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Radio Pazza

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Tuesday, 3 February 2009

Io, per me, la vedo così

Personalmente penso, e talvolta pure ci riesco, che le pesantezze personali devono rimanere tappate in me stesso come chiuse in un contenitore ermetico.
Ci ho pensato molto, mi si scusi il tono oggettivo della mia affermazione, e credo che quando non si sta bene è per me PIU' meglio ritirarmi al di fuori di qualsiasi realtà sociale, mi spiego: se sono triste, malinconico, oppresso, depresso, in pratica non sto BENE, non vedo motivo alcuno per non abbracciare con devozione la più ascetica delle solitudini sociali; la mia solitudine sociale implica come primo punto il non tapparsi in casa unito al taglio più completo possibile dei collegamenti personali. Non so se pensate che questo approccio sia corretto oppure no, fate voi, ma per risolvere i problemi di cui sopra in maniera differente e per me giusta mica ci riesco.
Personalmente credo si sempre doveroso condividere solo i lati positivi del vivere: i sorrisi, la felicità, la leggerezza, la spensieratezza, la gioia... in somma ci si è capiti quelle cose che prezzo non hanno e che ci fanno dimenticare, per poco o tanto che sia, tutti problemi. Condividere il non stare bene per cercare un personale non stare MALE negli altri credo sia un errore. Soffro di solitudine o malinconia? Allora mi allontano dagli amici e mi ci tuffo dentro senza cercare distrazioni. Sono oppresso e/o depresso e mi sento perso con autostima ai minimi storici e sciaquai mentali al massimo tanto per bilanciare il tutto? Allora, beh allora questo bellissimo connubio queste sei-sette cosucce mi indicano che sono davvero KO e l'unica cosa che mi resta è uscire sulla strada con la musica nelle orecchie per poi andare a piedi verso boschi, su piste ciclabili nel verde, nuotare correre, andare in bici. Insomma sempre e comunque muovermi. Devo farlo altrimenti mi farei del male ancor più di quando lo faccia normalmente, no non è bello non sono bei momenti. No non posso contagiare qualcuno con questo mio MALEssere, non è giusto che io mi cibi di sorrisi e spensieratezza altrui solo per me senza dare niente di spontaneo in cambio, in questi e in quei momenti non ho nulla di buono da donare.
Lo so, noi si è esseri sociali e questo comportamento porta a star male ancor più profondamente e più a lungo, ma di lenire i miei dolori succhiando come un parassita Vita altrui non lo voglio perché, poco o tanto, il parassita libera tossine nell'ospite e questo non lo voglio. Non voglio essere un untore dei miei mali.
Sapete una cosa di questo mio agire mi consola, ed è che alla fine delle fini pochi o forse anche nessuno ha mai capito quando sono in apnea nei miei fondali più fangosi, tetri e freddi. Mi viene da pensare che probabilmente il mio innato e mai mutevole annullare ed appiattire il tutto come mere ombre sull'asfalto renderebbe atipico il contrario.
Di recente mi è stato detto: "Perché ridi? Che è successo?", con tono a metà tra chi ha visto un marziano e l'acangelo Gabriele assieme, insomma come se fosse un qualcosa di exstra nella mia vita ordinaria e mai (ex)stratraordinaria, un tratto perso in ricordi che io ho solo da bambino. Mi ha fatto provare un infinito senso di tristezza.
Poi ci sarebbe da parlare ancora di Amore, li tutti siamo diversi, li tutto è diverso, li tutto è coerenza autoreferenziata dalla controparte. Li tutto è cielo stellato, albe, tramonti, fiori profumi luci, sogni. Li tutto è perdersi nell'anima che si ha di fronte è cedere, è non opporsi, è dischiudere le mani di chi si ha di fronte e riporci il tuo Cuore senza domande senza perché è custodire il dono che ti viene fatto come un qualcosa di più prezioso della tua stessa vita. Non so se sono ancora pronto un'altra volta.
Sorridete o ancor meglio ridete sempre anyway the wind blow io vorrei imparare la seconda ma mi è forse impossibile se non imparerò a volerlo con tutto me stesso.

Mio

Sountrack in me: Nobody Loves You (When You're Down and Out) -John Lennon

Nobody loves you when you're down and out
Nobody sees you when you're on cloud nine
Everybody's hustlin' for a buck and a dime
I'll scratch your back and you scratch mine

I've been across to the other side
I've shown you everything, I got nothing to hide
And still you ask me do I love you, what it is, what it is
All I can tell you is it's all show biz
All I can tell you is it's all show biz

Nobody loves you when you're down and out
Nobody knows you when you're on cloud nine
Everybody's hustlin' for a buck and a dime
I'll scratch your back and you knife mine

I've been across the water now so many times
I've seen the one eyed witchdoctor leading the blind
And still you ask me do I love you, what you say, what you say
Everytime I put my finger on it, it slips away
Everytime I put my finger on it, it slips away

Well I get up in the morning and I'm looking in the mirror to see, ooo wee!
Then I'm lying in the darkness and I know I can't get to sleep, ooo wee!

Nobody loves you when you're old and grey
Nobody needs you when you're upside down
Everybody's hollerin' 'bout their own birthday
Everybody loves you when you're six foot in the ground



Thursday, 29 January 2009

Just For A Dream

Niente è più facile che creare la Vita, dare la Morte.
Inseminare o abortire è un soffio di parole, modulato ma anche no, che esce dalla bocca. Nulla più!
Sarebbe bastata una firma falsa ma non falsificata. Nulla più!
Sono da rinchiudere. Chi segue i propri Sogni deve essere rinchiuso. Perché? Perché i pazzi sono tutti fuori. Nulla più!

Mio


PS: ben inteso, per chi lo avesse mai pensato, non ho la pretesa di essere il solo nel manicomio; certo non è tanto grande da contenere tutti quelli che stanno liberi fuori... ma qui dentro ho poca buona compagnia.

Tuesday, 27 January 2009

Aspettando

Ci sono delle volte in cui la sola possibilità di poter attendere è tutto quello che vorresti, ci sono quelle volte che il sentirti fermo ed inchiodato ti distrugge, ti erode lentamente.
Eccomi qui, aspettando il tempo che faccia il suo corso e che le azioni facciano piu' diligentemente il loro dovere. Eccomi di fronte a scelte che ti tocca fare, a corrispondenti fatti che mi toccherà eseguire se è me stesso che voglio far correre... ma poi dopo questo e dopo altro ancora, dopo a questo correre e rincorrere chi sarai? o meglio COSA sarai?
Speri, sogni, credi, desideri e non ti accorgi che non serve a niente. Fai come tanti, ti dicono, ridi di tutti gli "altri", quelli che hanno la faccia come la tua... ma forse la tua sarà così ancora per poco anch'essa è destinata a diventare un magnifico CULO!
Tristezza provo, " 'fanculo" a me stesso urlo!

Mio

PS: scusate lo sfogo ma ho finito la carta e non ho piu' la penna... quando mi serve l'agendina non l'ho mai con me... insomma giornata di merda! e non è finita la Giornata!

Sunday, 25 January 2009

Preghiera Per un Amico -John Irving

Devo dire che all'inizio sono rimasto molto disorientato da questo libro e mi chiedevo: "Ma perché Daniela me lo ha consigliato?", poi per curiosità sono ritornato a leggere il commento che aveva lasciato ad un mio post ed è stato come se mi indicasse la strada per una sua interpretazione.
In quel post mi chiedevo se esistessero oppure no risposte ai miei perché (i miei soliti sciacqui e risciacqui mentali insomma) e di questo a parer mio parla il libro. Della strada che ognuno di noi dovrebbe seguire, e mai inseguire, nella sua vita. Tutto torna e quadra nella sua completezza se non ci si abbandona al subire e al non aggredire quella strada che, talvolta e troppo spesso, è dissestata, quasi sempre in salita e fatta di discese che troppo spesso ci sembrano un soffio per lunghezza ma che ci danno un attimo di pura ebrezza che, se colto, profuma di eternità, di ricordi che ci fanno lasciare le nostre pene terrene nel bene e nel male.
Questo libro parla di fede, fede in dio, che ha su di noi un progetto predefinito e predeterminato a priori. Parla di chi fede in dio non ha, di chi ha bisogno di segni per credere e di chi crede senza segni inseguendo un sogno.
Questo libro, volendo estremizzare, forse non parla neanche di dio ma di ciò che dio è ossia della dimensione della fede che, se esiste ed è solida, dona esistenza e solidità pure al concetto di dio. A mio MODESTISSIMO avviso volendo ridurre ai minimi termini il pensiero celato tra le righe è che il sogno inseguito è l'unica dimensione che può rendere compiuta una Vita. Alla fine non si resterà mai con un pugno di mosche in mano. Si potrà rimanere scottati a morte così come baciati a nuova vita, ma da lassù, dall'alto del mondo inseguito e sperato, nulla avrà mai lo stesso prezzo, lo stesso sapore, la stessa immensità di quanto si è conquistato.
Io, per me, ci credo in questo, convivere nelle incognite però fa paura e talvolta toglie pure il sonno. Vivere con nelle speranze non fa paura ma toglie il sonno comunque. Sapere di non sapere niente e provare a se stessi che si ha ragione o si sbaglia, esplorare, vivere, gioire per poi un po' morire è forse l'unico modo per dare senso alla vita, l'unica cosa è saper trovare le giuste proporzioni altrimenti, il tutto, senso sembrerebbe non averne!
A presto,

Mio


PS: Ringrazio molto Daniela per il cortese suggerimento letterario mi è piaciuto davvero, non è banale. Ma d'altronde come poteva esserlo no?! ;).
GRAZIE DANIELA!

