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Radio Pazza

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Sunday, 25 October 2009

5002 Km - 216h17m

Il freddo non sarà più così clemente, anche quest'anno ripongo la bicicletta. Le regalo il meritato riposo.
Sono tre stagioni che vado in bici come si deve. Con "deve" intendo non come sport ma molto di più, un qualcosa di indefinibile perché è sempre diverso.
Cominciai nel 2007 per cancellare un Dolore tropo forte per me così mi regalai un dolore fisico che per brevi periodi riusciva a cancellarlo. La volta successiva, il 2008, fu l'anno dei patti con me stesso, delle mete da raggiungere ad ogni costo. L'anno della mente e del fisico, l'anno più duro. Quest'anno mi sono voluto concentrare sulle emozioni e sulla mente, riuscire a ricavare piacere nonostante tutto. La ricerca di una mia serenità.
In parte ci sono riuscito, in parte l'ho trovata ed ho scoperto molto ed altro ancora. Il piacere di pedalare con il vento alle spalle giù curvo e basso al ritmo di musica sempre nuova, il piacere di fermarsi e guardare o di bagnarsi nella natura, nei suoi colori, sempre più a lungo.
E' che di emozioni non ne avevo abbastanza o meglio, c'era li vicino qualcosa di me che non conoscevo, qualcosa che mi sfuggiva. Il limite della mia volontà, il potere della mia mente. L'ho cercato in un modo che non andrebbe fatto, ma essendo quello più rapido offre un buon compromesso. Mi spiego: finché si pedala in pianura si può andare avanti, vicini al limite, per circa cinque o sei ore senza alimentarsi e bevendo solamente acqua e tutto va più o meno bene. Il problema è sempre sul più bello, sulla salita. Li non ci si mente e non si inganna, in tre ore, ma anche meno, io perdo il contatto con la realtà percepita normalmente. Probabilmente si accede ad un altro stato, non so. So, per me, che divento un automa apparente ossia le pedalate diventano lente e cadenzate e la mente affila le spade per la battaglia nell'andare avanti fino alla cima. Sempre e comunque, fino alla meta. Queste sono le crisi di fame, brutte bestie davvero! quando ti fermi mica sai che cosa stai facendo la ragione non è l'unica cosa che ti manca. Trovare il cibo nello zaino è un impresa titanica e il mio zaino e più piccolo di quelli di scuola.
Vi chiederete perché faccio questo, be' i motivi sono sostanzialmente due: perché talvolta (credo quest'anno solo quattro volte) mi piace scoprire questo lato, provare quella sensazione e in secondo luogo per tentare di riparare ad un problema nuovo che da tre anni mi da seccature, forse un giorno ne parlerò.
Ora, da quest'anno, posso dire di conoscere molto meglio i miei limiti ma soprattutto me stesso, la mia indole e natura. Il gioco a cui mi piace giocare. Ora so che spostare in avanti la meta poco prima di raggiungerla è qualcosa che mi tiene in moto, l'unica cosa che mi fa muovere davvero.

L'anno scorso ho creduto che fosse un addio, ahimè non c'è stato. Le speranze sono partite come quegli aerei che non ho preso mio malgrado.
Quest'anno si è molto molto più vicini. Però non darò un addio alla mia bici, ora so come e quando montarci. Come e quando stare con lei, senza pretese di cura. Solo per piacere e per mettermi alla prova. Nessuna medicina, nessun impegno.
Vi sembrerà stupido ma credo che in parte sia riuscita a guarirmi. Senza di lei non avrei capito che è nella mi indole la ricerca di una vita in salita sospesa tra crisi di fame improvvise e discese da affrontare seguendo lo spirito.

Ecco i miei luoghi. Oggi li ho idealmente salutati con un arrivederci. Ma anche no.






Buona settimana a tutti!

Mio


PS: ho riletto i due post che scrissi e qui linkati ed è curioso come emerga, di anno in anno, il creder di aver raggiunto una consapevolezza nuova personale nelle mie capacità che, inevitabilmente, viene ad esser cancellata l'anno successivo. Chissà cosa dirò di me tra un anno. Cambio molto lentamente, questo è indubbio, però forse non sempre in peggio. Almeno così credo e spero.
PPS: scusate gli errori/orrori nei miei post. Pur notandoli dopo la pubblicazione li voglio lasciare così per potermi dire: "Questo eri".

Saturday, 24 October 2009

(Decant)Azione

Forse è così che succede, senza accorgersi senza un perché apparente e immediato ci si trova con tutto il corpo e la mente e lo spirito nel bel mezzo di una corrente estranea, che forse, neppure si immaginava potesse esistere ed allora RUN RUN RUN! Ed allora è emulsione (no G.? :) ), è confusione e mescolanza e misticanza e fusione. Con un perché dissidente ci si trova con i piedi lontano dal suolo e il sole assieme alle stelle al nostro fianco. Così è la Vita quando non ci si muove contro. Almeno questo credo.

Poi nasce un sentimento di libertà, forse pure ci si sente liberi, e non ci si pone domande perché non sono le risposte che contano. Conta l'immediato, il presente, il Tutto e il Niente. Poi chissà perché chissà per come, ma un perché e un come esistono sempre, il botto. Lo scotto.
Tutto si ferma istantaneamente, l'involucro che ci racchiude in questa Vita non ci protegge, la nostra inerzia è il vero male. La nostra corsa non finisce assieme al nostro moto, si sbatte sulla realtà e si urtano le pareti. A destra a sinistra, sopra e sotto, avanti e indietro. Ogni urto dissipa energia, ogni urto è necessario per fermarsi di volta in volta meno dolore un altro livido, stesso sapore.
Poi gli urti cessano tornando ad una quiete apparente. Comincia la decantazione. Tutto cala verso il basso lentamente svogliatamente. Ma un qualcosa di strano accade una sorta di "gravità-inversa" agisce sulle Cose, le più pesanti sono le più lente a depositarsi, viziose vogliono mantenere il suo stato di importanza non capendo che il fondo arriverà ance per loro. -Perché indugiate? Fate come volete, siete predestinate sapete!- .
Nel silenzio del dopo, che è un nuovo presente, si perde la memoria o forse ci si inganna e si vuole rivivere ciò che si ricorda troppo bene, non conta, e si ricomincia a correre un passo e poi l'altro sempre più veloce e... azione. Si è ripartite! Talvolta è troppo presto e allora urti, ancora urti. Decantazione, ancora. Talvolta è il momento giusto e la corsa muta e ci si accorge esser volo che si autoalimenta. Reazione, ancora.

No, non è ottimismo il mio. Sicuramente non sono negativo e neppure pessimista, ora. Diciamo una positività nichilista che non so se esiste (mi suona di ossimoro mal costruito).
Sento che la decantazione in me forse sta terminando, probabilmente sarà colpa dell'autunno con le sue foglie cadenti. Mi sembra di vivere una primavera inversa dove il mondo cresce a testa in giù. Radici tra le nuvole, germogli e fiori verso il suolo.
Sì così mi sento. Sospeso tra un moto inevitabile di un'azione lenta e indomabile nella certezza che un processo si sta esaurendo. Nella consapevolezza che la corrente è vicina pronta a risucchiare chi è disattento, chi è avventato. Chi è pronto. Ho finito i perché, nessun motivo mi sbarra la strada. Certi perché non hanno risposte, loro sono la risposta.

AZIONE-EMULSIONE-DECANTAZIONE.

Forse è questo il cerchio che abbraccia ogni Vita. Non lo so neppure per me, prima devo completare tutti i passaggi. Chiudere gli estremi.

In ogni Vita cade un po' di pioggia. In certe Vite e per certe Anime grandi grandi, come Voi che leggete, è stato diluvio senza fine apparente.
A voi un sorriso del sole sul vostro volto. A voi un raggio di luce come di scintilla perché possiate accendervi e splendere ancora una volta, meglio di prima su voi stessi. Sì, perché credo che sia questo ciò conta in fondo. Perché alla fine di ogni buco nero ci deve essere un astro splendente. Alla fine di tutto c'è la cosa più magnifica. Noi.


Buon fine settimana e, se posso, occhio alla corrente! Non chiudete le porte perché tanto passerà dalle finestre, lasciatela entrare.

Roberto


Wash -Calexico

Light shines through darker days
eyes close and lose their way
slip away the night
while the whole town's asleep
caught between the space
where you wanted to be
death acts and life reacts
spent time turning looking back
clues along the track
leave the following kind
the ground that seems to be new
winding up the same every time.




