Are you sure?

Radio Pazza

My Music

AddThis Social Bookmark Button
Powered By Blogger

Wednesday, 6 May 2009

Lavori Nomadi e Sogni Precari

Come caravan gitani, pieni di tutta la vita che è stata, partono curriculum uno dietro l'altro per posta fisica o virtuale che sia. Contengono tutto ciò che sei all'esterno, l'altro sarebbe deleterio perché non capito, quello che hai fatto e poco di quello che REALMENTE vorresti fare, lo spirito di abnegazione sembrerebbe molto in voga ultimamente. Vagano in strade informatiche in incroci d'asfalto, giungono a destinazione per insediarsi silenziosi accatastati in pile in caselle di posta, comunque sia. Giacciono dormienti aspettando un verdetto sul loro futuro, il macero potrebbe essere la loro fine ma anche no.
Come quadri appesi con chiodi deboli a pareti cedevoli vivete precari, cadete e vi incrinate e, talvolta, vi infrangete in minuscoli pezzi dai mille lati, impossibili da ricomporre. Sogni che svaniscono nel loro esistere, sogni che si ridimensionano con la stessa facilità con la quale si può scegliere un formato di una fotografia. " Per me una fototessera grazie!". Diventate piccini piccini, sperando che le pareti non cedano, sapendo che non è la dimensione che misura la sostanza e l'essenza delle cose, però il limite c'è, rimane e si vede.
La Vita è precaria se le speranze e i sogni lo sono. Il sogno co.co.pro, stage, borsa di studio, e quando va bene a tempo molto molto determinato dove ci porterà? Dove mi porterà?
Come un equilibrista sull'orlo di un baratro è l'esistenza di chi decide che continuare a sognare è la sua meta, è la vera meta. La paura di cadere ti ferma, la voglia di andare a vanti ti spinge pericolosamente alle spalle facendoti vacillare.
Chi non sogna non cadrà mai, lasciatemi i miei sogni i li conserverò indeterminati nel tempo e forse pure nella loro realizzazione futura. Chi non sogna non cadrà mai, il sogno precario è un cadere planando lievemente da una quota che non è mai quella di un decollo definitivo.
Come vorrei che questa società lasciasse che la gente libera di camminare e viaggiare sul bordo inseguendo ciò che c'è di incognito dietro l'angolo con incedere incespicante, nomade, precario ma sempre e comunque VIVA!

A presto,

Mio



Monday, 4 May 2009

How To Be Good (Come Diventare Buoni) -Nick Hornby

Prima di cominciare a leggere questo libro mi chiedevo se sarebbe stato interessante e coinvolgente come Alta Fedeltà, scritto sempre da Nick Hornby e da me letto un paio di mesi fa, ebbene non sono rimasto deluso, anzi, ho apprezzato ancor di più l'autore. Credo che sia più semplice, ma non facile, scrivere di sensazioni e di pensieri di uomini se uomini, nel senso di genere, lo si è anche nella vita. da questo punto di vista, in Alta Fedeltà, ho potuto apprezzare, anche se con alcune riserve che ritengo abbastanza stereotipate, l'abilità e la sensibilità di questo autore. Nel leggere Come Diventare Buoni sono rimasto incantato dal modo nel quale riesce a descrivere il pensiero femminile che sarà invaso da stereotipi pure questo (l'oggettività non è femmina!) ma che, come il precedente, credo riesca a cogliere la sostanza del pensiero e dell'agire. Per quanto ce ne capisco io di voi esseri che mica siete umani, perché se noi uomini lo si è voi siete diverse siete molto di più, è che la noia è la vostra morte interiore ed è che da essa, giustamente (!) fuggite sempre e che questo è dirompente e che questo se noi si è un po' meno stupidi ci fa cambiare dentro, in meglio.
Cercando tra le righe il messaggio di Hornby mi sono imbattuto in vicende che trovo davvero reali nella descrizione e nella loro verità, purtroppo e/o per fortuna è così che molto spesso va il mondo ma non necessariamente sempre andrà a finire così, se la comunicazione tra due persone che si vogliono bene è reciproca e non è un muro contro muro in certe situazioni non si cadrà mai.
Credo che certe volte non serva incontrare un DJ BuoneNuove per aprirci le porte delle percezioni personali sulla nostra vita interiore nei confronti di un partner o di una persona cara amico o famigliare che sia. Certe volte il DJ BuoneNuove è ben nascosto in loro, mimetizzato sotto una dura corazza oppure dietro una fuga dai nostri sentimenti; la mancanza di qualcuno così come la presenza di una nuova persona davvero speciale sono, per me, due facce della stessa medaglia.
Sapete io credo di essere diventato più buono, al pari del protagonista, dopo una rottura drastica con un passato che viveva avizzito nel presente, un passato che poteva essere radioso futuro che però non è mai sorto. Ben inteso: non ho la pretesa di essere diventato buono in maniera assoluta ok?!, dopo la fuga del mio DJ BuoneNuove, ho capito definitivamente ciò che conta e cosa significa stare bene. Stare bene, per me, è lo strumento per diventare buoni, se non si sta bene si può "curare" chiunque con la stessa devozione Maria Teresa di Calcutta faceva con i poveri ma buoni non lo si è. Invece se si sta bene con se stessi ogni gesto sarà inzuppato d'amore come i biscotti con il caffè la mattina che non sono biscotti che non è caffè e neppure mattina, è TUTTO... scusate divago. Passione e intima bontà sono un qualcosa di libero gratuito e contagioso a tal punto da invadere l'animo di chi sarà toccato dal gesto da chi ci starà attorno. Credo che bisogna riuscire a volersi bene (il dovere di darsi piacere come diceva una che ce ne capisce...) prima di tutto, e questo non è, almeno per me, facile. Trovare i propri spazi in nella propria vita è complicato, nella vita di coppia è ancor più arduo, ma non impossibile ma sicuramente molto molto più bello. Credo che il saper ascoltare e l'ascoltarsi così come il saper comunicare (ahimè!) sia fondamentale. Vivere la vita da turisti in una vita che in coppia può essere sempre vacanza è la più introvabile delle chimere, eppure, ne sono convinto, esiste.
Mi permetto di dare un consiglio di lettura o meglio un avviso di buona lettura a chi passerà di qui: leggete Nick Hornby, perché comunque vada anche se magari non vi affascinerà come è stato per me, se non altro vi farà riflettere sul modo con cui molte persone, ma non tutte, compiono determinate scelte. Merita davvero!
E' per me un piacere ringraziare Museum per i suoi autorevoli consigli letterari (tra cui rientra il mio Hornby fino ad ora... altri titoli?) , grazie di avermi fatto scoprire Hornby. Mi piace davvero!
A presto,

Mio

Thursday, 30 April 2009

Time To...

Un paio di ore fa mi ronzavano in testa, per farle tacere le ho appuntate nella speranza che così sospese sedimentassero, non è successo finché...

Prima o poi arriva sempre il tempo delle domande ed allora che ci sono offerte tre possibilità, o almeno a me restano tre possibilità: non porsi domande, porsi domande avendo paura di cercare le risposte, porsi domande cercando la Verità. La prima possibilità ha, in termini temporali, occupato ahimè gran parte della mia giovinezza, la seconda ha costituito i miei periodi dei tempi fuggiti, l'ultima la ho perseguita con insistenza ed una volta l'ho pure trovata ed ho ricevuto in premio la consapevolezza. Li sono iniziati i casini nei quali sguazzo, perché la consapevolezza mica è sempre una cosa buona.
Il tempo corre solo se non lo si sfrutta, se non lo si vive. Molto probabilmente per un po' sarò stagione di temporali fitti fitti da sembrare quasi monsoni, senza sprazzi di sole. Da ora devo imparare a cogliere la bellezza che mi circonda, cercare di capire chi e cosa sono, non posso perdere un'altra volta la possibilità di crescere. Non devo gettarmi ancora in comportamenti vecchi e stantii che mi hanno portato al niente perché questo sono ora visto che non mi piaccio, mi sento patetico. Voglio entrare in me stesso perché, come si dice dalle mie parti, l'è ora e vent. ( è intraducibile, scusate)
La Verità per me è entrare in fondo a me stesso per poi affondare ancora ed ancora, cercando quel me stesso che, evidentemente dai risultati ottenuti, non ho ancora trovato e che forse mi fa paura come chi con ignoranza ha paura di una persona straniera. In questa mia ricerca non voglio contagiare nessuno con le mie fasi che oscilleranno tra lunatiche e nevrotiche, voglio contagiare solo con il mio trasparire di speranza nella ricerca di una serenità che da tempo mi sfugge. Voglio diventare una persona elegante di quell'Eleganza che non è ostentazione, ma anzi, è un qualcosa di personale, nascosto, recondito e criptato ma che è pure oggettivo, visibile, mostrato e decifrabile da chi condivide lo stesso modo di affrontare la vita. (concetto ispirato da "L'eleganza del riccio" n.d.r.)
Lo so sono bei pensieri, alte speranze e forse mere illusioni. Lo so sono ciò che ognuno vorrebbe per se stesso, ma credo che per me sia ora di chiudere un po' di conti in sospeso con me stesso. Tempo fa, poco più di un anno, una persona a me molto cara che di Vita ne capisce e di Vita ne è pure maestra mi disse: "Salta fuori dal cerchio!", sono saltato ed eccomi qui nel mio nuovo cerchio, diverso e migliore ma non il migliore possibile. Ora sono curioso di capire se riuscirò a saltare nel prossimo cerchio, chissà se andrò in meglio o in peggio, ma importa realmente?