PPS: Piccolo problema: HO FINITO i vostri preziosi suggerimenti ne avete altri? Io avrei pensato a: Anna Karenina (colpa de "L'eleganza del riccio") , Sulla Strada e Il gioco delle perle di cristallo. A voi cosa vi è piaciuto o vi piacerebbe leggere?

Thursday, 22 January 2009

L'ho Fatto Ancora

Ho messo il culo da dove dovrebbero venire le pedate!
Ho invocato la mia COERENZA!
Ho promesso CORRETTEZZA!
... ma questa volta tutto a me stesso non ad altri. Questa volta mi sono regalato un desiderio da inseguire, spero di poter cominciare a correre presto!
No, non un sogno, per quelli serve l'incoscienza, irrazionalità. Quello è il prossimo passo o almeno spero!

Mio

Sunday, 18 January 2009

Alfredo

così chiamerò un mio amico con il quale recentemente ho parlato molto. Amico che mai leggerà queste righe visto che l'informatica non è nelle sue corde. Ma questo forse centra?

A: "Sai credo che la gente non stia bene, Io non sto bene..."
R: "Perché? Tutti si è un po' presi male e talvolta è normale dai! Essere compressi quando le cose sfuggono è la norma."
A: "Roberto sono due anni che "qui" tutto è cambiato. Io sono cambiato"
Mica me ne sono mai accorto sapete? Il cambiamento di Alfredo non l'avevo mai percepito, pensavo sempre a qualcosa di passeggero. A me fa strano pensare che ci si possa abituare ai cambiamenti a tal punto da pensare alla normalità ma purtroppo è così.
R: "Da quando ti sei lasciato con Lei quindi... non è che ne sei ancora innamorato?"
A: "No, no davvero. Ora si è amici e nulla più. Ci ho pensato davvero a fondo e così è, perché così la sento quando la rivedo. Fidati!"
R: "Sicuro?"
A: ", tutto è ormai ricordo..."
A: "La gente non sta bene, io non sto bene afffatto. Sai, ogni sera tutte le settimane quasi tutti i giorni faccio ginnastica, nulla di che. Non pensare a me come un Mr. MeansHealth ok?"
R: " :)"
A: "Perché lo faccio? Sai, non serve a nulla, la mente non si allena a flessioni ed i bicipiti e gli addominali non sostengono nulla se non le membra. Mi vedo come un misero Atlante, un titano che però non riesce a sostenere il suo piccolo mondo."
Alfredo smette di parlare, si guarda le mani con i calli dei bilancieri. Chissà a cosa sta pensando.
R: "Beh pensa positivo, almeno quella ginnastica ti fa sembrare meno flaccido di prima. Ancora un po' e diventi un "grandioso fusto"!"
Dico ridendo, il clima nella stanza però non ride affatto. Alfredo non ride.
A: "Sai che mi ammazzo di fatica, con sport che assomigliano di più alle fatiche di Ercole che a qualcosa che si fa per diletto. Lo faccio per non pensare, per cancellare con lo sforzo fisico la pesantezza dei pensieri. Lo faccio per intontire il corpo e spegnere questa testa, questo malessere. Talvolta ci riesco, altre volte no..."
R: "Lo so, certe volte è anche la mia strategia. Funziona ma..."
Vengo interrotto come se non stessi neppure parlando. Alfredo è partito con i suoi pensieri.
A: "Mi sono accorto che non so più cosa significa vivere serenamente, non conosco più la Serenità. Un posto vale un altro, sono insensibile a tutto, tutto vorrei apprezzare e toccare ma mica ci riesco. La colpa è che so ciò che voglio, so che tutto è possibile ma che in larga misura è indipendente dalla volontà. I sogni si perseguono ma non per questo si possono realizzare. Certe volte si inseguono non arrivando ad alcun che. Mi sento perso dopo tanto inseguire ciò che ora non riconosco più. Ciò che avrei dovuto riconoscere tanto tempo fa... e non parlo di Lei, OK? Ma di ciò che mi ha portato a Lei. Non pensare che sia un fissato. Grazie!"
Alfredo non è un tipo che si apre, certe volte ho pensato che non esistesse nessun grimaldello in grado di aprirlo. Quando parlava pensavo che stava per esplodendere.
A: "La gente non sta bene e mi sento gente ora sai? Sono nervoso, irritabile e suscettibile, manca solo che mi metta a predicare a destra e a manca e dopo il paradigma dello stronzo è completo! Cazzo, ho sempre pensato che le pesantezze personali non devono pesare al di fuori della pelle che mi contiene... ora escono troppo spesso dalla mia bocca. Devo imparare a stare zitto. Ora devo zittirmi, scusami non mi ero accorto di stare a fare proprio questo vedi? Che merda!"
R: "Ma no figurati continua pure, fa bene sfogarsi, io pure lo faccio ogni tanto. Aiuta!"
Alfredo però si rabbuia, abbassa lo sguardo e intravedo che il pomo d'Adamo che si alza come quando si deglutisce a fatica. Sembra in apnea io aspetto un cenno del suo viso, del suo corpo, ma arriva solo un profondo sospiro e poi un accenno di sorriso.
A: "Ancora vino? Questo moscato rosa è davvero ottimo alla fine di un pasto!"

Li per li non ho saputo dire niente altro, ho rispettato la sua scelta di tacere, il suo richiudere quei pensieri tanto pesanti in un cassetto che si era svuotato quel tanto da consentirne la chiusura. Ora mi domando quante altre volte quel cassetto sarà ancora stracolmo, quante volte lo è stato in passato. Ad Alfredo voglio bene e lo capisco pure nel mio piccolo, purtroppo però, non so cosa dirgli non so cosa "fare" con lui. Penso solo che tutto sarebbe più semplice se non si sapesse nulla di niente e ancor più di noi stessi, il capire, o il pensare di poter capire, cosa si vuole è una gran bella brutta cosa. Consapevolezza la chiamano no?
Voi che cosa direste ad Alfredo? Non serve che lo conosciate perché possiate esprimere un pensiero, perché credo che per certe cose non c'è solo un modo di vedere la Vita, nella Vita ci sono mille e mille vedute non considerate, tutte ottime e pregievoli, dalle quali imparare. La mia non credo che sia un granché da proporre.
A presto Alfredo, forse è il "solo" sentirti solo che ti frega. Sei davvero sicuro di esserlo?

Roberto

Wednesday, 14 January 2009

Perché le ombre non hanno colore?

Domani ci sarà un colloquio di lavoro, per un posto che non mi attrae per una prospettiva che non mi piace, per un lavoro che devo al più presto ottenere, per un posto, posso dire, valere un altro.
Domani metterò la mia sciarpa indaco, indefinita e sospesa nel colore tra viola e blu profondo. Indefinita e sospesa come me. Non posso non pensare che l'unico colore che ormai mi appartiene sia solo quello dei miei vestiti, dentro mi sento grigio e forse pure tetro.
Domani sarà un giorno come molti a venire, giorno di maschere, giorno di recite, giorno di vetrine nelle quali svendersi perché di vendere non se ne parla proprio. Consola effimeramente che almeno per un po' si è a carnevale e questo non stonerà più di tanto no? Lo so, non sono credibile.
Domani e quanti domani ancora? In cerca di lavoro con la consapevolezza che non è quello che ti farà mutare il tuo stato d'animo, con la consapevolezza che quel po' di cultura che sei riuscito ad assorbire ora ti pesa, ti trafigge, ti ossida un'anima che forse non sarà mai lucente come tu vorresti. La banale ed artificiale plastica mica si può lucidare sai?
Domani e quanti domani ancora? A guardare un soffitto la sera cercando nelle ombre segnali per un futuro di speranza, creandoti in quelle ombre quadri di idilliaci sogni nei quali anche l'ombra ha colore. Aspettando l'assalto lento ed inesorabile del sonno.
Oggi come ieri, come sarà domani, nella speranza di trovare in un'e-mail una risposta positiva ad una richiesta inviata che hai creato e visto possibile in quelle ombre colorate. Nella speranza di una risposta anche se negativa, come poi sono le nere ombre nella realtà.
Domani giorno da puttana, domani ci si vende. Domani come si fa? Io non so urlare, non ho slogan particolari da lanciare nell'aria per orecchie pronte a cogliere solo quello, la mia merce è quella un po' di tutti nulla di speciale ci si può trovare se non si è disposti a cercare così come avviene per tutti. Vendere apparenze non è il mio forte.
Nella Vita ho capito che l'unica cosa che conta, per me ma credo non solo, non è un lavoro, lo studio, la professione o alcuna di queste cose indispensabili ma succedanee. Con loro non ci si addormenta occhi negli occhi la sera e a loro non ci si può portare un caffè al sorriso la mattina. L'unica cosa che realmente conta è la dolcezza dell'Amore vero che mica si sa se esiste od esiste solo un suo reale miraggio. L'unica cosa è sentirsi un po' capiti e nulla più, è lasciare alle parole lo spazio necessario al solo parlare e lasciare al cuore il vero comunicare.
Nulla cambierà realmente se i miei sogni incontreranno la realtà, solo che non dovrò fingere e che nel lavoro potrò contare sulla passione come carburante continuo consapevole che ogni sera, come questa sera, mio malgrado, un'amante non voluta alzerà le mie coperte e giacerà con me ed io con lei, perché il rifiuto non sono mai riuscito a concederglielo. Io troppo debole, troppo ignorante, troppo drogato di quella altera presenza che ormai mi riempie fino a farmi tracimare, amante che di nome fa Malinconia.

