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Radio Pazza

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Saturday, 28 February 2009

High Fidelity (Alta Fedeltà) -Nick Hornby

Lo ho divorato come un famelico bibliofilo, non c'è che dire prende eccome. Non so se è merito della scrittura che ho sentito diretta e senza fronzoli, minimale ed essenziale nel far passare sentimenti, emozioni, situazioni e ricordi. Già ricordi che in larga parte, ma anche no, credo ognuno abbia sperimentato, si è tutti uomini si è tutti donne certamente NON uguali sicuramente simili in pulsioni, emozioni e sentimenti. I neuroni di per se non cambiano no? Mi spiegherò...
Mentre leggevo ciò che trovavo allineato in parole tra righe leggere non ho potuto non pensare a Francesco Guccini, perché? Perché, sebbene la poesia per me sia migliore, anche Hornby è un gran cantastorie di cose vere, reali e vissute. Insomma un equivalente Gucciniano su carta.
Tornando a prima ora mi spiego: ci sono dei tratti in Rob che sono tratti di molti uomini, orgogliosi, stupidi, invidiosi, scontrosi, traditori, egoisti, insensibili e meschini quando accompagnati nella vita; malinconici, tristi, depressi, annoiati, stizziti e ignoranti quando sono soli (ma anche no...), però sempre e comunque con il difetto dell'insicurezza, del non tentare, del rimorso per quel che hanno fatto del rimpianto per quello che non hanno potuto fare. Certe cose ci appartengono un po' a tutti, io le ho avute e credo di averle scacciate (a caro prezzo) in larga o almeno così spero.
E poi ci sono Marie, R(?) ora non ricordo... quella dall'orgasmo-multiplo-simultaneo, "la" Charlie di turno e così via. Donne che sono l'equivalente di Rob o poco più; poi c'è Laura nella prima versione quella che è molto simile a tutte le altre, quella che è diventata così perché è stata contagiata da Rob. E poi, poi... già c'è LAURA seconda versione quella dei lunghi dialoghi in macchina e nell'appartamento, quella che ogni uomo dovrebbe aver la fortuna di incontrare, quella persona che ti giudica, ti piazza uno specchio di fronte al quale non puoi celare il tuo riflesso, ti dice che ti ama senza parole ma con fatti alzandoti sopra le nuvole, sopra il cielo, tra le stelle la dove lei abita. Sapete donne così, come LAURA, esistono anche in versione per così dire nativa, purtroppo uomini che non riescono a comprenderle e ad amarle come si deve ed in tempo prima che fuggano ne è pieno il mondo. Ne ho fatto parte. Nel libro c'era il Grucho, voi cosa avete avuto come regalo?
Molti comportamenti tenuti da Rob nel libro li trovo stupidi e insensati ma sono che è così che vanno le cose; non tutto però è da "buttare" in lui certi pensieri li ho sentiti miei, il bambino alla fine del capitolo ventidue ero io su una foto che guardavo spesso, verso le ultime righe idel capitolo ventitre il capire che "...non era per i dischi..." sarei potuto arrivarci pure io, per me.
Che dire di più? Ah diementicavo è divertentissimo da leggere per la comicità di una realtà che spesso noi si crea o si è vissuto, leggerlo è un esercizio di autoironia. Ho sorriso di me. :)

Ora dovrò darmi una leggera pausa nella lettura, devo studiare, perché sono ritornato a sQuola ma dall'altra parte della barricata tra i miei insegnati che ora sono colleghi verso la pensione, per tempo limitato riempirò giornate che altrimenti sarebbero state vuote. Una piccola fortuna da sfruttare aspettando risposte che non si conoscono ancora, inseguendo
Sogni prolifici partoriranno realtà volute, Sogni degeneri abortiranno a realtà da sopportare.
Grazie Museum per il consiglio letterario tra un po' passerò all'altro. So già che mi piacerà!
Leggetelo ve lo consiglio vi sarà ottimo compagno!
A presto lettrici, lettori e... non alunni (perché se mi sgameranno qui ci sarà da ridere :D)


Mio


PS: mi chiedo se il titolo non sia una critica per chi si crea immutabile nel tempo

Thursday, 26 February 2009

Shivers Underneath The Skin

Potrei vomitare, qui ora, senza motivo apparente senza crisi virale ad indurre uno sforzo corporeo altrimenti estraneo. Potrei rigettare tutto lo stantio magma che ho dentro su questo piano che fu di studio prima, che è di riflessione, ora.
Cosa uscirebbe dal mio stomaco mi chiedo, amara fiele nella quale leggere attraverso le liquide forme segnali premonitori di un futuro nefasto, mi rispondo. Animistico stregone di me stesso, oracolo distruttivo del mio futuro sto implodendo, il fare nulla mentre avrei potuto fare qualcosa mi sta erodendo, peccato che stia evitando ogni centro vitale, il bastardo! Il non poter far meno di guardarsi dietro, il non vedere nulla avanti, l'essere fermi nel presente non riesco a sostenerlo. Mi indigno verso me stesso.
Ora vago in cerca di slancio tra discografie impossibili, cerco commiserazione in quelle banali. Vorrei semplicemente qualcosa in grado di dare la sveglia a questo torpore ma non riesco a trovarla. Cerco qualcosa che mi possa assopire completamente, cerco un coma tra il vigile e l'irreversibile, non esiste!
Ed eccomi qui di getto a scrivere, la penna vomita ciò che il mio corpo trattiene; ecco parole banali che non riescono a descrivere ciò che ho dentro, quello che resta dentro non sono in grado di tracciarlo con queste asole, cerchi e aste. Quello che resta dentro è un urlo cacofonico che nessuna voce potrà creare, è la morte bianca della di realtà mai esistite di quei sogni rincorsi e forse persi.
Vi prego datemi una colonna sonora, che preghi per me che preghi rivolta a me stesso. Un suono che mi faccia risuonare dentro una voce che mi urli di ritornare a vita, mi sussurri speranza.
Brividi corrono sotto la mia pelle come formiche impazzite che scappano da un formicaio scosso, peccato che le mie non possono lasciare il mio corpo. Peccato tornino a fuggire anche ora, ma quante siete?
C'est la vie...

Mio

Wednesday, 25 February 2009

A proposito di Mostri, Angoli e Libri

Stavo proprio ora leggendo un libro, del quale sono arrivato poco dopo la metà, e mi viene un flash pensando a quello che ieri ha scritto Museum qui.
Credo che il problema di tutti questi spigoli siano i ricordi. Credo che, tutti noi, si metta tutto ciò che ci piace in vetrine per conservare e mostrare, in scatole colorate da mille fantasie ma anche tetramente monocromatiche per celare ma, in entrambi i casi, comunque conservare. Questo è un problema di chi da importanza a tutto, chi vuol imparare o capire non si è in grado di gettare via niente, in bene o in male.
Credo che certe persone riempano la loro vita di migliaia, milioni di scatole e vetrine. Scatole colorate e vetrine sempre illuminate a giorno ma poi un chissà perché la luce svanisce, le vetrine tacciono di sfavillare e ecco il buio completo, il buio nero quello che tocchi quello pesto. Non si hanno più luci ad illuminare la via che si ha di fronte. Il problema è che tutto arriva all'improvviso mentre cammini spedito per la tua strada ed allora puoi tentare di alzare le braccia per cercare di evitare gli spigoli che sai esistono ma per uno tastato ce ne sono sempre un paio che urti con i piedi nudi, con le ginocchia, le spalle e talvolta il volto. Sistematicamente e inconsciamente eviti le vetrine e prendi tutte le scatole. Così come una palla da flipper si rimbalza qui e la tra centinaia di trabocchetti sparsi su un piano inclinato che ci tira verso il fondo, verso quelle strane leve che sembrano bocche che ci vogliono inghiottire ma che in realtà voglio tutt'altro, il che è peggio perché ci spingono ancora tra urti e spigoli.
Liberare le scatole chiuse contenenti i nostri mostri non è per niente facile, probabilmente non ci si riuscirà mai completamente. Io, per me, ne ho liberate tante chiedendo aiuto a chi aveva (credo non volutamente) generato in me piccoli e grandi mostri, ora ne ho ancora molte di piene che mi fanno un po' di paura neanche contenessero belzebù, forse non le aprirò mai perché potrebbero rivelarsi un vaso di Pandora o perché penso che la paura della mia razione mi farà più male delle botte che prendo quando ci sbatto, so che è sbagliato ma per ora mi va bene così. So che quello che ho appena detto è ancora peggio ma certi mostri fanno paura anche agli adulti! Sinceramente spero che abbiano scadenza limitata, che il contenuto evapori o si autodistrugga come un messaggio dell'ispettore Gadget... lo so sto sognando.
Scusate ma la mattina presto mi succede spesso di pensare, se poi leggo è PIU' peggio se poi il giorno prima passo anche da blog pensanti... ecco che il PIU' diventa MOLTO-PIU' peggio e voi mi dovete sorbire... ok, ok la smetto. ;)
Buona giornata!

