentro, quello che resta dentro non sono in grado di tracciarlo con queste asole, cerchi e aste. Quello che resta dentro è un urlo cacofonico che nessuna voce potrà creare, è la morte bianca della di realtà mai esistite di quei sogni rincorsi e forse persi.
Vi prego datemi una colonna sonora, che preghi per me che preghi rivolta a me stesso. Un suono che mi faccia risuonare dentro una voce che mi urli di ritornare a vita, mi sussurri speranza.
Brividi corrono sotto la mia pelle come formiche impazzite che scappano da un formicaio scosso, peccato che le mie non possono lasciare il mio corpo. Peccato tornino a fuggire anche ora, ma quante siete?
C'est la vie...

Mio

Wednesday, 25 February 2009

A proposito di Mostri, Angoli e Libri

Stavo proprio ora leggendo un libro, del quale sono arrivato poco dopo la metà, e mi viene un flash pensando a quello che ieri ha scritto Museum qui.
Credo che il problema di tutti questi spigoli siano i ricordi. Credo che, tutti noi, si metta tutto ciò che ci piace in vetrine per conservare e mostrare, in scatole colorate da mille fantasie ma anche tetramente monocromatiche per celare ma, in entrambi i casi, comunque conservare. Questo è un problema di chi da importanza a tutto, chi vuol imparare o capire non si è in grado di gettare via niente, in bene o in male.
Credo che certe persone riempano la loro vita di migliaia, milioni di scatole e vetrine. Scatole colorate e vetrine sempre illuminate a giorno ma poi un chissà perché la luce svanisce, le vetrine tacciono di sfavillare e ecco il buio completo, il buio nero quello che tocchi quello pesto. Non si hanno più luci ad illuminare la via che si ha di fronte. Il problema è che tutto arriva all'improvviso mentre cammini spedito per la tua strada ed allora puoi tentare di alzare le braccia per cercare di evitare gli spigoli che sai esistono ma per uno tastato ce ne sono sempre un paio che urti con i piedi nudi, con le ginocchia, le spalle e talvolta il volto. Sistematicamente e inconsciamente eviti le vetrine e prendi tutte le scatole. Così come una palla da flipper si rimbalza qui e la tra centinaia di trabocchetti sparsi su un piano inclinato che ci tira verso il fondo, verso quelle strane leve che sembrano bocche che ci vogliono inghiottire ma che in realtà voglio tutt'altro, il che è peggio perché ci spingono ancora tra urti e spigoli.
Liberare le scatole chiuse contenenti i nostri mostri non è per niente facile, probabilmente non ci si riuscirà mai completamente. Io, per me, ne ho liberate tante chiedendo aiuto a chi aveva (credo non volutamente) generato in me piccoli e grandi mostri, ora ne ho ancora molte di piene che mi fanno un po' di paura neanche contenessero belzebù, forse non le aprirò mai perché potrebbero rivelarsi un vaso di Pandora o perché penso che la paura della mia razione mi farà più male delle botte che prendo quando ci sbatto, so che è sbagliato ma per ora mi va bene così. So che quello che ho appena detto è ancora peggio ma certi mostri fanno paura anche agli adulti! Sinceramente spero che abbiano scadenza limitata, che il contenuto evapori o si autodistrugga come un messaggio dell'ispettore Gadget... lo so sto sognando.
Scusate ma la mattina presto mi succede spesso di pensare, se poi leggo è PIU' peggio se poi il giorno prima passo anche da blog pensanti... ecco che il PIU' diventa MOLTO-PIU' peggio e voi mi dovete sorbire... ok, ok la smetto. ;)
Buona giornata!