Mio


On Air Notturni -Frédéric Chopin


PS: Io non ce ne capisco niente di musica (e di quasi tutto) ma mi permetto di dire che: se volete un pugno allo stomaco ascoltateli quando non siete molto "colorati"; ma, se volete volare, ascoltateli quando siete in volo nella Vita. Il primo effetto credo sia assicurato, il secondo spero di sperimentarlo prima o poi.

Tuesday, 13 January 2009

Respirare Sott'acqua

Poco più di un mese fa le ginocchia mi hanno fatto gentilmente capire che correre forse non sarà più uno dei miei possibili passatempi. "Azz azz azz che fare?" ho pensato, "che ne dici di nuotare nuotare?" mi sono chiesto.
Era da quando avevo undici anni o giù di li che non entravo in una piscina con l'intenzione di nuotare. Da allora la piscina è rimasta identica: stessi odori, stesso rumore, stesse docce; io ora più grande, più deciso nel voler nuotare per divertimento senza la paura per l'acqua alta.
Entro in acqua, pianta del piede sul bordo leggera spinta testa sotto e via... parto per la mia andata; arrivo dall'altro lato della vasca corta, soffio annaspo, arranco afferro il trampolino, risposo e prendo fiato. Pianta del piede sul bordo, leggera spinta testa sotto e via... parto per il ritorno annaspante, arrancante quasi sofferente. Arrivato al bordo mi concedo un meritato riposo osservando un vecchietto che macina vasche come se camminasse, mi interrogo su come possa farlo visto che un minimo di allenamento e di fiato l'ho pure io. Conto le bracciate osservo la respirazione parto e lo imito, risultato medesimo al precedente. Dopo neppure quaranta minuti di pseudo-nuotare abbandono mestamente la vasca. Ma non l'idea di riuscire a nuotare.
Mi era stato detto che dovevo imparare a respirare sott'acqua, da allora è quello che ho perseguito e ieri l'altro ce l'ho fatta, ho respirato sott'acqua! Che feeling incredibile, che senzazione strana, è stato davvero come respirare e tutto è successo quando i Pensieri hanno preso il sopravvento sul mio pensare al respirare. Ad un tratto mi sono ritrovato a non saper distinguere la differenza tra testa sotto o testa fuori dall'acqua tra l'inspirare e l'espirare. Ora riesco a nuotare quasi una ventina di minuti non-stop (che per me mica è poco), la tecnica è quella che è ma la mia oretta e mezza nell'acqua ce la passo con piacere. Mi piace il ritmo che riesco a raggiungere, anche se interrotto dalle virate che non so ancora fare, mi piace capire come è il mio corpo nell'acqua mi piace ascoltarlo, mi piacciono le ultime vasche che faccio a tutta (ossia come le normali vasche del vecchietto perché, in ogni piscina a qualsiasi ora, c'è sempre un vecchietto che tira come un disperato) quando sento scivolare l'acqua addosso e sento la sua viscosità aumentare con la velocità, mi piacciono i crampi che sono sempre in agguato e mi dicono gentilmente che l'ora della doccia è giunta.
Il perché di questa storia e quale pseudomorale ne traggo? Può sembrare strano ma non posso non pensare a quello che sta dietro a questa mia esperienza. Credo di aver imparato a respirare sott'acqua, anche se ancora dilettantiscamente, ci sono riuscito con la tenacia, l'osservazione e l'applicazione continua. Ora posso dire che nuotare (verbo abusato forse) mi piace davvero. Credo di aver capito definitivamente che nella Vita non sono in grado Nuotare ma ancor peggi di osservare ed imparare, di applicarmi e non mollare come ho fatto e sto facendo mentre nuoto; non riesco a cogliere e quindi a raccogliere nessun frutto. Sarebbe facile dire: "Non sono capito.... Non sono ascoltato...", ma credo che non mi sono mai spiegato e neppure ho mai parlato. La "parole" non escono dalla mia bocca perché non sono generate dal mio pensiero.
Mi chiedo perché il corpo anche il più pigro con tanta perseveranza si può educare ma la mente, pertroppo, anche no. Non ho risposta alcuna e tutto mi sembra andare inesorabilmente da qualunque parte tranne che nella direzione che vorrei. Sto pensando che per gente come me il futuro sia ineluttabilmente segnato dalle personale ignoranza ed incapacità.
Vorrei che fosse tutto semplice come acquistare un ingresso, avere cuffia, costume ed occhialini. Vorrei perché purtroppo così non è.
A presto,

Mio

Sunday, 11 January 2009

Thursday, 8 January 2009

Prìncipi e Princìpi

Io non ci capisco più nulla, o meglio: meno di nulla perché nulla ho sempre capito.
Mi domando sempre più spesso perché dovrei imbastardire il mio essere con cose che non condivido, diventare cinico al solo fine di perseguire ciò che voglio? Perché dovrei agire come non vorrei che gli altri agissero con me?
Ritorno a dire che capisco meno di nulla, ma questa coerenza non la voglio abbandonare. Mi toccherà abbandonarla, perché non porta a nessuna soluzione di continuità in questa società. Sognare che qualcuno ti apprezzi per i tuoi Princìpi è cosa assurda, perché si vive in un mondo di Prìncipi spietati che il loro fine perseguono calpestandoti se possono, ignorandoti sempre.
Devi diventare falso ipocrita e bastardo per afferrare il tuo Sogno, ma poi cosa te ne farai? Quanto conta un Sogno sporcato? Meno di un utopia che sai essere vera e tangibile. Nulla!
Tutto comincia a pesarmi, il volo che non esiste, le cadute che si susseguono, la polvere che riempe i miei polmoni, la consapevolezza che non ho nessun regno da scambiare con un cavallo. L'idea di piegarmi a una volontà non mia, mi fa paura mi intristisce... un mese ancora resisterò e poi sarò assuefatto, grigio e piatto!
Detestati Prìncipi fino ad allora non mollo, fino ad allora lasciatemi il mio Sogno... fino ad allora e nulla più. Poi si giocherà a carte da compagni allo stesso tavolo, io baro come voi in una Vita di bugie.
A presto,

Mio


Sountrack in My Brain: Death On Two Legs (Dedicated To...) -Queen

Death On Two Legs (Dedicated To...)
You suck my blood like a leech
You break the law and you breach
Screw my brain till it hurts
You've taken all my money and you want more

Misguided old mule
With your pig headed rules
With your narrow minded cronies
Who are fools of the first division

Death on two legs
You're tearing me apart
Death on two legs
You've never had a heart of your own

Kill joy
Bad guy
Big talking
Small fry

You're just an old barrow boy
Have you found a new toy to replace me?
Can you face me?
But now you can kiss
My ass goodbye

Feel good are you satisfied?
Do you feel like suicide?
I think you should
Is your conscience all right
Does it plague you at night?
Do you feel good? Feel good?

You talk like a big business tycoon
You're just a hot air balloon
So no one gives you a damn
You're just an overgrown schoolboy
Let me tan your hide

A dog with disease
You're the king of the 'sleaze'
Put your money where your mouth is
Mister know-all
Was the fin on your back
Part of the deal? (shark)

Death on two legs
You're tearing me apart
Death on two legs
You've never had a heart (you never did) of your own
(right from the start)
Insane you should be put inside
You're a sewer rat decaying in a cesspool of pride
Should be made unemployed
Then make yourself null and void
Make me feel good I feel good



Tuesday, 6 January 2009

Non è la Befana...

