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Radio Pazza

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Saturday, 6 June 2009

Il Mio Mese

Credo che ognuno abbia un periodo più caro degli altri all'interno dell'anno, il mio è composto da quei giorni che vanno dal venti maggio al ventuno giugno, nudi e crudi, ne più ne meno. Lo so è strano ma li sento miei ed io mi sento loro. Per me sono giorni diversi, quasi magici ai quali, non so perché, sono legati eventi estremi. Eventi in bianco e nero stampati nei ricordi con il livello massimo di saturazione.
Percepisco questo mese come dicotomico, bivalente senza sfumature come il segno zodiacale che lo aratterizza che, pur non credendo affatto all'astrologia, sento rappresentarmi. In certe situazioni nessun compromesso è il mio assioma.
Mese fatto di giorni strani di notti che possono trasformarsi in fredde realtà così come in sudati dormiveglia senza preavviso alcuno. Notti infinite ed indimenticabili segnate da musiche che ti entrano nel tessuto vivente dell'Anima e da li non se ne vanno più, da li escono striscianti. Erpetiche canzoni!
Mese fatto di giorni mai uguali di temporali che, come truppe d'assalto, squarciano le notti con folgori e suonano la carica con rombi di tuono che ti fanno pensare che anche il cielo in realtà sia solido e allora con il naso all'insù cerchi quella frattura invisibile che sei convinto esista, perché l'hai sentita. Giorni fatti di albe sonore con cacofoniche melodie di uccelli che fanno a gara nel contendersi disperatamente un nido, per dare seguito alla loro progenia.
Mese fatto di giorni sospesi tra l'instabile, ormonale, umorale, estatica e lunatica primavera, violenta, sessuata, variopinta e profumata signorina; e la stabile, feconda, cosciente estate signora che si avvia a diventare algida matrona fiera di ciò che è senza se e senza ma, prima di conoscere il suo declino.
Questa mattina l'andirivieni della pioggia mi ha tenuto compagnia con scrosci violenti alternati al silenzio musicato degli uccelli ancora innamorati... già, mese sospeso questo, ultimo slancio lungo la salita nel suo crescere continuo fino al limite estremo, fino alla fermata del sole all'orizzonte. Poi resta solo una monotona discesa.

Mio









Thursday, 4 June 2009

Tempo di Realtà

Certe vote nelle ultime pagine di un libro puoi trovare parole che ti portano lontano nel tempo e nello spazio, in luoghi cari ma inesorabilmente morti, a tempi definiti ma definitivamente andati.
Certe volte nelle ultime pagine di un libro trovi ciò che hai scoperto essere l'unica cosa che conta, ma che ora è troppo presto per "farla contare". Sai che è già tardi perché il tempo non aspetterà, sai che il tuo tempo era perso allora perché tu l'avevi lasiciato fuggire.

Credo che ognuno abbia un posto nel quale ritornare per poi da li partire, sono ritornato ed ho voglia di partire.
-Roberto, - sussurai. - E' mattina.

Lasicami il soffio del mio ultimo sonno. Realtà sto venedo da te, non ti devi preoccupare.

Mio


Non so a me regala una dimensione di realtà e sogno la stessa che ho nelle dormiveglie dove tutto è possibile, tutto è reale nella sua illogica realtà

A Kathmandu -Rino Gaetano



PS: thanks ;)

Tuesday, 2 June 2009

Perestrojka: Pensieri Sparsi Su Un Prato (scusate la lunghezza)

Perestrojka, ricostruzione. No, le coincidenze non esistono mai. Il titolo di quel libro di seconda mano acquistato in offerta in un'asta elettronica mi guardava prima di uscire, prima di venire qui. Lo ho sentito ne sono certo. Lo lascerò li riposto sulla mensola, sarà lui a chiamarmi al momento giusto, sceglierà lui il momento.

Perestrojka, ricostruzione... è giunta l'ora per ricostruire me stesso, la ristrutturazione non ha più senso, ciò che non sta in piedi cade ed allora è meglio levare tutti i sostegni uscire di casa e lasciare che la caduta avvenga naturalmente, non manca tanto tempo. Vada come vada, comunque sia, tutto sarà diverso ci sono voluti più di sei mesi ma questo è. Nulla più nulla meno, quindi non ha senso restare dove si è.
Negli ultimi due giorni ho dato spettacolo a me stesso con tutto il campionario del mio repertorio, non ci si comporta così ho sbagliato ancora, un'altra volta, ho persistito nell'errore sapendo di sbagliare. Non va bene quindi: "mezza sega mettiti in testa tre semplici regole ok?" :
  1. Volersi Bene.
  2. Eleganza SEMPRE, COMUNQUE e con CHIUNQUE.
  3. Non contraddire MAI per motivo ALCUNO le regole 1. 2.
semplice no? E' ora di darsi da fare, un sorriso fa bene a chi ti sta attorno non solo a te!

Oggi quelle quattro mura mi stavano strette, , non mi contenevano più, sono scappato alla ricerca di un posto vuoto possibilmente senza gente vicina. Eccomi a mezza montagna su un prato, un laghetto smeraldino come amico, insetti maldestri a tenermi compagnia mentre giocano a scalare il mio corpo, si vede che sono l'attrazione odierna: fate pure non mi date fastidio.
Avrei potuto stare laggiù al piano, sulle rive di quel lago più grande sulle sue comode rive ma qui il mio lupo sta meglio non ringhia, anzi sembra quasi felice. Si vede che il cielo visto da qui con le sue nuvole leggere è per lui un buon compagno.
Perestrojka, ricostruzione... scusate chiudo un po' gli occhi per aprire i pensieri...

Piacevole è la sensazione di una brezza sottile sul corpo appena sudato, dolce è il sapore di una musica a lungo cercata nell'ultimo periodo e mai trovata, inaspettato omaggio è il trovarsela dentro. No, le coincidenze quando si manifestano non sono casuali. Nella mente mi passano come lampi le parole: "Trovare senza cercare" e "Tutto torna", forse è questa l'essenza dell'ultimo libro che sto divorando, le stesse cose che da molto tempo penso e scrivo. Ora mi viene da chiedermi cosa mi aspetta dietro l'angolo, ma mi sorge il dubbio se sia una domanda senza senso.

Perestrojka, ricostruzione... come il prato sul quale sono disteso, osservo li a pochi centimetri dal mio volto, muschio soffice, fili d'erba e piccoli fiori che hanno già conosciuto l'apice del loro splendore. Prato falciato da poco, prato mai domo che dal nulla rinasce si ricostruisce.

Cos'è la realtà? Perché sembra sempre scappare lasciandoci niente tra le dita? E' come questo sole, gradevole nel suo baciare questo mio angolo di terra, distendo il braccio apro la mano a contenerti ad afferrarti, sento i tuoi caldi raggi appallottolarsi sul palmo stringo dolcemente la mano, sbircio nel mio pugno chiuso ma niente... mi sei sfuggito. Intanto una nuvola ammiccante mi sorride incuriosita per lo strano tipo che si trova ad osservare. Io sorrido a lei. Ci proverò ancora ed ancora, te lo prometto.

Arriva un trattore meccanizzato di quelli per la raccolta del fieno, chiedo con un cenno se sono d'impiccio, un sorriso cancella la mia preoccupazione, ringrazio con la mano aperta a mo di saluto. La musica stranamente riesce a coprire il rumore degli utensili meccanici che rivoltano il fieno. Il lago è lievemente increspato, milioni e milioni di piccole fatate creature danzano nei loro abiti scintillanti all'unisono sulla superficie. Il sincronismo crea una stupenda coreografia.
Una farfalla ubriaca mi taglia di sguincio l'orizzonte. Perché le farfalle sembrano sempre ubriache quando volano?

Perestrojka, ricostruzione... già.
Sinceramente non so quanto tempo sia passato, da quanto sono su questo prato, non mi interessa. Sopra la mia testa è cominciata una battaglia tra il il blu del cielo e le nubi che hanno messo in campo la loro fanteria fatta di cumuli biancastri. Chissà chi vincerà. Il sole è ancora alto, certe volte mi da l'impressione di essere il giudice altero di tutte le strane dispute che avvengono qui su questa terra.
I rombi di motore sono gli zoccoli di cavalli meccanici sul lato opposto del lago, seppur forti, non scuotono i miei pensieri, uno strano insetto volante si è posato sulla mia penna. Neppure a lui gli importa di quei motori sembra più interessato ai miei pensieri a quello che scrivo. Penso che ho trovato un pazzo a farmi compagnia. Sorrido pensieroso più di prima.
Un'altra dose di musica, l'odore del prato è veramente buono.


Sembrerebbe che il cielo abbia vinto la battaglia, almeno per oggi, restano solo spaurite retroguardie di quello che sembrava un poderoso reggimento. Il contadino poco fa a raccolto il fieno, ora prato e cielo sono un po' più sgombri da ciò che pesava sulle rispettive leggerezze. Io pure.

Perestrojka, ricostruzione.. inizia per questo prato, lassù nel cielo, qui per me.

Felice, serena e fortunata ricostruzione a tutti voi che state intraprendendo un nuovo cammino, perché la Perestrojka non sia solo un Sogno, perché il futuro sia la Perestrojka del Vostro Sogno!