Thursday, 22 October 2009

Sulla Mia Pelle

Vorrei solamente una lucida incoscienza. Lo so, non è poco ma è quello che sicuramente mi manca.
Credo che ogni carattere spinga necessariamente una persona verso le scelte che trova naturali. Questo di per se non è un problema, il problema sopraggiunge dopo, nelle conseguenze. Quando ci si trova nel mezzo, nel mare in burrasca.

Negli ultimi anni sto cercando di capirmi e credo che in minima parte ci sono pure riuscito. Ho capito che ora, in questa mia Vita, sono pronto ad attuare scelte drastiche e prive di zone d'ombra. Sono disposto a fare terra bruciata attorno a me, non cercando legami, mantenendo meglio che posso quelli che riescono a sopportare questo mio stato estremo. Lo faccio per alimentare un Sogno che FORSE è a divenire, per qualcosa che c'è oltre e non centra niente. Per me.
Ho capito che forse da sempre, nella mia Vita, inseguo un andare oltre che molto spesso, non riesco ad attuare a mettere in pratica. Non so se è una reale mancanza di coraggio o più una razionale paura delle conseguenze. Forse sono entrambe le cose. Non ho la necessaria incoscienza per lanciarmi nel vuoto con gli occhi chiusi, non l'ho mai avuta. Probabilmente.
Ultimamente ho capito ho capito le mie più profonde paure, ho capito che la più grande di tutte sono io. Io che non mi accorgo dei miei sentimenti, che non ho la necessaria sensibilità per capirli prima che svaniscano. Io che non so volermi bene.
Nonostante questo non credo che ritornerò più la persona di prima, ora con la mia fragilità e instabilità che si riflette in stati dell'Anima contrastanti mi sento molto più a mio agio. Sarà che alla fine, un po', mi piace pure soffrire. Non lo so.
Il mio credo ora, per me si intende, non è altro che mostrarmi naturale senza pretese di rincorrere cose che non siano sentimenti ed emozioni. Positive o negative che siano.
Il mio desiderio, il mio Sogno oltre è di riuscire a scoprire ciò che ho dentro. E' di ritrovare il gusto di vivere la Vita con gioia e serenità. Il mio desiderio è di tornare a RIDERE ogni giorno. Nonostante la Felicità nonostante la Malinconia.

Sulla mia pelle l'acqua penetrerà. Il sole la trapasserà.
Così voglio vivere.
Spero di riuscirci.

Le foglie non sono proprio come le avrei volute ma non è questo che conta. Forse ogni Sogno nasce imperfetta.


A presto,

Mio


Se la mia Anima sapesse cantare credo che lo farebbe così. Peccato che non ne sia capace.

Monday, 19 October 2009

Che Senso Ha Il Dolore?

Bella domanda cara Balua, bella davvero.
Non lo so, non posso risponderti. Mi spiego: cos'è il Dolore? un'emozione, un sentimento emotivo, uno stato dell'Anima diverso in tutti noi. Personale.
Cara Linda, chiedimi: "Che senso ha avuto il tuo Dolore?". Ora, forse, posso tentare di darti una risposta soddisfacente.

Non ho la pretesa di aver sofferto tanto quando ho conosciuto il mio Dolore, ma so che per me, non era poco. Probabilmente rispetto ad altri Dolori è pure banale e, per questo, si prendano le mie parole con molto senso critico. Ve ne sarei grato.

Il mio Dolore non è nato con un senso, io ho dato un senso a quel sentimento. Avrei potuto coprirlo seppellirlo in una mescolanza di emozioni duali a contrastare la sua crescita, dipingerlo a tinte vivaci per nasconderlo, oppure lasciarlo li ad appassire e poi seccare. Non ho voluto farlo. L'ho usato per conoscere me stesso come forse mai avrei potuto fare. Il Dolore ha la stessa forza dell'Amore per me, ma purtroppo genera tossine, inquina l'Anima e il fisico. L'assuefazione che può generare è ciò che può far mutare una profonda malinconia in depressione. Questo almeno è quello che è stato per me. Non so se sono stato depresso, sicuramente ci sono andato molto vicino.
Il mio Dolore mi ha segnato e forse per questo sono riuscito ad avviare un cambiamento in me. Grazie a lui sono riuscito a seguire ciò che ora credo essere la traccia del mio me stesso. Faccio fatica, arranco, sputo sangue e veleno, mi faccio male e sono molto più fragile di prima, ma questo non mi importa perché è l'unico modo per raggiungere la sensibilità che vado cercando. Un giorno spero che troverò la fine.
Cara Linda, ciò che leggi e hai letto in queste pagine e commentato con molta gentilezza, poco più di due anni fa non esisteva in me. Ho usato il mio Dolore per arrivare a una nuova consapevolezza in me stesso, per una mia nuova coscienza che ancora non possiedo pienamente. L'ho usato per distruggere ciò che del vecchio Roberto mi ha portato a soffrire.
Ho raccolto il Dolore nel mio corpo per avere la forza di inchiodare sulla mia Anima ricordi magnifici e preziosi che non potevano più restare liberi e generare emozioni uniche. Generare Amore. Perché si Ama in due. Un uccello storpio, senza un'ala, non si alzerà mai in volo.
Non ho usato il Dolore per darmi speranza in un nuovo Amore, perché per sperare in certe cose, in un futuro che si crea assieme, bisogna avere le spalle molto larghe. Le mie non bastano per sostenere me stesso.
Non ho usato il Dolore per cancellare un'Amicizia, sarebbe stato facile, ci sono andato vicino ma non l'ho fatto. Probabilmente sono stato fortunato.

Trovare un senso alle emozioni è difficile, non esistono, credo, risposte univoche. Forse l'unica cosa oggettiva è che il Dolore piano piano ci lascia totalmente o passa ad uno stato latente, si sopisce.
Credo ogni Anima riesca con le sue cure a rimuoverlo dal nostro cuore accogliendolo, come un vecchio amico che si è perso nella Vita, nelle sue infinite stanze.

Scusami se sono stato magari banale ma questo è quello che credo di aver capito per me.

Buona serata,

Mio


PS: ora però mi chiedo: Qual'è il senso dell'Amore? forse non ce l'ha perché FORSE se ne conosce sempre una metà, la nostra.

Sunday, 18 October 2009

Il Solco Della Rinascita

La mattina l'aria taglia le mani, è normale, è l'ottobre che comincia a farsi sentire che cala con soffio continuo da nord. L'autunno suona la carica.

Il rombo cacofonico e asimmetrico di un trattore troppo vecchio ti sembra dare il benvenuto. Le calde esalazioni del suo fiato fossile appena bruciato ti entrano nelle narici e nei polmoni un aroma strano ne cattivo odore, ne fragranza.
Due chiacchiere e piccoli convenevoli e poi si parte, si ara.
Il vomere che penetra la terra, inesorabile, giù sempre di più fino alla quota prestabilita, quella di crociera. Una ferita che si apre un ventre squarciato e rivoltato dal versoio su un fianco, una scia biancastra si dilunga sul terreno violato vedi il calore della madre terra, il suo colore.
Ti chini svelto a recuperare i resti di una vita che ormai andata e destinata a ritrovar l'ultimo vigore nel calore di un effimera combustione. Le mani sono ancora fredde e toccano quell'umida ferita, senti un tepore tra le dita il vapore che esce dalle tue labbra si mescola presto con quello che sale verso il tuo volto un umido scambio di vapori e di umori sul tuo volto.
Giro e contro-giro per mantenere il livello, il solco si allarga si apre, si dipana sempre più. Continui e ciclici i tuo movimenti, sicuramente monotoni, i pensieri quelli no. Come radici che nel suolo si diramano afferrando avide la terra, così cercano in te il tuo significato, qui ed ora.
Il sole monta da est illuminando al tuo fianco un vecchio angolo di mondo, una vallata che credevi di lasciare circa un anno fa. La tua. Un'ombra si proietta lunga al suolo, un uomo direbbero ma tu ci vedi un ragazzo. Chissà.
I pensieri mutanosi spostano su altri interrogativi, su risposte indipendenti da te, dalle tue volontà e, forse per questo, più leggeri.
Il lavoro di alcune ore è giunto al termine, il sole ha conquistato da tempo anche questo ritaglio di terra. Nella luce piena mostri fiera il tuo nero colore, la tua brillantezza, non mi sembri più una ferita, anzi, trovo in te l'immagine di nuova vita.