Mio

Tuesday, 24 February 2009

Il Sentiero dei Nidi di Ragno -Italo Calvino

L'ho finito di gustare circa un paio di settimane fa e devo dire che non ne sono rimasto deluso, tutt'altro! Come per il Visconte dimezzato, del quale ho parlato alcuni "libri" fa, non l'ho mica capito subito. Questo è positivo, coinvolgente e strano, sì perché la scrittura di Calvino è tutto fuorché intricata e difficile però ciò che cela dietro mi è, nell'immediato, di difficile decifrazione.
Di cosa parla questo libro? Sempre partendo dal presupposto che qui la trama non tratterò, per me o meglio a me ha lasciato il messaggio che l'uomo non è altro che un essere guidato da pulsioni, non esistono che pochi eroi che separo le pulsioni dal fine per il quale si agisce. Tutto queste pulsioni sono viste e messe a nudo nel libro attraverso gli occhi di un bambino, Pin, che vive un adoloscenza matura senza aver vissuto la fanciullezza; i suoi occhi puntano e mettono in luce come riflettori le contraddizioni di un uomo abbandonato all'istinto , alle pulsioni appunto. Ed ecco i caratteri e le storie di partigiani che sono in bilico tra la vita alla macchia e la vita da squadristi tutti accomunati da quello che nel libro viene chiamato furore.
Poi c'è Kim un partigiano diverso, un commissario un giovane "studiato" amante del pensiero razionale e critico analista fine dell'uomo, conoscitore dell'uomo. Con gli occhi di chi non ha più illusioni non ha sogni puerili mette nero su bianco quello che Pin non riesce a cogliere ma solo riesce a mostrare. Cos'è tutto? La coerenza delle proprie azioni, il perché si compie un atto rispetto ad un altro; lo scopo del vivere, combattere dello stesso esistere. Vivere senza questo rosso o nero non sono differenti, se si agisce per se stessi in preda alle pulsioni al furore non si è diversi. Cosa intendo? "Adriana ti amo", questo ripeteva Kim e tutto aveva senso, il cerchio si chiudeva.
Se posso ve lo consiglio, è davvero un ottimo libro; Italo Calvino mi piace sempre più adesso dall'alto della mia mensola ho Marcovaldo che mi occhieggia ma gli chiedo gentilmente tempo, ho una questione estera da sbrigare con un altro, per me nuovo, autore.
Leggendo di Kim sarei voluto passare a Kipling, ma il libro si è fatto solo un viaggio con me la settimana scorsa. Credo che per cominciare un libro serve sentire una certa empatia a pelle, io non l'avevo. (Ora guardando la giunonica Anna Karenina mi domando quando verrà :) )
A presto,

Mio

PS: ringrazio I. per questo consiglio anche se non se lo ricorderà, saranno passati minimo tre o quattro anni, sai sono come gli elefanti per certe cose. Grazie!!!

Saturday, 21 February 2009

All Is Over?