Si sta seminando vento di odio, sangue, terrore e devastazione. Non posso capire e mai capirò la guerra, però questi occhi giustificano una non pace eterna.


Non è questione di avere un'opinione o dare una giustificazione, ma ditemi voi come potrà essere differente, ditemi in questa foto leggete speranza nel futuro. Questo bambino ha gli stessi occhi del padre e della madre. Suo figlio avrà la stessa paura.
Non centra che sia Gaza, Palestina, Israele o il mondo intero, centra l'uomo qui ed ora: ignorante nella sua furbizia, meschino nel perseguire il suo fine, untore portatore di morte, di desolazione e disperazione!
Addio bambino, perché in quel giorno ti è stata rubata la fanciullezza e nessuno potrà ridartela.
Addio bambino sperando che almeno il sogno non ti sia stato strappato dal cuore e dall'Anima!


Mio

In my thoughts: Imagine -John Lennon

Saturday, 3 January 2009

Preghiera a...

E' un po' di giorni che mi interrogo su cos'è una preghiera. Per chi crede è rivolgere a dio o dei le proprie richieste, parlare delle proprie pene, dei propri sogni e desideri, di cosa si vorrebbe per se o per altri o magari, più semplicemente, un rendere grazie spontaneo per riuscire a vivere la Vita a pieno. Ma per chi non crede? Per chi non ha dio e dei cos'è la preghiera e soprattutto esiste ancora?
Credo che essa esista ancora e mantenga il suo essere. Ed ora comincia il bello e il brutto, sperando di non offendere persona alcuna, vorrei parlare dell'essere.
Cos'è per me? Semplicemente la formalizzazione di un sogno che vorremmo raggiungere, il grido di illusioni ci fanno vivere e sperare, un grazie a noi stessi. Nulla più. Io prego me stesso perché possa essere in grado di regalarmi un sogno, per tentare di darmi l'illusione che talvolta sa di respiro fresco e vitale, per ringraziare il fatto che non ho mollato quando dovevo tener duro. In tal senso credo che sia quasi impossibile non pregare, tutti più o meno si prega e, almeno per me, non è giusto perché è solo prendersi in giro affidando, in questo caso, a noi stessi mere utopie. Il poter pensare che un desiderio al di fuori delle nostre volontà e dei nostri comportamenti si possa avverare solo perché lo si desidera con tutta l'anima è volersi male, è farsi tremendamente male.
Desiderio appunto, credo che esso sia il cibo della Vita, la fa rimanere viva anche nelle situazioni più difficili e buie; purtroppo esso è anche una droga alla quale la Vita diventa dipendente. Personalmente penso che siamo in un circolo chiuso nel quale ricalchiamo sempre gli stessi passi con l'incantata illusione di vivere sempre nuovi momenti, ahimè le illusioni, sono sempre le stesse preghiamo sempre lo stesso "dio" gli stessi "dei" che mica esistono, che mica ci risolveranno nulla e regaleranno ancor meno.
Vorrei non pregare più, neppure in quei pochi minuti di ogni giorno nei quali desidero cose che non avverranno mai, cose che mi fanno volare. Vorrei diventare ateo di me stesso, vorrei un'Anima consacrata alla realtà pura e cruda, nuda e semplice. Quella che taglia, fa male e dona Amore destinato a morte sicura. Ho pregato ancora, che tragedia la Vita di chi può essere solo credente!


Mio


On Air: The Gates Of Delirium -Yes

Thursday, 1 January 2009

Vorrei-Sciarpa-Farewell

Il sole d'inverno chiama ed ammalia quando è caldo, ti lascia solo in fretta scendendo basso all'orizzonte ti presenta silenzioso un freddo che taglia quando le stelle disegnano curiose forme che solo tu vedi perché non le conosci.
Il sole d'inverno chiama ed seduce quando brilla sulla neve appena caduta, ti scalda in fretta i vestiti il cuore ed i pensieri, ti introduce ad un sogno fatto di tramonti e crepuscoli immaginari quando le stelle ti ammiccano tutte assieme dall'alto.
Oggi c'era il sole d'inverno, a casa mica si può stare quindi scarpe da ginnastica ai piedi si parte con loro:


Chi sono? (non cosa sono)
Lui ha tanti nomi dipende da cosa mi vuole raccontare, oggi era Francesco Guccini che mi ha tenuto compagnia per tutto il pomeriggio.


Vorrei

Vorrei conoscer l' odore del tuo paese,
camminare di casa nel tuo giardino,
respirare nell' aria sale e maggese,
gli aromi della tua salvia e del rosmarino.
Vorrei che tutti gli anziani mi salutassero
parlando con me del tempo e dei giorni andati,
vorrei che gli amici tuoi tutti mi parlassero,
come se amici fossimo sempre stati.
Vorrei incontrare le pietre, le strade, gli usci
e i ciuffi di parietaria attaccati ai muri,
le strisce delle lumache nei loro gusci,
capire tutti gli sguardi dietro agli scuri

e lo vorrei
perchè non sono quando non ci sei
e resto solo coi pensieri miei ed io...

Vorrei con te da solo sempre viaggiare,
scoprire quello che intorno c'è da scoprire
per raccontarti e poi farmi raccontare
il senso d' un rabbuiarsi e del tuo gioire;
vorrei tornare nei posti dove son stato,
spiegarti di quanto tutto sia poi diverso
e per farmi da te spiegare cos'è cambiato
e quale sapore nuovo abbia l' universo.
Vedere di nuovo Istanbul o Barcellona
o il mare di una remota spiaggia cubana
o un greppe dell' Appennino dove risuona
fra gli alberi un' usata e semplice tramontana

e lo vorrei
perchè non sono quando non ci sei
e resto solo coi pensieri miei ed io...

Vorrei restare per sempre in un posto solo
per ascoltare il suono del tuo parlare
e guardare stupito il lancio, la grazia, il volo
impliciti dentro al semplice tuo camminare
e restare in silenzio al suono della tua voce
o parlare, parlare, parlare, parlarmi addosso
dimenticando il tempo troppo veloce
o nascondere in due sciocchezze che son commosso.
Vorrei cantare il canto delle tue mani,
giocare con te un eterno gioco proibito
che l' oggi restasse oggi senza domani
o domani potesse tendere all' infinito

e lo vorrei
perchè non sono quando non ci sei
e resto solo coi pensieri miei ed io...


Perché per me non parla solo d'Amore ma di molto di più. Parla del nostro essere innamorati come qualcosa di possibile, parla dell'unica cosa che da un vero senso alla Vita. Ossia l'Amore in tutte le sue forme.
Per me è una canzone dona a chi l'ascolta sogno e speranza, che scalda l'anima con un semplice e gentile condizionale.
La sciarpa non è una sciarpa, so che sa tanto di affermazione Magrittiana e quindi paradossale, ma per me è molto di più, è un regalo di una persona che mica ce ne sono tante nel bene e nel male, che poi chi giudica cosa? Insomma bene o male vuol dire tutto e niente. E' la prima volta che l'indosso e devo dire che è davvero bella e calda! (Però appena messa ammetto che mi è scappatto un "azz se pizzica!" :) )


Farewell

E sorridevi e sapevi sorridere coi tuoi vent' anni portati così,
come si porta un maglione sformato su un paio di jeans;
come si sente la voglia di vivere
che scoppia un giorno e non spieghi il perchè:
un pensiero cullato o un amore che è nato e non sai che cos'è.

Giorni lunghi fra ieri e domani, giorni strani,
giorni a chiedersi tutto cos' era, vedersi ogni sera;
ogni sera passare su a prenderti con quel mio buffo montone orientale,
ogni sera là, a passo di danza, a salire le scale
e sentire i tuoi passi che arrivano, il ticchettare del tuo buonumore,
quando aprivi la porta il sorriso ogni volta mi entrava nel cuore.

Poi giù al bar dove ci si ritrova, nostra alcova,
era tanto potere parlarci, giocare a guardarci,
tra gli amici che ridono e suonano attorno ai tavoli pieni di vino,
religione del tirare tardi e aspettare mattino;
e una notte lasciasti portarti via, solo la nebbia e noi due in sentinella,
la città addormentata non era mai stata così tanto bella.

Era facile vivere allora ogni ora,
chitarre e lampi di storie fugaci, di amori rapaci,
e ogni notte inventarsi una fantasia da bravi figli dell'epoca nuova,
ogni notte sembravi chiamare la vita a una prova.
Ma stupiti e felici scoprimmo che era nato qualcosa più in fondo,
ci sembrava d'avere trovato la chiave segreta del mondo.

Non fu facile volersi bene, restare assieme
o pensare d'avere un domani e stare lontani;
tutti e due a immaginarsi: "Con chi sarà?" In ogni cosa un pensiero costante,
un ricordo lucente e durissimo come il diamante
e a ogni passo lasciare portarci via da un' emozione non piena, non colta:
rivedersi era come rinascere ancora una volta.