Mio

Tuesday, 24 February 2009

Il Sentiero dei Nidi di Ragno -Italo Calvino

L'ho finito di gustare circa un paio di settimane fa e devo dire che non ne sono rimasto deluso, tutt'altro! Come per il Visconte dimezzato, del quale ho parlato alcuni "libri" fa, non l'ho mica capito subito. Questo è positivo, coinvolgente e strano, sì perché la scrittura di Calvino è tutto fuorché intricata e difficile però ciò che cela dietro mi è, nell'immediato, di difficile decifrazione.
Di cosa parla questo libro? Sempre partendo dal presupposto che qui la trama non tratterò, per me o meglio a me ha lasciato il messaggio che l'uomo non è altro che un essere guidato da pulsioni, non esistono che pochi eroi che separo le pulsioni dal fine per il quale si agisce. Tutto queste pulsioni sono viste e messe a nudo nel libro attraverso gli occhi di un bambino, Pin, che vive un adoloscenza matura senza aver vissuto la fanciullezza; i suoi occhi puntano e mettono in luce come riflettori le contraddizioni di un uomo abbandonato all'istinto , alle pulsioni appunto. Ed ecco i caratteri e le storie di partigiani che sono in bilico tra la vita alla macchia e la vita da squadristi tutti accomunati da quello che nel libro viene chiamato furore.
Poi c'è Kim un partigiano diverso, un commissario un giovane "studiato" amante del pensiero razionale e critico analista fine dell'uomo, conoscitore dell'uomo. Con gli occhi di chi non ha più illusioni non ha sogni puerili mette nero su bianco quello che Pin non riesce a cogliere ma solo riesce a mostrare. Cos'è tutto? La coerenza delle proprie azioni, il perché si compie un atto rispetto ad un altro; lo scopo del vivere, combattere dello stesso esistere. Vivere senza questo rosso o nero non sono differenti, se si agisce per se stessi in preda alle pulsioni al furore non si è diversi. Cosa intendo? "Adriana ti amo", questo ripeteva Kim e tutto aveva senso, il cerchio si chiudeva.
Se posso ve lo consiglio, è davvero un ottimo libro; Italo Calvino mi piace sempre più adesso dall'alto della mia mensola ho Marcovaldo che mi occhieggia ma gli chiedo gentilmente tempo, ho una questione estera da sbrigare con un altro, per me nuovo, autore.
Leggendo di Kim sarei voluto passare a Kipling, ma il libro si è fatto solo un viaggio con me la settimana scorsa. Credo che per cominciare un libro serve sentire una certa empatia a pelle, io non l'avevo. (Ora guardando la giunonica Anna Karenina mi domando quando verrà :) )
A presto,

Mio

PS: ringrazio I. per questo consiglio anche se non se lo ricorderà, saranno passati minimo tre o quattro anni, sai sono come gli elefanti per certe cose. Grazie!!!

Saturday, 21 February 2009

All Is Over?

Volevo aprire la mia agendina e scrivere perché ora ne ho estremo bisogno. L'ho richiusa per scrivere qui.
E' evidente che nulla potrà cambiare se non io. Ora a me spetta la decisione di adeguarmi a qualcosa che non volevo (e voglio) piuttosto che inseguire un sogno. In un solo colpo sono rimasto con il culo adagiato, mica tanto dolcemente, a terra e la mente tenergli compagnia al piano inferiore. Non c'è male davvero, non c'è male.
Questa Vita io la capisco sempre meno, chi fa le cose alla cazzo o per convenienza ha maggiori probabilità di riuscire ad indovinarla rispetto a chi si impone un etica, una morale (ben inteso non penso che la mia sia l'unica, la migliore ecc. ecc., è mia e non è acquisita o indotta tutto qui) . Questo mica mi torna. Ora che si è ancora ai blocchi di partenza dopo l'ennesima falsa mi chiedo cosa è giusto e cosa è sbagliato, sono troppo orgoglioso per adeguarmi e troppo affamato di lavoro per non farlo. Il tempo passa e gioca conto di me è una verità, lui non gioca a carte scoperte perché nel suo mazzo ha solo figure e sa di raggiungere quando vuole il suo 7 e 1/2. Come si fa a vincere? Al più si pareggia...
Sapete, a me non mi tedia ritornare a lavori di colori grigi o anche più scuri, lavori al freddo che ti cristallizza piuttosto che al sole che brucia. A me non peserebbe affatto, come a definito qualcuno, un lavoro tra "nuovi strumenti" perché tutto avrebbe un fine ossia il MIO SOGNO che già voi conoscete. Ora però mi chiedo perché inseguirlo, tanto non serve, tanto la possibilità di raggiungerlo è talmente bassa che non ne varrebbe neanche la pena. Pensare di inventarmi una vita a tempo per i prossimi 6-8 mesi per qualcosa che potrebbe essere il nulla mi distrugge, pensare ad uno sforzo vano mi annienta. Sto uscendo dal giro, mi sento come chi in una stazione di periferia aspetta una metro notturna che non necessariamente passerà perché di corse notturne non è che ce ne sono in continuazione, che molto probabilmente ho mancato un paio di settimane fa.
Pensare che quei pochi secondi mi sono sembrati ore, giorni, il riscatto di tutto. Quel viso nello specchio RIDEVA, rideva... ancora dopo tanto tempo, non più ora. Ero quello che forse nessuno conosce, ero me stesso, ero come quella volta in bicicletta pensando alla mi prima chance di ottobre.
Sapete non si tratta del lavoro in se, non del posto inteso come soldi, prestigio o qualsiasi altra cazzata di questo tipo. Si tratta di riazzerare una vita, cancellando confini, cancellando punti di riferimento. Si tratta di riporre volumi di una storia vecchia e stantia su una libreiria, si tratta di scrivere una nuova storia senza regole, senza dogmi partendo dal niente. Si tratta di cambiare società, cambiare lingua, cambiare cultura, cambiare cibo, cambiare letteratura, cambiare musica, cambiare scopo, cambiare aspirazioni, cambiare emozioni. Si tratta di prendere me stesso impacchettarmi spedirmi lontanto da qualsiasi riferimento, cacciarmi nelle orecchie un urlo da sorgente maggiore dell'esercito modello Full Metal Jacket che fa: "Ed ora palla di sterco ARRANGIATI!!!". Si tatta di rischiare a 7 e 1/2 col destino, incrociare i guantoni con qualcuno o qualcosa di moooolto più grosso di me. (non la penso come Rob, la penso come Bak il senso talvolta sta solo nel rischio!)
Questi giorni, forse mesi, saranno per me la calata nel mio personalissimo inferno, li devo scompormi, bruciare, aspettare e rinascere rigenerato. L'ultima volta ci ho messo tanto troppo tempo, questa volta sarà più facile perché almeno qui non ho perché da porre ma, per fortuna, solo da pormi. A me spetta la risposta, non ad altri. Spero di riuscirci ancora, peccato solo che il freddo sia troppo tagliente per calvalcare la bicicletta, mi servirebbe ora. Credevo di averle detto addio un po' di mesi fa ora so che mi illudevo.
E pensare che la stagione a divenire è la primavera, almeno se fosse stato inverno non mi sarei perso colori, fiori, profumi, il sole, l'aria piacevole. Il rumore secco che ora governa il bosco tramutarsi in canto (il tempo verbale è giusto, il mio futuro ora è già passato). Per tutte queste cose ci vuole testa, io ora devo perderla devo diventare grigio nei colori, afono nei pensieri e amorfo nei piaceri. Devo lasciarmi cadere ancora verso il fondo, lentamente o velocemente non importa, perché intanto lividi compariranno comunque.
Complimenti 2009 sei durato anche troppo! E' che però sono pure un po' stufo...
Spero che nelle vostre isole stia arrivando la primavera. Qui niente fioriture almeno, ma forse anche no, fino a che non cadranno ancora le foglie.
C'est la vie no?

Mio

The Night Comes Down

When I was young it came to me
And I could see the sun breakin'
Lucy was high and so was I dazzling
Holding the world inside
Once I believed in ev'ryone
Ev'ryone and anyone can see

Oh oh the night comes down
And I get afraid of losing my way
Oh oh the night comes down
Oooh and it's dark again

Once I could laugh with ev'ryone
Once I could see the good in me
The black and the white distinctively colouring
Holding the world inside
Now all the world is grey to me
Nobody can see you gotta believe it

Oh oh the night comes down
And I get afraid of losing my way
Oh oh the night comes down
Oooh and it's dark again
And it's dark again
And it's dark again


Thursday, 19 February 2009

Partenza Senza Ritorno (DREAM STAGE #1/1)

Pensieri sparsi appuntati a casaccio nei miei ultimi 4 giorni. Scusate se sono lunghi e scritti male ma mi è piaciuto lasciarli come sono nati, separati solo da capoversi.

Ora ti riconosco, pochi microgrammi (o forse anche grammi) di alcool nel sangue mah non saprei, quello che so è che era la quantità giusta per catalizzare e non offuscare o imbastardire ciò che avevi dentro. Solo ebrezza nessuna ubriacatura.

Eppoi c'eri tu in quello specchio, tu luminoso, chissà forse era solo la camicia di un bianco squillante. Non importa.

Eppoi c'erano coppie che era un piacere vedere assieme, c'era amore giovane o collaudato che poi si può essere sia giovani che collaudati no?

Eppoi c'erano i pensieri pesanti che riposavano. Eppoi c'era LUI... evitatelo voi che potete... ;)

Tra poco si volerà, non solo con la testa!

Grazie E.&C. per la giornata e la serata a voi Serenità , Felicità e Fortuna. A voi la Saggezza per conservarli, l'incoscienza per farli nascere a vita nuova ogni giorno!


Si parte!!! chissà se la lingua di questi annunci sarà un giorno più famigliare. Già il volo, l'IMportanza della Portanza. Ora rolla l'aereo sulla pista ed i miei pensieri rullano più che mai, la marcia desiderata da tanto tempo ha inizio. Piccolo oblò mostrami pure quanto piccolo è il mondo, i miei occhi saranno grandi quanto mai lo sono stati prima, forse, pure tu non riuscirai a contenerli.


Discesa lenta, planata, dolce e delicata. Discesa tra campi coltivati, chissà cosa c'è laggiù... maggese? vite? mais o frumento trebbiati? Ulivo no, quello sicuramente no, qui batterebbe i denti per il troppo freddo. Quanto spazio senza case, senza uomo, che strano, che bello!