Mio



Trovare Senza Cercare

Le cose non vengono mai per caso, il caso non esiste, gli eventi sono come da tessere di domino hanno la genesi in eventi accaduti in un tempo remoto o recente quasi sempre indistinto.
Sembrerà strano, pretestuoso oppure che sia solo un ragionamento deduttivo e non induttivo ma qualcosa c'è e negarlo non è possibile. Io capisco poco di molto, ma non posso non pensare che esistano solo coincidenze. In un certo momento non ci si spiega perché (ma il perché esiste) un libro viene e si presenta e ti si attacca all'anima e di li non si muove, una canzone viene e ti parlerà per sempre quando tu glielo chiederai, una persona ti si para davanti gentilmente inaspettatamente e nasce l'amicizia talvolta senza accorgersi ci si ritrova innamorati, nell'accezione ampia del termine, altre volte si perde l'amore così come quando ha bussato alle porte del tuo cuore esce sbattendo la porta, diverso rumore stesso infinito attimo di smarrimento. Diverso è il vuoto, dentro.
C., un amico, circa anno fa mi aveva consigliato entusiasticamente Rino Gaetano, dicendomi che se ascoltavo già Gaber, Guccini e De André mi sarebbe piaciuto sicuramente, non misi in pratica il suo consigli pur ascoltandolo. L'altro giorno passavo per caso (eufemismo ok?! :D ) da Museum leggendo questo post sono restato colpito dalla canzone che era a corollario delle sue mai banali parole. Ora eccomi qua ad ascoltare a loop il primo album Ingresso Libero (la mia fissa per un ascolto cronologicamente verticale mi ha portato a questa scelta) e posso già dire che davvero mi piace molto!
Mi è capitato spesso di subire contagi di questo tipo, musicali, letterari e talvolta "vitali" è una cosa che mi affascina è una cosa che mi rattrista perché, sopratutto nell'ultimo caso, NULLA dovrebbe sfuggire e troppo mi sfugge. E' un errore dei tanti dal quale non riesco ad imparare!
Ora un omaggio a ringraziamento per Museum per avermi Gaetanizzato, ma anche a coloro i quali di qui passassero.
Un omaggio senza nessuna pretesa a Rino Gaetano visto, ma non solo, che oggi è il tuo giorno. Grazie, è bello aver fatto la tua conoscenza!

« C'è qualcuno che vuole mettermi il bavaglio! Io non li temo! Non ci riusciranno! Sento che, in futuro, le mie canzoni saranno cantate dalle prossime generazioni! Che, grazie alla comunicazione di massa, capiranno cosa voglio dire questa sera! Capiranno e apriranno gli occhi, anziché averli pieni di sale! E si chiederanno cosa succedeva sulla spiaggia di Capocotta. »

(Rino Gaetano ad un concerto prima di cantare Nuntereggae più nel 1979)









Friday, 29 May 2009

On The Road (Sulla Strada) -Jack Keruoac

E' un libro strano, almeno per me, questo. E' un libro che non credo di aver capito fino in fondo, nell'intimo. E' sicuramente un libro speciale, racconta cose che non si credevano possibili, storie che probabilmente sono vere e miti che probabilmente non sono mai esistiti.
Spole tra est e ovest per poi riconquistare ancora mete su quell'asse mitico di un'America fatta di sogni che in realtà erano (sono?) dure realtà fatte di miseria fatte di totale assenza di speranze.
Questo libro parla di Viaggio, si con la "V" maiuscola, perché è di condivisione, di amicizia, di passioni comuni di ricerca disperata e talvolta esasperata oltre ogni limite, sul filo del rasoio a velocità folle su macchine improvvisate o con passaggi improbabili. Senza meta reale senza tetto certo sotto cui restare quando il sonno chiama violento.
Però qualcosa mi sfugge lo sento, mi sfugge il perché quella gioventù bruciava, la stessa gioventù che ora è solo un fuoco soffocato che stenta ad ardere nonostante ci si a un vento terribile, ora fuori. Perché tutto è così fermo perché nessuno viaggia? Ed io, ho gia non-dato?
E' un libro strano, perché parla di pazzia, parla di Dean che forse è l'unico che pazzo lo è realmente, perché nella pazzia c'è la libertà, perché la pazzia scevra da patologie contro se stessi e gli altri è l'essenza stessa dell'uomo. E' creatività assoluta è ciò che non si riesce ad essere contro il nostro essere ciò che si è, realmente. Già Dean, sguardo basso contro il mondo a mordere la strada a cercarne la fine da un oceano all'altro a tutta velocità, avanti e ancora avanti se tutto era normalità, a fermarsi con chi non ti saresti mai aspettato prrima, quando il viaggio cambia rotta giù a sud, verso il Messico, nel ventre dell'America.
Sulla strada forse è l'unico posto dove stare, perché sulla strada non si è mai fermi ma inevitabilmente si è anche un po' più soli.

Mio

Wednesday, 27 May 2009

Séche Cheveux

Mani leggermente gonfie e segnate da piccole ferite nate da movimenti ripetuti e continui, antico mestiere di pazienza e passione, speranze, devozione e fede.
Abiti lisi accoppiati in improbabili combinazioni di colore e foggia, sono legati tra loro solo dalla vecchiaia: li accomunano tre lustri o poco meno.
Il sole di questo maggio non perdona quasi volesse far gara, in termini di eccezionalità, con l'inverno appena trascorso, forse pure le stagioni soffrono d'invidia. Arde la pelle tra gocce di sudore che corrono lungo la schiena, sensazione piacevole e strana perché mai avresti creduto di riviverla in simili circostanze, ti domandi se assieme a quelle gocce a quel sudore se ne va anche un po' del veleno che ora ti porti dentro, se ti purificheranno.
Strano è il tuo sorriso, è autoironico ma nessuno lo sa, nessuno lo saprà mai. Ti vedi così conciato ma non ti senti a disagio, le vesti che porti dentro e fuori sono atipiche per quelli che dovrebbero essere i tuoi colleghi futuri, evidentemente tu non sei uno di loro, non lo hai mai voluto essere e mai lo sarai. Si possono discernere le due cose.
Sorridi perché ti è strano pensare che i tuoi ultimi CV sono andati per posizioni che, se la memoria non ti tradisce, qualcuno definì come chi utilizza: "strani strumenti di un nuovo mestiere". Già, non si è soli su questa terra chissà quanti ancora, chissà. In entrambi i casi non c'è comunque nulla di male, anzi! è solo che se un anno fa ti avessero messo davanti tali prospettive quel futuro, questo presente, non ci avresti mai creduto.
L'estate è alle porte ma di estatico ad accoglierti sull'uscio non vedi ancor niente, non importa, ci penserai dopo. Ora ti godi i visi di colleghi con barbe mai rasate a fresco intagliati con fantasiosa furia dal sole e dall'età che ormai rallenta sempre più, ti godi il loro fumare di sigarette fatte a mano fumate tra labbra sottili e tese che malcelano una dentatura ormai non è cadente. Ti godi le loro imprecazioni tirate nell'aria come benvenuto sincero ed un arrivederci burbero ad una nuova giornata in meno a chi da questa ha già dato ed avuto tutto. Sai che anche li, da loro, c'è da imparare.
Intanto nella mente circola una parola come una macchina indiavolata corre in circolo su un anello parabolico: va e viene, passa ancora e poi ancora. Tuona.
"Séche Cheveux", diceva il portiere con un sorriso divertito ad illuminargli il volto da una pronuncia quantomai improbabile in quella hall d'albergo.


Ogni raggio di sole collassa all'orizzonte quando la nuova notte viene a prenderselo,
ogni raggio di sole nasce dall'orizzonte quando la nuova luna bacia questa terra.
Gioco di Morte gioco di Vita,
cerco il tuo nuovo bacio mia nuova Luna,
intanto muoio nel nero di queste sere.
Sai, voglio essere più fulgente che mai la prossima volta
sai te lo devo per quello che mi hai dato e non ho saputo cogliere.


Scusate l'audio di meglio non ho trovato ma almeno il titolo lo avete...


Monday, 25 May 2009

Chi Sei?

Dicesti: "Ok, visto che è andata come è andata, visto che non sono riuscito a fare di meglio o indurre negli altri il pensiero che potesssi fare di meglio, devo migliorare!", ed allora sei partito alla rincorsa del cambiamento verso ciò che di te non ti piaceva più: la tua ignoranza fatta di autoreferenzialità, chiusura verso le esperienze buone o cattive che fossero, via da quella presunzione di credere di sapere già la fine delle cose senza conoscerne l'inizio, di capire cosa era buono per te senza prima provare. Stupida assoluta ignoranza!
Ed ora dopo questo tuo camminare incespicando sempre in te stesso a cosa sei arrivato? Cosa sei? Ora leggi riflettendo sull'assoluta bellezza del pensiero della poesia del linguaggio, ora tenti di esprimere ciò su cui prima tacevi, ora ascolti musica per l'anima che prima rifiutavi per partito preso. Ora non esiste partito alcuno se non quello anarchico che è il tuo governo precostituito, tutto è messo in discussione, tu sei sempre il primo della lista. Eppure non sei ancora arrivato a qualcosa semmai solo e sempre al nulla, a niente.
Ti guardi nello specchio cercando un cambiamento che purtroppo trovi solo nel fisico e ti chiedi: "Perché nello spirito e nell'anima no? Perché non è così facile? Esisterà mai lo specchio dello spirito dell'anima? Voglio capire se sto riuscendo a cambiare, voglio vedermi!". Hai il viso buono" ti è stato detto da più di una persona, ringrazio naturalmente, ma forse non è bontà è solo una triste e malinconica rassegnazione quella che passa nei miei occhi. Nulla più, non fidatevi!
Il disco nel mio cervello si è incantato su "Caelum non animum mutant qui trans mare currunt" , frase che non condivido ma che non riesco a dimostrare falsa. Sono convinto che il mare ed il cielo possano cambiare assieme allo spirito! Ma non l'indole, l'istinto primordiale del maledetto animale che non riesco ancora ad amare, quella no, lui continua a ringhiare e a digrignare i denti, il bastardo.
Chi Sei? "Mi chiamo Roberto." già, facile, una non risposta direte voi: lo so, ma purtroppo altre risposte non ho. Purtroppo nessuno lo sa, chi sono, io incluso.
So che ho solo una corda a disposizione e che vibra in me alla medesima incognita monotona frequenza, non si fanno concerti con una sola nota. Non si suona la Vita!