Ma ogni storia ha la stessa illusione, sua conclusione,
e il peccato fu creder speciale una storia normale.
Ora il tempo ci usura e ci stritola in ogni giorno che passa correndo,
sembra quasi che ironico scruti e ci guardi irridendo.
E davvero non siamo più quegli eroi pronti assieme a affrontare ogni impresa;
siamo come due foglie aggrappate su un ramo in attesa.


Farewell, non pensarci e perdonami se ti ho portato via un poco d'estate
con qualcosa di fragile come le storie passate:
forse un tempo poteva commuoverti, ma ora è inutile credo, perchè
ogni volta che piangi e che ridi non piangi e non ridi con me...



Perché vorrei ritornare, come fu tanto tempo fa, a poter dire e a sentirmi dire farewell però riuscendo, questa volta, a soffocare sul nascere le mie, le altre, le nostre parole d'addio con un semplice bacio. Perché "il tichettare del tuo buonumore" è l'unica vera misura del tempo.
Chissà se c'è al mondo un'altra persona che piangerà e riderà ancora con me. Credo di sì perché confido nella nostra capacità di rimanere sempre mutevolmente uguali, perché se lo è stato una volta potrà esserlo ancora. Nulla più.
Per me questa canzone d'addio sa di gioia consapevole e consapevolezza speranzevole ossia di certezza e realtà che solo noi si può plasmare.

Questo post lo dedico a te perché tra le poche e preziose persone positive che ho incontrato nel 2008, tu sei stata e sei per me un'amica e un ricordo indelebile. Questo in qualche modo dovevo dirtelo scusa, se leggerai, la forma pubblica ma mica mi è venuto in mente nulla di meglio, nulla che non implicasse una replica che preferirei evitare, lo so sono strano ma è PIU' meglio così, la distanza a me non cambia nulla a te forse sì, forse no o forse non so, quindi tutto come 5 minuti fa prima di leggere OK? Se leggerai, scusa l'accento d'egocentrismo ma mi è sembrata una possibilità... ma soprattutto scusa la mia scelta.
Felice, Sereno e Fortunato 2009... ma anche 2010, 2011,... 2xxx fai tu, tanto al 3000 pure tu mica ci arrivi :)

Roberto

Wednesday, 31 December 2008

2008 Addio

Te ne sei andato come il tuo fratello maggiore, quel 2007 che mi ha piegato fino quasi a spezzarmi ogni singolo osso a dislocarmi ogni articolazione. Di lui porto ancora segni dentro e fuori, niente di visibile, niente di fisico. Solo chi mi conosceva bene prima li può vedere ma forse neppure loro. Solo persone molto sensibili li possono cogliere ora, sicuramente non a pieno pure loro.
Un anno fa scrissi questo, non mi sbagliai. Quest'anno è stato ricco di soddisfazioni personali, che poi ho capito non essere poi così importanti, magari pure effimere. Ho capito che alla fine delle fini si è sempre e tremendamente soli, non si è mai capiti a pieno e che tutto torna ma che bisogna saper aspettare e non poco. Ho capito che siamo bestie affamate di sogni ed illusioni, speranze e inquietudini sospesi tra ciò che non si potrà mai essere e ciò che si è. Ma di questo non me ne importa il voler essere costa poco e, se usato con molta parsimonia, aiuta a trovare un angolo di pace in noi, una sorta di limbo nella realtà fatta di bene e male. Per tornare a ciò che si è ci pensa gratuitamente la Vita.
Quest'anno che se ne va lentamente mi è stato davvero Maestro. Da lui ho imparato tanto ma non quanto avrei potuto, la mia ignoranza me l'ha impedito. Quest'anno mi ha lasciato ricordi davvero grandiosi, immensi e gioiosi. Mi ha lasciato amicizie che neanche avrei mai potuto pensare di poter incontrare. Mi ha lasciato persone preziose che io ho stimato ed apprezzato allora come oggi. Mi ha lasciato musica tatuata su ricordi, ricordi di musica, di parole, senzazioni, di emozioni, di lettura. Ho imparata nell'accezione più ampia della parola. Mi ha lasciato dolci ricordi, tutto questo per me è molto è tutto davvero!
Quest'anno è stato l'anno del mio testamento con la mia terra, con il mio paese ed i posti dove sono nato e cresciuto. Ho detto arrivederci alle mie montagne camminando per giornate intere nei miei scarponi con lo zaino sulle spalle lungo sentieri e crinali, sulla neve, nel caldo più asfissiante e nel freddo tagliente. Ho pedalato in sella alla mia bicicletta con i pensieri che mi "succhiavano la ruota" verso passi e valici che mi hanno dato la consapevolezza della mia minuscola dimensione, mi hanno dato consapevolezza in me stesso. Pedalando ho amato la fatica ho amato la bellezza della Vita, ad ogni pedalata ho salutato con lo stesso rispetto il ciuffo di erba verde, chiaro e giovane della primavera, il tarassaco giallo vivo sui prati tanto vivo da traforarti la retina, ho salutato il sole estivo che mi baciava mi scottava e mi imbruniva la pelle, i papaveri rosso cremisi tra l'erba alta e secca, ho salutato il vento nelle discese ciò che non vorrò più essere nelle lunghe salite. Ho salutato sapendo che forse potrà essere un addio, sperando di poter confidare in un addio che mai userò, perché la riconoscenza mi viene naturale. Certe cose non si dimenticano.
Ora sono pronto per il mio nuovo anno, a differenza di tutti gli altri anni mai passati so già che sarai differente questo mi incuriosisce e forse pure mi eccita portando le mie speranze a mille, consapevole che le delusioni potranno essere dieci volte tanto. Non me ne frega! Tra un giorno formalmente si aprirà la costruzione di una mia nuova Vita, dovrò essere in grado di prendere il treno giusto al primo colpo perché forse più non passerà più, perché è un viaggio che non posso perdere un'altra volta.
Sapete ora mi sento come quando ci si congeda tra persone care, un sorriso un bacio, un ultima occhiata da dietro l'uscio della porta e poi via... per me verso il buio, verso la notte. Ad abbracciare un ignoto che non mi fa paura perché ho capito che anche nei boschi più oscuri, di notte, c'è sempre chi veglia su di noi. Forse gnomi o forse la Natura nelle sue mille altre forme, magari nessuno. Sicuramente noi stessi ed il nostro cercare l'armonia.
Sono ritornato un po' più bambino e questo mi piace, sono pronto a morire ancora e questo mi da pace, sono chi so ma rimango dell'idea che non so niente. Forse ho trovato una misura deformabile che riesce a contenermi, talvolta a fatica certe volte non è abbastanza ma è sempre meglio di niente. Meglio di un oceano per contenere un misero bicchiere d'acqua.
2009 sto arrivando! Guarda che questo giro farò di tutto per essere un tuo compagno di banco, mi raccomando rimani sempre corretto perché io non ho mai copiato e tu... tu fai lo stesso ok?
Buon anno,

Roberto


Un personale regalo a voi care lettrici e lettori, conta poco e forse vale ancor meno ma di più non potevo, ieri sera il cielo era capriccioso.


Monday, 29 December 2008

La Nona Sinfonia -Ludwig Van Beethoven

Supposto il presupposto che non capisco niente di musica e men che meno se questa è classica, vorrei parlare della 9° sinfonia di Beethoven. Non entrerò nel merito perché sparerei solo un mare infinito di eresie, però me la sento di dire delle perplessità che non riesco a risolvere. Un giorno troverò qualcuno che me le spiegherà, un giorno (forse mai) me le auto-spiegherò, ma per fare ciò servirà tanto studio, il che mi piace, ma anche tanto tempo che forse non avrò, il che mi rammarica.
Comunque sia, ecco la mia perplessità: come può essere che un linguaggio completamente codificato, quale quello musicale, possa variare profondamente in funzione di chi lo parla? i.e. interprete o direttore d'orchestra che siano? Come può essere che addirittura non ci siano solo differenze d'accenti e d'inflessioni ma si sia in presenza, in casi estremi, di dialetti?
Questo mi disorienta e mi affascina, vista la diretta corrispondenza che si può trovare tra musica e matematica. Entrambe espressione dell'impressionante creatività e dell'incredibile estro dell'uomo, entrambe meravigliose ed uniche. Pensando a queste due sorelle quasi gemelle e pensando alla minore trasposta sulla maggiore, ossia della musica sulla matematica (scusate è amore cieco e sono di parte), vedo le differenze nelle varie interpretazioni come le differenze tra varie dimostrazioni di un medesimo teorema. Le prime si basano sui medesimi strumenti musicali e partiture, le seconde si basano su medesimi operatori matematici ed assiomi corrispondenti. Nelle prime si hanno diverse versioni nelle seconde diverse dimostrazioni. In entrabi i casi la validità non può essere messa in discussione ma il senso estetico sì. Nel primo caso è però soggettivo nel secondo ahimè no, forse perché i sensi "classici" esulano dalla valutazione.
Ora vi propongo un piccolo ascolto, una sorta di gioco delle differenze, due versioni dei primi tre movimenti (il primo ma soprattutto il secondo li adoro) della 9° Sinfonia di Beethoven, la prima diretta da Herbert von Karajan, la seconda da Claudio Abbado. Io preferisco il primo perché nel secondo trovo i fiati un po' troppo "prepotenti" (termine molto tecnico :) ), ben inteso NON CI CAPISCO NIENTE quindi mandatemi pure a c...e OK?
Detto questo, se posso, vi consiglioascoltarla tutta se vi capita, altrimenti fate che vi capiti. Merita davvero!!!
A presto,