Il cielo è grigio ma cosa importa? Che poi mica mi sembra grigio sarà che forse sto vedendo oltre?


Verso l'incontro... che strana serenita' che sento addosso. Certe volte il mio annullare l'emozione è anche utile. Fin che dura me lo terrò stretto, per incasinarsi e agitarsi si fa sempre in tempo o meglio: arriverà anche il tempo anche per questo.


Verso la mia stazione.

Mi sto avvicinando al tuo cuore, al tuo ventre quasi di soppiatto sto arrivando dalla periferia. Volti multietnici ti colorano colori differenti, odori mai uguali. Trovo bellissimo che l'anima delle città la si possa capire osservando questi posti.

Diversità già, nulla di più stupefacente. In questo vagone di metropolitana non ci sono più di due persone della stessa razza, la nazionalità si quella è preservata. Io sono l'intruso in questo caso.

Ancora odori diversi, facce sempre nuove. Nessuna monotonia. Chiudo gli occhi e respiro.

BANANE 0.85 euro/Kg.

Verso il centro la gente ritorna pallida... tutto il mondo è paese. Che strani che sono questi camini, proprio come in foto.


Eppoi si perde l'orientamento, si crede di avere il nord di fronte ed eccolo dietro le spalle.

Si crede di volere qualcosa ma poi le carte in tavola cambiano così come il senso di certe decisioni preliminari. Poco male i dubbi vengono spazzati via come queste scie d'aereo vengono meticolosamente scomposte dal vento.


Probabilmente non si concluderà nulla però ne è valsa la pena. Sempre più convinto che, non so perché, di certi italiani mica mi fido. Lo si legge nei loro visi.


I miei pensieri sono ora incasinati forse tanto, forse più di questa tastiera che ho difronte. Ma chi cazzo l'ha inventata???

Con molta normalità ti dicono che prima di sei/otto mesi non si comincia, che gli accordi sono ancora da fare ma che manca solo la firma. Già sentito, NO GRAZIE!!!

Dall'altra parte ora ti dicono che sei troppo vecchio. Scusa ma mica ne ho trenta e più di anni sai?

Pensando a tutto questo non posso non pensare che ho detto di no ad un contratto già nero su bianco. Mancava solo la mia firma. CAZZO un po' me le fate girare eh!


Eppoi, eppoi si incontra per caso una persona non a caso. Persona che ti scruta con discrezione capendoti con la facilità con la quale si respira e cammina. Questo non si dimentica, lui non lo dimentico. E' stato un piacere anche se neppure conosco il Suo nome.


Bene, finito tutto. Domani sarò pure qui fino a sera, poi si ritorna a casa.

Riassumiamo il tutto? OK: Porca Puttana Troia!!!


Non mettete mai scarpe nuove se dovete girovagare in grandi città. Non mettete mai i sogni davanti alle realtà.

Fregatevene del prossimo per ciò che vi riguarda e che vi serbe subito ed ora. Sembrerebbe che funzioni, ora che l'ho provato ci credo e come.

Domani si rivola a casa con un pugno di mosche in mano come felice ricordo.


Domani ancora un breve giro di saluto per la città e quindi aereo per il ritorno. Stesse ali d'acciaio, stesse ali per i miei sogni, ali ora inutili perché spezzate.


Ciò che resta? Il rumore sordo di questo terminal nuovo e ben insonorizzato. La voce straniera della speaker che forse e probabilmente rimarrà per sempre tale.

Ora devo proprio reinventarmi la mia vita. Non mi si chieda come farò perché di idee non ne ho più e devo inventarmi una vita ORA!



STUPIDA VENDETTA

Chiuso in un cappotto scuro

respiravi qualsiasi colore, rumore. Ogni odore.

Tutto era nuovo, bello.

Tu eri un bambino ed il giocattolo era il treno,

era l'albero nuovo. Il cielo.


Chiuso in un cappotto scuro rigetti

quelle stupefacenti architetture di fasti passati.

Volti loro le spalle come se fossero normalità.

Ti annoiano, non ti frega sapere se mai le rivedrai.

E' la tua stupida vendetta,

di chi in un colpo solo è diventato adulto!


A presto care lettrici e cari lettori.


Mio

Sunday, 15 February 2009

Il Volo

Sono su ali di acciaio ed alluminio, ali solide fredde e dure oltre frontiera. Sono in volo tra mille pensieri che ali anch'essi sono se leggeri e sereni.
Con lunedì si parlerà di lavoro, si parlerà di un qualcosa che vedo come un modo di vivere ma che, non per questo sarà la mia Vita, ma sicuramente una parte, quello sì. Parte alla quale spetterà dare a me la giusta dimensione perché io possa da essa trarre linfa vitale cercando di non ubriacarmi, perché è già successo, fa male e non vale la pena. Perché nell'ebrezza si mantiene il controllo parziale ed ciò che ne scaturisce è migliore è un sorriso sano e sincero.
Due giorni di fuoco a parlare, a vedere e FINALMENTE a non vendermi! FINALMENTE sarò me stesso agirò mosso dalla curiosità, dall'interesse, dalla voglia di capire, dalla voglia di dire sapendo di sbagliare perché non si può che sbagliare quando anche la lingua non è quella che hai sentito sin da bambino.
Due giorni di pioggia gentile con la quale bagnarmi il viso e il corpo; pioggia che forse diventerà salata di lacrime per ciò che non sono riuscito ad afferrare, ma sapete cosa vi dico? Io ci sto provando con tutto me stesso quindi niente rimpianti e nessun rimorso. Se non andrà era perché non mi hanno visto adatto e di giudici come loro mi fido. Il demerito sarà solo Roberto, nulla più.
In terra straniera, lontano da casa, con lingua straniera a tenermi compagnia; più ci penso e più lo trovo fantastico, eccitante e accattivante. Ora sono stanco, mi sembra che tutta la tensione accumulata in questi ultimi tempi stia cadendo dal mio corpo verso terra, lentamente dolcemente. Come melma pesante la sento lasciare i miei piedi, ho bisogno di dormire, forse sognerò, lo spero. Domani sarà realtà ciò che fino a poco fa credevo impossibile, che grande morte hanno talvolta i sogni il loro esistere vale ogni piccolo, fugace singolo momento quando è questo l'inesorabile declino.
Sapete non importa se la realtà si spezzerà le ali ancor prima di volare, no davvero. Oggi su ali d'acciaio; per un po', forse, volerò su ali di sogno e tra un po' su quelle di realtà... che stanco che sono care lettrici, cari lettori ora ho bisogno di un attimo di pace scusate...
A presto,

Mio


Questa è per me la voce di ogni sogno, care lettrici, cari lettori ve la dedico dall'alto del mio volo

Serenade Gran Partita - 3rd Movement - W. A. T. Mozart


Thursday, 12 February 2009

Relayer -Yes

"Ancora loro???", direte voi... eh eh ma non preoccupatevi sono quasi "finiti" ormai la discografia me la sono quasi sparata tutta. ;)

Devo dire che, complessivamente parlando come album, non trovo che Relayer sia tra i più belli. Voglio però sottolineare pure che gli Yes a mio avviso meritano sempre quindi me lo sono goduto comunque. Che poi gli Yes vale cercarli se non altro per le stupefacenti ed eteree copertine che accompagnano le loro opere. Questa sotto è quella di Relayer, li vedete i cancelli? (si capirà dopo)

Descrivere questo album senza tirare in ballo confronti con sonorità presenti in altre opere di questa grande band progressive mi è difficile; vi proporrò quindi un ascolto che credo, a mio modesto parere e sapendo di essere quasi sempre al torto, racchiude tutto l'album ma anche parte di tutto quello che sono stati gli Yes prima di Relayer. Personalmente ci trovo e ritrovo pure un po' di King Crimson vecchio stile e Porcupine Tree ma magari mi sbaglio...
Ladies and gentlament, it's my pleasure introduce you the Yes with:

The Gates of Delirium








Scusate la qualità ma la genuinità di quei tempi credo che possa essere un valido motivo per inserire questi filmati. La parte terza io la trovo fantastica, che pace! forse è solo il risvolto della stoffa con cui è tessuto un incubo o un sogno di delirio; ciò che resta dopo quando tutto è finito per lo scoramento per l'assenza di energie, per tutto ciò che si può creare, volenti o nolenti, in quei momenti. Non so.
A presto,

Mio

Saturday, 7 February 2009

Tra Mare e Scogli



Solo sabbia?


Sogni come di Mare
Realtà come di Scogli.
Entità diverse evocanti in me
stati d'animo effimeri come le liquide acque tra le dita,
pesanti come duro granito sulla schiena.
Di tutto questo non riesco a privarmi.
Tutto viaggia assieme, mi esalta, mi deprime, mi distrugge.

Vorrei non essere più vento che fa nascere Sogni come onde,
vorrei che i miei Scogli fossero solo liscia sabbia.
Tutto in un lieve sussurro si scioglierebbe senza fragore.
Che tortura questo infrangere continuo
che in se racchiude la genesi di ogni mia speranza!