Fa bello pensare che questo mio scrivere sarebbe stato molto più grigio se non fossi prima passato da qui. Fa bello capire che non ho scritto di chimere perché c'è già chi salta alla ricerca di qualcosa di migliore per il suo esistere, che poi non si è mai soli. Grazie.
A presto,

Mio

Wednesday, 29 April 2009

Furore

"[...] Kim pensa alla colonna di tedeschi e fascisti che forse stanno già avanzando giù nella vallata, verso l'alba che porterà la morte a dilagare su di loro, dalle creste delle montagne. E' la colonna dei gesti perduti: ora un soldato svegliandosi a uno scossone del camion pensa: ti amo Kate. Tra sei, sette ore morirà, lo uccideremo; anche se non avesse pensato: ti amo, Kate, sarebbe stato lo stesso, tutto quello che lui fa e pensa è perduto, cancellato dalla storia.
Io invece cammino per un bosco di larici e ogni mio passo è storia; io penso: ti amo, Adriana, e questa è storia, ha grandi conseguenze, io agirò domani in battaglia come un uomo che ha pensato stanotte <<>>. Forse non farò cose importanti, ma la storia è fatta di piccoli gesti anonimi, forse domani morirò, magari prima di quel tedesco, ma tutte le cose che farò prima di morire e la mia morte stessa saranno pezzetti di storia, e tutti i pensieri sche sto facendo adesso influiscono sulla mia storia di domani, sulla storia di domani del genere umano. [...]
Domani sarà una grande battaglia. Kim è sereno. <<>>, dirà. Continua a pensare: ti amo, Adriana. Questo e nient'altro che questo, è storia."

Tratto da: Il sentiero dei nidi di ragno -Italo Calvino

Domani finisce anche quest'ultimo periodo di vita, breve e per certi versi molto intenso. Sicuramente formativo, sono contento e colpito, spaventato per aver visto una faccia della società che mi stava sfuggendo.
Domani sera calerà inevitabilmente su di me quello che Kim chiamava furore. Dovrò riuscire ad utilizzarlo per creare la mia storia, finalizzarlo al mio bene e, se ne sarò in grado perché lo vorrei ancor di più, al bene di chi mi circonda.
Ti amo, Vita. Ma vorrei finalmente dimostrartelo, vorrei finalmente dimostrarmelo.

Mio



Monday, 27 April 2009

I Frutti Acerbi Cadono

SOLDATI
(Bosco di Courton luglio 1918)

Si sta come
d'autunno
sugli alberi
le foglie
Giuseppe Ungaretti



"With the reference to the appointment described above, this is to inform you that the position is now taken. ..."


Una chance è andata, era molto importante. E' andata e non sono riuscito a coglierla, non ho dato l'opportunità di farmi cogliere. Eppure mi sembrava esser cominciata la primavera, la mia Primavera. Pia illusione?

Saturday, 25 April 2009

Hide and Seek

Ti ho cercato tra prati versi, tra zolle di terra scura riverse al sole. Ti ho cercato nel giallo acceso dei fiori di tarassaco, nelle gemme gravide degli alberi di noce pronti a mostrare la loro nuova timida chioma. La vista ancora mi manca.
Ti ho cercato negli odori acerbi di quel nutrimento che poi sarà vita, sarà fiore e quindi frutto dolce, come dolce e delicato era il profumo del melo in fiore che macchiava qua e la la valle. Non ho ancora ritrovato l'odorato.
Ti ho cercato come si cerca un'ombra di un ladro sulle pieghe dei muri di case meste, rurali, povere. Case che portano ancora i segni dei fasti di una miseria antica, non basta un intonaco nuovo a cancellare un'anima ferita. Chissà il mio come sarà chissà come lo vede la gente, non voglio spargere attorno a me la stessa tristezza quella tenue malinconia.
Ti ho cercato nel sole che giocava a nascondino con le nuvole, con le cime delle montagne ancora innevate. Sole che giocava a far lo spaccone nei riflessi delle acque dei laghi. Ti ho cercato nell'aria che mi sussurrava veloce alle orecchie ma la tua voce non ho udito. Sono ancora sordo. Per i gusto va ancora peggio.
Ti ho cercato nel mio fiato corto mentre pedalavo in tutto questo scalando la mia salita. Non ti odiavo allora ne adesso, non più ormai. Non è questa la via. Ti ho cercato cercato nel dolore di muscoli contratti, ma non eri più il perché di tanta fatica, non lo sarai più adesso. Purtroppo mi sono reso conto che anche il tatto mi ha abbandonato.
Oggi non ti ho trovato caro Mostro, purtroppo ancora! Ti sento ma mi sfuggi, non sono ancora pronto, probabilmente.Vorrei fare la pace con te ma non ho mani da stringere, corpo alcuno da abbracciare.
Agire, tentare di volgere le giornate al meglio non è facile. Eppure mi piacerebbe davvero, non mollerò!
Non so se questa notte ci sarà un chiaro di luna ma questa carezzevole sonata sarà per me una ninna nanna che ora vorrei mi cullasse almeno nei pensieri.
Buona notte a voi tutti.

Mio


Tre piccoli pensieri/omaggi per chi dovesse passare di qua:

Un grande Ludwig van Beethoven in: Moonlight Sonata movimento 1.



Un piccolo panorama


Una piccola torta Saint Honoré (fatta da mé :) )


Friday, 24 April 2009

Udienze Generali

Molti professori si lamentano di questo evento perché lungo e noioso o perché di dare cattive notizie non è che se ne abbia sempre voglia. E' l'ammissione di un fallimento per una parte, la scuola, e per l'altra, la famiglia. Ieri sono giunte anche per me le udienze generali.
Aspetto l'arrivo dei genitori, il tavolo è grande, l'ambiente moderatamente asettico nel suo essere arredato con utensili tecnici. Saluti e presentazioni come da protocollo: "Piacere sono la madre di..." oppure "Sono venuto per mio figlio: ...", io sempre la stessa: "Piacere sono M. il sostituto di M." (suona male ma le iniziali sono le stesse...). Il ghiaccio si rompe quasi sempre con: "Come va mio figlio?" quindi il registro si apre neanche che la frase fosse l' "apriti sesamo" di Alibabà e i quaranta ladroni, purtroppo non sempre contiene tesori. Talvolta è un vaso di Pandora.
Sui volti si legge rassegnazione, speranza, illusione e felicità; ho cercato di non assecondare la prima, di alimentare la seconda se realmente è possibile sperare, schiarire la terza se era infondata, congraturarmi sempre e vivamente quando l'ultima era confutata dal comportamento dell'alunno.
Ieri mi sono scoperto chiaccherone, ma di quei chiaccheroni che solo il miglior Castro dei migliori tempi avrebbe potuto tenermi testa. Mi è piaciuto parlare con i genitori dei ragazzi dell'ultimo anno di cosa volessero fare i loro figli, con i genitori dei ragazzi di quarta dell'andamento della classe così come dell'ultimo tema-strage, con i genitori dei ragazzi di terza che si trovano nelle peste perché, probabilmente, oltre la metà ci lascierà le penne.
Ieri ho parlato con la mamma di O., il ragazzo del post precedente quello che aveva copiato, mi ha fatto piacere: le ho spiegato il fatto, le ho detto che comunque fosse andata la prova, visto l'aiuto esterno, sarebbe stata insufficiente; le ho detto che comunque sia nel recupero che farò non terrò in considerazione questo fatto e che suo figlio è davvero un buon elemento ma che se non studia si brucerà, e di entrambe le cose ne sono convinto, questo mi dispiacerà e non poco. Poi ho incontrato la madre di ragazzi "vecchio stile", che hanno ancora il senso del sacrificio come mezzo per raggiungere il risultato, ma che hanno da confrontarsi con problemi di pendolarità non banali e questo mi fa pensare che a dare troppe comodità non sempre la si indovina, anzi. Poi ho incontrato la madre di A. il figlio ne è una fotocopia nella fisionomia, il figlio è un casinista, che si demoralizza davanti a difficoltà anche minime, si abbatte. A. è un pluriripetente, è uno di quei ragazzi che certi professori, visto il carattere estroverso ed il vestire che ne implica , reputerebbero come perso. Mi dice che A. vuol finire quei due anni che gli mancano al diploma, con me è gravemente insufficiente però sono convinto che un sette pieno è nelle sue corde, lo ho detto alla madre e sono sicuro di non sbagliarmi. Le ho detto che a vent'anni è forse giunto il momento per A. di mettersi in discussione, la madre con un filo di speranza mista ad entusiasmo mi ha detto: "Ha ragione, gli dirò questo!". Non mi interessa aver ragione perché so che suo figlio vale, mi piacerebbe che lunedì me lo mostrasse, davvero.
Ho parlato per più di tre ore consecutivamente (una madre mi ha detto è meglio che vada fuori c'è una fila lunghissima che l'attende..), non avevo acqua con me e l'unica fonte per dissetarmi (?) erano gli immancabili confetti di liquirizia. Probabilmente sarà stato per un suo effetto collaterale che alla fine mi aggiravo per la scuola con una felicità ebete stamapata in volto? Percorrevo le scale con il pensiero: "Amo le udienze generali" percorrere la mia mente? Non credo. Poi tutto si è chiuso con un bellissimo siparietto che non dimenticherò tanto facilmente: stavo uscendo dall'aula dopo aver ricevuto l'ultima madre e ed incontro una signora lungo il corridoio che si stava dirigendo, con la carta delle udienze in mano, verso l'aula dalla quale ero appena uscito e chiedo: "Scusi, sta cercando il Professor M. (non io l'altro)", lei: "No sto cercando mio marito". A me ha fatto ridere tantissimo!
A presto,