Mio

Herbert von Karajan





Claudio Abbado
Primo Movimento:

Secondo Movimento:


Terzo Movimento:

Friday, 26 December 2008

Le Case a Natale

C'è la casa di un ateo, che poi casa sua non è, ma forse questo non importa, forse il risultato non sarebbe cambiato. Suonano al campanello il giorno di Natale: "Sì...?", dall'altra parte: "Sono marocchino, buon Natale, per piacere ha soldi?", risposta esitante: "Mi spiace... ", breve interruzione: "Soldi per piacere", l'ateo taglia corto: "Mi scusi, salve buona giornata". Il ricevetore si aggancia l'ateo si sgancia dalla realtà, l'ateo sta male perché ha sospeso la parola ad una persona.
C'è la casa di credenti-cristiani-cattolici, nella quale si prega prima di pranzare, tanti buoni propositi, buone parole. Buono cibo, abbondante cibo. Suonano al campanello: "Un marocchino" si sente dal corridoio verso la sala. "Anche a Natale..." è il primo commento nella sala dei cattolici-credenti-ferventi con il boccone in bocca. "E' un giorno come gli altri..." ribatte l'ateo. Ancora due parole di contestazione per il nomade delle porte da parte dei credenti, nulla dall'ateo che non vuole polemizzare, perché sa già che questo sembrerebbe, anche se in realtà non lo è. Il pranzo continua, le canzoni natalizie per sottofondo pure.
Passa un'ora o poco più, medesimo campanello un altro interlocutore al citofono: "Ah ciao Matteo e riaggancia", si volta e dice: "E' Matteo, è passato pure prima...", nel salotto: "Ah è quel ragazzo marocchino sai a lui piace fare la carità..." dice riferendosi al chi aveva risposto al citofono. L'interlocutore citofonante esce dalla porta, il giovane non-ospite lo attende fuori, perché "fuori" è il posto dove i caritatevoli accolgono le loro vittime. Il credente-fervente entra con due paia di slip in mano dicendo: "Me li ha procurati...", un clangore metallico alle sue spalle annuncia che il non-ospite è rimasto fuori al suo posto. Bravo e fermo come una statua che non da mai fastidio, come un cane ben educato.
Il credente-fervente-praticante-incipiente-cristiano-cattolico esce con una bottiglietta d'acqua per il suo non-ospite, neanche trenta secondi ed è di ritorno. Ancora lo stesso clangore, la pota si richiude e così rimane.
Forse si sarà sentito bene, meglio. Forse crederà di aver fatto una buona azione. Forse tutti i suoi simili penseranno che ha fatto una buona azione. Non mi importa, a me ateo non importa. Sono indifferente al fatto che loro possano sentirsi meglio o peggio, sono felice se il loro non-ospite è stato felice, è stato bene. Nulla più.
Ora smetto di scrivere, perché questa musica natalizia mi sta dando troppo fastidio, ora saluterò tutti perché mi sento asfissiare. Torno alla mia non-casa a piedi come sono venuto, come mi piace, perché mi distende il corpo ed i pensieri. Saluterò i miei parenti così come feci entrando, non per falsità ma per correttezza; non parlerò e protesterò, perché parlare servirebbe a nulla.
Questo è stato il mio natale, per me una tristezza pur non essendo per nulla triste; perché credo che il mondo stia andando gloriosamente in vacca anche per questi comportamenti. Per un campanello che suona, per un nomade senza casa per necessità, per un'incoerenza necessaria per un personale vivere meglio. Che tristezza!

Mio

Wednesday, 24 December 2008

Voglio possedere NIENTE ossia: "El negotin vestì da le feste"

Sarà perché è impossibile o che mi ora mi solleva lo spirito regalarmi cinque minuti di libero sognare, sarà l'imprinting che ci viene dato da bambini, non lo so. Fatto sta che ci penso e ci provo, pur sapendo che tanto nulla cambierà. Una breve illusione sarà il mio personale regalo di natale a me stesso. Tanto dura poco e vale ancor meno, non ha bisogno di essere confezionata e quindi scartata. Vale niente quindi perché: why not?
Sapete vorrei andare la, ma proprio la, perché? Perché fuori da tutto si è dentro il tutto. È un po' come non appartenere a niente, non essere di nessuno e quindi, inevitabilmente anche essere di tutti. Credo che appartenere ad un luogo solo perché li si ha vissuto è sentirsi parte di quel luogo, sentirsi posseduti, possederlo sia una realtà. Il possesso forse suona male ma questo è: "Casa mia", "La mia stanza", "La mia Vita"...; ho imparato a diffidare del "mio" troppo tardi. Troppo tardi ho capito che nella Vita può esistere solo il nostro, solo la condivisione.
Ho capito che quel tanto di mio fisico che mi circonda è, per me, una trappola che mi lusinga con le sue comodità e la sua bellezza, quel poco di mio affettivo che ho il privilegio di condividere è tanto, inestimabile e prezioso ne sono consapevole; così come so che non muterà mai solo per un fatto di mera distanza spaziale, quindi sono disposto a consegnarlo intonso alla memoria ad un luogo nel quale potrò ritornare sempre come ospite gradito. Se così non sarà poco male, vorrà dire che mi sono sbagliato nella valutazione. Purtroppo talvolta succede.
Non servono catene per legare lo spirito, basta poco meno, bastiamo noi stessi. Penso che noi non si è mai incatenati quando parliamo al condizionale, li siamo ciò che vorremmo essere, splendidi, stupendi, immortali, mitici o eroici, felici e ridenti, liberi e volatili fino all'essere effimeri. Per me, se non si è capito, è ciò che non sono qui ed ora.
Per il domani vorrei essere un altro vorrei essere libero; lo sono stato pensando questo ed ora non lo sono più. Purtroppo domani dovrei illudermi ancora per pensarlo, cinque minuti al giorno non sono poi tanti ma neppure pochi. Mentire a se stessi, così come agli altri, manda sempre ed inevitabilmente tutto in vacca. Ragionare logicamente decapita ogni speranza lasciando di fronte solo certezze solo l'indicibile, accetto le prime e metterò in crisi il secondo perché serve solo ad escludere la controparte. Per domani regalerò un po' di ragionevole ottimismo. Che poi si ricomincia inevitabilmente da capo.
Care lettrici e cari lettori, vi auguro buone feste.

Mio


On Air Water Melon in Easter Hay -Frank Zappa



PS: non è una canzone natalizia, non è una canzone sdolcinata, non è malinconica, anzi. A me ha sempre portato verso un sogno di speranza lungo neppure dieci minuti.

Sunday, 21 December 2008

L'eleganza del riccio -Muriel Barbery

Libro strano, libro un po' così... ma solo all'inizio.
Ne lessi i primi due capitoli accorgendomi di non capirci niente, mi sentii spiazzato. Lo riposi sul comodino ed aspettai una settimana o poco più, ricominciai a leggerlo, però il feeling mica nasceva. Perché? Semplicemente per la mia ignoranza. Se per leggere un libro bisogna aver studiato a me, a meno che non sia una divulgazione scientifica o letteraria, fa venire i cinque minuti. Poi però ho pensato tu mi parli in termini di cultura umanistica ed io ti smonto con il buon vecchio e scientificamente collaudato divide et impera. Così pagina dopo pagina cominciai a capire e apprezzare sempre di più questo prezioso gioiello, fino ad arrivare ai primi sintomi di infatuazione sopratutto quando veniva messa in luce la bellezza del linguaggio, li era pura estasi.
L'eleganza del riccio, sì quello lo avevo capito ancor prima che me si spiegasse nel libro, l'essenza Kakuro e di Maria pure. Paloma ed il suo essere così diversa ma poi così uguale a Michelle, questo mi è stato rivelato verso la fine.
Niente è falso, niente è diverso nell'eleganza che ognuno porta in se; essa esula dall'astrazione sociale, dalla nazionalità, dalla cultura o dal grado d'istruzione; è indipendente da età e sesso. E' intima è celata, talvolta pure a noi stessi. Spetta agli altri a persone sensibili scoprirla ed esplorarla, spetta a queste comete destinate inevitabilemte a sparire lasciando un segno indelebile a metterla a nudo.
L'eleganza così come la sensibilità e la Bellezza di certe persone mai svaniranno, gli aculei di un riccio possono solo allontanare chi non la sa maneggiare, chi non la sa apprezzare.
Gli aculei del riccio sono curiosi da accarezzare in mano non pungono basta non stringere, il ventre si apre solo con la vera fiducia il resto viene da se.
A tutti voi auguro di trovare lungo le vostre strade, nella vostra vita, un Kakuro, una Maria, una Paloma o una Michelle.
Prima di salutarvi vorrei dire mille e mille grazie a Museum per avermi consigliato questo libro che sicuramente solo libro non è perché è molto di più, forse una preghiera contro la superficialità imperante.
A presto,

Mio

Saturday, 20 December 2008

I Miei Passi, I Miei Sassi

Prendo a calci i sassi,
prendo a calci i miei passi.
Strade umide di pioggia incessante,
strade vuote di depressa desolazione,
strade di ieri come oggi.
Prendo a calci i miei sassi,
prendo a calci i passi.
Le lacrime non sono parole.