Volevo aprire la mia agendina e scrivere perché ora ne ho estremo bisogno. L'ho richiusa per scrivere qui.
E' evidente che nulla potrà cambiare se non io. Ora a me spetta la decisione di adeguarmi a qualcosa che non volevo (e voglio) piuttosto che inseguire un sogno. In un solo colpo sono rimasto con il culo adagiato, mica tanto dolcemente, a terra e la mente tenergli compagnia al piano inferiore. Non c'è male davvero, non c'è male.
Questa Vita io la capisco sempre meno, chi fa le cose alla cazzo o per convenienza ha maggiori probabilità di riuscire ad indovinarla rispetto a chi si impone un etica, una morale (ben inteso non penso che la mia sia l'unica, la migliore ecc. ecc., è mia e non è acquisita o indotta tutto qui) . Questo mica mi torna. Ora che si è ancora ai blocchi di partenza dopo l'ennesima falsa mi chiedo cosa è giusto e cosa è sbagliato, sono troppo orgoglioso per adeguarmi e troppo affamato di lavoro per non farlo. Il tempo passa e gioca conto di me è una verità, lui non gioca a carte scoperte perché nel suo mazzo ha solo figure e sa di raggiungere quando vuole il suo 7 e 1/2. Come si fa a vincere? Al più si pareggia...
Sapete, a me non mi tedia ritornare a lavori di colori grigi o anche più scuri, lavori al freddo che ti cristallizza piuttosto che al sole che brucia. A me non peserebbe affatto, come a definito qualcuno, un lavoro tra "nuovi strumenti" perché tutto avrebbe un fine ossia il MIO SOGNO che già voi conoscete. Ora però mi chiedo perché inseguirlo, tanto non serve, tanto la possibilità di raggiungerlo è talmente bassa che non ne varrebbe neanche la pena. Pensare di inventarmi una vita a tempo per i prossimi 6-8 mesi per qualcosa che potrebbe essere il nulla mi distrugge, pensare ad uno sforzo vano mi annienta. Sto uscendo dal giro, mi sento come chi in una stazione di periferia aspetta una metro notturna che non necessariamente passerà perché di corse notturne non è che ce ne sono in continuazione, che molto probabilmente ho mancato un paio di settimane fa.
Pensare che quei pochi secondi mi sono sembrati ore, giorni, il riscatto di tutto. Quel viso nello specchio RIDEVA, rideva... ancora dopo tanto tempo, non più ora. Ero quello che forse nessuno conosce, ero me stesso, ero come quella volta in bicicletta pensando alla mi prima chance di ottobre.
Sapete non si tratta del lavoro in se, non del posto inteso come soldi, prestigio o qualsiasi altra cazzata di questo tipo. Si tratta di riazzerare una vita, cancellando confini, cancellando punti di riferimento. Si tratta di riporre volumi di una storia vecchia e stantia su una libreiria, si tratta di scrivere una nuova storia senza regole, senza dogmi partendo dal niente. Si tratta di cambiare società, cambiare lingua, cambiare cultura, cambiare cibo, cambiare letteratura, cambiare musica, cambiare scopo, cambiare aspirazioni, cambiare emozioni. Si tratta di prendere me stesso impacchettarmi spedirmi lontanto da qualsiasi riferimento, cacciarmi nelle orecchie un urlo da sorgente maggiore dell'esercito modello Full Metal Jacket che fa: "Ed ora palla di sterco ARRANGIATI!!!". Si tatta di rischiare a 7 e 1/2 col destino, incrociare i guantoni con qualcuno o qualcosa di moooolto più grosso di me. (non la penso come Rob, la penso come Bak il senso talvolta sta solo nel rischio!)
Questi giorni, forse mesi, saranno per me la calata nel mio personalissimo inferno, li devo scompormi, bruciare, aspettare e rinascere rigenerato. L'ultima volta ci ho messo tanto troppo tempo, questa volta sarà più facile perché almeno qui non ho perché da porre ma, per fortuna, solo da pormi. A me spetta la risposta, non ad altri. Spero di riuscirci ancora, peccato solo che il freddo sia troppo tagliente per calvalcare la bicicletta, mi servirebbe ora. Credevo di averle detto addio un po' di mesi fa ora so che mi illudevo.
E pensare che la stagione a divenire è la primavera, almeno se fosse stato inverno non mi sarei perso colori, fiori, profumi, il sole, l'aria piacevole. Il rumore secco che ora governa il bosco tramutarsi in canto (il tempo verbale è giusto, il mio futuro ora è già passato). Per tutte queste cose ci vuole testa, io ora devo perderla devo diventare grigio nei colori, afono nei pensieri e amorfo nei piaceri. Devo lasciarmi cadere ancora verso il fondo, lentamente o velocemente non importa, perché intanto lividi compariranno comunque.
Complimenti 2009 sei durato anche troppo! E' che però sono pure un po' stufo...
Spero che nelle vostre isole stia arrivando la primavera. Qui niente fioriture almeno, ma forse anche no, fino a che non cadranno ancora le foglie.
C'est la vie no?

Mio

The Night Comes Down

When I was young it came to me
And I could see the sun breakin'
Lucy was high and so was I dazzling
Holding the world inside
Once I believed in ev'ryone
Ev'ryone and anyone can see

Oh oh the night comes down
And I get afraid of losing my way
Oh oh the night comes down
Oooh and it's dark again

Once I could laugh with ev'ryone
Once I could see the good in me
The black and the white distinctively colouring
Holding the world inside
Now all the world is grey to me
Nobody can see you gotta believe it

Oh oh the night comes down
And I get afraid of losing my way
Oh oh the night comes down
Oooh and it's dark again
And it's dark again
And it's dark again


Thursday, 19 February 2009

Partenza Senza Ritorno (DREAM STAGE #1/1)

Pensieri sparsi appuntati a casaccio nei miei ultimi 4 giorni. Scusate se sono lunghi e scritti male ma mi è piaciuto lasciarli come sono nati, separati solo da capoversi.