Mio




Monday, 20 April 2009

La Prova

Oggi è stato il giorno della mia prima prova dall'altra parte della barricata, da insegnate.
Oggi ho capito cosa significa insegnare e perché gli insegnati (quelli con ideali) lo fanno, perché non sono ancora pronto per far bene questo mestiere e perché il declino della nostra società è ormai segnato.
Per correggere, senza dare voti o segnare di rosso, quindici prove ci ho messo si e no tre minuti: il voto massimo - ad essere buoni e larghi di maniche - ne è fratello nella cifra. Eppure mi sembrava di averla fatta semplice anzi ne sono tuttora convinto. Ma questo non è il problema.
Oggi ho sgamato il furbo di turno che teneva sotto il palmo della mano il suo bigliettino. Non ho mai condiviso questo atteggiamento, non lo ho mai adottato perché troppo ingenuo per non farmi beccare e perché non lo ho mai creduto essere di utilità alcuna. Ma il problema non è neppure questo ossia il credersi furbi.
Ecco come sono andate le cose: stazionavo in fondo alla classe e, con la coda dell'occhio, ho visto la sbirciatina laddove da sbirciare non ci dovrebbe essere proprio niente, faccio a finta di niente e compio alcuni passi allontanandomi dall'incauto furbetto di turno, subito però ritorno indietro e con fare calmo mi avvicino a lui e chiedo: "Mi scusi O. avrebbe gentilmente una penna rossa?", lui con la mano non bigliettinata fruga nell'astuccio la trova e me la porge, lo ringrazio. Mi avvio verso il centro della classe e mentre cammino lentamente dico: "Sapete ragazzi, c'è una cosa che non tollero e non capisco ed è il fatto di copiare. Perché poi chi ci rimette siete voi", e a queste parole faccio ditrofront e lemme lemme mi riavvicino ad O., che nel frattempo pensava di averla passata liscia, e continuo: "ci rimettete voi come il vostro compagno O. che ora ha tutte le domande segnate di rosso, tutte segate!", così dicendo una piccola croce rossa compare vicino ad ogni domanda, quindi ringrazio O. della penna rossa e mi faccio dare il bigliettino, che poi era pure fatto male. Fino a questo punto è ordinaria amministrazione, almeno in Italia, purtroppo. Ma il problema non è neppure questo.
Ed allora qual'è il problema? E' l'atteggiamento, l'indolenza, il menefreghismo, la mancanza di vergogna, di ritegno e di pudore nel manifestare la loro ignoranza. E non parlo di quella legata all'istruzione ma quella legata alla propria persona al loro comportamento. Per loro la mattina e la giornata sono passate come altre, come se quel voto non li avesse gettati nella fossa comune, ed ormai assai affollata, delle bocciature. La loro noia li ucciderà, ci ucciderà.
Loro sanno che ci sarà una prova di recupero perché "è così che funziona", la farò sicuramente un po', ma non tanto, più difficile comunque controvoglia. Loro credono che hanno vinto invece hanno perso un'altra grande occasione. Il problema è che non lo hanno capito. Il problema è che tutti non hanno capito che il gesto di segnare il compito di O. con la SUA penna rossa significava dire tu lo hai voluto, tua è la responsabilità di tutto, tuo è quel colore, quel voto. Tu sei stato la giuria e il giudice, io ci ho messo solo la mano come il boia nel giustiziare il condannato, l'obiezione di coscienza quando si fa i furbi su queste cose da me non è ammessa.
Domani li vedrò ancora e so già che tutti baldanzosi mi diranno: "Prof. ha corretto le prove?", io gli dirò di che no, gli dirò: "Le correggete voi, ok?", le distribuirò a tutti e farò metter loro il voto dopodiché gli dirò che la prossima settimana ce ne sarà un altra e che loro oggi hanno perso e che mica me ne frega se non studiano e che saranno loro a pagare tutto, io no di sicuro perché tra due o tre settimane sarà finita la supplenza e quindi sarò disoccupato. Loro non capiranno.
Pensando a questo capisco che non sono ancora in grado di salvarli da quello che si stanno creando attorno. Sono un cattivo insegnate, lo so, ma sono abituato ad aver a che fare con me stesso in termini di giuduice inflessibile o con gente che crede nell'impegno e nella correttezza.
Mi fa male aver capito che la nostra società è segnata perché loro sono il nostro futuro, e per loro intendo quella generazione non quella classe. Questa è la nostra vera crisi e la pagheremmo molto salata.
Oggi ho imparato molto e sono riuscito ad insegnare molto poco, forse niente. Mi dispiace davvero.

Mio

Saturday, 18 April 2009

Leggendo...

Poco fa stavo leggendo il "mio" ultimo libro e, non so perché, forse per deconcentrazione o per un pensiero indotto dalle righe che scorrevano fluide e piacevoli sotto i miei occhi, mi è passato per la mente questo pensiero:
Il tempo resta fermo, noi passiamo

Cosa significa di preciso non lo so spiegare a parole ora, quindi mi aiuterò con le parole di allora che tra poco trascriverò. In otto anni cose e persone cambiano eppure, rileggendo queste righe, ora mi sento come quando le scrissi, come se il tempo non fosse passato: stesse insicurezze, stesse paure ma anche stesse certezze che da qualche parte tutto esiste e, come avrei scoperto di li a poco, che il sogno si può tramutare in realtà. Eppure, adesso, guardando le mie mani il mio corpo segnato ancora delicatamente dal tempo mi indica tutto il contrario. Per questo penso che il tempo è quello di allora, li fermo e statico, e il resto, l'involucro, è passato oltre.


Black & White

Non è giorno non è notte, non c'è cielo per queste stelle
il Bianco e il Nero non vanno d'accordo,
la morte e la vita sono sempre state amiche.

Non è notte non è giorno, non c'è sole per questo mondo
Il Nero e il Bianco sono uniti nel Dolore, sempre assieme nell'Amore
Vita grigia e tetra prendi tutto il Bianco che ho nell'anima
mescolalo con il Nero della mia esistenza,
dammi l'Amore dammi il Dolore.

Fammi diventare cieco e poi dammi il colore
degli occhi misteriosi e tristi* di una ragazza
e mi avrai dato la Vita immortale,
un cielo stellato in cui volare,
un'anima lucente per cui vivere.

Allora sarò il Signore del Bianco,
il Re del Nero.

Roberto


*ora tristi sì ma anche e sopratutto felici e sorridenti :)



Per cercare il foglio che conteneva queste parole mi sono imbattuto in ricordi sepolti in date inimmaginabili, certi li ho lette, altre no. Alcune non le ho lette, le lascio a far compagnia agli appunti delle lezioni di fisica e matematica. Però devo dire che un pensiero appuntato ha colto la mia attenzione è titolato: "Esistenza di un Amore razionale", che forte concordo pienamente con me stesso. Chi ha detto che il tempo passa?
A presto,

Mio

Thursday, 16 April 2009

Di Mostri, Magia e Altre Cose (scusate la sterminata lunghezza...)