Mio


Tuesday, 3 February 2009

Io, per me, la vedo così

Personalmente penso, e talvolta pure ci riesco, che le pesantezze personali devono rimanere tappate in me stesso come chiuse in un contenitore ermetico.
Ci ho pensato molto, mi si scusi il tono oggettivo della mia affermazione, e credo che quando non si sta bene è per me PIU' meglio ritirarmi al di fuori di qualsiasi realtà sociale, mi spiego: se sono triste, malinconico, oppresso, depresso, in pratica non sto BENE, non vedo motivo alcuno per non abbracciare con devozione la più ascetica delle solitudini sociali; la mia solitudine sociale implica come primo punto il non tapparsi in casa unito al taglio più completo possibile dei collegamenti personali. Non so se pensate che questo approccio sia corretto oppure no, fate voi, ma per risolvere i problemi di cui sopra in maniera differente e per me giusta mica ci riesco.
Personalmente credo si sempre doveroso condividere solo i lati positivi del vivere: i sorrisi, la felicità, la leggerezza, la spensieratezza, la gioia... in somma ci si è capiti quelle cose che prezzo non hanno e che ci fanno dimenticare, per poco o tanto che sia, tutti problemi. Condividere il non stare bene per cercare un personale non stare MALE negli altri credo sia un errore. Soffro di solitudine o malinconia? Allora mi allontano dagli amici e mi ci tuffo dentro senza cercare distrazioni. Sono oppresso e/o depresso e mi sento perso con autostima ai minimi storici e sciaquai mentali al massimo tanto per bilanciare il tutto? Allora, beh allora questo bellissimo connubio queste sei-sette cosucce mi indicano che sono davvero KO e l'unica cosa che mi resta è uscire sulla strada con la musica nelle orecchie per poi andare a piedi verso boschi, su piste ciclabili nel verde, nuotare correre, andare in bici. Insomma sempre e comunque muovermi. Devo farlo altrimenti mi farei del male ancor più di quando lo faccia normalmente, no non è bello non sono bei momenti. No non posso contagiare qualcuno con questo mio MALEssere, non è giusto che io mi cibi di sorrisi e spensieratezza altrui solo per me senza dare niente di spontaneo in cambio, in questi e in quei momenti non ho nulla di buono da donare.
Lo so, noi si è esseri sociali e questo comportamento porta a star male ancor più profondamente e più a lungo, ma di lenire i miei dolori succhiando come un parassita Vita altrui non lo voglio perché, poco o tanto, il parassita libera tossine nell'ospite e questo non lo voglio. Non voglio essere un untore dei miei mali.
Sapete una cosa di questo mio agire mi consola, ed è che alla fine delle fini pochi o forse anche nessuno ha mai capito quando sono in apnea nei miei fondali più fangosi, tetri e freddi. Mi viene da pensare che probabilmente il mio innato e mai mutevole annullare ed appiattire il tutto come mere ombre sull'asfalto renderebbe atipico il contrario.
Di recente mi è stato detto: "Perché ridi? Che è successo?", con tono a metà tra chi ha visto un marziano e l'acangelo Gabriele assieme, insomma come se fosse un qualcosa di exstra nella mia vita ordinaria e mai (ex)stratraordinaria, un tratto perso in ricordi che io ho solo da bambino. Mi ha fatto provare un infinito senso di tristezza.
Poi ci sarebbe da parlare ancora di Amore, li tutti siamo diversi, li tutto è diverso, li tutto è coerenza autoreferenziata dalla controparte. Li tutto è cielo stellato, albe, tramonti, fiori profumi luci, sogni. Li tutto è perdersi nell'anima che si ha di fronte è cedere, è non opporsi, è dischiudere le mani di chi si ha di fronte e riporci il tuo Cuore senza domande senza perché è custodire il dono che ti viene fatto come un qualcosa di più prezioso della tua stessa vita. Non so se sono ancora pronto un'altra volta.
Sorridete o ancor meglio ridete sempre anyway the wind blow io vorrei imparare la seconda ma mi è forse impossibile se non imparerò a volerlo con tutto me stesso.

Mio

Sountrack in me: Nobody Loves You (When You're Down and Out) -John Lennon

Nobody loves you when you're down and out
Nobody sees you when you're on cloud nine
Everybody's hustlin' for a buck and a dime
I'll scratch your back and you scratch mine

I've been across to the other side
I've shown you everything, I got nothing to hide
And still you ask me do I love you, what it is, what it is
All I can tell you is it's all show biz
All I can tell you is it's all show biz

Nobody loves you when you're down and out
Nobody knows you when you're on cloud nine
Everybody's hustlin' for a buck and a dime
I'll scratch your back and you knife mine

I've been across the water now so many times
I've seen the one eyed witchdoctor leading the blind
And still you ask me do I love you, what you say, what you say
Everytime I put my finger on it, it slips away
Everytime I put my finger on it, it slips away

Well I get up in the morning and I'm looking in the mirror to see, ooo wee!
Then I'm lying in the darkness and I know I can't get to sleep, ooo wee!

Nobody loves you when you're old and grey
Nobody needs you when you're upside down
Everybody's hollerin' 'bout their own birthday
Everybody loves you when you're six foot in the ground



Thursday, 29 January 2009

Just For A Dream

Niente è più facile che creare la Vita, dare la Morte.
Inseminare o abortire è un soffio di parole, modulato ma anche no, che esce dalla bocca. Nulla più!
Sarebbe bastata una firma falsa ma non falsificata. Nulla più!
Sono da rinchiudere. Chi segue i propri Sogni deve essere rinchiuso. Perché? Perché i pazzi sono tutti fuori. Nulla più!

Mio


PS: ben inteso, per chi lo avesse mai pensato, non ho la pretesa di essere il solo nel manicomio; certo non è tanto grande da contenere tutti quelli che stanno liberi fuori... ma qui dentro ho poca buona compagnia.

Tuesday, 27 January 2009

Aspettando

Ci sono delle volte in cui la sola possibilità di poter attendere è tutto quello che vorresti, ci sono quelle volte che il sentirti fermo ed inchiodato ti distrugge, ti erode lentamente.
Eccomi qui, aspettando il tempo che faccia il suo corso e che le azioni facciano piu' diligentemente il loro dovere. Eccomi di fronte a scelte che ti tocca fare, a corrispondenti fatti che mi toccherà eseguire se è me stesso che voglio far correre... ma poi dopo questo e dopo altro ancora, dopo a questo correre e rincorrere chi sarai? o meglio COSA sarai?
Speri, sogni, credi, desideri e non ti accorgi che non serve a niente. Fai come tanti, ti dicono, ridi di tutti gli "altri", quelli che hanno la faccia come la tua... ma forse la tua sarà così ancora per poco anch'essa è destinata a diventare un magnifico CULO!
Tristezza provo, " 'fanculo" a me stesso urlo!

Mio

PS: scusate lo sfogo ma ho finito la carta e non ho piu' la penna... quando mi serve l'agendina non l'ho mai con me... insomma giornata di merda! e non è finita la Giornata!

Sunday, 25 January 2009

Preghiera Per un Amico -John Irving

Devo dire che all'inizio sono rimasto molto disorientato da questo libro e mi chiedevo: "Ma perché Daniela me lo ha consigliato?", poi per curiosità sono ritornato a leggere il commento che aveva lasciato ad un mio post ed è stato come se mi indicasse la strada per una sua interpretazione.
In quel post mi chiedevo se esistessero oppure no risposte ai miei perché (i miei soliti sciacqui e risciacqui mentali insomma) e di questo a parer mio parla il libro. Della strada che ognuno di noi dovrebbe seguire, e mai inseguire, nella sua vita. Tutto torna e quadra nella sua completezza se non ci si abbandona al subire e al non aggredire quella strada che, talvolta e troppo spesso, è dissestata, quasi sempre in salita e fatta di discese che troppo spesso ci sembrano un soffio per lunghezza ma che ci danno un attimo di pura ebrezza che, se colto, profuma di eternità, di ricordi che ci fanno lasciare le nostre pene terrene nel bene e nel male.
Questo libro parla di fede, fede in dio, che ha su di noi un progetto predefinito e predeterminato a priori. Parla di chi fede in dio non ha, di chi ha bisogno di segni per credere e di chi crede senza segni inseguendo un sogno.
Questo libro, volendo estremizzare, forse non parla neanche di dio ma di ciò che dio è ossia della dimensione della fede che, se esiste ed è solida, dona esistenza e solidità pure al concetto di dio. A mio MODESTISSIMO avviso volendo ridurre ai minimi termini il pensiero celato tra le righe è che il sogno inseguito è l'unica dimensione che può rendere compiuta una Vita. Alla fine non si resterà mai con un pugno di mosche in mano. Si potrà rimanere scottati a morte così come baciati a nuova vita, ma da lassù, dall'alto del mondo inseguito e sperato, nulla avrà mai lo stesso prezzo, lo stesso sapore, la stessa immensità di quanto si è conquistato.
Io, per me, ci credo in questo, convivere nelle incognite però fa paura e talvolta toglie pure il sonno. Vivere con nelle speranze non fa paura ma toglie il sonno comunque. Sapere di non sapere niente e provare a se stessi che si ha ragione o si sbaglia, esplorare, vivere, gioire per poi un po' morire è forse l'unico modo per dare senso alla vita, l'unica cosa è saper trovare le giuste proporzioni altrimenti, il tutto, senso sembrerebbe non averne!
A presto,

Mio


PS: Ringrazio molto Daniela per il cortese suggerimento letterario mi è piaciuto davvero, non è banale. Ma d'altronde come poteva esserlo no?! ;).
GRAZIE DANIELA!

PPS: Piccolo problema: HO FINITO i vostri preziosi suggerimenti ne avete altri? Io avrei pensato a: Anna Karenina (colpa de "L'eleganza del riccio") , Sulla Strada e Il gioco delle perle di cristallo. A voi cosa vi è piaciuto o vi piacerebbe leggere?

Thursday, 22 January 2009

L'ho Fatto Ancora

Ho messo il culo da dove dovrebbero venire le pedate!
Ho invocato la mia COERENZA!
Ho promesso CORRETTEZZA!
... ma questa volta tutto a me stesso non ad altri. Questa volta mi sono regalato un desiderio da inseguire, spero di poter cominciare a correre presto!
No, non un sogno, per quelli serve l'incoscienza, irrazionalità. Quello è il prossimo passo o almeno spero!