Talvolta nella Vita credo che bisogna liberarsi delle radici perché in fondo ciò che resta, ciò che noi si è, è Terra.
In noi dentro, sotto la nostra pelle nascosta tra muscoli organi ed ossa conserviamo il seme che contiene in se la nostra genesi, il nostro futuro.
Prendersi cura della nostra Anima è ciò che più ci dobbiamo al mondo. Tutto il resto ne è una normale spontanea inevitabile conseguenza. Purtroppo per certe persone ahimè non è affatto banale.

Buona domenica a tutti,

Mio

Friday, 16 October 2009

When The Night Comes Down

Caro Amico,

nessun rimpianto. Lo so, me lo hai già detto, è il rimorso che ti corrode dentro. No, non preoccuparti di lui passerà lenito da lacrime, alimentato dai pensieri dalla rabbia e dal dolore. Il tuo, il suo. Passerà come l'acqua sulla battigia di quell'oceano che vai a vedere magari sempre più spesso. Ritornerà nuova acqua, una nuova onda a coprirti a coprirla. Il vostro destino non sarà certamente l'arsura almeno che non lo vogliate. Il tempo, se lo si vuole, talvolta aiuta.

Ora è inevitabile la notte scenderà su di voi per poi andarsene 0 per poi permanere. Vi perderete nel buio chiamandovi con parole asciutte che forse sapranno di allontanamento, di cacciata. Di Dolore. Se puoi cerca di andare oltre, guarda in quelle parole e cerca di vedere cosa c'è dentro, leggi nel sul viso nel suo corpo. Li ha lasciato un messaggio per te e tu, sul tuo, hai lasciato qualcosa per lei.
Il rispetto sarà difficile da mantenere ma è doveroso. Ma questo è inutile che te lo dica, già lo sai meglio di me.

A. (come amore): "Che fai non mi abbracci?"

Roberto: "No, non posso."
Volevo dirle che l'amavo ancora, ancora troppo. Lo esprimevo con quelle parole e con il mio corpo con quelle braccia ferme lungo i miei fianchi mentre le sue erano attorno alla mia vita. Volevo urlarti: "Perché???" ma non ci sono perché quando due Anime smettono di parlarsi. E' inutile chiederlo.

Non credo alla distruzione dei ricordi comuni e preziosi per tentare di lenire il dolore. Credo nella capacità di lasciarli liberi e vivi ridando loro una nuova, giusta ed inevitabile dimensione quella che non ci può far soffrire ma solo gioire. L'unica che non provocherà mai rimorsi, l'unica che non lascerà mai Dolore in noi dopo. Certe volte il dopo sembra non aver fine, ma tutto finisce.

Un abbraccio caro Amico!

Roberto






The Night Come Down

When I was young it came to me
And I could see the sun breakin'
Lucy was high and so was I dazzling
Holding the world inside
Once I believed in ev'ryone
Ev'ryone and anyone can see

Oh oh the night comes down
And I get afraid of losing my way
Oh oh the night comes down
Oooh and it's dark again

Once I could laugh with ev'ryone
Once I could see the good in me
The black and the white distinctively colouring
Holding the world inside
Now all the world is grey to me
Nobody can see you gotta believe it

Oh oh the night comes down
And I get afraid of losing my way
Oh oh the night comes down
Oooh and it's dark again
And it's dark again
And it's dark again

Thursday, 15 October 2009

Ieri Oggi Domani

Esistono giorni che non conosci, però non è questo che conta.
Esistono nomi che non sai, ma non è il nome che ti mette in contatto con una persona. Le persone non le si chiama, le si vive. Questo è quanto basta alla fine,e forse è pure molto di più.
Esistono volti che non hai mai visto, corpi dei quali non conosci le fattezze. Ma poi cosa significa questo? L'essenziale sta oltre, talvolta perso dimenticato o in mostra nella sua nuda semplice essenza. No, non servono gli occhi.

Da qualche parte in questo piccolo mondo c'è una persona speciale, un'Anima grande grande. Preziosa come poesia, per come riesce a tracciare una via nella sua Vita, tra schianti che mai lasciano lo spazio a pentimenti. Sempre avanti verso l'oltre, la meta, tra alti e bassi come rondine di maggio nel cielo più blu. Come mitologica creatura nello sconfinato abisso interiore.
Ti senti sospesa su un filo tremi nel tuo precario equilibrio di chi come un rabdomante continui a cercare la sua splendente primavera d'iride colorata negli inevitabili inverni dell'Anima. Sì, la troverai ne son certo. Forse ci sei già molto vicina, te lo auguro.

Forse era ieri, forse oggi o domani. Scusa non l'ho mai saputo. Che poi forse non conta perché, per te, vorrei che ogni giorno sia il più speciale!

Un abbraccio,

Roberto



Sperando di farti piacere, un piccolo banale pensiero:


Tuesday, 13 October 2009

Ho Bisogno di un calmante...

... ecco il mio personalissimo calmante. Funziona sempre, con il mal di testa è davvero incredibile. Già il mal di testa, singolare che le uniche volte che mi sia mai venuto fosse dovuto solo a me, al mio incazzarmi con me stesso.

Ora a tutto volume una dopo l'altra, al buio con le cuffie. Possibilmente cantando e talvolta pure urlando, l'importante è non sentire la propria voce!!!


















sperando che domani sia un giorno SEMPRE migliore.

Buona notte,

Mio

Wednesday, 7 October 2009

Coniugare i Sentimenti

Pensieri nati su un ceppo di larice coperto di muschio nella penombra del bosco di una mattinata dedicata al cercar funghi.


Ci pensavo questa mattina, forse nel bosco ci sarebbero cose più costruttive a cui pensare. Ma forse anche no.
Che cosa intendo con coniugare i sentimenti? Be' diciamo che pensavo ai sentimenti come parole, verbi per la precisione, e mi è venuto quasi spontaneo tentare una coniugazione in senso lato. Capire come si sviluppano e mutano, con regolarità o meno, nella linea temporale tra passato, presente e futuro. Sono arrivato alla seguente conclusione: non tutti i sentimenti posso essere coniugati in tutti i tempi. Certi mancano.

Tanto per cambiare, ma credo che sempre li si vada a parare quando si tirano le somme in noi, ho pensato a: Dolore, Amore e Felicità. Quindi? - direte voi - Sentiamo come la spara grossa 'sto giro - penserete. - Ora tenterò di spiegarmi.

Prendendo in considerazione il Dolore, credo che non sia futuro e neppure presente ma SOLO passato. Affermazione pesante, lo so, ma l'accezione che ho utilizzato è questa: si può star male ora adesso, oppure anche domani e così via, ma la genesi è dietro di noi segnata con una vistosa tacca nel passato. Il Dolore lo si porta dietro, non lo si genera o lo si richiede con azioni consce o razionali, con comportamenti "normali".
L'Amore, be' quello è sicuramente coniugabile al presente ma anche al futuro (futuro mooooooolto prossimo però :D ), esso muta con il tempo dalla sua nascita ha come questa necessità impellente. Muore quando quando entra in campo il tipaccio di cui sopra, l'Amore al passato è ricordo piacevole, ed è un'altra cosa perché l'Amore è azione pura un'emozione che si autorigenera nella persona amata.
E poi, a mio avviso c' é forse il migliore dei sentimenti colui che, nella sua presenza o mancanza, può generare tutti gli altri oppure no. La Felicità. Credo di non di non smentirmi con quanto detto fin'ora se affermo che la Felicità passata esiste in noi oggi e probabilmente domani sotto forma di ricordi-felici. La Felicità presente è una realtà indelebile per chi riesce a vederla o trovarla in un riso, in uno sguardo perso e catatonico in un'Anima lucente. E nel futuro? Li penso che ci sia qualcosa che vada oltre l'immediato, la prossimità. Penso che sia pure un futuro totalmente indefinibile nella sua estensione. L'agire quotidiano per un qualcosa che si sente che ci potrà rendere felici dopo non ha tempi di ritorno. Taluni credono, a torto o ragione non importa ciò che conta ora è il senso di futuro che vorrei far passare, che la Felicità sarà lo stato superiore dell'anima ottenuto attraverso reincarnazioni successive.