I mostri non esistono nel mondo reale e la magia non cambia oggetti, cose o persone. La materia rimane sempre la stessa. Sapete, io vivo con mostri e cattivi incantesimi, la mia vita non è reale e questo è il dramma che racchiude, nel suo esistere, la soluzione di tutto.
La dimensione del mio sogno con il suo gettarsi in incubo continuo, mutevole e ripetuto è la condizione statica nella quale rientro. Da tempo ho perso la mia lucidità nel condurre il sogno sotto il controllo della mia volontà il che non necessariamente implica la razionalità. Goya incise un'acquaforte e un'acquatinta dal titolo: "El Sueño de la Razón Produce Monstruos (Il Sonno (o Sogno?) della Ragione Genera Mostri) ", è indubbiamente così, tutti lo abbiamo sperimentato in passato, direttamente oppure no, letto su libri di storia piuttosto che ogni giorno su giornali o riviste. Quindi? La razionalità esclude il sonno della ragione? O meglio: "Esiste il sogno anche quando la ragione non dorme, quindi quando si è svegli?" Personalmente credo di sì, atti ma sopratutto AZIONI possono essere compiuti senza perdere la dimensione del sogno, anzi, credo che la possano rafforzare aumentando il suo campo di crescita attraverso scenari sempre nuovi e inaspettati.
Credo che ogni sognatore custodisca in se mostri indipendentemente che usi o no la ragione, mostri nati o derivati da traumi che si imprimo come pellicole invisibili davanti ai nostri occhi interiori, quelli dell'anima. Visioni delle quali non ci si riesce a liberare fin tanto che non si riesce a separarle dalla parte vera e mutevole delle nostre percezioni ossia la Vita. Il mio mostro non riesco ancora ad identificarlo, lo sento, lo percepisco, ne accuso gli effetti ma non riesco a pormi di fronte a lui, a cercare il contatto che non necessariamente sarà scontro violento perché io lo vorrei pure abbracciare, lui è parte di me, è un amico perso con il quale è giunta l'ora di far pace per ritrovare un nuovo alleato. Ora mi accorgo che lo sto evitando girandoci attorno, in cerchio, per poi trovarmi al punto di partenza.
Voi sapete che non credo in maghi, magie e incantesimi nell'accezione che queste parole assumono in termini di soprannaturalità. Io credo nella mente, in quello che essa può generare e fare: "Volere è potere", mi ha sempre detto mia nonna, "La mente non ha limiti" ama ripetere il "mio" professore universitario. Mia nonna ha solo la licenza elementare, il professore non è, per così dire, proprio l'ultimo della sua classe; non è questione di saggezza o di superba intelligenza niente di tutto questo, è un dato di fatto, un pensiero di persone che sono riuscite ad alimentare se stesse puntando solo sulle loro forze interiori. PASSIONE in ciò che si vuole, FEDE nel risultato e VOLONTA' nel perseguirle ed attuare, questa è la magia segreta. Nulla più.
Quindi la vera Vita, quella che certe persone riescono a vivere, non è nient'altro che un magico sogno? Un rincorrere, quindi, qualcosa di inesistente? No, non è questo, a parer mio è molto di più, è un sogno che si deve vivere lucidamente e questo lo si può fare, lo si dovrebbe fare. "Impossibile!" dirà o penserà qualcuno di voi, "Lo avete fatto tutti!" rispondo io che ora sono incapace di riuscirci dinuovo. Pensate a voi da bambini mentre giocavate a voi da piccoli o , se non vene ricordate, guardate un bambino giocare, guardate gli occhi che non vedono giochi senza vita ma bensì dotati di una vita propria, guardate gli scenari che lucidamente, in quel sogno ad occhi aperti, il bambino riesce a creare. Lui immagina ciò che vorrebbe ottenere ed ecco che tutto appare come per magia. Questo credo sia il segreto.
Qualcuno mi dirà (io stesso me lo sono chiesto): "Ok, allora immagina il lavoro (o una cosa) che hai sempre desiderato e a breve sarà fatto no?", io a me stesso alla mia ragione rispondo che la domanda è malposta e quindi fuorviante (talvolta penso che la mia ragione sia un po' provocatrice e fascista... prima o poi la purgherò :) ). La risposta è malposta perché il desiderare non è sufficiente, bisogna perseguire il fine, il sogno magico non sposta gli oggetti fisici ma abbatte muraglie psicologiche che imbrigliano le volontà, tu cara ragione, preoccupati di capire se questo è accaduto, se così non fosse spronami a farlo ed il resto verrà da se. Tu fammi AGIRE, dammi lo slancio per l'AZIONE e tutto il resto tornerà, nulla più e nulla meno.
E poi c'è nella vita di ognuno un momento in cui la ragione fluttua, i mostri sorridono, l'azione nasce involontaria e il sogno trascende e tutto l'insieme si condensa e brina in cristalli preziosi ed unici, ecco che splendente nasce l'Amore la cosa più bella e unica se non fosse che talvolta si congeda senza commiato, dolenti allora diventa i nostri passi quando si cammina in questi sentieri nel cammino della Vita. Ci si chiede se si incontrerà ancora un Amorecosì forte, totalizzante, inebriante, poetico e unico e, nell'insicurezza della risposta, ci si sente male e forse pure un po' persi. Ultimamente (? :) ) ho analizzato un Amore che a pieno titolo può rientrare in quanto detto sopra, ne ho preso il considerazione "Il Perché" analizzandolo scrupolosamente e metodicamente e, visto che orami tutto è finito da tempo, sento di averlo fatto senza mentirmi. Mi sono chiesto perché io non rientrassi in quel tutto, mi sono chiesto: "Perché ero sul tetto dell'universo?", la risposta è stat semplice e devastante: "Perché con Lei eri ritornato al momento più felice della tua esistenza, eri ritornato bambino e non conoscevi più: pensieri grigi, preoccupazioni; vivevi e ridevi, in ogni giorno c'erano mondi nuovi da scoprire. Tutto era colore e profumo semplicemente emozione e poesia.
Sapete, non credo che questa sia un opinione ottenuta per mezzo di un ragionamento induttivo ma, piuttosto, un qualcosa di assiomatico e deduttivo: il mio comportamento, le mie emozioni, il mio percepire e sentirsi erano puerili. La Vita era un gioco sempre nuovo da affrontare in due, mano nella mano. Se lo vorrò (ahi!) sarà ancora così, se cercherò con occhi di sogno troverò ancora un sorriso splendente ed occhi sognanti in cui perdermi, verso le persone ciniche ed egoiste neppure mi volterò. Credo che l'Amore sia la più grande magia e che per vivere ed esistere abbia bisogno di un sogno lucido e congiunto condotto e fatto evolvere che voglio sempre vivere in una felicità nuova non dimenticando quella vecchia tutto perché non fugga mai in incubo.
Credo che Amare significhi diventare un il mago dell'altra e viceversa, riuscire a svelare le emozioni più profonde e sepolte siano esse paure o gioie, demoni o angeli per portare nel partner piena e completa spensieratezza. Questo non è banale, le AZIONI da intraprendere non sono banali; sicuramente non è impossibile. Personalmente la mia maga l'ho trovata, io non ero in grado di creare magie e tutto è svanito il mio sogno ha perso lucidità, è nato l'incubo con i suoi mostri, i miei mostri. Sicuramente nel mondo di maghi e maghe ce ne sono ancora, ma questa non è la soluzione del problema, ma solo il corollario del teorema.
Sapete, credo che paradossalmente per trovare persone speciali basterebbe essere in grado di fermarsi in tutto quello che si sta cercando di fare senza un perché reale. Credo che bisognerebbe sedersi come si faceva da bambini sulla sabbia in spiaggia ed iniziare a giocare (questa è l'AZIONE!) con la Vita con lo stesso spirito di bambino quando si armeggiavano paletta e secchiello.
Credo fermamente che, come da bambini, un compagno si fermerà al nostro fianco chiedendoci: "Posso giocare?" oppure "Vuoi giocare?".
Credo fermamente che, come da bambini, bisognerebbe trovare ancora una volta quel timido coraggio per chiedere: "Posso giocare?" oppure "Vuoi giocare?".
Ora devo cominciare ad ascoltarmi per stare meglio con i miei mostri, le mia magia e le altre cose. Devo "solo" credere nell'AZIONE ossia AGIRE. Mai cosa è stata per me più difficile.
A presto,

Mio


PS: pseudopensieri liberati dai miei neuroni sotto l'effetto della lettura di: PSICOMAGIA -Alejandro Jodorowsky. Ve lo consiglio!

PPS: scusate la tremenda lunghezza del post, così come i pensieri convulsi in esso contenuti, non sono riuscito a combinare di meglio


Dedicata a chi cerca di conoscersi:

Tuesday, 14 April 2009

Psicomagia -Alejandro Jodorowsky

Prima di tutto ringrazio Bak per il consiglio letterario che mi ha fatto veramente piacere, mi ha davvero interessato!
Questo delizioso libro contiene il pensiero di Alejandro Jodorowsky in merito a quello che potrebbe essere definito come un approccio surrealista alla psicoanalisi, la psicomagia.
Dopo aver visto alcuni video in internet che mostravano la pratica di questa disciplina sono rimasto affascinato e incuriosito ma, come spesso mi accade con certe materie di studi, pure restio e diffidente nei risultati che venivano mostrati; quindi alla prima occasione utile eccomi proiettato in libreria a cercare il testo e, dopo aver finito Kim (purtroppo non riesco a leggere in multitasking :( ), ho cominciato a divorarlo lentamente.
Sono stato subito colto dal pensiero che, erronaemente, credevo appartenere a qualcosa di poco scientifico o comunque poco formalizzato, ma poi mi sono ricreduto sulla base delle mie esperienze personali. Dopo poche pagine, poche risposte alle domande dell'intervistatore c'era assonanza di pensiero e ho trovato parole che esprimevano ciò che in me era solo qualcosa di offuscato e nebuloso. Parole di paure, timori, sogni ed emozioni. Ben inteso non è che mi è stat aperta una via ma mi è stato mostrato qualcosa che prima non ponderavo: ponendomi quesiti e miettendomi di fronte a certi aspetti interiori che da tempo mi tediano non poco. In tal senso, e non solo, la lettura è stata incredibilemte stimolante.
Leggendo questo libro ho avuto la conferma su certezze che ormai credo ineluttabili, la prima di queste è che noi siamo il nostro più grande problema, noi siamo la nostra più grande, facile ed unica soluzione. Nulla più.
Non so se con queste poche e povere parole vi convincerò nella lettura, spero che i link qui inseriti possano fare di meglio e poi confido sempre nella vostra curiosità che riesce a bilanciare sempre qualsiasi mia defezione.
Tra non molto vorrei scriver un post liberamente ispirato da questa lettura sulle riflessioni che sono nate in me. Certe centrano altre esulano dal contenuto del libro ma personalmente ci ho visto molta correlazione.
A presto quindi,

Mio


PS: Grazie dell'invito Bak! Devo rivedere un paio di cose e poi lascerò qui, e se vorrai pure da voi ma richiederà un po' di tempo, un frammento della mia testimonianza.