Ora ti riconosco, pochi microgrammi (o forse anche grammi) di alcool nel sangue mah non saprei, quello che so è che era la quantità giusta per catalizzare e non offuscare o imbastardire ciò che avevi dentro. Solo ebrezza nessuna ubriacatura.

Eppoi c'eri tu in quello specchio, tu luminoso, chissà forse era solo la camicia di un bianco squillante. Non importa.

Eppoi c'erano coppie che era un piacere vedere assieme, c'era amore giovane o collaudato che poi si può essere sia giovani che collaudati no?

Eppoi c'erano i pensieri pesanti che riposavano. Eppoi c'era LUI... evitatelo voi che potete... ;)

Tra poco si volerà, non solo con la testa!

Grazie E.&C. per la giornata e la serata a voi Serenità , Felicità e Fortuna. A voi la Saggezza per conservarli, l'incoscienza per farli nascere a vita nuova ogni giorno!


Si parte!!! chissà se la lingua di questi annunci sarà un giorno più famigliare. Già il volo, l'IMportanza della Portanza. Ora rolla l'aereo sulla pista ed i miei pensieri rullano più che mai, la marcia desiderata da tanto tempo ha inizio. Piccolo oblò mostrami pure quanto piccolo è il mondo, i miei occhi saranno grandi quanto mai lo sono stati prima, forse, pure tu non riuscirai a contenerli.


Discesa lenta, planata, dolce e delicata. Discesa tra campi coltivati, chissà cosa c'è laggiù... maggese? vite? mais o frumento trebbiati? Ulivo no, quello sicuramente no, qui batterebbe i denti per il troppo freddo. Quanto spazio senza case, senza uomo, che strano, che bello!

Il cielo è grigio ma cosa importa? Che poi mica mi sembra grigio sarà che forse sto vedendo oltre?


Verso l'incontro... che strana serenita' che sento addosso. Certe volte il mio annullare l'emozione è anche utile. Fin che dura me lo terrò stretto, per incasinarsi e agitarsi si fa sempre in tempo o meglio: arriverà anche il tempo anche per questo.


Verso la mia stazione.

Mi sto avvicinando al tuo cuore, al tuo ventre quasi di soppiatto sto arrivando dalla periferia. Volti multietnici ti colorano colori differenti, odori mai uguali. Trovo bellissimo che l'anima delle città la si possa capire osservando questi posti.

Diversità già, nulla di più stupefacente. In questo vagone di metropolitana non ci sono più di due persone della stessa razza, la nazionalità si quella è preservata. Io sono l'intruso in questo caso.

Ancora odori diversi, facce sempre nuove. Nessuna monotonia. Chiudo gli occhi e respiro.

BANANE 0.85 euro/Kg.

Verso il centro la gente ritorna pallida... tutto il mondo è paese. Che strani che sono questi camini, proprio come in foto.


Eppoi si perde l'orientamento, si crede di avere il nord di fronte ed eccolo dietro le spalle.

Si crede di volere qualcosa ma poi le carte in tavola cambiano così come il senso di certe decisioni preliminari. Poco male i dubbi vengono spazzati via come queste scie d'aereo vengono meticolosamente scomposte dal vento.


Probabilmente non si concluderà nulla però ne è valsa la pena. Sempre più convinto che, non so perché, di certi italiani mica mi fido. Lo si legge nei loro visi.


I miei pensieri sono ora incasinati forse tanto, forse più di questa tastiera che ho difronte. Ma chi cazzo l'ha inventata???

Con molta normalità ti dicono che prima di sei/otto mesi non si comincia, che gli accordi sono ancora da fare ma che manca solo la firma. Già sentito, NO GRAZIE!!!

Dall'altra parte ora ti dicono che sei troppo vecchio. Scusa ma mica ne ho trenta e più di anni sai?