Mio





Friday, 22 May 2009

Just A Safe Place To Hide

E' un pensiero che è nato circa due settimane fa, mentre gironzolavo per commissioni in bicicletta, in riva ad un torrente. Una donna sulla quarantina teneva lo sguardo fisso sui rumori assordanti che teneva dentro, sui rumori del torrente che scorreva costretto nei suoi argini artificiali. Stringeva nella mano, come un oracolo, un cellulare aspettando con viso tirato in un pianto di muta tristezza una chiamata che, forse, non sarebbe mai giunta. Il suo orecchio era teso su quelle immagini parlanti che creava nella sua mente senza motivo alcuno.

Un torrente, la natura stupenda di maggio sulle sponde li a fulgido decoro tutta colori e profumi, l'acqua in moto perpetuo di vita per eccellenza nel suo scorrere inesorabile e ritmico, sempre avanti.
Me lo sono chiesto spesso, e non ancora ne capisco bene il perché, di questo richiamo intimo che ci nasce dentro e ci conduce verso le nostre origini , verso la Natura e la sua intrinseca solitudine fatta di concertanti monologhi. Mi sono chiesto perché essa riesca sempre a coglierci nel momento del nostro bisogno, nel bisogno di noi stessi. E' pace è quiete, è ventre caldo, è voce suadente, è tumulto passione è urlare cacofonico.
Sapete, per me è la Natura è stata l'acqua di un torrente, dapprima sconosciuto e poi amico, a tenermi compagnia, credo che sapesse ascoltarmi: ruggiva quando i miei pensieri erano grida di tormento, le ascoltava e le esaltava con il suo fragore, montava la mia carica. Sussurrava con voce fioca e cheta quando tutto quello di cui avevo bisogno era una dolce ninna nanna perché lui sapeva che avevo bisogno di un po' di riposo. Lui sapeva tutto, questo ed altro ancora, io gliene parlavo e lui mi ascoltava rispondendomi con voce di fluttui, gorghi e fruscii nel suo scorrere tra balze e pietre. Ho amato quel torrente amico, credo che mi abbia aiutato molto.
Ora noi due si è lontani, ora ho in prati e boschi amici uguali e diversi, perché anch'io un po' sono cambiato però non ho dimenticato per non sbagliare ancora. Di questi vecchi e nuovi amici non ne saprei fare molto facilmente a meno, speriamo che in futuro sarà così.
Sì, quella signora mi ha fatto pensare a me stesso: cosa faceva li? Cosa cercava? quali erano le mie risposte a queste domande? Sapete, sembrerà buffo ma secondo me stava cercando un luogo visibile dove potersi nascondere, come me, cercava il suo nascondiglio, dentro. Quel posto che nessuno, o quasi, ha mai visto se in me non è entrato, luogo intimo dove ho risposto tutti i miei sentimenti, le illusioni, le speranze e le paure. E' come un personalissimo museo sempre in allestimento, in lento e stentato ampliamento, le nuove collezioni sono difficili da ottenere! Li si trova tutto quello che sono stato dove ci sono spazi liberi celati da pesanti ombre per ciò che sarà.
Mi chiedo il perché del mio nascondermi, il perché dei miei monologhi con me stesso, con la Natura.
Mi chiedo se qualcuno, da qualche parte sarà capace di ascoltarmi come il mio torrente che sapeva già tutto eppure mostrava sincero interesse ed infinita pazienza, pura bontà.
Che magia comunicare senza parole, perché si può fare. Fidatevi!

A presto,

Mio





Mother Love
I don't want to sleep with you

I don't need the passion too
I don't want a stormy affair
To make me feel my life is heading somewhere
All I want is the comfort and care
Just to know that my woman gives me sweet -
Mother love

I've walked too long in this lonely lane
I've had enough of this same old game
I'm a man of the world and they say I'm strong
But my heart is heavy and my hope is gone
Out in the city, in the cold world outside
I don't want pity, just a safe place to hide
Mama please, let me back inside

I don't want to make no waves
But you can give me all the love that I crave
I can't take if you see me cry
I long for peace before I die
All I want to know that you're there
You're gonna give me all your sweet -
Mother love

My body's aching, but I can't sleep
My dreams are all the company I keep
Got such a feeling as the sun goes down
I'm coming home to my sweet -
Mother love

Thursday, 21 May 2009

Going For The One -Yes

Un ascolto serale del "mio" ultimo Yes's album , nulla più. Sempre stupendi ed eterei, semplicemente YES.
Questa è rappresentante ufficiale dell' album (scusate l'audio)




Questa è quella che preferisco:

Alla prossima, sperando che l'ascolto sia stato di vostro gradimento.

Mio


Wednesday, 20 May 2009

"Fat a Versi"

E' in questo modo che dialettalmente si dice dalle mie parti (tradotto letteralmente sarebbe "fatto a gesti") per una persona che si comporta ed agisce con altre persone in modo molto personale e/o eccentrico. Non ho la presunzione, perché a me non spetta dirlo, se sono eccentrico, che per me non è un qualcosa di negativo anzi, e neppure di avere atteggiamenti propri però leggermente strano credo di esserlo.
Non so se è un pregio oppure no, credo dipenda dalle situazioni, ma tento di dire sempre ciò che penso. Con questo non voglio dire che lo dico sempre anzi lo dico sole se mi viene richiesto e, se la persona con cui ho a che fare in quel momento, mi sta molto a cuore allora mi esprimo senza permesso ben inteso: non per dare consigli ma per dire solo come la penso. Ognuno poi faccia come crede, ok?!
Mi è stato insegnato da una persona molto speciale che vergognarsi dei propri pensieri non è giusto, forse a molti potrà sembrare scontato ma per me non lo era, con la gentilezza e la sensibilità si può essere se stessi senza urtare gli altri e da questo punto di vista ho ancora molta strada da percorrere, la mia maestra in questo caso è anni-luce più avanti. A proposito grazie dell'insegnamento sarò un bravo studente, promesso!
Nella vita, con gli amici, credo che sono capito solamente da pochi anzi, molto pochi e magari non totalmente. Sarà perché il metro con il quale misuro i sentimenti è quasi totalmente scorrelato dal tempo con il quale trascorro con una persona. Possono passare giorni, mesi ed anche anni senza che io veda qualcuno ma un amico/a rimane tale a vita, rimane come un minuto prima di dirsi arrivederci. Migliaia di chilometri mi separano da persone speciali, tra poco forse per una mia scelta io mi separerò da loro, e loro si separeranno da me. (Anche se è presto, ma non manca poi tanto, buon Viaggio N.!)
Lo so, questo atteggiamento di non frequentazione non è normale e mette in crisi i sentimenti ma la mia indole mi muove verso ciò, quella che voglio cambiare. Il lato comico di tutto è che questo che magari qualcuno potrebbe giustamente pensare ma: "ma guarda questo che non si fa più sentire..." in realtà un pensiero ve lo regalo sempre, perché ormai sono consapevole che se faccio entrare in me qualcuno non lo lascio più scappare, anche se poi scapperà e talvolta non tornerà lasciando dolore. Sapete credo che ne valga sempre la pena.
Ultimamente e più volte (sarà vero?) sono stato tacciato di essere saputello personalmente non lo credo. Sono serio non ironico anche se so che questa affermazione suona un po' altisonante, mi spiego: non credo che se si mettono in discussione molte cose perché non accettate come partito preso e le si critica cercando di portare un punto di vista alternativo (magari sbagliato ben inteso!) che va contro il comune vedere utilizzando anche una vena leggermente polemica si possa essere tacciati di ciò. Insomma sono un tira mene che parla di plusvalore, migliorerò ma continuerò a parlare di plusvalore, starò un po' più zitto su certe cose... az az az allora mi sa che dirò solo tre parole l'anno :D.
Comunque ancora non mi tornano i conti, per esempio io credo che ogni domanda intelligente sia lecita e, una domanda è tanto più intelligente quanto meno stupida è la persona che la formula. Per cui, per me, esistono domande stupide! Penso pure che, essendo le domande lecite, lo possono essere anche le risposte e le non-risposte, mi spiego con un esempio:

Uknow person: "Roberto posso chiederti una cosa?"

Sottoscritto: "Certamente, puopi chiedermi tutto"
Uknow person: "Ma è vero che... ", oppure: "Ho sentito che..."
Sottoscritto: "Mi dispisce, non ti risposndo!"
Uknow person: "!@#]* .. @@@**^!!?§ ecc. ecc. ecc."

Ad onor del vero questo avviene sempre quando:
  1. la gente fa domande per sapere sul conto di terzi
  2. la gente fa domande per avere conferme sul mio conto da notizie che ha avuto da terzi
nella prima non spetta a me dire di certe cose, se interessa a loro contattino pure la persona in questione. Per il secondo fatto, prima li guardo di traverso, poi passo al contrattacco dicendogli cosa vogliono sapere precisamente facendo presente che a domande delle quali si ha già la risposta, piuttosto che a domande fatte per verificarne la sincerità di una persona, non rispondo. Di solito chiedono comunque e sempre non rispondo. Naturalmente tutto guardando di sbieco la persona e utilizzando un tono tagliente al limite (e talvolta oltre) del provocatorio, non andrebbe fatto ma cerco il contrasto quando mi sento preso in giro.