Tutte queste parole per introdurre tre interrogativi che mi sono posto tentando di mantenere la razionalità e la logica nel mio ragionamento (?????):
  • Perché fare a pugni con il passato? - o meglio - con il trapassato del mio Dolore che poi non recepivo come tale? - ma le ferite, e questo sono, cos'altro provocano? - purtroppo non ho risposta.
  • Perché non Amare ora? Per un discorso di mancanza dopo. Qui la risposta è facile: si può decidere di amare ma occhio però, non si può decidere il contrario: il non-amare. Io ho fatto la mia scelta per ora.
Per ultimo, sempre con quel piccolo lembo di cervello attivo che ancor mi resta:
  • E con la Felicità come la mettiamo? Risposta semplice e devastante: NON CAPISCO UN CAZZO! Cioè voglio dire: Why Not?!? Perché non olerla e cercarla? Perché mi sfugge? NON LO SO.
Scusate l'ennesimo sproloquio, ma mica ho detto di essere un bravo cercatore di funghi... oddio che strano il mio PC ha naso, occhi, orecchie e parla pure usando il lettore DVD... ma che strana lingua non la capisco ... ... oddio le equazioni di Maxwell mi inseguono armate di gradienti rotori e divergenze aaaaaaaaaaaahh .... ... sto fluttuando che strana sensazione ... che calma ... doh! ho sbattuto la testa sul soffitto ... ahi che botta! ... ... ... Cazzo i funghi Roberto! Chi ha parlato? Chi è stato?!?!?!?

Buona serata (da un allucinato più del solito :D),

Mio




Sorrow
The sweet smell of a great sorrow lies over the land
Plumes of smoke rise and merge into the leaden sky:
A man lies and dreams of green fields and rivers,
But awakes to a morning with no reason for waking

He's haunted by the memory of a lost paradise
In his youth or a dream, he can't be precise
He's chained forever to a world that 's departed
It's not enough, it's not enough

His blood has frozen & curdled with fright
His knees have trembled & given way in the night
His hand has weakened at the moment of truth
His step has faltered

One world, one soul
Time pass, the river roll

And he talks to the river of lost love and dedication
And silent replies that swirl invitation
Flow dark and troubled to an oily sea
A grim intimation of what is to be

There's an unceasing wind that blows through this night
And there's dust in my eyes, that blinds my sight
And silence that speaks so much louder than words,
Of promises broken

Monday, 5 October 2009

Vuoto Spinto

Ancora quella sensazione, profonda ferma granitica che permane e resta. Vuoto spinto, nella testa.

Il caffè non riesce senza l'acqua, non si spediscono buste senza il nome della via. Vuoto spinto, nella testa.

Non so perché ma mi sembra che tutto silenziosamente si stia depositando sul fondo, in me dentro da qualche parte, prima di essere espulso da chissà quale boccaporto e chissà perché. Sembra un'azione lenta e silenziosa quasi di autunno nell'agire, come di foglie a morire sui prati.
Forse è perché questo puzzle che è la Vita si incasina sempre più, si scoprono sempre nuove tessere che mai sono quelle di bordo. Talvolta penso che ci siano troppi soggetti, troppi colori. Sì, sono decisamente tante le sfumature, mi ingannano!

Il tempo passa ed io lo ignoro come un diciottenne che però, a differenza, purtroppo ha perso l'incoscienza. Gran brutto mix non credete?
Sì, sono decisamente stanco e questa volta non è questione di sonno ma di riposo, perché ci sono vari modi di dormire. Il problema è lo Spirito, lui non molla. Sembrerebbe deciso a tirare avanti con dosi massicce di stimolanti, avanti ed ancora avanti sotto la spinta dell'assuefazione.

Dovrei fermarmi ora, un attimo, un respiro. Non preoccuparti Spirito, tu puoi anche nel vuoto spinto.
Vorrei urlare ma non servirebbe a molto. Il suono non si propaga nel vuoto. Nessuna bocca potrebbe gridare ciò che ho dentro, probabilmente è perché non ho niente.

Sì, anche questo significa essere soli. C'è sempre l'altra faccia della medaglia e bisogna saperla accettare altrimenti altri se la caricano sulle spalle e non è giusto anche se basterebbe poco. Caro Mio, TUTTO TORNA, NEL BENE E NEL MALE!

Mio


Il Grido

E voi così innocenti colpevoli d'esser nati
in giro per le strade, gli sguardi vuoti i gesti un po' sguaiati
si vede da lontano che siete privi di ideali
con quello spreco di energia dei giovani normali.

E voi che pretendete che tutto vi sia dovuto
con la scusa infantile che "nessuno mi ha mai capito"
siete così velleitari come artisti improvvisati
con quella finta libertà dei giovani viziati.

È un gran vuoto che vi avvilisce e che vi blocca
come se fosse un grido in cerca di una bocca
come se fosse un grido in cerca di una bocca.


E voi che rincorrete, decisi e intraprendenti
l'idea di una carriera tipo imprenditori sempre più rampanti
disponibili a tutto, all'occorrenza anche disonesti
con tutta la meschinità dei giovani arrivisti.

E voi così randagi sempre sull'orlo del suicidio
covate ben racchiusa dentro al vostro petto un'implosione d'odio
l'eroico vittimismo da barboni finti e un po' frustrati
e col cervello in avaria dei giovani scoppiati.

È una rabbia che vi stravolge e che vi blocca
come se fosse un grido in cerca di una bocca
come se fosse un grido in cerca di una bocca.


E voi che brancolate in un delirio tra il male e il bene
col rischio di affondare nella totale degradazione
aggrappatevi al sogno di una razza che potrebbe opporsi
per costruire una realtà di giovani diversi.

C'è nell'aria un'energia che non si sblocca
come se fosse un grido in cerca di una bocca
come se fosse un grido in cerca di una bocca
come se fosse un grido in cerca di una bocca.



Sunday, 4 October 2009

Soli(tudine)

-Cosa hai dentro?
-Un casino totale, nulla più.
-Vuoi parlarne?
-No, ora no. Grazie.

Talvolta non si possono dire certe cose perché non si possiede il linguaggio adatto per esprimerle. Perché non si capisce noi stessi.

Mi sto abituando all'idea di un futuro da solo e forse di solitudine. Non sarò il primo e neppure l'ultimo.
Non si può comandare l'istinto, non si può deviare il corso dell'acqua all'infinito. Non tornerà mai verso i monti.
Sì cara G., hai ragione, mai rinunciare ad essere noi stessi, nel bene o nel male, ce lo dobbiamo per noi e per chi ci avvicinerà. Perché è così che funziona, ci si attrae come tra pianeti come tra soli in galassie, altrimenti si è solo satelliti o meteore impazzite. Mesti schiavi o incontrollabili distruttori.

Buona settimana cari lettori tutti!

Mio


Da un po' ho finito di ascoltare: Mio fratello è figlio unico di Rino Gaetano. Davvero un album interessante, la traccia omonima ma anche Sfiorivano le viole e Berta filava le trovo incredibili, ASCOLTATELO se vi capitasse l'occasione. Mu' ahahah adesso ti chiamo così ok?(tanto nome in più o in meno... ok ok vado a c___re) grazie di avermi Gaetanizzato!!!


Monday, 28 September 2009

The Best Shot

Click, ti ho preso, ti ho impresso!
Click, ti ho catturato, ti ho fermato!

Istanti colti da un diaframma che veloce si chiude, deve chiudersi velocemente altrimenti tutto potrà essere sfocato e mosso. La Vita è fatta di istanti, ne sono sempre più convinto, brevi attimi talvolta troppo veloci fulgenti e luminosi.
Ognuno ha il suo obiettivo da poter usare, ma solo uno, nulla più. Talvolta non basta. Il grandangolo crea aberrazioni ottiche, il teleobiettivo coglie solo i dettagli. Talvolta bisogna essere disposti ad allontanarsi o avvicinarsi alla Vita ma comunque si dovrà essere disposti a perdere qualcosa, proporzioni o dettagli. Eppure bisogna decidere, non c'è nulla da fare, un buon fotografo sa aspettare, sa trovarsi nel posto giusto al momento giusto e soprattutto ha imparato a non venir mai colto di sorpresa dalla realtà. Sempre è in grado di fermarla congelandola e donandole un illusoria e finità immortalità.

Vivere la Vita è scrivere gioia con parole mute fatte di sorrisi.
Vivere la Vita è colorare le Anime speciali che si ha il privilegio di incontrare con i tratti delicati di un pennello impressionista. Vividi sono i colori nelle pennellate tracciate dall'Anima.
Vivere la Vita non è chiedere, non è neppure dare. Semplicemente è aprirsi al mondo lasciando che ci entri dentro, entrando dentro di lui.
Vivere la Vita è morire nell'Amore donato inconsapevolmente non sapendo che si sta accendo al vero Paradiso.

Si muore per Vivere la Vita, si vive per poter sperare di morire per poi Vivere ancora.

Mio



Non so perché ma la sento adatta al testo, sarà per l'immagine che mi evoca: una successione continua di fotogrammi come ingialliti e leggermente rovinati dal tempo.