Mio

Thursday, 18 December 2008

(biblio)Teca di pensieri

Signal Processing, Apply Geometry, Calculus, Linear Algebra, Signal Theory... Filters... MPEG-4...
Terrore puro terrore, vertigini e lo stomaco che si contorce, la mente è claustrofobica, io so di non essere tutto è pieno. Sono seduto che scrivo in questa biblioteca che è stata mia compagna per troppi e lunghi anni. Erano anni di sequestro, di sfida, anni felici in minima parte anni persi per sempre. Ora come allora gli stessi rumori, gli stessi mobili, diverse speranze e nuove illusioni. Tutto mi sembra così costante nel mio prendermi in giro.
Sono nessuno e valgo poco, per me parlano i fatti e loro non sono lingua bugiarda e lingua bastarda che sono la voce di illusioni che mi sono regalato. Lingua fottuta è la voce che mi ha traviato. Lingua stronza è la voce della mia disfatta.
Lo sentite? No, non lo potete sentire. Meglio per voi, fidatevi!
In me c'è un fuoco che brucia ma non riscalda che gela con la sua fiamma. Bivi nella Vita, treni da prendere al volo senza chiedersi perché o come. Un salto, i serrarsi delle dita attorno ad un palo e via si viaggia. Le tue parole inciampano in sogni che ora più non galoppano. Le tue mani sono legate con corde di consapevolezza. Devi fuggire a te stesso ma non ne sei capace, ritorni in te steso come un codardo miserabile.
Tutto torna lo sai, il niente ti riempie. Il tuo destino è quello di un palloncino gonfiato che poi scoppia lasciando la terra imbrattata di tristi brandelli di Vita, nell'aria solo aria che poi è meno del vuoto.
Pensieri stanchi si mouvono ormai a branchi su percorsi preferenziali tracciati su gelide praterie, fredde steppe, tristi deserti. Nulla più resta, solo il ricordo che tutto avrebbe potuto non essere morto, tutto poteva essere vivo, tutto poteva essere Vita.
Non sperare, non illuderti, non sognare, non desiderare. Il tuo non vivere dentro potrà essere più sereno, il tuo morire dentro sarà più dolce.
Ah come tira il vento, per fortuna non lo sentite!

Mio

Monday, 15 December 2008

Giudizi, pagelle e comprensione

Secondo quadrimestre classe prima elementare:
"L'alunno è abbastanza attento alle spiegazioni e deve essere ancora incoraggiato ad intervenire alle conversazioni. Legge in modo chiaro e scorrevol, intendendo ciò che legge e lo sa riferire in modo discretamente chiaro. Ha acquisito facilemete il corsivo maiuscolo e minuscolo e lo sa usare in modo abbastanza corretto. Espone i prorpi vissuti con sufficiente chiarezza. E' migliorato in linguaggio grafico. Opera con relativa facilità e sicurezza entro il 20 con addizioni e sottrazioni. Sa impostare e risolveregraficamente un problema, talvolta però con l'aiuto dell'insegnante. E' continuato (?) l'interesse e la partecipazione per le attività storiche, geografiche e scientifiche."

Primo e secondo quadrimestre classe quinta elementare:
"E' un alunno sensibile e riservato che non incontra difficoltà a rapportarsi con i compagni e gli insegnanti. La sua partecipazione alle attività è costante ed interessata.
LINGUA:piuttosto timido, interviene solo se sollecitato. La produzione scritta è semplice ma personale e abbastanza corretta. Buona lettura e comprensione.
MATEMATICA: ha acquisito con sicurezza le tecniche di base; sa risolvere problemi aritmetici e geometrici.
STORIA-GEOGRAFIA-SCIENZE: studia ed approfondisce gli argomenti trattati.
Anche nel secondo quadrimestre roberto ha partecipato con interesse ad ogni attività scolastica.
Ha acquisito senza difficoltà gli obiettivi previsti dalla programmmazione della classe nelle varie aree di apprendimento.
Autonomo e sicuro, sa esporre con proprietà le sue conoscenze nei vari ambiti."

Ho messo in grassetto ciò che, in senso lato, non è cambiato e che, purtroppo, credo non cambierà mai. Ciò che mi fa arrabbiare a morte con me stesso.
Sapete tutto nasce da li, il mio non cogliere la Vita ma solo il raccogliere rovistando tra pezzi di Vita ormai caduti; non riusciere ad abbattere il muro che mi porto dentro che ha ostacolato il mio rapporto con l'esterno con il modo. Muro dipinto a graffiti di timidezza altisonati, di paura di dire o fare, di consapevolezza di non essere capito.
Ora cresciuto, ma purtroppo non sono diventato grande, sono consapevole di voler diventare irresponsabile di voler dire addio a tutto questo. Vorrei rigettare tutto con un rifiuto naturale che però non trovo, quel rifiuto che sa nausea di stantio di fuori moda, la mia moda.
La mia natura, che poi non so cosa voglia dire e sicuramente non so cosa possa di preciso significare, non la voglio più. La "mia natura" ha deciso che nelle mie stagioni debbano esistere solo inverni ed autunni intervallati, ahimè, da brevissime dolci primavere e sfuggenti miti estati.
Ora guardo dalla mia finestra come nevica e che freddo che fa. E' ancora inverno, fa ancora freddo, so che dovrei uscire dalla porta e corregli incontro nudo cercando la mia Vita nella sua morte. So... e nulla più.

Mio

Friday, 12 December 2008

Blue -Joni Mitchell

C'è che solo la musica, solo quella può farmi viaggiare con tutto che resta fermo, con il tutto che sento dentro e mi pesa attorno. Lei l'ho conosciuta per sbaglio rovistando negli scaffali di una biblioteca, tra centinaia di cd esposti per il prestito. Sinceramente non so perché mi ha attirato, forse la copertina, forse il titolo. Sicuramente non l'ho più dimenticato pur avendolo riposto per troppo tempo in un posto che ora non ricordo, quel cd purtroppo ora non so più dove l'ho messo. Sicuramente non la dimenticherò più.
Di questa donna amo smodatamente la voce che mi penetra fino alle ossa, mi squote con un gelido impeto come di bora, con un caldo soffio come di scirocco. I due assieme mischiati. Mi sembra di fare un torto all'intero album suggerendovi qui alcuni brani, vorrei quindi che questi ascolti si trasformassero in un pretesto per un ascolto più profondo e ampio.