Thursday, 9 April 2009

Kim -Rudyard Kipling

Lo ho letto perché volevo capire meglio il personaggio di Kim ne: "Il sentiero dei nidi di ragno" di Calvino. Quel Kim ora è rimasto appeso come allora, vorrà dire che rileggerò il libro di Calvino. Meglio così.

Questa è stata per me una lettura strana mi spiego: mi aspettavo una svolta improvvisa un colpo di scena che non è venuto. Forse perché il colpo di scena è il libro tutto, il messaggio è nascosto in ogni singola riga per me, purtroppo, realmente criptata.
Una cosa me la sento di dire ed è che leggendo di Kim, sia nel suo essere ragazzo giovane prima e maturo poi, mi ha appassionato il suo modo di affrontare la vita con audacia e sfrontatezza sino ad arrivare al confine con la superbia per poi prontamente chinarsi davanti a quello che capiva essere uno sbaglio. Già mi sarebbe piaciuto avere almeno un po' di tutto ciò, mi piace pensare che un giorno chissà, non mi si fraintenda, non possa trovare (non insegnare ok?!) questo modo di vivere in giovani occhi anche un po' miei... dopo Nikita, naturalmente per un bambino, anche Kim mi suona bene... oddio sentimento di paternità ahhhhh sto invecchiando? ;)
E poi c'è il monaco che lo è nelle vesti ma anche nello spirito saggio, nell'introspezione continua, nell'approccio alla vita che, in quanto ad ingenuità, non è secondo neppure al suo giovane chela. C'è il suo pensiero che trovo vero e condivisibile in tutto e per tutto quando parla del destino come: "... Giusta è la Ruota, e non sgarra di un capello...", sì caro monaco TUTTO torna nel bene e nel male. E poi c'è quell'acquistare merito che credo, se viene da un gesto spontaneo e naturale, è la cosa che può portare sole onde di positività che si estenderanno concentricamente a illuminare una società che tende sempre più ad avere un ritorno personale nel condurre le proprie azioni.
A presto,

Mio

Wednesday, 8 April 2009

Anche se non...

Non Ora Ti Prego

Le montagne saranno piccole piccole
come gentili selvagge pianure sempre accoglienti.
Gli oceani enormi distese di cobalto
che solcherò con piccoli passi leggeri.
I deserti come minuscole spiaggie nascoste
nelle quali riposare
tra fiori,
dipinti con milioni di colori
profumati d'inebranti fragranze ancora ignote.

Le nevi eterne non mi gelaranno il corpo
solo il loro puro candore a riscaldarmi Anima e cuore.

Le notti di stelle ricamate,
saranno fatate e misteriose.
I giorni di sole splendenti,
saranno luce dolce e pura.

Mi sveglierò sempre tra i canti d'Amore
di una Natura in eterna primavera.
Ogni mattina come un uomo bambino
contemplerò te sospesa tra sogno e sonno
regalarmi attimi infiniti di Vita.

Mio

Soundtrack Bijou -Queen



Sunday, 5 April 2009

(Ri)Nascere: Io con Te, Tu con Me

Fermati, pensa, medita e agisci. VOGLIO riuscirci, VOGLIO fermare il corpo e la mente riacquistare il controllo di me stesso che capisco di aver perso.
Credo che sia giunta l'ora dei conti, di tirare righe e trarre le somme con me stesso; l'ora della svolta e di una nuova rivolta contro quel piccolo dittatore che da dentro mi governa, quel piccole cervello di gallina che non ha ancora capito che l'UNICO DOVERE E' REGALARSI PIACERE. VOGLIO riuscirci.
VOGLIO ritornare a RIDERE, VOGLIO ritornare a VIVERE, VOGLIO che le giornate siano monotonicamente DIVERSE, VOGLIO che le domande mi colgano solo dopo le AZIONI, VOGLIO ritrovarmi dove avevo dimenticato si postesse ARRIVARE senza cercare, senza sapere, senza capire. VOGLIO INCOSCIENZA, riVOGLIO i miei occhi di bambino aperti su un mondo che fremeva e inconsapevole mi aspettava, riVOGLIO i miei occhi ORA!
Sorridi con me e per me mia antica Amica, io farò lo stesso perché siamo inseparabili. Come accade da troppo tempo ormai ci incontriamo solo sulla soglia tra notte e giorno, a turno siamo crepuscolo e alba l'uno dell'altro. Schiavi di quel letto vuoto ma sempre caldo nel quale da troppo tempo non troviamo la pace e lasciarci andare all'Amore.
Ti Amo e ti Odio, perché so quanto sei preziosa e dolce, quanto sei traditrice e bastarda. Anche tu, come me, soffri la solitudine di chi ha conosciuto una gemella simmetrica, il suo completamento naturale.
Io e Te che, seppur da sempre condividiamo gli stessi spazi, pensieri ed istanti, ci sentiamo soli nella nostra incapacità di prenderci per mano e di tenerci compagnia come un tempo. VOGLIO che così non sia più. VOGLIO ritornare come in questa foto, lo VOGLIO ORA e dopo ANCORA!

Mio
Soundtrack: Amico Fragile -Fabrizio De Andrè



Monday, 30 March 2009

La Spesa...

Non è che mi piaccia farmi gli affari degli altrui, anzi! non mi piace per niente perché non voglio che gli altri si facciano i miei però... però mi succede ogni volta che vado a fare la spesa, quando staziono ciondolante in coda alle casse. Lo confesso, guardo la spesa di chi ho davanti, dietro e attorno. Mi piace tentare di capire persone che mi circondano sapendo benissimo di non riuscirci quindi farei meglio a dire fantasticare.
E vedi quello che dal vestire, dai capelli pettinati in un certo modo, dalle mani fine e curate ti sembrerebbe essere un ingegnere a metà sospeso tra Mc Gyver, un informatico smanettone e un bancario malriuscito che tenta di darsi un tono, pensi che ai tempi è stato sicuramente un dark e poi vedi che in mano tiene un sacchetto di pane industriale in mano, vedi che ha la fede e pensi che ha programmato la giornata e ha diviso i tempi. Pensi che lui non è capace di cucinare altrimenti non prenderebbe quel pane, pensi che sua moglie è la sua salvezza anche se... forse no, lo vestirebbe meglio e con meglio non è una questione di marca ma abbinamenti e gusti.
Distrattamente volgi lo sguardo dietro le spalle e ti trovi ad incrociare gli occhi di un uomo sulla cinquantina, fede al dito pure lui, capelli grigi che battono in ritirata su gran parte dell'ampia fronte. Ti ispira di una persona che ha trovato il quieto vivere. Poi con tentata non curanza affondi lo sguardo nel cesto della spesa e noti due pacchetti di gallette di riso ed allora pensi che, vista l'ora: uno è in pensione e due è in missione per la famiglia perché la sua pancia non è sicuramente cresciuta a gallette. Già ha trovato la pace con tutti e con se stesso.
Poi guardi avanti chiedendoti il perché dell'indugiare della fila noti sul nastro trasportatore tre bottigli di vino: un traminer aromatico, un pinot nero e un rosso che non riesci a capire, un barattolo di sale e un qualcosa che ora non ricordi. Buoni gusti pensi, sale a parte si intende. Niente fede (lo avrete notato parametro per me fondamentale, assieme all'espressione del viso, per tentare di dare un la alle mie fantisticherie), porta un vestito nero così come il cappotto e gli stivali senza tacco. L'altezza glielo permette, pensi. Il quadro della persona è sobrio e minimale, la persona curata e non appariscente. Pensi che questa settimana, probabilmente oggi o domani, avrà una cena romantica, che sicuramente non cucinerà lei (non ha comperato cibo), ma magari mi sbaglio ed è solo una festa in compagnia. Sicuramente non è alcolizzata, ti fa pensare che vorrebbe a di una compagnia (ben inteso non centra che sia donna OK?!) , di un luogo caldo dentro. Ti fa tenerezza, sicuramente non tristezza.
E poi c'è un tipo tutto arruffato che pensi che forse questa mattina non si è pettinato e che forse tutte le mattine non si pettina, avvolto in una pashmina viola-blue avvolta in larghe volute attorno al collo, indossa un giubbotto rosso, niente fede... sicuramente non sposato; ha un mp3 in tasca e la musica a tutto volume nelle orecchie, decisamente non sposato ri-pensi. Ad un tratto sembrerebbe essersi accorto di avere il volume un po' troppo alto, lo abbassa drasticamente, aspetta neppure un minuto e ritorna al volume vergognosamente alto e nell'ordine ti balena nella mente: è una tra le sue canzoni preferite, non è decisamente sposato, è anche un po' svampito, ce ne è di gente persa in giro. Ti accorgi che ha già i soldi contati in mano quindi o ha buona memoria o è abituato a comperare un kilo di yogurt. Ti chiedi se è il suo pranzo, ti convinci che non è tanto "dritto", è possibile. Sarà un maniaco di qualche dieta? Sarà un maniaco di latte e derivati? Sarà ma ce ne sta di gente strana al mondo... ... ... Sarà che a me MI piace lo yogurt a pranzo OK? e farvi gli affaracci vostri un'altra volta no?!?!?!?!? :)
Buona settimana a tutti,