Lo so "son fat a versi", ma migliorerò me lo promentto. Sempre come si dice dalle mie parti: "Col temp e co la paia maùra anca i nespoi", speriamo in bene.

A presto,

Mio


PS: scusate ala deriva dialettale

Monday, 18 May 2009

Under Pressure

Si alza e non riesco adabbassarla. Tic tac, corrono le lancette in cerchio come i pensieri nel quandrante di questi ultimi giorni, dei giorni a venire, per fortuna non sarà per molto tempo. Poi, forse, rimpiangerò questo periodo.
Tic tac, corre il ritmo troppo lento per sentirne il passaggio, troppo veloce per gustarne il sapore. Come una macchina in corsa lanciata verso l'orizzonte sempre infinito, fisso ed estatico orizzonte che scorre indistinto se lo si fissa da vicino mentre fugge di lato.
Soffio corto, respiro profondamente per recuperare ossigeno, per il prossimo scatto in salita raggiungendo la discesa che nasconde sempre una possibile caduta. Essenza stessa di un inseguire che talvolta sa di fuggire.
La pressione atmosferica è ovunque attorno a noi essa preme su un corpo preme perpendicolarmente alla superficie in ogni direzione per questo non si rimane schiacciati nell'aria. Per questo chi respira è libero di volare senza implodere, per questo si rimane schiacciati sott'acqua quando si è intrappolati in profondità insondabili senza possibilità dove il respiro non è possibile e di volo non si può neppure parlare. E' da un po' che è cominciata la mia apnea, i pensieri mi zavorrano sto scendendo. Caro Mio: resistere! Resistere! Resistere! A chi sta scendendo ma sa che venderà carà la pelle auguro una leggera settimana di emersione... naturalmente se è quello che volete!
A presto,

Mio



Saturday, 16 May 2009

Sogni Metamateriali

Cosa intendo con "metamateriali"? Intendo un qualcosa che va oltre l'esistenza fisica dell'oggetto, la sua tangibilità, un sogno metamateriale è un qualcosa che implica il possesso fisico di un oggetto perché possa esistere ma ciò che realmente significa non è tangibile, tangibile è solo lo strumento per realizzarlo.
Ci ho pensato molto e rimuginato sopra parecchio lo ho voluto ridurre ad una fine polvere, all'essenza ed ecco che sono arrivato al mio Metasogno o meglio: ai miei Metasogni, perché di due si tratta.
Saranno banali o potranno sembrare tali (posso esserlo figuriamoci!) ma a me, per me, non è così. La parte fisica del mio primo sogno metamateriale si chiama chitarra classica. Come quella suonata da Steve Howe piuttosto che da Paco de Lucìa (esempi meno pretestuosi no?! vabbè...), la chitarra dolce e malinconica di ballate rock la chitarra gitana di flamenco e passione, nomadi entrambe nell'anima e nei i pensieri di chi tocca quelle corde. Di chi non trova un posto dove stare ma solo posti che crede sicuri per nascondersi scoprendo poi di essere allo scoperto, scoprendo di essere stato stupido perché nascondersi lo è. Esaudire questo sogno implicherà tempo, studio e duro lavoro, perché io e la musica non ci siamo mai sfiorati o baciati, figuriamoci poi di fare l'amore.
La parte che va oltre, il "meta" è la mia voglia di comunicare con me stesso e con gli altri (non ho intenzione di fare concerti ma potrebbe accadere di suonare davanti ad un "pubblico" ... poveretti:) ) utilizzando un linguaggio che non ha bisogno di traduzioni, comunicando senza l'uso di parole che di per se sono fuorvianti. Vorrei utilizzare la musica come linguaggio per i miei pensieri e le mie emozioni. Perturbare l'aria con onde meccaniche generate da un motore emotivo, il mio. Sarà stupido come sogno ma a me piace davvero!
Il secondo sogno metamateriale è forse un'utopia, una chimera che da me non verrà mai scovata. E' di possedere una casa tutta mia o un appartamento, non centra. Quello che conta è che ci dovrà essere sempre uno spazio: un divano letto, o molto meglio una stanza per gli amici di quelli veri, un piccolo posto tutto loro. Ma badate bene non un posto della serie: "vieni a trovarmi c'è posto...", non solo. Vorrei che la mia cas fosse un rifugio per un amico che da un giorno all'altro si trova nelle peste per colpa della vita o per mille altre ragioni, non conta nulla, sempre di casini da risolvere si tratta. Il mio sogno è quello di avere una chiave sulla quale scrivere "Amici" in mille lingue perché con mille lingue parla l'amicizia, chiave da regalare ad una persona cara senza se e senza ma.
Sapete, questo mio sogno non è innato, ma è un qualcosa che ho vissuto e capito grazie a persone speciali (grazie M&T!!!) che con il loro essere Maestri Inconsapevoli (lo so ho rotto con 'sta storia, scusate...) mi hanno fatto capire quanto sia preziosa questa sicurezza. In un periodo davvero nero mi dissero con una naturalezza e una sincerità da farmi commuovere l'anima: "Roberto, in questa casa sai che per te c'è e ci sarà sempre un posto, quando vorrai, vieni!", al tempo tutto sembrava essersi sgretolato inesorabilmente, non riuscivo ad afferrare che il nulla, mi ritrovavo con il Tutto svuotato della sua essenza. Il rimbombo del vuoto ripetersi di parole senza senso colmava i miei pensieri, loro mi hanno dato uno scoglio, una speranza mi hanno dato una sicurezza sulla quale avrei potuto contare, non l'ho fatto, ma credetemi l'aiuto di quelle parole è stato molto molto grande. Non lo dimenticherò mai, M&T vi voglio bene!
Chissà se li realizzerò mai questi miei sogni metamateriali, se riuscirò a possedere queste banali cose per raggiungerli salendo su ciò che forse, non è altro che il salire su una scala un personale paradiso, che per me, è il luogo dove i nostri intimi Sogni si avverano. Un giorno mi piacerebbe, davvero!
Buon week end a chi passasse di qui!

Mio


PS: Ce ne sarebbe stato un terzo, che esoso direte voi, è un viaggio "On the road", in treno, piuttosto che in macchina o Westfalia, camper o caravan non importa, in giro per tutta Europa in ostelli o dove capita, a riempirmi gli occhi di tutto quello che fino ad ora mi sono perso. Ma questo sono sicuro che lo farò, economicamente non è impossibile, se preso a piccole dosi naturalmente, ed è un qualcosa che si può piluccare a poco a poco, anche se il massimo sarebbe farsi una superscorpacciata... :) intanto ho un sacco a pelo nuovo di quelli "regalati" con i punti, nei negozi lo zaino non mi manca... sono a buon punto no?


Un omaggio, fatto a posta per voi (questa versione la trovo fantastica!):

Stairway To Heaven -Frank Zappa







Wednesday, 13 May 2009

Tre Assi e Un Tre

Mezzo dice Lei torcendo lievemente le labbra e girando con fare fiero e sicuro la carta verso di me, "sette e mezzo" sottolina con il suo ghigno several, altera e colma di compiacimento. Le sue carte sono tutte scoperte ha il massimo punteggio li sul tavolo, in bella mostra, c'è anche la massima puntata. O tutto o niente.
Tre assi un tre, due carte ancora coperte una sola combinazione possibile per arrivare al pareggio e giocare di nuovo. Con le altre si restia dietro, con le altre si esce. Ho voluto sei carte, mi è sempre piaciuto il sei. Non credo nella fortuna come fatto fondamentatale nella vita, credo piuttosto che sia il corrollario naturale di chi compie azioni di chi rischia, quando essa manca si conosce il lato gramo, la sfortuna.
Tre assi e un tre, due carte coperte probabilità calcolabili con teoremi derivanti da assiomi inconfutabili, ma questo non conta, questione di un mese o poco più ed il risultato sarà busserà alla mia porta con il suo messaggio ancora incognito.
L'audacia nella vita conduce all'azione, nasce dalla passione e talvolta, spesso aggiongerei io purtroppo, muore nella delusione. La rinunci nella vita conduce al quieto vivere nasce dal tedio e muore sempre nell'illusione.
Ho rischiato, è stata una delle poche volte che sono stato audace, ambizioso e pretestuoso con me stesso. Ho seguito passione e sogni risiutando quel quieto vivere, ora aspettando e non sperando tento di restare calmo perché sono fermamente convinto che l'emozione, in certe cose, deve cominciare solo cinque minuti prima, ora farebbe solo male. Spero di riuscire in questo mio intento. Anche se so già che è tremendamente difficile nella vita, è impossibile quando si inciampa nell'Amore, ah se tutto fosse bianco e nero, se non si vedesse a colori... no, no, non ne varrebbe la pena! Intanto però io chiudo gli occhi, lo splendore dell'Iride mi fa ancora paura.
A presto,

Mio


Scusate l'intro ma non ho trovato di meglio.