Pensando a tutto questo non posso non pensare che ho detto di no ad un contratto già nero su bianco. Mancava solo la mia firma. CAZZO un po' me le fate girare eh!


Eppoi, eppoi si incontra per caso una persona non a caso. Persona che ti scruta con discrezione capendoti con la facilità con la quale si respira e cammina. Questo non si dimentica, lui non lo dimentico. E' stato un piacere anche se neppure conosco il Suo nome.


Bene, finito tutto. Domani sarò pure qui fino a sera, poi si ritorna a casa.

Riassumiamo il tutto? OK: Porca Puttana Troia!!!


Non mettete mai scarpe nuove se dovete girovagare in grandi città. Non mettete mai i sogni davanti alle realtà.

Fregatevene del prossimo per ciò che vi riguarda e che vi serbe subito ed ora. Sembrerebbe che funzioni, ora che l'ho provato ci credo e come.

Domani si rivola a casa con un pugno di mosche in mano come felice ricordo.


Domani ancora un breve giro di saluto per la città e quindi aereo per il ritorno. Stesse ali d'acciaio, stesse ali per i miei sogni, ali ora inutili perché spezzate.


Ciò che resta? Il rumore sordo di questo terminal nuovo e ben insonorizzato. La voce straniera della speaker che forse e probabilmente rimarrà per sempre tale.

Ora devo proprio reinventarmi la mia vita. Non mi si chieda come farò perché di idee non ne ho più e devo inventarmi una vita ORA!



STUPIDA VENDETTA

Chiuso in un cappotto scuro

respiravi qualsiasi colore, rumore. Ogni odore.

Tutto era nuovo, bello.

Tu eri un bambino ed il giocattolo era il treno,

era l'albero nuovo. Il cielo.


Chiuso in un cappotto scuro rigetti

quelle stupefacenti architetture di fasti passati.

Volti loro le spalle come se fossero normalità.

Ti annoiano, non ti frega sapere se mai le rivedrai.

E' la tua stupida vendetta,

di chi in un colpo solo è diventato adulto!


A presto care lettrici e cari lettori.


Mio

Sunday, 15 February 2009

Il Volo

Sono su ali di acciaio ed alluminio, ali solide fredde e dure oltre frontiera. Sono in volo tra mille pensieri che ali anch'essi sono se leggeri e sereni.
Con lunedì si parlerà di lavoro, si parlerà di un qualcosa che vedo come un modo di vivere ma che, non per questo sarà la mia Vita, ma sicuramente una parte, quello sì. Parte alla quale spetterà dare a me la giusta dimensione perché io possa da essa trarre linfa vitale cercando di non ubriacarmi, perché è già successo, fa male e non vale la pena. Perché nell'ebrezza si mantiene il controllo parziale ed ciò che ne scaturisce è migliore è un sorriso sano e sincero.
Due giorni di fuoco a parlare, a vedere e FINALMENTE a non vendermi! FINALMENTE sarò me stesso agirò mosso dalla curiosità, dall'interesse, dalla voglia di capire, dalla voglia di dire sapendo di sbagliare perché non si può che sbagliare quando anche la lingua non è quella che hai sentito sin da bambino.
Due giorni di pioggia gentile con la quale bagnarmi il viso e il corpo; pioggia che forse diventerà salata di lacrime per ciò che non sono riuscito ad afferrare, ma sapete cosa vi dico? Io ci sto provando con tutto me stesso quindi niente rimpianti e nessun rimorso. Se non andrà era perché non mi hanno visto adatto e di giudici come loro mi fido. Il demerito sarà solo Roberto, nulla più.
In terra straniera, lontano da casa, con lingua straniera a tenermi compagnia; più ci penso e più lo trovo fantastico, eccitante e accattivante. Ora sono stanco, mi sembra che tutta la tensione accumulata in questi ultimi tempi stia cadendo dal mio corpo verso terra, lentamente dolcemente. Come melma pesante la sento lasciare i miei piedi, ho bisogno di dormire, forse sognerò, lo spero. Domani sarà realtà ciò che fino a poco fa credevo impossibile, che grande morte hanno talvolta i sogni il loro esistere vale ogni piccolo, fugace singolo momento quando è questo l'inesorabile declino.
Sapete non importa se la realtà si spezzerà le ali ancor prima di volare, no davvero. Oggi su ali d'acciaio; per un po', forse, volerò su ali di sogno e tra un po' su quelle di realtà... che stanco che sono care lettrici, cari lettori ora ho bisogno di un attimo di pace scusate...
A presto,