Mio

Sunday, 18 January 2009

Alfredo

così chiamerò un mio amico con il quale recentemente ho parlato molto. Amico che mai leggerà queste righe visto che l'informatica non è nelle sue corde. Ma questo forse centra?

A: "Sai credo che la gente non stia bene, Io non sto bene..."
R: "Perché? Tutti si è un po' presi male e talvolta è normale dai! Essere compressi quando le cose sfuggono è la norma."
A: "Roberto sono due anni che "qui" tutto è cambiato. Io sono cambiato"
Mica me ne sono mai accorto sapete? Il cambiamento di Alfredo non l'avevo mai percepito, pensavo sempre a qualcosa di passeggero. A me fa strano pensare che ci si possa abituare ai cambiamenti a tal punto da pensare alla normalità ma purtroppo è così.
R: "Da quando ti sei lasciato con Lei quindi... non è che ne sei ancora innamorato?"
A: "No, no davvero. Ora si è amici e nulla più. Ci ho pensato davvero a fondo e così è, perché così la sento quando la rivedo. Fidati!"
R: "Sicuro?"
A: ", tutto è ormai ricordo..."
A: "La gente non sta bene, io non sto bene afffatto. Sai, ogni sera tutte le settimane quasi tutti i giorni faccio ginnastica, nulla di che. Non pensare a me come un Mr. MeansHealth ok?"
R: " :)"
A: "Perché lo faccio? Sai, non serve a nulla, la mente non si allena a flessioni ed i bicipiti e gli addominali non sostengono nulla se non le membra. Mi vedo come un misero Atlante, un titano che però non riesce a sostenere il suo piccolo mondo."
Alfredo smette di parlare, si guarda le mani con i calli dei bilancieri. Chissà a cosa sta pensando.
R: "Beh pensa positivo, almeno quella ginnastica ti fa sembrare meno flaccido di prima. Ancora un po' e diventi un "grandioso fusto"!"
Dico ridendo, il clima nella stanza però non ride affatto. Alfredo non ride.
A: "Sai che mi ammazzo di fatica, con sport che assomigliano di più alle fatiche di Ercole che a qualcosa che si fa per diletto. Lo faccio per non pensare, per cancellare con lo sforzo fisico la pesantezza dei pensieri. Lo faccio per intontire il corpo e spegnere questa testa, questo malessere. Talvolta ci riesco, altre volte no..."
R: "Lo so, certe volte è anche la mia strategia. Funziona ma..."
Vengo interrotto come se non stessi neppure parlando. Alfredo è partito con i suoi pensieri.
A: "Mi sono accorto che non so più cosa significa vivere serenamente, non conosco più la Serenità. Un posto vale un altro, sono insensibile a tutto, tutto vorrei apprezzare e toccare ma mica ci riesco. La colpa è che so ciò che voglio, so che tutto è possibile ma che in larga misura è indipendente dalla volontà. I sogni si perseguono ma non per questo si possono realizzare. Certe volte si inseguono non arrivando ad alcun che. Mi sento perso dopo tanto inseguire ciò che ora non riconosco più. Ciò che avrei dovuto riconoscere tanto tempo fa... e non parlo di Lei, OK? Ma di ciò che mi ha portato a Lei. Non pensare che sia un fissato. Grazie!"
Alfredo non è un tipo che si apre, certe volte ho pensato che non esistesse nessun grimaldello in grado di aprirlo. Quando parlava pensavo che stava per esplodendere.
A: "La gente non sta bene e mi sento gente ora sai? Sono nervoso, irritabile e suscettibile, manca solo che mi metta a predicare a destra e a manca e dopo il paradigma dello stronzo è completo! Cazzo, ho sempre pensato che le pesantezze personali non devono pesare al di fuori della pelle che mi contiene... ora escono troppo spesso dalla mia bocca. Devo imparare a stare zitto. Ora devo zittirmi, scusami non mi ero accorto di stare a fare proprio questo vedi? Che merda!"
R: "Ma no figurati continua pure, fa bene sfogarsi, io pure lo faccio ogni tanto. Aiuta!"
Alfredo però si rabbuia, abbassa lo sguardo e intravedo che il pomo d'Adamo che si alza come quando si deglutisce a fatica. Sembra in apnea io aspetto un cenno del suo viso, del suo corpo, ma arriva solo un profondo sospiro e poi un accenno di sorriso.
A: "Ancora vino? Questo moscato rosa è davvero ottimo alla fine di un pasto!"

Li per li non ho saputo dire niente altro, ho rispettato la sua scelta di tacere, il suo richiudere quei pensieri tanto pesanti in un cassetto che si era svuotato quel tanto da consentirne la chiusura. Ora mi domando quante altre volte quel cassetto sarà ancora stracolmo, quante volte lo è stato in passato. Ad Alfredo voglio bene e lo capisco pure nel mio piccolo, purtroppo però, non so cosa dirgli non so cosa "fare" con lui. Penso solo che tutto sarebbe più semplice se non si sapesse nulla di niente e ancor più di noi stessi, il capire, o il pensare di poter capire, cosa si vuole è una gran bella brutta cosa. Consapevolezza la chiamano no?
Voi che cosa direste ad Alfredo? Non serve che lo conosciate perché possiate esprimere un pensiero, perché credo che per certe cose non c'è solo un modo di vedere la Vita, nella Vita ci sono mille e mille vedute non considerate, tutte ottime e pregievoli, dalle quali imparare. La mia non credo che sia un granché da proporre.
A presto Alfredo, forse è il "solo" sentirti solo che ti frega. Sei davvero sicuro di esserlo?

Roberto

Wednesday, 14 January 2009

Perché le ombre non hanno colore?

Domani ci sarà un colloquio di lavoro, per un posto che non mi attrae per una prospettiva che non mi piace, per un lavoro che devo al più presto ottenere, per un posto, posso dire, valere un altro.
Domani metterò la mia sciarpa indaco, indefinita e sospesa nel colore tra viola e blu profondo. Indefinita e sospesa come me. Non posso non pensare che l'unico colore che ormai mi appartiene sia solo quello dei miei vestiti, dentro mi sento grigio e forse pure tetro.
Domani sarà un giorno come molti a venire, giorno di maschere, giorno di recite, giorno di vetrine nelle quali svendersi perché di vendere non se ne parla proprio. Consola effimeramente che almeno per un po' si è a carnevale e questo non stonerà più di tanto no? Lo so, non sono credibile.
Domani e quanti domani ancora? In cerca di lavoro con la consapevolezza che non è quello che ti farà mutare il tuo stato d'animo, con la consapevolezza che quel po' di cultura che sei riuscito ad assorbire ora ti pesa, ti trafigge, ti ossida un'anima che forse non sarà mai lucente come tu vorresti. La banale ed artificiale plastica mica si può lucidare sai?
Domani e quanti domani ancora? A guardare un soffitto la sera cercando nelle ombre segnali per un futuro di speranza, creandoti in quelle ombre quadri di idilliaci sogni nei quali anche l'ombra ha colore. Aspettando l'assalto lento ed inesorabile del sonno.
Oggi come ieri, come sarà domani, nella speranza di trovare in un'e-mail una risposta positiva ad una richiesta inviata che hai creato e visto possibile in quelle ombre colorate. Nella speranza di una risposta anche se negativa, come poi sono le nere ombre nella realtà.
Domani giorno da puttana, domani ci si vende. Domani come si fa? Io non so urlare, non ho slogan particolari da lanciare nell'aria per orecchie pronte a cogliere solo quello, la mia merce è quella un po' di tutti nulla di speciale ci si può trovare se non si è disposti a cercare così come avviene per tutti. Vendere apparenze non è il mio forte.
Nella Vita ho capito che l'unica cosa che conta, per me ma credo non solo, non è un lavoro, lo studio, la professione o alcuna di queste cose indispensabili ma succedanee. Con loro non ci si addormenta occhi negli occhi la sera e a loro non ci si può portare un caffè al sorriso la mattina. L'unica cosa che realmente conta è la dolcezza dell'Amore vero che mica si sa se esiste od esiste solo un suo reale miraggio. L'unica cosa è sentirsi un po' capiti e nulla più, è lasciare alle parole lo spazio necessario al solo parlare e lasciare al cuore il vero comunicare.
Nulla cambierà realmente se i miei sogni incontreranno la realtà, solo che non dovrò fingere e che nel lavoro potrò contare sulla passione come carburante continuo consapevole che ogni sera, come questa sera, mio malgrado, un'amante non voluta alzerà le mie coperte e giacerà con me ed io con lei, perché il rifiuto non sono mai riuscito a concederglielo. Io troppo debole, troppo ignorante, troppo drogato di quella altera presenza che ormai mi riempie fino a farmi tracimare, amante che di nome fa Malinconia.

Mio


On Air Notturni -Frédéric Chopin


PS: Io non ce ne capisco niente di musica (e di quasi tutto) ma mi permetto di dire che: se volete un pugno allo stomaco ascoltateli quando non siete molto "colorati"; ma, se volete volare, ascoltateli quando siete in volo nella Vita. Il primo effetto credo sia assicurato, il secondo spero di sperimentarlo prima o poi.