Bold As Love
Anger he smiles, towering in shiny metallic purple armor
Queen jealousy, envy waits behind him
Her fiery green gown sneers at the grassy ground

Blue are the life-giving waters taken for granted,
They quietly understand
Once happy turquoise armies lay opposite ready,
But wonder why the fight is on

But they're all bold as love, yes, they're all bold as love
Yeah, they're all bold as love
Just ask the axis

My red is so confident that he flashes trophies of war and
Ribbons of euphoria
Orange is young, full of daring,
But very unsteady for the first go round
My yellow in this case is not so mellow
In fact I am trying to say its frightened like me
And all these emotions of mine keep holding me from, eh,
Giving my life to a rainbow like you
But, I am eh , yeah, I'm bold as love
Yeah, yeah
Well I'm bold, bold as love (hear me talking, girl)
I'm bold as love
Just ask the axis (he knows everything)
Yeah, yeah, yeah

Saturday, 9 May 2009

Vita & Tristezza

Così non si fa, cara Vita, così non si fa.
Gioca, ridi e scherza, fallo pure, fallo sempre non dimenticartene mai! Tortura, e uccidi pure tutti i sogni che vuoi ma non ripeterti mai!
Siamo noi, persone singole o coppie spaiate o unite che ti creiamo, TU cerca almeno di avere la decenza di dirci che si vive un errore, che sista sbagliando anche quando c'è Amore. Devi dircelo che è già terminale alla sua nascita.
TU, Vita grama, non darci illusioni non portarci troppo in alto dove le stelle si baciano tutte, dove il solo non conosce ombra. Non essere un Dedalo che da falsi consigli, non incitarci a volare ancora più in alto tanto, con te, l'incoscienza di Icaro, purtroppo e per fortuna, la conserviamo sempre.
E poi ci si domanda se ci sarà un'altra opportunità di giocare al Grande Gioco con te, di vivere ancora in te, con te e per te. La risposta ci fa paura Tu, Vita amara, ci fai paura. Allora si gioca ancora come chi è affetto da patologie che portano dipendenza e assuefazione o ci si chiama fuori dal Gioco. Il risultato è sempre lo stesso: Dolore.

Caro J. Amico mio, sono triste per quello che sta succedendo o che forse è già successo. In quelle poche righe di un linguaggio comune solo a noi due ho letto un oceano infinito di tristezza e dolore.
Caro J. Amico mio, sei una persona fantastica io solo un pessimo compagno di vita che ora non può starti vicino, scusami.
Ti voglio bene, Tio Grande!

Roberto



Thursday, 7 May 2009

Un' età per...

Non sono mai stato totalmente convinto che esista un'età per tutto, gli unici limiti sono quelli dettati dal fisico. Andare oltre, che si sia giovani oppure vecchi non centra, lo si paga sempre.
Sono convinto che la mente così come lo spirito non abbiano età, invecchiano e ringiovaniscono a seconda delle stagioni della Vita questa è, per me, una vera magia.
Non ho mai portato anelli o collane d'oro, poche volte braccialetti e solo nell'ultimo anno indosso una di quelle collane comperate in spiaggia così come re-indosso l'orologio. Oggi, alla mia veneranda età oscillante tra trenta e ventisei anni, mi sono messo un minuscolo pricing sulla punta dell'orecchio perché? Perché no? come prima risposta-domanda poi mi sa che i miei ex ragazzi mi abbiano contagiato, grazie ragazzi!
Ora una domanda: "Ma di che generazione sono? Che poi esistono le generazioni o sono solo nostre invenzioni per sentirci appartenenti o non apparteneti a qualcosa?"
Vorrei riuscire a rimanere sempre diverso, che poi non esclude l'essere sempre uguale!
A presto,

Mio


PS: forse sto andando definitivamente a male... vabbè :D



Wednesday, 6 May 2009

Lavori Nomadi e Sogni Precari

Come caravan gitani, pieni di tutta la vita che è stata, partono curriculum uno dietro l'altro per posta fisica o virtuale che sia. Contengono tutto ciò che sei all'esterno, l'altro sarebbe deleterio perché non capito, quello che hai fatto e poco di quello che REALMENTE vorresti fare, lo spirito di abnegazione sembrerebbe molto in voga ultimamente. Vagano in strade informatiche in incroci d'asfalto, giungono a destinazione per insediarsi silenziosi accatastati in pile in caselle di posta, comunque sia. Giacciono dormienti aspettando un verdetto sul loro futuro, il macero potrebbe essere la loro fine ma anche no.
Come quadri appesi con chiodi deboli a pareti cedevoli vivete precari, cadete e vi incrinate e, talvolta, vi infrangete in minuscoli pezzi dai mille lati, impossibili da ricomporre. Sogni che svaniscono nel loro esistere, sogni che si ridimensionano con la stessa facilità con la quale si può scegliere un formato di una fotografia. " Per me una fototessera grazie!". Diventate piccini piccini, sperando che le pareti non cedano, sapendo che non è la dimensione che misura la sostanza e l'essenza delle cose, però il limite c'è, rimane e si vede.
La Vita è precaria se le speranze e i sogni lo sono. Il sogno co.co.pro, stage, borsa di studio, e quando va bene a tempo molto molto determinato dove ci porterà? Dove mi porterà?
Come un equilibrista sull'orlo di un baratro è l'esistenza di chi decide che continuare a sognare è la sua meta, è la vera meta. La paura di cadere ti ferma, la voglia di andare a vanti ti spinge pericolosamente alle spalle facendoti vacillare.
Chi non sogna non cadrà mai, lasciatemi i miei sogni i li conserverò indeterminati nel tempo e forse pure nella loro realizzazione futura. Chi non sogna non cadrà mai, il sogno precario è un cadere planando lievemente da una quota che non è mai quella di un decollo definitivo.
Come vorrei che questa società lasciasse che la gente libera di camminare e viaggiare sul bordo inseguendo ciò che c'è di incognito dietro l'angolo con incedere incespicante, nomade, precario ma sempre e comunque VIVA!

A presto,

Mio



Monday, 4 May 2009

How To Be Good (Come Diventare Buoni) -Nick Hornby

Prima di cominciare a leggere questo libro mi chiedevo se sarebbe stato interessante e coinvolgente come Alta Fedeltà, scritto sempre da Nick Hornby e da me letto un paio di mesi fa, ebbene non sono rimasto deluso, anzi, ho apprezzato ancor di più l'autore. Credo che sia più semplice, ma non facile, scrivere di sensazioni e di pensieri di uomini se uomini, nel senso di genere, lo si è anche nella vita. da questo punto di vista, in Alta Fedeltà, ho potuto apprezzare, anche se con alcune riserve che ritengo abbastanza stereotipate, l'abilità e la sensibilità di questo autore. Nel leggere Come Diventare Buoni sono rimasto incantato dal modo nel quale riesce a descrivere il pensiero femminile che sarà invaso da stereotipi pure questo (l'oggettività non è femmina!) ma che, come il precedente, credo riesca a cogliere la sostanza del pensiero e dell'agire. Per quanto ce ne capisco io di voi esseri che mica siete umani, perché se noi uomini lo si è voi siete diverse siete molto di più, è che la noia è la vostra morte interiore ed è che da essa, giustamente (!) fuggite sempre e che questo è dirompente e che questo se noi si è un po' meno stupidi ci fa cambiare dentro, in meglio.
Cercando tra le righe il messaggio di Hornby mi sono imbattuto in vicende che trovo davvero reali nella descrizione e nella loro verità, purtroppo e/o per fortuna è così che molto spesso va il mondo ma non necessariamente sempre andrà a finire così, se la comunicazione tra due persone che si vogliono bene è reciproca e non è un muro contro muro in certe situazioni non si cadrà mai.
Credo che certe volte non serva incontrare un DJ BuoneNuove per aprirci le porte delle percezioni personali sulla nostra vita interiore nei confronti di un partner o di una persona cara amico o famigliare che sia. Certe volte il DJ BuoneNuove è ben nascosto in loro, mimetizzato sotto una dura corazza oppure dietro una fuga dai nostri sentimenti; la mancanza di qualcuno così come la presenza di una nuova persona davvero speciale sono, per me, due facce della stessa medaglia.
Sapete io credo di essere diventato più buono, al pari del protagonista, dopo una rottura drastica con un passato che viveva avizzito nel presente, un passato che poteva essere radioso futuro che però non è mai sorto. Ben inteso: non ho la pretesa di essere diventato buono in maniera assoluta ok?!, dopo la fuga del mio DJ BuoneNuove, ho capito definitivamente ciò che conta e cosa significa stare bene. Stare bene, per me, è lo strumento per diventare buoni, se non si sta bene si può "curare" chiunque con la stessa devozione Maria Teresa di Calcutta faceva con i poveri ma buoni non lo si è. Invece se si sta bene con se stessi ogni gesto sarà inzuppato d'amore come i biscotti con il caffè la mattina che non sono biscotti che non è caffè e neppure mattina, è TUTTO... scusate divago. Passione e intima bontà sono un qualcosa di libero gratuito e contagioso a tal punto da invadere l'animo di chi sarà toccato dal gesto da chi ci starà attorno. Credo che bisogna riuscire a volersi bene (il dovere di darsi piacere come diceva una che ce ne capisce...) prima di tutto, e questo non è, almeno per me, facile. Trovare i propri spazi in nella propria vita è complicato, nella vita di coppia è ancor più arduo, ma non impossibile ma sicuramente molto molto più bello. Credo che il saper ascoltare e l'ascoltarsi così come il saper comunicare (ahimè!) sia fondamentale. Vivere la vita da turisti in una vita che in coppia può essere sempre vacanza è la più introvabile delle chimere, eppure, ne sono convinto, esiste.
Mi permetto di dare un consiglio di lettura o meglio un avviso di buona lettura a chi passerà di qui: leggete Nick Hornby, perché comunque vada anche se magari non vi affascinerà come è stato per me, se non altro vi farà riflettere sul modo con cui molte persone, ma non tutte, compiono determinate scelte. Merita davvero!
E' per me un piacere ringraziare Museum per i suoi autorevoli consigli letterari (tra cui rientra il mio Hornby fino ad ora... altri titoli?) , grazie di avermi fatto scoprire Hornby. Mi piace davvero!
A presto,

Mio

Thursday, 30 April 2009

Time To...