Sunday, 27 September 2009

Non-standard

-Parli con me?

-Sì cazzo e con chi altri? Nella stanza mica c'è nessun altro no?

-Beh non posso darti torto, ma la gente tante volte parla pure con se stessa. Io talvolta lo faccio...

-Sì, tu fai tante cagate, roba da rinchiuderti sai?

-Oddio non saprei, ho scelto il mio modo di vivere e tento di non mutare perché penso che non ci sia niente di male in ciò che faccio, o meglio: penso di non fare niente di male a nessuno.

-Chiacchere solo chiacchere...

-Cosa vorresti insinuare?

-Dai saputello del cazzo, me mica mi freghi sai? hai notato che i numeri non coincidono o no? E non venirmi a raccontare che è un errore di segreteria! Allora che farai, andrai fino in fondo oppure no? Ora che FORSE avrai il vento alle spalle a sostenerti smetti anche tu a navigare di bolina?
Dai Great Pretender cosa farai? Su dimmi un po', sai sono curioso di natura, io.

-Cazzo, merda 'fanculo! Lo sai che ci sto pensando cosa serve tutto questo sarcasmo, perché mi provochi? Cazzo, merda 'fanculo!

-Ehi non servono tante parolone esclamate sai? Se vuoi diventare un Signore be' comincia a farne a meno in certe occasioni, ma soprattutto comincia a sciegliere e decidere ANCHE contro i tuoi interessi. Ai Signori, quelli veri, nessuno può recriminare niente sono lucidi e scevri da ogni colpa, non coinvolgono mai nessuno per allegerire la loro posizione. Anzi!

-Bella merda che mi è toccata, ma proprio tutte a me? Una cosa so, ed è quella che voglio essere capito. Credo che lo farò, almeno questo credo ora.
Una cosa so, ed è che allo spettacolo io entro dalla porta principale, quella di tutti. Le porte piccole e nascoste, quelle sul retro, non fanno per me. Almeno ora.
S. come vorrei parlare con te ora! Avrei bisogno davvero di far due chiacchere con te, tu che Signore lo sei davvero! La Vita ci ha fatto incontrare e separare, nessuno dei due si è mai lasciato purtroppo il ponte che ci collegava è venuto a mancare. S. stammi bene OK?

- Hey you, Great Pretender! Che fai non ci pensi? Facile no? Basta un attimo si chiude un occhio, si chiude la coscienza. Com'era quella tua canzonetta, ma sì dai quella in cui credi... ah sì ora ricordo:
[...] È come se la vecchia morale non ci bastasse più. In compenso se ne sta diffondendo una nuova che consiste nel prendere più che altro in considerazione i doveri degli altri… verso di noi. Sembrerà strano ma diventa morale tutto ciò che ci conviene. Praticamente un affare. [...]
Subito. Qui e ora. Cosa fai?

-Cazzo, merda! 'fanculo! La notte VOGLIO dormire come... non dormiro comunque come pochi anni fa. Lasciami stare, non ora!

-Hey you, NEEEEE risposta sbagliata.Ahahhah!


La Vita la si può giudicare solo a posteriori, anche un solo secondo dopo l'ultima azione ma sempre a posteriori perché nella la realtà è istantanea e passata, mai futura. Ciò che resta sono i ricordi come tatuaggi impressi sull'Anima. Un ordine sparso un collage mirabile dove taluni si sovrappongono altri rimangono isolati perché segreti o troppo speciali. L'Anima li accoglie tutti come su un magnifico poster dove molti brillano solo su loro stessi. Forse si incontreranno intimamente altre Anime e tutto ritroverà un senso e quella randomica composizione riacquisterà un significato compiuto. Non so.

Fino a che punto si può scendere a compromessi con noi stessi per un Sogno quando NOI si è gli unici ad esser toccati dal compromesso?
Scegliendo il compromesso si vivrà in una realtà deviata?
... che poi ci si mette pure il linguaggio naturale differente e la non conoscenza personale.
Cazzo, merda 'fanculo!

Mio





Hey You
Hey you, out there in the cold
Getting lonely, getting old
Can you feel me?
Hey you, standing in the aisles
With itchy feet and fading smiles
Can you feel me?
Hey you, dont help them to bury the light
Don't give in without a fight.

Hey you, out there on your own
Sitting naked by the phone
Would you touch me?
Hey you, with you ear against the wall
Waiting for someone to call out
Would you touch me?
Hey you, would you help me to carry the stone?
Open your heart, I'm coming home.

But it was only fantasy.
The wall was too high,
As you can see.
No matter how he tried,
He could not break free.
And the worms ate into his brain.

Hey you, out there on the road
always doing what you're told,
Can you help me?
Hey you, out there beyond the wall,
Breaking bottles in the hall,
Can you help me?
Hey you, don't tell me there's no hope at all
Together we stand, divided we fall.

Thursday, 24 September 2009

Ok però almeno un po'...

... sì, mi girano. Ma ca... caspiterina, all'inizio di dicembre? Ma scusate, uno dei due è matto e forse il savio non è migliore.
Ma por... portatemi almeno delle sicurezze, cioè: è chiedere tanto il sapere perché si protrae il tutto oltre modo?
Ma str... straordinaria non mi sembra la richiesta di sapere se c'è un contratto sicuro che mi aspetta oppure sì?
Ma fo... forse è chiedervi troppo? A me non sembra, dopo tutto sono passati otto mesi sapete?

Questa sera, prima di leggere la posta elettronica, e sapere quanto scritto sopra, ho avuto un colloquio di lavoro. Perché sono mona, e nulla più, ho detto la verità per correttezza e coerenza, perché come sapete sono fatto così e andando contro questo starei ancora peggio o alpiù uguale. Ho detto che verso la metà di ottobre avrei avuto una risposta definitiva. Ora che si fa? Ora che hai allungato ancora il passo l'ennesima volta? Mandare tutto in vacca con molta scioltezza o passare altri due mesi oltre la linea della mia personale sopportazione? Senza lavoro, senza più alcuna sicurezza dopo, senza niente di niente.

Però mi fate incazzare sapete? E' che non avete capito che io punto cazzo, io sono felino Cheetha, non mollo perché non voglio PIU' avere rimpianti o rimorsi con me stesso.
Ora prima di correre deciderò se voi siete la mia preda, se sarete abbastanza veloci forse mi scapperete è che non ho mai avuto così tanta fame e non sono stato mai così in forma... io se fossi in voi comincerei a correre subito, forse ce la fate.

Mio

PS: però non ho mai detto di essere il migliore dei cacciatori... questo è il dilemma
PPS: le cose possono ripetersi? Perché il precedente dovrebbe lasciarmi molto perplesso...


Gimme The Prize
Here I am, I'm the master of your destiny,
I am the one the only one, I am the god of kingdom come,
Gimme the prize, just gimme the prize,
Give me your kings, let me squeenze them in my hands,
Your puny princes,
Your so-called leaders of your land,
I'll eat them whole before I'm done,
The battle's fought and the game is won,
I am the only one,
I am the god of kingdom come,
Gimme the prize, just gimme the prize,
Move over, I said move over,
Hey, hey, hey clear the way,
There's no escape from my authority - I tell you -
I am the one the only one, I am the god of kingdom come,
Gimme the prize, just gimme the prize,
I am the only one,
I am the god of kingdom come,
Gimme the prize.

Tuesday, 22 September 2009

No Quarter For Naturist Soul

Perché ho cominciato a scrivere(?!?), prima su carta e poi qui?
Perché la natura di questo blog mi è scappata di mano?
Perché ho preso quella mano?
Perché racconto di me?
Perché non tacere?
Perché dico?
Perché?

La risposta c'è ed è una sola: liberarsi di un peso che misura la voglia di essere capiti per ciò che si vuol diventare, nulla più. Nessuna mira utopica, su noi stessi l'utopia non esiste i nostri ideali le nostre azioni dipendono da solo da noi dalle nostre volontà. Il resto torna, il quando è l'unica incognita. Il modo con cui lo si fa, lo faccio, è scrivere dire nascondermi tra maldestre righe che vorrebbero scrivere di piccoli pensieri, dietro un monitor nell'aria della musica che talvolta inserisco.
Qui non mi sento a disagio, timidezza e la mia usuale silente parola diventano meno visibili, il tempo o meglio le tempistiche tra gettare i pensieri e raccoglierne altri giocano a favore per quelli come me.