Mio

Friday, 27 March 2009

Mutismo e Rassegnazione

Una penna tra le dita, sotto i polpastrelli un foglio bianco da un lato sull'altro parte di un "Application Form", l'ultima che ho mandato e l'ultima che manderò, credo.
Per questa mia ultima spedizione sarei stato disposto a percorrere tutto d'un fiato tremila chilometri tra andata e ritorno in poco più di un giorno, sarei stato disposto a fare da postino personale. Per fortuna sono riuscito a sistemare le faccende oggi, la busta gialla che contiene tutto quello che sono stato, quello che sono e quello che vorrei essere da un punto di vista puramente professionale sta viaggiando, lei. Io no, ho smesso di farlo mentre la consegnavo, ora bisogna scendere dalle nuvole e guardarsi attorno e guardarsi dentro.
Guardarsi attorno per capire che non hai ancora costruito NIENTE, non hai indipendenza e, sopratutto, non te la puoi prendere perché è un lusso. Il lavoro, quello per il quale hai studiato, manca e ti rendi conto che ti stai pure bruciando da un punto di vista professionale. Forse tutto il tuo studiare, tutti i tuoi scarifici, ma sopratutto quelli degli altri, non ne varranno MAI la pena.
Guardarsi dentro per sapere una volta ancora che non sei cambiato in niente, non ti ricordi più come si ride, non conosci la spensieratezza, sei sempre in compagnia di Malinconia e quando ti senti solo capisci che in realtà stai tenendo per mano Tristezza, tue amiche personali delle quali faresti anche a meno. Tutto il tuo pensare, il tuo essere così stupidamente chiuso, timido, introverso, incapace di azzardare quando ne avevi avuto la possibilità sta venendo a risquotere ciò che gli spetta. Il TUO personalissimo NULLA.
Guardando questa carta solcata da tratti ora scomposti, ora ordinati tratti blu intrecciati e ricamati da cancellature, mi vien da pensare che sarebbe bello poter cambiare il senso della Vita con una riga sopra un pensare ormai pesante e stantio, con un tratto vorticosamente ripetuto sopra una volontà precaria e malferma, con una croce messa li su una voce che ora più non mi chiama e più non mi incoraggia. Mia amata Circe, mia Anima perché sei ora muta?

Mio







Friday, 20 March 2009

Quando l'Oggi Non Cambia il Domani

Oggi ti dico addio abbracciandoti stretto stretto. La prossima settimana forse invierò gli ultimi incartamenti poi riporrò le speranze come si ripone un qualcosa di caro sul fondo di un cassetto. Mi adeguerò a ciò che verrà, ti cercherò soltanto come chi spera di trovare una moneta nel fondo di una tasca, distrattamente, senza illusioni così tanto per fare.
Oggi sono stato messo a muso duro di fronte alla realtà dei fatti, è vero questa spasmodica ricerca forse senso più non ha, non così almeno ma forse anche senza "almeno".
Oggi è una giornata di sole, calda e ventosa. Una giornata che annuncia che la primavera è alle porte pronta a partire di slancio in un balenare di colori e fiori, profumi e sapori, di dolcezza di languida tenerezza, da amore.
Oggi è ancora inverno, domani il giorno sarà uguale alla notte e poi crescerà ancora ed ancora come la vita fatta di speranze, io non ho più nuove speranze la mia vita si ferma qui ora.
Domani come oggi sarò messo male come un anno fa, altri motivi per fortuna, ma stessi sintomi e medesime debolezze, sempre e comunque sogni spezzati. Certe volte mi vien da pensare che per il male che fanno quando vengono a mancare non siano loro che ci tengono in piedi, il nostro vero apparato scheletrico.
Domani e domani ancora saranno giorni di riprogrammazione personale, dovrò cercare di epurare i miei pensieri da tutto ciò che ora mi nuoce, mi fa male e mi porta a non volermi più bene... quando mi son voluto bene l'ultima volta?
Domani sarà un'altra stagione ma non la mia primavera, di questo ne sono sicuro. Dovrò prendere coscienza di ciò che è realtà e distinguere il vero e tangibile dall'effimero sogno. Pensare che dovrò affermare contro voglia la ragione in me stesso mi fa capire che in fondo sto conducendo il mio Sogno lungo una strada di lenta eutanasia, strada che devo percorrere a senso unico non pensando neppure per un attimo che forse sto per condurre a morte pure una parte di me stesso anche se probabilmente è così.
Adesso, questa sera, questa notte che già so sarà pessima, domani che tornerà ad essere oggi e così via non so come starò. Ora so già di stare come non vorrei e mi basta. Certe volte penso di aver sbagliato un po' troppo nel decidere e nel NON decidere, ora so già che sbaglierò comunque.
Sapete vorrei sentire un ritmico cozzare metallico di ruote su rotaie, vorrei sentire battere quel tempo per capire se il treno è in fuga o solo sta per arrivare alla mia stazione. Purtroppo non posso permettermelo.

Mio


Tuesday, 17 March 2009

Pantomima

Vi racconto una storia che tempo non ha, dove gli attori sono sempre gli stessi immortali contro voglia. Le parti non cambiano ma i volti quelli sì, maschere per voci diverse per stessi sentimenti, stesse illusioni, stessi tradimenti.
Vi racconto una storia di stupidità operaia, ahimè necessaria ed ineluttabile per il quieto vivere di questa società industriale. Una storia di malcostume che vorrei credere solo nazionale ma che forse non lo è, perché l'ignoranza dirigenziale, di egoismo condito a cinismo ben servito su un letto di FALSA COSCIENZA.
Vi racconto la storia di un colloquio di lavoro perso nel tempo e nello spazio, perché non credevo possibile che "oggi" e "qui" fosse peggio che "ieri", "li". Eccomi, pure io sono caduto inciampando tra ideali mortali.
C'è Lui, il primo della lista, occhi chiari e buoni nascosti da lenti che mascherano in parte le occhiaie dovute probabilmente dalle sue giornate che sono sempre a due cifre. Parla diretto e schietto non insinua ma dice che le regole sono date e il gioco spetta a te, c'è da fare e, se sarai capace, farai pure dopo. Il colloquio è piacevole e forse c'è pure una lontana sintonia di pensiero. Pensi che lontano è meglio di niente. Pensi che lontano, tanto tempo fa, anche lui era "non-uguale" ma ora è cambiato e ti chiedi se sia pure mutato. Le anime, gli spiriti mutati sono i più tristi.

E c'è Lui, THE BIG BOSS, magro al punto giusto da sembrare uno-che-ci-tiene, da essere uno che ha perso il gusto pure per il mangiare, per la vita fatta di semplicità, di pioggia, di neve, di acqua, terra, nuvole e sole. Il suo pallore te lo conferma, il suo orologio importante segna le ore che manca da quella famiglia che porta al dito, non quelle che diminuiscono in vista di un ritorno a casa.
Parla diretto e schietto, con occhi chiari leggermente esoftalmici circondati da occhiaie scure parla di oneri e doveri, come il primo ma in modo diverso. Parla mettendoti ad un livello inferiore, ma non di cultura o di sapere perché chissà cosa ne capirà mai di quello che dici, ma di COSCIENZA PERSONALE, tu sai dove vuol andare a parare e non attacchi ma aspetti, ascolti e guardi con viso immoto come di chi non capisce, con occhi diretti. Lui ti guarda quasi perplesso e, dopo un breve chiarimento nel quale avrà pensato questo non capisce niente, ti chiede se si è spiegato e tu dopo una breve pausa gli chiedi, con quante meno parole possibili, se questa relazione sarà biunivoca con un linguaggio asciutto che vorrebbe minimizzare le repliche gli dici: " Sì IO le garantisco che all'atto della formalizzazione del nostro accordo manterrò fede all'impegno futuro e credo che VOI farete lo stesso no?". Breve silenzio, sicuramente ha recepito il messaggio, un piccolo sorriso quasi invisibile rabbuia i suoi occhi: "Sì, naturalmente!" risponde, lui.
Patetico, falso, infimo e meschino mi è sembrato. Pantomima di grassi grossi attori con la pancia sempre piena da un lato; realtà di magre, avizzite, madide e affamate comparse dall'altro. Questa non credo sia la mia opinione, da un lato ci sono i lavoratori che ormai sono tutti operai (specializzati dicono, loro) e dall'altro ci sono i quadri che ormai si accorgono che devono succhiare il sangue dei primi per non farne parte, li in basso sulla terra, sotto le nuvole e sole. Fieri , loro, di quel vampiristico pallore.
Sarà per tamponare una falla nella mia coscienza ma, pensando a quei licenziamenti fatti da quell'azienda ad operai che PER CONTRATTO avevano un'assicurazione di lavoro (non a patti taciti o conclamati!) ora mancante, io me la sento di mandarli a CAGARE non appena avrò un'occasione migliore, faccio bene? Faccio male? Non so, non mi importa. Mi ergo a paladino personale di una vendetta trasversale o faccio solo il MIO porco comodo? Non so, non mi importa.
Sicuramente non VOI avete la mia stima e la mia fiducia, non l'avrete mai. Sto forse diventando vampiro del vostro sangue, primo passo per esserlo di VOI altri? Questo no, io muoio di fame piuttosto che sfiorare il vostro collo. Non mi avrete mai, 'FANCULO.