Un paio di ore fa mi ronzavano in testa, per farle tacere le ho appuntate nella speranza che così sospese sedimentassero, non è successo finché...

Prima o poi arriva sempre il tempo delle domande ed allora che ci sono offerte tre possibilità, o almeno a me restano tre possibilità: non porsi domande, porsi domande avendo paura di cercare le risposte, porsi domande cercando la Verità. La prima possibilità ha, in termini temporali, occupato ahimè gran parte della mia giovinezza, la seconda ha costituito i miei periodi dei tempi fuggiti, l'ultima la ho perseguita con insistenza ed una volta l'ho pure trovata ed ho ricevuto in premio la consapevolezza. Li sono iniziati i casini nei quali sguazzo, perché la consapevolezza mica è sempre una cosa buona.
Il tempo corre solo se non lo si sfrutta, se non lo si vive. Molto probabilmente per un po' sarò stagione di temporali fitti fitti da sembrare quasi monsoni, senza sprazzi di sole. Da ora devo imparare a cogliere la bellezza che mi circonda, cercare di capire chi e cosa sono, non posso perdere un'altra volta la possibilità di crescere. Non devo gettarmi ancora in comportamenti vecchi e stantii che mi hanno portato al niente perché questo sono ora visto che non mi piaccio, mi sento patetico. Voglio entrare in me stesso perché, come si dice dalle mie parti, l'è ora e vent. ( è intraducibile, scusate)
La Verità per me è entrare in fondo a me stesso per poi affondare ancora ed ancora, cercando quel me stesso che, evidentemente dai risultati ottenuti, non ho ancora trovato e che forse mi fa paura come chi con ignoranza ha paura di una persona straniera. In questa mia ricerca non voglio contagiare nessuno con le mie fasi che oscilleranno tra lunatiche e nevrotiche, voglio contagiare solo con il mio trasparire di speranza nella ricerca di una serenità che da tempo mi sfugge. Voglio diventare una persona elegante di quell'Eleganza che non è ostentazione, ma anzi, è un qualcosa di personale, nascosto, recondito e criptato ma che è pure oggettivo, visibile, mostrato e decifrabile da chi condivide lo stesso modo di affrontare la vita. (concetto ispirato da "L'eleganza del riccio" n.d.r.)
Lo so sono bei pensieri, alte speranze e forse mere illusioni. Lo so sono ciò che ognuno vorrebbe per se stesso, ma credo che per me sia ora di chiudere un po' di conti in sospeso con me stesso. Tempo fa, poco più di un anno, una persona a me molto cara che di Vita ne capisce e di Vita ne è pure maestra mi disse: "Salta fuori dal cerchio!", sono saltato ed eccomi qui nel mio nuovo cerchio, diverso e migliore ma non il migliore possibile. Ora sono curioso di capire se riuscirò a saltare nel prossimo cerchio, chissà se andrò in meglio o in peggio, ma importa realmente?

Fa bello pensare che questo mio scrivere sarebbe stato molto più grigio se non fossi prima passato da qui. Fa bello capire che non ho scritto di chimere perché c'è già chi salta alla ricerca di qualcosa di migliore per il suo esistere, che poi non si è mai soli. Grazie.
A presto,

Mio

Wednesday, 29 April 2009

Furore

"[...] Kim pensa alla colonna di tedeschi e fascisti che forse stanno già avanzando giù nella vallata, verso l'alba che porterà la morte a dilagare su di loro, dalle creste delle montagne. E' la colonna dei gesti perduti: ora un soldato svegliandosi a uno scossone del camion pensa: ti amo Kate. Tra sei, sette ore morirà, lo uccideremo; anche se non avesse pensato: ti amo, Kate, sarebbe stato lo stesso, tutto quello che lui fa e pensa è perduto, cancellato dalla storia.
Io invece cammino per un bosco di larici e ogni mio passo è storia; io penso: ti amo, Adriana, e questa è storia, ha grandi conseguenze, io agirò domani in battaglia come un uomo che ha pensato stanotte <<>>. Forse non farò cose importanti, ma la storia è fatta di piccoli gesti anonimi, forse domani morirò, magari prima di quel tedesco, ma tutte le cose che farò prima di morire e la mia morte stessa saranno pezzetti di storia, e tutti i pensieri sche sto facendo adesso influiscono sulla mia storia di domani, sulla storia di domani del genere umano. [...]
Domani sarà una grande battaglia. Kim è sereno. <<>>, dirà. Continua a pensare: ti amo, Adriana. Questo e nient'altro che questo, è storia."

Tratto da: Il sentiero dei nidi di ragno -Italo Calvino

Domani finisce anche quest'ultimo periodo di vita, breve e per certi versi molto intenso. Sicuramente formativo, sono contento e colpito, spaventato per aver visto una faccia della società che mi stava sfuggendo.
Domani sera calerà inevitabilmente su di me quello che Kim chiamava furore. Dovrò riuscire ad utilizzarlo per creare la mia storia, finalizzarlo al mio bene e, se ne sarò in grado perché lo vorrei ancor di più, al bene di chi mi circonda.
Ti amo, Vita. Ma vorrei finalmente dimostrartelo, vorrei finalmente dimostrarmelo.

Mio



Monday, 27 April 2009

I Frutti Acerbi Cadono

SOLDATI
(Bosco di Courton luglio 1918)

Si sta come
d'autunno
sugli alberi
le foglie
Giuseppe Ungaretti



"With the reference to the appointment described above, this is to inform you that the position is now taken. ..."


Una chance è andata, era molto importante. E' andata e non sono riuscito a coglierla, non ho dato l'opportunità di farmi cogliere. Eppure mi sembrava esser cominciata la primavera, la mia Primavera. Pia illusione?

Saturday, 25 April 2009

Hide and Seek

Ti ho cercato tra prati versi, tra zolle di terra scura riverse al sole. Ti ho cercato nel giallo acceso dei fiori di tarassaco, nelle gemme gravide degli alberi di noce pronti a mostrare la loro nuova timida chioma. La vista ancora mi manca.
Ti ho cercato negli odori acerbi di quel nutrimento che poi sarà vita, sarà fiore e quindi frutto dolce, come dolce e delicato era il profumo del melo in fiore che macchiava qua e la la valle. Non ho ancora ritrovato l'odorato.
Ti ho cercato come si cerca un'ombra di un ladro sulle pieghe dei muri di case meste, rurali, povere. Case che portano ancora i segni dei fasti di una miseria antica, non basta un intonaco nuovo a cancellare un'anima ferita. Chissà il mio come sarà chissà come lo vede la gente, non voglio spargere attorno a me la stessa tristezza quella tenue malinconia.
Ti ho cercato nel sole che giocava a nascondino con le nuvole, con le cime delle montagne ancora innevate. Sole che giocava a far lo spaccone nei riflessi delle acque dei laghi. Ti ho cercato nell'aria che mi sussurrava veloce alle orecchie ma la tua voce non ho udito. Sono ancora sordo. Per i gusto va ancora peggio.
Ti ho cercato nel mio fiato corto mentre pedalavo in tutto questo scalando la mia salita. Non ti odiavo allora ne adesso, non più ormai. Non è questa la via. Ti ho cercato cercato nel dolore di muscoli contratti, ma non eri più il perché di tanta fatica, non lo sarai più adesso. Purtroppo mi sono reso conto che anche il tatto mi ha abbandonato.
Oggi non ti ho trovato caro Mostro, purtroppo ancora! Ti sento ma mi sfuggi, non sono ancora pronto, probabilmente.Vorrei fare la pace con te ma non ho mani da stringere, corpo alcuno da abbracciare.
Agire, tentare di volgere le giornate al meglio non è facile. Eppure mi piacerebbe davvero, non mollerò!
Non so se questa notte ci sarà un chiaro di luna ma questa carezzevole sonata sarà per me una ninna nanna che ora vorrei mi cullasse almeno nei pensieri.
Buona notte a voi tutti.

Mio


Tre piccoli pensieri/omaggi per chi dovesse passare di qua:

Un grande Ludwig van Beethoven in: Moonlight Sonata movimento 1.