La scrittura che strana cosa, che strana sensazione è sperimentarla sa quasi di liberazione forse provoca pure assuefazione, per fortuna credo e dicono che sia curativa. Sono sempre  più nudo, e sempre meno me ne vergogno, in questo mio non posto: libero virtuale ma non per questo irreale, surreale semmai.  Certe volte, pur trattenendomi, penso di essere senza pudore, e questo non mi pesa non è che sono un naturista del mio io?

Buona serata,

Mio




ma anche il live merita: come non metterlo? :)


Monday, 21 September 2009

Insane?

Forse ne ho già parlato o forse è solo il pensiero che non mi lascia a farmelo credere, non so. Se così fosse mi scuso per l'ulteriore tedio.

C'è un problema che forse neppure esiste, che però sento e che N. me lo ha fatto notare indirettamente.
Forse partirò e se questa incredibile possibilità avverrà la coglierò al volo, tenterò di viverla come mai sono riuscito a fare con le mie precedenti esperienze: in verticale, fino all'ultimo attimo.

Che sono strano è fuor di dubbio, soprattutto su certe(molte) cose, in primis sugli affetti intesi come derivanti dall'Amore in tutte le sue variazioni accezioni o mescolanze. La lontananza non mi pesa, la nostalgia di casa non l'ho mai provata, siano le quattro mura piuttosto che per il paesaggio; forse sarà perché la Mia Casa non so dove sia. La lontananza da persone care non si misura, per me, con i chilometri che dividono ne con i mesi o gli anni passati senza aver potuto più aver il privilegio di frequentare persone davvero speciali. Ogni giorno o quasi un piccolo pensiero parte naturale, come uno sbadiglio mattutino, senza chiedere il permesso viaggia tra i ricordi e fa nascere un "Che farà?" o un "Come starà?", lo so è poco edificante e però mi tiene vicino a voi, molto vicino. Ma forse la mia è solo una consolante bugia.
Sì, gli affetti andrebbero coltivati molto meglio di come faccio io, forse sono un menefreghista, un'egoista freddo ed insensibile che attua questo comportamento per semplice meschina e sporca comodità. Sì forse è questo.
Una cosa so ed è certezza per me, fa parte delle conseguenze del mio agire, ed è che non sarò con voi per gioire e che sarò troppo distante per darvi una mano fisica quando ne avrete bisogno, quando direte addio a questo strano posto sospeso tra paradiso ed inferno. Forse questa è la strada più comoda per me addomesticato da un'indole cresciuta nel segno della solitudine.

Am I insane? Maybe I've forgot to play the game... The Game Of Love!

A presto,

Mio


PS: N. ci ho ripensato ancora l'univocità in certe cose non esiste. Io ho trovato uno spunto ulteriore e prezioso per mettere in crisi il mio pensiero leggendo Qualcosa Di Più pubblicato da Museum, non sono arrivato ancora alla conclusione che, forse, non sarà mai definitiva. Non so dove il normale mutare mi porterà.
Dacci un occhio N., ne vale la pena davvero!

PPS: Museum pur non cercando, come detto, una risposta univoca e definitiva mi sa che mi hai mandato in tilt il cervello 'sto giro: ma ti pare il modo?





PLAY THE GAME

Open up your mind and let me step inside
Rest your weary head and let your heart decide
It's so easy when you know the rules
It's so easy all you have to do
Is fall in love
Play the game,
Everybody play the game of love
When you're feeling down and your resistance is low
Light another cigarette and let yourself go
This is your life
Don't play hard to get
It's a free world
All you have to do is fall in love
Play the game, everybody play the game of love
My game of love has just begun
Love runs from head down to my toes
My love is pumping through my veins
Driving me insane
Come come come play the game
This is your life - don't play hard to get
It's a free world all you have to do is fall in love
Play the game

Saturday, 19 September 2009

Predestinati

Pre come prima, Desti come svegli e sempre attivi in noi. Nati perché da noi generati, sono ANCHE nostri figli.
Questa etimologia, da me pessimamente inventata (lo so sono da legare), mi ha fatto nascere alcuni pensieri a proposito dei Sogni, sì quelli con la "S" maiuscola. Non ho assolutamente una vocazione animista ma mi ritrovo pienamente nell'accezione e nel concetto di Sogno che hanno le popolazioni aborigene ossia il Dreamtime o Dreaming:
Aboriginals believe in two forms of time; two parallel streams of activity. One is the daily objective activity, the other is an infinite spiritual cycle called the "dreamtime", more real than reality itself. Whatever happens in the dreamtime establishes the values, symbols, and laws of Aboriginal society. It was believed that some people of unusual spiritual powers had contact with the dreamtime.
Ecco una pseudo-traduzione:
Aborigeni credono in due forme del tempo; due flussi paralleli di attività. Uno è l'attività quotidiana, l'altro è un ciclo infinito spirituale chiamato il "Dreamtime", più reale della realtà stessa. Qualunque cosa accada nel Dreamtime stabilisce i valori, i simboli, e le leggi della società aborigena. Si credeva che alcune persone di potere spirituale insolito avuto contatti con il Dreamtime.
fonte: Wikipedia
Sarà perché ultimamente ho a che fare in me con un completo distacco dal futuro, sarà perché pur essendo li li per vedere qualcosa mica me la sento di sbirciare oltre per provare solo un briciolo di eccitazione, o perché di illudermi non voglio più, saranno queste cose ed altre che non riesco a recepire ma il senso di svuotamento che sento dentro mi conduce inevitabilmente a lasciare questa realtà di sopravvivenza per rifugiarmi ancor di più in un'altra dimensione, il Sogno. Un Sogno però diverso, senza ambizioni, senza rincorse, ma piuttosto come una realtà parallela fatta pure essa di azioni porteranno ad eventi su entrambi i fronti. Ho fatto tutto il possibile per alimentare il mio Sogno, per farlo cresce. Mi ha deluso molte volte, mi ha sbattuto la porta in faccia alcune volte (? :) ) perché sbagliavo, perché non capivo che un Sogno nasce adulto, sa già camminare da solo, ti può tradire da subito uscendo di casa per poi non tornare più. Sì, è reale perché le conseguenze lo sono. Le emozioni non mentono mai.
Vedo il Sogno come un'entità, quasi una guida che ci conduce nell'esistenza, insomma una specie di Virgilio dantesco tutto personale nella nostra esistenza. Purtroppo talvolta è traditore e ci lascia su due piedi nudi e distanti da casa ed allora si prende freddo sotto le intemperie, ci si ammala l'Anima vivendo una Realtà come tante, intercambiabile perché non ci appartiene pienamente. Con il tempo l'Anima guarirà e quindi si tenterà un nuovo viaggio e col passare degli anni le passate vicissitudini si faranno sentire, nei momenti di difficoltà ma questo non è necessariamente un male. Le ferite sono amiche se le si prende per quello che sono ossia il limite oltre il quale c'è la rottura. Aiutano a camminare in equilibrio tra il vuoto e il massimo. Senza di loro si rischia di rimanere in basso dove tutto è facile ed il risultato ne è una diretta conseguenza, le cose migliori non sono mai gratuite anzi!
Ma quando la nostra guida, il nostro Sogno non tradisce cosa resta? "Semplicemente" la libertà, quella dell'Anima il Volo. Voi direte sì ma come è fatta? Be' per me è la Realtà piena, pura, felice e serena, nulla più. Perché non credo esista nulla di più speciale.

Credo che ogni Sogno porta con se fasi distinte che comunque inevitabilmente si getteranno nella Realtà fondendosi con essa. Pensando a ciò che ero e a ciò che sono non posso che arrivare alla conclusione che pure io sono ANCHE loro figlio.

Oggi mentre andavo in bici l'autunno mi ha fatto l'occhiolino nascosto sotto la dura corteccia di molti alberi rifaceva il trucco a molte foglie ad altre stanche donava la libertà effimera di un ultimo. Una vecchia stagione ancora silente ci sta già accompagnando, penso che talvolta sarebbe bello leggere questi segni in anticipo anche in noi, ci eviterebbero molti problemi. E' che dentro non esistono cicli si passa di equinozio in equinozio e da un solstizio all'altro senza preavviso alcuno. Mi sa che devo cercare la mia fonte d'inquinamento :)

Buon weekend a tutti voi!

Mio




Canzone Quasi D'Amore

Non starò più a cercare parole che non trovo
per dirti cose vecchie con il vestito nuovo,
per raccontarti il vuoto che, al solito, ho di dentro
e partorire il topo vivendo sui ricordi, giocando coi miei giorni, col tempo...

O forse vuoi che dica che ho i capelli più corti
o che per le mie navi son quasi chiusi i porti;
io parlo sempre tanto, ma non ho ancora fedi,
non voglio menar vanto di me o della mia vita costretta come dita dei piedi...