Mio

Questa è per Noi che ci stiamo perdendo di vista: Pugni Chiusi -I Ribelli

Sunday, 15 March 2009

Talking About Love... How Many Times?

Io ci penso spesso perché... perché è impossibile staccarsi certe cose di dosso mica si può, sono li a colori splendenti, cupi, incandescenti. Sempre e comunque indelebili.
Provare analizzare i sentimenti è quanto di più improbabile si possa pensare perché loro germogliano in campi di pura irrazionalità, perché sono pulsioni dell'anima generate da qualcosa che va oltre la consapevolezza che passa attraverso l'uso dei sensi.
Provare a razionalizzare l'Amore non si può, ci ho provato e non ci sono riuscito (questo non implica che qualcuno lo possa fare e/o lo abbia già fatto. La ragione, per dirla in termini matematici, non appartiene al campo di esistenza dell'Amore, quindi come si fa? Come si può tirare avanti quando l'Amore si tronca lasciando in noi un'anima monca?
Pochi giorni fa ascoltavo Farewell di Guccini (canzone pericolosissima tutti avvertiti ok?), dopo poche parole ecco che la ferita, a cui più non badavo, si riapre senza ragione o spiegazione, incredibilmente e irrazionalmente. Non so come ho fatto a fermare le lacrime mute che tentavano di sfondare le mie palpebre che si ergevano ad improvvisata diga. In quello stato d'animo mi sono chiesto perché? Perché ancora Lei dopo ANNI? Li ho capito o meglio ho avuto la dimostrazione al mio teorema che credevo vero senza prova un assioma che credevo solo mio.
Per me non si ama questa o quella persona, non si amano SICURAMENTE i dettagli fisici destinati ad un inevitabile decadimento, non si ama neppure la persona nella sua interezza. Si ama l'Amore che si dona spontaneamente a quella persona.... ok ora provo a spiegarmi anche se , per me, sarà difficile. A mio parere non si ama quello che si vede nell'altro/a ma si ama quello che si sente in noi, il NOSTRO sentimento d'Amore il NOSTRO star bene. Non credo che sia egoistico, anzi, si ama ciò "che si fa" e il "come si sta" con una persona cercando di contraccambiarlo allo stesso modo. Se così non fosse l'Amore non smetterebbe quando non ci si sente più amati, il primo passo dopo il dubbio e prima del non-Amore.
Sapete, non erano i suoi occhi, le sue labbra, il suo viso, i capelli o qualsiasi altra cosa fisica, no non era questo. Era quello che nasceva in ME, quella primavera sempre nuova di emozioni che generava in ME quell'anima. Di anime preziose credo che sia "abbastanza" pieno il mondo, il risuonare in noi è già meno facile, tutto dipende da un istante che non è stato e non sarà mai unico se non si pensa che lo sia stato e che lo sarà.
Lo so, voi potreste dire: "Allora tu sei ancora innamorato di lei, di quel sorriso...", no non più e perché? Perché, come direbbe Guccini: "Non piangi e non ridi CON me!", capite?
Pochi giorni fa, quando ho sentito queste parole, ho avvertito un qualcosa che era quanto di più simile ad un pugno allo stomaco: l'aria che usciva come in uno sfogo spontaneo il mio diaframma compresso era reale... forse era la mia anima che piangeva per un Amore che manca, Amore che non ha nome proprio di persona perché è NOSTRO e nulla più!
Lavoisier diceva: "Nulla si crea, nulla si distrugge ma tutto si trasforma" in Amore credo anche che più tutto torna e tutto ritorna.

Mio


Pensieri liberamente ispirati da: "Farewell -Francesco Guccini"



Thursday, 12 March 2009

Of Mice And Men (Uomini e Topi) -Johon Ernst Steinbeck

Lo so, avevo detto che sopsendevo le letture ma il libro era piccino piccino ed era scritto a caratteri non proprio picciò... ... OK, OK ho ceduto!
Non avevo mai letto nulla di Steinbeck e devo dire che non è proprio malaccio, anzi! La lettura passa rapida e lineare insomma niente che possa mettermi in crisi e questo non è poco vista la mia scarsissima preparazione.
Senza remore, e forse con un po' di presunzione, posso dire in questo libro ho letto un fortissimo messaggio di soliderietà e questo mi ha un po' stupito visto che l'epoca nella quale scrisse il libro, era il 1936 e il "nuovo" capitalismo era ancora un bambino in fasce. (Ci sarebbe da dire, col senno di poi, "I vecchi bisogna ammazzarli da bambini"...).
Principalmente il messaggio di solidarietà sociale lo ho letto nelle figure di George e Lennie, due braccianti che condividono lavori precari fatti di fatiche ma anche sogni ed illusioni. Solidarietà come il non sognare solo per se stessi che, personalmente credo, sia quanto di più altruista si possa fare, perseguire ed inseguire un Noi in un futuro che Ci appartiene è un qualcosa in bilico tra utopie, chimere e realtà che si dovrebbe sempre volere. In questo libro ho trovato, secondo la mia chiave di lettura, espliciti riferimenti ad una visione sociale della vita, simile a ciò che nacque, in termini di movimento cooperativistico, nell'Italia dei primi del secolo. Allora non era utopia.
La morale che mi è venuta in mente è che i sogni sociali e utopici un giorno o l'altro vanno uccisi, perchè per trovare sfogo nella realtà hanno bisogno di un vivere e un sentire comune che talvolta non tutti riescono a recepire anche se si ha a che fare con "persone buone". Ora forse è utopia.
A presto,

Mio


PS: Mi chiesdo se stia qui la chiave dell'autosostentamento...
PPS: Mi ero dimenticato... GRAZIE E. per il consiglio letterario davvero buono! mica ne sbagli uno eh?! :)

Sunday, 8 March 2009

Fragilità

Un corpo troppo grande che nessuno direbbe essere così fragile, un corpo che racchiude cristalli sconquassati dai tremori di sogni che battono in ritirata a velocità doppia rispetto a quelle volontà che, incapaci, tentano di raggiungerli. Ladri lesti di emozioni andati e fuggiti dalla sua presa. Anche questa volta ci siete riusciti.
Un corpo robusto e allenato che sembrerebbe sopportare chili e chili di carico, chilometri e chilometri di fatica, che poi cede implodendo in se stesso alle torture che si autoinfligge come chi vuole incidere sulla carne viva segni indelebili del suo malessere.
Un corpo ancora troppo giovane per sembrare in lenta decomposizione, possiede tutto ciò che occorre per farlo muovere lesto e farlo sembrare desto ma è mancante in tutto il resto. Questo si sembra quando si impatta sulla superficie della gente, delle persone. Quando ci si ferma, fuori.
Questo non è necessariamente quello che si ha dentro sotto quel falso strato che mostra ora giovinezza e fisicità ma che in realtà racchiude ciò che è andato perso svanito tanto tempo fa, forse per sempre, su una via che ritorno più non ha.
Ci sono sere che troppo vicine si incontrano, come riunioni segrete di streghe organizzano tragedie sempre uguali e ripetute, tragedie di tentata autodistruzione per chi ora ha volontà debole, tragedie di sentimenti contrastanti per l'amore che non prova più per nessuno, forse neppure per se stesso. Ci sono sere in cui ti auguri che il sonno ti colga come una mano violenta che strappa ingrata un fiore da un prato lasciando uno stelo adunco e sfibrato. Ci sono sere che conti i secondi perché esse possano gettarsi in notte, in incubo o in sonno non importa, quello che conta è un ragionevole momento di incoscienza. Ci sono sere che ti auguri non saranno mattine che poi ti accorgi che fuori c'è già il sole e non importa se poi ci sarà un cielo plumbeo e non ti importa di andare verso un peggio che non credevi ancora possibile perché, forse, fa lo stesso.
E c'è questa musica che scrive parole per te, c'è lo stesso colore dentro, c'è lo stesso colore nell'aria... il colore delle mie sere, dei miei giorni. Di me che sono io e vorrei essere solo Roberto.
Scusate lo sfogo, ma se ci si ferma e ci si guarda succede... a me almeno. Eppure la giornata mi era sembrata positiva, mi sbagliavo.

Mio






Specialmente Per Voi...

Lo so che è scontato dedicarvi queste parole in questo giorno, ma credo che dispiacere non possa fare quindi a tutte voi, siate nonne, mamme, ragazze innamorate ma anche no, sole o compiutamente accompagnate, giovani o non più, amiche o anche no ex o ex-nove a voi dedico queste mie traballanti parole di chi tenta di destreggiarsi incespicando nella bellezza del linguaggio del quale non sarà mai padrone.