Un piccolo panorama


Una piccola torta Saint Honoré (fatta da mé :) )


Friday, 24 April 2009

Udienze Generali

Molti professori si lamentano di questo evento perché lungo e noioso o perché di dare cattive notizie non è che se ne abbia sempre voglia. E' l'ammissione di un fallimento per una parte, la scuola, e per l'altra, la famiglia. Ieri sono giunte anche per me le udienze generali.
Aspetto l'arrivo dei genitori, il tavolo è grande, l'ambiente moderatamente asettico nel suo essere arredato con utensili tecnici. Saluti e presentazioni come da protocollo: "Piacere sono la madre di..." oppure "Sono venuto per mio figlio: ...", io sempre la stessa: "Piacere sono M. il sostituto di M." (suona male ma le iniziali sono le stesse...). Il ghiaccio si rompe quasi sempre con: "Come va mio figlio?" quindi il registro si apre neanche che la frase fosse l' "apriti sesamo" di Alibabà e i quaranta ladroni, purtroppo non sempre contiene tesori. Talvolta è un vaso di Pandora.
Sui volti si legge rassegnazione, speranza, illusione e felicità; ho cercato di non assecondare la prima, di alimentare la seconda se realmente è possibile sperare, schiarire la terza se era infondata, congraturarmi sempre e vivamente quando l'ultima era confutata dal comportamento dell'alunno.
Ieri mi sono scoperto chiaccherone, ma di quei chiaccheroni che solo il miglior Castro dei migliori tempi avrebbe potuto tenermi testa. Mi è piaciuto parlare con i genitori dei ragazzi dell'ultimo anno di cosa volessero fare i loro figli, con i genitori dei ragazzi di quarta dell'andamento della classe così come dell'ultimo tema-strage, con i genitori dei ragazzi di terza che si trovano nelle peste perché, probabilmente, oltre la metà ci lascierà le penne.
Ieri ho parlato con la mamma di O., il ragazzo del post precedente quello che aveva copiato, mi ha fatto piacere: le ho spiegato il fatto, le ho detto che comunque fosse andata la prova, visto l'aiuto esterno, sarebbe stata insufficiente; le ho detto che comunque sia nel recupero che farò non terrò in considerazione questo fatto e che suo figlio è davvero un buon elemento ma che se non studia si brucerà, e di entrambe le cose ne sono convinto, questo mi dispiacerà e non poco. Poi ho incontrato la madre di ragazzi "vecchio stile", che hanno ancora il senso del sacrificio come mezzo per raggiungere il risultato, ma che hanno da confrontarsi con problemi di pendolarità non banali e questo mi fa pensare che a dare troppe comodità non sempre la si indovina, anzi. Poi ho incontrato la madre di A. il figlio ne è una fotocopia nella fisionomia, il figlio è un casinista, che si demoralizza davanti a difficoltà anche minime, si abbatte. A. è un pluriripetente, è uno di quei ragazzi che certi professori, visto il carattere estroverso ed il vestire che ne implica , reputerebbero come perso. Mi dice che A. vuol finire quei due anni che gli mancano al diploma, con me è gravemente insufficiente però sono convinto che un sette pieno è nelle sue corde, lo ho detto alla madre e sono sicuro di non sbagliarmi. Le ho detto che a vent'anni è forse giunto il momento per A. di mettersi in discussione, la madre con un filo di speranza mista ad entusiasmo mi ha detto: "Ha ragione, gli dirò questo!". Non mi interessa aver ragione perché so che suo figlio vale, mi piacerebbe che lunedì me lo mostrasse, davvero.
Ho parlato per più di tre ore consecutivamente (una madre mi ha detto è meglio che vada fuori c'è una fila lunghissima che l'attende..), non avevo acqua con me e l'unica fonte per dissetarmi (?) erano gli immancabili confetti di liquirizia. Probabilmente sarà stato per un suo effetto collaterale che alla fine mi aggiravo per la scuola con una felicità ebete stamapata in volto? Percorrevo le scale con il pensiero: "Amo le udienze generali" percorrere la mia mente? Non credo. Poi tutto si è chiuso con un bellissimo siparietto che non dimenticherò tanto facilmente: stavo uscendo dall'aula dopo aver ricevuto l'ultima madre e ed incontro una signora lungo il corridoio che si stava dirigendo, con la carta delle udienze in mano, verso l'aula dalla quale ero appena uscito e chiedo: "Scusi, sta cercando il Professor M. (non io l'altro)", lei: "No sto cercando mio marito". A me ha fatto ridere tantissimo!
A presto,

Mio




Monday, 20 April 2009

La Prova

Oggi è stato il giorno della mia prima prova dall'altra parte della barricata, da insegnate.
Oggi ho capito cosa significa insegnare e perché gli insegnati (quelli con ideali) lo fanno, perché non sono ancora pronto per far bene questo mestiere e perché il declino della nostra società è ormai segnato.
Per correggere, senza dare voti o segnare di rosso, quindici prove ci ho messo si e no tre minuti: il voto massimo - ad essere buoni e larghi di maniche - ne è fratello nella cifra. Eppure mi sembrava di averla fatta semplice anzi ne sono tuttora convinto. Ma questo non è il problema.
Oggi ho sgamato il furbo di turno che teneva sotto il palmo della mano il suo bigliettino. Non ho mai condiviso questo atteggiamento, non lo ho mai adottato perché troppo ingenuo per non farmi beccare e perché non lo ho mai creduto essere di utilità alcuna. Ma il problema non è neppure questo ossia il credersi furbi.
Ecco come sono andate le cose: stazionavo in fondo alla classe e, con la coda dell'occhio, ho visto la sbirciatina laddove da sbirciare non ci dovrebbe essere proprio niente, faccio a finta di niente e compio alcuni passi allontanandomi dall'incauto furbetto di turno, subito però ritorno indietro e con fare calmo mi avvicino a lui e chiedo: "Mi scusi O. avrebbe gentilmente una penna rossa?", lui con la mano non bigliettinata fruga nell'astuccio la trova e me la porge, lo ringrazio. Mi avvio verso il centro della classe e mentre cammino lentamente dico: "Sapete ragazzi, c'è una cosa che non tollero e non capisco ed è il fatto di copiare. Perché poi chi ci rimette siete voi", e a queste parole faccio ditrofront e lemme lemme mi riavvicino ad O., che nel frattempo pensava di averla passata liscia, e continuo: "ci rimettete voi come il vostro compagno O. che ora ha tutte le domande segnate di rosso, tutte segate!", così dicendo una piccola croce rossa compare vicino ad ogni domanda, quindi ringrazio O. della penna rossa e mi faccio dare il bigliettino, che poi era pure fatto male. Fino a questo punto è ordinaria amministrazione, almeno in Italia, purtroppo. Ma il problema non è neppure questo.
Ed allora qual'è il problema? E' l'atteggiamento, l'indolenza, il menefreghismo, la mancanza di vergogna, di ritegno e di pudore nel manifestare la loro ignoranza. E non parlo di quella legata all'istruzione ma quella legata alla propria persona al loro comportamento. Per loro la mattina e la giornata sono passate come altre, come se quel voto non li avesse gettati nella fossa comune, ed ormai assai affollata, delle bocciature. La loro noia li ucciderà, ci ucciderà.
Loro sanno che ci sarà una prova di recupero perché "è così che funziona", la farò sicuramente un po', ma non tanto, più difficile comunque controvoglia. Loro credono che hanno vinto invece hanno perso un'altra grande occasione. Il problema è che non lo hanno capito. Il problema è che tutti non hanno capito che il gesto di segnare il compito di O. con la SUA penna rossa significava dire tu lo hai voluto, tua è la responsabilità di tutto, tuo è quel colore, quel voto. Tu sei stato la giuria e il giudice, io ci ho messo solo la mano come il boia nel giustiziare il condannato, l'obiezione di coscienza quando si fa i furbi su queste cose da me non è ammessa.
Domani li vedrò ancora e so già che tutti baldanzosi mi diranno: "Prof. ha corretto le prove?", io gli dirò di che no, gli dirò: "Le correggete voi, ok?", le distribuirò a tutti e farò metter loro il voto dopodiché gli dirò che la prossima settimana ce ne sarà un altra e che loro oggi hanno perso e che mica me ne frega se non studiano e che saranno loro a pagare tutto, io no di sicuro perché tra due o tre settimane sarà finita la supplenza e quindi sarò disoccupato. Loro non capiranno.
Pensando a questo capisco che non sono ancora in grado di salvarli da quello che si stanno creando attorno. Sono un cattivo insegnate, lo so, ma sono abituato ad aver a che fare con me stesso in termini di giuduice inflessibile o con gente che crede nell'impegno e nella correttezza.
Mi fa male aver capito che la nostra società è segnata perché loro sono il nostro futuro, e per loro intendo quella generazione non quella classe. Questa è la nostra vera crisi e la pagheremmo molto salata.
Oggi ho imparato molto e sono riuscito ad insegnare molto poco, forse niente. Mi dispiace davvero.

Mio

Saturday, 18 April 2009

Leggendo...

Poco fa stavo leggendo il "mio" ultimo libro e, non so perché, forse per deconcentrazione o per un pensiero indotto dalle righe che scorrevano fluide e piacevoli sotto i miei occhi, mi è passato per la mente questo pensiero:
Il tempo resta fermo, noi passiamo

Cosa significa di preciso non lo so spiegare a parole ora, quindi mi aiuterò con le parole di allora che tra poco trascriverò. In otto anni cose e persone cambiano eppure, rileggendo queste righe, ora mi sento come quando le scrissi, come se il tempo non fosse passato: stesse insicurezze, stesse paure ma anche stesse certezze che da qualche parte tutto esiste e, come avrei scoperto di li a poco, che il sogno si può tramutare in realtà. Eppure, adesso, guardando le mie mani il mio corpo segnato ancora delicatamente dal tempo mi indica tutto il contrario. Per questo penso che il tempo è quello di allora, li fermo e statico, e il resto, l'involucro, è passato oltre.


Black & White

Non è giorno non è notte, non c'è cielo per queste stelle
il Bianco e il Nero non vanno d'accordo,
la morte e la vita sono sempre state amiche.

Non è notte non è giorno, non c'è sole per questo mondo
Il Nero e il Bianco sono uniti nel Dolore, sempre assieme nell'Amore
Vita grigia e tetra prendi tutto il Bianco che ho nell'anima
mescolalo con il Nero della mia esistenza,
dammi l'Amore dammi il Dolore.