Tuesday, 13 January 2009

Respirare Sott'acqua

Poco più di un mese fa le ginocchia mi hanno fatto gentilmente capire che correre forse non sarà più uno dei miei possibili passatempi. "Azz azz azz che fare?" ho pensato, "che ne dici di nuotare nuotare?" mi sono chiesto.
Era da quando avevo undici anni o giù di li che non entravo in una piscina con l'intenzione di nuotare. Da allora la piscina è rimasta identica: stessi odori, stesso rumore, stesse docce; io ora più grande, più deciso nel voler nuotare per divertimento senza la paura per l'acqua alta.
Entro in acqua, pianta del piede sul bordo leggera spinta testa sotto e via... parto per la mia andata; arrivo dall'altro lato della vasca corta, soffio annaspo, arranco afferro il trampolino, risposo e prendo fiato. Pianta del piede sul bordo, leggera spinta testa sotto e via... parto per il ritorno annaspante, arrancante quasi sofferente. Arrivato al bordo mi concedo un meritato riposo osservando un vecchietto che macina vasche come se camminasse, mi interrogo su come possa farlo visto che un minimo di allenamento e di fiato l'ho pure io. Conto le bracciate osservo la respirazione parto e lo imito, risultato medesimo al precedente. Dopo neppure quaranta minuti di pseudo-nuotare abbandono mestamente la vasca. Ma non l'idea di riuscire a nuotare.
Mi era stato detto che dovevo imparare a respirare sott'acqua, da allora è quello che ho perseguito e ieri l'altro ce l'ho fatta, ho respirato sott'acqua! Che feeling incredibile, che senzazione strana, è stato davvero come respirare e tutto è successo quando i Pensieri hanno preso il sopravvento sul mio pensare al respirare. Ad un tratto mi sono ritrovato a non saper distinguere la differenza tra testa sotto o testa fuori dall'acqua tra l'inspirare e l'espirare. Ora riesco a nuotare quasi una ventina di minuti non-stop (che per me mica è poco), la tecnica è quella che è ma la mia oretta e mezza nell'acqua ce la passo con piacere. Mi piace il ritmo che riesco a raggiungere, anche se interrotto dalle virate che non so ancora fare, mi piace capire come è il mio corpo nell'acqua mi piace ascoltarlo, mi piacciono le ultime vasche che faccio a tutta (ossia come le normali vasche del vecchietto perché, in ogni piscina a qualsiasi ora, c'è sempre un vecchietto che tira come un disperato) quando sento scivolare l'acqua addosso e sento la sua viscosità aumentare con la velocità, mi piacciono i crampi che sono sempre in agguato e mi dicono gentilmente che l'ora della doccia è giunta.
Il perché di questa storia e quale pseudomorale ne traggo? Può sembrare strano ma non posso non pensare a quello che sta dietro a questa mia esperienza. Credo di aver imparato a respirare sott'acqua, anche se ancora dilettantiscamente, ci sono riuscito con la tenacia, l'osservazione e l'applicazione continua. Ora posso dire che nuotare (verbo abusato forse) mi piace davvero. Credo di aver capito definitivamente che nella Vita non sono in grado Nuotare ma ancor peggi di osservare ed imparare, di applicarmi e non mollare come ho fatto e sto facendo mentre nuoto; non riesco a cogliere e quindi a raccogliere nessun frutto. Sarebbe facile dire: "Non sono capito.... Non sono ascoltato...", ma credo che non mi sono mai spiegato e neppure ho mai parlato. La "parole" non escono dalla mia bocca perché non sono generate dal mio pensiero.
Mi chiedo perché il corpo anche il più pigro con tanta perseveranza si può educare ma la mente, pertroppo, anche no. Non ho risposta alcuna e tutto mi sembra andare inesorabilmente da qualunque parte tranne che nella direzione che vorrei. Sto pensando che per gente come me il futuro sia ineluttabilmente segnato dalle personale ignoranza ed incapacità.
Vorrei che fosse tutto semplice come acquistare un ingresso, avere cuffia, costume ed occhialini. Vorrei perché purtroppo così non è.
A presto,

Mio

Sunday, 11 January 2009

Thursday, 8 January 2009

Prìncipi e Princìpi

Io non ci capisco più nulla, o meglio: meno di nulla perché nulla ho sempre capito.
Mi domando sempre più spesso perché dovrei imbastardire il mio essere con cose che non condivido, diventare cinico al solo fine di perseguire ciò che voglio? Perché dovrei agire come non vorrei che gli altri agissero con me?
Ritorno a dire che capisco meno di nulla, ma questa coerenza non la voglio abbandonare. Mi toccherà abbandonarla, perché non porta a nessuna soluzione di continuità in questa società. Sognare che qualcuno ti apprezzi per i tuoi Princìpi è cosa assurda, perché si vive in un mondo di Prìncipi spietati che il loro fine perseguono calpestandoti se possono, ignorandoti sempre.
Devi diventare falso ipocrita e bastardo per afferrare il tuo Sogno, ma poi cosa te ne farai? Quanto conta un Sogno sporcato? Meno di un utopia che sai essere vera e tangibile. Nulla!
Tutto comincia a pesarmi, il volo che non esiste, le cadute che si susseguono, la polvere che riempe i miei polmoni, la consapevolezza che non ho nessun regno da scambiare con un cavallo. L'idea di piegarmi a una volontà non mia, mi fa paura mi intristisce... un mese ancora resisterò e poi sarò assuefatto, grigio e piatto!
Detestati Prìncipi fino ad allora non mollo, fino ad allora lasciatemi il mio Sogno... fino ad allora e nulla più. Poi si giocherà a carte da compagni allo stesso tavolo, io baro come voi in una Vita di bugie.
A presto,

Mio


Sountrack in My Brain: Death On Two Legs (Dedicated To...) -Queen

Death On Two Legs (Dedicated To...)
You suck my blood like a leech
You break the law and you breach
Screw my brain till it hurts
You've taken all my money and you want more

Misguided old mule
With your pig headed rules
With your narrow minded cronies
Who are fools of the first division

Death on two legs
You're tearing me apart
Death on two legs
You've never had a heart of your own

Kill joy
Bad guy
Big talking
Small fry

You're just an old barrow boy
Have you found a new toy to replace me?
Can you face me?
But now you can kiss
My ass goodbye

Feel good are you satisfied?
Do you feel like suicide?
I think you should
Is your conscience all right
Does it plague you at night?
Do you feel good? Feel good?

You talk like a big business tycoon
You're just a hot air balloon
So no one gives you a damn
You're just an overgrown schoolboy
Let me tan your hide

A dog with disease
You're the king of the 'sleaze'
Put your money where your mouth is
Mister know-all
Was the fin on your back
Part of the deal? (shark)

Death on two legs
You're tearing me apart
Death on two legs
You've never had a heart (you never did) of your own
(right from the start)
Insane you should be put inside
You're a sewer rat decaying in a cesspool of pride
Should be made unemployed
Then make yourself null and void
Make me feel good I feel good



Tuesday, 6 January 2009

Non è la Befana...

Si sta seminando vento di odio, sangue, terrore e devastazione. Non posso capire e mai capirò la guerra, però questi occhi giustificano una non pace eterna.


Non è questione di avere un'opinione o dare una giustificazione, ma ditemi voi come potrà essere differente, ditemi in questa foto leggete speranza nel futuro. Questo bambino ha gli stessi occhi del padre e della madre. Suo figlio avrà la stessa paura.
Non centra che sia Gaza, Palestina, Israele o il mondo intero, centra l'uomo qui ed ora: ignorante nella sua furbizia, meschino nel perseguire il suo fine, untore portatore di morte, di desolazione e disperazione!
Addio bambino, perché in quel giorno ti è stata rubata la fanciullezza e nessuno potrà ridartela.
Addio bambino sperando che almeno il sogno non ti sia stato strappato dal cuore e dall'Anima!


Mio

In my thoughts: Imagine -John Lennon

Saturday, 3 January 2009

Preghiera a...

E' un po' di giorni che mi interrogo su cos'è una preghiera. Per chi crede è rivolgere a dio o dei le proprie richieste, parlare delle proprie pene, dei propri sogni e desideri, di cosa si vorrebbe per se o per altri o magari, più semplicemente, un rendere grazie spontaneo per riuscire a vivere la Vita a pieno. Ma per chi non crede? Per chi non ha dio e dei cos'è la preghiera e soprattutto esiste ancora?
Credo che essa esista ancora e mantenga il suo essere. Ed ora comincia il bello e il brutto, sperando di non offendere persona alcuna, vorrei parlare dell'essere.
Cos'è per me? Semplicemente la formalizzazione di un sogno che vorremmo raggiungere, il grido di illusioni ci fanno vivere e sperare, un grazie a noi stessi. Nulla più. Io prego me stesso perché possa essere in grado di regalarmi un sogno, per tentare di darmi l'illusione che talvolta sa di respiro fresco e vitale, per ringraziare il fatto che non ho mollato quando dovevo tener duro. In tal senso credo che sia quasi impossibile non pregare, tutti più o meno si prega e, almeno per me, non è giusto perché è solo prendersi in giro affidando, in questo caso, a noi stessi mere utopie. Il poter pensare che un desiderio al di fuori delle nostre volontà e dei nostri comportamenti si possa avverare solo perché lo si desidera con tutta l'anima è volersi male, è farsi tremendamente male.
Desiderio appunto, credo che esso sia il cibo della Vita, la fa rimanere viva anche nelle situazioni più difficili e buie; purtroppo esso è anche una droga alla quale la Vita diventa dipendente. Personalmente penso che siamo in un circolo chiuso nel quale ricalchiamo sempre gli stessi passi con l'incantata illusione di vivere sempre nuovi momenti, ahimè le illusioni, sono sempre le stesse preghiamo sempre lo stesso "dio" gli stessi "dei" che mica esistono, che mica ci risolveranno nulla e regaleranno ancor meno.
Vorrei non pregare più, neppure in quei pochi minuti di ogni giorno nei quali desidero cose che non avverranno mai, cose che mi fanno volare. Vorrei diventare ateo di me stesso, vorrei un'Anima consacrata alla realtà pura e cruda, nuda e semplice. Quella che taglia, fa male e dona Amore destinato a morte sicura. Ho pregato ancora, che tragedia la Vita di chi può essere solo credente!