Donna

Cielo sconfinato di stelle tremanti
Infinito, pulsante, profondo,
Imperscrutabile ad occhi di uomo.
Estasi mai statica nell'essere ciclicamente uguale,
Stagione sempre diversa tra le mille iridescenze della tua luce.
Sei splendore, generi stupore!

Cielo sconfinato di nuvole vaganti
Curioso, mutevole, tangibile,
Sempre diverso ti consumi di noia e bruci di gioia,
Cambi d'umore ma sempre sei traditrice di vita pura,
In ogni tuo passo in ogni tua premura.
Sei sole che riscalda i cuori di uomo.

Come cielo che ancora non dipinto da artista alcuno
Siete donne voi tutte,

Piccoli granelli di sabbia che a miliardi popolano questa terra
Siamo noi uomini tutti.

Noi tutti che possiamo solo ammirarvi
Con la testa tra le mani,
Che sogniamo solo di potervi solo sfiorare.


Mio




Woman
Woman I can hardly express,
My mixed emotion at my thoughtlessness,
After all I’m forever in your debt,
And woman I will try express,
My inner feelings and thankfullness,
For showing me the meaning of succsess,
oooh well, well,
oooh well, well,

Woman I know you understand
The little child inside the man,
Please remember my life is in your hands,
And woman hold me close to your heart,
However, distant don’t keep us apart,
After all it is written in the stars,
oooh well, well,
oooh well, well,

Woman please let me explain,
I never mean(t) to cause you sorrow or pain,
So let me tell you again and again and again,
I love you (yeah, yeah) now and forever,
I love you (yeah, yeah) now and forever,
I love you (yeah, yeah) now and forever,
I love you (yeah, yeah)…..

Friday, 6 March 2009

Visto, Sentito, Provato In Questa Settimana

Una madre con il cuore in mano che parla come chi non si ricorda più cosa vuol dire essere adolescente, che è disperata, che porta la figlia dallo psicologo, che pure lei va dallo psicologo, madre che si commuove. C'è un'atmosfera strana in un aula di udienze, sa di famiglia e di tragedia, odora di speranza e risuona di sincera volontà di aiutare, di voler essere utili. Sa di responsabilità per un futuro che si vorrebbe creare assieme e nella maniera migliore possibile. Li dentro ho visto sentimenti disegnati con movimenti di mani, spiegazioni cortesi quasi come "un scusa" indicate con penna su fogli graffiati di rosso, ho sentito calore in sguardi e parole. Semplice, genuino e puro scambio di emozioni.
Davvero penso che questa gente, dico parte dei professori, seguono, o forse meglio, perseguono un fine che è quanto più altruista possibile, fine perso in una nuvola di solidarietà che probabilmente svanirà senza lasciare nulla in cambio.
Sapete, quella madre mi ha messo tristezza, perché ha dimenticato che l'unica soluzione possibile è quella di parlare alla figlia da pari a pari, portando il suo dolore e la sua preoccupazione chiedendo di avere in cambio la stessa pesante moneta. Provo sconforto nel pensare che l'unica soluzione possibile alla quale è arrivata sia stata quella di privarle ciò che non è emozione, ciò che è oggetto e ciò che è vita. Vorrei dire a quella madre che l'unica cosa che manca a sua figlia è ancora ciò che non ha ancora avuto, che non gli è stato dato. Lei non capirebbe ed ora, forse, sua figlia pure. Ma forse mi sbaglio.

E poi ci sono i "ragazzi" del serale che lo sono nello spirito, ma nella voglia d'apprendere sono ancor più giovani. Certi potrebbero essere mio fratello maggiore, altri quasi mio padre, altri ancora un coetaneo. Li trovo un po' buffi, in senso affettuoso intendo, nel vederli con sgargianti astucci colorati e quaderni improbabili.
Li ammiro perché oggi hanno lavorato sicuramente più di me in qualche azienda oppure in fabbrica e questa sera, come quasi tutte le sere, hanno lasciato la famiglia con magari dei figli oppure una serata con amici per essere qui fin quasi alle undici e mezza a studiare. Tutto per un pezzo di carta, magari richiesto dal padrone, sicuramente non per diletto e piacere, per soldi che in famiglia non sono mai banali come ora lo potrebbero essere per chi come me ha solo se stesso a cui pensare.
Passando tra i loro banconi, leggo la stanchezza fisica e mentale nella luce del monitor attaccata fissa sui loro occhi che sono aperti a fatica, che combattono contro loro stessi per non diventare occhi stanchi come di bambino. Credo che anche loro ora vorrebbero addormentarsi come un tempo con una favola o una dolce ninna nanna.
Sapete, guardo le loro mani indaffarate ad armeggiare mouse e tastiera segnate dall'ingrato incedere del tempo, e non posso non pensare che per ogni cosa c'è un tempo per risuonare, dopo rimane solo il senso che si può dare ad una futile fatica ossia il raggiungimento di un mero traguardo.
Sinceramente spero di non aver trascorso il mio tempo e che le mie fatiche non siano state inutili, e che tutto un giorno sempre più vicino tornerà... ahimè solamente lo spero.

Mio


Dedico questo piccolo post banale e questa sognante canzone a tutti quegli insegnanti che sono anche EDUCATORI e fidatevi non sono pochi!

Wednesday, 4 March 2009

Da Consumarsi Preferibilmente Entro

Credo che sia sempre l'immediato o il futuro prossimo venturo a farci star male non è mai quello, che ne so, che succederà tra anni o mesi che all'anno si avvicinano.

Per me, pensare di vivere senza questa pressione addosso sarebbe meglio non mi aiuta, perché vorrebbe dire che non ho più nulla da aspettare, nulla per fremere, per gioire o per rattristarmi.
Pensare che questa pressione che mi tende dentro come una corda in continua fragile in precaria estensione, alla mia bocca che mi si serra senza comando volontario, alle notti che alla mattina scopro bagnate in un corpo stanco neanche avessi corso neanche che sotto coperte potesse piovere sono sopportazioni che non serviranno a niente o meglio: che non varrà niente, mi fa sentire merce deteriorabile.
Sapete, spero che tutto finirà presto o che tutto venga gettato preferibilmente entro il 07-04-09... almeno così c'era scritto sullo yogurt del mio pranzo ieri. Sapendo già che poi rimpiangerò questa tensione, perché non esiste una tesa tranquillità?
Non avevo mai pensato che in fondo: noi, i nostri sogni, le gioie, gli amori sono tutta merce deteriorabile. Sto pensando ad un modo per conservarli, forse l'unico modo è quello di assorbirli loro in noi per diventare un po' di loro. Peccato che talvolta non basta un semplice cucchiaio.

Mio


PS: ...giuro che sullo yogurt c'era scritto "magro" ok??? :)

Sunday, 1 March 2009

LA, non IN, Libertà

Avevo voglia di riascoltare un po' del buon vecchio Frank Zappa, ed essendo che un ascolto completo in tempi ragionevoli è improponibilebile, mi sono creato una playlist. Proprio cinque minuti fa da quando scrivo è attaccato Willie The Pimp e quel suo giro di accordi iniziali mi impachettato e buttato direttamente nella macchina del tempo destinazione inizio 2005. Io (e sottolineo IO) che con una naturalezza che non mi appartiene faccio piroette mentre cammino sul marciapiede verso casa in una sorta di pseudo danza nativo americana. Che centra direte? Centra che forse la musica è la macchina del tempo, ma i bei ricordi sono ciò che resta quando si vive LA libertà (c'è da dire che la musica si fa trovare spesso a questi appuntamenti).
Ora mi chiedo:
  • Perché non si vive sempre LA libertà?
  • Perché si rimane chiusi in chissà quale oscura stanza?
  • Perché talvolta quello che è nelle nostre mani lo riponiamo nelle tasche scordandoci di averlo e diventa come quelle monete che si trovano prima di fare il bucato?
  • Perché ora non esco e me la prendo LA MIA libertà in questo mondo?
Eppure non è meno facile di fare una piroetta con naturalezza, senza... già, forse è perché ci si pensa. Maledetta ragione!
Voi sapete come si conduce una ragionevole, naturale vita incosciente? Se sì datemi un suggerimento.

Mio


PS: forse dovrei spegnere perché mica sempre i ricordi sono belli... ma (oggi) mi sento forte e quindi CHISSENEFREGA! che poi la musica è sempre bella e merita comunque quando piace.

PPS: Music Is The Best! FZ

Suondtrack: Willie The Pimp -Frank Zappa


Something About Me

Last Listen Music

  • Rimmel -Francesco De Gregori
  • Mio Fratello E' Figlio Unico -Rino Gaetano
  • Ingresso Libero -Rino Gaetano
  • Going For The One -Yes
  • Serenade in Bb K361-370a [Gran Partita] -W. A. T. Mozart
  • Relayer -Yes
  • 9° Sinfonia -Ludwig Van Beethoven
  • Blue -Joni Mitchell
  • Quadrophenia -The Who
  • Tales From Topographic Ocean -Yes

Last Read Books

  • Manuale del Guerriero Della Luce -Paulo Coelho
  • Il Castello dei Destini Incrociati -Italo Calvino
  • Il Petalo Cremisi e il Bianco -Michel Faber
  • Dance Dance Dance -Murakami Haruki
  • On The Road (Sulla Strada) -Jack Keruoac

Last Seen Movie

Translation - by Google