Queste cose le sai perchè siam tutti uguali
e moriamo ogni giorno dei medesimi mali,
perchè siam tutti soli ed è nostro destino
tentare goffi voli d' azione o di parola,
volando come vola il tacchino...

Non posso farci niente e tu puoi fare meno,
sono vecchio d' orgoglio, mi commuove il tuo seno
e di questa parola io quasi mi vergogno,
ma c'è una vita sola, non ne sprechiamo niente in tributi alla gente o al sogno...

Le sere sono uguali, ma ogni sera è diversa
e quasi non ti accorgi dell' energia dispersa
a ricercare i visi che ti han dimenticato
vestendo abiti lisi, buoni ad ogni evenienza, inseguendo la scienza o il peccato...

Tutto questo lo sai e sai dove comincia
la grazia o il tedio a morte del vivere in provincia
perchè siam tutti uguali, siamo cattivi e buoni
e abbiam gli stessi mali, siamo vigliacchi e fieri,
saggi, falsi, sinceri... coglioni!

Ma dove te ne andrai? Ma dove sei già andata?
Ti dono, se vorrai, questa noia già usata:
tienila in mia memoria, ma non è un capitale,
ti accorgerai da sola, nemmeno dopo tanto, che la noia di un altro non vale...

D' altra parte, lo vedi, scrivo ancora canzoni
e pago la mia casa, pago le mie illusioni,
fingo d' aver capito che vivere è incontrarsi,
aver sonno, appetito, far dei figli, mangiare,
bere, leggere, amare... grattarsi!

Tuesday, 15 September 2009

Il Castello dei Destini Incrociati -Italo Calvino

Prima o poi doveva accadere, lo sentivo in ogni lettura precedente di questo grandioso scrittore. Il presentimento si è manifestato in questo libro: PURTROPPO NON LO HO CAPITO!
Le due precedenti letture: "Il visconte dimezzato" e "Il sentiero dei nidi di ragno" subito mi avevano lasciato un po' di amaro in bocca perché la loro comprensione è arrivata alla fine e non durante, la mia negligenza nel cogliere i messaggi celati (ma anche manifesti :) ) mi ha portato al punto interrogativo che ho assegnato a mia ideale copertina a questo libro.
Calvino, a mio avviso, ha un grandissimo pregio: riesce a scrivere in maniera molto semplice ed immediata senza fronzoli, diretta ed esplicita ma in quelle parole riesce, con mimesi straordinaria, a nascondere, e perché no confondere, messaggi su livelli di sensibilità differenti. Io mi sono sempre fermato ahimè al primo.
Voi direte: "Ma che te lo leggi a fare allora?", be' lo leggo perché bello lo è sempre e poi perché me lo ha consigliato Bak il che è una garanzia e poi, il consiglio, è stato pure rettificato da Dressel. Ditemi voi se potevo non leggerlo?

Due paroline vorrei però tentare di metterle, non sulla trama naturalmente, ma sul contenuto criptato che non sono riuscito a svelare.
Pronti? Ci provo oK? Mi raccomando smentitemi perché altrimenti mi sembrerà di aver capito troppo! :) Credo che questo libro voglia mettere in luce come nella vita le esperienze siano diverse sempre ma che questo non derivi necessariamente, almeno all'inizio, da qualcosa di particolare o speciale (le carte, i tarocchi e gli arcani non cambiano), ma da come si riesce a leggere la vita e le situazioni che ci accadono attorno. Credo che in questo libro venga mostrato che il destino non sia un qualcosa di rigido e predestinato, ma piuttosto un filo di una trama che noi si tesse. Si chiama destino o caso o fato che sia la mancanza di controllo completo della realtà. Il non riuscire a valutare le conseguenze partendo dal compimento delle azioni. La comprensione di tutto è chiara solo quando il gioco è finito, quando tutto si ferma e le carte in mano ad ogni giocatore si sono esaurite. a quel punto come in una magia compare ciò che è stato e perché è accaduto in quel susseguirsi di eventi.

Oddio, rileggendo e ripensando a ciò che ho scritto mi vien da pensare che non c'era solo latte e caffè nella tazza questa mattina...

Vorrei ancora ringraziare Bak per il consiglio letterario, grazie davvero! Magari dimmi tu qualcosa di più. L'altro, quello che mi ha consigliato, quello che si può leggere aprendo a casaccio le pagine, è davvero interessante!
Ora vi saluto consigliandovelo perché un libro lascia sempre qualcosa anche quando ci si ritrova di fronte un grosso punto interrogativo.

A presto,

Mio

Saturday, 12 September 2009

Il Cosa e il Come

Di miserie e bellezze ne è piena la Vita, noi si vive tra loro in sofferenze e gioie. Entrambe sono quasi sempre condizioni, non momenti, che superano la nostra volontà. Sempre mi son chiesto come facciano a stanarci.

La gente è abituata sempre più spesso, forse per indole o forse per una frustrazione crescente, a giudicare gli altri prima di giudicare se stessi. Personalmente evito accuratamente giudizi perché, con molta semplicità, non voglio essere giudicato se non da chi mi conosce realmente. Se proprio devo esprimere un parere lo professo nei termini: "ti dico cosa farei io, dopo vedi un po' tu...", sostanzialmente credo in un mondo libero fatto di libere scelte. Credo fermamente in quello che ho detto in precedenza perché si tende a ragionare sul COSA, che è oggettivo e non sul COME che è personale e quindi differente, sempre!
Frasi del tipo: "Che ne sai tu, non sai COSA ho passato io ecc. ecc." oppure "COSA vuoi che sia...", le trovo specchio di un pensiero limitato di una sensibilità un po' rinsecchita. Non sono buonista è che si ha un limite nella comprensione e quindi questi pensieri e giudizi possono essere riduttivi. Qualsiasi evento, piccolo o grande che sia, racchiude in se il suo COME, la sua sensibilità una preziosa essenza, una grandezza che certe persone sanno esaltare mentre certe altre sanno appiattire. Ognuno, suo malgrado, possiede un proprio COME, nessuno è migliore o peggiore di altri, è unico e quindi inestimabile. Lo si può non condividere ma questo non ne estingue il valore.
Personalmente non conosco l'entità del mio COME anche se credo ricada nell'appiattimento, almeno così è stato, però di una cosa ormai son certo ed è che mi piace sempre di più riuscire a capire e cogliere il COME delle altre persone anche se purtroppo non ci riesco mai. Credo che la misura della sensibilità interiore delle persone sia quanto di più vicino alla misura dell'Anima che un corpo racchiude.
No, niente giudizi. Nessuna Anima non malvagia deve essere giudicata perché il suo stesso esistere vivo e vitale è il motivo principale che giustifica la nostra esistenza.
Nessuno è il più miserabile, nessuno è la più bella persona. Ognuno stimi le sue miserie e bellezze cercando negli altri un esempio, u suggerimento muto per alleviare le prime ed esaltare le seconde.

Scusate, il mio piccolo sfogo da tempo immemore celato nei miei pensieri.

Mio

Wednesday, 9 September 2009

One More Time: Again and Again

Ci sono molti modi per fare le cose è che io ne conosco solo uno, il mio. Questo è un male, è sempre consigliato avere vie di fuga alternative.

Stare con entrambi i piedi in due scarpe differenti è più comodo che avere una scarpa sola. Stare con il sedere adagiato su due sedie evita sempre le cadute qualora una cedesse. Ora sono con un piede scalzo e la scarpa ha la suola forata, sto per per cadere dall'ultima sedia che mi rimane eppure avrei due scarpe e due a portata di mano.