Mio


On Air: The Gates Of Delirium -Yes

Thursday, 1 January 2009

Vorrei-Sciarpa-Farewell

Il sole d'inverno chiama ed ammalia quando è caldo, ti lascia solo in fretta scendendo basso all'orizzonte ti presenta silenzioso un freddo che taglia quando le stelle disegnano curiose forme che solo tu vedi perché non le conosci.
Il sole d'inverno chiama ed seduce quando brilla sulla neve appena caduta, ti scalda in fretta i vestiti il cuore ed i pensieri, ti introduce ad un sogno fatto di tramonti e crepuscoli immaginari quando le stelle ti ammiccano tutte assieme dall'alto.
Oggi c'era il sole d'inverno, a casa mica si può stare quindi scarpe da ginnastica ai piedi si parte con loro:


Chi sono? (non cosa sono)
Lui ha tanti nomi dipende da cosa mi vuole raccontare, oggi era Francesco Guccini che mi ha tenuto compagnia per tutto il pomeriggio.


Vorrei

Vorrei conoscer l' odore del tuo paese,
camminare di casa nel tuo giardino,
respirare nell' aria sale e maggese,
gli aromi della tua salvia e del rosmarino.
Vorrei che tutti gli anziani mi salutassero
parlando con me del tempo e dei giorni andati,
vorrei che gli amici tuoi tutti mi parlassero,
come se amici fossimo sempre stati.
Vorrei incontrare le pietre, le strade, gli usci
e i ciuffi di parietaria attaccati ai muri,
le strisce delle lumache nei loro gusci,
capire tutti gli sguardi dietro agli scuri

e lo vorrei
perchè non sono quando non ci sei
e resto solo coi pensieri miei ed io...

Vorrei con te da solo sempre viaggiare,
scoprire quello che intorno c'è da scoprire
per raccontarti e poi farmi raccontare
il senso d' un rabbuiarsi e del tuo gioire;
vorrei tornare nei posti dove son stato,
spiegarti di quanto tutto sia poi diverso
e per farmi da te spiegare cos'è cambiato
e quale sapore nuovo abbia l' universo.
Vedere di nuovo Istanbul o Barcellona
o il mare di una remota spiaggia cubana
o un greppe dell' Appennino dove risuona
fra gli alberi un' usata e semplice tramontana

e lo vorrei
perchè non sono quando non ci sei
e resto solo coi pensieri miei ed io...

Vorrei restare per sempre in un posto solo
per ascoltare il suono del tuo parlare
e guardare stupito il lancio, la grazia, il volo
impliciti dentro al semplice tuo camminare
e restare in silenzio al suono della tua voce
o parlare, parlare, parlare, parlarmi addosso
dimenticando il tempo troppo veloce
o nascondere in due sciocchezze che son commosso.
Vorrei cantare il canto delle tue mani,
giocare con te un eterno gioco proibito
che l' oggi restasse oggi senza domani
o domani potesse tendere all' infinito

e lo vorrei
perchè non sono quando non ci sei
e resto solo coi pensieri miei ed io...


Perché per me non parla solo d'Amore ma di molto di più. Parla del nostro essere innamorati come qualcosa di possibile, parla dell'unica cosa che da un vero senso alla Vita. Ossia l'Amore in tutte le sue forme.
Per me è una canzone dona a chi l'ascolta sogno e speranza, che scalda l'anima con un semplice e gentile condizionale.
La sciarpa non è una sciarpa, so che sa tanto di affermazione Magrittiana e quindi paradossale, ma per me è molto di più, è un regalo di una persona che mica ce ne sono tante nel bene e nel male, che poi chi giudica cosa? Insomma bene o male vuol dire tutto e niente. E' la prima volta che l'indosso e devo dire che è davvero bella e calda! (Però appena messa ammetto che mi è scappatto un "azz se pizzica!" :) )


Farewell

E sorridevi e sapevi sorridere coi tuoi vent' anni portati così,
come si porta un maglione sformato su un paio di jeans;
come si sente la voglia di vivere
che scoppia un giorno e non spieghi il perchè:
un pensiero cullato o un amore che è nato e non sai che cos'è.

Giorni lunghi fra ieri e domani, giorni strani,
giorni a chiedersi tutto cos' era, vedersi ogni sera;
ogni sera passare su a prenderti con quel mio buffo montone orientale,
ogni sera là, a passo di danza, a salire le scale
e sentire i tuoi passi che arrivano, il ticchettare del tuo buonumore,
quando aprivi la porta il sorriso ogni volta mi entrava nel cuore.

Poi giù al bar dove ci si ritrova, nostra alcova,
era tanto potere parlarci, giocare a guardarci,
tra gli amici che ridono e suonano attorno ai tavoli pieni di vino,
religione del tirare tardi e aspettare mattino;
e una notte lasciasti portarti via, solo la nebbia e noi due in sentinella,
la città addormentata non era mai stata così tanto bella.

Era facile vivere allora ogni ora,
chitarre e lampi di storie fugaci, di amori rapaci,
e ogni notte inventarsi una fantasia da bravi figli dell'epoca nuova,
ogni notte sembravi chiamare la vita a una prova.
Ma stupiti e felici scoprimmo che era nato qualcosa più in fondo,
ci sembrava d'avere trovato la chiave segreta del mondo.

Non fu facile volersi bene, restare assieme
o pensare d'avere un domani e stare lontani;
tutti e due a immaginarsi: "Con chi sarà?" In ogni cosa un pensiero costante,
un ricordo lucente e durissimo come il diamante
e a ogni passo lasciare portarci via da un' emozione non piena, non colta:
rivedersi era come rinascere ancora una volta.

Ma ogni storia ha la stessa illusione, sua conclusione,
e il peccato fu creder speciale una storia normale.
Ora il tempo ci usura e ci stritola in ogni giorno che passa correndo,
sembra quasi che ironico scruti e ci guardi irridendo.
E davvero non siamo più quegli eroi pronti assieme a affrontare ogni impresa;
siamo come due foglie aggrappate su un ramo in attesa.


Farewell, non pensarci e perdonami se ti ho portato via un poco d'estate
con qualcosa di fragile come le storie passate:
forse un tempo poteva commuoverti, ma ora è inutile credo, perchè
ogni volta che piangi e che ridi non piangi e non ridi con me...



Perché vorrei ritornare, come fu tanto tempo fa, a poter dire e a sentirmi dire farewell però riuscendo, questa volta, a soffocare sul nascere le mie, le altre, le nostre parole d'addio con un semplice bacio. Perché "il tichettare del tuo buonumore" è l'unica vera misura del tempo.
Chissà se c'è al mondo un'altra persona che piangerà e riderà ancora con me. Credo di sì perché confido nella nostra capacità di rimanere sempre mutevolmente uguali, perché se lo è stato una volta potrà esserlo ancora. Nulla più.
Per me questa canzone d'addio sa di gioia consapevole e consapevolezza speranzevole ossia di certezza e realtà che solo noi si può plasmare.

Questo post lo dedico a te perché tra le poche e preziose persone positive che ho incontrato nel 2008, tu sei stata e sei per me un'amica e un ricordo indelebile. Questo in qualche modo dovevo dirtelo scusa, se leggerai, la forma pubblica ma mica mi è venuto in mente nulla di meglio, nulla che non implicasse una replica che preferirei evitare, lo so sono strano ma è PIU' meglio così, la distanza a me non cambia nulla a te forse sì, forse no o forse non so, quindi tutto come 5 minuti fa prima di leggere OK? Se leggerai, scusa l'accento d'egocentrismo ma mi è sembrata una possibilità... ma soprattutto scusa la mia scelta.
Felice, Sereno e Fortunato 2009... ma anche 2010, 2011,... 2xxx fai tu, tanto al 3000 pure tu mica ci arrivi :)