Mio


Questa è per me la voce di ogni sogno, care lettrici, cari lettori ve la dedico dall'alto del mio volo

Serenade Gran Partita - 3rd Movement - W. A. T. Mozart


Thursday, 12 February 2009

Relayer -Yes

"Ancora loro???", direte voi... eh eh ma non preoccupatevi sono quasi "finiti" ormai la discografia me la sono quasi sparata tutta. ;)

Devo dire che, complessivamente parlando come album, non trovo che Relayer sia tra i più belli. Voglio però sottolineare pure che gli Yes a mio avviso meritano sempre quindi me lo sono goduto comunque. Che poi gli Yes vale cercarli se non altro per le stupefacenti ed eteree copertine che accompagnano le loro opere. Questa sotto è quella di Relayer, li vedete i cancelli? (si capirà dopo)

Descrivere questo album senza tirare in ballo confronti con sonorità presenti in altre opere di questa grande band progressive mi è difficile; vi proporrò quindi un ascolto che credo, a mio modesto parere e sapendo di essere quasi sempre al torto, racchiude tutto l'album ma anche parte di tutto quello che sono stati gli Yes prima di Relayer. Personalmente ci trovo e ritrovo pure un po' di King Crimson vecchio stile e Porcupine Tree ma magari mi sbaglio...
Ladies and gentlament, it's my pleasure introduce you the Yes with:

The Gates of Delirium








Scusate la qualità ma la genuinità di quei tempi credo che possa essere un valido motivo per inserire questi filmati. La parte terza io la trovo fantastica, che pace! forse è solo il risvolto della stoffa con cui è tessuto un incubo o un sogno di delirio; ciò che resta dopo quando tutto è finito per lo scoramento per l'assenza di energie, per tutto ciò che si può creare, volenti o nolenti, in quei momenti. Non so.
A presto,

Mio

Saturday, 7 February 2009

Tra Mare e Scogli



Solo sabbia?


Sogni come di Mare
Realtà come di Scogli.
Entità diverse evocanti in me
stati d'animo effimeri come le liquide acque tra le dita,
pesanti come duro granito sulla schiena.
Di tutto questo non riesco a privarmi.
Tutto viaggia assieme, mi esalta, mi deprime, mi distrugge.

Vorrei non essere più vento che fa nascere Sogni come onde,
vorrei che i miei Scogli fossero solo liscia sabbia.
Tutto in un lieve sussurro si scioglierebbe senza fragore.
Che tortura questo infrangere continuo
che in se racchiude la genesi di ogni mia speranza!