Fammi diventare cieco e poi dammi il colore
degli occhi misteriosi e tristi* di una ragazza
e mi avrai dato la Vita immortale,
un cielo stellato in cui volare,
un'anima lucente per cui vivere.

Allora sarò il Signore del Bianco,
il Re del Nero.

Roberto


*ora tristi sì ma anche e sopratutto felici e sorridenti :)



Per cercare il foglio che conteneva queste parole mi sono imbattuto in ricordi sepolti in date inimmaginabili, certi li ho lette, altre no. Alcune non le ho lette, le lascio a far compagnia agli appunti delle lezioni di fisica e matematica. Però devo dire che un pensiero appuntato ha colto la mia attenzione è titolato: "Esistenza di un Amore razionale", che forte concordo pienamente con me stesso. Chi ha detto che il tempo passa?
A presto,

Mio

Thursday, 16 April 2009

Di Mostri, Magia e Altre Cose (scusate la sterminata lunghezza...)

I mostri non esistono nel mondo reale e la magia non cambia oggetti, cose o persone. La materia rimane sempre la stessa. Sapete, io vivo con mostri e cattivi incantesimi, la mia vita non è reale e questo è il dramma che racchiude, nel suo esistere, la soluzione di tutto.
La dimensione del mio sogno con il suo gettarsi in incubo continuo, mutevole e ripetuto è la condizione statica nella quale rientro. Da tempo ho perso la mia lucidità nel condurre il sogno sotto il controllo della mia volontà il che non necessariamente implica la razionalità. Goya incise un'acquaforte e un'acquatinta dal titolo: "El Sueño de la Razón Produce Monstruos (Il Sonno (o Sogno?) della Ragione Genera Mostri) ", è indubbiamente così, tutti lo abbiamo sperimentato in passato, direttamente oppure no, letto su libri di storia piuttosto che ogni giorno su giornali o riviste. Quindi? La razionalità esclude il sonno della ragione? O meglio: "Esiste il sogno anche quando la ragione non dorme, quindi quando si è svegli?" Personalmente credo di sì, atti ma sopratutto AZIONI possono essere compiuti senza perdere la dimensione del sogno, anzi, credo che la possano rafforzare aumentando il suo campo di crescita attraverso scenari sempre nuovi e inaspettati.
Credo che ogni sognatore custodisca in se mostri indipendentemente che usi o no la ragione, mostri nati o derivati da traumi che si imprimo come pellicole invisibili davanti ai nostri occhi interiori, quelli dell'anima. Visioni delle quali non ci si riesce a liberare fin tanto che non si riesce a separarle dalla parte vera e mutevole delle nostre percezioni ossia la Vita. Il mio mostro non riesco ancora ad identificarlo, lo sento, lo percepisco, ne accuso gli effetti ma non riesco a pormi di fronte a lui, a cercare il contatto che non necessariamente sarà scontro violento perché io lo vorrei pure abbracciare, lui è parte di me, è un amico perso con il quale è giunta l'ora di far pace per ritrovare un nuovo alleato. Ora mi accorgo che lo sto evitando girandoci attorno, in cerchio, per poi trovarmi al punto di partenza.
Voi sapete che non credo in maghi, magie e incantesimi nell'accezione che queste parole assumono in termini di soprannaturalità. Io credo nella mente, in quello che essa può generare e fare: "Volere è potere", mi ha sempre detto mia nonna, "La mente non ha limiti" ama ripetere il "mio" professore universitario. Mia nonna ha solo la licenza elementare, il professore non è, per così dire, proprio l'ultimo della sua classe; non è questione di saggezza o di superba intelligenza niente di tutto questo, è un dato di fatto, un pensiero di persone che sono riuscite ad alimentare se stesse puntando solo sulle loro forze interiori. PASSIONE in ciò che si vuole, FEDE nel risultato e VOLONTA' nel perseguirle ed attuare, questa è la magia segreta. Nulla più.
Quindi la vera Vita, quella che certe persone riescono a vivere, non è nient'altro che un magico sogno? Un rincorrere, quindi, qualcosa di inesistente? No, non è questo, a parer mio è molto di più, è un sogno che si deve vivere lucidamente e questo lo si può fare, lo si dovrebbe fare. "Impossibile!" dirà o penserà qualcuno di voi, "Lo avete fatto tutti!" rispondo io che ora sono incapace di riuscirci dinuovo. Pensate a voi da bambini mentre giocavate a voi da piccoli o , se non vene ricordate, guardate un bambino giocare, guardate gli occhi che non vedono giochi senza vita ma bensì dotati di una vita propria, guardate gli scenari che lucidamente, in quel sogno ad occhi aperti, il bambino riesce a creare. Lui immagina ciò che vorrebbe ottenere ed ecco che tutto appare come per magia. Questo credo sia il segreto.
Qualcuno mi dirà (io stesso me lo sono chiesto): "Ok, allora immagina il lavoro (o una cosa) che hai sempre desiderato e a breve sarà fatto no?", io a me stesso alla mia ragione rispondo che la domanda è malposta e quindi fuorviante (talvolta penso che la mia ragione sia un po' provocatrice e fascista... prima o poi la purgherò :) ). La risposta è malposta perché il desiderare non è sufficiente, bisogna perseguire il fine, il sogno magico non sposta gli oggetti fisici ma abbatte muraglie psicologiche che imbrigliano le volontà, tu cara ragione, preoccupati di capire se questo è accaduto, se così non fosse spronami a farlo ed il resto verrà da se. Tu fammi AGIRE, dammi lo slancio per l'AZIONE e tutto il resto tornerà, nulla più e nulla meno.
E poi c'è nella vita di ognuno un momento in cui la ragione fluttua, i mostri sorridono, l'azione nasce involontaria e il sogno trascende e tutto l'insieme si condensa e brina in cristalli preziosi ed unici, ecco che splendente nasce l'Amore la cosa più bella e unica se non fosse che talvolta si congeda senza commiato, dolenti allora diventa i nostri passi quando si cammina in questi sentieri nel cammino della Vita. Ci si chiede se si incontrerà ancora un Amorecosì forte, totalizzante, inebriante, poetico e unico e, nell'insicurezza della risposta, ci si sente male e forse pure un po' persi. Ultimamente (? :) ) ho analizzato un Amore che a pieno titolo può rientrare in quanto detto sopra, ne ho preso il considerazione "Il Perché" analizzandolo scrupolosamente e metodicamente e, visto che orami tutto è finito da tempo, sento di averlo fatto senza mentirmi. Mi sono chiesto perché io non rientrassi in quel tutto, mi sono chiesto: "Perché ero sul tetto dell'universo?", la risposta è stat semplice e devastante: "Perché con Lei eri ritornato al momento più felice della tua esistenza, eri ritornato bambino e non conoscevi più: pensieri grigi, preoccupazioni; vivevi e ridevi, in ogni giorno c'erano mondi nuovi da scoprire. Tutto era colore e profumo semplicemente emozione e poesia.
Sapete, non credo che questa sia un opinione ottenuta per mezzo di un ragionamento induttivo ma, piuttosto, un qualcosa di assiomatico e deduttivo: il mio comportamento, le mie emozioni, il mio percepire e sentirsi erano puerili. La Vita era un gioco sempre nuovo da affrontare in due, mano nella mano. Se lo vorrò (ahi!) sarà ancora così, se cercherò con occhi di sogno troverò ancora un sorriso splendente ed occhi sognanti in cui perdermi, verso le persone ciniche ed egoiste neppure mi volterò. Credo che l'Amore sia la più grande magia e che per vivere ed esistere abbia bisogno di un sogno lucido e congiunto condotto e fatto evolvere che voglio sempre vivere in una felicità nuova non dimenticando quella vecchia tutto perché non fugga mai in incubo.
Credo che Amare significhi diventare un il mago dell'altra e viceversa, riuscire a svelare le emozioni più profonde e sepolte siano esse paure o gioie, demoni o angeli per portare nel partner piena e completa spensieratezza. Questo non è banale, le AZIONI da intraprendere non sono banali; sicuramente non è impossibile. Personalmente la mia maga l'ho trovata, io non ero in grado di creare magie e tutto è svanito il mio sogno ha perso lucidità, è nato l'incubo con i suoi mostri, i miei mostri. Sicuramente nel mondo di maghi e maghe ce ne sono ancora, ma questa non è la soluzione del problema, ma solo il corollario del teorema.
Sapete, credo che paradossalmente per trovare persone speciali basterebbe essere in grado di fermarsi in tutto quello che si sta cercando di fare senza un perché reale. Credo che bisognerebbe sedersi come si faceva da bambini sulla sabbia in spiaggia ed iniziare a giocare (questa è l'AZIONE!) con la Vita con lo stesso spirito di bambino quando si armeggiavano paletta e secchiello.
Credo fermamente che, come da bambini, un compagno si fermerà al nostro fianco chiedendoci: "Posso giocare?" oppure "Vuoi giocare?".
Credo fermamente che, come da bambini, bisognerebbe trovare ancora una volta quel timido coraggio per chiedere: "Posso giocare?" oppure "Vuoi giocare?".
Ora devo cominciare ad ascoltarmi per stare meglio con i miei mostri, le mia magia e le altre cose. Devo "solo" credere nell'AZIONE ossia AGIRE. Mai cosa è stata per me più difficile.
A presto,

Mio


PS: pseudopensieri liberati dai miei neuroni sotto l'effetto della lettura di: PSICOMAGIA -Alejandro Jodorowsky. Ve lo consiglio!

PPS: scusate la tremenda lunghezza del post, così come i pensieri convulsi in esso contenuti, non sono riuscito a combinare di meglio


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