Blue


California


My Old Man


All I Want


All I Want
I am on a lonely road and I am traveling
Traveling, traveling, traveling
Looking for something, what can it be
Oh I hate you some, I hate you some
I love you some
Oh I love you when I forget about me
I want to be strong I want to laugh along
I want to belong to the living
Alive, alive, I want to get up and jive
I want to wreck my stockings in some juke box dive
Do you want - do you want - do you want
To dance with me baby
Do you want to take a chance
On maybe finding some sweet romance with me baby
Well, come on

All I really really want our love to do
Is to bring out the best in me and in you too
All I really really want our love to do
Is to bring out the best in me and in you
I want to talk to you, I want to shampoo you
I want to renew you again and again
Applause, applause - life is our cause
When I think of your kisses
My mind see-saws
Do you see - do you see - do you see
How you hurt me baby
So I hurt you too
Then we both get so blue

I am on a lonely road and I am traveling
Looking for the key to set me free
Oh the jealousy, the greed is the unraveling
Its the unraveling
And it undoes all the joy that could be
I want to have fun, I want to shine like the sun
I want to be the one that you want to see
I want to knit you a sweater
Want to write you a love letter
I want to make you feel better
I want to make you feel free
Hmm, hmm, hmm, hmm,
Want to make you feel free
I want to make you feel free

Davvero aggiungere altro che venga dai miei pensieri sarebbe rovinare il tutto.
A presto,

Mio

Wednesday, 10 December 2008

Giacere Sopra

Forse è sempre li che vanno a morire, forse tutti li si trovano senza eccezioni. Uno dopo l'altro come lapidi in un cimitero si susseguono in campi dove la nebbia bassa lascia intravvedere strada alcuna, nessuna via di fuga. Sono le tombe di Sogni, è il cimitero delle speranze, la smisurata landa degli Incubi.
Ormai ne ho quasi la certezza, che per queste cose sono solito pensare come consapevolezza, noi ci si regala Sogni per sfuggire da quello che annichilisce. Credo che ci si regala Sogni per avere dolci illusioni da assaporare, attraenti chimere da corteggiare, utopie da rimirare. Altrimenti perché Sognare se il Sogno realmente lo si sta vivendo? La risposta potrebbe essere per migliorarsi per rigenerarsi e ricreasi, no troppo semplice. Personalmente credo che sia per sfuggire a noi stessi, però è troppo duro da accettare. Meglio la bugia.
Ciò che si vuole lo si può ottenere solo se si è. Io che so cosa voglio e sicuramente non sono, io che non Sogno perchè non so dove trovare il Sonno, in tutto questo credo sperando di venir un giorno smentito. Io che ora non vedo a un centimetro dal mio naso, io che non ho forza per alzare le braccia nel mio zoppicante incedere verso mete ignote urto ostacoli che, come timbri dolorosi, mi lasciano lividi indelebili che tracciano il mio percorso di stazione in stazione. Io che non volendomi fermare cammino in circolo, io che nel personale incesto con il mio Incubo mi sento perso, io dico ma non agisco da schiavo mai mutato, da becchino devoto e fedele, di un cimitero che ormai incotrastato si popola di sempre nuovi giovani ospiti.

Mio

Friday, 5 December 2008

Il Mio Lupo ossia My Steppenwolf

Ecco la mia veste mutata, di poco formalmente, in nulla nel resto. (Ri)eccomi girovago in me stesso, verso mete che mica vorrei verso nuove mete che non so se raggiungerò.
In questa mia sconfinata steppa tenterò di tracciare come e se potrò, meglio di quanto abbia mai fatto prima, pensieri che tenterò di far diventare emozioni, pur sapendo di dire un'eresia che sa di utopia, visto che le parole purtroppo non le so usare come vossia.
Qui cercherò di scrivere di Vita, personale e non, nelle sue mille multiformi componenti. Qui racconterò di me, perché forse sono diventato un po' grafomane, perché mi aiuta a riflettere, perché così mi posso riposare. Sicuramente non per tediarvi, anzi, solo sperando di potervi ascoltare nulla più e non è poco. (sto parlando anche di ci passa per caso...)
Nei vostri spazi infiniti so che troverò sempre speciali pensieri, in questi miei ahimè stretti confini virtuali spero che voi vi sentiate sempre benvenuti , nel passare o nel lasciare un vostra traccia che per me sarà sempre e comunque preziosa! (avete visto? i vostri commenti ci sono ancora tutti. Grazie!!!)
Per chi di voi ha letto il lupo della steppa, anche se non mi piace richiamare letteratura o cultura gratuitamente, posso dire che quello che voglio ora è poter conoscere una ballerina, un musicante ed un'amente che sa essere amica. Tutto questo noi credo che si costudisca dentro, io che non ho mai avuto il privilegio di conoscerli spero che, viaggiando nei luoghi più remoti della mia coscienza, possa da qualche parte scovarli. Sperando di non abbatermi prima pur avendo capito che nella Vita non si troverà mai da soli l'ultima tessera del puzzle, perché quella non compete a noi, ma a chi forse non si avrà mai il privilegio d'incontrare.
A voi cari lettori, che per quanto poco vi possa conoscere mi sento di dire dire che nel teatro della Vita avete posizioni mirabili, a voi che sapete essere maestri con il comportamento, dedico questo mio nuovo post antico. Lo so è poco, vale niente, ma qualcosa di voi spero che lo possiate ritrovare in queste righe, in quelle passate e in quelle future. Perché così è. Grazie davvero!
A presto,

Mio


Scusate ma non voglio fare discriminazioni quindi, in rigoroso ordine cronologico di conoscenza, ringrazio:
  • @Nicola: a te mica dico niente però se va in porto la seconda chance di fuga dall'Italia ti offro un bagno in una bevanda alcoolica a tuo piacimento :D. Però certo che certi commenti... è come sparare sulla croce rossa. Guarda che ti censuro! ;)
  • @Anna: certe volte faccio fatica a leggerti (demerito mio) però mi piace sempre tutto anche se lasci pochi segni. Che poi è un metro di apprezzamento? quindi non chiudere ok? (Dico questo perché sei contagiosa :D)
  • @Principessa o Dressel: buona vita!
  • @Museum: che voli leggera con le tue sempre splendide parole, sospesa in mondi tra l'immaginario reale e la raeltà immaginaria. Scusa per il plagio (e chissà per quanti altri) di due post fa, quando ho scritto Me ed IO, mica ho visto che era una tua label. Ritornando al discorso che si lascia qualcosa... ;)
  • @Daniela: sempre lieve e delicata, spero di non farti rizzare ancora i capelli per il mio itaGliano. A quando il prossimo libro? E il post? Eddai guarda che aspetto!!!
  • @Digito: il mica prima mica lo usavo... mica mi capisci cosa intendo??? Ok, ok te lo dico sei un grande perché lasci eccome! Continua così! Posso avere ripetizioni private sai ci tengo ad imparare da un simile maestro! ;)
  • @BAK: per le tue parole sempre fini, argute e mai sprecate che solo da poco apprezzo (azz cosa mi sono perso!!!), spero di non deluderti musicalmente ed anche no.
  • @BK: passo poco ma passo... lascimi tempo per capire.

Monday, 1 December 2008

Aspettare cosa?

Bene, anzi male o meglio una merda!
Me lo ricordo sapete? Non me la sono dimentimenticata quell'emozione, quel qualcosa che mi ardeva dentro io che correvo con la bicicletta pedalando sulle ali dei miei pensieri una volta tanto felici, gli Yes nelle cuffie, il fiume palcido al mio fianco, il primo sole autunnale a scaldarmi e nel cielo uccelli migratori verso chissà quale meta. La mia di meta credevo di averla tra le dita, ridevo con una timida lacrima che scendeva dal volto, forse era l'aria negli occhi forse era la commozione nel cuore, ero finalmente IO.
"Non ci servi" dicono, "E' tempo di crisi" aggiungono. Già crisi nella quale per voi costavo ZERO perché mica mi pagavate gentili signori. Sapete, la verità fa male ma le ferite che lascia non sono infette, sono cicatrici che ci ricordano che in tutto vale la pena. Le bugie lasciano vuoto che genera solo se stesso, un vuoto che ripudio. Vossignori farò a meno di gente come voi, scusate.
IO quella felicità la voglio sapete? IO quelle ali le desidero perché voglio migrare. Ora non c'è tempo di riflettere le scelte sono due: piegarmi ad una realtà che non sento appartenermi o rompere tutto e partire? La seconda insegurò con tutto me stesso perché la prima IO non la voglio. La seconda anche se non so come fare. La seconda per volare.
Sogni, utopie e morti bianche nei miei pensieri segnano ora il mio stato d'animo. Il mio emiciclo di Vita si chiude oggi l'ho deciso e lo voglio. Ora sono in un limbo sospeso, ora sono indifeso contro la società contro la Vita 'fanculo tutti IO voglio la mia!!!
Ci speravo, ci credevo ma tutto è andato, rabbia e tristezza gettati su una tela di consapevolezza deliniano ora i tratti della mia anima ferita, che non ho forza di trattenere tra le mie dita.


Roberto


PS: Cambierò nome, ho deciso, mi farò trovare presso di voi cari lettori, perché voi tutti apprezzo e stimo, per quanto poco possa io conoscervi.

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  • Rimmel -Francesco De Gregori
  • Mio Fratello E' Figlio Unico -Rino Gaetano
  • Ingresso Libero -Rino Gaetano
  • Going For The One -Yes
  • Serenade in Bb K361-370a [Gran Partita] -W. A. T. Mozart
  • Relayer -Yes
  • 9° Sinfonia -Ludwig Van Beethoven
  • Blue -Joni Mitchell
  • Quadrophenia -The Who
  • Tales From Topographic Ocean -Yes

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  • Manuale del Guerriero Della Luce -Paulo Coelho
  • Il Castello dei Destini Incrociati -Italo Calvino
  • Il Petalo Cremisi e il Bianco -Michel Faber
  • Dance Dance Dance -Murakami Haruki
  • On The Road (Sulla Strada) -Jack Keruoac

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