Mio


Tuesday, 3 February 2009

Io, per me, la vedo così

Personalmente penso, e talvolta pure ci riesco, che le pesantezze personali devono rimanere tappate in me stesso come chiuse in un contenitore ermetico.
Ci ho pensato molto, mi si scusi il tono oggettivo della mia affermazione, e credo che quando non si sta bene è per me PIU' meglio ritirarmi al di fuori di qualsiasi realtà sociale, mi spiego: se sono triste, malinconico, oppresso, depresso, in pratica non sto BENE, non vedo motivo alcuno per non abbracciare con devozione la più ascetica delle solitudini sociali; la mia solitudine sociale implica come primo punto il non tapparsi in casa unito al taglio più completo possibile dei collegamenti personali. Non so se pensate che questo approccio sia corretto oppure no, fate voi, ma per risolvere i problemi di cui sopra in maniera differente e per me giusta mica ci riesco.
Personalmente credo si sempre doveroso condividere solo i lati positivi del vivere: i sorrisi, la felicità, la leggerezza, la spensieratezza, la gioia... in somma ci si è capiti quelle cose che prezzo non hanno e che ci fanno dimenticare, per poco o tanto che sia, tutti problemi. Condividere il non stare bene per cercare un personale non stare MALE negli altri credo sia un errore. Soffro di solitudine o malinconia? Allora mi allontano dagli amici e mi ci tuffo dentro senza cercare distrazioni. Sono oppresso e/o depresso e mi sento perso con autostima ai minimi storici e sciaquai mentali al massimo tanto per bilanciare il tutto? Allora, beh allora questo bellissimo connubio queste sei-sette cosucce mi indicano che sono davvero KO e l'unica cosa che mi resta è uscire sulla strada con la musica nelle orecchie per poi andare a piedi verso boschi, su piste ciclabili nel verde, nuotare correre, andare in bici. Insomma sempre e comunque muovermi. Devo farlo altrimenti mi farei del male ancor più di quando lo faccia normalmente, no non è bello non sono bei momenti. No non posso contagiare qualcuno con questo mio MALEssere, non è giusto che io mi cibi di sorrisi e spensieratezza altrui solo per me senza dare niente di spontaneo in cambio, in questi e in quei momenti non ho nulla di buono da donare.
Lo so, noi si è esseri sociali e questo comportamento porta a star male ancor più profondamente e più a lungo, ma di lenire i miei dolori succhiando come un parassita Vita altrui non lo voglio perché, poco o tanto, il parassita libera tossine nell'ospite e questo non lo voglio. Non voglio essere un untore dei miei mali.
Sapete una cosa di questo mio agire mi consola, ed è che alla fine delle fini pochi o forse anche nessuno ha mai capito quando sono in apnea nei miei fondali più fangosi, tetri e freddi. Mi viene da pensare che probabilmente il mio innato e mai mutevole annullare ed appiattire il tutto come mere ombre sull'asfalto renderebbe atipico il contrario.
Di recente mi è stato detto: "Perché ridi? Che è successo?", con tono a metà tra chi ha visto un marziano e l'acangelo Gabriele assieme, insomma come se fosse un qualcosa di exstra nella mia vita ordinaria e mai (ex)stratraordinaria, un tratto perso in ricordi che io ho solo da bambino. Mi ha fatto provare un infinito senso di tristezza.
Poi ci sarebbe da parlare ancora di Amore, li tutti siamo diversi, li tutto è diverso, li tutto è coerenza autoreferenziata dalla controparte. Li tutto è cielo stellato, albe, tramonti, fiori profumi luci, sogni. Li tutto è perdersi nell'anima che si ha di fronte è cedere, è non opporsi, è dischiudere le mani di chi si ha di fronte e riporci il tuo Cuore senza domande senza perché è custodire il dono che ti viene fatto come un qualcosa di più prezioso della tua stessa vita. Non so se sono ancora pronto un'altra volta.
Sorridete o ancor meglio ridete sempre anyway the wind blow io vorrei imparare la seconda ma mi è forse impossibile se non imparerò a volerlo con tutto me stesso.

Mio

Sountrack in me: Nobody Loves You (When You're Down and Out) -John Lennon

Nobody loves you when you're down and out
Nobody sees you when you're on cloud nine
Everybody's hustlin' for a buck and a dime
I'll scratch your back and you scratch mine

I've been across to the other side
I've shown you everything, I got nothing to hide
And still you ask me do I love you, what it is, what it is
All I can tell you is it's all show biz
All I can tell you is it's all show biz

Nobody loves you when you're down and out
Nobody knows you when you're on cloud nine
Everybody's hustlin' for a buck and a dime
I'll scratch your back and you knife mine

I've been across the water now so many times
I've seen the one eyed witchdoctor leading the blind
And still you ask me do I love you, what you say, what you say
Everytime I put my finger on it, it slips away
Everytime I put my finger on it, it slips away

Well I get up in the morning and I'm looking in the mirror to see, ooo wee!
Then I'm lying in the darkness and I know I can't get to sleep, ooo wee!

Nobody loves you when you're old and grey
Nobody needs you when you're upside down
Everybody's hollerin' 'bout their own birthday
Everybody loves you when you're six foot in the ground



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