Scelte, sempre e comunque scelte. Tutti le fanno. Il mio carattere mi porta a cercare anche quelle che si potrebbero evitare. Sì, cara I. avevi ragione tu quando ti parlai di quello che avvenne (qui), lo sto per rifare. E' vero: non cambierò mai.
Entro ventiquattro ore dovrò decidere: "Una scelta di Vita", ho detto a chi mi proponeva una via sicura, vicino a casa, con un lavoro davvero niente male, con prospettive abbastanza sicure. Praticamente tutto è fatto, ancora una volta manca solo la firma, la mia.
Una scelta di Vita se sceglierò ciò che sicuro non lo è, almeno non al cento per cento. Se sceglierò ciò che mi ha portato a quasi nove mesi tondi di periliare, di sangue amaro, di notti insonni e di bestemmie tirate contro me stesso, al mio sognante vagheggiare.
Questa volta si fa ancor più sul serio, o tutto o niente, sul banco ci metto pure le mutande e non solo figurativamente parlando. Se perderò starò meno che con le pezze al culo che ho ora (sei ancora in tempo sai!!!), non saprò dove andare a sbattere la testa. Il dopo, se perderò, sarà la cosa più pesante che io abbia mai sostenuto e già so che sto sottostimando il suo peso. Dopo, scherzando ma anche no :), potrebbe restarmi solo la strada della sodomia remunerata che, se non è cercata o voluta, non è che sia il massimo.
La partita di scambio qual'è? Quanto vale la candela? Vale una crescita personale e professionale che D. ha detto essere: "Sicuramente un'esperienza che ti cambia, dopo non sarai più lo stesso." lo pensavo già da un'altra prospettiva questo mi conforta. Se tutto andrà in porto, nel bene e nel male, nulla sarà più uguale. Sarà insicurezza, ostacoli da superare, distacco famigliare e da amici, distacco totale da posti e luoghi cari. Sarà mettere il culo nelle pedate, sarà riceverne di sonore.

Non conosco mezze misure, è il mio modo di fare certe cose. Avrei potuto fare altrimenti, e potrei ancora fare altrimenti, molti lo fanno e non li biasimo, ma non ci riesco. Se andrà bene dormirò un po' più tranquillamente, se andrà male vorrà dire che per un bel po' non cambierò il mio pessimo stile di vita.
Domani partirà una busta gialla per confermare la mia certezza di una scelta che non implica sicurezza.
Domani partirà un e-mail per comunicare la mia scelta certa che implica il rifiuto di sicurezza.

No, non cambierò mai. In certe cose conosco solo il bianco o il nero, non ne posso fare a meno. Ora però è giunta veramente l'ora che impari a sostenere meglio le mie scelte vada come vada. Ferirmi come ho fatto fino ad ora mi costerà in futuro. Sì, è giunta l'ora che impari a volermi bene, ad amarmi. Suggerimenti?

Mio


...è che io voglio pensarla o molto meglio: LA PENSO così:






Una nuova coscienza

di Gaber/Luporini


Io come uomo io vedo il mondo
come un deserto di antiche rovine.
Io vedo un uomo
che tocca il fondo ma forse al peggio non c’è mai una fine.
Nel frattempo la vita
non si arrende e la gente si dà un gran da fare
tanti impegni
tante storie
con l’inutile idea di colmare
la mancanza di una nuova coscienza
di una vera coscienza.
È come se dovessimo riempire un vuoto profondo... E allora ci mettiamo dentro: rimasugli di cattolicesimo, pezzetti di sociale, brandelli di vecchi ideali, un po’ di antirazzismo, e qualche alberello qua e là.
La decadenza
che viviamo
è un malessere
che ti prende pian piano.
È una specie di assenza
che prevede una sosta obbligata
è la vita che medita
ma si è come assopita.
Siamo vivi
malgrado la nostra apparenza
come uomini al minimo storico di coscienza.
È come se la vecchia morale non ci bastasse più. In compenso se ne sta diffondendo una nuova che consiste nel prendere più che altro in considerazione i doveri degli altri… verso di noi. Sembrerà strano ma diventa morale tutto ciò che ci conviene. Praticamente un affare.
La decadenza
che subiamo
è uno scivolo
che va giù piano piano.
È una nuova esperienza
che ti toglie qualsiasi entusiasmo
e alla lunga modifica il tuo metabolismo.
Siam lì fermi
malgrado la grave emergenza
come uomini al minimo storico di coscienza.
E pensare che basterebbe pochissimo.
Basterebbe spostare a stacco la nostra angolazione visiva. Guardare le cose come fosse la prima volta. Lasciare fuori campo tutto il conformismo di cui si è permeata la nostra esistenza. Dubitare delle risposte già pronte. Dubitare dei nostri pensieri fermi, sicuri, inamovibili. Dubitare delle nostre convinzioni presuntuose e saccenti. Basterebbe smettere di sentirsi sempre delle brave persone. Smettere di sentirsi vittime delle madri, dei padri, dei figli, mariti, mogli... quando forse siamo vittime solo della mancanza di potere su noi stessi. Basterebbe smascherare, smascherare tutto: smascherare l’amore, il riso, il pianto, il cuore, il cervello. Smascherare la nostra falsa coscienza individuale.
Subito. Qui e ora.
Sì, basterebbe pochissimo. Non è poi così difficile. Basterebbe smettere di piagnucolare, criticare, affermare, fare il tifo e leggere i giornali. Essere certi solo di ciò che viviamo direttamente. Rendersi conto che anche l’uomo più mediocre diventa geniale se guarda il mondo coi propri occhi. Smascherare con coraggio qualsiasi falsa partecipazione. Smettere di credere che l’unico obiettivo sia il miglioramento delle nostre condizioni economiche perché la vera posta in gioco è la nostra vita. Basterebbe smettere una volta per tutte di sentirsi vittime del lavoro, del denaro, del destino e persino della politica, perché anche i cattivi governi sono la conseguenza naturale della stupidità degli uomini. Basterebbe opporsi all’idea di calpestare gli altri, ma anche alla finta uguaglianza. Basterebbe smascherare le nostre presunte sicurezze. Smascherare la nostra falsa coscienza sociale.
Subito. Qui e ora.
Basterebbe pochissimo. Basterebbe capire che un uomo non può essere veramente vitale se non si sente parte di qualcosa. Basterebbe smettere di credere di poter salvare il mondo con l’illusione della solidarietà. Basterebbe ormai rendersi conto che la crescita del mercato è necessaria alla nostra sopravvivenza, ma che la sua espansione inarrestabile ci fa diventare sempre più amorali e più stupidi. Basterebbe abbandonare l’idea di qualsiasi facile soluzione, ma abbandonare anche il nostro appassionato pessimismo e trovare finalmente l’audacia di frequentare il futuro con gioia. Perché la spinta utopistica non è mai accorata o piangente. La spinta utopistica non ha memoria e non si cura di dolorose attese.
La spinta utopistica è subito. Qui e ora.
Io come uomo
Io vedo il mondo
Come un deserto di antiche rovine.
Io vedo un uomo
Che tocca il fondo ma forse al peggio non c’è mai una fine.
Perché non c’è nessuno
che dia un senso
alle cose più semplici e vere
alla vita di ogni giorno
all’urgenza di un uomo migliore.
Io vedo un uomo
solo e smarrito
come accecato da false paure.
Ma la vita non muore
nelle guerre
nelle acque inquinate del mare
e i timori
anche giusti
son pretesti per non affrontare
la mancanza
di una vera coscienza
che è la sola ragione
della fine
di qualsiasi civiltà.

Sunday, 6 September 2009

Massa e Peso

La differenza non sempre la si capisce, per percepirla bisognerebbe "cambiare aria" o meglio cambiare pianeta. Se noi si vivesse su Marte (sarà un caso l'esser marziani? :) ) si peserebbe meno, la massa di Marte è inferiore di quella della Terra, l'attrazione che esercita sui corpi pure.

Ci sono giorni che bisogna essere terrestri per forza, qui si vive e con questa realtà si interagisce e talvolta ci si sente molto, troppo, pesanti.
Ci sono giorni che si vorrebbe avere una bilancia a braccia uguali per misurare la massa della nostra Anima, per capire se essa sta diventando sempre più pesante e greve da sostenere oppure per capire se tutto si sta muovendo nella giusta direzione, quella della leggerezza che poi porta al volo. Sì, credo che le Anime leggere volino libere attorno a noi, per loro il suolo non è una discontinuità tra cielo e terra, Anime speciali che conoscono lo schianto ma anche il volo pindarico.

Il corpo tutto è lo specchio dell'Anima, nessuna parte in particolare esprime ogni cosa, ogni singola parte esprime qualcosa. Credo che saperlo leggere sia un dono raro, credo che lui sia la nostra bilancia a braccia uguali. Per ora sono ancora un ignorante analfabeta. Credo che il corpo sia l'interfaccia muta per un linguaggio universale.

Sette chili in sette giorni, se non ricordo male, era lo slogan di una dieta dimagrante che probabilmente procurava più danni che benefici.
Sette chili in sette giorni è il verdetto sul mio peso, dovuto ad una dieta che non voglio di un Anima che beve mercurio quando sono debole e fragile, che respira elio solo perché sa che il mercurio porta metastasi e uccide lentamente.
Vorrei bere ciò che voglio, respirare solo aria.
Vorrei vivere su un pianeta dove la mia massa non mi pesasse così tanto. Mi chiedo se realmente lo sto cercando o se mi sto solo ingannando.


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