Roberto

Wednesday, 31 December 2008

2008 Addio

Te ne sei andato come il tuo fratello maggiore, quel 2007 che mi ha piegato fino quasi a spezzarmi ogni singolo osso a dislocarmi ogni articolazione. Di lui porto ancora segni dentro e fuori, niente di visibile, niente di fisico. Solo chi mi conosceva bene prima li può vedere ma forse neppure loro. Solo persone molto sensibili li possono cogliere ora, sicuramente non a pieno pure loro.
Un anno fa scrissi questo, non mi sbagliai. Quest'anno è stato ricco di soddisfazioni personali, che poi ho capito non essere poi così importanti, magari pure effimere. Ho capito che alla fine delle fini si è sempre e tremendamente soli, non si è mai capiti a pieno e che tutto torna ma che bisogna saper aspettare e non poco. Ho capito che siamo bestie affamate di sogni ed illusioni, speranze e inquietudini sospesi tra ciò che non si potrà mai essere e ciò che si è. Ma di questo non me ne importa il voler essere costa poco e, se usato con molta parsimonia, aiuta a trovare un angolo di pace in noi, una sorta di limbo nella realtà fatta di bene e male. Per tornare a ciò che si è ci pensa gratuitamente la Vita.
Quest'anno che se ne va lentamente mi è stato davvero Maestro. Da lui ho imparato tanto ma non quanto avrei potuto, la mia ignoranza me l'ha impedito. Quest'anno mi ha lasciato ricordi davvero grandiosi, immensi e gioiosi. Mi ha lasciato amicizie che neanche avrei mai potuto pensare di poter incontrare. Mi ha lasciato persone preziose che io ho stimato ed apprezzato allora come oggi. Mi ha lasciato musica tatuata su ricordi, ricordi di musica, di parole, senzazioni, di emozioni, di lettura. Ho imparata nell'accezione più ampia della parola. Mi ha lasciato dolci ricordi, tutto questo per me è molto è tutto davvero!
Quest'anno è stato l'anno del mio testamento con la mia terra, con il mio paese ed i posti dove sono nato e cresciuto. Ho detto arrivederci alle mie montagne camminando per giornate intere nei miei scarponi con lo zaino sulle spalle lungo sentieri e crinali, sulla neve, nel caldo più asfissiante e nel freddo tagliente. Ho pedalato in sella alla mia bicicletta con i pensieri che mi "succhiavano la ruota" verso passi e valici che mi hanno dato la consapevolezza della mia minuscola dimensione, mi hanno dato consapevolezza in me stesso. Pedalando ho amato la fatica ho amato la bellezza della Vita, ad ogni pedalata ho salutato con lo stesso rispetto il ciuffo di erba verde, chiaro e giovane della primavera, il tarassaco giallo vivo sui prati tanto vivo da traforarti la retina, ho salutato il sole estivo che mi baciava mi scottava e mi imbruniva la pelle, i papaveri rosso cremisi tra l'erba alta e secca, ho salutato il vento nelle discese ciò che non vorrò più essere nelle lunghe salite. Ho salutato sapendo che forse potrà essere un addio, sperando di poter confidare in un addio che mai userò, perché la riconoscenza mi viene naturale. Certe cose non si dimenticano.
Ora sono pronto per il mio nuovo anno, a differenza di tutti gli altri anni mai passati so già che sarai differente questo mi incuriosisce e forse pure mi eccita portando le mie speranze a mille, consapevole che le delusioni potranno essere dieci volte tanto. Non me ne frega! Tra un giorno formalmente si aprirà la costruzione di una mia nuova Vita, dovrò essere in grado di prendere il treno giusto al primo colpo perché forse più non passerà più, perché è un viaggio che non posso perdere un'altra volta.
Sapete ora mi sento come quando ci si congeda tra persone care, un sorriso un bacio, un ultima occhiata da dietro l'uscio della porta e poi via... per me verso il buio, verso la notte. Ad abbracciare un ignoto che non mi fa paura perché ho capito che anche nei boschi più oscuri, di notte, c'è sempre chi veglia su di noi. Forse gnomi o forse la Natura nelle sue mille altre forme, magari nessuno. Sicuramente noi stessi ed il nostro cercare l'armonia.
Sono ritornato un po' più bambino e questo mi piace, sono pronto a morire ancora e questo mi da pace, sono chi so ma rimango dell'idea che non so niente. Forse ho trovato una misura deformabile che riesce a contenermi, talvolta a fatica certe volte non è abbastanza ma è sempre meglio di niente. Meglio di un oceano per contenere un misero bicchiere d'acqua.
2009 sto arrivando! Guarda che questo giro farò di tutto per essere un tuo compagno di banco, mi raccomando rimani sempre corretto perché io non ho mai copiato e tu... tu fai lo stesso ok?
Buon anno,

Roberto


Un personale regalo a voi care lettrici e lettori, conta poco e forse vale ancor meno ma di più non potevo, ieri sera il cielo era capriccioso.


Monday, 29 December 2008

La Nona Sinfonia -Ludwig Van Beethoven

Supposto il presupposto che non capisco niente di musica e men che meno se questa è classica, vorrei parlare della 9° sinfonia di Beethoven. Non entrerò nel merito perché sparerei solo un mare infinito di eresie, però me la sento di dire delle perplessità che non riesco a risolvere. Un giorno troverò qualcuno che me le spiegherà, un giorno (forse mai) me le auto-spiegherò, ma per fare ciò servirà tanto studio, il che mi piace, ma anche tanto tempo che forse non avrò, il che mi rammarica.
Comunque sia, ecco la mia perplessità: come può essere che un linguaggio completamente codificato, quale quello musicale, possa variare profondamente in funzione di chi lo parla? i.e. interprete o direttore d'orchestra che siano? Come può essere che addirittura non ci siano solo differenze d'accenti e d'inflessioni ma si sia in presenza, in casi estremi, di dialetti?
Questo mi disorienta e mi affascina, vista la diretta corrispondenza che si può trovare tra musica e matematica. Entrambe espressione dell'impressionante creatività e dell'incredibile estro dell'uomo, entrambe meravigliose ed uniche. Pensando a queste due sorelle quasi gemelle e pensando alla minore trasposta sulla maggiore, ossia della musica sulla matematica (scusate è amore cieco e sono di parte), vedo le differenze nelle varie interpretazioni come le differenze tra varie dimostrazioni di un medesimo teorema. Le prime si basano sui medesimi strumenti musicali e partiture, le seconde si basano su medesimi operatori matematici ed assiomi corrispondenti. Nelle prime si hanno diverse versioni nelle seconde diverse dimostrazioni. In entrabi i casi la validità non può essere messa in discussione ma il senso estetico sì. Nel primo caso è però soggettivo nel secondo ahimè no, forse perché i sensi "classici" esulano dalla valutazione.
Ora vi propongo un piccolo ascolto, una sorta di gioco delle differenze, due versioni dei primi tre movimenti (il primo ma soprattutto il secondo li adoro) della 9° Sinfonia di Beethoven, la prima diretta da Herbert von Karajan, la seconda da Claudio Abbado. Io preferisco il primo perché nel secondo trovo i fiati un po' troppo "prepotenti" (termine molto tecnico :) ), ben inteso NON CI CAPISCO NIENTE quindi mandatemi pure a c...e OK?
Detto questo, se posso, vi consiglioascoltarla tutta se vi capita, altrimenti fate che vi capiti. Merita davvero!!!
A presto,

Mio

Herbert von Karajan





Claudio Abbado
Primo Movimento:

Secondo Movimento:


Terzo Movimento:

Friday, 26 December 2008

Le Case a Natale

C'è la casa di un ateo, che poi casa sua non è, ma forse questo non importa, forse il risultato non sarebbe cambiato. Suonano al campanello il giorno di Natale: "Sì...?", dall'altra parte: "Sono marocchino, buon Natale, per piacere ha soldi?", risposta esitante: "Mi spiace... ", breve interruzione: "Soldi per piacere", l'ateo taglia corto: "Mi scusi, salve buona giornata". Il ricevetore si aggancia l'ateo si sgancia dalla realtà, l'ateo sta male perché ha sospeso la parola ad una persona.
C'è la casa di credenti-cristiani-cattolici, nella quale si prega prima di pranzare, tanti buoni propositi, buone parole. Buono cibo, abbondante cibo. Suonano al campanello: "Un marocchino" si sente dal corridoio verso la sala. "Anche a Natale..." è il primo commento nella sala dei cattolici-credenti-ferventi con il boccone in bocca. "E' un giorno come gli altri..." ribatte l'ateo. Ancora due parole di contestazione per il nomade delle porte da parte dei credenti, nulla dall'ateo che non vuole polemizzare, perché sa già che questo sembrerebbe, anche se in realtà non lo è. Il pranzo continua, le canzoni natalizie per sottofondo pure.
Passa un'ora o poco più, medesimo campanello un altro interlocutore al citofono: "Ah ciao Matteo e riaggancia", si volta e dice: "E' Matteo, è passato pure prima...", nel salotto: "Ah è quel ragazzo marocchino sai a lui piace fare la carità..." dice riferendosi al chi aveva risposto al citofono. L'interlocutore citofonante esce dalla porta, il giovane non-ospite lo attende fuori, perché "fuori" è il posto dove i caritatevoli accolgono le loro vittime. Il credente-fervente entra con due paia di slip in mano dicendo: "Me li ha procurati...", un clangore metallico alle sue spalle annuncia che il non-ospite è rimasto fuori al suo posto. Bravo e fermo come una statua che non da mai fastidio, come un cane ben educato.
Il credente-fervente-praticante-incipiente-cristiano-cattolico esce con una bottiglietta d'acqua per il suo non-ospite, neanche trenta secondi ed è di ritorno. Ancora lo stesso clangore, la pota si richiude e così rimane.
Forse si sarà sentito bene, meglio. Forse crederà di aver fatto una buona azione. Forse tutti i suoi simili penseranno che ha fatto una buona azione. Non mi importa, a me ateo non importa. Sono indifferente al fatto che loro possano sentirsi meglio o peggio, sono felice se il loro non-ospite è stato felice, è stato bene. Nulla più.
Ora smetto di scrivere, perché questa musica natalizia mi sta dando troppo fastidio, ora saluterò tutti perché mi sento asfissiare. Torno alla mia non-casa a piedi come sono venuto, come mi piace, perché mi distende il corpo ed i pensieri. Saluterò i miei parenti così come feci entrando, non per falsità ma per correttezza; non parlerò e protesterò, perché parlare servirebbe a nulla.
Questo è stato il mio natale, per me una tristezza pur non essendo per nulla triste; perché credo che il mondo stia andando gloriosamente in vacca anche per questi comportamenti. Per un campanello che suona, per un nomade senza casa per necessità, per un'incoerenza necessaria per un personale vivere meglio. Che tristezza!

Mio

Something About Me

Last Listen Music

  • Rimmel -Francesco De Gregori
  • Mio Fratello E' Figlio Unico -Rino Gaetano
  • Ingresso Libero -Rino Gaetano
  • Going For The One -Yes
  • Serenade in Bb K361-370a [Gran Partita] -W. A. T. Mozart
  • Relayer -Yes
  • 9° Sinfonia -Ludwig Van Beethoven
  • Blue -Joni Mitchell
  • Quadrophenia -The Who
  • Tales From Topographic Ocean -Yes

Last Read Books

  • Manuale del Guerriero Della Luce -Paulo Coelho
  • Il Castello dei Destini Incrociati -Italo Calvino
  • Il Petalo Cremisi e il Bianco -Michel Faber
  • Dance Dance Dance -Murakami Haruki
  • On The Road (Sulla Strada) -Jack Keruoac

Last Seen Movie

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